IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

sabato 28 settembre 2013

Questione di Tempo - Prima Clip in Italiano


Prima clip in italiano per "Questione di Tempo", la pellicola che segna il ritorno del regista Richard Curtis alla commedia romantica. Nelle immagini Bill Nighy spiega al figlio Domhnall Gleeson come funziona il potere di famiglia che permette di viaggiare a ritroso nel tempo.

Un Segreto di Famiglia:


Sinossi (Ufficiale): All’età di 21 anni, Tim Lake (Gleeson) scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo. Dopo l’ennesima, deludente festa di Capodanno, il padre di Tim (Nighy) rivela a suo figlio che gli uomini della loro famiglia hanno sempre avuto il potere di viaggiare attraverso il tempo. Tim non può cambiare la storia ma può cambiare quel che accade e che è accaduto nella sua vita, perciò decide di rendere il suo mondo migliore…trovandosi una fidanzata. Sfortunatamente questa impresa non sarà facile come potrebbe sembrare.
Giunto a Londra dalla Cornovaglia per diventare avvocato, Tim incontra la bella ma insicura Mary (McAdams). I due si innamorano, ma per colpa di un fatale viaggio nel tempo, si allontanano per sempre. Ma si incontrano di nuovo, come se fosse la prima volta, e continuano ad incontrarsi ancora…fino a quando, giocando d’astuzia contro il tempo, Tim riuscirà finalmente a conquistare il suo cuore.
Il giovane a quel punto usa il suo potere per dichiararsi romanticamente nel modo migliore, per tutelare il suo matrimonio dal peggiore discorso mai fatto da un testimone di nozze, per salvare il suo migliore amico da un disastro professionale e per riuscire ad arrivare in tempo in ospedale per far partorire sua moglie, nonostante un terribile ingorgo di traffico ad Abbey Road.
Tuttavia, nel corso della sua insolita vita, Tim si rende conto che il suo dono straordinario non può preservarlo dalle sofferenze, e dagli alti e bassi che tutte le famiglie, ovunque, sperimentano. Sono grandi i limiti di ciò che un viaggio nel tempo può ottenere, senza contare che può rivelarsi alquanto pericoloso. Questione di Tempo è una commedia che parla dell’amore e del potere dei viaggi temporali e che insegna che in fondo, per vivere una vita piena e soddisfacente, non c’è bisogno di viaggiare nel tempo.

Data di Uscita: 7 Novembre 2013
Sito Ufficiale: http://www.questioneditempo-ilfilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/questioneditempo
Twitter: https://twitter.com/questionetempo

Cattivissimo Me 2 - Tre Featurette


Ancora speciali per "Cattivissimo Me 2", seguito del fortunato titolo del 2010. Ecco tre nuovissime featurette sottotitolate in italiano dedicate alla pellicola che vedremo nelle nostre sale a partire dal prossimo 10 Ottobre.

Le Ragazze (Featurette):


El Macho (Featurette):


Un Padre Eccezionale (Featurette):


"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

Anni Felici - Tre Clip e Una Featurette


Tre nuove clip e una featurette per "Anni Felici", il nuovo film di Daniele Luchetti con Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti. Vi invitiamo a guardare il materiale video direttamente qui sotto, ricordandovi che la pellicola uscirà nei cinema il 3 Ottobre.

Voglio Andare in Francia:

Quali Sono i Tuoi Desideri:

Clip 4:

Le Femministe (Featurette):

Sinossi (Ufficiale): 1974, Roma. Guido è un artista che vorrebbe essere d'avanguardia, ma si sente intrappolato in una famiglia troppo borghese e invadente. Serena, sua moglie, non ama l'arte, ma ama molto l'artista e infatti lo “invade”. I loro figli, Dario e Paolo, 10 e 5 anni, sono i testimoni involontari della loro irresistibile attrazione erotica, dei loro disastri, dei tradimenti, delle loro eterne trattative amorose.
Tra happenings artistici, colpi di testa, film in super 8, pigre vacanze, design e confessioni, il film racconta gli anni felici – ma che sembravano infelici - di una famiglia che, provando ad essere più libera, si ritrova in una prigione senza vie di fuga. Riusciranno a salvarsi?

Gravity - Nuovo Trailer Italiano e Tre Nuovi Spot


Ci avviciniamo al 3 Ottobre, il giorno in cui "Gravity" finalmente arriverà nelle sale italiane. Tramite la Warner Bros oggi vi presentiamo il nuovo trailer ufficiale in italiano e tre nuovi, spettacolari, spot, due da circa quindici secondi e uno da circa trenta.

Nuovo Trailer Italiano Ufficiale:

Nessuna Via di Fuga:

Non Mollare Ora:

372 Miglia Dalla Terra:

Sinossi (Ufficiale): I premi Oscar Sandra Bullock (“The Blind Side,” “Ricatto d’Amore”) e George Clooney (“Tra le Nuvole”, “Syriana”) sono i protagonisti di “Gravity”, un thriller mozzafiato che trascina il pubblico alla deriva nello spazio profondo, diretto dal candidato all’Oscar® Alfonso Cuarón (“I Figli degli Uomini”).

Bullock è la brillante dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle,
mentre Clooney è Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione.
Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe
e lo shuttle viene distrutto, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli—collegati solo fra loro e fluttuanti nell’oscurità. Il silenzio assordante in cui sono immersi significa che hanno perso ogni
contatto con la Terra…e ogni speranza di salvezza.
Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Ma forse l’unico modo per tornare a casa è addentrarsi in quel terribile spazio infinito.

venerdì 27 settembre 2013

La Fine Del Mondo - La Recensione

Estranea a qualunque tipo di vincolo o linearità, la Trilogia del Cornetto giunge malinconicamente alla sua conclusione. La collaborazione fantastica e prolifica messa in piedi dal trio britannico Edgar Wright, Simon Pegg e Nick Frost dopo aver dato vita agli indimenticabili "La Notte dei Morti Dementi" e "Hot Fuzz" mette il punto con l'ultimo capolavoro che alla perfezione va ad integrarsi coi precedenti.

"La Fine del Mondo”, un titolo dalle mille sfumature, capace di abbracciare sensi ampissimi e vasti abbastanza da scartare celermente quello apocalittico più agevole e adottato. Si rimette alla regia Wright, e si fa aiutare alla sceneggiatura dal fido Pegg, che torna irresistibile protagonista anche davanti alla macchina da presa, al fianco dell'amicone Nick e di altri grandissimi interpreti (Martin FreemanRosamund Pike, Eddie Marsan, Paddy Considine, David Bradley), i quali, chi più chi meno, non avevano intenzione né di mancare al saluto finale e né di perdersi il maestoso party d’addio. Ecco sorgere allora l'elementare spunto in cui un gruppo di amici persi di vista da circa vent'anni si riunisce per ritentare la scalata fallita in gioventù al percorso mappato che dovrebbe vederli bere almeno una pinta di birra a testa nei dodici, popolari, pub della loro zona, il nome dell'ultimo, la meta proibita ovviamente, è proprio The World's End.

Ma c'è di più. C'è di più perché chi conosce i precedenti di Edgar Wright sa benissimo qual è lo stampo garantito delle sue invenzioni, sa che le situazioni scoppiano all'improvviso, si moltiplicano, si rompono e si ricostruiscono in una forma simile ma differente a quella di partenza. E "La Fine del Mondo" sotto questo fronte non fa assolutamente eccezione, sceglie di non deludere i fan e di continuare su un canovaccio funzionale e funzionante, e ben presto quella che era partita come una rimpatriata forzata da un alcolista anonimo immaturo per guadagnarsi il raggiungimento del punto più alto della sua vita si trasforma in una lotta soprannaturale, all'ultimo corpo, tra il gruppetto che ha ricomposto ed il resto degli esseri umani. E così la storia brucia certezze, frulla generi, passa dal comico al drammatico e dall'azione alla fantascienza con una fluidità chirurgica e una perdita di benzina pari allo zero. Colpi di scena, birre, risse e battute si susseguono nella girandola di avvenimenti (evitiamo spoiler) che coinvolgono i protagonisti e non solo. La furbizia di Edgar Wright e Simon Pegg scrittori spinge la loro pellicola ad approfondire territori simili a quelli calpestati nei lavori precedenti, non rinunciando pertanto al mutamento e al delirio umano che questa volta è trattato in maniera assai più luminosa del solito. L'estro con cui scatenano la loro immaginazione e il loro punto di vista sui tempi che corrono innalza conseguenze assurde ma allo stesso tempo imprevedibili e penetranti, scalciando a velocità supersonica lassù, in alto, al pari livello dei fratelli maggiori, quello che apparentemente è stato rinominato come il terzo capitolo di una saga anomala e straordinaria.

Con una scia positivissima dunque un plauso diventa d'obbligo, come è d’obbligo da parte degli autori decidere di mettere la parola fine a qualcosa di fortunatissimo che inizialmente della parola trilogia non conosceva neppure il significato. Tuttavia sperare che gli estremi per un quarto progetto si facciano vivi in futuro da parte nostra è, e sarà sempre, un comportamento assolutamente umano. E visto quanto hanno dimostrato di comprenderci bene, sia Wright che Pegg, speriamo possano farci un pensierino a riguardo. Se non altro per premiare una delle poche volte in cui noi, umani incomprensibili e incompresi nonché schiavi della tecnologia, siam convinti veramente di quel che vogliamo.
Da loro, perlomeno.

Trailer:

giovedì 26 settembre 2013

Bling Ring - La Recensione

Guardando al cinema di Sofia Coppola c'è un particolare che a nessuno può sfuggire: lei, dal padre Francis, ha preso delle distanze larghissime.

Sulla falsa riga di quel che fu "Somewhere" il suo stile infatti riprende a scorrere ininterrotto attraverso una narrazione esile e povera, ridondante su alcuni aspetti, impegnata a rimarcare concetti magari arricchendoli volta dopo volta, flusso dopo flusso. In "Bling Ring" la Coppola scrive e dirige una storia basata su eventi realmente accaduti, ispirandosi ad un articolo uscito in America su Vanity Fair qualche anno fa che raccontava di un gruppo di giovani appartenenti a famiglie borghesi di Hollywood che irrompeva con grande facilità nelle ville di lusso dei personaggi famosi portando via vestiti costosissimi e oggettistica di valore che poi veniva indossata o rivenduta per denaro, in base a gusto ed esigenze.

Nel suo essere ripetitiva, e quindi pedante, però la pellicola sottolinea per l'ennesima volta come quella della Coppola in realtà sia una forma di espressione assai carica di significato, che sa perfettamente cosa dire e come dirlo e che arriva dritto al nocciolo della questione dichiarando persino velatamente una sua opinione. E' solo la maniera in cui cerca di farlo allora a rischiare di indurre più ad una distrazione che a una presa, poiché, rispetto al già citato padre Francis che faceva del cinema una macchina di scene emozionanti ed epiche, sia "Bling Ring" che "Somewhere" per dire la loro scelgono un approccio più realistico e più vero. Coppola-figlia ci tiene, evidentemente, a denunciare il crollo di una società aggrappata fortemente al futile, a una dispersione di valori, e tiene ancora di più a illuminare il proscenio su una gioventù drogata da internet e televisione e di conseguenza dal successo, disposta ad iniettarselo di prepotenza e a tutti i costi pur di sentirne il sapore e degustarne l'essenza.

Per non rischiare dunque di far perdere allo spettatore il contatto concreto con il degradamento che lo riguarda e che riguarda i suoi protagonisti, "Bling Ring" evita un racconto dal tocco più coinvolgente e ritmato, evita di rendere più surreale una vicenda che di per sé surreale lo è già abbastanza, e mette da parte l'uso di una decorazione che avrebbe donato maggior gradimento dal punto di vista della vivacità e dell’armonia e avrebbe snellito - se vogliamo - una massa corporea piuttosto pesantuccia.

Il messaggio di cui la pellicola si fa portatrice inoltre resta tutt'altro che fresco, spunta dopo quello di moltissimi altri concorrenti che prima di lei hanno saputo sviluppare anticipatamente e meglio la stessa questione, non riscuotendo neppure il premio per l'originalità. Sofia Coppola insiste nel voler somigliare ad un nonno capace di ampia visione del mondo e della vita, e si ostina a parlare ai suoi nipoti con una flemma tale da costringerli a guardare fisso fuori dalla finestra aspettando il momento opportuno per fuggire ed andare a giocare.
Così si rischia uno spreco inutile di energie e forse, adesso, è giunto il momento di rendersene conto.

Trailer:

lunedì 23 settembre 2013

Festival Internazionale Del Film di Roma 2013 - I Primi Quattro Titoli del Concorso


Nuove ufficialità per il prossimo Festival Internazionale Del Film di Roma. Era stato annunciato il secondo capitolo di "Hunger Games" fuori concorso solo pochissimi giorni fa ma oggi, il direttore artistico Marco Müller, ha rivelato quali saranno i primi quattro, succosi, titoli (tutti di lingua inglese) che andranno a comporre la lista dei film in concorso dell'ottava edizione della manifestazione. Di seguito la lista compresa di regia, cast e trama.

HER
Scritto e diretto da Spike Jonze, Stati Uniti, 2013, 120’
Cast: Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Scarlett Johansson
Los Angeles, in un futuro non troppo lontano. Theodore (Joaquin Phoenix), un ragazzo solitario dal cuore spezzato, che si guadagna da vivere scrivendo lettere "personali" per gli altri, acquista un sistema informatico di nuova generazione progettato per soddisfare l'utente in tutte le sue esigenze. Il nome della voce del sistema è Samantha (Scarlett Johansson), che si dimostra sensibile, profonda e divertente. Il loro rapporto crescerà e la loro amicizia si trasformerà alla fine in un amore.

DALLAS BUYERS CLUB
Diretto da Jean-Marc Vallée e scritto da Craig Borten e Melisa Wallack, Stati Uniti, 2013, 117’
Cast: Matthew McConaughey, Jennifer Garner, Jared Leto
Nel 1985 l’esistenza spericolata di Ron, elettricista texano e cowboy appassionato di rodei, viene messa in discussione da un evento inaspettato, gli viene infatti diagnosticato il virus dell’Hiv e gli restano solo altri trenta giorni da vivere. Al contrario di quanto tutti dicono, Woodroof non accetta questa “condanna a morte” e dà il via alla sua lotta per la sopravvivenza. Scoprirà che non vi sono trattamenti adeguati negli Stati Uniti, per questo deciderà di attraversare il confine e in Messico si confronterà con la medicina alternativa, dando inizio così al contrabbando di nuovi farmaci negli Stati Uniti. Ron sfiderà la comunità scientifica americana e anche il suo medico Eva Saks (Jennifer Garner). Estraneo alla comunità gay, il protagonista troverà un improbabile alleato in Rayon (Jared Leto), un transessuale sieropositivo che, con il protagonista, condividerà la voglia di vivere e lo spirito imprenditoriale. Insieme cercheranno di evitare le sanzioni del governo contro la vendita di medicinali non approvati e daranno vita al "Buyers Club", un’associazione in cui i malati di Aids pagano quote mensili per accedere alle forniture di nuova acquisizione. Ron si batterà per la dignità, i suoi nuovi amici e l’accettazione dei loro diritti.

OUT OF THE FURNACE
Scritto e diretto da Scott Cooper, Stati Uniti – Regno Unito, 2013, 116’
Cast: Christian Bale, Casey Affleck, Woody Harrelson, Forest Whitaker, Zoë Saldaña, Sam Shepard, Willem Dafoe
Una storia sulla famiglia, il destino, le circostanze della vita e la giustizia. Russell Baze (Christian Bale) affronta un’esistenza difficile: di giorno lavora come operaio per un’acciaieria locale mentre di notte si prende cura di suo padre, malato terminale. Quando, per una strana coincidenza, Russell viene incarcerato, suo fratello Rodney (Casey Affleck), appena tornato da una missione in Iraq, resta coinvolto negli affari di uno dei più violenti gruppi criminali del nord est degli Stati Uniti e misteriosamente scompare. L’incapacità della polizia di risolvere il caso spingerà Russell, che non ha più niente da perdere, a cercare giustizia per suo fratello.

ANOTHER ME
Scritto e diretto da Isabel Coixet, Regno Unito – Spagna, 2013, 86’
Cast: Sophie Turner, Jonathan Rhys Meyers, Claire Forlani, Gregg Sulkin, Rhys Ifans, Geraldine Chaplin, Leonor Watling 
Another Me è un thriller psicologico che vede protagonista la giovane Fay (Sophie Turner), la cui vita apparentemente perfetta inizia lentamente ad andare a rotoli quando sospetta di essere perseguitata da un misterioso “doppio”, che tenta di rubarle non solo l’identità ma anche la vita.

Cattivissimo Me 2 - Il Terzo Spot Italiano Accompagnato dalla Hit I Love It



E' I Love It, la hit del momento, ad accompagnare il terzo spot italiano di "Cattivissimo Me 2". Trenta secondi di filmato che ci ricorda che il prossimo 10 Ottobre Gru, i Minion e compagnia, torneranno in sala per intrattenere e divertire tutte la famiglie ancora una volta.

I Love It:

"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

sabato 21 settembre 2013

Sotto Assedio: White House Down - La Recensione

C'è un istante in "Sotto Assedio: White House Down" in cui i terroristi che vogliono conquistare la Casa Bianca vengono osservati con sospetto da Channing Tatum mentre nella sala cinematografica presidenziale allestiscono in borghese il loro piano d'attacco. Ecco, quello è il punto in cui Roland Emmerich rammenta cosa rappresenti per lui fare cinema: un gioco in sostanza, con cui avverare ogni cosa che nella realtà sarebbe difficile da vedere, se non addirittura impossibile da immaginare.

Così, dopo aver affrontato la fine del mondo con "2012", arriva il turno di affondare sul fortino americano per antonomasia, la dimora del Presidente, la White House. Per Emmerich tanto non cambia molto, il disaster-movie per lui è un passatempo che come un bambino lo diverte e gli permette di far divertire senza prendersi troppo sul serio e azzardando, magari, qualche punzecchiatina qua e là da imbastire intorno ai malcapitati che finiscono lungo la sua traiettoria. In questo caso ad esser presi di mira sono l'America e gli americani, con attacchi alla politica e ai comportamenti di un paese che, visto al di fuori, suggerisce sofferenza di sintomi da schizofrenia, in forte stato di avanzamento.

Il regista inventa un alter ego di Obama con Jamie Foxx e innalza nel centro nevralgico del potere statunitense una spregiudicata guerra di ideali (e di esplosioni) che si contrappongono tra loro, rovesciandosi da soggetto a soggetto. Per fortuna la pellicola non si lascia trasportare dalla forte provocazione in grado di portarla su versanti meno ironici, Emmerich infatti mantiene saldi i toni leggeri e anche quelli più divertenti e dopo uno spiegone sulle curiosità della Casa Bianca entra nell'action purissimo scegliendo Channing Tatum come Capitan America improvvisato (ma perché non ci ha pensato prima la Marvel?!) usufruendo della figura di un comune agente cittadino autoelettosi per l'occorrenza Supereroe e salvatore della patria (e della pace). Ci consegna i pass per un tour nelle immense stanze e gli infiniti piani calcati dai Presidenti americani e con l'aggravarsi della situazione scansiona passaggi segreti implementati da ognuno di loro durante le cariche per amplificare la sicurezza, imbastendo felice, infine, un inseguimento in tondo e a suon di proiettili nel giardino situato all'esterno dell'edificio.

Erige un'altro affresco in chiaro scuro sull'America di oggi, dunque Emmerich, lo fa con l'innocenza e la franchezza di chi osserva e riporta, di chi è privo di qualsiasi giudizio e rispetta comunque la robustezza di una nazione che fonda sulla speranza e sulla voglia di non arrendersi mai le proprie virtù. Fondamentale diventa quindi la costruzione della dolcissima Emily, la figlia di Tatum. Lei, undicenne fuori dal coro con un blog già all'attivo, vede nel suo Presidente il sogno di una pace eterna e di un mondo migliore, un miraggio che sul grande schermo sa apparire meno proibitivo di quanto lo ricordassimo nella realtà.

E allora, caro Roland, hai ragione tu. Il cinema può permettere davvero di immaginare e realizzare qualunque cosa e a noi ciò non dispiace affatto. Perché le Americanate, se ben confezionate, sanno trovare il modo di farsi voler bene tanto quanto quell'altro tipo cinema, da molti, più ricercato.

Trailer:


"Sotto Assedio: White House Down" uscirà nei cinema il 26 Settembre 2013.

venerdì 20 settembre 2013

Questione di Tempo - Speciale Dietro le Quinte


Uno speciale dietro le quinte per "Questione di Tempo", la nuova pellicola di Richard Curtis con Domhnall Gleeson, Rachel McAdams e Bill Nighy che da queste parti aspettiamo con ansia. Dura circa tre minuti e potete vederlo direttamente qui sotto.

Dietro le Quinte di "Questione di Tempo":


Sinossi (Ufficiale): All’età di 21 anni, Tim Lake (Gleeson) scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo. Dopo l’ennesima, deludente festa di Capodanno, il padre di Tim (Nighy) rivela a suo figlio che gli uomini della loro famiglia hanno sempre avuto il potere di viaggiare attraverso il tempo. Tim non può cambiare la storia ma può cambiare quel che accade e che è accaduto nella sua vita, perciò decide di rendere il suo mondo migliore…trovandosi una fidanzata. Sfortunatamente questa impresa non sarà facile come potrebbe sembrare.
Giunto a Londra dalla Cornovaglia per diventare avvocato, Tim incontra la bella ma insicura Mary (McAdams). I due si innamorano, ma per colpa di un fatale viaggio nel tempo, si allontanano per sempre. Ma si incontrano di nuovo, come se fosse la prima volta, e continuano ad incontrarsi ancora…fino a quando, giocando d’astuzia contro il tempo, Tim riuscirà finalmente a conquistare il suo cuore.
Il giovane a quel punto usa il suo potere per dichiararsi romanticamente nel modo migliore, per tutelare il suo matrimonio dal peggiore discorso mai fatto da un testimone di nozze, per salvare il suo migliore amico da un disastro professionale e per riuscire ad arrivare in tempo in ospedale per far partorire sua moglie, nonostante un terribile ingorgo di traffico ad Abbey Road.
Tuttavia, nel corso della sua insolita vita, Tim si rende conto che il suo dono straordinario non può preservarlo dalle sofferenze, e dagli alti e bassi che tutte le famiglie, ovunque, sperimentano. Sono grandi i limiti di ciò che un viaggio nel tempo può ottenere, senza contare che può rivelarsi alquanto pericoloso. Questione di Tempo è una commedia che parla dell’amore e del potere dei viaggi temporali e che insegna che in fondo, per vivere una vita piena e soddisfacente, non c’è bisogno di viaggiare nel tempo.

Data di Uscita: 7 Novembre 2013
Sito Ufficiale: http://www.questioneditempo-ilfilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/questioneditempo
Twitter: https://twitter.com/questionetempo

Cattivissimo Me 2 - Lucy Sorprende Gru nella Prima Clip


Prima clip in italiano per "Cattivissimo Me 2", seguito della pellicola del 2010 che vedremo al cinema dal prossimo 10 Ottobre. Nell'incontro tra Lucy e Gru potrete ascoltare quindi per la prima volta il doppiaggio italiano di Max Giusti (anche se lui già lo avete sentito nel primo) e Arisa.

Lucy Sorprende Gru:


"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

The Hunger Games: La Ragazza di Fuoco - Première al Festival Internazionale del Film di Roma


Universal Pictures International Italy e Lionsgate hanno annunciato che la Première di "The Hunger Games: La Ragazza di Fuoco" si svolgerà il 14 novembre 2013 a Roma. Il secondo capitolo della saga campione di incassi, tratta dai romanzi best seller di Suzanne Collins, farà parte della sezione "Fuori Concorso" dell'8° Festival Internazionale del Film di Roma, in corso dall'8 al 17 novembre presso l'Auditorium Parco della Musica.

L'evento è reso ancor più straordinario dalla possibilità di prendere parte alla Première partecipando al contest #LaRagazzaDiFuocoRoma, dedicato al pubblico italiano che sorteggerà un vincitore di due biglietti per partecipare alla Première e 10 pass esclusivi per assistere al red carpet dell'evento. Per partecipare all'estrazione basta inviare un tweet con l'hashtag #LaRagazzaDiFuocoRoma. Leggi il regolamento e segui il flusso dei tweet cliccando sul link qui sotto: http://premiere.laragazzadifuocofilm.it

Sinossi (Ufficiale): "The Hunger Games: La Ragazza di Fuoco" inizia con Katniss Everdeen che è tornata a casa incolume dopo aver vinto la 74ª edizione degli Hunger Games, insieme al suo amico, il “tributo” Peeta Mellark. La vittoria però vuol dire cambiare vita e abbandonare familiari e amici, per intraprendere il giro dei distretti, il cosiddetto "Tour di Victor". Lungo la strada Katniss percepisce che la ribellione sta montando, ma che il Capitol cerca ancora a tutti i costi di mantenere il controllo proprio mentre il Presidente Snow sta preparando la 75ª edizione dei giochi (The Quarter Quell), una gara che potrebbe cambiare per sempre le sorti della nazione di Panem.

Data di Uscita: Mercoledì 27 Novembre 2013
Sito Ufficiale: www.laragazzadifuocofilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/hungergamesIT
Twitterhttp://twitter.com/hungergamesita

Gravity - Anteprima a Pietrasanta il 21 Settembre


La Warner Bros ha annunciato che l'anteprima nazionale di "Gravity" (qui la recensione), il nuovo film di Alfonso Cuarón con Sandra Bullock e George Clooney, si terrà nella città d'arte di Pietrasanta il 21 settembre alle ore 20.00 nel Cinema-Teatro Comunale.

Gravity, interpretato da George Clooney e Sandra Bullock e diretto dal regista messicano Alfonso Cuarón ha riscosso un grande successo a Venezia dove è stato presentato Fuori Concorso ad apertura della Mostra. Proprio il regista Cuarón ha scelto di portare il film a Pietrasanta, città con cui da anni è molto legato affettivamente. Il film sarà proiettato in 3D in lingua originale con sottotitoli in italiano. Al termine della proiezione, Alfonso Cuarón risponderà alle curiosità di pubblico e stampa in compagnia dell’attrice Kasia Smutniak, madrina della precedente edizione della Mostra del Cinema e
del giornalista Sky Francesco Castelnuovo.

Sinossi (Ufficiale): I premi Oscar Sandra Bullock (“The Blind Side,” “Ricatto d’Amore”) e George Clooney (“Tra le Nuvole”, “Syriana”) sono i protagonisti di “Gravity”, un thriller mozzafiato che trascina il pubblico alla deriva nello spazio profondo, diretto dal candidato all’Oscar® Alfonso Cuarón (“I Figli degli Uomini”).

Sandra Bullock è la brillante dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle, mentre George Clooney è Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione. Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe e lo shuttle viene distrutto, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli—collegati solo fra loro e fluttuanti nell’oscurità. Il silenzio assordante in cui sono immersi significa che hanno perso ogni contatto con la Terra e ogni speranza di salvezza. Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Ma forse l’unico modo per tornare a casa è addentrarsi in quel terribile spazio infinito.

"Gravity" uscirà in Italia il prossimo 3 Ottobre 2013.

Cose Nostre: Malavita - La Recensione

Crogiolatosi nell'attività rimuneratrice di produttore e sceneggiatore, con cui più volte ha lasciato intendere di sentirsi a proprio agio (e che lo ha portato a realizzare dei famosi franchise), il tipo di rapporto stipulato tra Luc Besson e il cinema ultimamente era diventato abbastanza chiaro. Considerando le ultime regie, che lo avevano visto firmare la trilogia bambinesca di "Arthur", il discreto "Adèle e l'Enigma del Faraone" e l'importante ma retoricissimo e poco convincente "The Lady", il motto era ormai a tutti piuttosto esplicito: a meno che non si scivolasse sul velluto era meglio non metterci la faccia, bastava il denaro, che se sei esperto con quello sai anche come fare per limitare i danni e cadere dritto in piedi.

E Besson esperto lo è sicuramente, sa cosa piace al pubblico e sa come fargli piacere persino quel che non è cucinato con ingredienti di prima qualità. Ma questo, va detto, non è assolutamente il caso di "Cose Nostre: Malavita", il romanzo di Tonino Benacquista da cui è tratta la pellicola che riporta il regista francese dietro la macchina da presa e che - usando una frase comune alla mafia - per lui equivale ad un colpo facile e sicuro a cui rinunciare sarebbe stato difficile e poco intelligente. Nessuna svista da parte della vecchia volpe Luc quindi, che dopo aver visto accettarsi il copione da Robert De Niro, Tommy Lee Jones e Michelle Pfeiffer è tornato sui suoi passi, sbarazzandosi in men che non si dica della lista dei papabili registi a cui aveva pensato di affidare il progetto, posizionando lui stesso in prima linea.

Dirigere una ganster-comedy accattivante e piacevole d'altronde non è qualcosa che capita tutti i giorni e lo stesso vale quando puoi dire di avere Martin Scorsese arruolato produttore esecutivo. "Cose Nostre: Malavita" infatti è stato appoggiato cinematograficamente da chi il tema della criminalità nella sua carriera lo ha calcato e affrontato con classe, dai grandissimi vecchi, che nel riprendersi i ruoli che li hanno resi celebri in giovinezza non si son fatti pregare troppo, ironizzandoci un po’ su ora che l'età avanza e sorreggendo la cosa con un velo di leggerezza e sottilissima rievocazione. De Niro dunque può tornare a mettere la maschera del mafioso senza risultare macchietta (come fu in "Terapia e Pallottole"), un mafioso pentito, che ha voglia di mettere per iscritto la sua biografia ora che è finito sotto protezione testimoni insieme alla moglie Pfeiffer e ai due figli adolescenti (bravissimi a badare a loro stessi) per aver venduto i "vecchi amici" del giro all’FBI che adesso li sorveglia e tutela tramite l'agente burbero e severo Tommy Lee Jones ed il suo team.

Una equipe d’attori irresistibile, divertente e inedita, che sa far ridere soprattutto nei momenti in cui prova a mimetizzarsi con la vita normale della città della Normandia in cui è andata a rifugiarsi per sfuggire alla vendetta di chi è stato tradito e ora vuole vendetta. L'atteggiamento da gangster con cui la famiglia Blake affronta i problemi comuni della vita ordinaria non a caso è la risorsa migliore che ha a disposizione la sceneggiatura scritta da Besson e Michael Caleo. Contrastare il bullismo nelle scuole, la violenza sulle donne, il comportamento scorretto di idraulici e politici e le malelingue di chi offende le tendenze della tua nazione con soluzioni estreme, che prevedono sequestri, collaborazione di favori e ordigni esplosivi, offre degli spunti niente male che, oltre a stuzzicare e a gonfiare l'elemento comico della storia, contemporaneamente stimolano teorie su come, spesso, determinati atteggiamenti, aiuterebbero molto la povera gente.

Non essere riuscito a resistere alla tentazione di farsi coinvolgere dall'elemento comodo e consumato della resa dei conti conclusiva conduce però Besson a non smentirsi mai ancora una volta. Come cuoco ribadisce di preferire per il suo ristorante un menù con ricette semplici e poco rischiose, non osando neppure quel tantino che basta e che poteva essergli utile a guadagnare una stellina in più sulla famosa guida dedicata. Punta sulla simpatia lui, magari accaparrandosi il cliente con una battuta di spirito che vede omaggiare Martin Scorsese e uno dei suoi cavalli di battaglia mentre Robert De Niro gli fa da spalla. L'effetto presa ovviamente riesce e, pur senza eccessi, l'astuto Luc strappa sorrisi e strette di mano assicurandosi per la sua attività un futuro prospero e sano. Mai in perdita, nonostante la crisi.

Trailer:


"Cose Nostre: Malavita" uscirà al cinema il 17 Ottobre.

martedì 17 settembre 2013

Anni Felici - Due Featurette


Dopo essere stato presentato in anteprima al Festival di Toronto "Anni Felici", il nuovo film di Daniele Luchetti, è pronto a sbarcare anche in Italia. La pellicola uscirà il 3 ottobre e riunirà nuovamente, dopo "Questione di Cuore", il duo di attori composto da Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti.

Lavoro con Attori:
 

La Statua:
 

Sinossi (Ufficiale): 1974, Roma. Guido è un artista che vorrebbe essere d'avanguardia, ma si sente intrappolato in una famiglia troppo borghese e invadente. Serena, sua moglie, non ama l'arte, ma ama molto l'artista e infatti lo “invade”. I loro figli, Dario e Paolo, 10 e 5 anni, sono i testimoni involontari della loro irresistibile attrazione erotica, dei loro disastri, dei tradimenti, delle loro eterne trattative amorose.
Tra happenings artistici, colpi di testa, film in super 8, pigre vacanze, design e confessioni, il film racconta gli anni felici – ma che sembravano infelici - di una famiglia che, provando ad essere più libera, si ritrova in una prigione senza vie di fuga. Riusciranno a salvarsi?

Cattivissimo Me 2 - Agnes e il Secondo Spot Italiano


Manca poco al 10 ottobre, il giorno in cui "Cattivissimo Me 2" uscirà nelle nostre sale. Gli spot del film intanto insorgono e oggi vi proponiamo un simpatico siparietto tra Gru e la piccola bambina Agnes.

Scuse:

"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

domenica 15 settembre 2013

Rush - La Conferenza Stampa Romana


Si è tenuta ieri a Roma la conferenza stampa del film "Rush" (qui la recensione). Presenti nella capitale i protagonisti Daniel Brühl, Chris Hemsworth, Alexandra Maria Lara, Pierfrancesco Favino e il regista Ron Howard. Questo è il resoconto della conferenza che ha seguito per voi Inglorious Cinephiles.

In che modo si affronta una storia del genere? C’è chi la conosce chi non la conosce affatto, Ron Howard da quale punto di vista è partito?
Ron Howard: E’ una domanda molto interessante. Importante e personale. Perché da narratore bisogna sempre tener conto di quelle che sono le invenzioni creative, l’intento creativo, a partire dallo sceneggiatore ma arrivando fino al regista. Quello che cerco sempre di fare io da narratore è raccontare la storia vera. Ovviamente cerco di farla passare attraverso quello che è il mio filtro personale e in ogni caso devo dire che la storia vera in questo caso è assolutamente interessante ma solo se raccontata in una certa maniera puoi farla arrivare al pubblico. L’attenzione è sempre su quelli che sono gli elementi importanti. Devi sempre ricordarti che le idee fondamentali, i fatti più importanti, non li puoi tradire. Non puoi modificarli perché in quel caso commetteresti un grave danno. Quello che ho imparato con “Apollo 13” è che bisogna fidarsi del pubblico, in quell’occasione l’ho fatto più di quanto abbia mai fatto in passato. E anche a fidarmi del fatto che il pubblico è affascinato, attirato dalle storie vere. Oltretutto devo dire che ho imparato moltissimo anche da Chris e Daniel. Sono stati bravissimi a calarsi nei due personaggi, hanno fatto ricerche, e mi hanno permesso di migliorare la storia da un punto di vista sia emotivo che psicologico.

A proposito di storie vere: che cosa hanno fatto gli attori e gli autori per prepararsi, e rendere accurata la storia, quali sono stati gli aspetti più interessanti? E poi, quanto Niki Lauda è entrato nel processo di creazione del film?
Ron Howard: Peter Morgan conosceva Niki Lauda perché lo aveva già intervistato e, sebbene Lauda non abbia avuto nessun controllo editoriale sul film, si è fidato di Peter e messo a disposizione per tutto quello che poteva servire o essere utile nella realizzazione. Io e Peter invece ci siamo occupati di intervistare moltissime persone, circa una trentina, che conoscevano James Hunt, che purtroppo non abbiamo potuto incontrare personalmente a causa della sua prematura morte, e da queste persone abbiamo imparato tantissimo su di lui e appreso moltissime informazioni. Abbiamo anche avuto la possibilità di usufruire dell’aiuto di tantissimi esperti di Formula Uno, i quali hanno accompagnato il film dalla realizzazione fino alla fine delle riprese.
Chris Hemsworth: Per me è stato interessante lavorare a James Hunt, sono andato su internet a guardare moltissime interviste rilasciate da lui, ho guardato alcune gare e poi mi sono letto tutte le informazioni che avevo raccolto e che mi avevano fornito Ron e Peter. La cosa più importante però era la bellissima storia che avevamo in mano. Molto affascinante e molto più avvincente di quanto non lo potesse essere un’altra creata completamente dalla finzione. C’era una sceneggiatura valida in cui la cosa importante e fondamentale era quella di rimanere onesti e fedeli, perche andavamo a parlare di ciò che i personaggi erano stati nella vita. Ho approcciato così’ il personaggio, sentivo pressione per il ruolo e volevo interpretarlo nella maniera migliore possibile per rendergli giustizia. Anche se poi per esigenze di copione mi sono dovuto distaccare un pochino e rappresentarlo così come lo avete visto.
Daniel Brühl: All’inizio ero molto spaventato all’idea di impersonare una leggenda vivente, un icona. Sapevo chi fosse Niki Lauda già da quando ero bambino e per me la cosa più importante era cercare di stabilire un buon rapporto con lui, per fortuna è stato disponibile in tal senso e mi ha dato moltissime informazioni, cose che non puoi leggere o vedere da nessun’altra parte. Poi con Chris abbiamo imparato a fare moltissime cose: guidare le macchine, io ho passato un mese a Vienna per imparare l’accento viennese, quello arrogante Austriaco, che per il film era un dettaglio fondamentale. Niki ci ha sostenuto tutti, quando avevamo un problema sul set potevamo chiamarlo e lui ci richiamava entro cinque minuti. C’è una scena nel film, per esempio, in cui Niki deve imprecare, ed io ad un certo punto mi sono detto: no, secondo me lui non direbbe questa parolaccia. Allora l’ho chiamato al cellulare per consultarlo, e lui mi ha confermato: no, io non direi così. Poi mi ha fatto tutto un elenco delle parolacce che avrebbe detto che mi sono segnato.
Pierfrancesco Favino: Io mi sono documentato anche rispetto a quello che sarebbe stato anche il mio utilizzo nel film. In quanto una ottima sceneggiatura sa far vivere bene anche dei personaggi di contorno. Di Regazzoni io ho quel ricordo domenicale da bambino, di questi baffi che ogni tanto sfrecciavano e si riconoscevano da sotto il casco. E’ una di quelle facce che fa un epoca. Tutto il lavoro che ho fatto l’ho adattato a quelle che erano le esigenze del film. Regazzoni aveva un accento diverso da quello che poi abbiamo utilizzato, perché il suo in lingua inglese non suonava benissimo. Comunque ci tengo a dirlo, e mi levo subito dall’imbarazzo, io sono orgogliosissimo di questo film, sono estremamente felice di essere stato richiamato da Ron e di aver conosciuto queste persone. Credo che sia uno dei più bei film nei quali ho avuto la fortuna di esserci.

Nel pressbook c’è scritto che nel Gran Premio di Germania sia Lauda che Hunt non volevano correre la gara. Mentre nel film si vede chiaramente che Hunt ha interesse a correre. Potete spiegare come mai questa differenza?
Ron Howard: Devo dire che sono talmente tante le complessità, le differenze sottili, i dettagli minimali, anche per quanto riguarda la politica di quella stagione di corsa, che è stato molto difficile rimettere tutti i pezzi insieme. Anche dal punto di vista della drammatizzazione. E questo per me è stato un po’ una frustrazione. Come mi successe per “Apollo 13”. Quindi ad un certo punto sono stato costretto a semplificare perché, e ve lo giuro, si potrebbe realizzare una serie televisiva della durata di cinque anni che parli solamente della stagione di Formula Uno degli anni 70. Questo per favi capire quanto complicata fosse la situazione. Però Morgan ha fatto tutta una serie di ricerche nelle quali era venuto fuori che Hunt in realtà voleva correre, a prescindere da quella che poi è stata la versione ufficiale. D’altra parte il nostro compito, e il nostro obbligo, è quello di realizzare un film che sia d’intrattenimento, che sia entusiasmante, che rifletta la verità e possa far passare una bella esperienza di due ore allo spettatore.

Come avete ricostruito le gare?
Ron Howard: E’ una domanda complessa. Posso dire che abbiamo utilizzato tutti i strumenti e mezzi moderni possibili che un regista di cinema può avere a disposizione. Proprio per rappresentare e dare l’immagine di quella stagione. Abbiamo mescolato insieme tutti i strumenti per renderli assolutamente non distinguibili l’uno dall’altro. Materiale di repertorio, filmati storici, abbiamo anche registrato molte riprese, più di quanto potessi mai immaginare. Questo grazie alla capacità delle macchine utilizzate e alla bravura dei piloti. E si, è vero, c’è la computer grafica ma soltanto per dare spazio, ambito e giusta dimensione al film. Volevamo fare immergere il pubblico nel mondo della Formula Uno. Poi la computer grafica ovviamente permette di realizzare quelle scene che, se girate diversamente, potrebbero comportato morti o incidenti.

Ora che Ron Howard conosce meglio la Formula Uno, è diventato anche tifoso della scuderia Ferrari?
Ron Howard: Questa è una domanda ostica a cui rispondere in Italia (ride). Io ho deciso di non patteggiare per nessuno, rimango neutrale. Anche se ho avuto la possibilità di incontrare Montezemolo, visitare la fabbrica e Niki Lauda mi ha fatto fare dei giri nella nuova Ferrari Sedan, vicino Fiorano. E’ stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Ho estremo e profondo rispetto per lo sport, ho deciso però per non tifare per nessuna scuderia. Né del presente, né del passato. Ah, devo aggiungere che Niki, sapendo che io ero seduto in macchina, ha fatto in maniera che i giri con lui fossero velocissimi. Da pelo sullo stomaco.

Come ha reagito Niki Lauda quando ha visto Alexandra Maria Lara truccata da Marlene?
Alexandra Maria Lara: E’ stato un momento molto divertente. A Lauda è piaciuto molto, gli è piaciuta anche l’acconciatura. Abbiamo visto varie foto dei suoi tagli che un po’ mi ero anche spaventava all’idea di doverli replicare. Comunque appena sono uscita fuori dal trucco, Niki mi ha visto e da cinquanta metri ha cominciato a urlare: Marlene, Marlene! Con un grandissimo sorriso sulla faccia.

Oltre ad essere un film sulle corse, “Rush” credo sia anche un film sull’ossessione. Quanto si è ispirato in questo senso Ron Howard al film “I Duellanti” di Ridley Scott?
Ron Howard: Per quanto ami il film di Scott non l’ho preso come riferimento per “Rush”. Quello che mi è piaciuto è stata l’individualità di questi due personaggi. Alcuni amici a cui avevo fatto leggere la sceneggiatura ad Hollywood all’inizio si erano un pochino preoccupati, perché secondo loro era la prima volta che affrontavo una storia senza un buono da una parte e un cattivo dall’altra. Hollywood purtroppo la pensa così ma io credevo che non sarebbe stato giusto avere due personaggi nettamente definiti come un buono e come un cattivo. Quello che mi piace è che questi due rivali si trovano ad affrontare questa stagione sportiva come fosse una specie di supplizio, un travaglio, sia sulla pista che fuori. Quindi volevo rappresentare quello che era l’eccitazione , l’entusiasmo, il fascino. Devo dire che se proprio ho preso qualche spunto l’ho fatto dai documentari Rock’n roll dell’epoca. Perche di fondo il mondo della Formula Uno è di per sé un mondo affascinante e quindi volevo rappresentare l’aspetto sensuale, glamour e fantastico. Non volevo realizzare un film sportivo o di sport. Volevo piuttosto riportare quella che era l’atmosfera culturale, la vitalità e l’energia.

Che cosa ha amato Chris Hemsworth di James Hunt e in che cosa non si riconosce affatto?
Chris Hemsworth: Quello che mi piaceva di lui era proprio questa figura un po’ infantile. Il suo comportarsi come un ragazzino: entri in una stanza, prendi una cosa, te ne impadronisci, ci giochi e poi quando ti sei stufato la butti via. Però mi piaceva anche la sua onestà, il suo essere diretto, senza preoccuparsi di quello che dicevano o pensavano gli altri. E la cosa interessante che ho visto dalle interviste che ho recuperato era questo sguardo sempre curioso, il suo desiderio di partecipazione con la gente, il voler essere accettato. Era bello vedere questa contrapposizione, da un lato il glamour e dall’altro l’introspezione. In base alla persona con cui ti trovi a parlare trovi sempre differenti descrizioni di James Hunt. Poi, è chiaro, alcune cose che lui ha fatto io non le condivido ma sicuramente ho apprezzato di lui il suo non vergognarsi del suo modo di essere.

Ron Howard, lei ha sempre amato cambiare genere nella sua carriera di regista, cosa la spinge ogni volta a sperimentare?
Ron Howard: Io amo tutti i tipi di generi. Non mi sono mai preoccupato di realizzare un film che potesse diventare un marchio. E questa è la dimostrazione che come uomo d’affari non valgo un granché! Quello che a me piace è l’esplorazione, amo il viaggio creativo, raccontare storie diverse che appartengono a culture e mondi diversi.

Secondo Ron Howard è corretto dire che “Rush” non è un film sulla Formula Uno ma più un film su due personaggi che si completano a vicenda?
Ron Howard: Ho trovato interessante la complessità dei personaggi. La Formula Uno negli anni settanta ha reso questa storia attraente, così attraente che io da fan avrei voluto vedere al cinema e come regista avevo voglia di raccontare. Vi posso garantire che mi sono divertito ogni singolo giorno di lavorazione.

Il film narra la rivalità fra due personalità differenti, ed è un po’ un tema persistente nei suoi film. Ricordiamo “Frost/Nixon: Il Duello”, “Cinderella Man” ed in fondo anche il protagonista di “A Beautiful Mind” si trovava sempre in lotta coi suoi fantasmi. E’ in queste rivalità che Ron Howard trova il senso delle sue storie?
Ron Howard: Mi piacciono moltissimo i personaggi che possono essere messi alla prova in situazioni non ordinarie, che possono essere sorprendenti. Cerco questo tipo di storie. Mi piace vedere le persone affrontare situazioni estreme: il matematico, l’astronauta, il pilota di Formula Uno, il vigile del fuoco. Persone che fanno cose completamente estreme e diverse. Gente disposta ad andare agli estremi per mettere alla prova se stessa. E poi il pubblico riesce a scoprire in queste persone degli aspetti che sono molto simili, hanno molte caratteristiche, con l’uomo comune.

In tutti i suoi film aleggia sempre il tema della morte, inteso però in maniera positiva e mai in maniera negativa. Che rapporto hai Ron Howard con la morte?
Ron Howard: Credo il nostro modo di rapportarsi alla morte sia una di quelle qualità che ci definisce come esseri umani. Ciascuno di noi affronta il concetto di morte in una maniera diversa. Secondo me entrambi i personaggi di questo film hanno un punto di vista sulla morte che è molto particolare, condiviso da chi viveva la Formula Uno negli anni settanta. Credo che nello specifico proprio Lauda avesse una connessione fondamentale con questo tema, e forse Daniel può dirvelo meglio di me.
Interviene Daniel Brühl
Daniel Brühl: Rispetto ai personaggi più stupefacenti Niki Lauda era un calcolatore. Aveva questa teoria di non dover mai superare il rischio di morte del 20%. Era un pioniere, sapeva che guidare una macchina di Formula Uno potesse mettere a repentaglio ogni volta la sua vita, però sapeva anche capire quando la situazione era quella giusta. In base alle sue sensazioni decideva se correre il rischio di correre oppure no. E’ proprio grazie a piloti come Niki Lauda che la sicurezza in Formula Uno è migliorata nel corso degli anni. E dopo l’incidente fatale di Senna non ci sono più state tragedie di quel tipo.

James Hunt in questo film vive sempre un po’ all’eccesso. Che rapporto ha Chris Hemsworth con questo tipo di personaggi e che rapporto ha nella vita con questo tipo di situazioni?
Chris Hemsworth: Se Lauda aveva un approccio di morte da matematico, James aveva un punto di vista molto più istintivo, viscerale. Qualcosa che si è portato dietro in tutto il corso della sua vita, a prescindere dalle corse. Se lui aveva un bisogno faceva tutto ciò che sentiva di dover fare per soddisfarlo, non si poneva problemi e si spingeva agli estremi. Loro vivevano la minaccia della morte, costantemente. Niki la calcolava, James cercava di evitarla indulgendo in una serie di altre attività che potevano essere il bere o il sesso, dei sfoghi comunque. A me piace correlare questa idea della morte all’immediatezza, al presente. Perché se loro non si concentravano sull’istante rischiavano di morire. L’abitudine dell’essere umano è quella di guardare avanti, pensare al domani, sull’oggi non ci si concentra. Quindi queste cose che ti costringono a guardare il momento sono una cosa che a me piace moltissimo.

E’ vero che il colloquio di Alexandra Maria Lara con Ron Howard è avvenuto tramite Skype mentre lei era in cucina a pelare le cipolle?
Alexandra Maria Lara: La prima volta che ho parlato con Ron è stato via Skype, è vero. Poi come saprete una volta che parli su Skype con una persona il contatto ti rimane nella lista e una sera, mentre ero in cucina con mio marito a cucinare, Ron mi ha chiamato proprio mentre io stavo pelando una cipolla. Ero un po’ titubante a rispondere perché mi lacrimavano gli occhi, non ero al massimo della presentabilità (ride). Comunque no, la prima volta che ci siamo sentiti con Ron io ero a Berlino e lui in America. Mi ero truccata e fatta carina perché volevo colpirlo, ci tenevo moltissimo ad essere presa per il ruolo di Marlene.
Interviene Ron Howard
Ron Howard: Lei è stata una scelta ovvia come Marlene. L’incontro via Skype è stata un ulteriore conferma: mi ha fatto capire che come volto sullo schermo funzionava.

Com’è il rapporto tra Ron Howard e Peter Morgan? Da dove viene l’idea principale per il film? Durante la realizzazione, come ha trattato la sceneggiatura: era un testo inviolabile oppure di volta in volta veniva ritoccato?
Ron Howard: Io e Peter abbiamo lavorato insieme in “Frost/Nixon: Il Duello” e quindi quando lui ha scopeto questa storia e me ne ha parlato entrambi abbiamo riconosciuto che era un argomento affascinante e unico con personaggi entusiasmanti. Abbiamo lavorato alla sceneggiatura facendo delle ricerche, abbiamo fatto prove con il cast. E’ stato un continuo mutamento. Si è sviluppato tutto mano a mano. Se alla fine è risultata una sceneggiatura fantastica è stato anche perché Peter è stato sempre disponibile a nuove idee. Ha partecipato anche come produttore del film.

Entrambi gli attori erano già fan della Formula Uno? Oppure si sono confrontati con qualcosa di sconosciuto e sono stati costretti a fare ricerche?
Chris Hemsworth: Non ero un fan di questo sport, mi sono documentato su quello che è stata la Formula Uno negli anni settanta, quindi le mie informazioni su questo sport rimangono sicuramente limitate. Comunque ho avuto modo di apprezzare e di rispettare questo sport. Non è che io da ragazzino abbia scelto di non volerlo seguire, semplicemente il gruppo di amici che frequentavo non lo seguiva. Mio padre però andava in motocicletta, e per me quello è stato un mondo parallelo dal quale un po’ ho attinto.
Daniel Brühl: Io sono cresciuto a Colonia, proprio vicino a Nürburgring, quindi da bambino conoscevo bene Lauda ed ero interessato a questo sport. Anche Michael Schumacher viene da quelle parti. Voi lo conoscete Michael Schumacher, no?! Comunque devo dire che sono stato un fan della Formula Uno. Poi con Schumacher che vinceva ad ogni stagione ho iniziato ad annoiarmi e sono passato al calcio e al tennis. Però, dopo aver visto il documentario su Senna, mi sono riavvicinato molto. Poi, dopo pochi mesi, mi è arrivato in mano questo copione e mi ci sono affascinato. Comunque non sono un espertissimo sul tema.

Clay Regazzoni è una figura chiave nella vita di Niki Lauda, perché ha spinto per portarlo come pilota alla Ferrari. Ma il Regazzoni-Favino si sente più vicino a un pilota come James Hunt o come Niki Lauda?
Pierfrancesco Favino: Regazzoni secondo me si sente più vicino a James Hunt, credo. Non era il tipo di pilota moderno e disciplinato che Niki Lauda ha portato sulle scene. Forse è per questo che era simpatico. Era un guascone, anche nell’aspetto, lo stesso che lo rendeva, nella mia memoria, persino affascinante. Penso che avesse una grandissima generosità, poi infatti ha avuto modo di dimostrarlo nella sua vita dopo l’incidente che lo ha colpito, facendo cose molto, molto belle verso persone che si son trovate a vivere dei problemi di handicap. E queste sono cose che ho scoperto lavorando al film. Io come persona sono un pochino più regolato. Però, forse, c’è una generosità in lui che capisco e che mi appartiene. Anche il fatto di non avere invidie verso gli altri.
Interviene Ron Howard
Ron Howard: Posso dire una cosa? Credetemi: quando abbiamo composto il cast i primi ad esser stati scelti sono stati Daniel e Alexandra. Poi, con un fantastico provino, ho scoperto Chris. Ma devo dire che quando si è trattato di scegliere l’attore per interpretare il personaggio di Clay Regazzoni ho immediatamente pensato a Pierfrancesco. Sono rimasto molto lusingato che lui abbia accettato di interpretare questo ruolo. E c’è molto più Regazzoni nel film di quanto non ce ne fosse nella sceneggiatura originale, proprio perché Favino è stato capace di aggiungere, con la sua creatività e il suo talento, moltissimo a questo personaggio.

"Rush" uscirà in Italia il 19 Settembre distribuito in 400 copie.

sabato 14 settembre 2013

Rush - La Recensione

E’ curioso notare come la seconda collaborazione tra Peter Morgan e Ron Howard, dopo il meraviglioso “Frost/Nixon: Il Duello”, continui attraverso la ricostruzione di un secondo scontro. Eppure Morgan nella sua carriera di sceneggiatore ha più volte manifestato attrazione a scavare tra storiche rivalità, come allo stesso modo ha fatto nella lettura e comprensione di personalità complesse e spigolose basti pensare a Nick Frost e Richard Nixon, appunto, o ancora meglio al Brian Clough visto in “Quel Maledetto United”.

Lasciarsi sfuggire l’occasione di raccontare allora una delle rivalità per eccellenza come quella memorabile tuonata tra Niki Lauda e James Hunt, sarebbe stata una leggerezza da parte sua imperdonabile, a maggior ragione se poteva contare sul supporto di un amico, e regista, come Ron Howard, ormai veterano nel realizzare blockbuster d’intrattenimento ben confezionati. Sorge quasi scontata perciò una pellicola come “Rush”, un’opportunità servita su un piatto d’argento che nessuno dei due aveva intenzione di mancare. La ricostruzione piuttosto fedele dei fatti accaduti durante il mondiale di Formula Uno del 1976 (anno in cui tra Lauda e Hunt l’astio era ai massimi definitivi) smorzati da piccoli flashback in cui si rimarca un’antipatia creatasi già dalle gare inferiori percorse in Formula Tre e un’ascesa bramata a tutti i costi da ambo le parti, nonostante i diverbi con le famiglie. 

D'altronde una delle qualità migliori di Morgan riguarda proprio l’andare a scavare nel privato dei personaggi che compone e, oltre a ricostruire un contorno esterno che ben collima con ciò che è già venuto alla luce, fornire ulteriori sfumature sullo scheletro più nascosto, il meno visibile alle telecamere. Dal canto suo ad Howard quindi non rimane altro che eseguire al meglio il suo mestiere, attenersi allo script, gestire bene i due attori protagonisti e fare in modo che non perdano il controllo dei loro personaggi esattamente come i piloti di Formula Uno devono fare con le loro autovetture. Un compito che al regista riesce in maniera del tutto impeccabile e convincente, privo di ogni minima sbavatura, e lo conduce fino al rievocamento della passione e delle suggestioni di un’annata lontanissima, da molti nemmeno vissuta, in cui il fenomeno delle corse era ancora uno sport avvincente, entusiasmante e mortale.

Ma proprio perché a fare da mastice è il rapporto tra i due protagonisti che il merito più grande da attribuire a Ron Howard è l'aver saputo scegliere impeccabilmente gli attori a cui delegare il difficile compito di far rivivere due immensi miti. Daniel Brühl è un Niki Lauda colossale, la fredda calamita della pellicola a cui è impossibile non attaccarsi, entrato talmente in parte da far dimenticare mentre lo si guarda che la sua è solo un'interpretazione fedele. Chris Hemsworth, a sorpresa, si dimostra invece la copia sputata di James Hunt, impressionante nella somiglianza estetica e bravissimo nell'entrare all'interno di un’anima rockstar senza mai rimanerne intrappolato dimenticando quella fame chimica di vittoria di chi è eterno secondo.

Con tocco narrativo poco romanzato e dalla forte impronta documentaristica, dunque, Ron Howard e Peter Morgan collezionano per la seconda volta un riuscitissimo prodotto cinematografico. “Rush è intrattenimento ad altissimo livello, capace di riportare indietro il tempo a più di trent'anni e concedendo il lusso di veder da vicino due grandi miti salendo anche in monoposto con loro se sorretti da quel minimo d'immaginazione.
La voce fuori campo del vero Niki Lauda che apre e chiude la storia poi è la ciliegina sulla torta, aumenta i brividi e leva il mistero di un grande odio che fu prima di tutto immenso rispetto e reciproca stima.

Trailer:

Come Ti Spaccio La Famiglia - Altra Nuova Clip


Un'altra clip per "Come Ti Spaccio La Famiglia", da giovedì scorso nelle nostre sale (qui la recensione), nel video Jason Sudeikis e Jennifer Aniston si preoccupano per la loro finta figlia Emma Roberts che sta per uscire con un ragazzo poco raccomandabile.

Forti i Tatuaggi, Bello!:


Sinossi (Ufficiale): David Burke (Jason Sudeikis) è uno spacciatore di marijuana e tra la sua clientela annovera cuochi e mamme borghesi ma niente ragazzini – dopotutto, si considera un uomo con scrupoli. Cosa potrebbe andare storto, quindi? Beh, diverse cose. Malgrado tenti di passare sempre inosservato, impara nel peggiore dei modi che nessuna buona azione va impunita quando per aiutare dei teenager locali si trova ad essere aggredito da un gruppo di punkabbestie che gli ruba la ‘roba’ e il contante, lasciandolo in debito pesante con il suo fornitore, Brad (Ed Helms). Per poter rimettere ogni cosa a posto – e soprattutto salvare la pelle – David deve passare allo spaccio di droghe pesanti e si trova, così, a collaborare all'ultima operazione di Brad: un carico in arrivo dal Messico. Coinvolgendo loro malgrado i propri vicini – la cinica spogliarellista Rose (Jennifer Aniston), il suo smanioso ‘cliente’ Kenny (Will Poulter) e la tatuata e astuta teenager Casey (Emma Roberts). David organizza un piano perfetto: una moglie e due figli finti. A bordo di una lucida roulotte, i “Miller” si dirigono verso il confine meridionale degli USA per un weekend del Quattro Luglio che non potrà che rivelarsi scoppiettante.

La pellicola è nei cinema da giovedì 12 Settembre.

Cattivissimo Me 2 - Gru è Tornato


Altra featurette per il sequel di "Cattivissimo Me" in uscita il prossimo 10 ottobre, si intitola Gru è Tornato e potete vederla direttamente qui sotto.

Featurette Gru è tornato:


"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

Mood Indigo: La Schiuma Dei Giorni - La Recensione

Diciamo che qualche sassolino dalla scarpa Michel Gondry voleva levarselo dopo l'esperienza, non proprio felicissima, avuta durante la lavorazione di "The Green Hornet". Adattare il romanzo di Boris Vian, "Mood Indigo: La Schiuma Dei Giorni", per lui voleva dire molto di più che tornare a prendere i contatti con un tipo di cinema, quello d'autore e indipendente, che meglio gli calza e più gli permette di sperimentare. Significava infatti ridare fedeltà a a sé stesso e, di conseguenza, tornare a stare bene.

Perché se a consumare l'amore dei due protagonisti, e lo stato di salute di lei, nella pellicola è una ninfea che cresce all'interno del petto e strozza i polmoni, allora lo stesso per Gondry deve essere stata l'opportunità di firmare un lavoro che lo ha portato a scontrarsi con realtà ben differenti e alle quali non era abituato, rimanendone infine unico sacrificato.
E' sullo stato emotivo del regista quindi che "Mood Indigo: La Schiuma Dei Giorni" va a cucire la sua membrana interiore, coperta all'esterno da un rivestimento melodrammatico che ad alcuni potrebbe risvegliare gli stessi sapori e le stesse atmosfere che circondarono il suo celebre "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (in Italia temporaneamente maltrattato con la traduzione "Se Mi Lasci Ti Cancello"). In realtà la sfera romantica avvolta intorno all'amore che sboccia tra Colin e Chloé è forse il pedale maggiormente debole di una trama che ha intenzione di mettere in risalto determinati aspetti di una sperimentazione negativa con l'intenzione di esorcizzarla e cancellarla dalla mente in maniera così morbosa e nervosa da rischiare di perdere il controllo della gomma e consumare il foglio di carta arrivando addirittura allo strappo.

Se è verissimo infatti che "Mood Indigo: La Schiuma Dei Giorni" segna il ritorno totale di Gondry al cinema più artigianale e magico, favolistico, sognante e sognatore e fuori da ogni standard canonico, c'è da sottolineare che la forza con cui lui vuole (ri)affermarlo e (re)imprimerlo questa volta è raddoppiata se non forse triplicata rispetto alla norma. C'è un quasi snobbismo verso la potenza di un'amore che nonostante tutto continua a vivere e a respirare pur rovinando cose e persone che gli girano attorno con un veleno inallontanabile, c'è un metodico disinteresse che dice chiaramente che non è quello il fiore all'occhiello della sua opera, quanto invece il mostrare come le cose più belle possono venir distrutte da altre cose piccolissime, a volte belle anch'esse, che non ci aspetteremmo mai di prevedere.

Son le cose che cambiano, non le persone.
Santifica questo concetto la pellicola e ci riporta in quei mondi vitali, dove a vivere non sono solo le persone ma anche i piatti, gli oggetti e gli ambienti. Gondry grida al suo pubblico che non è cambiato, che le cose, gli eventi, capitati hanno provato a fargli del male ma lo hanno solo indebolito, messo fuorigioco, e che ora è tornato più volenteroso e in forze di prima.

Ecco quindi che la celebrazione e la salvezza del topolino della sua storia porta con sé un messaggio di speranza residua rifugiatasi in una realtà più piccola, quella in cui lui è ritornato, eppure - ed è un dato di fatto - la passione battente di un tempo nella sua anima è calata ed il suo cuore pulsa ancora sotto frequenze minori.
Sarà magari la fase di una convalescenza fisiologica non terminata, tuttavia, il suo rimprovero ad una Hollywood priva d'umanità e di valori (compresi i più sacri) somiglia più a una terapia personale che a una sarcastica e velata critica tagliente.

Trailer:

Come Ti Spaccio La Famiglia - La Recensione

David Burke è uno spacciatore di piccola taglia, egoista, assolutamente refrattario all'idea di famiglia e di matrimonio. Una sera, per aiutare una ragazza del suo quartiere accerchiata da un gruppetto di ragazzacci, viene ripulito completamente di soldi e marijuana, perdendo anche la sostanziosa somma di denaro da consegnare al suo grande capo della droga. Per rimediare alla leggerezza, e salvarsi la pelle, gli viene proposto di contrabbandare una grossissima quantità di marijuana dal Messico agli Stati Uniti durante il week-end del 4 luglio. Non avendo altra scelta David accetta l'incarico e per fare in modo di limitare al massimo i rischi dell'operazione mette in piedi una finta famiglia reclutando una spogliarellista spiantata, un ragazzino sfigato e la senza tetto che aveva salvato mettendosi nei guai.

Sceneggiata a otto mani - tra cui le quattro di Bob Fisher e Steve Faber, autori del grande successo di "2 Single a Nozze" - la pellicola diretta da Rawson Marhsall Thurber fa parte di quella categoria di commedie americane che mirano a far ridere e divertire a lunga frequenza costruendo gag intelligenti poggiate sull'alchimia e la vena comica degli attori, in questi casi strumenti necessari per preparare il colpo ed affondare la lama. Jason Sudeikis e Jennifer Aniston, che già avevano lavorato insieme in "Come Ammazzare il Capo e Vivere Felici", nel suddetto campo si dimostrano abilissimi esperti, maestri nel non far cadere mai a terra la verve della trama e - a turno o in duetto - a strappar via risate e sorrisi con una facilità disarmante, equipaggiati da siparietti irresistibili e ingegnosi.

E' un tipo d'ironia che abbraccia un po' tutti i gusti quella di cui si cosparge "Come Ti Spaccio La Famiglia" e ciò lo rende indicato per accontentare una vastissima gamma di spettatori, famiglie comprese. Si passa da quell'ironia che sfiora appena a quella che atterra definitivamente, tastando punte scorrette e immorali come nel momento in cui Jennifer Aniston e Emma Roberts si contendono la bocca del finto figlio e fratello Will Poulter per spronarlo a prendere fiducia con le ragazze. Ma è evidente che oltre allo humour il calore emanato da Thurber voglia rintracciare anche l'importanza non tanto di avere quanto di essere una famiglia, vera o finta è un dettaglio, e nel nucleo famigliare fasullo dei Miller (il cognome fittizzio con cui si spacciano i protagonisti) le quattro personalità abbandonate, sole e infelici inizieranno ad accarezzare il seme di una felicità collettiva da voler conservare e far crescere.

Non esageriamo quindi dicendo che "Come Ti Spaccio La Famiglia" è decisamente uno tra i migliori prodotti leggeri americani confezionati nell'anno in corso, potremmo accusarlo di farsi carico di una moralina finale troppo facile e un tantino fuori dalla sua melodia di base, ma di fronte a una famiglia così divertente e assortita, ci vien più istintivo lo stimolo di passar sopra a qualsiasi cosa ed, al limite, di fare amicizia.

Trailer:

venerdì 13 settembre 2013

Come Ti Spaccio La Famiglia - Un'Altra Clip


Da ieri è nei cinema la divertentissima commedia diretta da Rawson Marshall Thurber, "Come Ti Spaccio La Famiglia", dove Jason Sudeikis e Jennifer Aniston fingono di essere una famigliola felice per passare il confine e trasportare quintali di marijuana dal Messico in America. La clip di seguito mostra il momento in cui i loro due finti figli vengono a conoscenza di essere fratello e sorella.

La Tua Nuova Sorella:


Sinossi (Ufficiale): David Burke (Jason Sudeikis) è uno spacciatore di marijuana e tra la sua clientela annovera cuochi e mamme borghesi ma niente ragazzini – dopotutto, si considera un uomo con scrupoli. Cosa potrebbe andare storto, quindi? Beh, diverse cose. Malgrado tenti di passare sempre inosservato, impara nel peggiore dei modi che nessuna buona azione va impunita quando per aiutare dei teenager locali si trova ad essere aggredito da un gruppo di punkabbestie che gli ruba la ‘roba’ e il contante, lasciandolo in debito pesante con il suo fornitore, Brad (Ed Helms). Per poter rimettere ogni cosa a posto – e soprattutto salvare la pelle – David deve passare allo spaccio di droghe pesanti e si trova, così, a collaborare all'ultima operazione di Brad: un carico in arrivo dal Messico. Coinvolgendo loro malgrado i propri vicini – la cinica spogliarellista Rose (Jennifer Aniston), il suo smanioso ‘cliente’ Kenny (Will Poulter) e la tatuata e astuta teenager Casey (Emma Roberts). David organizza un piano perfetto: una moglie e due figli finti. A bordo di una lucida roulotte, i “Miller” si dirigono verso il confine meridionale degli USA per un weekend del Quattro Luglio che non potrà che rivelarsi scoppiettante.

La pellicola è nei cinema da giovedì 12 Settembre.

mercoledì 11 settembre 2013

Cattivissimo Me 2 - Primo Spot Italiano


Sotto le note di YMCA dei Village People arriva il primo spot italiano di "Cattivissimo Me 2" il sequel diretto da Pierre Coffin e Chris Renaud del primo, omonimo e fortunato capitolo uscito nel 2010.

Spot YMCA:

"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

martedì 10 settembre 2013

Questione di Tempo - Omaggio al Regista Richard Curtis


Per chi ama le commedie romantiche è un mito, a lui dobbiamo la creazione di opere come "Quattro Matrimoni e un Funerale", "Notting Hill" e "Love Actually". Per questo non ci stupiamo se gli è stato dedicato un emozionante tributo con le migliori scene tratte dai suoi film più rappresentativi. Ma tornerà a breve Richard Curtis, con il suo ultimo film, romantico anch'esso, dal titolo "Questione di Tempo", una storia in cui un ragazzo (Domhnall Gleeson) scoprirà di aver ereditato geneticamente il potere di viaggiare nel tempo e deciderà di utilizzarlo per conquistare la donna che ama (Rachel McAdams). Da queste parti già non vediamo l'ora.

Quattro Film di Richard Curtis:


Sinossi (Ufficiale): All’età di 21 anni, Tim Lake (Gleeson) scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo. Dopo l’ennesima, deludente festa di Capodanno, il padre di Tim (Nighy) rivela a suo figlio che gli uomini della loro famiglia hanno sempre avuto il potere di viaggiare attraverso il tempo. Tim non può cambiare la storia ma può cambiare quel che accade e che è accaduto nella sua vita, perciò decide di rendere il suo mondo migliore…trovandosi una fidanzata. Sfortunatamente questa impresa non sarà facile come potrebbe sembrare.
Giunto a Londra dalla Cornovaglia per diventare avvocato, Tim incontra la bella ma insicura Mary (McAdams). I due si innamorano, ma per colpa di un fatale viaggio nel tempo, si allontanano per sempre. Ma si incontrano di nuovo, come se fosse la prima volta, e continuano ad incontrarsi ancora…fino a quando, giocando d’astuzia contro il tempo, Tim riuscirà finalmente a conquistare il suo cuore.
Il giovane a quel punto usa il suo potere per dichiararsi romanticamente nel modo migliore, per tutelare il suo matrimonio dal peggiore discorso mai fatto da un testimone di nozze, per salvare il suo migliore amico da un disastro professionale e per riuscire ad arrivare in tempo in ospedale per far partorire sua moglie, nonostante un terribile ingorgo di traffico ad Abbey Road.
Tuttavia, nel corso della sua insolita vita, Tim si rende conto che il suo dono straordinario non può preservarlo dalle sofferenze, e dagli alti e bassi che tutte le famiglie, ovunque, sperimentano. Sono grandi i limiti di ciò che un viaggio nel tempo può ottenere, senza contare che può rivelarsi alquanto pericoloso. Questione di Tempo è una commedia che parla dell’amore e del potere dei viaggi temporali e che insegna che in fondo, per vivere una vita piena e soddisfacente, non c’è bisogno di viaggiare nel tempo.

Data di Uscita: 7 Novembre 2013
Sito Ufficiale: http://www.questioneditempo-ilfilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/questioneditempo
Twitter: https://twitter.com/questionetempo

Gravity - Due Spot da Trenta Secondi


A seguito dell'uscita del nuovo trailer sottotitolato in italiano ecco arrivare due nuovi spot di trenta secondi sempre legati al "Gravity" di Alfonso Cuarón (qui la recensione).

Respiro:


Non Mollare Ora:


Sinossi (Ufficiale): I premi Oscar Sandra Bullock (“The Blind Side”, “Ricatto d’Amore”) e George Clooney (“Tra le Nuvole”, “Syriana”) sono i protagonisti di “Gravity”, un thriller mozzafiato che trascina il pubblico alla deriva nello spazio profondo, diretto dal candidato all’Oscar® Alfonso Cuarón (“I Figli degli Uomini”).

Bullock è la brillante dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle,
mentre Clooney è Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione.
Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe
e lo shuttle viene distrutto, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli—collegati solo fra loro e fluttuanti nell’oscurità. Il silenzio assordante in cui sono immersi significa che hanno perso ogni
contatto con la Terra…e ogni speranza di salvezza.
Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Ma forse l’unico modo per tornare a casa è addentrarsi in quel terribile spazio infinito.

"Gravity" uscirà in Italia il prossimo 3 Ottobre 2013.

Cattivissimo Me 2 - Una Featurette


Una featurette per "Cattivissimo Me 2", seguito dell'omonimo titolo in uscita in Italia il prossimo 10 ottobre. Si intitola "Gru's Greatest Fear" e potete vederla proprio qui sotto.

Gru's Greatest Fear:

"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.