IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

giovedì 31 luglio 2014

Hunger Games: Il Canto della Rivolta [Parte 1] - Teaser Trailer Italiano


L'ultimo Comic Con come sapete ha rivelato moltissimi teaser trailer dei film più attesi nei prossimi mesi. Uno di questi è sicuramente "Hunger Games: Il Canto della Rivolta [Parte 1]", il nuovo capitolo della saga tratta dai romanzi di Suzanne Collins che arriverà nelle sale italiane il 20 novembre prossimo.

Teaser Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) si trova ora nel Distretto 13 dopo aver annientato i giochi per sempre. Sotto la guida della Presidente Coin (Julianne Moore) e i consigli dei suoi fidati amici, Katniss spiega le sue ali in una battaglia per salvare Peeta (Josh Hutcherson) e un intero Paese incoraggiato dalla sua forza.

Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate - Teaser Trailer Italiano


Fresco fresco dall'ultimo Comic Con di San Diego eccovi il primo teaser trailer italiano di "Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate", il nuovo film di Peter Jackson che mercoledì 17 Dicembre chiuderà la sua seconda trilogia dedicata alla Terra di Mezzo. Nel cast ancora una volta gli stessi  protagonisti che fino ad ora hanno accompagnato Bilbo nella sua avventura, ovvero Luke Evans, Martin Freeman, Cate Blanchett, Evangeline Lilly, Richard Armitage, Hugo Weaving, Ian McKellen, Christopher Lee, Orlando Bloom e Ian Holm.

Teaser Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Dopo aver reclamato la loro patria dal drago Smaug, la compagnia ha involontariamente scatenato una forza letale nel mondo. Infuriato, Smaug abbatte la sua ira ardente e senza pietà alcuna su uomini inermi, donne e bambini di Pontelagolungo. Ossessionato soprattutto dal recupero del suo tesoro, Thorin sacrifica l'amicizia e l'onore e mentre i frenetici tentativi di Bilbo di farlo ragionare si accumulano finiscono per guidare lo Hobbit verso una scelta disperata e pericolosa. Ma ci sono anche pericoli maggiori che incombono. Non visto, se non dal Mago Gandalf, il grande nemico Sauron ha mandato legioni di orchi in un attacco furtivo sulla Montagna Solitaria. Mentre l'oscurità converge sul conflitto in escalation, le razze di Nani, Elfi e Uomini devono decidere se unirsi o essere distrutte. Bilbo si ritrova così a lottare per la sua vita e quella dei suoi amici nell'epica Battaglia delle Cinque Armate mentre il futuro della Terra di Mezzo è in bilico.

The Judge - Trailer Italiano


Sta per tornare al cinema Robert Downey Jr., ma stavolta non sotto l'armatura di ferro rosso fiammante di "Iron Man". Insieme a Robert Duvall e Vera Farmiga, lo vedremo infatti in "The Judge", il nuovo film di David Dobkin che aprirà il Festival di Toronto 2014 prima di arrivare nelle nostre sale il prossimo 23 ottobre.

Trailer Italiano:


Sinossi:
Hank Palmer (Downey Jr.), avvocato in una grande città, che torna nei luoghi della sua infanzia dove il padre (Duvall), con cui non ha più rapporti da anni e che è il giudice della cittadina, è sospettato di omicidio. Decide allora di scoprire la verità e in questo percorso ricostruisce i legami con la famiglia da cui si era allontanato anni prima.

mercoledì 30 luglio 2014

Le Due Vie Del Destino: The Railway Man - La Recensione

Un po' di guerra, un po' di sentimentalismo e un po' d'umanità.
Possono sembrare le regole per un prodotto variegato e armonico, in realtà sono le cause che lasciano deragliare "Le Due Vie Del Destino: The Railway Man" in meno di quanto si pensi. E si speri.

Accende i motori come fosse una storia d'amore la pellicola di Jonathan Teplitzky, con Colin Firth e Nicole Kidman che si trovano romanticamente, e come un fulmine, innamorati e sposi improvvisi. Ma quello che sembrerebbe un discreto tentativo di imitare vagamente Richard Curtis si scontra imprudente con l'Oliver Stone più guerresco e brillante, quello che raccontava le crudeltà della guerra e l'impossibilità di scrollarsela di dosso una volta conclusa. Un tema alquanto vecchio e sbiadito, insomma, del quale si è già detto qualsiasi cosa, e che ricalcare può portare solamente allo scontato e alla noia. E per "Le Due Vie Del Destino: The Railway Man" non ci sono sconti a riguardo, il giro lungo che passa per la Seconda Guerra Mondiale compiuto da Teplitzky, per quanto basato su una storia vera - come avverte all'inizio - e dedicato alla finestra inedita, scaturita tra Giapponesi e Inglesi, racconta sempre la stessa solfa, cercando di risvegliare sensazioni che tuttavia non necessitavano di essere rinfrescate affatto.

Il percorso compiuto allora anziché condensare tensione, risulta alquanto superfluo, specialmente se consideriamo che per Teplitzky non è neppure lo stop ultimo del suo viaggio. Tutt'altro. Servendosi della biografia scritta da Eric Lomax in persona, la lunga tratta composta da flashback alternati che va a condire circa tre quarti della pellicola - scandendo prigionia e torture a demoni interni che condizionano il personaggio di Lomax/Firth - servono solamente a rendere più nitida e comprensibile (nonostante l'avremmo accettata lo stesso) l'ultima parte del suo lavoro, quella legata, appunto, all'umanità. Perché, in fondo, la lunghissima costruzione compiuta da "Le Due Vie Del Destino: The Railway Man" serve ad offrire al pubblico la parabola, senz'altro apprezzabile - e, questa si, leggermente meno viva al cinema - dell'ufficiale dell'esercito Lomax e del suo torturatore Takeshi Nagase, che dopo anni di sofferenze e una sterile vendetta tentata dall'inglese, sono riusciti a mettere da parte gli attriti e gli odi della guerra diventando grandi amici.

C'era perciò, nel complesso, un filo di robustezza in "Le Due Vie Del Destino: The Railway Man", qualcosa di piccolo e potente che poteva essere raccontato con voce nuova e occhi diversi (l'uomo non è la sua divisa / le guerre sono del paese, non del popolo). Eppure il modo, facilone e, per certi versi, megalomane assoldato da Teplitzky rende ogni cosa decisamente pesante e di poco interesse, bruciando pertanto tutti i buoni elementi che la base del suo lavoro poteva offrire.

Trailer:

sabato 26 luglio 2014

Apes Revolution: Il Pianeta Delle Scimmie - La Recensione

La scelta di affidare "Apes Revolution: Il Pianeta Delle Scimmie" a Matt Reeves si è rivelata - col senno di poi - sapiente ed oculata. Esploso con "Cloverfield" - mockumentary geniale e apripista di innumerevoli analoghi esperimenti - al regista infatti viene fornita nuovamente l'occasione di tornare a lavorare su quello che pare esser vicinissimo al suo terreno d'appartenenza, ovvero il finto documentario: fotografato non più sotto la veste di found footage ma attraverso una confezione standardizzata, incoraggiata da una computer grafica sempre più strepitosa e capace di fare apparire l'intero contesto visivo quantomai simile alla realtà.

Non a caso questo secondo capitolo si apre esattamente come non ti aspetti, contro corrente considerando il suo predecessore. Ad essere protagoniste assolute stavolta sono proprio le scimmie: libere dai test e dai laboratori, autonome a vivere nel bosco in cui si sono insidiate (e che giustamente chiamano casa) e consapevoli di aver raggiunto uno sviluppo semi-definitivo che gli permette di dominare e di non esser più dominate. Gli esseri umani, dal canto loro, vivono esiliati e in minoranza, dispersi in varie zone, in gran parte estinti dal virus che loro stessi hanno creato, che li ha trascinati a vivere in maniera disagiata e impaurita, ma con la speranza di poter ricostruire la loro posizione e il loro stato. L'occhio di Reeves allora non può che andare a ignorare la vita post-apocalittica dell'uomo (che è stata già raccontata in migliaia di modi) e soffermarsi anima e cuore sugli usi e i costumi dei primati, mostrando il loro modo di vivere, la loro collettività, le loro regole e mettendone a fuoco la struttura politica che vede Cesare governare i suoi simili come rispettato leader e promotore della libertà.

Inutile quindi fare accenni alla rivoluzione del titolo come a una battaglia - inevitabile - a cui la pellicola, per forza di cose, dovrà far fronte. Inutile perché non è questo il punto d'interesse maggiore di "Apes Revolution: Il Pianeta Delle Scimmie", non lo è per noi, né tantomeno per Reeves, che si sofferma soprattutto sulla parte antropologica della sceneggiatura, esaminando la gestione e i progressi di una civiltà nuova e ponendola a confronto con l'altra preesistente, in fase di estinzione (la nostra). La sua analisi, lo porta lentamente a sostenere la desolante riflessione che ogni civiltà interessata alla sopravvivenza, dentro di sé, per natura tende a sviluppare una sete di potere pericolosissima, a coltivare il seme della guerra e della distruzione, scotto necessario per il raggiungimento dello scopo. Una teoria che nel totale pessimismo che la circonda tralascia uno spiraglio di speranza solo se consideriamo l'influenza dell'uomo sulla scimmia stessa, che, abituata a rubare con gli occhi, una volta indipendente tende a ragionare e ad agire precisamente come esso. Un apparente cinismo che, tuttavia, finisce per trovare un minimo di redenzione attraverso il giro di boa conclusivo a tinte abbastanza coraggiose - seppur non quanto ci si potesse aspettare - in cui ancora una volta per l'uomo c'è il duro destino di uscire vittima e carnefice delle sue stesse azioni.

La linfa vitale con cui la saga de "Il Pianeta Delle Scimmie" ha deciso di rigenerarsi però, continua a dare i suoi frutti positivi e ad affermarsi come prodotto per niente scontato o incline ai bassi standard a cui i blockbuster americani ci hanno abituato. Matt Reeves, dunque, compie un'altro mezzo passo avanti, che dopo il remake ben fatto di "Lasciami Entrare" gli fa formare un passo completo.
Ecco, a lui magari potremmo consigliare di aumentare leggermente l'andatura, di sganciarsi dall'industria in cui sembra essersi un po' incastrato e tornare a comporre quei stessi acuti che un tempo hanno contribuito a incanalare la sua ascesa.

Trailer:

mercoledì 23 luglio 2014

22 Jump Street - La Recensione

Fare meglio per "22 Jump Street" era alquanto improbabile, lo sapevano i registi Phil Lord e Chris Miller e lo sapevano anche Jonah Hill e Michael Bacall, le due menti che hanno contribuito a riscrivere la serie televisiva portandola al cinema. Nonostante ciò la volontà di fare un sequel c'era, se non altro per ricomporre quel gruppo di spostati che, senza dubbio, si era divertito parecchio insieme e che quindi avrebbe accettato qualsiasi pretesto pur di tornare a lavorare spalla a spalla.Così per trovare la chiave di sblocco che sembrava impossibile si è deciso di guardare all'indietro, al passato, non solo a "21 Jump Street", ma soprattutto ai successi inaspettati e ben gestiti di altre commedie dal destino simile, come ad esempio "Una Notte da Leoni".

Riproporre la stessa, identica formula dai risultati vincenti, caricandola ulteriormente fino all'eccesso, è stato il trucco che ha contribuito alla salvezza e alla fortuna di moltissimi franchise americani degli ultimi anni. Tuttavia - per quanto detto così potrebbe sembrare semplice - non è affatto un procedimento che va preso sotto gamba, poiché se a gestirlo non è presente una mente intelligente, e con il senso della misura, si rischia non solo di deludere gli affezionati ma di mandare l'intero progetto all'aria. Fortunatamente Hill e Bacall sprovveduti non sono, anzi, sanno muoversi agevolmente all'interno di queste conformazioni, e lo dimostra la loro intuizione di voler scrivere una sceneggiatura che sappia prendersi poco sul serio, e che faccia proprio della metodologia the same but bigger il suo sponsor ufficiale, inserendo addirittura nel copione la frase tormentone, affidata a turno agli attori principali: è uguale all'altra volta.

Solo che non è uguale all'altra volta (e viene detto anche questo), o meglio è molto simile ma per niente uguale all'altra volta. C'è la missione sotto copertura al college (l'altra volta era alle superiori), c'è il medesimo scopo: trovare chi ha sintetizzato una nuova droga dagli effetti incontrollabili e arrestarlo. Eppure l'approccio alla trama è più autoironico, libero, spesso improvvisato, e la voglia di scherzare coi stereotipi e con le citazioni è talmente grande da tramutarsi il più delle volte in punto di forza e stimolo alla risata (la scena del polpo in stile Alien ne è la prova). Il rapporto tra Channing Tatum e Jonah Hill, anche, è assai diverso, un livello oltre l'amicizia, volutamente costruito per essere un vero e proprio bromance, spassoso e irresistibile. I due protagonisti coltivano sapientemente l'alchimia incredibile mostrata nel capitolo precedente compiendo l'ennesimo passo in avanti che li porta a prendere le sembianze di due amanti in crisi, gelosi l'uno dell'altro ma contemporaneamente confusi sui motivi che li hanno spinti ad avvicinarsi tanto.

Proprio la scelta di far poggiare la pellicola sulle loro spalle ,allora, e di non puntare troppo quindi sulla (non) freschezza di una trama costruita sulla falsa riga di quella passata, favorisce la riuscita complessiva di un capitolo, se vogliamo, minore negli intenti ma ugualmente piacevole e impossibile da disprezzare.

Trailer:

martedì 22 luglio 2014

Sin City: Una Donna Per Cui Uccidere - Trailer Italiano


E' uno dei titoli più attesi, nel mondo come da queste parti, parliamo ovviamente di "Sin City: Una Donna Per Cui Uccidere", seguito del celebre primo capitolo diretto nuovamente da Robert Rodriguez, ispirato alla graphic novel di Frank Miller e in uscita da noi il prossimo ottobre. Qui di seguito potete vedere il primo trailer italiano.

Trailer Italiano:

Anarchia: La Notte Del Giudizio - La Recensione

Al di là di ogni considerazione, c'è un messaggio importantissimo che James DeMonaco ci invia con questo secondo capitolo dedicato alla giornata della purificazione. Il messaggio riguarda la sua volontà autoriale (essendo lui sia regista che sceneggiatore della saga), intenta a non volere affondare troppo il coltello nel mare di discorsi che la sua opera sarebbe in grado di stimolare, ma al contrario desiderosa di rimaner concentrata nel genere thriller, privilegiando l'intrattenimento leggero e aperto a tutti.

DeMonaco conosce benissimo le potenzialità impressionanti del suo lavoro, le scopre lui stesso, mostrando allo spettatore l'opportunità di potersi addentrare sia in teorie filosofiche che in teorie politiche, entrambe terrorizzanti. Lo fa però con la potenza di un sussurro, gettando semi che sa di non potere (o volere, appunto) annaffiare, forse perché cambierebbero troppo un respiro consolidato o, magari, perché frenato dalle braccia incatenanti di due produttori a cui deve molto come Michael Bay e Jason Blum. E allora questo "Anarchia: La Notte Del Giudizio" in un certo senso addolcisce ma lascia anche l'amaro in bocca, perché estende la sua focale sbarazzandosi del contesto claustrofobico, casalingo e limitante, affrontato nel precedente capitolo, ma, uscendo in strada, non sfrutta a pieno gli spunti che lui stesso ama concedersi, accontentandosi di mettere in piedi una trama senza dubbio più ricca e dinamica ma che tuttavia, alla lunga, diventa prevedibile e ridondante. L'uomo eroe, le donne indifese, la coppia in crisi che cerca di ritrovarsi, tutti accorpati in una struttura rigida e canonica, proposta e riproposta all'esaurimento e che, ad ogni angolo, si lascia anticipare dallo spettatore che comunque ha il vantaggio di non restare mai deluso, rassicurato dalla meta buonista intrapresa.

Insomma, più libertà si, ma vuole andarci cauto il trio DeMonaco/Bay/Blum, attaccando l'America, ma con prudenza, mostrandone il peggio, ma fingendo di tifare per il meglio, in un gioco di presa in giro che punta ad accennare i difetti per poi immediatamente rimangiarseli subito, o quantomeno fare finta di niente. Con questo atteggiamento i tre sanno perfettamente di rischiare poco e guadagnare molto, non spaventando il pubblico - di cui il loro prodotto parla ed a cui è destinato - e tornando a casa non proprio purificati - per dirla a modo loro - ma in condizioni meno represse e infiammate rispetto a quando erano usciti.

Perché in fondo non vale la pena essere arroganti fino in fondo e dare sfogo - non a caso - a teorie che vedono l'America come un paese tendenzialmente violento e trattenuto, a borghesi distinti disposti a pagare oro per uccidere i loro simili di classe inferiore, a militari istruiti dal governo per mantenere un equilibrio di popolazione. Sarebbe tutto troppo profondo e rischioso per una pellicola nata per caso e cresciuta per svolgere al meglio la sua funzione secondaria: fare box office.

Trailer:

I Mercenari 3 - Trailer Ufficiale Sottotitolato in Italiano


Manca poco ormai al ritorno sullo schermo della banda più vecchia, più sporca e più cattiva dell'universo. Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Antonio Banderas, Wesley Snipes, Dolph Lundgren, Mel Gibson, Harrison Ford e Arnold Schwarzenegger giovedì 4 settembre torneranno al cinema per spaccare di brutto con "I Mercenari 3". Di seguito il trailer originale sottotitolato in italiano.

Trailer Ufficiale Sottotitolato in Italiano:


Sinossi:
Barney Ross (Stallone), Lee Christmas (Statham) e il resto dei nostri si trovano faccia a faccia con Conrad Stonebanks (Gibson), che anni passati aveva fondato I Mercenari con Barney. Stonebanks, in seguito era divenuto uno spietato mercante d'armi che Barney era stato costretto ad uccidere, o così pensava. Stonebanks, che già una volta aveva schivato la morte, intende distruggere I Mercenari, ma Barney ha altri piani. Barney decide di combattere il vecchio sangue con del sangue nuovo e arruola una nuova generazione di Mercenari, ingaggiando individui più giovani, più veloci e più esperti di tecnologia. L'ultima missione diventa così uno scontro fra i modi della vecchia scuola e quelli di una tecnologia avanzata, per dar vita a quella che è la battaglia più particolare de I Mercenari.

giovedì 17 luglio 2014

Planes 2: Missione Antincendio - La Recensione

Una volta era diverso, non meglio magari ma sicuramente più semplice (ma forse era proprio meglio), c'era solo la Disney, o comunque era lei la regina, e chi tentava di fargli concorrenza era destinato a fallire, costantemente, non intaccando nemmeno per sbaglio il suo monopolio così robusto e splendente. Poi qualcosa a un certo punto è cambiato - paradossalmente è stata proprio la Disney a farlo cambiare, alleandosi con la Pixar - e il mercato dell'animazione - in evoluzione - ha scoperto il fascino della computer grafica, tecnica che negli anni a seguire ha rivoluzionato il mercato.

Questo preambolo per arrivare a discutere di "Planes 2: Missione Antincendio", figlio legittimo di questa rivoluzione, nonché seguito del recente "Planes", già parentesi non proprio esaltante della filmografia disneyana. Prodotti di questo tipo, anni fa, la Disney se li permetteva esclusivamente in home video, eppure con la concorrenza diffusa al giorno d'oggi la loro uscita nelle sale cinematografiche non stona tanto quanto ci si potesse aspettare, riuscendo a garantire sia un guadagno economico quantomeno soddisfacente e sia una continua presenza sulla scena che, vista la competizione, chiaramente non guasta. Per cui "Planes 2: Missione Antincendio" come il suo fratello maggiore e il suo patrigno, ovvero "Cars 2" sfrutta l'onda, e si propone audace a conquistare quel pubblico di più piccoli che probabilmente non mancherà di sollecitare i propri genitori per essere accompagnato in sala. Ed è li che qualcosa comincerà a stonare.

Non per i più piccoli, semmai per i più grandi.
Poiché per chi ha vissuto l'età dell'oro disneyana (quella dei classici, per intenderci) trovarsi di fronte a una pellicola come questa è un'esperienza davvero spiazzante, la versione sbiadita dei capolavori che regolari eravamo abituati a vedere. Tuttavia bisogna accettare il fatto che le regole sono cambiate e il cinema - soprattutto quello d'animazione - non vive più esclusivamente di qualità e progetti ponderati, ci sono concorrenti e denaro a far da padroni e "Planes 2: Missione Antincendio", nonostante provi a gonfiarsi con uno spessore piccolissimo e un tema molto forte (il doversi saper reinventare nella vita) non è altro che la versione palese di questa teoria, l'ennesimo prodotto destinato a soffrire questa politica.

Per sopperire alla malinconia non ci resta che accettare come tira il vento, e considerare quindi questo tipo di uscite come progetti eseguiti con la mano sinistra, lavori che servono a far respirare, svagare, chi li produce in attesa della vera, grande uscita annuale da competizione. Posizionato sotto questa sfera "Planes 2: Missione Antincendio" in qualche modo può addirittura rimanere a galla, sebbene una volta per vedere realizzazioni di questo calibro bastava accendere la televisione e guardare Domenica Disney.
Ma, neanche a dirlo, parliamo di quando si stava meglio.

Trailer:

mercoledì 9 luglio 2014

Trasformers 4: L'Era Dell'Estinzione - La Recensione

Giunta al quarto capitolo già zoppicante, la saga di "Transformers" era attesa ad un bivio: rivoluzionare completamente la strada intrapresa in passato oppure giungere a conclusione. Il cambio del cast, in questo senso, poteva fornire qualche intuizione, così come la durata extralarge di circa tre ore, ma Michael Bay con grande arroganza zittisce tutti rompendo il suo enorme giocattolone proprio in faccia al pubblico, allo stesso modo di come farebbe un neonato stanco che ha voglia di passare il tempo con qualcos'altro.

E allora ecco che il cambio del cast, la durata estrema, le promesse di un capitolo controcorrente e rivoluzionario si schiantano addosso a un muro sordo, pesantissimo e perfetto a trattenere col suo filtro tutto ciò che avrebbe potuto avere un senso. Perché si, è vero, qualcuno potrebbe dire che aspettarsi qualcosa che va oltre il divertimento è fuori luogo in questi casi, qualcun'altro che l'umorismo e la spettacolarità bastano a soddisfare lo spettatore, ma "Trasformers 4: L'Era Dell'Estinzione" - con grande coraggio, se vogliamo - fallisce sotto ogni punto di vista, lisciando nettamente, uno per uno, quelli che potevano (e dovevano) essere i suoi intenti.
Trama inesistente, personaggi abbozzati, battute pessime, elementi che messi insieme danno luogo ad una pellicola fastidiosa e vuota, incapace di suscitare quel minimo di sensazione piacevole che dovrebbe stimolare il procedere della visione. Persino la spettacolarità non gode più della stessa freschezza, Michael Bay infatti, oltre a freezarla per circa metà della narrazione, sembra aver esaurito le carte degli incredibili disastri e ripropone sequenze già viste, modificandone location, gravità e punto di vista.

Potremmo azzardare, guardando la struttura della trama, che la volontà dello sceneggiatore
Ehren Kruger fosse quella di dare a Bay una storia che facesse il verso al "The Avengers" di Joss Whedon, con un finale analogo dove lo sfogo di esplosioni e combattimenti epici prendesse il largo spalancando le porte a scontri tra autobot potenziati dall'alleanza di maestosi robot-drago-sauri. Ma se le basi per un operazione del genere potevano esistere e funzionare benino, a fallirne il compimento è l'esecuzione svogliata di Bay, paradossalmente molto più interessato alla giusta inquadratura che possa sfruttare l'effetto di luce/controluce che al senso pratico del suo lavoro.

Tra panoramiche al tramonto e il susseguirsi di lens flare, "Transformers 4: L'Era Dell'Estinzione", pur non volendo, firma la sua condanna a morte. E che sia involontaria lo si capisce ovviamente dal un finale apertissimo e un successo d'incasso che non tarderà ad arrivare. Il vero dubbio adesso è capire se quello che riteniamo essere l'ammutinamento del Bay, in realtà, ci sia stato davvero o è solo un impressione; se sarà ancora lui a portare avanti questo franchise, oppure se quel neonato adesso, per ritornare a sorridere, avrà bisogno di un giocattolo(ne) nuovo di zecca.

Trailer:

martedì 8 luglio 2014

Boyhood - Trailer Ufficiale Italiano


Da queste parti è uno dei titoli più attesi della prossima stagione cinematografica, parliamo di "Boyhood", scritto e diretto da Richard Linklater. Un film dal processo incredibile, che il regista ha voluto girare nel corso di 12 anni immortalando l'invecchiamento e la crescita dei suoi attori nella maniera più veritiera possibile. I protagonisti di questo eccezionale progetto sono Patricia Arquette, Ellar Coltrane, Lorelei Linklater e Ethan Hawke, i quali hanno dovuto fornire la loro disponibilità al regista a partire dallo scorso 2002 fino all'appena trascorso 2013.

Trailer Italiano:


Sinossi:
Boyhood è un'esperienza cinematografica innovativa che copre 12 anni di vita di una famiglia. Al centro della storia c’è Mason, che assieme alla sorella Samantha, vive un viaggio emozionale e trascendente attraverso gli anni, dall'infanzia all'età adulta.

Come Ammazzare Il Capo...E Vivere Felici 2 - Trailer Originale Sottotitolato in Italiano


Dopo il successo inaspettato del primo capitolo è pronto a sbarcare al cinema "Come Ammazzare Il Capo...E Vivere Felici 2", l'esilarante commedia con Jason Sudeikis, Jason Bateman, Charlie Day, Chris Pine, Christoph Waltz, Kevin Spacey, Jennifer Aniston e Jaime Foxx, diretta dal regista Sean Anders. La pellicola arriverà nei cinema il 27 novembre 2014, nel frattempo potete gustarvi il primo trailer sottotitolato in italiano.

Trailer Originale Sottotitolato in Italiano:

La Notte Del Giudizio: Anarchia - Nuovo Trailer Italiano


Disponibile il nuovo trailer italiano di "La Notte Del Giudizio: Anarchia", il seguito del thriller omonimo dello scorso anno scritto e diretto da Jason Blum, in uscita nei nostri cinema mercoledì 23 luglio.

Nuovo Trailer Italiano:

...E Fuori Nevica - Trailer Ufficiale


Vincenzo Salemme tornerà al cinema ad ottobre con la regia di un film tratto da un suo famosissimo spettacolo teatrale. Si tratta di "...E Fuori Nevica", e vanterà la presenza di un cast fedelissimo a quello composto sul palcoscenico diciannove anni fa. Non a caso, oltre alla presenza dell'attore napoletano, saranno presenti con lui Carlo Buccirosso, Nando Paone, Maurizio Casagrande insieme alle aggiunte di Paola Quattrini, Margareth Madè e Giorgio Panariello.

Trailer Ufficiale:


Sinossi:
Enzo Righi (Vincenzo Salemme) ha cinquant'anni e vive cantando (male) sulle navi da crociera. Eterno immaturo, è allergico a qualsiasi tipo di responsabilità. Quando arriva la notizia della morte di sua madre, è costretto a rientrare a Napoli per la lettura del testamento, dove, dopo anni, incontrerà i fratelli Stefano e Cico. Ad attenderli una sopresa: saranno costretti a vivere tutti insieme per volontà testamentaria della madre. La convivenza non si rivelerà affatto semplice e i tre fratelli ne vedranno delle belle...finché una trovata geniale e spietata di Cico risolverà il nuovo, complicato,"stato di famiglia".

Tartarughe Ninja - Trailer Italiano


I prossimi mesi saranno anche quelli che vedranno uscire al cinema "Tartarughe Ninja", il film in live action di Jonathan Liebesman che, tra le altre cose, segnerà il ritorno sul grande schermo della latitante Megan Fox. La pellicola uscirà il 18 settembre e, insieme all'attrice lanciata da "Transformers", vedrà le presenze di Will Arnett, Alan Ritchson, Pete Ploszek, Jeremy Howard, Noel Fisher, William Fichtner e Whoopi Goldberg.

Trailer Italiano:

Hercules: Il Guerriero - Trailer Italiano


Dwayne Johnson sta per piombare al cinema nei panni di Hercules. La pellicola, diretta da Brett Ratner, è intitolata semplicemente "Hercules: Il Guerriero" e sarà nei nostri cinema da mercoledì 13 Agosto.

Trailer Italiano:


Sinossi: 
La semi-divinità Hercules (Dwayne Johnson) guida un gruppo di mercenari con l’obiettivo di dare termine a una sanguinosa guerra civile sulle terre di Tracia e di ritornare a regnare sul proprio trono. Anima tormentata già dalla nascita, Hercules possiede la forza di una divinità ma vive le sofferenze di un uomo terreno. Furfanti e canaglie di ogni sorta metteranno alla prova la forza mitologica di Hercules nell’adrenalinico racconto del regista Brett Ratner sulle vicende dell’eroe d’azione più epico di tutti i tempi.

Cattivi Vicini - Trailer Italiano Red Band


Red Band trailer italiano per "Cattivi Vicini", la pellicola diretta da Nicholas Stoller, con Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne, Lisa Kudrow, Dave Franco e Christopher Mintz-Plasse, al cinema da Giovedì 21 Agosto.

Trailer Italiano:


Sinossi:
Una coppia. Un figlio. E infine la casa tanto desiderata. Tutto potrebbe sembrare meravigliosamente perfetto, ma nessuno ha fatto i conti con i vicini di casa: una confraternita di giovani scatenati. Sarà guerra senza esclusione di colpi.

Dragon Trainer 2 - La Recensione

La spettacolare, piroettante, partita che apre la scena, e che vorrebbe rivisitare il Quidditch di Harry Potter mettendo al posto delle scope magiche i draghi e al posto della pluffa le pecore - con la pecora nera che vale il boccino d'oro - riassume perfettamente gli intenti di questo "Dragon Trainer 2".

Più forma, meno contenuto. Politica prevedibile nonostante gli affezionati del primo capitolo sperassero fino all'ultimo in un miracolo di scrittura che potesse elargire alla pellicola diretta ancora una volta da Dean DeBlois (orfano di Chris Sanders, e si sente) lo stesso peso specifico di quella che l'aveva preceduta. Invece "Dragon Trainer 2" non riserva alcuna sorpresa: è il prodotto che ti aspetti, rigidamente in linea con le esigenze dell'industria che lo produce. Fortunatamente ciò non significa che sia un sequel non riuscito, anzi, nelle sue testardaggini, mosse scontate e obblighi, fondamentalmente sa anche stupire per come riesce, magari perdendo spesso quota, a non atterrare o schiantarsi mai del tutto. E la spinta totale, la potenza dei giri, come accennato, viene dalla capacità di guarnire lo spettacolo con punti di forza rodati, come nuovi draghi volanti (per la prima volta vedremo gli Alpha), comicità dei co-protagonisti e giravolte vorticose sollecitate dall'aiuto di un 3D non vitale ma che non dispiace affatto.

Intrattenimento, quindi, non di prima scelta ma sicuramente di seconda. La mancata necessità di raccontare una seconda storia infatti si fa sentire, e il saper temporeggiare con esperienza fino ad un lungo, piuttosto discreto, finale sicuramente aiuta a resistere pur non spazzando via quel vuoto esistente e persistente che invade lo sfondo. La libertà di qualche licenza se la prende tuttavia DeBlois (che oltre a dirigere, in solitario si occupa anche della sceneggiatura) e in particolare si lascia andare con la caratterizzazione di personaggi femminili, che raramente in queste pellicole si distaccano da stereotipi rassicuranti e comuni. E allora diventa piuttosto strano e divertente notare la presenza di una ragazzina adolescente, palesemente in preda ai suoi primi attacchi ormonali, come è altrettanto piacevole riscontrare finalmente una madre indipendente e solitaria capace ancora di togliere imponenza al proprio uomo a distanza di anni.

Peccato che questi siano solo piccoli semi sparsi qua e la, poco annaffiati, e che la ricerca dell'Io del protagonista - filo principale - si disperda trovando soluzione, infine, troppo facilmente e banalmente. Questa mancanza di personalità definisce l'interezza di "Dragon Trainer 2" a semplice prodotto d'intrattenimento, composto in maniera canonica e secondo linee guida consumate e deboli.
Ma d'altronde l'assenza di Sanders tra le figure principali doveva essere già un chiaro indizio.

Trailer: