IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

venerdì 31 maggio 2013

Gravity - Trailer Italiano


La Warner Bros ha finalmente rilasciato il trailer ufficiale in italiano di "Gravity", pellicola con George Clooney e Sandra Bullock che segna il ritorno al cinema del regista Alfonso Cuarón, assente da quel lontano 2006 quando portò in sala il sottovalutato "I Figli degli Uomini". La sequenza montata nel trailer è davvero impressionante, talmente realistica e intrigante da far salire un'attesa che già di suo era piuttosto spasmodica. Ma date un'occhiata voi stessi.

Trailer italiano:


Sinossi (Ufficiale): I premi Oscar Sandra Bullock (“The Blind Side” “Ricatto d’Amore”) e George Clooney (“Tra le Nuvole,” “Syriana”) sono i protagonisti di “Gravity”, un thriller mozzafiato che trascina il pubblico alla deriva nello spazio profondo, diretto dal candidato all’Oscar® Alfonso Cuarón (“I Figli degli Uomini”).
Bullock è la brillante dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle,
mentre Clooney è Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione.
Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe e lo shuttle viene distrutto, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli, collegati solo fra loro e fluttuanti nell'oscurità.

Il silenzio assordante in cui sono immersi significa che hanno perso ogni contatto con la Terra…e ogni speranza di salvezza. Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto.Ma forse l’unico modo per tornare a casa è addentrarsi in quel terribile spazio infinito.

Gravity” è scritto da Alfonso Cuarón & Jonás Cuarón. Alfonso Cuarón e David Heyman (i film di “Harry Potter”) sono i produttori, Chris deFaria (“Happy Feet 2”), Nikki Penny (“Scontro tra Titani”) e Stephen Jones (“Segnali dal Futuro”) i produttori esecutivi.
Nel team dietro le quinte il direttore della fotografia pluricandidato all’Oscar®-Emmanuel Lubezki (“I Figli degli Uomini”, “The New World”); lo scenografo Andy Nicholson (direttore artistico supervisore di “Alice in Wonderland”); i montatori Alfonso Cuarón e Mark Sanger (montaggio VFX di “Alice in Wonderland”); e la costumista Jany Temime (i film di “Harry Potter”).
Gli effetti sono del supervisore degli effetti visivi candidato all’Oscar® Tim Webber (“Il Cavaliere Oscuro”) e del supervisore degli effetti speciali premio Oscar® Neil Corbould (“Il Gladiatore”).
La colonna sonora è di Steven Price (“Attack the Block - Invasione Aliena”).

Sito Ufficiale: gravity-movie.com
Facebook: https://www.facebook.com/GravityIT

Hunger Games: La Ragazza di Fuoco - Teaser Trailer Italiano


E' online il primo teaser trailer di "Hunger Games: La Ragazza di Fuoco", il secondo capitolo cinematografico della trilogia tratta dai romanzi "Hunger Games" di Suzanne Collins. La regia, che nel primo capitolo era stata affidata a Gary Ross, passa ora nelle mani di Francis Lawrence ("Io Sono Leggenda") mentre il cast rimane assolutamente invariato, a parte alcune, gustosissime nuove entrate (vedi Philip Seymour Hoffman). L'uscita della pellicola è prevista in Italia per il 21 Novembre 2013.

Teaser Trailer Italiano:


Il primo episodio della franchise "Hunger Games" ha già incassato oltre 408 milioni di dollari nei botteghini statunitensi e quasi 700 milioni di dollari in tutto il mondo. Il libro "Hunger Games" ha recentemente superato "Harry Potter", su Amazon, per quanto riguarda le vendite di una serie narrativa, considerando sia le copie stampate che il Kindle. Solo negli Stati Uniti, sono state stampate oltre 50 milioni di copie di "Hunger Games".

"Hunger Games" vanta inoltre la vendita di 3,8 milioni di DVD e Blu-ray solo nel primo weekend in cui questi prodotti sono stati lanciati sul mercato, confermando così il successo già ottenuto nei botteghini statunitensi che hanno registrato incassi pari a 408 milioni di dollari e collocando il film al 13° posto tra le pellicole nordamericane campioni di incassi di tutti i tempi.

Sinossi (Ufficiale): "Hunger Games: La Ragazza di Fuoco" inizia con Katniss Everdeen che è tornata a casa incolume dopo aver vinto la 74ª edizione degli Hunger Games, insieme al suo amico, il “tributo” Peeta Mellark. La vittoria però vuol dire cambiare vita e abbandonare familiari e amici, per intraprendere il giro dei distretti, il cosiddetto "Tour di Victor". Lungo la strada Katniss percepisce che la ribellione sta montando, ma che il Capitol cerca ancora a tutti i costi di mantenere il controllo proprio mentre il Presidente Snow sta preparando la 75ª edizione dei giochi (The Quarter Quell), una gara che potrebbe cambiare per sempre le sorti della nazione di Panem.

"Hunger Games: La Ragazza di Fuoco" sarà diretto da Francis Lawrence e prodotto dalla Color Force di Nina Jacobson in collaborazione con il produttore Jon Kilik. Il romanzo su cui si basa il film è il secondo della trilogia, che, solo negli Stati Uniti, vanta 50 milioni di copie.

Il secondo capitolo della saga tratta dall'opera letteraria di Suzanne Collins uscirà in Italia Giovedì 21 Novembre 2013.

Sito Ufficiale:
www.laragazzadifuocofilm.it
Facebook:
https://www.facebook.com/hungergamesIT
Twitter:
http://twitter.com/hungergamesita
Partecipa alla conversazione su Twitter:
#HungerGames

[ESCLUSIVA] Il Live Streaming del Nuovo Film di Luca Miniero


Si è tenuto questa mattina il live streaming dal set cinematografico della nuova commedia di Luca Miniero, il regista di "Benvenuti al Sud" e "Benvenuti al Nord", in diretta su Ansa.it e LaStampa.it. La pellicola vede tra gli interpreti: Paola Cortellesi, Rocco Papaleo, Luca Argentero e Angela Finocchiaro.

Si tratta di un'iniziativa assolutamente inedita per una produzione italiana: un esperimento innovativo che ha permesso per la prima volta di assistere in streaming e in diretta, dunque senza filtri, alle riprese di un film. Gli spettatori della rete hanno potuto vedere in tempo reale la preparazione dei ciak, delle scene
e il lavoro del regista Luca Miniero e dei protagonosti Paola Cortellesi, Rocco Papaleo e Luca Argentero.

Il set si è già dimostrato molto attivo nel campo dei social media. E' possibile seguire la vita della troupe su Vine e su Twitter tramite l'hashtag #setminiero

giovedì 30 maggio 2013

Into Darkness: Star Trek - Due Nuovi Character Profile, Un Video e Una Featurette


Il secondo Star Trek di J.J. Abrams è alle porte. La scorsa settimana vi avevamo presentato il character profile del Capitano Kirk mentre adesso è giunto il momento di conoscere meglio altri due personaggi protagonisti del capitolo "Into Darkness": quello interpretato da Zoe Saldana, Uhura, e quello interpretato da Simon Pegg, ovvero Scotty. Inoltre, per non farci mancar nulla, un video con Spock e la featurette "Into the Music.

Character Profile - Uhura :


Character Profile - Scotty:


Interferenze - Spock:


Featurette "Into the Music:


Sinossi (Ufficiale): Quando l’Enterprise è chiamata a tornare verso casa, l’equipaggio scopre una terrificante e inarrestabile forza all'interno della propria organizzazione che ha fatto esplodere la flotta e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro mondo in uno stato di crisi. Spinto da un conflitto personale, il Capitano Kirk condurrà una caccia all'uomo in un mondo in guerra per catturare una vera e propria arma umana di distruzione di massa.
Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e i sacrifici compiuti per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il suo equipaggio.

Diretto da J.J Abrams, "Into Darkness: Star Trek" uscirà in Italia mercoledì 12 Giugno.

Now You See Me: I Maghi del Crimine - Première Americana


Sono disponibili in rete le immagini della première americana di "Now You See Me: I Maghi del Crimine", la divertente commedia diretta da Loius Leterrier con uscita italiana prossimo 11 luglio. Sul red carpet ha sfilato ovviamente tutto il cast: il regista Leterrier e gli attori Morgan FreemanMichael Caine, Jesse Eisenberg, Isla Fisher, Mark Ruffalo, Mélanie Laurent, e la partecipazione d'onore dell'illusionista David Copperfield. Se volete vedere coi vostri occhi, di seguito, vi alleghiamo tutti i video della serata (in lingua originale).

L'atmosfera della première di New York



INTERVISTE SUL RED CARPET

Il Regista Louis Leterrier


Morgan Freeman


Michael Caine


Jesse Eisenberg


Isla Fisher


Mark Ruffalo


Mèlanie Laurent


David Copperfield


Sinossi (Ufficiale): Now You See Me – I maghi del crimine vede una squadra speciale dell'FBI scaraventata in un gioco tra gatto e topo contro “I Quattro Cavalieri”, un gruppo formato dai più grandi illusionisti del mondo.
“I Quattro Cavalieri” metteranno a segno una serie di coraggiose rapine ai danni di potenti e corrotti uomini d'affari durante i loro spettacoli, regalando la refurtiva ai loro spettatori, giocando sempre d'anticipo rispetto alla legge.

Data di uscita: 11 luglio 2013
Sito ufficiale: http://www.nowyouseeme-imaghidelcrimine.it
Facebook: https://www.facebook.com/nowyouseemeilfilm
Twitter: https://twitter.com/nowyouseemefilm

L'Uomo d'Acciaio - Due Nuovi Spot


La Warner Bros ha rilasciato due nuovissimi spot dedicati a "L'Uomo d'Acciaio", il nuovo film su Superman diretto da Zack Snyder, prodotto da Christopher Nolan e in uscita, in Italia, il prossimo 20 Giugno. Ve li proponiamo qui sotto.

Più forte (durata 30"):


Più forte (durata 15"):


Sinossi (Ufficiale): Warner Bros. Pictures e Legendary Pictures presentano “L’Uomo d’Acciaio”, con Henry Cavill (“Immortals”, “The Tudors” per la tv) nel ruolo di Clark Kent/Superman, per la regia di Zack Snyder (“300”, “Watchmen”).

Il film è interpretato anche da Amy Adams (“The Fighter”), attrice candidata tre volte agli Oscar, nel ruolo della giornalista del Daily Planet Lois Lane, e il candidato all’Oscar® Laurence Fishburne (“What’s Love Got to Do with It”) in quello del direttore del giornale, Perry White. Nel ruolo dei genitori adottivi di Clark Kent, Martha e Jonathan Kent, ci sono la candidata agli Oscar® Diane Lane (“Unfaithful – L’Amore Infedele”) e il premio Academy Award® Kevin Costner (“Balla coi Lupi”).

A combattere contro il supereroe sono due altri Kryptoniani sopravvissuti, il malvagio Generale Zod, interpretato dal candidato agli Oscar® Michael Shannon (“Revolutionary Road”) e Faora, interpretata da Antje Traue. Originari di Krypton sono anche i genitori biologici di Superman, la madre Lara Lor-Van, interpretata da Ayelet Zurer (“Angeli e Demoni”) e il padre Jor-El, interpretato dal premio Academy Award® Russell Crowe (“Il Gladiatore”).

Nel cast anche Harry Lennix, nel ruolo del Generale Swanwick, Christopher Meloni in quello del Colonnello Hardy e Richard Schiff che interpreta il Dr. Emil Hamilton.

Fast & Furious 6 - Tre Nuove Clip e Due Featurette


Numeri da capogiro: oltre sette milioni di euro in cinque giorni (più le anteprime di martedì sera) e una media per sala di oltre ottomila euro, "Fast & Furious 6" ha battuto ogni record e consolidato la sua supremazia. Inglorious Cinephiles vi propone tre nuove clip e due nuove featurette per farvi tornare ad assaporare o - nel caso ancora non l'abbiate fatto - per farvi scoprire il volume dei muscoli e il sapore dell'olio che hanno reso infinitamente prolifica questa saga.

Shaw minaccia la famiglia di Dom:

Scontro a Warteloo Station:

Letty e Riley si affrontano nella metropolitana:

We Own It (Featurette):

Sul set di Fast & Furious 6: le riprese di Waterloo Station (Featurette):

Sinossi (Ufficiale): Vin Diesel, Paul Walker e Dwayne Johnson tornano alla guida del cast stellare originale della saga cinematografica campione d'incassi nel mondo sulle corse automobilistiche, verso il prossimo continente in Fast & Furious 6. Di nuovo insieme per affrontare l’ avventura più rischiosa di sempre, le star come Jordana Brewster, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Sung Kang, Gal Gadot, Chris “Ludacris” Bridges ed Elsa Pataky saranno affiancate da nuovi tostistissimi arrivi nella saga: Luke Evans e Gina Carano.

Da quando Dom (Diesel) e Brian (Walker) hanno compiuto la rapina a Rio sgominando l'impero di un boss malavitoso, lasciando la loro squadra con 100 milioni di dollari, sono spariti nel nulla. Col tempo però, il non poter tornare a casa e la latitanza finiranno per render loro la vita impossibile.

Intanto Hobbs (Johnson) segue il caso di un'organizzazione di violenti piloti mercenari in 12 paesi, il cui capo è affiancato da uno spietato braccio destro, che si rivela essere la donna amata da Dom, che credeva morta: Letty (Rodriguez). L’unico modo per fermare questa pericolosa organizzazione, è quello di sfidarli e batterli sulla strada: così Hobbs propone a Dom di rimettere insieme la sua squadra speciale di Londra. In compenso, verranno assolti da tutti i loro crimini e potranno tornare a casa dalle loro famiglie.

Come nel precedente Fast and Furious 5, campione d’incassi in tutto il mondo, Fast and Furious 6 ripropone le acrobazie mozzafiato, l’azione e la narrazione della saga, ma a livelli ancor più elevati, la cui regia è affidata per la quarta volta a Justin Lin. Supportato dagli storici produttori Neal H. Moritz e Vin Diesel, che hanno ben accolto il ritorno del produttore Clayton Townsend alla serie.

mercoledì 29 maggio 2013

Una Notte da Leoni 3 - La Recensione

Todd Phillips deve essere proprio una bella persona, un amico importante, di quelli sempre disponibili e disposti a farsi in quattro nel momento del bisogno.
Ciò non è dedotto fonti alla mano ma è solamente una supposizione spontanea che nasce analizzando le scelte compiute dal regista (sceneggiatore e produttore) per porre fine alla fortunatissima e divertentissima saga di "Una Notte da Leoni".

Chiudere con una trilogia non era assolutamente necessario, già proseguire la prima avventura era stato più un rincarare la dose che altro, eppure l'affetto per il branco, il Wolfpack, era un sentimento condiviso talmente forte da creatori e non da costringere in qualche modo Phillips ad accontentare se stesso, gli spettatori e indirettamente i suoi personaggi. Perché "Una Notte da Leoni 3" esplode più fiacco di coloro che lo hanno preceduto ma solo perché è un ordigno che punta a scardinare corde diverse da quelle a cui è stato abituato, a testimoniarlo la scelta di abbandonare l'amatissima struttura a ritroso generata dal dopo-sbornia per favorirne un racconto lineare e meno ricalcato.

Ovviamente ogni mossa porta allegato un suo fine ben preciso, e in questo caso si tratta della maturazione dell'unico dei protagonisti che ancora non è riuscito a compiere (nella vita sobria) il passo definitivo, il doloroso passaggio all'età adulta. Era questo infatti probabilmente l'unico motivo per cui Phillips sentiva il bisogno di ritornare a lavorare con Il Branco: Alan doveva avere la sua chiusura del cerchio, doveva allinearsi con gli altri, doveva trovare una donna e spezzare il ciclo vorticoso che puntualmente lo spingeva a rovinare la sua vita e (ancora peggio) quella degli altri. Per la prima volta allora il protagonista è lui e lui soltanto, per la prima volta non c'è alcun matrimonio in arrivo, bensì un funerale (quello del padre di Alan), e per la prima volta i protagonisti saranno perfettamente coscienti delle loro intollerabili e criminali azioni.

Questi paletti mettono "Una Notte da Leoni 3" in una pista definita, non gli lasciano piena libertà di sfogo e lo costringono a trovare idee esilaranti in quei piccoli spazi da cui non può e non deve assolutamente uscire. Fortuna vuole che la pellicola riesce a non deludere - almeno in parte - le aspettative, a coinvolgere e ad intrattenere pur non avendo colpi in canna a sorpresa come gli era capitato in passato. Alan e la pazzia di Mr. Chao bastano a strappare quel paio di situazioni inverosimili, e la dose di amicizia che si respira costante sia dentro che fuori dallo schermo è sufficiente a sistemare il resto.

La missione di Phillips riesce perciò, forse, meglio di quanto lui si aspettasse. La sceneggiatura tiene benissimo non mollando mai la presa, il ritorno alla maledettissima Las Vegas diventa destino impeccabile per inserire il punto definitivo, e il rientro di moltissime, piccole partecipazioni non fa altro che migliorare l’appeal di una festa dal finale non commovente - come alcuni si immaginavano - ma decisamente memorabile. Il gruppetto di insospettabili casinari ottiene così quello che meritava e lo ottiene addirittura due volte: questo perché il prezioso amico in comune Todd non è riuscito ad accontentare solo se stesso, ha sentito il bisogno di rispettare anche quella fetta di affezionati che gli ha permesso di unirsi lentamente, e nel tempo, ad un branco di cui, metaforicamente ormai, rimane parte integrante e sostanziale.
Lui come noi, noi come tutti.

Trailer:

sabato 25 maggio 2013

After Earth - Tre Nuovi Spot


Uscirà il prossimo 6 giugno "After Earth", il nuovo film del regista M. Night Shyamalan autore de "Il Sesto Senso" e "Signs". I protagonisti saranno Will Smith e suo figlio Jaden, affiancati da Isabelle Fuhrman e Zoe Kravitz. Del film, fino ad ora, non è stato detto moltissimo, a parte che si svolgerà su un pianeta terra semi-deserto e abbandonato mille anni prima a causa di alcuni cataclismi. Ma se volete saperne di più i tre nuovi spot qui sotto potrebbero fare al caso vostro.

Se Dobbiamo Sopravvivere Bisogna Combattere:


Ogni Cosa si è Evoluta per Uccidere:


Sai Dove ci Troviamo:


Sinossi (Ufficiale): A causa di un incidente, il giovane Kitai Raige (Jaden Smith) e il suo leggendario padre, Cypher (Will Smith), precipitano sulla Terra mille anni dopo che cataclismi avevano costretto l’umanità ad abbandonare il Pianeta.
Essendo Cypher gravemente ferito, sarà Kitai a dover intraprendere un viaggio pieno pericoli per chiedere soccorso, affrontando territori inesplorati, nuove specie animali che ora governano il pianeta e un’incontrollabile creatura aliena scappata durante la collisione.
Padre e figlio dovranno imparare a collaborare e a fidarsi l’uno dell’altro se vorranno avere qualche possibilità di tornare a casa.

Sito Ufficiale: http://www.afterearth.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/AfterEarthIT
Twitter: https://twitter.com/AfterEarthIT

Into Darkness: Star Trek - Featurette, Video e Spot


Manca sempre meno all'uscita di "Into Darkness: Star Trek". Dall'America arrivano solo notizie positive sull'ultima creatura di J.J. Abrams, il che fa solamente fremere di più chi sta aspettando la sua uscita da mesi. Oggi Inglorious Cinephiles vi propone nuovi filmati, precisamente una featurette, un video e uno spot.

Featurette Into Darkness:


Interferenze - Uhura:


Spot "Pianeta Rosso:


Sinossi (Ufficiale): Quando l’Enterprise è chiamata a tornare verso casa, l’equipaggio scopre una terrificante e inarrestabile forza all'interno della propria organizzazione che ha fatto esplodere la flotta e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro mondo in uno stato di crisi. Spinto da un conflitto personale, il Capitano Kirk condurrà una caccia all'uomo in un mondo in guerra per catturare una vera e propria arma umana di distruzione di massa.
Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e i sacrifici compiuti per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il suo equipaggio.

"Into Darkness: Star Trek" uscirà in Italia mercoledì 12 Giugno.

Fast & Furious 6 - Featurette, Spot, Clip e Backstage


Sta frantumando il box office italiano, "Fast & Furious 6" (qui la recensione), non rallenta la sua corsa e più avanza più accelera staccando gli inseguitori. Per festeggiare questo successo Inglorius Cinephiles vi propone un mucchio di filmati, di seguito potete dare un occhiata a featurette, spot, clip e backstage dedicati al film.

Featurette Action Montage:

Spot Road da 60:

Mi Serve il tuo Aiuto:

Le Invenzioni di Tej:

Assalto alla Jeep:

Salto dal Carro Armato:

L'Interrogatorio di Gisele e Riley:

Siamo una Famiglia:

Correre o Morire:

I volti di Fast & Furious 6:

Sul set di Fast & Furious 6: le riprese del Tuner Party:

Sinossi (Ufficiale): Vin Diesel, Paul Walker e Dwayne Johnson tornano alla guida del cast stellare originale della saga cinematografica campione d'incassi nel mondo sulle corse automobilistiche, verso il prossimo continente in Fast & Furious 6. Di nuovo insieme per affrontare l’ avventura più rischiosa di sempre, le star come Jordana Brewster, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Sung Kang, Gal Gadot, Chris “Ludacris” Bridges ed Elsa Pataky saranno affiancate da nuovi tostistissimi arrivi nella saga: Luke Evans e Gina Carano.

Da quando Dom (Diesel) e Brian (Walker) hanno compiuto la rapina a Rio sgominando l'impero di un boss malavitoso, lasciando la loro squadra con 100 milioni di dollari, sono spariti nel nulla. Col tempo però, il non poter tornare a casa e la latitanza finiranno per render loro la vita impossibile.

Intanto Hobbs (Johnson) segue il caso di un'organizzazione di violenti piloti mercenari in 12 paesi, il cui capo è affiancato da uno spietato braccio destro, che si rivela essere la donna amata da Dom, che credeva morta: Letty (Rodriguez). L’unico modo per fermare questa pericolosa organizzazione, è quello di sfidarli e batterli sulla strada: così Hobbs propone a Dom di rimettere insieme la sua squadra speciale di Londra. In compenso, verranno assolti da tutti i loro crimini e potranno tornare a casa dalle loro famiglie.

Come nel precedente Fast and Furious 5, campione d’incassi in tutto il mondo, Fast and Furious 6 ripropone le acrobazie mozzafiato, l’azione e la narrazione della saga, ma a livelli ancor più elevati, la cui regia è affidata per la quarta volta a Justin Lin. Supportato dagli storici produttori Neal H. Moritz e Vin Diesel, che hanno ben accolto il ritorno del produttore Clayton Townsend alla serie.

venerdì 24 maggio 2013

Solo Dio Perdona (Only God Forgives) - La Recensione


Lo aspettavano al varco Nicolas Winding Refn.
Era bastata l’ora e mezza abbondante di “Drive” due anni fa per consacrare un regista fino a poco tempo prima sconosciuto e un attore, Ryan Gosling, fino a poco tempo prima sottovalutato nell'olimpo dei grandi e dei più stimati, un olimpo che però con la stessa velocità usata per promuovere rischia ora di riportare ogni cosa un passo indietro, a come si trovava esattamente prima che quella inaspettata e splendida proiezione avesse luogo.

La confusione risiede tutta nell'errata concezione che Refn sia solo ed esclusivamente l’artefice di "Drive", quando invece, al contrario, chi lo conosce a fondo sa benissimo che non è mai stato solo quello e mai lo sarà. Prima dell’acclamato successo c'era stato infatti il fantastico e trascurato "Bronson" e ancora prima il soffertissimo, rarefatto "Valhalla Rising", piuttosto che la illustre trilogia di "Pusher" che ha contribuito a promuovere il suo nome oltre la Danimarca, terra natia. Chi allora si avvicinerà a "Solo Dio Perdona" nel ricordo di "Drive" non potrà che restare deluso da questa sporca storia di vendetta e giustizia, dove si abusa implicitamente del sesso (depravazione e tabù) e in maniera massiva e disturbante della violenza. Refn torna agli albori - forse per il bisogno di non perdersi nel pericoloso successo mainstream - e da sfogo alla sua singolare e contorta immaginazione delineando una trama essenziale e assai spicciola, istruita per sprigionare alla massima potenza la sua perversa e complessa personalità, suddivisa equamente tra i pochissimi ma ben definiti (caratterialmente ed esteticamente) personaggi presenti.

Si discuteva, tempo fa, dell’uso della violenza che il cinema di Refn abbraccia incondizionatamente, tanto da portarlo ad essere accostato erroneamente al cinema tarantiniano, dove la stessa, lì, assume espressioni più gratuite e taglienti. La sua, viceversa, è una violenza esalata con dolore, il dolore di chi non vuole ma è costretto a sporcarsi le mani, caratteristica che in "Solo Dio Perdona" ritorna pur subendo contemporaneamente una sostanziale riduzione che lascia il campo ad un’altro impulso: il dovere. Da una parte quello del poliziotto brutale di Vithaya Pansringarm, giustiziere eccellente, che non sorvola su chi commette errori intollerabili e la fa pagare a chiunque a prezzo pieno sempre e comunque, senza pietà; dall'altra quello del figlio interpretato da Ryan Gosling che non vuole deludere una figura sacra tanto quanto un Dio, sua madre (una inedita e volgare Kristin Scott Thomas), che seppur cattivissima e manipolatrice (del corpo e della mente) merita di continuare a mantenere il ruolo che rappresenta e quindi di essere rispettata.

Refn nutre la sua opera di un'estetica affascinante e coinvolgente: poche luci, molte ombre e colori, alternando le fredde tonalità del blu a quelle più calde e tiepide del rosso e dell’arancione. Una fotografia innaturale, cupa, ma che contribuisce a regalare l'atmosfera tesa di un conflitto amaro e destinato a consumarsi oltre le distanze iniziali, preannunciando la resa dei conti devastante che trascinerà specialmente il Julian di Gosling a scontrarsi coi suoi complessi e le sue debolezze.

Siamo certamente dinanzi a un Refn minore rispetto allo stesso che ci ha regalato "Drive", bisogna ammetterlo, eppure è pur sempre il medesimo. E' il Refn che ci tiene a far sapere che il successo non lo ha cambiato, è il Refn sperimentale, che magari non ti aspettavi più di vedere, è quello che fa discutere perché non lascia indizi sul motivo per cui un talento così grande decida repentinamente di richiudersi in se stesso. Il tutto mentre fuori la folla acclama e grida a gran voce un bis che lui, per ora, tiene riposto in tasca, pronto a giocarlo ad acque calme, quando l’euforia che scorre si sarà placata.

Trailer:

giovedì 23 maggio 2013

La Grande Bellezza - La Recensione

Accompagnata da continui accostamenti a “La Dolce Vita” di Federico Fellini - da cui avrebbe dovuto ereditare struttura narrativa, sguardo ostile nei confronti di una (alta) società profondamente malata e lo sfondo di una città imponente come Roma - “La Grande Bellezza” non disonora le aspettative e va ad incarnare, nel migliore dei modi, un po’ tutte le voci che l’hanno preceduta.

La creatura di Paolo Sorrentino potrebbe essere letta infatti come un trattato aggiornato sulla mondanità, sulla nostra gente e su una città bella quanto letale e affascinante quanto violentata. Roma è scenario incantevole della movida in cui affoga il giornalista-scrittore Jep Gambardella, lei città immobile, statuaria, perfetta e impassibile di fronte ai mostri senza cuore che la usano e ne approfittano, deflorandola ma al tempo stesso risaltandone maggiormente, appunto, la grande, inamovibile bellezza. Con sguardo indiscreto (più indiscreto del solito) il regista de “Il Divo” tenta di infilarsi allora nei sessantacinque anni appena compiuti di un uomo colto, famoso e stanco, che ha deciso di vivere la sua vita senza più perdere tempo a fare ciò che non vuole fare ma sapendo anche benissimo che quel che ha coltivato, difficilmente gli farà raccogliere frutti migliori.

Torna prepotente, di nuovo, il cruccio della vecchiaia quindi, il dubbio di non aver vissuto al meglio i propri giorni e i rimpianti legati ai ricordi di una gioventù spensierata, ora fuggita e perciò invidiata. “La Grande Bellezza” si sfoga di malinconia, fatica a guardare al futuro e tira le somme rimpiangendo un esito che non è affatto quello a cui si guardava quando ancora all'inizio della scalata. Gli attacchi feroci al nostro esser diventati, alle istituzioni, alla borghesia, praticamente a qualsiasi cosa, diventano perciò i veri, effettivi, protagonisti della pellicola, onnipresenti in scena accompagnati da brutture che aiutano a risaltarne contorni e fondali. Ma è nei festini a cui partecipa, o che organizza, il personaggio di Jep (un Toni Servillo straordinariamente irresistibile) che emerge la linfa migliore del lavoro, dove dialoghi ipocriti e smascheramenti, considerazioni poetiche e ciniche, paragoni assurdi e atteggiamenti sgraziati portano in superficie la vera, densa sostanza contenuta all'interno.

Questo accade perché Sorrentino sfoga la sua vena grottesca migliore (specie nei co-protagonisti), crea momenti e dialoghi divertentissimi (e ce ne sono) e insieme non perde mai di vista quello spirito filosofico che sta alla base della sua analisi, visto che definire “La Grande Bellezza” un racconto sarebbe altamente impreciso e vago. Assoldare un atteggiamento quasi schizofrenico e uno stile privo di filo lineare lo aiuta perciò a staccarsi dai suoi precedenti lavori e insieme ad alleggerire la mano invadente che pian piano sembra scomparire diventando invisibile, limitando persino la presenza di quei smodati movimenti di macchina che a lui tanto piacciono.

Imperfetto e incostante così come magnetico e stimolante, indubbiamente lungo oltre il dovuto ma sincero, schietto e crudele nel suo compimento. C’è molto, moltissimo da assorbire nei centoquaranta minuti della pellicola: parole, sentimenti, sensazioni, rimandi. Decisamente un opera complicata e stratificata, dove un unica visione, probabilmente, non è sufficiente a rendere giustizia alla profondità (offuscata) del contenuto. Sorrentino ha classificato ciò sotto il modesto termine di film, voltando le spalle alla definizione di capolavoro, ma secondo chi scrive, in ogni caso, la soluzione corretta, che dia giustizia al suo risultato, si trova nettamente a metà strada tra le due voci.

Trailer:

lunedì 20 maggio 2013

Now You See Me: I Maghi del Crimine - Trailer Italiano e Scena Estesa


Un cast invitante per una commedia che promette risate e intrattenimento. Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Mélanie Laurent, Isla Fisher, Dave Franco e gli onnipresenti Michael Caine e Morgan Freeman. Dietro la macchina da presa Louis Leterrier ("L'Incredibile Hulk" e "Scontro Tra Titani") un regista di cui si può dire tutto e il contrario di tutto, tranne che non sia esperto nel gestire un blockbuster estivo.

Trailer Italiano Ufficiale:


Prestate Attenzione (sottotitoli in italiano):


Sinossi (Ufficiale): Now You See Me – I maghi del crimine vede una squadra speciale dell'FBI scaraventata in un gioco tra gatto e topo contro “I Quattro Cavalieri”, un gruppo formato dai più grandi illusionisti del mondo.
“I Quattro Cavalieri” metteranno a segno una serie di coraggiose rapine ai danni di potenti e corrotti uomini d'affari durante i loro spettacoli, regalando la refurtiva ai loro spettatori, giocando sempre d'anticipo rispetto alla legge.

Data di uscita: 11 luglio 2013
Sito ufficiale: http://www.nowyouseeme-imaghidelcrimine.it
Facebook: https://www.facebook.com/nowyouseemeilfilm
Twitter: https://twitter.com/nowyouseemefilm

Il Grande Gatsby - Due Nuove Clip e Uno Speciale


In Italia ha incassato 600.000 € nella sua giornata d'esordio, arrivando a guadagnare un totale di 3 milioni di € lungo tutto il week-end appena trascorso. In America ha raggiunto in due settimane oltre 90 milioni di dollari, insomma "Il Grande Gatsby" sta mantenendo alto il suo onore e il suo nome. Inglorious Cinephiles ne ha parlato qui ma per chi volesse saperne ancora di più ecco due nuove clip e uno speciale da poter guardare direttamente qui sotto.

Chi è questo Gatsby?:


Prendi il prossimo treno:


Speciale su Il Grande Gatsby:


Sinossi (Ufficiale): Dal talento creativo, unico nel suo genere, dello scrittore/produttore e regista Baz Luhrmann, arriva il nuovo adattamento per il grande schermo del romanzo di F. Scott Fitzgerald "The Great Gatsby" ("Il Grande Gatsby"). Il regista creerà la sua personale interpretazione visiva di questo classico della letteratura portando alla vita il periodo storico, in una maniera mai vista prima, in un film che vede protagonista Leonardo DiCaprio.

Il Grande Gatsby” narra la storia di un aspirante scrittore, Nick Carraway che lasciato il Midwest Americano, arriva a New York nella primavera del 1922, un’epoca in cui regna la dubbia moralità, la musica jazz e la delinquenza. In cerca del suo personale Sogno Americano, Nick si ritrova vicino di casa di un misterioso milionario a cui piace organizzare feste, Jay Gatsby, ed a sua cugina Daisy che vive sulla sponda opposta della baia con il suo amorevole nonché nobile marito, Tom Buchanan. E’ allora che Nick viene catapultato nell'accattivante mondo dei super-ricchi, le loro illusioni, amori ed inganni. Nick è quindi testimone, dentro e fuori del suo mondo, di racconti di amori impossibili, sogni incorruttibili e tragedie ad alto tasso di drammaticità. Uno specchio fedele dei nostri tempi moderni e delle nostre quotidiane battaglie.

Il candidato all’Oscar® DiCaprio (“J.Edgar,” “Aviator”) interpreta Jay Gatsby, con Tobey Maguire nel ruolo di Nick Carraway; il candidato all’ Oscar® Carey Mulligan (“An Education”) e Joel Edgerton sono Daisy e Tom Buchanan; Isla Fisher e Jason Clarke sono Myrtle e George Wilson; l’esordiente Elizabeth Debicki è Jordan Baker. La leggenda del film indiano Amitabh Bachchan interpreterà il ruolo di Meyer Wolfsheim.

Il candidato all’Oscar® Luhrmann (“Moulin Rouge!”) dirige il film in 3D da una sceneggiatura, scritta a quattro mani con il suo assiduo collaboratore Craig Pearce, tratta dal romanzo di Fitzgerald. Luhrmann è produttore, insieme a Catherine Martin, al premio Oscar® Douglas Wick (“Gladiator”), a Catherine Knapman e Lucy Fisher.

Il film è al cinema da Giovedì 16 Maggio.

Into Darkness: Star Trek - Una Clip, Un Video e il Character Profile di Kirk


Incalza la promozione di "Into Darkness: Star Trek", il secondo capitolo della saga fantascientifica riportata al successo dal Re Mida J.J. Abrams. Ieri vi abbiamo proposto la clip "Non ci Passiamo" e oggi rincariamo la dose con un tris che prevede una nuova clip, un video e il character profile dedicato al Capitano Kirk. Buona visione!

Che cosa farebbe Spock:


Character Profile - Kirk:


Interferenze - Kirk:


Sinossi (Ufficiale): Quando l’Enterprise è chiamata a tornare verso casa, l’equipaggio scopre una terrificante e inarrestabile forza all'interno della propria organizzazione che ha fatto esplodere la flotta e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro mondo in uno stato di crisi. Spinto da un conflitto personale, il Capitano Kirk condurrà una caccia all'uomo in un mondo in guerra per catturare una vera e propria arma umana di distruzione di massa.
Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e i sacrifici compiuti per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il suo equipaggio.

Diretto da J.J Abrams, "Into Darkness: Star Trek" uscirà in Italia mercoledì 12 Giugno.

domenica 19 maggio 2013

Questione di Tempo - Trailer Italiano


Richard Curtis, autore delle migliori commedie romantiche del cinema britannico ("Quattro Matrimoni e Un Funerale", "Notting Hill", "Love Actually"), torna a parlarci ancora d'amore ma stavolta in salsa fantascientifica, con un protagonista che dalla sua famiglia ha ereditato la possibilità di tornare indietro nel tempo e cambiare il passato. L'effetto farfalla però incombe.

Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale): All’età di 21 anni, Tim Lake (Domhnall Gleeson) scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo.
Dopo l’ennesima, deludente festa di Capodanno, il padre di Tim (Bill Nighy) rivela a suo figlio che gli uomini della loro famiglia hanno sempre avuto il potere di viaggiare attraverso il tempo. Tim non può cambiare la storia ma può cambiare quel che accade e che è accaduto nella sua vita, perciò decide di rendere il suo mondo migliore trovandosi una fidanzata. Sfortunatamente questa impresa non sarà facile come potrebbe sembrare.
Giunto a Londra dalla Cornovaglia per diventare avvocato, Tim incontra la bella ma insicura Mary (Rachel McAdams). I due si innamorano, ma per colpa di un fatale viaggio nel tempo, si allontanano per sempre. Ma si incontrano di nuovo, come se fosse la prima volta, e continuano ad incontrarsi ancora, fino a quando, giocando d’astuzia contro il tempo, Tim riuscirà finalmente a conquistare il suo cuore.
Il giovane a quel punto usa il suo potere per dichiararsi romanticamente nel modo migliore, per tutelare il suo matrimonio dal peggiore discorso mai fatto da un testimone di nozze, per salvare il suo migliore amico da un disastro professionale e per riuscire ad arrivare in tempo in ospedale per far partorire sua moglie, nonostante un terribile ingorgo di traffico ad Abbey Road.
Tuttavia, nel corso della sua insolita vita, Tim si rende conto che il suo dono straordinario non può preservarlo dalle sofferenze, e dagli alti e bassi che tutte le famiglie, ovunque, sperimentano. Sono grandi i limiti di ciò che un viaggio nel tempo può ottenere, senza contare che può rivelarsi alquanto pericoloso. Questione di Tempo è una commedia che parla dell’amore e del potere dei viaggi temporali e che insegna che in fondo, per vivere una vita piena e soddisfacente, non c’è bisogno di viaggiare nel tempo.

Data di uscita: 7 novembre 2013
Sito ufficiale: http://www.questioneditempo-ilfilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/questioneditempo
Twitter: https://twitter.com/questionetempo

Into Darkness: Star Trek - Una Nuova Clip


Questa settimana ha aperto benissimo il week-end americano, conquistando sia il botteghino che la critica, mentre a giugno, finalmente, "Into Darkness: Star Trek" avremo il piacere di godercelo anche da noi, qui in Italia. Ma per ora dobbiamo cercare di resistere all'attesa e accontentarci di guardare, magari, una brevissima nuova clip.

Non ci passiamo:


Sinossi (Ufficiale): Quando l’Enterprise è chiamata a tornare verso casa, l’equipaggio scopre una terrificante e inarrestabile forza all'interno della propria organizzazione che ha fatto esplodere la flotta e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro mondo in uno stato di crisi. Spinto da un conflitto personale, il Capitano Kirk condurrà una caccia all'uomo in un mondo in guerra per catturare una vera e propria arma umana di distruzione di massa.
Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e i sacrifici compiuti per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il suo equipaggio.

Diretto da J.J Abrams, "Into Darkness: Star Trek" uscirà in Italia mercoledì 12 Giugno.

Fast & Furious 6 - Due Featurette, Un Mini Trailer e Uno Spot di 60''


Per vederlo nelle nostre sale manca ormai pochissimo (uscirà mercoledì prossimo) e qui a Inglorious Cinephiles abbiamo già avuto modo di visionarlo (se volete saperne di più potete cliccare qui e leggere la recensione), ma per diminuire la vostra attesa vi regaliamo due Featurette, un Mini Trailer e uno Spot di 60'' tutti legati a "Fast & Furious 6".

Featurette Flip Car:


Featurette Filmando in Europa:

Mini Trailer Veicoli da Guerra:

Spot da 60:

Red 2 - Trailer Originale e Character Poster Italiani


Torna a a far danni la squadra di vecchi più tosta che si sia mai vista in circolazione. Bruce Willis, John Malkovich, Helen Mirren, insieme alla ormai integrata Mary-Louise Parker, scendono nuovamente in campo a far baldoria, invitando per uno spettacolo ancora più intenso anche tre nuovi pezzi da novanta come Catherine Zeta-JonesAnthony Hopkins e Byung-Hun Lee. Risate e spettacolo saranno assicurati.

Character Poster:


Trailer:


Sinossi (Ufficiale): L'ex agente speciale CIA Frank Moses riunisce la sua improbabile squadra di agenti segreti in una ricerca a livello globale per rintracciare un congegno nucleare portatile scomparso. Per riuscire, dovranno sopravvivere ad un esercito di implacabili assassini, spietati terroristi e incontrollati ufficiali governativi, desiderosi di accaparrarsi quest'arma di ultima generazione. La missione porterà Frank e la sua eterogenea squadra a Parigi, Londra e Mosca. Senza armi e senza equipaggiamento, possono contare solo sulla loro astuzia, il loro spirito, la loro esperienza e la fiducia in loro stessi mentre cercano di salvare il mondo – provando a rimanere vivi.

Diretto da Dean Parisot, "Red 2" uscirà in Italia il prossimo 21 Agosto.

Sito ufficiale
: http://www.red2-ilfilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/RED2ilfilm
Twitter: https://twitter.com/RED2ilfilm

giovedì 16 maggio 2013

Il Grande Gatsby - La Recensione

Tanto fumo e poco arrosto.
E' questo il totale massimo guadagnato da "Il Grande Gatsby" di Baz Luhrmann, un lavoro che il regista australiano ha affrontato con il solito sfarzo e la solita vena pop che lo contraddistingue (e che per "Australia" aveva messo da parte) ma che, oltre a delle considerazioni puramente estetiche, poco va ad inserire all'interno della sua filmografia e della sua poetica, a parte la conferma di alcuni concetti - già chiarissimi e ribaditi in abbondanza - che seguitano a sostare immuni ed intatti agli attacchi dello spazio e del tempo.

Luhrmann è un romantico, lo ha dimostrato e vuol continuare a farlo, e l'unica via per conseguire ciò secondo lui è procedere con il racconto di amori difficili, impossibili o - come in questo caso - solamente sperati e sognati, lasciandoli effondere nella loro manifestazione di purezza unica, invidiabile e rarissima da riconoscere o pescare. Le società in cui le sue storie vivono e si dipanano infatti, a prescindere dalle epoche, hanno sempre avuto in comune il denominatore dell'immoralità e dell'ipocrisia, atteggiamenti di cui l'essere umano è portatore sano e coi quali si imbratta privandosi poi di valori preziosi, come appunto l'amore vero e puro.

L'occhio e le parole (e il pensiero) del regista vengono affidate quindi al personaggio interpretato da Tobey Maguire - vero protagonista - narratore degli eventi e vittima disgustata di fronte alla percezione di una noncuranza collettiva, estranea solo al personaggio avvolto dal mistero e dal mito di Jay Gatsby, impersonato da un istrionico, intensissimo e bravissimo Leonardo DiCaprio. E' uguale a un bicchiere di acqua sporca questa quarta versione cinematografica barocca del romanzo di Francis Scott Fitzgerald: cerca incessantemente di camuffarsi dietro la sua messa in scena in pompa magna per affogare, o tenere confinata sul fondo, la preziosa materia che cela bloccata tra i detriti e l'altra sporcizia che la domina. Al contrario di "Moulin Rouge" – incontrastata meraviglia di Luhrmann - con questo lavoro il regista evita di rimanere ancorato ai sentimenti più caldi, quelli capaci di stimolare facilmente le corde più passionali e che avevano contribuito a valorizzare la storia d'amore strappalacrime tra Satine e Christian. Per una buona prima parte (complice l'assenza di DiCaprio) "Il Grande Gatsby" resta soffocato allora da una mancanza di cuore, sorretto unicamente dalle musiche e dai scenari prorompenti che ne inghiottiscono e travolgono la scena. Ciò penalizza drasticamente il coinvolgimento a suo favore andandolo a rinchiudere dietro una sfera di vetro opaco che si lascerà schiarire in maniera pigra per poi smacchiarsi definitivamente nella fase finale, momento in cui tutti i nodi formati saranno obbligati a venire inevitabilmente al pettine.

Ci si aspettava di più da Baz Luhrmann, impossibile negarlo, questo per lui doveva essere un rilancio nello spazio mentre invece è sembrato molto più simile a un risveglio cosciente avuto dopo un lungo coma. Il romanzo evergreen di Fitzgerald doveva essere la scelta giusta, scritto appositamente per le sue corde, ma evidentemente l'averlo saccheggiato in precedenza per dar vita a "Moulin Rouge" ha pesato parecchio su di una sceneggiatura che è certamente il punto più debole e fragile di un'opera che, cinicamente parlando, per quanto piacevole e leccata non era affatto necessaria. Nonostante con il passare delle ore continui ad allargarsi progressivamente negli stomaci, avvisando prepotente di avere attecchito.

Trailer:

Fast & Furious 6 - La Recensione

Fast & Furious è una di quelle saghe il cui successo nel tempo è assai macchinoso da decifrare.
E' incomprensibile capire come abbia potuto proliferare fino a un sesto capitolo, peggio è capire come il pubblico non si sia mai stancato di seguirlo e soprattutto è arduosissimo immaginare come potrà andare ancora avanti in futuro: perché è cosa certa che "Fast & Furious 7" si farà senza dubbio alcuno, ce lo dice proprio la fine di questo sesto, annunciandolo con un botto a sorpresa roboante e grandioso (durante i titoli di coda).

La verità è che la risposta non scientifica a tutti questi leciti quesiti è una sola, ed è la stessa che spinge Dom e la sua inscindibile banda a ritornare sull'asfalto e a risporcarsi le mani dopo il colpo grosso fatto in Brasile: la famiglia. Come lo è per loro - personaggi e attori - anche per il pubblico che non lo ha mai perso di vista "Fast & Furious" è diventato una rimpatriata di famiglia, una di quelle maschie (anche le donne, seppur sensuali, devono possedere mascolinità) in cui ci si riunisce tutti, eccentrici compresi, e ci si sfoga senza limite discutendo principalmente di motori, donne e denaro. E Justin Lin, il regista, in questo quadretto raffigura ormai la madre, avendo ereditato il franchise dal terzo capitolo senza averlo più mollato e avendolo cresciuto insieme al suo sceneggiatore di fiducia Chris Morgan, che a questo punto potrebbe impersonare senza sforzi la figura del padre.

La vera sfida a ogni appuntamento risiede nell'inventare nuove provocazioni (o pretesti) gustose o quantomeno credibili, che diano modo ai protagonisti di muoversi liberamente in quei canoni che più gli appartengono e gli scorrono nelle vene. Con "Fast & Furious 6" il lavoro riesce alla perfezione, finalmente Lin e Morgan insieme danno vita a un parco giochi adrenalinico, action e esagerato al punto giusto, che mescola nel suo composto tracce di "007", "Mission: Impossible" e "Ocean's Eleven". Diminuendo con sapienza le corse e il panorama di automobili superveloci e modificate, l'intento qui appare quello di fornire al contesto un aspetto lievemente più ordinato e curato di quello assolutamente eccessivo e strabordante avuto in "Fast 5": c'è una trama abbastanza solida, momenti divertenti e stemperatori e combattimenti corpo a corpo che aiutano a far spiccare meglio le figure new entry di Dwayne Johnson (già presente nel precedente ma ora dalla parte “giusta”) e di Gina Carano (lei nuova di zecca). Le sfrecciate su strada vengono allora tenute come ciliegine sulla torta e inserite in apertura, al centro e ovviamente nel gran finale pirotecnico, in cui momenti strabilianti tosti e potenti non esitano a rubare la scena e a strappare applausi scroscianti non appena si spingono a sfidare e a sconfiggere le leggi della gravità e della fisica.

Lin e Morgan se la ridono un mondo quindi a girare nel Luna Park che loro stessi hanno edificato: citano il wrestling con Dwayne Johnson e Vin Diesel e tengono conto di quanto "Il Cavaliere Oscuro: Il Ritorno" abbia influenzato di recente la maggior parte delle pellicole action sfornate ad Hollywood, non pensandoci due volte ad assemblare un cattivo che strizza l'occhio al Joker di Heath Ledger e a dotarlo di una vettura vagamente ispirata alla Tumbler (la batmobile di "Batman Begins") e di un gruppo di scagnozzi che sono nemesi perfette (o quasi) della squadra messa in piedi da Toretto. Di conseguenza rimane difficile chiedere a "Fast & Furious 6" di poter fare meglio di così, sarebbe come fingersi orbi e non ammettere che davvero, forse, si sono toccate vette altissime, le più alte da che si ricordi. E' una forza invidiabile il riuscire ininterrottamente a non finire la benzina nel serbatoio e a ristabilire il pieno proprio nell'attimo in cui lo stato di riserva sembrava dover mettere definitivamente ai box l’intera impresa.

Insomma, la famiglia è la famiglia e quando la si rivede e ci si riunisce la buona compagnia è sempre assicurata. Ci si rallegra, si discute, si soffre, con un divertimento frenetico e un calore tale sufficienti a spingere ognuno di noi a voler proseguire la corsa lungo questo percorso posto su di una strada infinita. Dove si respira solamente l’odore del vento dell’olio e dei motori roventi.

Trailer:

sabato 11 maggio 2013

Hates: House at the End of the Street - La Recensione

Se c’è una cosa che andiamo cercando - e lo diciamo spesso - quando guardiamo all'horror, adesso è l’originalità. I remake ci fanno storcere la bocca (pur essendo in alcuni casi molto buoni), chi sperimenta viene guardato con diffidenza (pur portando spesso la freschezza che manca) e chi invece si accontenta di adagiarsi sullo stereotipo è bocciato all'istante.

Non si capisce allora da dove “Hates: House At The End of the Street” abbia trovato il coraggio per realizzarsi, non avendo dalla sua niente di nuovo da dire e marciando su tasselli del genere logorati dal tempo e da infiniti predecessori. Certo, andando a stringere potremmo dire che di horror non ci sia poi molto nella pellicola diretta da Mark Tonderai - tranne l’impostazione di base che però lascia spazio, senza opposizioni, al thriller e a un suo successivo sfondo psicologico - ma da qualunque prospettiva lo si guardi, questo lavoro, lascia solamente interdetti e perplessi.

Basata su un racconto breve di Jonathan Mostow la trama attacca immediatamente cartello con una madre e una figlia appena trasferitesi in una piccola cittadina, in fuga dai problemi lasciati a Chicago e alle prese con una nuova casa acquistata in affare perché frontale ad un’altra abbandonata dove quattro anni prima una ragazza mentalmente instabile ha fatto fuori in modo brutale i suoi genitori. Non serve chiaramente un genio per anticipare i risvolti di una preparazione che non è altro che miccia di un meccanismo pianificato a portare i nuovi arrivati al conflitto, sia col passato e sia con l’evento che ha indelebilmente macchiato il posto da dove adesso vorrebbero ricominciare.

La presenza della neo-premio-Oscar Jennifer Lawrence potrebbe fungere, per qualcuno magari, da ingannevole richiamo, sottovalutando l’importante dettaglio che questo film - temporalmente parlando - è stato girato, e distribuito in America, prima de “Il Lato Positivo” e perciò non affatto una continuazione artistica dell’attrice ma bensì scelta precedente. Tonderai vuole cavarsela ed ottenere esiti discreti pedinando uno schema consolidato e spremuto, quindi lascia seguire agli eventi un corso prevedibile e, per questo, da parte nostra anche anticipatorio: bastano appena venti minuti in realtà per indovinare che piega prenderà la pellicola e come andrà a chiudere ogni suo risvolto. Nemmeno il colpo di scena lasciato come ciliegina sulla torta spiazza più di tanto, perché anch'esso facilmente calcolabile tra le (limitate) ipotesi stilate, e discendente di un canovaccio saturo e stanco.

Emerge molto somigliante al recentissimo “Non Aprite Quella Porta 3D” questo “Hates: House At The End of the Street”, specie durante il suo primo blocco. In corso d’opera però ci si accorge che le questioni analizzate sicuramente non sono le stesse di quelle portate intelligentemente a galla dall'opera di John Luessenhop, che almeno sfruttava il franchise di un famoso titolo horror per andare ad esplorare i legami di sangue e la loro forza incatenante.

Tonderai invece da l’impressione di non avere ambizioni, non cerca alcun tipo di approccio stimolante e brucia in un lampo quello - servito su un piatto d’argento - basato sul senso di colpa che lega sia la madre della protagonista e sia il fratello dell’assassina esecutrice della famosa strage. Impossibile pertanto trovare un appiglio che consenta al film di non cadere nel dimenticatoio, nessuno sforzo sarebbe in grado di trovare qualcosa laddove non c’è praticamente nulla. Al massimo si potrebbe salvare la voce soave di una Jennifer Lawrence piacevole cantante, ma proprio al massimo, ecco.

Trailer:

venerdì 10 maggio 2013

Solo Dio Perdona - Il Trailer Italiano


Il trailer italiano di "Solo Dio Perdona", seconda collaborazione dopo "Drive" tra il regista danese Nicolas Winding Refn e l'attore Ryan Gosling, è finalmente disponibile. In concorso al prossimo Festival di Cannes, e in uscita nei nostri cinema dal 30 Maggio, potete vedere le sue immagini direttamente qui sotto.

Trailer:

mercoledì 8 maggio 2013

Belli e (im)Possibili: Wrong

Quentin Dupieux non è un autore dal linguaggio universale.
A dirlo è il sottoscritto ma ancor di più le disposizioni di un mercato che lo hanno sempre visto lontano dalla distribuzione su larga scala. Non è un caso che il suo nome rimanga una chimera per le nostre orecchie e non solo, e d'altronde si conosce benissimo il destino riservato a chi, per ordinaria amministrazione, scrive e pensa per spiazzare largamente chiunque si trovi a contatto coi suoi lavori.

Chi segue queste pagine si ricorderà di aver letto - molto tempo fa - di una storia, intitolata "Rubber", che aveva come protagonista uno pneumatico abbandonato e la cui direzione, ovviamente, apparteneva a Dupieux questo sconosciuto. A distanza di due anni da quell'utopistica creazione le cose sono tornate a vivere di un sapore molto più reale per il regista francese, ed in “Wrong” si risparmia di dar vita a un altro oggetto inanimato con impulsi omicidi per comporre un racconto sotto molti aspetti più logico e fondato, anche se mettersi a parlare di realismo sarebbe eccessivo persino stavolta, appurato il fatto che uno dei protagonisti principali di questa nuova follia è proprio la componente dilatata di surrealismo che si impossessa ininterrottamente della scena.

Intorno al dramma del padrone Dolphin - che una mattina deve fare i conti con la sparizione del suo adorato cane - c'è un contesto riempito di personaggi dai comportamenti utopistici e assolutamente fuori dalla norma, che contribuisce a dare alla pellicola continuamente quel senso di destabilizzazione pronto a mettere in dubbio l’effettivo accadimento di qualsivoglia evento. Per avvicinarsi a comprendere la forma stilistica di "Wrong" ci si potrebbe aiutare prendendo in considerazione l’altra, tipica, delle opere lynchiane, ma eseguendo ciò avremmo solo un’idea parziale della situazione poiché Dupieux, in confronto a Lynch, applica questa particolarità solamente ai personaggi, lasciando al territorio che li circonda il vincolo di muoversi e di vivere precisamente così come lo conosciamo. Eppure - nonostante questo frammento lineare - l'ipotesi che si stia miscelando costantemente sogno e realtà rimane un eventualità sempre immobile e da mantenere sul piatto.

Cercare per forza di trovare un filo logico al cinema emancipato di Dupiex sarebbe quindi un grossissimo errore: il regista ha adescato e adesca il suo pubblico proprio perché si fa beffa della coerenza e degli accordi sociali, sia istituiti che praticati. A dispetto di ciò però, nel personaggio più oscuro, misterioso e crudele di questa sua ultima creazione si cela comunque una specie di oscuro enigmista che vorrebbe valorizzare - secondo un suo codice personalissimo - il comportamento viziato ed effimero degli esseri umani. Il suo monologo a quattrocchi con Dolphin sugli animali, i vestiti e le giacche è chiaramente il più intriso di senso logico dell'intera vicenda ed è precisamente proprio li che inizia ad avere origine il cuore di qualcosa che poi svelerà la sua concreta esistenza negli ultimi minuti prima dei titoli di coda, cancellando quasi definitivamente quella strana sensazione di avere assistito ad un lavoro traviato e nonsense.

Si finisce per ridere molto perciò non appena “Wrong” chiude i suoi giochi. Si ride per il percorso obiettivamente spiritoso intrapreso da un co-protagonista che nel suo incedere senza meta porta uno stretto legame coi bisogni moderni, e si ride soprattutto perché si afferra quanto questi siano assai più semplici e vicini di quanto si creda. Per informazioni dettagliate chiedere a Dolphin.

Trailer:

Hansel & Gretel: Cacciatori di Streghe - La Recensione

Immaginarli cacciatori di chi li ha rapiti e terrorizzati da bambini era uno scenario difficile, per molti impercorribile da rappresentare pensando ad Hansel e Gretel. Snaturare una fiaba e renderla distante anni luce dalla sua forma di concepimento sembrava un processo proibitivo, troppo insensato da brandire sul serio. Questo almeno fino a qualche anno fa.
Il regista Tommy Wirkola, facendosi scudo della frase il pericolo è il mio mestiere e del collaudato cuscinetto sistemato da chi lo ha preceduto, oggi non si pone alcun problema perciò a mettere gli sventurati fratellini al centro di un'attività collegata alla più grande minaccia vissuta da loro in adolescenza, fantasticando che crescendo, entrambi abbiano tratto da quell'esperienza eroismo, lavoro e approvvigionamento.

Jeremy Renner e Gemma Arterton diventano allora i protagonisti dell’eccentrico "Hansel & Gretel: Cacciatori di Streghe", pellicola che straborda la classica favola originale dei fratelli Grimm e avanza temporalmente di quindici anni per mostrarci i due protagonisti, ormai adulti, impavidi di fronte a coloro che hanno tentato di farne banchetto in passato. Senza riservare sorprese o malintesi la pellicola si dichiara esattamente per quello che poteva sembrare vista velocemente con un occhiata esterna: un b-movie da prendere solo e soltanto come facile e grezzo intrattenimento e dove tutto è ampliato alla massima potenza per lasciar spago alla costituente splatter aggrovigliata ad un trash voluto, cercato e gratuito.

Il pregio migliore di questo lavoro diventa allora il saper mantenere alto il ritmo e perennemente viva l'azione, levandosi rapido e indolore senza pesare mai sullo spettatore e sulla sua attenzione. Sebbene la sceneggiatura su cui poggia la trama sia semplicissima e dal sapore monotono, la frenesia e la tenuta con il quale gli attori portano a termine il loro compito contribuisce nel migliore dei modi ad una riuscita, seppur parziale, onesta e godibile. Jeremy Renner pesca nel suo Hansel quello spazio negatogli con Occhio di Falco in "The Avengers" mentre la bellissima e sensuale Gemma Arterton con la sua Gretel ha finalmente l'opportunità di cucirsi addosso l'immagine di donna tosta e forte che nessuno fino ad ora gli aveva mai affibbiato.

Delle tante favole rivisitate (male) ultimamente questa quindi è quella che meno punta a raggiungere vette particolari o a lasciare segni profondi. L'assenza di obiettivi infatti si tramuta in un'altra delle esigue caratteristiche positive da associare alla pellicola di Wirkola, aiutandola sicuramente a non cadere nel burrone in cui sono precipitati altri progetti affini prima di lei per via di un carico di ambizioni più ricche di quelle in grado di sopportare (le due versioni di Biancaneve dello scorso anno sono esempi perfetti).

L’unico errore, o furbata - se meglio vi suona - è il non volersi accontentare del buon risultato raggiunto e puntare a fare ora di "Hansel e Gretel: Cacciatori di Streghe" un ridicolo franchise avventato e crudele. Sinceramente si fa fatica a pensare a questo titolo come a una serie di capitoli che possano proseguire con successo nel corso degli anni, anche perché il terreno calcato è decisamente troppo piccolo e già saturo di fertilità.
Malgrado la logica al cinema lasci il tempo che trova e l’unica certezza porta il nome di botteghino, per cui rimandiamo a lui l'ardua sentenza conclusiva.

Trailer:

lunedì 6 maggio 2013

Fast & Furious 6 - Premiere Londinese in Diretta Streaming


Domani a Londra ci sarà l'attesissima Premiere mondiale e il red carpet di Fast & Furious 6. Ovviamente sarà presente tutto il cast, che sfilerà tra i fan e i giornalisti rilasciando autografi e soprattutto interviste. Inglorious Cinephiles vi porta, da casa vostra, direttamente sul luogo dell'evento, grazie alla diretta streaming che sarà disponibile direttamente qui sotto già dalle ore 18.00 (17.00 ora inglese). Inoltre, per partecipare attivamente, potrete commentare il tutto tramite Twitter e l'hashtag apposito #Fast6Premiere. Buon Divertimento.



Il Grande Gatsby - Due Nuovi Spot


Due nuovi spot per "Il Grande Gatsby" con sempre Leonardo DiCaprio al centro della scena, il suo personaggio, è ormai evidente, avrà il predominio assoluto e incontrastato sull'intera pellicola. Nelle nuove immagini, oltre al mistero che circonda Gatsby, in risalto anche la complicata storia d'amore tra lui e la Daisy Buchanan interpretata da Carey Mulligan.

Tutto era per lei:


Vorrei sapere chi è!:


Sinossi (Ufficiale): Dal talento creativo, unico nel suo genere, dello scrittore/produttore e regista Baz Luhrmann, arriva il nuovo adattamento per il grande schermo del romanzo di F. Scott Fitzgerald "The Great Gatsby" ("Il Grande Gatsby"). Il regista creerà la sua personale interpretazione visiva di questo classico della letteratura portando alla vita il periodo storico, in una maniera mai vista prima, in un film che vede protagonista Leonardo DiCaprio.

Il Grande Gatsby” narra la storia di un aspirante scrittore, Nick Carraway che lasciato il Midwest Americano, arriva a New York nella primavera del 1922, un’epoca in cui regna la dubbia moralità, la musica jazz e la delinquenza. In cerca del suo personale Sogno Americano, Nick si ritrova vicino di casa di un misterioso milionario a cui piace organizzare feste, Jay Gatsby, ed a sua cugina Daisy che vive sulla sponda opposta della baia con il suo amorevole nonché nobile marito, Tom Buchanan. E’ allora che Nick viene catapultato nell’accattivante mondo dei super-ricchi, le loro illusioni, amori ed inganni. Nick è quindi testimone, dentro e fuori del suo mondo, di racconti di amori impossibili, sogni incorruttibili e tragedie ad alto tasso di drammaticità. Uno specchio fedele dei nostri tempi moderni e delle nostre quotidiane battaglie.

Il candidato all’Oscar® DiCaprio (“J.Edgar,” “Aviator”) interpreta Jay Gatsby, con Tobey Maguire nel ruolo di Nick Carraway; il candidato all’ Oscar® Carey Mulligan (“An Education”) e Joel Edgerton sono Daisy e Tom Buchanan; Isla Fisher e Jason Clarke sono Myrtle e George Wilson; l’esordiente Elizabeth Debicki è Jordan Baker. La leggenda del film indiano Amitabh Bachchan interpreterà il ruolo di Meyer Wolfsheim.

Il candidato all’Oscar® Luhrmann (“Moulin Rouge!”) dirige il film in 3D da una sceneggiatura, scritta a quattro mani con il suo assiduo collaboratore Craig Pearce, tratta dal romanzo di Fitzgerald. Luhrmann è produttore, insieme a Catherine Martin, al premio Oscar® Douglas Wick (“Gladiator”), a Catherine Knapman e Lucy Fisher.

Il film sarà al cinema a partire da Giovedì 16 Maggio.

domenica 5 maggio 2013

L’Uomo Con i Pugni di Ferro - La Recensione

Aver confidenza con il mestiere dell’attore, stringere legami con professionisti del mestiere e poter contare sul loro supporto e collaborazione per finalizzare un progetto che si tiene nel cassetto sin da bambini, non sono per forza gli ingredienti utili per raggiungere un esito positivo quando si decide di girare un film.

Il rapper RZA si catapulta dietro la macchina da presa per realizzare un lavoro di cui si annuncia contemporaneamente regista, co-sceneggiatore e attore protagonista.
Con un passato e un presente fatto di piccoli ruoli cinematografici e compositore di colonne sonore, il poliedrico artista vuole ampliare la sua conoscenza nel campo cinematografico ed insieme soddisfare la sua passione verso quel cinema di arti marziali dalla conformazione prevalentemente asiatica, in cui si privilegia maggiormente l’azione, la spettacolarità e il divertimento sfrenato.

Si erge da tali premesse “L’Uomo Con i Pugni di Ferro”, da questi tre punti che si cuce rigorosamente stretti addosso, togliendo importanza a quel che avanza intorno e potenziando il più possibile l’estetica e la forma per una divulgazione rapida e massiva. Devono aver guardato molto all'importanza che i videogames hanno guadagnato negli ultimi anni, RZA e Eli Roth – altro co-sceneggiatore e produttore – buttando giù una sceneggiatura assai più simile a una bozza e orientata a stupire con personaggi inverosimili e con armi improbabili piuttosto che concentrata a mettere in piedi un conflitto robusto ed integro che potesse essere in grado di reggere fino in fondo il ritmo e l’azione da pop-corn contenuta in quelli che erano gli stampi presi in esame.

Il sogno infantile di RZA quindi si sfalda in men che non si dica, lasciando dietro di sé pochissime tracce per la memoria. Senza una trama solida la simpatica baracca fa fatica a rimanere stabilmente eretta, traballa, spesso cede per poi riassestarsi appena, come un terremoto indeciso se distruggere o far solo evacuare un intero palazzo. E’ netta la sensazione che dietro questa operazione si sia voluto più cercare un divertimento personale anziché provare veramente a tirar fuori dal cilindro un racconto che andasse a guardare concretamente i modelli che si era preposto. E quando nel finale il montaggio diventa addirittura fumettistico la fusione di piaceri priva di qualsiasi gusto da parte dell’autore ha lo stesso impatto di un iceberg che inabissa una nave sfornita di scialuppe e ancore di salvezza.

L’asso nella manica rappresentato da Russell Crowe nulla può contro i danni che la pellicola gioca alle sue spalle, quando è in scena sa tenere alta la trazione ma non appena scompare, il suo peso (inteso anche in senso letterale) lascia un vuoto che nessuno degli altri sa colmare. Nemmeno una Lucy Liu intrappolata a badare alle sue geishe: avremmo preferito vederla in un ruolo di maggior spessore e più combattivo invece pare che l’attrice abbia deciso di accontentarsi di avere dalla sua solo un paio di scene a stento considerevoli.

Insomma, RZA ha provato a svagarsi col cinema eppure - specchietto per le allodole a parte (il film è presentato da Quentin Tarantino) - a noi spettatori poco è piaciuto del suo esordio, colonna sonora compresa. Speriamo si sia divertito almeno lui a prendere confidenza con questa nuova sfida e che, se dovesse dar seguito all'esperienza, la prossima volta possa imparare dai suoi stessi errori e presentarsi almeno con uno script che vada oltre la sola immaginazione e l'influenza delle console videoludiche.

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venerdì 3 maggio 2013

No: I Giorni dell'Arcobaleno - La Recensione

Quando la dittatura di Pinochet nei confronti del popolo cileno giunse - nel 1988 - a quindici anni di affermazione, la fortissima pressione internazionale costrinse il paese ad indurre un plebiscito per decidere - tramite un referendum - se il loro presidente sarebbe dovuto rimanere ancora al governo della nazione oppure abbandonarla all'istante. La campagna di sensibilizzazione per il cittadino - perché questo si convincesse a votare “Si” o “No” - ebbe luogo durante tutto il mese che precedette le votazioni, con spazi televisivi di quindici minuti al giorno in cui entrambe le fazioni godevano di piena libertà (o quasi per quanto riguardava l’opposizione) per mostrare e dire ogni cosa ritenessero opportuna a rafforzare il loro punto. La resistenza alla dittatura, prendendo la palla al balzo, arruolò allora il creatore pubblicitario René Saavedra, con la convinzione che, se un miracolo serviva per contrastare il potere corrotto, lui di certo era l’unico a poter conoscere il linguaggio giusto per invocarlo.

Il regista Pablo Larrain, con scelta spiazzante e interamente personale (e da ammirare) dirige questo pezzo importante della storia del suo paese optando per un profilo estetico decisamente fuori dall'ordinario che rispolvera il formato dell’immagine in 4:3 e sbiadisce i colori con una luminosità e un contrasto tipici di quelle fotografie datate e sciupate dal tempo. Tutto ciò è interessante, soprattutto perché lo spaccato che il suo “No: I Giorni dell'Arcobaleno” vuole raccontare vive di un’attualità che proprio al tempo stesso resiste e non accenna a perdere di efficacia: un popolo stanco di un governo che non lo rappresenta lotta una battaglia - forse inutile e controllata - con tutta la forza e la voglia di cambiare che porta dentro. L’interesse del regista però è sedimentato su ben altro aspetto, e sostanzialmente riguarda il mezzo con cui questa lotta non solo trova un fertile terreno ma sa anche, contro ogni previsione, girare sulla tavola quelle carte che chiunque pensava fossero destinate a rimanere scoperte.

Fondamentale diventa quindi la figura del pubblicitario interpretato da un grandioso Gael Garcia Bernal, il quale adotta, contro chi negli anni aveva seminato solo tensione e violenza, la tattica atipica fondata sul linguaggio televisivo creativo ed efficace, lo stesso utilizzato per vendere classici prodotti alimentari ai consumatori. La campagna a favore del “No” diventa così uguale ad uno spot promozionale: rassicurante e convincente per chiunque ci si trovi al cospetto. La parola d’ordine diventa allegria, quella difficile da accettare per alcuni, quella traditrice di una situazione tutt'altro che serena, ma l’unica abbastanza efficace per andare ad unire fette generazionali distanti e sfiduciate verso una corrente orientata sull'aria del cambiamento.

Con mano sicura Larrain si fa quindi narratore invisibile e con la parvenza vintage impiegata alla sua pellicola ne rafforza maggiormente la veridicità, diventando ancor più energico quando vuol trasportare lo spettatore all'interno della crisi vissuta non solo da una nazione ma anche (e di più forse) dai singoli cittadini. Ispirato all'inedito monologo scritto da Antonio Skármeta e intitolato “Il Plebiscito”, “No: I Giorni dell'Arcobaleno” acquisisce così la sua massima potenza, non puntando sul facile messaggio il governo è del popolo, che lo avrebbe ridimensionato smisuratamente, ma andando invece ad aggredire una considerazione assai più stimolante quanto preoccupante.

Lo strumento televisione oggi (ma già ieri) ha raggiunto un potere talmente elevato da influenzare ormai le opinioni del singolo, e pertanto quelle di un intero paese. Qualunque cosa - giusta o sbagliata - se venduta nella confezione migliore può stimolare il consumatore a comprarla e a sostenerla con il massimo consenso. Per nostra fortuna Larrain qui puntella ciò includendolo a favore di un cambiamento storico positivo e condiviso, tuttavia è assodato che la sua teoria pur spostata su confini inversi mantenga solido l'influsso di cui si fa portatrice. E chissà che lo sguardo spaesato del protagonista nelle battute finali del film non voglia proprio destare la sensibile preoccupazione a riguardo.

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