IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

mercoledì 31 luglio 2013

Anni Felici - Trailer Italiano


A tre anni di distanza da "La Nostra Vita", lavoro presentato al Festival di Cannes lo scorso 2010, Daniele Luchetti torna con "Anni Felici", sua ultima fatica con uscita prevista il 3 ottobre prossimo. Nel cast del film Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti, di nuovo insieme dopo il "Questione di Cuore" di Francesca Archibugi in cui avevano già interpretato una coppia di innamorati con figli a carico.

Trailer:


Sinossi (Ufficiale): 1974, Roma. Guido è un artista che vorrebbe essere d'avanguardia, ma si sente intrappolato in una famiglia troppo borghese e invadente. Serena, sua moglie, non ama l'arte, ma ama molto l'artista e infatti lo “invade”. I loro figli, Dario e Paolo, 10 e 5 anni, sono i testimoni involontari della loro irresistibile attrazione erotica, dei loro disastri, dei tradimenti, delle loro eterne trattative amorose.
Tra happenings artistici, colpi di testa, film in super 8, pigre vacanze, design e confessioni, il film racconta gli anni felici – ma che sembravano infelici - di una famiglia che, provando ad essere più libera, si ritrova in una prigione senza vie di fuga. Riusciranno a salvarsi?

Cattivissimo Me 2 - Nuovo Trailer Italiano, Mongolfiera Stuart a Riccione


Nuovo trailer italiano per "Cattivissimo Me 2", seguito del fortunatissimo, omonimo, primo capitolo in uscita nei nostri cinema il 10 ottobre. Negli Stati Uniti si è già confermato un successo e da noi la promozione della pellicola assieme alla mongolfiera Stuart continua ad impazzare per le varie città: qui sotto, oltre a godervi il trailer, potete gustarvi infatti anche l'evento avvenuto a Riccione pochi giorni fa.

Nuovo Trailer Italiano: 



Mongolfiera Stuart a Riccione: 


Il blockbuster globale "Cattivissimo Me" di Universal Pictures e Illumination Entertainment nel 2010 ha ottenuto un enorme successo in tutto il mondo, incassando oltre 540 milioni di dollari e posizionandosi come il 10° film animato più importante della storia degli Stati Uniti.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

Gravity - Due Scene dal Film


Aprirà il prossimo Festival di Venezia e dalle immagini del trailer già non vediamo l'ora di gustarcelo. Stiamo parlando di "Gravity", il ritorno dietro la macchina del regista messicano Alfonso Cuarón, che vede tra i protagonisti le presenze di Sandra Bullock e George Clooney. Oggi vi proponiamo due nuove scene mozzafiato tratte dal film, giusto per farvi aumentare la voglia di andare al cinema il prossimo ottobre.

Scena dal Film 1:


Scena dal Film 2:


Sinossi (Ufficiale): I premi Oscar Sandra Bullock (“The Blind Side,” “Ricatto d’Amore”) e George Clooney (“Tra le Nuvole,” “Syriana”) sono i protagonisti di “Gravity”, un thriller mozzafiato che trascina il pubblico alla deriva nello spazio profondo, diretto dal candidato all’Oscar® Alfonso Cuarón (“I Figli degli Uomini”).

Bullock è la brillante dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle,
mentre Clooney è Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione.
Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe
e lo shuttle viene distrutto, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli—collegati solo fra loro e fluttuanti nell’oscurità. Il silenzio assordante in cui sono immersi significa che hanno perso ogni
contatto con la Terra…e ogni speranza di salvezza.
Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Ma forse l’unico modo per tornare a casa è addentrarsi in quel terribile spazio infinito.

Come ti Spaccio la Famiglia - Nuovo Trailer Italiano


Ecco finalmente arrivare il nuovo trailer italiano di "Come ti Spaccio la Famiglia", l'attesa commedia che vede il ritorno sulla scena dell'accoppiata Jennifer Aniston-Jason Sudeikis dopo il successo del precedente "Come Ammazzare il Capo e Vivere Felici". Diretta da Rawson Marshall Thurber la pellicola uscirà nelle nostre sale giovedì 12 Settembre.

Nuovo Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale): Da New Line Cinema arriva la commedia d’azione “Come ti Spaccio la Famiglia” con Jennifer Aniston (“Come Ammazzare il Capo e Vivere Felici”) e Jason Sudeikis (Candidato a Sorpresa). La regia è di Rawson Marshall Thurber (“Palle al Balzo: Dodgeball”).

David Burke (Sudeikis) è uno spacciatore di marijuana e tra la sua clientela annovera cuochi e mamme borghesi ma niente ragazzini – dopotutto, si considera un uomo con scrupoli. Cosa potrebbe andare storto, quindi? Beh, diverse cose. Malgrado tenti di passare sempre inosservato, impara nel peggiore dei modi che nessuna buona azione va impunita quando per aiutare dei teenager locali si trova ad essere aggredito da un gruppo di punkabbestie che gli ruba la ‘roba’ e il contante, lasciandolo in debito pesante con il suo fornitore, Brad (Ed Helms). Per poter rimettere ogni cosa a posto – e soprattutto salvare la pelle – David deve passare allo spaccio di droghe pesanti e si trova, così, a collaborare all'ultima operazione di Brad: un carico in arrivo dal Messico. Coinvolgendo loro malgrado i propri vicini – la cinica spogliarellista Rose (Aniston), il suo smanioso ‘cliente’ Kenny (Will Poulter) e la tatuata e astuta teenager Casey (Emma Roberts) –
David organizza un piano perfetto: una moglie e due figli finti. A bordo di una lucida roulotte, i “Miller” si dirigono verso il confine meridionale degli USA per un weekend del Quattro Luglio che non potrà che rivelarsi scoppiettante.

L'Evocazione: The Conjuring - Nuovo Trailer Italiano


Nuovo trailer italiano per "L'Evocazione: The Conjuring", pellicola che segna il ritorno all'horror del regista di "Insidious", James Wan e ispirata alla storia della famiglia Warren chiamata ad investigare su delle oscure presenze che minacciano una fattoria. Dalle inquietanti immagini sembra che ci toccherà saltare dalla poltrona più di una volta, per avere la certezza però occorrerà attendere l'uscita fissata in Italia per mercoledì 21 agosto.

Nuovo Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale): All’inizio c’era Amityville, poi Harrisville. “L’Evocazione: The Conjuring” narra la vera storia di Ed e Lorraine Warren (Patrick Wilson, Vera Farmiga), investigatori del paranormale di fama mondiale, chiamati ad aiutare una famiglia terrorizzata da una presenza oscura in una fattoria isolata. Costretti ad affrontare una potente entità demoniaca, i Warren si trovano coinvolti nel caso più terrificante della loro vita.

Come Ti Spaccio la Famiglia - Uno Spot da Trenta Secondi


Uscirà il prossimo 12 settembre (con un anteprima esclusiva il 20 agosto) "Come Ti Spaccio la Famiglia", la nuova commedia con Jennifer Aniston e Jason Sudeikis diretta dal regista Rawson Marshall Thurber. Poco tempo fa vi avevamo mostrato il trailer in lingua originale ma ecco arrivare finalmente un primo spot di trenta secondi completamente in italiano.

Problemi Reali:


Sinossi (Ufficiale): Da New Line Cinema arriva la commedia d’azione “Come ti Spaccio la Famiglia” con Jennifer Aniston (“Come Ammazzare il Capo e Vivere Felici”) e Jason Sudeikis (Candidato a Sorpresa). La regia è di Rawson Marshall Thurber (“Palle al Balzo: Dodgeball”).

David Burke (Sudeikis) è uno spacciatore di marijuana e tra la sua clientela annovera cuochi e mamme borghesi ma niente ragazzini – dopotutto, si considera un uomo con scrupoli. Cosa potrebbe andare storto, quindi? Beh, diverse cose. Malgrado tenti di passare sempre inosservato, impara nel peggiore dei modi che nessuna buona azione va impunita quando per aiutare dei teenager locali si trova ad essere aggredito da un gruppo di punkabbestie che gli ruba la ‘roba’ e il contante, lasciandolo in debito pesante con il suo fornitore, Brad (Ed Helms). Per poter rimettere ogni cosa a posto – e soprattutto salvare la pelle – David deve passare allo spaccio di droghe pesanti e si trova, così, a collaborare all'ultima operazione di Brad: un carico in arrivo dal Messico. Coinvolgendo loro malgrado i propri vicini – la cinica spogliarellista Rose (Aniston), il suo smanioso ‘cliente’ Kenny (Will Poulter) e la tatuata e astuta teenager Casey (Emma Roberts) –
David organizza un piano perfetto: una moglie e due figli finti. A bordo di una lucida roulotte, i “Miller” si dirigono verso il confine meridionale degli USA per un weekend del Quattro Luglio che non potrà che rivelarsi scoppiettante.

sabato 27 luglio 2013

La Notte del Giudizio - La Recensione

Dotato di uno script decisamente valido, disposto a portare a livelli utopistici la psicologia di un paese e della sua popolazione, "La Notte del Giudizio" era senz'altro uno dei titoli più considerevoli che potessero provare ad imporsi fermamente in un panorama ripetitivo e stanco come oggi è considerato quello del thriller-(soft)horror.

In "The Purge", questo il titolo originale (letteralmente "La Purga"), si ipotizza infatti un futuro non troppo lontano - il 2022 - in cui l'America è riuscita finalmente a trovare un suo equilibrio stabile: limitando il tasso di criminalità ai minimi storici, abbattendo la disoccupazione e rialzando la propria crescita economica a livelli mai visti prima. Grandi cambiamenti resi possibili da una particolare istituzione concessa dai nuovi Padri Fondatori e chiamata giornata della purga, che dà il permesso ad ogni cittadino americano di compiere i crimini più efferati – omicidio compreso – senza alcuna possibilità che la legge possa punirlo secondo le sue norme, con l’unica regola che gli atti eseguiti restino collocati nel periodo delle dodici ore (dalle sette di sera alle sette di mattina) di ogni ventuno marzo dell’anno.

E' evidente quindi che in uno scenario simile la carne al fuoco su cui discutere fosse moltissima: dal bisogno di un paese di veder scorrere il sangue (nessun problema se è il proprio), alla repressione sempre più comune che affligge l'essere umano, passando per lo scontro tra ceto ricco e ceto povero che in questo caso vede sopperire il secondo sotto i colpi dei dollari che il primo utilizza per attaccarlo o eventualmente proteggersi con sicurezza nel caso in cui decidesse di rinunciare alla cosiddetta cerimonia di purificazione. Riflessioni che prese singolarmente erano già soddisfacenti per attirare sul lavoro di James DeMonaco un’elevata attenzione ma che inserite in blocco, contemporaneamente nella stessa pellicola, accrescevano la curiosità verso una denuncia sociale attribuita oltre che al paese America soprattutto alla (odierna?) natura umana che ci rappresenta.

Ma con immensa delusione invece "La Notte del Giudizio", anziché fare tesoro delle sue preziose frecce scoccandole ognuna con cura e perizia, butta all'aria ogni premessa di vittoria mostrando una triste incapacità nel saper tenere sotto controllo le notevoli e indiscusse sue potenzialità. Tratta superficialmente e distratto le tematiche sociali tatuate sulla pelle e non riesce neppure a trovare le fila adatte per imporsi come buon film di genere, caotico nel dosare momenti di suspense a momenti di terrore. Accade allora che la troppa carne al fuoco finisce per bruciarsi tutta, carbonizzata probabilmente più che da una regia inadeguata da una scrittura poco lucida che non lascia alcuna parete commestibile.

Per i motivi di cui sopra, dunque, la sentenza che va a condannare "La Notte Del Giudizio" a poco più di un'occasione fallita non può che essere emessa, da chi scrive, con leggero dispiacere. Il dispiacere di vedere dopo lungo tempo qualcosa di buono sciogliersi come un ghiacciolo al sole e il dispiacere di non percepire più la stessa cattiveria che un tempo ha contribuito a rendere grandi titoli come "Arancia Meccanica" e "Funny Games". Orientamenti da cui DeMonaco e compagnia bella avrebbero dovuto prendere maggior spunto evitando di dolcificare una spietata riflessione con un finale che ripone ogni fiducia nell'eccessivo buon senso dispensato da coloro che vengon dal basso.

Trailer:

giovedì 25 luglio 2013

Wolverine: L'Immortale - La Recensione

Il flop incassato con le origini anziché fungere da bussola e indirizzare "Wolverine: L'Immortale" verso la strada giusta, serve solo a spingere alla deriva - come peggio non si potrebbe - un franchise a questo punto mal curato, che preferisce adagiarsi sul nome e sul peso del suo protagonista e non badare minimamente a nessun’altro aspetto, compiendo allora un buco nell'acqua ancor più grande, profondo ma soprattutto altamente insostenibile rispetto a quanto fatto in passato.

Il secondo lungometraggio dedicato all'X-Men per eccellenza, quello dall'appeal intaccabile quasi quanto la struttura ossea che lo rende indistruttibile, si dimostra uno spettacolo imbarazzante e impacciato come pochi visti al cinema ultimamente. L'esperienza di James Mangold non risulta sufficiente per risollevare le sorti di un personaggio che lontano dalla sua squadra, in solitario, poco o niente è riuscito a racimolare, e ogni tentativo del regista di provare a intercettare la falsa riga dei cinecomics migliori deve fare i conti irrimediabilmente con una sceneggiatura terrificante e approssimativa, che non fornisce neanche la minima possibilità di sprigionare energia e vitalità. Un costante vorrei ma non posso, incapace di percorrere sia la strada dell'intrattenimento che tantomeno quella più articolata basata sulla ricerca della pace interiore, e costretto per questo a svoltare tra le mura di un limbo a dir poco stretto quanto goffo.

E’ la noia quindi la protagonista che ruba spazio al tormentato Logan, agevolata da una partenza sbiadita e sostenuta che anticipa una preoccupante mancanza di idee e un dosaggio d'azione questa volta somministrato col contagocce. Tutte strategie concepite per privilegiare l’esecuzione di una trama che ha l’obiettivo di conquistare lo spettatore rimanendo a bersaglio puntato su demoni, fascino e gesta del complicato e irresistibile (anti)eroe che racconta, e che proprio in mancanza di altri sostegni finisce per appesantire sempre gli stessi portandoli prima alla rovina e poi al cedimento. Collocabile sia come sequel di "X-Men: Conflitto Finale", sia come anello di congiunzione tra quel film e il prossimo "X-Men: Giorni di un Futuro Passato", il lavoro di Mangold assume lentamente e involontariamente così le forme inaspettate di un prodotto trash dal colore nitido e dall'aspetto grezzo. La storia saccheggia gratuitamente riferimenti a titoli famosissimi, per pigrizia poi li assesta tra loro alla buona ed infine ultima il collage con un colpo di scena assolutamente indegno di essere chiamato tale.

Hugh Jackman nel suo piccolo esce vittima illesa da questo spietato massacro: rimane dedito alla causa, testardamente in parte e decisamente incolpevole verso le incursioni ridondanti dello spirito di Gin, le bruttissime battute che è costretto a pronunciare e lo humour da quattro soldi, fastidioso con cui la pellicola pretende di strappare risate che mai si fanno sentire (almeno non volontariamente).

Errare è umano, perseverare divino.
Nel caso in questione bisognerebbe andare ad inserire un veto che impedisca tuttavia di procedere oltre. Non siamo certo qui a chiedere ad ogni lavoro tratto da un fumetto il vincolo di raggiungere le vette toccate da Sam Raimi, Ang Lee o Christopher Nolan, che passino pure i spettacoli di intrattenimento onesto e discreto, purché non siano trasformati in torture visive, scempi, e costringano noi, povere vittime, a guardare le lancette dell'orologio, ansiosi di uscire il prima possibile dalla sala.

Trailer:

domenica 21 luglio 2013

Pain & Gain: Muscoli e Denaro - Clip, Featurette e Interviste


Un carico di contenuti per "Pain & Gain: Muscoli e Denaro", l'ultima fatica di Michael Bay con
Mark Wahlberg, Dwayne Johnson e Anthony Mackie (qui la recensione). Qui sotto potete trovare una serie di clip con estratti del film, una featurette e due interviste dedicate al regista e ai due attori comprimari.

Clip

Sono un Vincente:


Aquila in Arrivo:


L'Insalata è Per i Poveracci:


Servono Soldi:


Matrimonio:


In Palestra:


Featurette

Sun Gym Gang:


Interviste

Ed Harris E Tony Shaloub:


Michael Bay:


Data di Uscita: 18 luglio 2013
Sito Ufficiale: http://www.painandgain-muscoliedenaro-film.it
Facebook: https://www.facebook.com/painandgainIT

sabato 20 luglio 2013

Monsters University - La Recensione

Il calo evidente riscontrato in occasione del normale lavoro di rara precisione grafica "Ribelle: The Brave" si trasforma ufficialmente per la Pixar in un vero e proprio cambio di pista. La casa d'animazione sembra infatti aver abbracciato un percorso creativo assai meno splendente ma ugualmente appagante, che evidenzia sicuramente un abbassamento sostanziale di inventiva ma allo stesso tempo gli consente anche di non perdere troppo terreno sulle numerosissime inseguitrici perennemente in agguato. L'integrità del marchio resta così resta intatta e priva di graffi, come la qualità artistica dei lavori, mentre a subire il ridimensionamento maggiore è la potenzialità delle storie, indirizzata ad accontentare integralmente le famiglie nel senso più ampio del termine.

Questa nuova tendenza (fisiologica, umana e prevedibile) vien celebrata allora, rimettendo mano a uno dei capolavori migliori della filmografia pixariana (il migliore?), contaminandolo con un prequel dallo spessore minore, per certi versi più ironico e cucinato in salsa universitaria. Andare in qualche modo a dissacrare "Monsters & Co." arriva quindi non solo a noi come un segnale di coraggio, ma ancor di più come la comunicazione che, a differenza di quanto si possa credere, la consapevolezza di non poter essere sempre, enormemente, grandi in casa Pixar è vissuta con innata leggerezza e ammirabile intelligenza. Teoria che validerebbe il concetto secondo il quale non esista nessuna linea qualitativa e nessuna fascia di categoria predefinita: ogni progetto ha il diritto di vivere incondizionatamente di vita propria, in base al momento e a prescindere da tutto.

Smetterla con le aspettative e accettare ciò che arriva, dunque.
Ragionamento ripescabile persino nel percorso compiuto dal giovane universitario Mike Wazowski - protagonista assoluto - durante la militanza alla tanto desiderata università dello spavento, con una parabola che trova la precisa quadratura del cerchio nella sentenza che arriva a colpirlo alle spalle distruggendo il suo sogno personale a colpi di crudele realtà. Poiché rispetto a quanto si poteva supporre all'inizio, “Monsters University” non mira affatto a voler essere l'ennesimo tributo all'amicizia e al suo valore (seppur non disdegna di ricordarcelo), ma vuol dedicarsi invece a quella che è la delicata accettazione del nostro io, a quelle che sono le doti che realmente ci appartengono e al posto che la vita ci ha riservato. Di fatto questo diventa l’impulso più robusto di una storia prettamente leggera e spensierata, il muscolo condottiero che ha il potere di influire sulla pellicola al punto di obbligarla a farsi carico di un finale che, seppur lieto, nell’amarezza assorbita è costretto ad accogliere con sé una piccola punta di amaro.

Eliminata l'aspettativa, quella (nostra) del capolavoro, "Monsters University" potrebbe riassumersi quindi come un godibilissimo film d'animazione, simpatico e divertente. Bravissimo a inventarsi un'università surreale e al contempo non distantissima da quanto potrebbe esserne una normale, e ancor più abile a riempirla con una variegata sfilza di mostri speranzosi, emotivi, e competitivi, anche loro non troppo diversi dalla maggior parte di noi esseri umani.

Pazienza, perciò, se stavolta non è stato possibile ripercorrere nuovamente i tempi perfetti appartenuti a quello ora è considerato il suo successore, e pazienza se la nostra anima non riuscirà a scaldarsi più tanto facilmente come abituata in passato di fronte alla vista delle pellicole contrassegnate dalla lampadina più famosa del mondo. In fondo la vita non sempre può restituirti quel che gli chiedi e, a volte, bisogna anche saper accettare di dover scendere a patti o accontentarsi dei compromessi. Scoprendo magari che non è nemmeno così male come (non) pensavamo.
Parola di Wazowski e parola della Pixar.

Trailer:

Pain & Gain: Muscoli e Denaro - La Recensione

Michael Bay non si smentisce mai, il suo modo di fare cinema è sempre lo stesso, che ci sia di mezzo la fantascienza o un fatto di cronaca vera, che debba avere a che fare con robot o con culturisti imbranati. "Pain & Gain: Muscoli e Denaro" segna la pausa del regista dai Transformers, è il ritorno a una sceneggiatura (ispirata all'articolo del giornalista investigativo Pitt Collins e adattata per lo schermo da Stephen McFeely e Christopher Markus) su cui voleva lavorare da moltissimo tempo, nonché la riprova che per il regista la sostanza è assai meno importante della forma.

Cambia quindi il contesto ma non la situazione, la ricerca della svolta non tocca più al bravo ragazzo sfigato impersonato da Shia LaBeouf ma ad un trio di idioti completi composto da Mark Wahlberg, Dwayne Johnson e Anthony Mackie: tre palloni gonfiati con problemi personali, debolezze evidenti e maschera da vincenti, che per risolvere ogni problema, andare incontro alla perfezione e inseguire il sogno americano attuano il rapimento di un uomo ricco attraverso un piano considerabile perfetto solo da chi crede che guardare film sui gangster come "Il Padrino" o "Scarface" sia la scuola migliore per diventare un criminale. Bay incornicia le loro folli gesta con la tipica regia dinamica e frizzante, sulla quale posa una fotografia satura e patinata - suo marchio di fabbrica - per raggiungere quell'estetica leccatissima, attenta alle perfezioni così come alle imperfezioni, anch'esse studiate al millimetro. La storia grottesca - a quanto pare vera però - del personal trainer Daniel Lugo diventa quindi pretesto per incanalare un attacco alla società americana, trascendere il patriottismo e alterare i messaggi del sogno fino a farne vera e propria nemesi che suggerisce l'impossibilità di raggiungere il successo senza una naturale inclinazione a sporcarsi le mani.

Ma Bay, si sa, è un provocatore, a lui piace stuzzicare ed essere additato, non è disposto a rivedere le sue concezioni e il far storcere il naso ad alcuni lo porta spesso a sogghignare e a rafforzare determinati ideali ripresentandoli poi più spudorati di quanto non avesse fatto prima. Un esempio calzante potrebbe essere l’impiego riservato alle donne nei suoi film: se Megan Fox e Rosie Huntington-Whiteley in "Transformers" infatti erano le classiche pupe da copertina conciate come spogliarelliste solo per mettere in moto la fantasia dello spettatore, quelle frequentate dalla banda petto e bicipiti in questione sono spudoratamente unica materia sessuale, perennemente svestite - in palestra, a lavoro e in casa - e rilegate a ruoli di porta chiavi per il puro piacere del sesso forte, specie dominante.

Ma osannati i vezzi, e sottolineato che "Pain & Gain: Muscoli e Denaro" è senz'altro il film più personale firmato da Bay - in cui la sua ossessione per la perfezione è esplicitata in innumerevoli occasioni - resta da dire che la mancanza di applicazione rilevata nei confronti della trama - volontaria o meno che sia - infanga non solo l'intero buono mostrato in generale ma va a restringere il valore di un'opera che gli elementi per proclamarsi cult di genere li aveva tutti dentro la tasca. Per dirla alla palestrato, si doveva esagerare meno con i tempi di recupero e cercare di rendere la vena umoristica dark più vivace, in quel caso la lucentezza della pellicola ne avrebbe giovato e si sarebbe scrollata di dosso quell'opacità che adesso è visibile come una nitida imperfezione.

Pertanto, affaticamento da robot o meno, a Bay farebbe bene un allenamento intensivo meno muscoli e più cervello, la disintossicazione da Hasbro ha portato i suoi frutti - la maggior parte positivi - il problema è che per iniziare a intravedere un miglioramento netto ci sarebbe ancora da lavorare a fondo.
E il paziente, a quanto pare, è talmente indisciplinato da aver già fornito cenni rilevanti d’imminente ricaduta.

Trailer:

domenica 14 luglio 2013

Facciamola Finita - La Recensione

Quando un gruppo di amici amanti del cinema, un po' nerd e un po' sfigatelli, si riunisce per dare il via libera alla propria immaginazione, alle fantasie più recondite e alle perversioni, una cosa è certa: il divertimento non può mancare. Se il gruppetto poi è composto da attori di successo, hollywoodiani e facenti parte della nuova generazione - quella cosiddetta "giovane" - allora state pur certi che il genio è obbligato ad uscire dalla lampada, che sia nella sua forma più misera o in quella smagliante non importa, comunque, mano sul fuoco, si presenterà puntuale all'appuntamento.

Non è una sorpresa allora se "Facciamola Finita" emerga come uno spassosissimo miscuglio collettivo, geniale e spudorato allo stesso tempo. E' vero, rischiava di essere il solito progetto incapace di sfondare oltre il piacere personale dei loro creatori, ma invece, complice un idea di fondo niente male - ricavata dal cortometraggio di circa sei anni fa diretto da Jason Stone, sempre scritto, oltre che da lui, anche da Seth Rogen e Evan Goldberg, sceneggiatori e registi anche di questo film - riesce ad arrivare con facilità a tutti coloro che principalmente - come i protagonisti - amano il cinema nelle sue variegate forme, e sanno cogliere rapidamente le numerosissime, ricche citazioni ispirate ai classicissimi cult.

E' una commedia creativa e stravagante quella dell'accoppiata Rogen-Goldberg, a partire dalla soluzione di fare interpretare ad ogni attore il ruolo di se stesso prendendosi in giro e dando un’impressione completamente rovesciata della vita privata che lo riguarda, algoritmo che scatena dei continui spiazzamenti e consecutive incredulità nello spettatore (basti vedere quel che fa Michael Cera ma non solo). Condensa accuratamente la sua forza quindi sull'alchimia formata da un cast che fa dell’amicizia un valore superiore a quelle che sono le esigenze di copione e che sfrutta l'occasione d'oro brevettata per esplorare corde che difficilmente progetti "più seri" offrono loro. In questo modo Jonah Hill può permettersi di fare il verso a "La Casa" e a "L'Esorcista", James Franco di fare il riccone viziato, Seth Rogen e Jay Baruchel i loro soliti personaggi (consapevolmente a quanto pare) ed Emma Watson (un cameo per lei) di passare dalla bacchetta di Hermione all'accetta della ragazza aggressiva.

Nel suo assestar colpi su colpi però la pellicola non manca neppure di accennare un affaticamento fisiologico, che la porta inevitabilmente a fermarsi e a riprendere ossigeno rifiatando proprio nel bel mezzo della corsa e fornendo la velata impressione di non poter recuperare i spediti ritmi ostentati in partenza. Ma invece, grazie a delle trovate rigeneranti e micidiali, d’improvviso la vediamo accelerare ancora, esattamente in quello identificato come il punto di calo maggiore, contrastando l’impasse transitoria con dei video blog in stile "Avatar" e una mutazione sulle cause del disastro iniziale che la scollano da una risoluzione affine a "La Guerra dei Mondi" per condurla in ben altre zone.

Magari non accessibile a chiunque, preferibilmente indicato a coloro vicini al cinema di Judd Apatow e ben informati sulla carriera cinematografica dei protagonisti principali, “Facciamola Finita” è come un dolce composto da ingredienti assurdi ma dal sapore gradevole, capace di sconvolgere dalle risate e sommergere con dosi massicce di follia allo stato puro.
E dove la ciliegina è rappresentata dalla sensazionale scena di chiusura, per la quale, senza anticipare nulla, sarebbe giusto riservare una standing ovation extra-large e fuori programma.

Trailer:

sabato 13 luglio 2013

Pacific Rim - La Recensione

L'intrattenimento puro, godibile, che sappia esaltare senza infastidire per sovrabbondanza o fracasso, è diventato quasi una chimera al cinema, un obiettivo puntato da tutti ma raggiunto da pochi, pochissimi se aumentassimo di appena un minimo il nostro livello di severità. Restringendo il campo alla fantascienza – un genere al quale regolarmente viene attribuito questo incarico – finiremmo a discutere dell'incontrastata invasione dei cinecomic e, perché no, dell’arrivo dei "Transformers" di Micheal Bay che nella loro trilogia sono finiti per sfumare regolarmente, perdendo, sequel dopo sequel, l'accettabile impressione riscontrata in avvio.

L'ultimo grande giocattolone a mettere d'accordo la maggioranza è stato quindi "The Avengers", il blockbuster d’eccezione diretto e ideato da Joss Whedon che ha saputo unire sei supereroi di alta classe mettendoli a combattere contro dei giganteschi alieni giunti dallo spazio per distruggere la razza umana. Stessa, identica cosa che ha voluto fare Guillermo Del Toro con il suo "Pacific Rim", che da un punto di vista puramente a impatto somiglia a un rilancio arrogante nei confronti di quel lavoro, a parte l'unica differenza che a sfidare questi enormi animaloni non sono dei supereroi estratti dall'universo a fumetti ma dei semplicissimi esseri umani addestrati a diventare piloti professionisti di robottoni giganteschi, realizzati appositamente per respingere una minaccia, anch'essa aliena (sbucata dal fondo dell’oceano Pacifico), e salvare - tanto per continuare a essere originali - il pianeta terra.

Scontato avvertire allora che nello script trattato da Del Toro la costruzione di una trama robusta e coinvolgente non sia stata affatto una priorità basilare, non quanto lo è stato almeno il duello a colpi di effetti speciali e spettacolarità che chiama in causa ogni predecessore spiattellandogli contro una superiorità che, se c'è, è sicuramente più di apparenza che di consistenza. E in tal senso questa emerge come un’ammissione piuttosto spudorata, dato che a "Pacific Rim" non importa nulla infatti ne di personaggi, ne di sottotrame (amorose e non) e ne di inserire discorsi celati sotto la pelle di ferro di cui si riveste, a lui interessa solo ingozzare lo spettatore di grandi botti e epiche battaglie Golia contro Golia all'ultima lamiera, che non prevedono la partecipazione di alcun Davide poiché, per fisicità e insufficienza di mezzi, cadrebbe al suolo stecchito in un nano secondo.

Questa grezza idea cinematografica però non si può dire che fallisca nei suoi intenti: le continue battaglie tra questi Godzilla-alieni-rocciosi, evoluti dai dinosauri, e questi Iron Man gonfiati in petto e ingranditi di dieci volte, alla fine finiscono anche per piacere e stimolare adrenalina, specie quando la nostra resa nei confronti che la pellicola abbia altro da offrire è compiuta. Perciò stretta di mano a Del Toro, che senza alcuna sceneggiatura elaborata o spunto innovativo (il suo talento visionario stavolta si vede poco), ma rubacchiando particelle da cartoni animati anni ottanta, fumetti e vari immaginari, specie Giapponesi, è riuscito a mettere in piedi un colosso di film resistentissimo ed esplosivo di cui si poteva senza dubbio fare a meno ma su cui, vista ora l'ingombrante presenza e la goffaggine degli analoghi concorrenti, tanto vale dare un occhiata.

Trailer:

martedì 9 luglio 2013

Uomini di Parola - La Recensione

E' un trio di formidabili vecchi a contraddistinguere l'esordio alla regia dell’ormai ex documentarista Fisher Stevens. Tre premi Oscar radunati argutamente per una sceneggiatura scritta su misura per chi del cinema ha fatto la storia e per chi poi, a causa dello scorrere del tempo, inevitabilmente è stato costretto a doversi mettere in secondo piano, rilegato a ruoli secondari o spesso dimenticabili.

Ritrovano spazio tutto per loro così Al Pacino, Christopher Walken e Alan Arkin dimostrando, a chi aveva dei dubbi, che la classe continua a non essere acqua ma soprattutto che il tempo non toglie la capacità di far brillare qualsiasi cosa capiti sotto mano a chi porta questo mestiere nel sangue e ne ha fatto, step by step, motivo di vita.

Perciò "Uomini di Parola" nonostante una trama semplicissima e decisamente non eccelsa per originalità e ritmi, pur trovando appoggio in svariate occasioni in qualche fulmineo e accattivante dialogo, se funziona è prevalentemente per via delle colonne impolverate ma ancora resistentissime che sono li a sostenerlo e a prenderlo per mano, in alcuni momenti trainandolo anche assai meglio del previsto. Parte in sordina Stevens proponendo un Al Pacino sofferente e spossato dai ventotto anni di carcere scontati a fatica e a bocca chiusa, e un malconcio Christopher Walken vittima di una vita che gli ha riservato più delusioni che gioie, l'ultima quella il dover uccidere per un lontano regolamento di conti il suo migliore amico appena tornato a piede libero. Eppure, quando l’unione si ricompone e la ruggine accumulata è scrollata di dosso, la musica riprende a suonare come ai vecchi tempi, concedendosi il lusso di fare scintille se al duetto va ad aggiungersi - anche se per un limitato lasso – l’apporto di un Alan Arkin spumeggiante e divertentissimo (e guru del sesso, pare).

Ecco allora come una pellicola all'apparenza fiacca e sbiadita, riesce ad acquistare abbastanza colore da brandire l’armonia di una marcia trionfante, e come "Uomini di Parola" - senza minimi avvertimenti - può sgommare folle e senza pensieri mentre spazia tra generi con rapidità disarmante accarezzando dramma, commedia, gangster e buddy-movie e allietando tutti coloro che di questi sprezzanti protagonisti ne sentivano mancanza e bisogno. Quindi se "Red" aveva fatto lo stesso ma in maniera più scherzosa e esagerata, Fisher Stevens sceglie un piglio più cauto e sincero, ribadendo la forza di una generazione indirizzata al tramonto ma, fino a prova contraria, ancora immortale e priva di degni sostituti.

Animali da palcoscenico indomabili a dispetto di acciacchi e stanchezza: descrizione che autorizza il regista a non indugiare sul regolamento di conti finale e a chiudere, proprio nel mentre, uno scontro a fuoco in cui i vincitori sono e saranno più che mai scontati.

Trailer:

lunedì 8 luglio 2013

Last Vegas - Primo Trailer Italiano


Primo trailer italiano per "Last Vegas", nuova commedia diretta da Jon Turteltaub che affianca al timone 4 premi Oscar come Robert De Niro, Michael Douglas, Morgan Freeman e Kevin Kline. La trama ruota attorno ad un addio al celibato da festeggiare a Last Vegas e, visti i precedenti successi ottenuti da "Una Notte da Leoni", non ci stupiremmo se si rivelasse un surrogato di quel film dedicato alla terza età.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale): "Last Vegas" è una commedia corale che segue le vicende di quattro amici che decidono di organizzare una festa di addio al celibato a Las Vegas per l'unico fra loro che ancora non si è sposato.

Data di uscita: 28 Novembre 2013
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Last-Vegas/135527816655490
Twitter: https://twitter.com/LastVegasIT

Elysium - Trailer Ufficiale Italiano


E' stato rilasciato oggi da Sony Pictures il trailer ufficiale italiano di "Elysium", film fantascientifico con Matt Damon e Jodie Foster, diretto da Neill Blomkamp ("District 9") e in uscita da noi il prossimo 29 Agosto. Come sempre, potete vedere le immagini qui sotto.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale): Nell’anno 2154, esistono due classi di essere umani: i benestanti che vivono su una incontaminata stazione spaziale costruita dall'uomo e chiamata Elysium, e il resto della popolazione che vive in un sovrappopolato e disastrato pianeta Terra. Le persone sulla Terra sono disperate e vorrebbero fuggire dal crimine e dalla povertà dilaganti. Inoltre, hanno un drammatico bisogno di cure mediche disponibili soltanto su Elysium.
Purtroppo, ad Elysium le legge anti-immigrazioni e le forze in atto per preservare il lussuoso stile di vita dei propri cittadini sono ferree. L’unica persona che ha qualche possibilità di portare equilibrio tra questi due mondi è Max (Matt Damon), un uomo ordinario con un disperato bisogno di entrare ad Elysium. Con la vita appesa ad un filo, Max dovrà suo malgrado affrontare una missione pericolosissima che lo vedrà ostacolare il Segretario di Elysium Delacourt (Jodie Foster) e le sue forze armate.
Eppure, se Max riuscirà a trovare un varco, potrebbe non soltanto salvare la propria vita ma anche quella di milioni di abitanti del pianeta Terra.

Il film sarà nelle sale italiane dal 29 Agosto 2013.

sabato 6 luglio 2013

The Lone Ranger - La Recensione

Gore Verbinski e il western si erano incontrati già qualche anno fa quando, messe da parte le avventure per i mari dei Caraibi di Jack Sparrow e ciurma, il regista sfornò, un po' a sorpresa, quell'ottimo film d'animazione (e premio Oscar) intitolato "Rango" che, neanche a farlo apposta (o forse si), lo vedeva collaborare ancora con Johnny Depp, chiamato a prestare la voce al camaleonte-finto-eroe protagonista.

Oggi con "The Lone Ranger" Gore Verbinski torna ad affrontare il western una seconda volta, ma evidentemente disinteressato a trattare il genere nella sua forma più pura, anziché inserirlo in un contesto d'animazione sceglie di frullarlo assieme alle tinte leggere della commedia, a tratti demenziale, ottenendo così il prodotto ibrido di western-comedy che mira a nutrire il suo humour interno appoggiandosi ai comportamenti strambi di un pellerossa fuori di testa, affidato neanche a dirlo sempre al fido Depp.

Sebbene la pellicola ci dica furbamente di non doverla mai togliere, sbirciando appena dietro quella che è la sua maschera non si può fare altro che notare però un perseverare nella cattiva abitudine intrapresa negli ultimi anni dall'industria cinematografica hollywoodiana, la quale preferisce non rischiare più nulla e riproporre al pubblico delle minestre riscaldate - al massimo servite con un aspetto diverso - adoperando semplici stratagemmi, utili per eseguire camuffamenti migliori ed ingannare gli spettatori. E’ comprensibile allora che con questi attributi a farlo da padrone "The Lone Ranger", maschera compresa, non possa e non sappia funzionare bene ne come commedia e ne come western, frastornato da intenti che, stringendo stringendo, lo vedono più aspirare a persuadere secondo quella che è la sua confezione piuttosto che secondo quello che è il suo contenuto. Infarcito di stereotipi e di trovate narrative discutibili e scontate quindi, per non piegarsi su se stesso, il racconto è costretto ad appoggiarsi spessissimo ai duetti scenici e ironici “improvvisati” dai due protagonisti Armie Hammer e Johnny Depp (il primo più convincente del secondo), che alla lunga, comunque, smettono di avere carica rivitalizzante e finiscono per impastarsi alla pessima amalgama di fondo.

Se non fosse per qualche siparietto riuscito e per quel paio di (lunghe) scene d'azione girate sopra i vagoni di un treno in corsa, il nuovo progetto firmato Gore Verbinski e Jerry Bruckheimer farebbe seriamente fatica a tenersi in piedi da solo, fermo restando che così strutturato arrivi a tagliare il traguardo zoppicante e persino sfiancato da una durata oltremodo eccessiva, la quale se ridotta di almeno una buona mezz'oretta, avrebbe senz'altro potuto aiutare a salvare di molto la situazione.

Ogni camuffamento allora non può che venire alla luce nella sua forma più misera, cadere a terra, perché preparato con scarsa volontà e pochissima voglia di fare. Anche questo pellerossa Tonto, complice probabilmente il suo limitato interprete, sotto sotto non fa altro che ricordare un Jack Sparrow estrapolato dal suo contesto naturale e reimpiantato nel far west, una serie di fattori che spogliano rapidamente "The Lone Ranger" da ogni costume e (fittizio) make-up rendendolo nudo e mostrandolo per quello che la Disney lo aveva architettato veramente e fin dall'inizio: un franchise che fosse in grado di rimpiazzare facilmente quella miniera d’oro attualmente finita in stand-by (e forse esaurita) intitolata “Pirati dei Caraibi”.
Il tentativo ovviamente è da considerarsi fallito.

Trailer:

giovedì 4 luglio 2013

World War Z - Due Nuove Clip e Due Featurette


Altri video per "World War Z" (qui la recensione), il blockbuster diretto da Marc Forster, prodotto e interpretato da Brad Pitt. Sotto potete vedere due nuove clip del film e due featurette, una delle quali dedicata alla colonna sonora e l'altra dedicata ai Muse.

Legge Marziale:


Devo Andare:


Colonna Sonora:


Featurette MUSE:


Sinossi (Ufficiale): La storia segue Gerry Lane (Pitt), un impiegato delle Nazioni Unite, che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

"World War Z" è uscito in Italia Giovedì 27 Giugno 2013.