IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

sabato 30 aprile 2016

Il GGG: Il Grande Gigante Gentile - Teaser Trailer Italiano


Arriva il teaser trailer, italiano, di "Il GGG: Il Grande Gigante Gentile", il film nato dalla collaborazione di tre narratori come Roald Dahl, Walt Disney e Steven Spielberg, che porta sul grande schermo uno dei più amati classici di Dahl. Diretta da Spielberg, la pellicola ha come protagonisti Mark Rylance, la piccola Ruby Barnhill, Penelope Wilton, Jemaine Clement, Rebecca Hall, Rafe Spall e Bill Hader ed uscirà nelle sale italiane dal 1° Gennaio 2017.

Teaser Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il GGG (Mark Rylance) è un gigante, un Grande Gigante Gentile, molto diverso dagli altri abitanti del Paese dei Giganti che come San-Guinario e Inghiotticicciaviva si nutrono di esseri umani, preferibilmente bambini. E così una notte il GGG - che è vegetariano e si ciba soltanto di Cetrionzoli e Sciroppio - rapisce Sophie (Ruby Barnhill), una bambina che vive a Londra e la porta nella sua caverna. Inizialmente spaventata dal misterioso gigante, Sophie ben presto si rende conto che il GGG è in realtà dolce, amichevole e può insegnarle cose meravigliose. Il GGG porta infatti Sophie nel Paese dei Sogni, dove cattura i sogni che manda di notte ai bambini e le spiega tutto sulla magia e il mistero dei sogni. L’affetto e la complicità tra i due cresce rapidamente, e quando gli altri giganti sono pronti a nuova strage, il GGG e Sophie decidono di avvisare nientemeno che la Regina d’Inghilterra dell’imminente minaccia, e tutti insieme concepiranno un piano per sbarazzarsi dei giganti una volta per tutte.

venerdì 29 aprile 2016

[EXTRA TEATRO] Claudio Gregori in agGREGazioni - La Recensione


Un ora prima dell'inizio dello spettacolo, davanti all'entrata dell'Ambra Jovinelli, tra le persone dello staff, responsabili dell'organizzazione, circola solamente una domanda: Dov'è finito Greg?
Nessuno conosce la risposta. "Era qui un attimo fa!", dice qualcuno. "Non lo vedo più!", fa qualcun altro. Finché, placando il principio di agitazione generale, esordisce un'altra persona dicendo: "E' andato a comprare una foglia di radicchio per lo spettacolo. Ora torna!".

E' il prologo involontario perfetto per "agGREGazioni", quello che preannuncia l'imprevedibilità di un artista che ha nel DNA l'istinto di volersi muovere a briglia sciolta, tradire quel che è considerato il suo perimetro di azione e, con esso, le mosse che lo contraddistinguono: lasciando a casa il compagno di sempre, Lillo (che sul palco però in qualche modo porta lo stesso) e permettendosi una serata (saranno tre in tutto) in solitaria da one-man-show totale.
Perché è un Greg che non tutti si aspettano quello che entra in scena sul palcoscenico con frac e mantello, un Greg che non perde lo stile solito del suo umorismo, ma che ha anche voglia di fare un po' il serioso. Certo, quanto basta, ovviamente, ma è proprio li, in quelle digressioni e rotture che si concede, che la maschera di scena cade e vengono fuori i tratti particolari e i lineamenti della persona che la indossava, quella sorta di profondità spontanea e autentica che, a sensazione, non sembra essere stata scritta a tavolino o simulata.

Scandito dalle indagini del Detective Mallory (italiano e residente a Roma, ma l'americanizzazione in certi casi aiuta) - alle prese con la scomparsa di un adolescente di borgata - allora "agGREGazioni" alterna personaggi e fasi in cui il suo protagonista interpreta, recita e canta, avvalendosi del supporto di una band dal vivo che appare e scompare a seconda delle esigenze di copione. Dopo un preludio sinistro porta avanti il suo racconto spezzandolo a piacimento con epifanie, canzoni, poesie e parabole, in un vortice implacabile, senza pause, a cui il pubblico spiazzato e impreparato risponde positivamente a suon di risate e di applausi.
Indicazione che quel contropiede di partenza, da cui si tende a rimanere evidentemente sorpresi, alla fine lascia tutti contemporaneamente stupiti e deliziati. Un po' come la storia del radicchio, insomma.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo, date, orari e biglietti, potete consultare la pagina dedicata sul sito del Teatro Ambra Jovinelli di Roma: http://www.ambrajovinelli.org/it/aggregazioni/

giovedì 28 aprile 2016

Julieta - Trailer Italiano Ufficiale


Disponibile il trailer italiano, ufficiale, di "Julieta", il nuovo film di Pedro Almodovar che sarà in concorso al prossimo festival di Cannes. Interpretata da Emma Suárez e da Adriana Ugarte, la pellicola uscirà nelle sale italiane a partire dal 26 Maggio 2016.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Julieta, una professoressa di cinquantacinque anni, cerca di spiegare, scrivendo, a sua figlia Antia tutto ciò che ha messo a tacere nel corso degli ultimi trent'anni, dal momento cioè del suo concepimento. Al termine della scrittura non sa però dove inviare la sua confessione. Sua figlia l'ha lasciata appena diciottenne, e negli ultimi dodici anni Julieta non ha più avuto sue notizie. L’ha cercata con tutti i mezzi in suo potere, ma la ricerca conferma che Antia è ormai una perfetta sconosciuta.

mercoledì 27 aprile 2016

The Dressmaker: Il Diavolo è Tornato - La Recensione

Una Kate Winslet magnetica e sensuale, torna a casa dopo circa vent'anni di assenza alla ricerca di ricordi e di vendetta. Armata di una valigia e di una macchina da cucire ha intenzione infatti di mettere a fuoco, assieme alla madre, nel frattempo impazzita (una Judy Davis fantastica), se le accuse sul suo conto, che la portarono lontano dalla famiglia quando era ancora una bambina, fossero realmente fondate oppure costruite da qualcuno per nascondere altarini peggiori, altarini scomodi da far emergere e da giustificare.

Dal romanzo della scrittrice australiana Rosalie Ham, la regista e sceneggiatrice Jocelyn Moorhouse tira fuori una commedia nera, grottesca, che fa del rebus da risolvere in sottofondo, un fugace pretesto per abbozzare dialoghi e scenette, umoristiche e taglienti, con cui colorare un intelaiatura nell'insieme poco innovativa e prevedibile. In "The Dressmaker: Il Diavolo è Tornato" però, la notizia, risiede proprio nel tocco femminile, doppio, che domina incontrastato, con personaggi maschili stereotipati e messi ai margini, costretti a sopperire dinanzi alla bellezza, la vivacità, il carattere e l'intelligenza di donne che sarebbe meglio non provocare o fare arrabbiare (a meno che il contrasto non debba consumarsi tra di loro). Lo sfondo è quello di un paesino schizofrenico e malato, in cui la Winslet tornando da emancipata e viaggiatrice, si inserisce procurando clamore e preoccupazioni, ma polverizzando anche la femminilità retrograde di donne che di fronte ai suoi vestiti, travolgenti, non vedono l'ora di ritornare su piazza o di conquistare chi, abitualmente, stenta a guardarle. Per alcune di loro, quindi, diventa improvvisamente un Diavolo a cui andare a vendere l'anima, ma, per lei stessa, invece, resta semplicemente una donna che crede di esser braccata da una maledizione che ha deciso di affrontare faccia a faccia.

Agisce allo stesso modo di un diesel la pellicola della Moorhouse, con la sottile differenza che a partire e a far la voce grossa è più veloce e strepitante del previsto. Tende tuttavia a distendersi oltremisura nel corso della sua fase di semina e di delucidazione, quella, per intenderci, dove la Tilly della Winslet ricomincia a mettere radici in casa propria e a minacciare la riapertura di discorsi sepolti a coloro che intende interrogare e provocare. Un processo obbligato, per carità, ma alleggeribile e non coordinato alla stregua dell'altro, dedicato ad una fase di raccolto che inequivocabilmente va a risollevare le redini, riportando i ritmi della commedia accelerati e fitti come ogni copione che si rispetti pretende e vuole. Li, la Winslet e la Davis cominciano la loro esibizione portentosa di talento e di carisma, si prendono letteralmente sulle spalle la baracca e la trascinano fino in fondo, riaccendendo quel fuoco vitale di cui si erano perse accidentalmente le tracce per un sostanzioso intervallo.

Con questo colpo di coda "The Dressmaker: Il Diavolo è Tornato" arriva al traguardo con uno sprint che, ad un certo punto, pensavamo davvero non potesse mai più essere recuperato. Per merito delle sue due fenomenali attrici conquista la meta, pur sapendo di non avere dalla sua quella personalità tosta e necessaria per imprimersi a lungo ed essere ricordato con clamore a distanza.
Cosa che, forse, non accadrà per la storia d'amore tra Liam Hemsworth e Kate Winslet, che nella pellicola viene data per scontata, simile a una storia tra coetanei, ma nella realtà è composta tra due attori che si portano ben quattordici anni di differenza. Una scelta di casting, insomma, a dir poco coraggiosa.

Trailer:

10 Cloverfield Lane - La Recensione

La radice Cloverfield resta, ma cambia tutto.
Quel (e il) mockumentary viene messo da parte, così come i risvolti e i personaggi. Della grande pellicola datata 2008 non si porta appresso alcuno strascico la sceneggiatura di Josh Campbell, Matthew Stuecken e Damien Chazelle, ma taglia di netto ogni ponte e allusione, ereditando come filo conduttore solo tematica, sensazioni ed ambiguità.

E' più un thriller claustrofobico, infatti, la pellicola diretta da Dan Trachtenberg, dove l'horror è mantenuto in porzione limitata e la fantascienza è una donna con cui flirtare, restando enigmatici maggiormente possibile riguardo alla serietà delle intenzioni. C'è una botola, tre personaggi e un mondo esterno a cui è capitato qualcosa di molto grave, o almeno queste sono le indicazioni di un risoluto John Goodman ad una Mary Elizabeth Winstead allarmata e a cui mancano, per un motivo specifico, delle informazioni fondamentali. Svanisce, dunque, la trasparenza dettata dal capostipite, quella in cui l'evidenza degli eventi non lasciava spazio all'immaginazione, ma restano tuttavia l'ansia ed il terrore, gonfiati in proporzione assai superiore dall'ignoto e dalle supposizioni che quest'ultimo esorta a comporre. Diventa quindi una scatola cinese "10 Cloverfield Lane", da cui fuoriescono scatole su scatole che non la smettono di confondere le idee, di chiarirle e poi di riconfonderle ancora, costringendo a una resa mentale a cui solo il tempo e l'attesa saranno in grado di fornire risposte. Meccanismo che funziona con i suoi alti e bassi, con il sostegno di un cast minimale, eppure compiutissimo, abile a produrre angoscia e a disinceppare, laddove serve, gli automatismi di quei rari momenti in cui il canovaccio ridotto all'osso pare mostrare i fianchi o tentennare.

Il sigillo di J.J. Abrams, comunque, non cessa di essere sinonimo di certezza. C'è ancora la sua mente, del resto, a fare da sponsor e a lanciare, di fatto, Cloverfield come un franchise, c'è la sua mente dietro una campagna virale-promozionale persuasiva, ma soprattutto c'è la sua mente dietro ad un trailer che non può passare inosservato specialmente per i fan di "Lost": che nel jukebox inquadrato in apertura da cui parte la musica e nell'ambiente serrato situato sotto terra, non possono non rintracciare le affinità con l'inizio della seconda stagione della serie televisiva. Astuzie da cui il lavoro di Trachtenberg ricava, di conseguenza, considerazione e richiamo spropositati, permettendosi di poter polarizzare ogni energia sull'intrattenimento incontaminato, di qualità, e sull'accumulo di tensione a intervalli regolari, senza avvalersi, peraltro, dell'ausilio delle fondamenta post-Undici Settembre che furono il vantaggio di Matt Reeves a suo tempo.

A farsi carico di qualunque mancanza, poi ci pensa il Noè di Goodman che, per maestria e superiorità, vale quasi integralmente il valore del film. Un film a cui si perdona, tra le altre cose, un finale forse un po' troppo in controtendenza con il resto e su cui si poteva, magari, rimettere le mani, aggiustandolo.
Ma un film, anche, che ci mostra, finalmente, una Winstead protagonista all'altezza, che nemmeno in "Die Hard: Vivere O Morire" era stata tanto figlia di John McLane (a cominciare dalla canotta bianca indossata per gran parte della storia) come qui. E per chi ama giocare al gioco di Abrams, e va a cercare collegamenti nascosti a destra e a manca, questo deve essere un motivo in più per uscire appagati.

Trailer:

martedì 26 aprile 2016

X-Men: Apocalisse - Terzo Trailer Italiano Ufficiale


Arrivano a tre i trailer italiani, ufficiali, per "X-Men: Apocalisse", ulteriore capitolo della saga, diretto dal regista Bryan Singer, con Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, James McAvoy e Oscar Isaac, in uscita al cinema dal 18 Maggio.

Terzo Trailer Ufficiale Italiano:

Sinossi (Ufficiale):
Dagli albori della civiltà Apocalisse è stato adorato come un dio. Il primo e più potente mutante dell’universo Marvel degli X-Men, Apocalisse ha inglobato i poteri di molti altri mutanti, divenendo immortale e invincibile. Dopo essersi risvegliato dopo migliaia di anni, disilluso dal mondo, trova e ingaggia un gruppo di potenti mutanti, tra cui un avvilito Magneto (Michael Fassbender), con l’intento di purificare l’umanità e creare un nuovo ordine dell’universo, su cui regnere. Il futuro della Terra è così in bilico. Raven (Jennifer Lawrence), grazie all’aiuto del Professore X (James McAvoy), deve guidare un gruppo di giovani X-Men per fermare la più potente nemesi e salvare il genere umano dalla distruzione totale

sabato 23 aprile 2016

Captain America: Civil War - La Recensione

Tony Stark fa il padre, ragionevole e disposto a mediare con le Nazioni Unite che vorrebbero gli Avengers meno anarchici e più controllati, e Captain America fa il figlio, ribellandosi alle regole e convinto di essere abbastanza maturo per decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato per il prossimo. In mezzo a loro, gli altri componenti della "famiglia", i restanti della squadra (orfana solo di Thor e Hulk), tirati in ballo nella discussione, per esprimere il personale punto di vista e quindi da che parte stare.

Quel portento di assemblaggio, unito con sacrificio, sudore e senso del dovere, insomma, con l'entrata in scena della politica - intenta a regolarizzarlo per tranquillizzare il malcontento popolare scoppiato dopo le catastrofi di "Avengers: Age Of Ultron" - comincia a scricchiolare e a sgretolarsi lentamente, incapace di trovare un punto d'incontro costruttivo anche per via del comportamento ai limiti dell'omosessualità di Captain America: disposto a tutto pur di salvare dall'arresto il suo migliore amico, e Soldato d'Inverno, Bucky, responsabile, forse, di un gravissimo attentato terroristico. La rottura è l'unica via da intraprendere, quindi, dando semaforo verde a quella Guerra Civile che però, qui, non è promessa non mantenuta, bensì rispettata e portata avanti fino all'estremo. Del resto, lo sapevamo, alla Marvel non servono i specchietti per le allodole, ma esiste un programma delineato, diviso in passaggi ben precisi in cui ogni avvenimento ha un suo movente, determinati contraccolpi e intenzioni da raggiungere. Spesso, ciò, significa dover gestire, comunque, tanta carne al fuoco, troppa probabilmente, a volte, come nel caso di "Captain America: Civil War" che dell'universo esplorato fino ad ora potrebbe esser definito come capitolo più corposo, complicato e decisivo. Perché, al di la dei sottotesti impliciti (da scovare o meno e volontari o meno), stavolta è presente una sterzata netta e brusca installata su un risvolto tutt'altro che misurato, il quale getta ombre abbastanza torbide sul futuro e lascia i segni indelebili di una rivalità difficile da sanare, accesa dalla burocrazia, ma slittata, poi, sul personale.

Una gatta da pelare, in sintesi, che i fratelli Anthony e Joe Russo accettano di dirigere pur dimostrando di cavarsela con maggiore affanno e sforzo rispetto alla scioltezza sciorinata nel secondo capitolo di Captain America. D'altronde, è evidente, che a livello di paragone siamo molto più vicini ad un "The Avergers 2.5", con una zavorra di sceneggiatura da amministrare che nemmeno un Joss Whedon al massimo della forma avrebbe potuto alleggerire e far passare liscia, senza intoppi. Ai due registi, per cui, si rimprovera il minimo, magari una direzione a tratti instabile e agitata, che nella parte centrale soffre fisiologicamente di un accumulo eccessivo di situazioni a cui badare; inconvenienti, tuttavia, dai quali riescono ad uscire, per fortuna, con dimestichezza, preservando equilibrio e difendendo un ritmo che raramente da l'impressione di cadere al di sotto della media. Che poi, si sa, la loro formazione artistica deriva dalla commedia, che in "Captain America: Civil War" è affidata al nuovo Spider-Man di Tom Holland e al rapporto irresistibile instaurato tra lui e Tony Stark: che di fronte alla visione celestiale di Zia May (che non è più anziana, ma è Marisa Tomei) non può che scadere nella non-professionalità e lasciarsi andare a battute e a complimenti espliciti sull'avvenenza della donna (comportamento assolutamente comprensibile nonché condiviso da parte nostra).

La percezione, dunque, è che meglio di così era impossibile. La quantità di materiale ingrandisce a vista d'occhio, lo spazio in cui disporla grossomodo è lo stesso e perciò la mediazione è l'unica soluzione plausibile. Per un secondo, ma solo uno, durante la sequenza in strada con Captain America e Bucky, il pensiero di come sarebbe andata con i fratelli le sorelle Wachowski dietro la macchina da presa ci ha assalito, ma poi, riflettendo meglio, in questi casi affidarsi a chi è già di casa, e sa bene come muoversi, è sempre più sicuro e indicato. Non a caso lo spettacolo realizzato dai fratelli Russo, che in casa Marvel potrebbero girarci persino bendati, è garanzia di una qualità ormai slanciata e costante. Una di quelle da marchio certificato a cui non serve aggiungere mano.

Trailer:

giovedì 21 aprile 2016

Fiore - Trailer Ufficiale


Rilasciato il trailer ufficiale di "Fiore", il nuovo film di Claudio Giovannesi che verrà presentato al prossimo Festival di Cannes all'interno della 48^ edizione della Quinzaine Des Réalisateurs. Il film uscirà il prossimo 25 Maggio a Roma e Milano, mentre a partire dal 1 Giugno sarà programmato nelle sale di tutta Italia.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Carcere minorile. Daphne, detenuta per rapina, si innamora di Josh, anche lui giovane rapinatore. In carcere i maschi e le femmine non si possono incontrare e l’amore è vietato: la relazione di Daphne e Josh vive solo di sguardi da una cella all'altra, brevi conversazioni attraverso le sbarre e lettere clandestine. Il carcere non è più solo privazione della libertà ma diventa anche mancanza d’amore.

I Magnifici 7 - Teaser Italiano Ufficiale


Disponibile il teaser trailer italiano, ufficiale, di "I Magnifici 7", il nuovo film di Antoine Fuqua, con Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D'Onofrio, Byung-Hun Lee e Peter Sarsgaard, al cinema dal 29 Settembre.

Teaser Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Quando la città di Rose Creek si ritrova sotto il tallone di ferro del magnate Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard), per trovare protezione i cittadini disperati assoldano sette fuorilegge, cacciatori di taglie, giocatori d’azzardo e sicari: Sam Chisolm (Denzel Washington), Josh Farraday (Chris Pratt), Goodnight Robicheaux (Ethan Hawke), Jack Horne (Vincent D’Onofrio), Billy Rocks (Byung-Hun Lee), Vasquez (Manuel Garcia-Rulfo) e Red Harvest (Martin Sensmeier). Mentre preparano la città per la violenta resa dei conti che sanno essere imminente, questi sette mercenari si trovano a lottare per qualcosa che va oltre il denaro.

Jason Bourne - Trailer Italiano Ufficiale


Arriva finalmente il trailer italiano di "Jason Bourne", ovvero il ritorno di Matt Damon nei panni del mitico agente segreto in una nuova pellicola che vede, tra gli interpreti, anche Alicia Vikander, Julia Stiles, Tommy Lee Jones e Vincent Cassel. Alla regia tornerà ancora una volta il fido Paul Greengrass, e la data d'uscita italiana è stata fissata per il 1 Settembre 2016.

Trailer Italiano:


Trailer Italiano Red Band:

mercoledì 20 aprile 2016

Suicide Squad - Blitz Trailer Italiano Ufficiale


Disponibile il blitz trailer italiano, ufficiale, di "Suicide Squad", il nuovo film di David Ayer, con
Jared Leto, Will Smith, Margot Robbie, Jai Courtney, Cara Delevingne, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Joel Kinnaman, Adam Beach, Karen Fukuhara e Viola Davis al cinema dal 18 Agosto.

Blitz Trailer Italiano:

Sinossi (Ufficiale):
Un ente governativo segreto gestito da Amanda Waller e chiamato Argus, crea una task force composta da terribili criminali. A loro vengono assegnati compiti pericolosi da portare a termine. In cambio la promessa di ottenere la clemenza per le loro pene detentive.

martedì 19 aprile 2016

David Di Donatello 2016 - Tutti I Vincitori


Ieri sera si è svolta la la cerimonia dedicata ai David Di Donatello 2016, di seguito l'elenco dei vincitori: 

Miglior Film: "Perfetti Sconosciuti" (Prodotto da Medusa Film per la Regia di Paolo Genovese)

Migliore Regista: Matteo Garrone per "Il Racconto Dei Racconti: Tale Of Tales"

Migliore Regista Esordiente: Gabriele Mainetti per "Lo Chiamavano Jeeg Robot"

Migliore Sceneggiatura: Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello per "Perfetti Sconosciuti"

Migliore Produttore: Gabriele Mainetti per "Lo Chiamavano Jeeg Robot"

Migliore Attrice Protagonista: Ilenia Pastorelli per "Lo Chiamavano Jeeg Robot"

Migliore Attore Protagonista: Claudio Santamaria per "Lo Chiamavano Jeeg Robot"

Migliore Attrice Non Protagonista: Antonia Truppo per "Lo Chiamavano Jeeg Robot"

Migliore Attore Non Protagonista: Luca Marinelli per "Lo Chiamavano Jeeg Robot"

Migliore Autore Della Fotografia: Peter Suschitzky per "Il Racconto Dei Racconti: Tale Of Tales"

Migliore Musicista: David Lang per "Youth: La Giovinezza"

Migliore Canzone Originale: “Simple Song #3” (Musica e Testi di David Lang - Interpretata da Sumi Jo) per "Youth: La Giovinezza"

Migliore Scenografo: Dimitri Capuani e Alessia Anfuso per "Il Racconto Dei Racconti: Tale Of Tales"

Migliore Costumista: Massimo Cantini Parrini per "Il Racconto Dei Racconti: Tale Of Tales"

Migliore Truccatore: Gino Tamagnini, Valter Casotto, Luigi D'Andrea, Leonardo Cruciano per "Il Racconto Dei Racconti: Tale Of Tales"

Migliore Acconciatore: Francesco Pegoretti per "Il Racconto Dei Racconti: Tale Of Tales"

Migliore Montatore: Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti per "Lo Chiamavano Jeeg Robot"

Migliore Fonico Di Presa Diretta: Angelo Bonanni per "Non Essere Cattivo"

Migliori Effetti Digitali: Makinarium per "Il Racconto Dei Racconti: Tale Of Tales"

Miglior Documentario Di Lungometraggio: "S Is For Stanley" di Alex Infascelli

Miglior Film Dell'Unione Europea: "Il Figlio Di Saul" di Laszlo Nemes (Teodora Film)

Miglior Film Straniero: "Il Ponte Delle Spie" di Steven Spielberg (20th Century Fox )

Miglior Cortometraggio: "Bellissima" di Alessandro Capitani

David Giovani: "La Corrispondenza" di Giuseppe Tornatore

lunedì 18 aprile 2016

Zona D'Ombra - La Recensione

Nel 2002 il neuropatologo forense, Dottor Bennet Omalu, tramite l'autopsia effettuata sul cadavere dell'ex giocatore di football Mike Webster, intraprende un indagine, colma di riscontri, sui danni cerebrali traumatici e cronici provocati dal football praticato a livello agonistico. Le sue ricerche, da lì approfondite e dettagliate (in cui figurano anche altri ex-giocatori morti sempre in strane circostanze), vengono però contestate e screditate dalla National Football League, che per proteggere il suo potente impero economico infanga Omalu con tutti i mezzi, leciti o meno, a disposizione. Nel 2009, tuttavia, sulla rivista GQ, la giornalista Jeanne Marie Laskas pubblica un articolo intitolato Game Brain, in cui denuncia le scoperte di Omalu e l'irresponsabile prepotenza della NFL nei suoi confronti, raccontando pubblicamente la questione e preparando il terreno per un libro vero e proprio, pubblicato nel 2015 con il titolo Concussion.

Da quel libro nasce lo spunto del regista e sceneggiatore Peter Landesman di allestire un thriller-politico sulla compagnia privata dell'NFL e sulla sua influenza all'interno del sistema, operazione, per certi versi simile, a quella compiuta da Michael Mann quando si servì dello scandalo relativo ai produttori di tabacco e alle loro manipolazioni per "Insider: Dietro La Verità". In "Zona D'Ombra" però il tentativo non è tanto quello di andare ad ampliare la voce sulla questione del football che nuoce gravemente alla salute dei suoi giocatori, quanto di dissacrare, come se ancora ce ne fosse bisogno, il paese America e l'apparenza paradisiaca che lo precede. Ciò che infatti assume maggior risonanza nella pellicola di Landesman è la delusione del Dottor Omalu - impersonato da Will Smith - nel momento in cui si rende conto che quel sogno a stelle e strisce in cui credeva fermamente, e per cui lottava, da immigrato, non è esattamente così dorato e lucido come poteva sembrare dal di fuori. Parliamo di un uomo che come primo consiglio, alla coinquilina un po' spaesata e stordita che gli piomba in casa, dice di tirare fuori la miglior versione di sé stessa, o di trovarsi velocemente un buon modello da imitare, perché è questo che in America bisogna fare. Che, poi, è un po' lo stesso ragionamento con cui giustifica il possesso di una televisione quasi inutilizzata.

Battute da cui è possibile evincere quanto, in termini di scrittura, (ma anche in termini di regia) il lavoro di Landesman non sia neppure paragonabile a quello di Mann, soffrendo anzi di composizione e di precisione e scadendo puntualmente nel ridicolo ogni qual volta decida di riprendere le redini della sua traccia romantica/amorosa: probabilmente vertice massimo di grossolanità. L'aggrapparsi al dibattito obsoleto e consumato di un America marcia e avida, peraltro, non paga affatto meglio dell'altra possibilità, quella dove ci si poteva concentrare sull'intrigo di cui Omalu è vittima e sugli echi da esso derivanti. Fermo restando, infine, che caratterizzare il personaggio di Smith come una sorta di alieno (sia nel linguaggio che nei comportamenti), esaltando la sua estraneità al contesto in cui cerca di adattarsi e di capire, non avrebbe aiutato comunque, a prescindere dalle direzioni che si sarebbero potute prendere.

C'era da metterci ancora mano, quindi, ma in "Zona D'Ombra" gli ingredienti per emergere con validità erano presenti, e si poteva sicuramente aspirare a qualcosa di molto più alto del traguardo raggiunto. Un traguardo che, per un istante, da addirittura l'impressione di volersi porre in maniera dura e tosta nei confronti del paese che prende di mira, ma che, alla fine, opta per la classica testata doppia, al cerchio e alla botte, che non provoca né vittime e né feriti.

Trailer:

domenica 17 aprile 2016

Amleto - La Recensione

Quella di "Amleto" è una (se non la) delle tragedie di William Shakespeare più rappresentate e conosciute al mondo. Ciò significa che portarla su un palcoscenico, e renderla interessante, attirando la curiosità, soprattutto di chi ha avuto modo di conoscerla e di apprezzarla, è un mestiere cervellotico quanto pericolosamente improduttivo: poiché si rischia di tentare la carta, a doppio taglio della modernizzazione e della libertà artistica, fatale nel caso in cui questa venga ritenuta responsabile numero uno della perdita della partita.
E nella versione cinematografica, che però è teatrale - andata in onda via Satellite, in diretta, lo scorso ottobre in 25 diversi paesi - proprio di questo si discute in primis, con un Benedict Cumberbatch intervistato a riguardo e invitato ad assistere, come ospite d'onore, ad un "Amleto", (probabilmente) under 14, allestito in una scuola.

Dopo di che, quella che è l'ennesima rappresentazione del dramma, realizzata al National Theater di Londra e diretta dalla regista Lyndsey Turner, ha inizio. Ad aprire la scena è un Cumberbatch seduto a terra, nella sua stanza, che ricorda un bambino intento a giocare coi suoi giocattoli. Veste abiti moderni - per nulla inclini a quelli che il testo originale vorrebbe - ed è in compagnia di un grammofono che riproduce la canzone Nature Boy di Nat King Cole. Non serve altro, dunque, per capire quale cifra stilistica abbia scelto la Turner per fornire colore alla sua operazione, in quello che non è altro che un crescendo costante di decisioni alternative e al passo, che però, anziché far storcere il naso, si rivelano gradevoli come una ventata di freschezza in una giornata di aria calda. Già, perché poi il testo, la sua corposità e le tematiche rimangono conformi al prodotto originale, quasi come fossero una fede da onorare, esorcizzata della sua sacralità solo dalla dose di humour concessa ad Amleto e al suo attore che, molto spesso, ispirano sorrisi e risate sostenendo l'attenzione e la concentrazione del pubblico in sala (presente negli applausi, le risate e la tosse).

Imponente nella messa in scena, esemplare nel mutare lo spazio e gli ambienti, robusto musicalmente e concettualmente. C'è da dire, poi, che il fascino sostanziale e penetrante studiato dalla Turner è decisamente uno dei punti di forza che esaltano - specie in quella che è la versione televisiva o cinematografica, fate voi - questa sua "nuova" trasposizione del testo. La stella, ovvero Cumberbatch, evita di appoggiarsi allo spessore hollywoodiano raggiunto e, con l'umiltà degna di un qualunque interprete, si fa in quattro per dare rigore e credibilità alla sua performance, che infatti convince e delizia pur non spaccando di prepotenza la quarta parete. Accanto a lui, a tenergli testa, un team di attori di fascia meno popolare - almeno per quel che riguarda l'Italia - ma comunque di enorme esperienza e validissimo spessore, tra i quali spiccano Ciarán Hinds ed il suo il Claudius, Sian Brooke e la sua l'Ophelia e Jim Norton al quale viene chiesto di dar vita a un divertentissimo Polonio (non a tempo pieno, chiaramente).

Uno spettacolo, perciò, di assoluto rispetto, predisposto per andare incontro alle esigenze dei più intransigenti, come per tendere le braccia ai novizi refrattari. Un "Amleto" che gioca con intelligenza quella carta di libertà e modernizzazione di cui parlavamo prima e che, secondo chi scrive, ha il privilegio, non solo di funzionare per quello che è il suo compito, ma di andare anche qualche livello più in alto, mostrando al pubblico italiano un tipo di teatro culturalmente e mentalmente superiore.
E parliamo di una superiorità piuttosto lontana dal denaro e dagli investimenti, ma più affine alla volontà e all'applicazione di imprimere qualità al mestiere e desiderio di stupire lo spettatore.

Trailer:

Trafficanti - Trailer Ufficiale Italiano


Disponibile il trailer italiano ufficiale di "Trafficanti", il nuovo film del regista della trilogia "Una Notte Da Leoni", Todd Phillips, con Jonah Hill, Miles Teller, Bradley Cooper, Eddie Jemison e Ana de Armas in uscita a Settembre 2016.

Trailer Italiano Ufficiale:

Sinossi (Ufficiale):
"Trafficanti" segue le vicende di due amici di Miami poco più che ventenni (Hill e Teller) durante il periodo della prima Guerra in Iraq, che sfruttando un’iniziativa semisconosciuta del governo, iniziano una piccola attività relativa a contratti dell’esercito U.S.A.. Poco a poco, iniziano a vedere i frutti dei loro investimenti che li porta a vivere una vita agiata. Ben presto però i due amici si troveranno ad affrontare faccende al di sopra delle loro possibilità, un affare da 300 milioni di dollari per armare le Milizie Afghane – una mossa che li porterà in contatto con alcune persone a dir poco misteriose e che si riveleranno poi essere agenti del Governo U.S.A.

venerdì 15 aprile 2016

Whiskey Tango Foxtrot - Trailer Italiano Ufficiale


Disponibile il trailer italiano ufficiale di "Whiskey Tango Foxtrot", la nuova commedia con Tina Fey, Margot Robbie, Martin Freeman, Alfred Molina e Billy Bob Thorton, scritta da Robert Carlock e diretta da Glenn Ficarra e John Requa.
La pellicola uscirà nei nostri cinema dal 19 Maggio, ma di seguito potete farvene già un idea.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Quando la reporter Kim Barker (Tina Fey) si accorge che la sua vita ha bisogno di qualcosa in più, decide di scuoterla un po' accettando un incarico in una zona di guerra. Là, nel mezzo del caos, scoprirà di avere una forza che non aveva mai conosciuto. A volte serve dire "WTF" per scoprire la vita a cui eri destinato da sempre.

The Neon Demon - Trailer Originale Ufficiale


E' bastato sentire il suo nome tra i film presenti in concorso al prossimo festival di Cannes per far apparire in rete, qualche istante più tardi, il primo trailer ufficiale di "The Neon Demon" e fare la felicità dei molti (e noi ne facciamo parte) che da mesi volevano saperne di più dell'ultima fatica del regista danese Nicolas Winding Refn. Con protagonista Elle Fanning, della pellicola si sa ancora ben poco, tranne che si tratta di un horror ambientato nel mondo della moda. Ma le atmosfere, i colori e le sensazioni a noi ricordano già il "Solo Dio Perdona" di qualche anno fa, il che non è per nulla un male.

Trailer Ufficiale Originale:

Festival Di Cannes 2016 - Tutti I Film In Concorso


Ieri mattina sono stati resi noti i film che parteciperanno al prossimo Festival di Cannes, il quale si terrà dal 11 al 22 Maggio prossimo. Ha già fatto molto parlare di sé l'assenza dell'Italia dalla selezione ufficiale, mentre, allo stesso modo, hanno fatto scalpore i grandissimi nomi che comunque prenderanno parte alla manifestazione. Di seguito la lista completa divisa per categorie.

Concorso:
Toni Erdmann di Maren Ade
Julieta di Pedro Almodovar
American Honey di Andrea Arnold
Personal Shopper di Olivier Assayas
La Fille Inconnue di Jean-Pierre e Luc Dardenne
Juste La Fin Du Monde di Xavier Dolan
Ma Loute di Bruno Dumont
Paterson di Jim Jarmusch
Rester Vertical di Alain Guiraudie
Aquarius di Kleber Mendonca Filho
Mal De Pierres di Nicole Garcia
I, Daniel Blake di Ken Loach
Ma' Rosa di Brillante Mendoza
Bacalaureat di Cristian Mungiu
Loving di Jeff Nichols
Agassi di Park Chan-Wook
The Last Face di Sean Penn
Sieranevada di Cristi Puiu
Elle di Paul Verhoeven
The Neon Demon di Nicolas Winding Refn

Fuori concorso:
Café Society di Woody Allen (apertura del festival)
Il Gigante Gentile di Steven Spielberg
Goksung di Na Hong-Jin
Money Monster di Jodie Foster
The Nice Guys di Shane Black

Séance de Minuit:
Gimme Danger di Jim Jarmusch
Bu-San-Haeng di Yeon Sang-ho

Séance Spéciale:
L'Ultima Spiaggia di Thanos Anasopoulos e Davide Del Degan
Hissein Habré: Une Tragédie Tchadienne di Mahamat-Saleh Haroun
Exil di Rithy Panh
La Mort De Louis XIV di Albert Serra
Le Cancre di Paul Vecchiali

Un Certain Regard:
Varoonegi di Behnam Behzadi
Apprentice di Boo Jufeng
Voir Du Pays di Delphine e Muriel Coulin
La Danseuse di Stéphanie Di Giusto
Eshtebak di Mohamed Diab
La Tortue Rouge di Michael Dudok De Wit
Fuchi Ni Tatsu di Fukada Koji
Omor Shakhsiya di Maha Haj
Me'Ever Laharim Vehegvaot di Eran Kolirin
After The Storm di Kore-Eda Hirokazu
Hymyileva Mies di Joho Kuosmanen
La Larga Noche De Francisco Sanctis di Francisco Marquez e Andrea Testa
Caini di Bogdan Mirica
Pericle Il Nero di Stefano Mordini
The Transfiguration di Michael O'Shea
Captain Fantastic di Matt Ross
Uchenik di Kirill Serebrennikov

giovedì 14 aprile 2016

Warcraft: L'Inizio - Secondo Trailer Italiano


Disponibile il secondo trailer italiano di "Warcraft: L'Inizio", il nuovo film di Duncan Jones, con Travis Fimmel, Paula Patton, Ben Foster, Dominic Cooper, Toby Kebbell, Ben Schnetzer, Rob Kazinsky e Daniel Wu, al cinema da mercoledì 1 Giugno 2016.

Secondo Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il pacifico regno di Azeroth è sul piede di guerra e la sua civiltà è costretta ad affrontare una terribile stirpe di invasori: i guerrieri Orchi in fuga dalla loro terra agonizzante e pronti a colonizzarne un'altra. Quando il portale che collega i due mondi si apre, un esercito va incontro alla distruzione, mentre l'altro rischia l'estinzione. Da fronti opposti, due eroi affronteranno un conflitto che deciderà il destino delle loro famiglie, dei loro popoli e della loro terra.

mercoledì 13 aprile 2016

Doctor Strange - Trailer Italiano Ufficiale


La Marvel ha rilasciato il primo trailer italiano, ufficiale, di "Doctor Strange" il film diretto da Scott Derrickson con Benedict Cumberbatch, Tilda Swinton, Rachel McAdams, Chiwetel Ejiofor e Mads Mikkelsen in uscita il 26 Ottobre 2016.

Trailer Italiano Ufficiale:

Il Libro Della Giungla - La Recensione

De "Il Libro Della Giungla" versione live-action, onestamente, se n'era sentito parlare ben poco. A confronto con le altre operazioni analoghe, compiute dalla Disney e annunciate con larghissimo anticipo ed enormi aspettative, quella diretta da Jon Favreau, potremmo dire, essere stata l'unica ad aver mantenuto un profilo basso, se non bassissimo. E il che di solito è sinonimo di preoccupazione.
Ma, evidentemente, era la Disney stessa a volerci andare coi piedi di piombo stavolta, ad essere stanca di strafare promettendo la luna e le stelle e poi consegnando la sabbia, era arrivato il turno di parlare poco e lavorare tanto, di aumentare gli sforzi e ridurre gli squilibri.

Perché, per dirla alla Baloo, ciò che la Disney aveva perso di vista, nel suo progetto di trasformazione da classici d'animazione a live-action, era lo stretto indispensabile, ovvero ciò che non deve assolutamente mancare in una pellicola d'intrattenimento per soddisfare un pubblico trasversale e, nel caso specifico, legato sentimentalmente al prodotto originale. Per dimenticare i malanni, dunque, serviva la cautela di uno sceneggiatore come Justin Marks che, sveglio, ricostruisce la spina dorsale della storia a lui commissionata così come ce la ricordavamo, rispettandola all'incirca integralmente e collocandoci delle lievissime sfumature che non ne cambiano i connotati, ma allo stesso tempo permettono dei margini di manovra ulteriori e dei raggi d'azione più vasti. A questo punto è sufficiente anche un regista esperto e non in vena di sublimazioni come Favreau per portare a termine il lavoro, uno che di sicuro non si accontenta del minimo, ma sa perfettamente quanto è facile raggiungere il massimo del risultato senza abbandonarsi a sforzi inutili e il più delle volte privi di gradimento. Da competente in materia, il ghiribizzo più distintivo che si concede è quello di seguire Mowgli nelle sue corse e nelle rampicate estreme con inquadrature strette e in soggettiva, evitando comunque di esagerare, e tenendo a mente la priorità numero uno riguardante l'avventura e il ritmo incessante da non dissipare.

Non a caso in questa versione de "Il Libro Della Giungla" si va sempre a mille all'ora, i fronzoli restano fuori e la trama continua a montare, costantemente, senza sosta. Una politica in cui si cerca di andare dritti al sodo, ignorando il superfluo di qualsiasi sottotrama e permettendo ai protagonisti di descriversi, non attraverso parentesi particolari o flashback, ma usufruendo delle sembianze, le azioni e il pensiero loro assegnato. Per cui a un villain come Shere Khan serve un inquadratura per stimolare immediatamente paura e terrore, così come al pigro Baloo una battuta per proclamarsi furbo e simpatico, mentre Baghera, responsabile e saggio, oltre a fungere da narratore rigido, assume la veste di pedagogo di un Mowgli confuso ed ingenuo.
Una sorta di controtendenza, quindi, se andiamo ad effettuare un confronto con i passati "Maleficent" e "Cenerentola", due pellicole in cui vigevano regole assai meno conservatrici e prudenti, veniva esaltata la forma estetica (qui abbreviata invece all'essenziale) ed introdotta quell'aura di modernizzazione con la quale però si raggiungevano dei risultati decisamente privi di senso e di gradevolezza.

L'esatto contrario di ciò che ha conquistato Favreu, insomma, che con un prodotto onesto e tarato per svolgere nient'altro che il suo dovere si porta a casa la targhetta che lo consacra primo regista ad aver azzeccato un live-action Disney tratto dai classici. Un premio non da poco, se consideriamo i fallimenti dei nomi che lo hanno preceduto e la dose di speranza insignificante che avevamo cominciato a coltivare per questo filone.

Trailer:

Tutti Vogliono Qualcosa - Trailer Italiano Ufficiale


Sbarca online il trailer italiano di "Tutti Vogliono Qualcosa", il nuovo, attesissimo (almeno qui) film di Richard Linklater con Blake Jenner, Tyler Hoechlin, Wyatt Russell e Zoey Deutch, nelle sale dal prossimo 12 Maggio.

Trailer Italiano Ufficiale:



Sinossi (Ufficiale):
Nel 1981 Jake Bradford si trasferisce al college e prende possesso di un'abitazione insieme ai suoi compagni della squadra di baseball universitaria. Tra cameratismi e qualche conflitto interno al gruppo, tra notti folli alla perenne ricerca di conquiste femminili, Jake inizia un percorso di crescita che lo porterà anche a trovare l'amore.

martedì 12 aprile 2016

Le Confessioni - La Recensione

Cosa ci fa un monaco nell'albergo tedesco isolato dal mondo, prenotato dai ministri dell'economia del G8 per discutere di una manovra fondamentale, destinata ad incidere sulla crisi e a cambiare profondamente le regole mondiali della finanza? Perché il direttore del Fondo Monetario Internazionale, personalità cruciale dell'adunata, ha voluto invitarlo e affiancarlo agli altri due ospiti d'onore: una scrittrice di libri per bambini e una Rock Star? Cosa sfugge alla maggior parte degli invitati presenti?

C'è molto Alfred Hitchcock, in effetti, nell'ultima pellicola di Roberto Andò, cellule di "Io Confesso" che persino lui non può esimersi dal citare esplicitamente e con fare ironico, cosciente di aver schivato in pieno il rischio della simulazione rischiosa e azzardata e conservato i tratti distintivi del suo cinema sia nella regia che nella scrittura. Gravita tutto intorno alla morte di un protagonista infatti "Le Confessioni", al mistero che l'avvolge, i sospetti consecutivi, i quesiti leciti e le incongruenze che ne derivano. Una sotto-trama thriller che però, volontariamente, porta con sé il sapore fin troppo forte della chiarezza, non scatenando minimamente, nello spettatore, il dubbio su come siano davvero andate le cose e perché. A tenere banco allora è, ancora una volta, lo sfondo politico e le problematiche contemporanee ad esso legate, che se nel precedente "Viva La Libertà" riguardavano un Partito Democratico disgiunto, stavolta assaltano la crisi e chi dovrebbe fronteggiarla, ipotizzando l'accordo su una manovra drastica, risolutiva, dalle conseguenze dure e immorali. Cambia decisamente taglio Andò, insomma, staccandosi da una narrazione radicata a terra, fondata, e magari adibita con spruzzate d'ironia, per passare ad un'altra, spiazzante, dove la spiritualità del personaggio di Toni Servillo si fonde al contesto, portando un po' oniricità e quindi un po' di luce rivelatoria dentro quei famosi palazzi del potere, oscuri ed enigmatici, in cui, si dice, vengano prese le cosiddette decisioni per il bene comune. La filosofia del suo monaco, il verbo che predica, il silenzio disarmante, creano un corto circuito che va ad intaccare il cinismo diffuso, fautore delle teorie e dei dati da tenere in considerazione, riscrivendo, o rimettendo in discussione, le sorti di un disegno, il cui avallo doveva esser solo proforma.

Suggestioni che tuttavia non giovano alla pellicola come su carta era ipotizzabile, colpa di un intreccio a tinte quasi noir a cui manca quel ritmo in grado, non tanto di dare passo, quanto di accumulare tensione e tenere sulle spine lo spettatore seduto in poltrona. La sceneggiatura prevalentemente scarna di dialoghi e più incline a volersi muovere tra gli sguardi, le preoccupazioni e il clima di sospensione vissuto dai protagonisti, non agevola le attitudini del suo autore e regista, che pur non affondando con essa, riesce a rimanere a galla con grande fatica e affanno. A risentirne, dunque, anche l'ottimo cast internazionale a disposizione, il quale oltre a non trovare un'alchimia scenica armonizzata, spesso, da l'impressione di non possedere le indicazioni necessarie per adempire correttamente al ruolo e coglierne gli intenti, trovando i suoi momenti migliori sempre in circostanze di minoranza e nelle fasi di ostentazione di una normalità apparente.

Strizzare l'occhio ai meccanismi hitchcockiani, non ha portato la fortuna sperata, quindi, ad Andò, che non è riuscito a intercettare l'equazione matematica esatta, capace di trovare l'ordine e la quadra richiesti per la causa. Da "Le Confessioni" escono fuori le sue intenzioni, le sue urgenze, le sue inquietudini, ma purtroppo resta incastrata l'intensità delle correnti dei generi che accarezza, necessaria a far scoppiare gli slanci e i consensi.

Trailer:

Animali Fantastici E Dove Trovarli - Nuovo Teaser Trailer Italiano


Nuovo teaser trailer per "Animali Fantastici E Dove Trovarli", la pellicola diretta da David Yates con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Colin Farrell, Jon Voight, Ron Perlman, Ezra Miller e Samantha Morton, al cinema dal 17 Novembre 2016.

Nuovo Teaser Trailer Italiano:


Primo Teaser Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Animali Fantastici E Dove Trovarli" inizia nel 1926 con Newt Scamander che ha appena terminato un viaggio in giro per il mondo per cercare e documentare una straordinaria gamma di creature magiche. Arrivato a New York per una breve pausa, pensa che tutto stia andando per il verso giusto…se non fosse per un No-Maj (termine americano per Babbano) di nome Jacob, una valigetta lasciata nel posto sbagliato, e per la fuga di alcuni degli Animali Fantastici di Newt, che potrebbero causare molti problemi sia nel mondo magico che in quello babbano.

Il Traditore Tipo - Trailer Italiano Ufficiale


Arriva online il trailer ufficiale, italiano, di "Il Traditore Tipo", film diretto da Susanna White, tratto dal best-seller di John le Carré, con Ewan McGregor, Stellan Skarsgård, Damina Lewis e Naomie Harris, in uscita al cinema il prossimo 5 Maggio.

Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Durante una vacanza a Marrakech, una coppia inglese, Perry e Gail, fa amicizia con un appariscente e carismatico uomo d’affari russo di nome Dima, che si rivela essere un boss del riciclaggio di denaro appartenente alla mafia russa. Perry e Gail accettano di aiutare Dima a fornire informazioni confidenziali ai servizi segreti inglesi, ritrovandosi così coinvolti nel mondo dello spionaggio politico internazionale. Tra Parigi e Berna, le Alpi francesi e i bassifondi di Londra, la coppia vive un pericoloso viaggio che li porterà a stringere alleanza con il governo britannico tramite uno spietato e determinato agente segreto dell’MI6.

Cattivi Vicini 2 - Nuovo Trailer Italiano


Disponibile il nuovo trailer italiano di "Cattivi Vicini 2", il seguito della divertente commedia diretta da Nicholas Stoller, con Zac Efron, Seth Rogen, Rose Byrne e Dave Franco arricchita dalle presenze inedite di Chloe Grace Moretz e Selena Gomez, in uscita il 16 Giugno.

Nuovo Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Ora che Mac (Rogen) e Kelly Radner (Byrne) aspettano il loro secondo figlio, sono pronti a fare l’ultimo passo per diventare finalmente adulti: trasferirsi in periferia. Ma dopo aver valutato il vicinato ed essersi decisi a vendere, scoprono che le loro nuove vicine sono un’associazione di studentesse universitarie ancora più fuori di testa di quanto Teddy (Efron) e i suoi "confratelli" siano mai stati. Stanche di un sistema scolastico restrittivo e sessista, le eccentriche ragazze del Kappa Nu hanno deciso di trasferirsi insieme in una casa in cui poter fare tutto ciò che desiderano. Quando Shelby (Moretz) e le sue "sorelle", Beth (Kiersey Clemons) e Nora (Beanie Feldstein), trovano la casa perfetta non troppo distante dal campus, non tengono conto del fatto che si trovi in una strada troppo tranquilla per i party che hanno intenzione di tenere, epici tanto quelli dei ragazzi. Costretti a rivolgersi a un ex vicino per sconfiggere le nuove vicine greche, i Radner, insieme ai loro migliori amici Jimmy (Ike Barinholtz) e Paula (Carla Gallo), sfoderano il carismatico Teddy come arma segreta. Infiltrandosi nella confraternita femminile e seducendone i membri, il trentenne riuscirà a calare il sipario sulla casa delle Kappa. Ma se pensano che il nemico si arrenderà senza lottare, hanno seriamente sottovalutato il potere della follia e dell’ingenuità della gioventù.

sabato 9 aprile 2016

Nonno Scatenato - La Recensione

Nel titolo originale, del collegamento con il film di Martin Scorsese non ce n'è traccia, quel "Dirty Grandpa" che sta un po' li a mettere le cose per inciso, infatti, non se lo sogna nemmeno di osare e di associare il Robert De Niro di oggi con quello di ieri; processo che, sinceramente, pagheremmo oro per riuscire a mettere in pratica anche noi, che al contrario assistendo a un Bob formato Christian De Sica, facciamo fatica a credere ai nostri occhi e a restare impassibili.
A poco centra la scelta di marketing nostrana sulla traduzione: che fosse stato "Nonno Zozzone", come in principio doveva essere, avrebbe cambiato poco le considerazioni. Qui il problema è, più che altro, assistere alla messa in ridicolo, e allo stupro volontario, di un attore che del cinema ha fatto la storia e che non può, per rispetto soprattutto della sua icona e di quanto pesa, concedersi a certi scarti solo per conto del Dio Denaro.

Del resto, questa, è l'unica spiegazione che riesci a darti assistendo a De Niro che si masturba davanti a un porno con le salviettine a portata di mano, che non appena viene colto in fallo (ed è proprio il caso di dirlo) dal nipote Zac Efron, per farlo riprendere dallo shock, gli offre un whiskey con le mani ancora sudice del lavoretto di prima. L'unica che può giustificare l'emissione di frasi del tipo io voglio fottere, fottere, fottere o scenette in cui tenta di far perdere la pazienza al nipote mettendogli un dito nel sedere e ridendogli in faccia. Non serve certo un esperto per sostenere che un punto basso superiore a questo la sua carriera non l'aveva mai raggiunto, nonostante, ultimamente, la presenza di una volontà autodistruttiva avesse cominciato a palesarsi e a minacciarlo. Così, in "Nonno Scatenato" praticamente De Niro si trasforma in una sorta di proiezione di Will Ferrell di terza età, abbandonandosi a battute e situazioni pecorecce e assurde che rappresentano, per quella che è la sua figura nell'immaginario degli spettatori e non solo, una discesa totale e senza ritorno verso il disfacimento e l'umiliazione.

Ci fosse stato qualcun altro al suo posto le cose sarebbero state decisamente meno anormali e comprensibili: la pellicola diretta da Dan Mazer si sarebbe incastonata con meno rumore in mezzo alle numerose uscite mediocri e nulla a pretendere, avrebbe preso l'etichetta di prodotto fisiologico e pratico in una stagione cinematografica e, magari, avrebbe addirittura fatto felice qualcuno (chi lo sa, forse, le giovanissime fan di Efron). Ma invece con una scelta di casting come questa le regole di lettura devono cambiare inevitabilmente, rovesciarsi, portare a distogliere l'attenzione da quello che è un grossolano prodotto d'intrattenimento e tirare somme secondarie, eppure considerevoli come queste.
Che poi, grossolano, si, per carità, ma bisogna tenere a mente che volendo dall'anima di "Nonno Scatenato" era possibile tirar fuori anche qualcosa di molto più nobile. Bastava partire da quel concetto, che nel film è preso un po' troppo sottogamba, secondo il quale l'unico a poter spezzare la catena degli errori dei padri che ricadono sui figli deve essere il primo padre che di quella catena è stato l'artefice, provando a nobilitare un pochino l'intuizione e ad imprimerla su di una sceneggiatura leggermente più raffinata e brillante.

Evidentemente, però, il venire dalle collaborazioni con Sacha Baron Cohen non ha agevolato il fiuto di Mazer, che oltre ad aver sbagliato il taglio del suo lavoro e ad aver perduto l'occasione di valorizzare al meglio ciò che il padre dello sceneggiatore John M. Phillips aveva ispirato, non ha saputo frenare la messa in atto di alcune scelte che, volenti o nolenti, aggravano sensibilmente i frutti del suo operato.

Trailer:

giovedì 7 aprile 2016

Rogue One: A Star Wars Story - Trailer Italiano Ufficiale


Disponibile il primo trailer italiano, ufficiale, di "Rogue One: A Star Wars Story", primo capitolo di una nuova avventurosa serie cinematografica che esplora i personaggi e gli eventi che ruotano intorno alla saga di Star Wars. Diretto da Gareth Edwards e interpretato da Felicity JonesMads MikkelsenAlan TudykBen MendelsohnForest WhitakerDonnie YenDiego LunaJonathan ArisRiz Ahmed, il film racconta la storia di un gruppo di combattenti della resistenza intenzionati a sottrarre i piani per la costruzione della temutissima Morte Nera.
La data di uscita della pellicola è prevista per il 14 Dicembre 2016.


Trailer Italiano Ufficiale:

[EXTRA TEATRO] Rapunzel: Il Musical - La Recensione


Incoraggiato dal successo di pubblico dello scorso anno, "Rapunzel: Il Musical" torna a teatro, mantenendo invariata, per quel che riguarda lo scheletro dominante, quella che è la sua componente di protagonisti. Squadra che vince non si cambia, insomma, per cui ad Alessandra Ferrari, Giulio Maria Corso e alla capitana Lorella Cuccarini non resta altro che riprendere i vestiti di scena e tornare a far sognare i bambini con la favola dei fratelli Grimm, qui però rivisitata e modificata.

Prende principalmente spunto dall'ultimo "Rapunzel" targato Disney, infatti, il canovaccio dello spettacolo, con modifiche ulteriori che vanno sostanzialmente a fare della Madre Gothel della Cuccarini la zia ufficiale di Rapunzel (e non una strega estranea alla famiglia) e ad aggiungere, alla storia, alcune digressioni umoristiche che strizzano l'occhio alla realtà moderna, assai lontana dal mondo delle fiabe (quindi citazioni a Messi e Totti, l'esaltazione dello stereotipo delle suocere ed omaggi alla musica leggera italiana). Forte di un carico non indifferente di pezzi musicali, accompagnati il più delle volte anche da balletti coreografici accurati, lo spettacolo diretto da Maurizio Colombi tenta, così, di imprimere, nel miglior modo possibile, sul palcoscenico i toni del classico d'animazione per eccellenza, propagando in sala la magia di cui è portatore e non preoccupandosi troppo della sceneggiatura leggera e, in alcuni casi, frettolosa che ha tra le mani, e che utilizza più come un pretesto che come punto di riferimento.

Del resto, per il pubblico composto da famiglie, a cui "Rapunzel: Il Musical" si affaccia, l'importante è, e rimane, la soddisfazione del componente più giovane presente in sala, cioè quel target più piccolo destinato a prendere a cuore e ad appassionarsi alle sorti di una principessa dai poteri magici, rubata al suo regno, e isolata nel bosco in balia di una strega e di un ladruncolo simpaticone che, forse, potrà essere la sua unica salvezza. Un modello di trama che come la metti, la metti, alla fine, sempre in piedi sta.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo, date, orari e biglietti, potete consultare la pagina dedicata sul sito del Teatro Brancaccio di Roma: http://www.teatrobrancaccio.it/programmazione/stagione-teatrale-2015-2016/601-rapunzel-il-musical-stagione-2015-2016.html


martedì 5 aprile 2016

Codice 999 - La Recensione

Lo sanno prevalentemente gli addetti ai lavori, ma a quanto pare, in polizia, quando un agente viene colpito in servizio, bisogna segnalare immediatamente il codice 999, che nel minor tempo possibile richiama tutti gli altri colleghi sul luogo incriminato, lasciando, di fatto, sgombra l'attenzione sul resto della città.

E' stata questa la scheggia di partenza che ha stimolato la vena creativa dello sceneggiatore Matt Cook, il quale travolto dal senso di fratellanza imposto dalla categoria, ha pensato bene di allestire un copione dove tra i vari uomini impegnati a mantenere l'ordine e la legge per le strade di Atlanta, esistono dei corrotti assoldati dalla mafia russo-israeliana che se ne fregano della giustizia e dell'etica ed hanno come priorità la soddisfazione delle richieste del boss che li comanda. Un corto circuito messo nelle mani del regista John Hillcoat ed elaborato da quest'ultimo secondo una dose di realismo non indifferente, che rende l'intero contesto più duro e crudo di quanto già non lo fosse su carta, trasportando "Codice 999" in quella categoria di crime-thriller massicci in cui la finzione viene, in sostanza, schiacciata ai margini e ridotta al minimo. Camera a mano, piani strettissimi, sequenze d'azione adrenaliniche, ma soprattutto mai sopra le righe della credibilità, sono questi gli ingredienti principali che tengono compatta e densa la pellicola, efficace nell'esaltare il genere di riferimento e a raccontare e ad estendere, secondo svariate sfumature, il concetto di lealtà da cui nasce e da cui sceglie di voler crescere: ampliandolo, non a caso, dentro le motivazioni di ogni protagonista, buono o cattivo, chiamato a muoversi e ad agire, spesso, a discapito di terzi (o di sé stessi).

C'è infatti chi vuole salvare il marito, chi il figlio e chi il nipote a girare intorno alla messa in atto di quel codice 999 che, al contrario, richiederebbe stessa dedizione per qualcuno il più delle volte sconosciuto fino al secondo prima, qualcuno slegato agli interessi famigliari, il che vuol dire, cinicamente e contestualmente, accantonabile se necessario, come addirittura sacrificabile all'occorrenza. Questione morale che coinvolgendo per lo più degli agenti, e quindi degli uomini (seppur corrotti), scatena inevitabilmente conseguenze pericolose, dilemmi interiori, contrasti, per non parlare della messa in discussione di un protocollo d'azione che, in quello che è un mondo tutt'altro che dentro gli schemi, potrebbe rivelarsi più una falla, che il punto di forza sostenuto dalla maggioranza.
La presunzione a voler discutere, o peggio ancora riscrivere, le regole di un qualcosa di cui, fino a qualche tempo fa né Cook, e né tantomeno Hillcoat, erano a conoscenza, tuttavia, non fa parte degli scopi assunti da "Codice 999", al quale basta compiere il suo dovere intrattenitivo con qualità e mestiere, dipingendo un mondo criminale sconfinato fin troppo in quello perbene in cui non esistono più né vincitori né vinti, bensì esclusivamente vittime che, loro malgrado, cercano di sopravvivere rimettendoci in personalità e valori.

Un mondo, insomma, in cui si combatte ancora per ciò in cui si crede, ma dove spesso questo è rappresentato dal marcio; un mondo contaminato da più influenze la cui mescolanza non sempre è di carattere migliorativo; un mondo che non ha smesso di tifare per la giustizia, ma che rischia, a lungo andare, di perdere la sua integrità in favore dell'opposto.

Trailer:

lunedì 4 aprile 2016

Il Cacciatore E La Regina Di Ghiaccio - La Recensione

Ci sono le influenze di "Frozen", "Games Of Thrones" e "Il Signore Degli Anelli" a donare nuove forze al franchise del cacciatore Chris Hemsworth, che dopo aver aiutato Biancaneve con il suo regno, eliminando la strega spietata di Charlize Theron, stavolta deve vedersela con la sorella Emily Blunt e la sua freddezza verso l'amore, particolarità che la contraddistingue anche nel potere magico che la rende minaccia.

Una storia che parte come prequel della pellicola di quattro anni fa per diventarne, in breve tempo, sequel vero e proprio, spiegando così anche il ritorno di una Theron imprescindibile che nuovamente, quando è in scena, ruba l'attenzione e spodesta tutti. Tuttavia non ruotano direttamente su di lei i conflitti di "Il Cacciatore E La Regina Di Ghiaccio", bensì intorno ad una Blunt ispirata spudoratamente alla Elsa della Disney che, ad un certo punto, sembra quasi una mancanza imperdonabile il non sentirla cantare Let It Go a squarciagola lungo la costruzione del suo regno di ghiaccio. A dispetto di quel personaggio animato, però, il suo potere e la sua malvagità non sono figlie della natura, ma di una delusione amorosa dalla quale è rimasta fortemente scioccata: l'uomo sposato di cui era innamorata infatti, dopo avergli donato una bambina, ha preferito uccidere quest'ultima piuttosto che lasciare la moglie e andare incontro al vissero per sempre felici e contenti che gli aveva promesso. Avvenimento che ha scatenato in lei una furia verso i sentimenti incontrollabile che, qualche anno più avanti, la spingerà ad allontanare e punire gravemente persino i suoi due più abili cacciatori, Hemsworth e Jessica Chastain, reclutati e addestrati secondo le sue ferree regole, sin da bambini, ma colpevoli di amarsi l'uno con l'altra e voler vivere insieme.

E' in ballo il riscatto dell'amore, quindi, nella pellicola diretta dall'esordiente Cedric Nicolas-Troyan (tecnico affermato degli effetti speciali visivi), sentimento che va a rappresentare un po', oltre che l'impulso principe, anche il lato umoristico e romantico di una favola fantasy poco ispirata e incisiva. Fare dello specchio di Biancaneve una sorta di anello di Frodo, aggiungere al cammino degli eroi quattro nani da battaglia e colpire l'immaginario dello spettatore con tracce sparse, legate agli ultimi successi del genere, del resto, non basta a rimettere in piedi un franchise zoppicante in partenza e in cui, sinceramente, somiglia a un impresa trovare collocazione e cenni di intraprendenza. Poteva essere un tentativo quello di concedere maggior autonomia allo scontro femminile tra sorelle, portare all'estremo la figura della strega (in questo caso raddoppiata) su cui molto si crede e si continua a spingere, ma sarà la volontà di attenersi a determinate regole, sarà il tentativo di fornire un prodotto abbastanza conforme alle aspettative, che alla fine, tirando le somme, di questo "Il Cacciatore E La Regina Di Ghiaccio" restano solo un buon primo colpo di scena e qualche risatina sparpagliata in lungo e in largo durante il cammino.

Se basteranno o meno per continuare a narrare le vicende del cacciatore Hemsworth noi non lo sappiamo, quello di cui siamo certi, comunque, è che vederlo qui, pettinato come al solito, con una lancia in mano che puntualmente tira contro i suoi nemici, più che convincerci ad abbracciare l'universo di Biancaneve, ci riporta a desiderare e a preferire quello targato Marvel, in cui fa più o meno le stesse cose, ma con un martello fedele e risultato e un gusto decisamente superiori.

Trailer: