IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

martedì 30 novembre 2010

La Donna della Mia Vita - La Recensione

Leonardo (Luca Argentero), è un uomo timido e sensibile che ha tentato il suicidio dopo essere stato lasciato dalla sua ex. Giorgio (Alessandro Gassman), fratellastro di Leonardo e marito infedele, è tutto il contrario di suo fratello. Una sera, Leonardo conosce Sara (Valentina Lodovini) e i due si innamorano all’istante. Ma appena entrata nella famiglia di Leonardo, Sara scoprirà che il suo nuovo ragazzo non è altro che il fratellastro dell’uomo che le ha appena spezzato il cuore.

Dopo il sorprendente “Oggi Sposi” torna al cinema Luca Lucini, regista che aveva iniziato la sua carriera con “Tre metri sopra il cielo”, e che, da qualche anno a questa parte, sembra essersi orientato molto verso la commedia all’italiana.
Già con “Amore Bugie e CalcettoLucini aveva dimostrato di saperci fare con questo genere di film, e con “Oggi Sposi” ne aveva dato conferma, realizzando un film divertentissimo e riuscendo a gestire quattro storie in maniera abbastanza equilibrata e sobria (anche se in quel caso la coppia formata da Michele Placido e Francesco Pannofino lo aveva aiutato moltissimo). Stavolta, però le cose non girano nel verso giusto.

La sceneggiatura del film, tratta da un soggetto di Cristina Comencini e sceneggiata da Giulia Calenda e Teresa Ciabatti, si rivela azzeccata nella prima parte (anche se con qualche sbavatura) salvo poi cadere nella seconda, dopo che il personaggio di Argentero si accorge del passato tra la sua nuova ragazza e il suo fratellastro. Da quel momento in poi cambia tutto sia i personaggi sia l’andamento del film. La storia, infatti, perde di originalità e freschezza e i personaggi mutano improvvisamente la loro personalità senza un apparente giustificazione arrivando a costruire un finale molto discutibile e con un sapore agrodolce (più dolce che agro però!)

Una piccola parentesi su Giorgio Colangeli, che interpreta egregiamente il secondo marito sottomesso a Stefania Sandrelli (la moglie), un attore che lavora sempre con grande bravura, regalandoci non solo un personaggio credibilissimo (forse il più credibile del film) ma anche un accento milanese degno di nota. Peccato per Valentina Lodovini un’attrice in ascesa e soprattutto una donna bellissima che in questo film viene totalmente sprecata. La Sandrelli, invece, a questo punto della sua carriera sembra essere legata esclusivamente al ruolo di madre di famiglia.

Nota negativa anche per Luca Argentero che è stato una delle mie più grandi rivalutazioni, devo ammettere di averlo sempre snobbato inizialmente, poi l’ho rivalutato nel film di Michele PlacidoIl Grande Sogno” e successivamente apprezzato moltissimo in “Oggi Sposi”. In questo film però non ci riesce proprio a fare il timido ragazzo che fatica a reinserirsi nella società dopo aver tentato un suicidio, decisamente meglio nella parte del bastardo.

In finale, poi, aggiungo di non aver gradito molto il modo in cui veniamo rappresentati noi uomini in questo film, tutti infedeli (chi prima, chi poi). Mentre le donne sono sempre quelle capaci di perdonare totalmente o parzialmente e in grado di gestire con grande maestria tutti gli equilibri della loro famiglia.
Centra forse il fatto che sia il soggetto che soprattutto la sceneggiatura del film siano state scritti esclusivamente da mani femminili? …bah!

Trailer:

martedì 23 novembre 2010

Harry Potter e i Doni della Morte: Parte I - La Recensione

E’ sbarcato (quasi) in tutto il mondo il settimo capitolo della saga di Harry Potter. Teoricamente sarebbe dovuto essere l’ultimo ma per ragioni legate alla lunghezza del libro (ma più probabilmente al marketing!) è stato diviso in due parti. Quindi avremo una seconda parte (in 3D!) a luglio che chiuderà definitivamente la saga del Maghetto occhialuto più amato da tutto il mondo.

Il primo Harry Potter uscì nel 2001, nove anni fa. Moltissimi di noi sono cresciuti insieme alla sua saga, il sottoscritto compreso, e se alcuni crescendo hanno deciso di abbandonarla, io faccio parte di quella parte che ha continuato a seguirla, nonostante Daniel Radcliffe e soprattutto nonostante David Yates.
Lo so, può sembrare masochismo allo stato puro, ma io sono fatto così!

Harry Potter e i Doni della Morte (Parte I) riprende la storia dopo la morte di Silente avvenuta nel capitolo precedente (Il Principe Mezzosangue). Voldemort oramai ha tutti ai suoi piedi e al giovane Potter non resta che fuggire da Hogwarts insieme ai suoi storici amici: Ron e Hermione. Ma la loro fuga non sarà semplice perche saranno braccati continuamente dai servitori di colui che non può essere nominato (Voldemort!).

David Yates ha iniziato a dirigere Harry Potter dal quinto capitolo: L’Ordine della Fenice, poi ha girato il sesto: Il Principe Mezzosangue e infine il settimo: I Doni della Morte, dividendolo in due parti. Ma non è solo per questo motivo che ha un ruolo fondamentale in questa saga, quello che ha fatto Yates è molto più importante, lui ha praticamente rovinato il Franchise di Harry Potter (mica Cotica!).

Diamogli atto che in questo ultimo capitolo di passi avanti ne ha fatti, nonostante non sia il miglior film della serie almeno non è uno dei peggiori.
Girato con un atmosfera sempre più dark e stavolta anche con qualche scenetta stile Horror, il film inizia benino per poi lasciarsi andare piano piano per tutta la prima parte riprendendosi nella seconda, fino ad un ottimo “finale” leggermente strappa-lacrime.
Le scene migliori sono quelle in cui c’è l’azione (o quelle in cui ci si prepara per questa), la migliore con Harry Potter costretto a lottare contro un enorme serpentone mangia-uomini.
Un’altra sequenza memorabile è la scena d’animazione in cui viene raccontata la leggenda dei doni della morte, molto ben realizzata e da molti ribattezzata come la cosa migliore vista fino ad ora in tutta la saga del maghetto. Purtroppo le parti più lente e pesanti del film sono i tanti, troppi dialoghi tra i tre protagonisti, noiosi, banali e spesso insopportabili.
Tra l’altro non è mai piacevole stare troppo sulle inquadrature che vedono protagonista Daniel Radcliffe il quale l’unica magia che è riuscito a realizzare (degna del personaggio che interpreta) è stata quella di fare l’attore pur non sapendo recitare!
La più brava dei tre, come si era già ampiamente visto in passato, è Emma Watson (Hermione) che forse sarà l’unica con qualche possibilità di costruirsi una carriera post-Potteriana, Rupert Grint, a parte qualche smorfietta qua e la, non convince moltissimo.

Centocinquanta minuti di alti e bassi ci accompagnano verso quello che sarà “il vero” finale in cui speriamo, l’azione sarà protagonista assoluta. Non rimane che aspettare luglio quindi, per vedere non solo come finirà questa storia ma soprattutto per iniziare a scoprire che fine faranno i suoi protagonisti dopo essersi liberati di un peso così grande come quello di HARRY POTTER.
La nota positiva è che finalmente dopo undici anni anche questa saga sta per giungere al termine.


Trailer:

sabato 20 novembre 2010

Mulholland Drive - La Recensione

Vista la scarsa programmazione che offrono al momento i cinema (almeno in Italia), parliamo di un film di qualche anno fa, disponibile in Home Video, un film molto particolare, difficile da capire in prima battuta e difficile da analizzare ma capace di lasciarti addosso quell’adrenalina meravigliosa che solo pochi film riescono a fare dopo averli visti.

Parliamo di Mulholland Drive. Uscito nel 2001 questo film, diretto da David Lynch, non andò molto bene al botteghino, nonostante gli apprezzamenti ricevuti al Festival di Cannes, dove vinse il premio per la miglior regia, nel corso degli anni, però, è diventato un vero e proprio CULT Metropolitano.

Colpevole di mancare all’appello tra i cinefili che hanno potuto godere di questo capolavoro mi sono messo immediatamente alla ricerca per recuperarlo il prima possibile.

Protagonista (e che protagonista!) del film è Betty (la ormai famosissima Naomi Watts) che si trasferisce a Hollywood nella casa della zia (temporaneamente fuori per lavoro) in cerca di fortuna come attrice. Appena arrivata trova nell’appartamento una misteriosa donna, scampata a un omicidio grazie ad un incidente che le ha fatto perdere la memoria . Cosi Betty decide di aiutarla a ricordare chi era cercando di indagare su cosa le fosse accaduto. Nascerà così un ottimo rapporto di amicizia che crescerà sempre di più fino a sfociare in un vero e proprio rapporto sessuale. In parallelo assistiamo alle vicende di un regista con una carriera in bilico, che oltre ad aver scoperto la moglie al letto con l’amante, si ritrova ad essere minacciato da alcuni Gangster che gli impongono di scegliere un’attrice raccomandata come protagonista per il suo prossimo film. A queste due vicende principali si aggiungono quelle di altri personaggi minori, tutti molto particolari, tra cui un serial-killer che durante un omicidio a lui commissionato ne combina di tutti i colori.

Toccando un mix numerosissimo di generi e facendolo in modo davvero superbo, il film di Lynch si inserisce di prepotenza in quella lista di film indimenticabili. Nato come un progetto televisivo e traslocato al cinema solo in un secondo momento, Mulholland Drive si rivela una vera e propria sorpresa soprattutto per la capacità con la quale riesce ad ipnotizzare chi guarda grazie a una trama apparentemente molto disordinata e confusa ma in grado di trasmettere allo spettatore la fiducia necessaria per rassicurarlo e convincerlo a non distrarsi.

Un meraviglioso viaggio onirico, tra sequenze inquietanti, agghiaccianti e piene di suspance, che ci catapultano in un finale travolgente e scioccante in cui sono l’inconscio e il subconscio a far da padroni e vi lasceranno sicuramente a bocca aperta proprio come ha lasciato me.
…e non importa se probabilmente dovrete rivedere il film da capo! Una volta visto questo film, Inception vi sembrerà molto meno innovativo (sicuramente Nolan deve parecchio a Mulholland Drive!).

NON LASCIATEVELO SFUGGIRE E GUARDATELO CON ATTENZIONE.


Trailer:

sabato 6 novembre 2010

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA 2010 - Tutti i Premi


I vincitori della 5a edizione del Festival Internazionale del Film di Roma:

- Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior film: Kill Me Please di Olias Barco

- Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio: Hævnen – In a Better World di Susanne Bier

- Premio Speciale della Giuria Marc’Aurelio: Poll di Chris Kraus

- Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior attore: Toni Servillo per Una Vita Tranquilla

- Premio Marc’Aurelio della Giuria alla migliore attrice: tutto il cast femminile di Las Buenas hierbas

- Targa Speciale del Presidente della Repubblica Italiana al film che meglio mette in rilievo i valori umani e sociali: Dog Sweat di Hossein Keshavarz

IL PREMIO ASSEGNATO DAL PUBBLICO
 - Premio Marc’Aurelio del Pubblico al miglior film – BNL: Hævnen – In a Better World di Susanne Bier

IL PREMIO ASSEGNATO AL MIGLIOR DOCUMENTARIO PER LA SEZIONE L’ALTRO CINEMA | EXTRA
- Premio Marc’Aurelio al miglior documentario per la sezione L’Altro Cinema | Extra: De Regenmakers di Floris-Jan Van Luyn

IL PREMIO ASSEGNATO DALLA GIURIA ESORDIENTI
 -
Premio Marc’Aurelio Esordienti: Kaspar Munk per Hold Om Mig

I PREMI ASSEGNATI DALLE GIURIE DI RAGAZZI
 -
Premio Marc’Aurelio Alice nella città sotto i 12 anni: I Want To Be a Soldier di Christian Molina
 -
Premio Marc’Aurelio Alice nella città sopra i 12 anni: Adem di Hans Van Nuffel

IL PREMIO MARC’AURELIO ALLA MEMORIA DI SUSO CECCHI D’AMICO

La quinta edizione del Festival ricorda con uno dei suoi premi ufficiali la sceneggiatrice italiana, scomparsa lo scorso 31 luglio.

PREMIO MARC’AURELIO ALL’ATTORE
Il Festival ha assegnato il Premio Marc’Aurelio all’attore a Julianne Moore.



PREMI COLLATERALI


Premio Libera Associazione Rappresentanti di Artisti (L.A.R.A.) al miglior interprete italiano:
Francesco Di Leva per Una Vita Tranquilla

Premio Enel Cuore al miglior documentario sociale (sezione L’Altro Cinema | Extra):
Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal di Gianni Celati

Premio Farfalla d’oro - Agiscuola:
Kill Me Please di Olias Barco

Premio Focus Europe al Miglior Progetto Europeo:
Director’s Cut di Nader Takmil Homayoun

Eurimages Co-Production Development Award:
Chaika di Miguel Ángel Jiménez

Premio Selezione [CINEMA.DOC] al Miglior documentario italiano:
Le Radici e le Ali di Claudio Camarca e Maria Rita Parsi

Premio Politeama Catanzaro - Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La Grande Musica per il Cinema:
Annette Focks per Poll

Premio HAG - Pleasure Moments:
The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town di Thom Zimny

Premio Lancia Musa e Diva:
Micaela Ramazzotti e Cristiana Capotondi

Premio WWF per la biodiversità:
De Regenmakers di Floris – Jan Van Luyn

3 Social Movie Star Award:
Fabrizio Gifuni




Fonte:
http://www.romacinemafest.it