IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

giovedì 29 marzo 2018

Loro: 1 - Trailer Ufficiale

Loro: 1 Poster Film

Rilasciato finalmente il trailer di "Loro: 1" il nuovo film di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Elena Cotta, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Michela Cescon e Roberto Herlitzka, dal 24 Aprile al cinema.
La seconda parte "Loro: 2" sarà nei cinema italiani dal 10 maggio..

Trailer Ufficiale:

martedì 27 marzo 2018

A Quiet Place: Un Posto Tranquillo - La Recensione

A Quiet Place Krasinski
Viene principalmente dalle commedie John Krasinski, un genere che nella sua filmografia di attore torna di continuo, incessante, con qualche rara sterzata verso il dramma e sporadiche incursioni nel cinema d’azione. Ci era sembrato scontato, allora, quando due anni fa lo vedemmo, per la prima volta, dietro la macchina da presa – in quella che, in realtà, era la sua opera seconda (ma pure la prima non è che andasse altrove) – apprendere che, anche registicamente, la direzione da lui imboccata fosse, per torni e assimilazione, l'unica possibile: con quel “The Hollars” che, tra risate e lacrime, danzava intorno allo stile di Cameron Crowe, pur potendo permettersi un guscio e un contenuto (ancora) fin troppo scolastici e convenzionali.

Questo solo per risaltare ulteriormente quanto possa averci spiazzato, adesso, il vederlo alle prese con quello che non sbaglieremmo a definire un horror spinto, uno di quelli in cui la suspense è protagonista onnipresente, a 360°, e che - tanto per rendere ancor più difficili le cose - parte da un presupposto pazzesco, originale (nella forma) e quindi rischiosissimo. Provate un attimo a immaginare al gioco del silenzio, dove, in questo caso, però, chi resta muto vince la vita e chi cede, lasciandosi andare a qualunque tipo di suono che non sia un sussurro, muore insindacabilmente. E’ la situazione che si è creata nel 2020 presentato in “A Quiet Place: Un Posto Tranquillo”, con l’arrivo sulla terra, già consolidato, di alcuni mostri alieni senza vista, ma dotati di un incredibile e affinato udito; mostri che identificano perciò le loro prede in base al rumore emesso, raggiungendole come il leone fa con la gazzella e concedendo loro lo stesso trattamento. Un vincolo che – e Krasinski lo lascia solo intuire – ha sfavorito maggiormente le metropoli (forse defunte?), fornendo speranze minime, ma superiori alla media, a tutti gli abitanti delle zone rurali: questo sebbene l’handicap da sostenere resti comunque pesante e non facile da controllare.
Ne sa qualcosa la famiglia Abbott, avvantaggiata, probabilmente, dalla conoscenza dei segni legata alla nascita di una figlia sordo-muta (la maggiore rispetto agli altri due maschietti), ma non per questo immune al pericolo micidiale delle creature, come ci indica, impetuoso, l’agghiacciante prologo d’apertura.

A Quiet Place KrasinskiNon può che essere il silenzio, di conseguenza, a prevalere in “A Quiet Place: Un Posto Tranquillo”, un silenzio d'oro, sacro, che equivale praticamente all'ossigeno. Non ci sono dialoghi infatti nella pellicola di Krasinski, quando si comunica lo si fa a gesti - che per il pubblico sono sottotitolati - e l'unico audio percepito dalle nostre orecchie è quello di una quiete ambientale naturale, rotta esclusivamente o da incidenti domestici imprevisti - causati dai protagonisti - oppure da passi falsi commessi dai residui superstiti. Solo in un paio di scene - per motivi ben precisi e in linea con l'impianto scenico - padre e figlio e marito e moglie riescono a dirsi quattro frasi in maniera quasi normale, salvo poi tornare alla normalità-anormale e rientrare su quei binari rigidi, impostati. Quei binari che, all'interno della storia, vengono evidenziati, ben definiti, così come illuminati: si cammina, non a caso, scalzi e su tracciati di terra bianca idonei ad attutire i passi, accendendo lampadine rosse intorno alla casa, se un pericolo è in corso o in arrivo. Questo sebbene la cosa straordinaria, entusiasmante e più intelligente eseguita da Krasinski, resti non tanto l'aver pensato (e reso efficace) un mondo privo di parole e di caos - che pure qualcosa vorrà dire nell'epoca dei social network e del processo tecnologico - , mettendoci dentro anche quel microcosmo famigliare che, pure, col dialogo spesso litiga e va in crisi, quanto la precisione nell'aver centrato la costruzione di uno scheletro di tensione lungo e largo, incapace di spegnersi come di allentarsi; un senso di angoscia potentissimo e fluido che pervade la visione dello spettatore all'istante, tenendolo sul filo dello spavento fino ai titoli di coda.

Ecco perché la sensazione che si ha, una volta tornati a respirare con regolarità e a pieni polmoni, è quella di avere assistito a una prodigiosa, nuova e palpitante esperienza cinematografica, una di quelle - per capirci - che si potrebbero provare nelle case degli orrori dei luna park, se organizzate a un certo livello. L'impatto che Krasinski è riuscito a cucire con l'horror - da esperto conoscitore, sospettiamo - è fenomenale, paragonabile solo all'esplosione di una bomba, qualcosa quindi per cui vale la pena urlare e fare rumore, affinché tutti si voltino ad osservarla, senza che il silenzio la faccia passare inosservata.
L'unico consiglio (o incognita, se vogliamo) è che per godere al massimo di un'opera così formidabile, servirebbe davvero una sala cinematografica il più vicina possibile ad un posto tranquillo, che, per esperienza, sappiamo quanto sia complicata da rintracciare. 

Trailer:

Doppio Amore - Trailer Ufficiale Italiano

Doppio Amore Poster Film

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Doppio Amore", il film di François Ozon presentato in Concorso all'ultimo Festival di Cannes, con Jérémie Reiner, Marine Vacht e Jacqueline Bisset, dal 19 aprile al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
La giovane e fragile Chloé (Marine Vacht) ha un dolore che non passa, somatizza un segreto che custodisce nel ventre e affronta in terapia. Frequenta lo studio di uno psicoterapeuta Paul (Jérémie Reiner) che improvvisamente decide di mettere fine alle loro sedute perché attratto da lei. Anche Chloé è innamorata di lui e accetta di traslocare nel suo appartamento. Ma un giorno scopre che il compagno le nasconde l’esistenza del suo gemello monozigote Louis, che svolge la stessa professione in un altro quartiere di Parigi. Incuriosita decide di prendere un appuntamento con lui…. Un film in cui i temi più cari al regista, il desiderio, la seduzione, l’identità, l’inganno, il gioco tra realtà e fantasia si compongono in un torbido thriller al femminile.

lunedì 26 marzo 2018

Io Sono Tempesta - Nuovo Trailer Ufficiale

Io Sono Tempesta Luchetti

Nuovo trailer ufficiale di "Io Sono Tempesta", il nuovo film di Daniele Luchetti con Marco Giallini, Elio Germano e Eleonora Danco al cinema dal 12 Aprile.

Nuovo Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Marco Giallini è Numa Tempesta, un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio. Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza. E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c’è Bruno (Elio Germano), un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico. L’incontro sembrerebbe offrire ad entrambi l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma c’è il denaro di mezzo e un gruppo di senzatetto che, tra morale e denaro, tenderà a preferire il denaro.

Charley Thompson - La Recensione

Il punto di forza, la costante, di un regista come Andrew Haigh, sta tutta nella sua abilità a saper raccontare le storie. Da "Weekend" a questo "Charley Thompson", mettendoci in mezzo anche "45 Anni", è evidente il segno di una sensibilità e di una simmetria scenica per nulla scontata come nemmeno propria di chiunque si approcci al mestiere.
Ha un grande talento, Haigh, uno di quelli che può farti vincere con convinzione una sfida, ma allo stesso tempo salvarti in calcio d'angolo quando quella sfida è più ostica del previsto, complessa, o forse, addirittura, sopra i tuoi limiti.

Perché - diciamoci la verità - se non fosse stato per questo suo innato senso di narrazione, probabilmente, "Charley Thompson" non ce l’avrebbe fatta a stare sulle sue gambe tanto quanto gli riesce. L’adattamento del libro di Willy Vlautin – da noi intitolato "La Ballata Di Charley Thompson" – avrebbe potuto inciampare molto prima, cadere male o perfino rischiare di non conoscere mai il significato del verbo galoppare se, dietro di lui, ci fosse stato qualcuno incapace di percepirne distintamente lo spirito, catturarlo e stare attento a non disperderlo nel delicato passaggio dalla carta alla celluloide. Siamo nella sfera del coming-of-age, infatti, alle prese con la storia infausta di un adolescente abbandonato dalla madre che, anziché scegliere di crescere con una zia idonea a sopperire a quel ruolo, decise, a suo tempo, di restare accanto a un padre affettuoso ma irresponsabile, nomade e precario. Un padre che inevitabilmente finirà col cacciarsi in guai molto seri, costringendo il figlio a fuggire dagli assistenti sociali in compagnia di un cavallo (il Lean On Pete, del titolo originale) rubato a un allenatore che gli aveva offerto di lavorare per lui e che per soldi, e condizioni fisiche pietose, stava per cedere l’animale alla forca dei messicani.
Gli ingredienti esemplari di un dramma per eccellenza, insomma, che a ogni curva o cambio marcia poteva rischiare di scadere nel deprimente o di perdere contatto con quella vitalità e quella scintilla tipica della giovinezza che, invece – merito altresì di un Charlie Plummer bravissimo – Haigh sa come fare per mantenere costantemente presente, vivida e determinante.

Charley Thompson HaighNon è un caso allora se la sua pellicola si apra e si chiuda allo stesso modo: ovvero con Charley intento a correre per la strada, allenandosi a fare jogging (fotogramma ripreso anche per il manifesto): un'immagine che anticipa il carattere e l’animo di chi, nella sua esistenza, ha sempre dovuto (voluto) sudarsela, spendersi e faticare per sopravvivere e che difficilmente riuscirà – almeno nel breve periodo – a uscire, o a liberarsi, da tale condanna. Bisogna essere temprati corpo e mente, del resto, per affrontare un calvario come quello tracciato in "Charley Thompson" con la medesima determinazione e sacrificio ostentati dal suo protagonista; abbandonare l’accoglienza di un padre putativo imperfetto, ma schietto come Steve Buscemi e darsi alla scoperta del west, vagabondando, insieme a un cavallo che guai a cavalcare perché tuo pari.
Tempra che persino Haigh prova a recuperare in sé stesso, accorgendosi forse troppo tardi, però, che il genere western non è esattamente ciò che gli appartiene, dimostrandosi assai più lucido e acuto nello spaccato della sua pellicola in cui il mondo delle corse e delle scommesse ippiche provano a tendere una mano alle sorti del suo protagonista.

Un rischio che purtroppo finisce per avere un costo nell'economia visiva del suo lavoro, il quale lentamente si sfilaccia progressivo nell'ultima mezz'ora, perdendo le redini di quello che era stato per buona parte un cammino senz'altro triste, ma indiscutibilmente sincero e coinvolgente.

Trailer:

venerdì 23 marzo 2018

Deadpool 2 - Secondo Trailer Ufficiale Italiano

Deadpool 2 Reynolds

Disponibile il secondo trailer ufficiale italiano (e Red Band) di "Deadpool 2", il sequel dell'irriverente (anti)super-eroe Marvel, diretto da David Leitch con Ryan Reynolds, Josh Brolin, Brianna Hildebrand, T.J. Miller, Zazie Beetz, Jack Kesy e Leslie Uggams, dal 15 Maggio al cinema.

Secondo Trailer Ufficiale Italiano (Red Band):

La Truffa Dei Logan - Trailer Ufficiale Italiano

La Truffa Dei Logan Soderbergh

Rilasciato il trailer ufficiale italiano di "La Truffa Dei Logan", il film di Steven Soderbergh - presentato all'ultima Festa del Cinema di Roma (qui la recensione) - con Channing Tatum, Adam Driver, Riley Keough, Katie Holmes, Hilary Swank e Daniel Craig al cinema da Maggio 2018.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Nel tentativo di risollevare le sorti della famiglia, i fratelli Jimmy (Channing Tatum) e Clyde Logan (Adam Driver) si organizzano per mettere a segno una rapina alla Charlotte Motor Speedway, durante la leggendaria gara di auto Coca-Cola 600 e per attuare l’ambizioso piano ricorrono all'aiuto dell’esperto in esplosioni Joe Bang (Daniel Craig). Proprio quando sembra che il colpo del secolo sia stato portato a termine, un’inarrestabile agente FBI, Sarah Grayson (Hilary Swank), inizia a ficcare il naso sulla scena del crimine, sospettando di tutto e di tutti coloro che incontra.

giovedì 22 marzo 2018

[HOME VIDEO] Serpico - Finalmente In Blu-Ray Il Film Di Sidney Lumet Con Al Pacino

Serpico Al Pacino

Fa uno strano effetto guardare un film con Al Pacino e accorgersi improvvisamente della sua somiglianza con Nanni Moretti e con Tomas Milian. Eppure, in “Serpico”, con quei baffetti e il capello lungo prima e con quel travestimento da hippy poi, a venirti in mente sono - in ordine - proprio Michele Apicella e Nico Giraldi: dei riferimenti neppure troppo distanti dalla realtà, se consideriamo che il personaggio in questione è un poliziotto di origine italiana, integro fino all'osso.

Nella pellicola diretta da Sidney Lumet, infatti, Serpico si trova a combattere con un sistema corrotto di cui fanno parte tutti i distretti e (quasi) tutti gli agenti che li rappresentano. Un sistema dove, per arrotondare, è cosa buona e giusta prendere mazzette, spartirle fra colleghi e tenere buoni tutti quei delinquenti che possano garantire un’entrata sicura, gonfia e regolare ai "poveri" paladini della giustizia. Giostra criminale che per un uomo tutto d’un pezzo, che aveva del ruolo del poliziotto un’immagine cristallina e imparziale sin da bambino, sta a significare crollo delle certezze e enorme difficoltà di accettazione: tant'è che immediatamente viene emarginato e costretto a guardarsi le spalle dai suoi partner, diffidenti del suo comportamento.

Per la prima volta in alta definizione - acquistabile (almeno per il momento) solo sul sito di dvd-store - “Serpico” resta allora uno dei migliori film di Lumet così come di Al Pacino, il quale dimostra – se per qualcuno non fosse già chiarissimo - di riuscire a incarnare ogni volta personalità diverse, distantissime tra loro, modulando corpo, voce e interpretazione come solo gli attori immensi possono permettersi di fare. (ri)Vederlo mutare nei panni di questo poliziotto che, lentamente, da uomo comune - a furia di sentirsi abbandonato, ignorato e minacciato - comincia a soffrire di paranoia, ira e angoscia, è una lezione di recitazione a cui assistere col quadernino degli appunti in mano, una di quelle che, non a caso, faticano (e faticheranno) a essere dimenticate.

Serpico Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,78:1 Anamorfico
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano
Contenuti Speciali: /
Durata: 130 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: Sony Pictures
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 21 Marzo 2018

David Di Donatello 2018 - Tutti I Vincitori

David Di Donatello 2018 Vincitori

Ieri sera si è svolta la la cerimonia dedicata ai David Di Donatello 2018, di seguito l'elenco dei vincitori:

Miglior Film: "Ammore E Malavita" (Prodotto da Carlo Macchitella e Manetti Bros. con Rai Cinema)

Migliore Regista: Jonas Carpignano per "A Ciambra"

Migliore Regista Esordiente: Donato Carrisi per "La Ragazza Nella Nebbia"

Migliore Sceneggiatura Originale: Susanna Nicchiarelli per "Nico, 1988"

Migliore Sceneggiatura Non Originale: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza per "Sicilian Ghost Story"

Migliore Produttore: Luciano Stella e Maria Carolina Terzi per "Gatta Cenerentola"

Migliore Attrice Protagonista: Jasmine Trinca per "Fortunata"

Migliore Attore Protagonista: Renato Carpentieri per "La Tenerezza"

Migliore Attrice Non Protagonista: Claudia Gerini per "Ammore E Malavita"

Migliore Attore Non Protagonista: Giuliano Montaldo per "Tutto Quello Che Vuoi"

Migliore Autore Della Fotografia: Gian Filippo Corticelli per "Napoli Velata"

Migliore Musicista: Pivio e Aldo De Scalzi per "Ammore E Malavita"

Migliore Canzone Originale: "Bang Bang" (Musica di Pivio & Aldo De Scalzi - Testi di Nelson e interpretazione di Serena Rossi, Franco Ricciardi, Giampaolo Morelli) di "Ammore E Malavita"

Migliore Scenografo: Ivana Gargiulo per "Napoli Velata"

Migliore Costumista: a ex aequo Daniela Salernitato per "Ammore E Malavita" e Massimo Cantini Parrini per "Riccardo Va All'Inferno"

Migliore Truccatore: Marco Altieri per "Nico, 1988"

Migliore Acconciatore: Daniela Altieri per "Nico, 1988"

Migliore Montatore: Affonso Gonçalves per "A Ciambra"

Miglior Suono: Presa Diretta: Adriano Di Lorenzo - Microfonista: Alberto Padoan - Montaggio: Marc Bastien - Creazione Suoni: Eric Grattepain - Mix: Franco Piscopo per "Nico, 1988"

Migliori Effetti Digitali: Mad Entertainment per "Gatta Cenerentola"

Miglior Film Dell'Unione Europea: "The Square" di Ruben Ostlund

Miglior Film Straniero: "Dunkirk" di Christopher Nolan

David Giovani: "Tutto Quello Che Vuoi" di Francesco Bruni

Miglior Documentario Di Lungometraggio: "La Lucida Follia" di Marco Ferreri e Anselma Dell'Olio

Miglior Cortometraggio: "Bismillah" di Alessandro Grande

David Alla Carriera - Life Achievement Award 2018: Steven Spielberg

David Speciale: Stefania Sandrelli e Diane Keaton

mercoledì 21 marzo 2018

Ready Player One - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

Ready Player One Film

Presentato il nuovo trailer ufficiale italiano di "Ready Player One", il nuovo film di Steven Spielberg (qui la recensione) con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Mark Rylance e Simon Pegg nei nostri cinema dal 28 Marzo.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Nel 2045, anno in cui il mondo sta per collassare sull'orlo del caos, le persone hanno trovato la salvezza nell'OASIS, un enorme universo di realtà virtuale creato dal brillante ed eccentrico James Halliday (Mark Rylance). A seguito della morte di Halliday, la sua immensa fortuna andrà in dote a colui che per primo troverà un Easter egg nascosto da qualche parte all'interno dell’OASIS, dando il via ad una gara che coinvolgerà il mondo intero. Quando un improbabile giovane eroe di nome Wade Watts (Tye Sheridan) deciderà di prendere parte alla gara, verrà coinvolto in una vertiginosa caccia al tesoro in questo fantastico universo fatto di misteri, scoperte sensazionali e pericoli.

[HOME VIDEO] Nel Nome Del Padre - Il Film di Jim Sheridan Con Daniel Day-Lewis Ora In Versione Blu-Ray Steelbook

Nel Nome Del Padre Daniel Day-Lewis

Esce in una nuova edizione blu-ray, in formato steelbook (dedicata principalmente, quindi, ai collezionisti), “Nel Nome Del Padre”: il film diretto da Jim Sheridan, nel 1993, tratto dal romanzo autobiografico “Guildford Four“ di Gerry Conlon, con protagonisti Daniel Day-Lewis, Pete Postlethwaite e Emma Thompson.

Ambientata nell'Inghilterra del 1974 – periodo noto per i numerosi attentati di matrice nord-irlandese, che avvenivano con alta frequenza nel tentativo di rivendicare la loro unione con l’Irlanda - la storia racconta il dramma giudiziario dei cosiddetti “sei di Guildford”, persone accusate ingiustamente di appartenere all'organizzazione terroristica dell’IRA e sbattute in carcere senza una prova a causa dell’abuso di potere concesso alla polizia britannica dopo l’approvazione della legislazione d'emergenza. Tra loro, anche Gerry Conlon, rinchiuso in cella con suo padre - accusato di complicità - e condannato a fare i conti sia con le scorie di un rapporto personale mai sbocciato, sia con l'ingiustizia subita, metabolizzata da entrambi in modo diverso.

Fa parte di quella sfilza di pellicole invecchiate bene, "Nel Nome Del Padre". Compiuti i venticinque anni, infatti, l'intensità, il dolore e la rabbia sprigionate nel corso della sua visione restano prepotentemente intatte, solide, come le interpretazioni magistrali di Day-Lewis e Postlethwaite che in tutta la seconda parte della vicenda tengono lo spettatore col fiato sospeso, immerso in quello stato di sopruso che non può restare impunito. Un documento, quello diretto da Sheridan (premiato al Festival di Berlino con l'Orso D'Oro), che ancora oggi fa venire i brividi; assurdo se non fosse un fatto realmente accaduto; che ci ricorda quanto può essere grave, per un essere umano, perdere anche solo uno dei suoi diritti.

Nel Nome Del Padre Steelbook

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,85:1 Anamorfico
Tracce Audio: 5.1 DTS: Italiano, Francese, Tedesco, Spagnolo - 5.1 DTS HD: Inglese
Sottotitoli: Inglese Non Udenti, Francese, Italiano, Tedesco, Spagnolo, Danese, Olandese, Finlandese, Norvegese, Portoghese, Svedese, Arabo
Contenuti Speciali:
Durata: 132 minuti ca.
Confezione: Steelbook
Produttore: Universal
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 21 Marzo 2018

martedì 20 marzo 2018

Ready Player One - La Recensione

Ready Player One Spielberg
Steven Spielberg è uno di quei registi, più unici che rari, capaci di passare in quattro mesi da un film come “The Post” a un altro, come “Ready Player One”. Un autore poliglotta, che padroneggia la lingua del cinema classico americano allo stesso modo di come sa fare con quella d’intrattenimento, riuscendo in entrambi i casi, non solo a farsi capire, arrivando a chiunque, ma anche a tenere banco, conquistando la folla.

Se con Meryl Streep e Tom Hanks, allora, per fare ciò aveva bisogno di utilizzare un’esposizione formale, equilibrata, essenziale, con la trasposizione del romanzo di Ernest Cline la condizione si ribalta dal giorno alla notte, anzi, sarebbe il caso di dire dalla realtà alla finzione. Perché non è un mistero che in “Ready Player One” tutto cominci da un visore, dalla realtà aumentata di un mascherino che ti proietta in un mondo inesistente che però è assai migliore e conveniente di quello che nel 2045, ipoteticamente, potrebbe aspettarci. Lo dice il giovane protagonista Wade Watts quando prova a farci entrare nel quadro della situazione, nell'ottica di un’epoca in cui a nessuno interessa più risolvere i problemi, ma fare finta che questi non esistano, rintanandosi nell'immaginazione di un visionario - forse superiore a Steve Jobs - che ha saputo dar vita ad un luogo come Oasis, in cui tutti vogliono connettersi per quello che si può fare, restandoci, però, per tutto quello che si può essere. Una frase simbolo in cui risiede il senso integrale dei motivi che hanno portato uno come Spielberg ad impugnare le redini di un progetto che in mano a chiunque avrebbe assunto derive prettamente spettacolari, con il rischio di qualche riflessione superficiale e rattoppata, legata alla società moderna e al suo rapporto con la tecnologia, da inserire a margine: nulla a che vedere, insomma, con il rimpasto meraviglioso, esaltante e a regola d’arte con il quale, alla fine, abbiamo avuto il piacere di fare i conti.

Ready Player One FilmEra dai tempi di “Avatar” infatti che al cinema non si vedeva una pellicola così altamente spettacolare, di quelle che sanno prenderti per mano, catapultarti al centro del viaggio e non mollarti mai neppure per un secondo, restandoti piantata in testa perennemente, per giorni, come se stessi ancora vivendo quelle avventure e quelle emozioni a prescindere dallo schermo o dalla magia di un visore (o un occhiale 3D). Merito di un lavoro sull'estetica, sull'immaginario e sui riferimenti anni ’80 che Spielberg riesce ad effettuare su larga scala e trasversalmente; potremmo quasi paragonarlo a Dio per come plasma a sua immagine, somiglianza e gusto un universo che è un continuo fiorire di easter eggs, ammiccamenti e ironie a musica, videogiochi e cinema di quegli anni: con una sequenza in particolare (ma facciamo due, magari) di cui preferiamo non anticipare nulla, tranne che è ispirata ad un noto cult del grande schermo e che, probabilmente, vi friggerà il cervello per quanto è assurda, geniale e sbalorditiva (ok, se proprio volete un indizio, posso farvi il nome di Stanley Kubrick). Ma la bellezza e la compiutezza di “Ready Player One” staziona soprattutto nel suo calore e nel suo spirito che, nonostante la muscolatura virtuale-pesante e la sua pelle spesso simile a quella di un Anime giapponese, non cessa mai di ostentare lineamenti e tratti di spielbergiana memoria, abbracciandone in toto tendenze e crismi.

In questo modo - facendoci sentire come ci si sente sulle montagne russe - quello che doveva essere - ed è, poi - un film di puro intrattenimento, riesce contemporaneamente anche ad esprimere idee e pensieri su dove stiamo andando, dove rischiamo di arrivare e quali sono i valori che dovremmo e varrebbe la pena recuperare. Tutto senza stare lì a puntare il dito, o a farci la paternale. Tutto attraverso il potere di quello strumento affascinante quanto abusato. Tutto perché dietro la macchina da presa - signore e signori - c’è un poliglotta, un maestro e un fuoriclasse come Steven Spielberg.

Trailer:

venerdì 16 marzo 2018

Avengers: Infinity War - Trailer Ufficiale Italiano

Avengers: Infinity War Film

E' online da pochissime ore il trailer ufficiale italiano di "Avengers: Infinity War", il film diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo con Chris Pratt, Scarlett Johansson, Karen Gillan, Pom Klementieff, Zoe Saldana, Tom Holland, Benedict Cumberbatch, Brie Larson, Chris Evans, Dave Bautista, Cobie Smulders, Chris Hemsworth, Robert Downey Jr., Vin Diesel, Sebastian Stan, Josh Brolin, Elizabeth Olsen, Bradley Cooper, Chadwick Boseman, Paul Rudd, Jeremy Renner, Paul Bettany, Mark Ruffalo, Benicio Del Toro, Sean Gunn, Benedict Wong, Anthony Mackie e Terry Notary, al cinema dal 25 Aprile.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Avengers: Infinity War" porta sul grande schermo la resa dei conti più epocale di tutti i tempi. Gli Avengers e i loro alleati dovranno essere pronti a sacrificare tutto pur di sconfiggere il potente Thanos: il suo blitz di devastazione minaccia l'esistenza dell'intero universo.

giovedì 15 marzo 2018

Nella Tana dei Lupi - Nuovo Trailer Italiano Ufficiale

Nella Tana dei Lupi Gerard Butler

Nuovo trailer ufficiale italiano per "Nella Tana dei Lupi", il film diretto da Christian Gudegast con Gerard Butler, Pablo Schreiber, O'Shea Jackson e Jr. Curtis "50 Cent" Jackson, al cinema dal 5 Aprile.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Mentre la migliore banda di rapinatori dello Stato, tra cui spiccano l’impassibile Ray Merriman (Pablo Schreiber) e il temibile Enson Levoux (50 Cent), sta preparando il colpo del secolo alla Federal Reserve Bank di Los Angeles, il loro destino si intreccia a quello degli agenti della squadra speciale anticrimine di “Big Nick” O’Brien (Gerard Butler). Quello che apparentemente potrebbe sembrare un convenzionale faccia a faccia tra buoni e cattivi si rivelerà uno scontro a fuoco senza esclusione di colpi in cui i due gruppi rivali si affronteranno senza scrupoli e ad armi pari. Un avvincente thriller d’azione ad alto tasso adrenalinico che è insieme un film poliziesco e un noir psicologico.

Ghost Stories - Trailer Ufficiale Italiano

Ghost Stories martin Freeman

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Ghost Stories", il film di Andy Nyman e Jeremy Dyson con Martin Freeman, Alex Lawther e Andy Nyman dal 19 Aprile al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il Professor Philip Goodman (Andy Nyman), noto a tutti per il suo proverbiale scetticismo nei confronti di qualsiasi evento sovrannaturale conduce un programma televisivo, nel quale smaschera false sedute spiritiche e sedicenti sensitivi. Quando gli affidano il compito d’indagare su tre sconcertanti casi di attività paranormale, Goodman inizia a scavare sempre più a fondo, ignaro del fatto che i 3 casi finiranno per rivelare, ciascuno a suo modo, dei misteri terrificanti, ben oltre la sua stessa immaginazione. Finché, via via, non giungerà a un’angosciante e scioccante conclusione che lo riguarderà personalmente.

mercoledì 14 marzo 2018

Io Sono Tempesta - Trailer Ufficiale

Io Sono Tempesta Marco Giallini

Da pochi minuti è online il trailer ufficiale di "Io Sono Tempesta", il nuovo film di Daniele Luchetti con Marco Giallini, Elio Germano e Eleonora Danco, al cinema dal 12 Aprile.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Marco Giallini è Numa Tempesta, un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio. Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza. E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c’è Bruno (Elio Germano), un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico. L’incontro sembrerebbe offrire ad entrambi l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma c’è il denaro di mezzo e un gruppo di senzatetto che, tra morale e denaro, tenderà a preferire il denaro.

Il Mistero Di Donald C. - Trailer Ufficiale Italiano

Il Mistero Di Donald C. Firth Weisz

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Il Mistero Di Donald C.", il nuovo film di James Marsh con Colin Firth, Rachel Weisz, David Thewlis e Ken Stott, al cinema dal 5 Aprile.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il Mistero di Donald C. racconta l’incredibile storia vera di Donald Crowhurst, velista amatoriale che partecipò alla Golden Globe Race del Sunday Times nel 1968, con la speranza di diventare la prima persona nella storia a circumnavigare il globo in solitaria senza soste. Con una barca non completamente pronta e la propria casa e il lavoro a rischio, Donald lascia la moglie Clare e i loro figli, imbarcandosi, non senza esitazioni, nell’avventura a bordo del trimarano Teignmouth Electron.

martedì 13 marzo 2018

Animali Fantastici: I Crimini Di Grindelwald - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Animali Fantastici: I Crimini Di Grindelwald Redmayne

Rilasciato il teaser trailer ufficiale italiano di "Animali Fantastici: I Crimini Di Grindelwald", il sequel dell'omonima saga, diretto da David Yates con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller, Jude Law e Johnny Depp, al cinema dal 15 Novembre 2018.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Alla fine del primo film, il potente Mago Oscuro Gellert Grindelwald (Johnny Depp), viene catturato dal MACUSA (Il Magico Congresso degli Stati Uniti d’America), con l'aiuto di Newt Scamander (Eddie Redmayne). Tuttavia, come aveva minacciato di fare, Grindelwald riesce a fuggire dalla detenzione e inizia a radunare i suoi seguaci, la maggior parte dei quali ignari delle sue vere intenzioni: riunire dei maghi purosangue per governare su tutti gli esseri non-magici. Nel tentativo di contrastare i piani di Grindelwald, Albus Silente (Jude Law) recluta il suo ex studente Newt Scamander, che accetterà di aiutarlo, inconsapevole dei pericoli che si troveranno ad affrontare. Si creeranno divisioni, l'amore e la lealtà verranno messi a dura prova anche tra gli amici più stretti e in famiglia, in un mondo magico sempre più minaccioso e diviso.

Bob & Marys: Criminali A Domicilio - Trailer Ufficiale

Bob & Marys Papaleo Morante

Presentato il trailer ufficiale di "Bob & Marys: Criminali A Domicilio", il film di Francesco Prisco con Rocco Papaleo, Laura Morante, Simona Tabasco, Andrea Di Maria, Francesco Di Leva, Enzo Salomone, Antonio Iuorio, Massimiliano Gallo, Gianni Ferreri e Giovanni Esposito, al cinema dal 5 Aprile.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Roberto (Rocco Papaleo) e Marisa (Laura Morante) sono una coppia che conduce una vita priva di sussulti: istruttore di scuola guida lui e operatrice volontaria lei, vivono in un equilibrio di grigia abitudine. Fino a quando una notte, dei criminali spietati si introducono in casa loro e la riempiono di pacchi dal contenuto misterioso, ma sicuramente illegale. “Accùppatura”, è questo il nome della pratica criminale che costringe la coppia a custodire in casa merce illecita, senza possibilità alcuna di denunciare e, soprattutto, col serio rischio di passare un guaio con la legge. Pian piano, sotto scacco dei malviventi e con gli sguardi indiscreti del vicinato da eludere, Roberto e Marisa, invece di soccombere, ritrovano l’energia ribelle e fantasiosa di quando erano ragazzi e la voglia di reagire al sopruso a tempo di Rock & Roll…

lunedì 12 marzo 2018

Nelle Pieghe Del Tempo - La Recensione

Nelle Pieghe Del Tempo Disney
Di licenze - come dire? – poetiche (?), l’adattamento cinematografico del libro di Madeleine L'Engle, “Nelle Pieghe Del Tempo”, – primo capitolo di una quadrilogia che non è detto arrivi tutta al cinema - se ne è prese parecchie. Andando a spulciare online, documentandosi, infatti, ciò che si intravede a primo impatto è che la famiglia protagonista - i Murry – non è composta – stando a una delle copertine, di un’edizione – da padre bianco e madre e figlia afroamericane, né tantomeno da un fratello adottato, dai lineamenti fortemente latini. Erano tutti caucasici, pare, in principio, con l’aggiunta di due gemelli che nella pellicola diretta da Ava DuVernay, al contrario, sono assenti per chissà quale strano motivo.

Un rimpasto che è palesemente figlio di una volontà superiore, per niente gratuito quindi, ma rafforzativo, casomai, nell'andare ad ampliare e ad estendere tutto un discorso legato all'integrazione e alla diversità che all’interno di “Nelle Pieghe Del Tempo” era di per sé già basilare, anche se di differente accezione. Se Meg e il suo fratellastro (in questo caso), Charles Wallace, vengono visti con un certo distacco a scuola, del resto, non è affatto per le loro origini, né tantomeno per il colore della pelle, bensì a causa della scomparsa improvvisa del loro padre-scienziato che, oltre ad essere stata piuttosto misteriosa, ha influito inevitabilmente sulla crescita e sul carattere di entrambi. A quattro anni dall'accaduto, allora, Charles Wallace, pur avendo cinque anni, ha sviluppato un’intelligenza pari almeno al triplo della sua età, mentre Meg vive l’adolescenza chiusa in sé stessa, in carenza di autostima e sperando che da un giorno all'altro suo padre possa fare ritorno a casa. Accade, però, che a presentarsi tra le loro mura domestiche sia, non la persona che attendono, ma tre strane donne dall'aria eccentrica e surreale, intente a coinvolgere Charles Wallace, Meg e il suo coetaneo Calvin in un viaggio nelle pieghe del tempo, appunto, in cui, pare, il loro padre – dopo aver scoperto la formula scientifica per attraversarle - sia rimasto intrappolato.

Nelle Pieghe Del Tempo Chris PineNe approfitta perciò per agganciare metaforicamente al contesto originale una problematica contemporanea che, probabilmente, la tocca da vicino, la DuVernay. Una metafora che in “Nelle Pieghe Del Tempo” sta lì, nella scelta del casting e nelle tematiche sollevate, per lavorare a livello subliminale e in maniera passiva: mai stuzzicata o insinuata. Eppure – sebbene come arricchimento o sottotesto tutto ciò suoni piuttosto forzato, estraneo rispetto a ciò che ci si potrebbe attendere da uno sci-fi come questo – non è esattamente tale digressione a figurarsi come problema principale di una pellicola che, nel suo voler attraversare ambiziosamente molteplici superfici, dimentica in toto l'utilizzo dell’ironia e della leggerezza che stanno alla base di un prodotto marchiato Disney (live action e non), accalcandosi – viene proprio da dire – nelle pieghe di una sceneggiatura caotica, approssimativa e poco attenta alle maggiori potenzialità che avrebbe potuto esprimere se avesse evitato di farsi distrarre da voli pindarici che non poteva permettersi.

Va detto che il target di riferimento che si cerca di intercettare è mirato, stretto in quella fascia adolescenziale, prossima all'età adulta, dove le crisi interiori esplodono e la fiducia in sé stessi latita. Ma, appurato ciò, resta la prorompente certezza comunque di un film che, pur se collocato in quel piccolo universo, non indovina mai il ritmo giusto, riuscendo più che a strabiliare e a divertire - come avrebbe voluto - ad annoiare e a farci guardare ripetutamente le lancette dell'orologio, sperando davvero di poter piegare il tempo, mandandolo avanti fino ai titoli di coda.

Trailer:

The Silent Man - Secondo Trailer Ufficiale Italiano

The Silent Man Peter Landesman

Secondo trailer ufficiale italiano per "The Silent Man", il film - presentato allo scorso Toronto Film Festival - diretto da Peter Landesman con Liam Neeson, Maika Monroe e Diane Lane, al cinema dal 12 Aprile.

Secondo Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Il film si ispira alla vera storia del più famoso informatore segreto degli Stati Uniti: Mark Felt, vice-direttore dell'FBI, che è stato “gola profonda”, la fonte anonima dello scandalo Watergate negli anni '70.

Loro - Teaser Trailer Ufficiale

Loro Toni Servillo

Prime suggestionanti immagini per "Loro", il film di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi con Toni Servillo (nei panni del Cavaliere), Riccardo Scamarcio, Chiara Iezzi, Fabrizio Bentivoglio, Kasia Smutniak, Elena Sofia Ricci, Roberto Herlitzka, Ricky Memphis, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli e Alessia Fabiani, prossimamente al cinema (e probabilmente in concorso al prossimo Festival di Cannes).

Teaser Trailer Ufficiale:

giovedì 8 marzo 2018

Il Grinch - Trailer Ufficiale Italiano

Il Grinch Gassmann

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Il Grinch", il film d'animazione scritto e diretto da Scott Mosier e Yarrow Cheney (basato sul libro di Dr. Seuss), doppiato in Italia da Alessandro Gassmann, al cinema dal 29 Novembre.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Il Grinch" racconta la storia di un cinico brontolone che decide di rubare il Natale ma alla fine si lascia commuovere dal generoso spirito natalizio di una ragazzina e cambia idea. Divertente, commovente e visivamente sbalorditivo, è una storia universale sullo spirito del Natale e sull'indomabile forza dell'ottimismo.

[HOME VIDEO] Camp X-Ray - In Home Video Il Film Con Kristen Stewart Guardia a Guantanamo

Camp X-Ray Stewart

Lo recensimmo su queste pagine qualche anno fa “Camp X-Ray” (cliccare per credere), convintissimi che una protagonista come Kristen Stewart sarebbe bastata, prima o poi, a fargli trovare una distribuzione italiana che lo aiutasse ad uscire nelle nostre sale. Sfortunatamente ciò non avvenne mai, nonostante il film diretto da Peter Sattler avesse più di un valido motivo per essere premiato sotto questo punto di vista; e ad accorgersene sono stati, probabilmente, anche PFA e Cecchi Gori Entertaninment che infatti hanno deciso di approfittarne, rilasciandolo quantomeno in direct to video.

E' un'opera prima - quella di Sattler - incentrata sulla parabola di una giovane ragazza che, arruolatasi nell'esercito americano, finisce a fare la guardia nella prigione di Guantanamo, in mezzo a uno staff di soli uomini e circondata da prigionieri musulmani, sospettati di essere complici dell'attentato alle Torri Gemelle. Delusa, perché avrebbe voluto prendere parte a una missione in Iraq, e isolata da una comunità che non la riconosce come pari, ma solamente come distrazione femminile, si ritrova perciò a instaurare un rapporto sociale molto difficile, eppure profondo, proprio con l'acerrimo nemico: scoprendo in prima persona quindi quanto è diventato critico, oggi, confrontarsi con l'altro, mettendo da parte tutti i pregiudizi da cui, senza sosta, veniamo circondati.

Uno dei pregi maggiori di "Camp X-Ray", allora, diventa quello di riuscire a schivare ogni via con destinazione la banalità e la retorica, puntando i piedi dentro un conflitto psicologico che esplode tutto nella testa della Stewart non appena, a livello umano, decide di mollare gli scudi e i principi della mimetica che indossa. Del resto quello di Sattler è un film a cui il patriottismo sta stretto, che vuole interrogarsi sui metodi e sulle ideologie di una nazione capace, per prima, di rimescolare e imbrogliare sul concetto di bene e di male, provando a capire, senza filtri, dove si trova realmente la misura e il problema. Sforzo non da poco, insomma, eseguito con criterio, a cui non farebbe male un pizzico almeno della nostra curiosità.

Camp X-Ray Blu-Ray

Il Blu-Ray prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano, Inglese - 5.1 DTS HD: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Trailer
Durata: 117 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: PFA
Distributore Home Video: CG Entertainment
Data di Uscita: 21 Novembre 2017

Il Ritorno Di Mary Poppins - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Il Ritorno Di Mary Poppins Emily Blunt

Prima occhiata per "Il Ritorno Di Mary Poppins", il film Disney diretto da Rob Marshall con Emily Blunt, Meryl Streep, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Colin Firth, Dick Van Dyke, Angela Lansbury, Julie Walters e Jeremy Swift, al cinema a Natale 2018.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano:

Sinossi (Ufficiale):
Il Ritorno di Mary Poppins è ambientato a Londra durante la Grande Depressione degli anni 30, ventiquattro anni dopo gli eventi del film originale. Michael Banks lavora nella stessa banca in cui lavorava suo padre e vive ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel, Georgie e John e la domestica Ellen. Proseguendo la tradizione inaugurata dalla loro madre, Jane Banks combatte per i diritti dei lavoratori e aiuta la famiglia di Michael. Quando la famiglia subisce una perdita personale, Mary Poppins ritorna magicamente nella vita dei Banks e, con l’aiuto di Jack, li aiuta a ritrovare la gioia di vivere e il senso della meraviglia.

Molly's Game - Trailer Ufficiale Italiano

Molly's Game Jessica Chastain

Presentato il trailer italiano ufficiale di "Molly's Game", il film scritto e diretto da Aaron Sorkin (che esordisce alla regia) con Jessica Chastain, Idris Elba e Kevin Costner, al cinema dal 19 Aprile.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Molly's Game" è basato sulla storia vera di Molly Bloom (Jessica Chastain), una giovane e carismatica speranza olimpica dello sci, costretta ad abbandonare lo sport dopo una grave lesione fisica. Molly, dopo gli studi di legge, ottiene un lavoro estivo che la introduce a una nuova impresa, in cui sono necessarie disciplina e energia simili a quelle per lo sport: scalare il mondo più esclusivo e ad alto budget del poker clandestino. I grossi portafogli delle stelle di Hollywood, dei giganti dello sport e degli affari le regalano una decade di sfarzi, successo e glamour, ma attirano anche le attenzioni sbagliate quando, senza esserne a conoscenza, mette al tavolo da gioco dei membri della mafia russa. La sua scia fortunata si arresta bruscamente quando viene arrestata in piena notte da 17 agenti dell'FBI che imbracciano armi automatiche. Costretta ad affrontare le accuse a suo carico, diventa suo unico alleato il suo avvocato difensore (Idris Elba), riluttante all’inizio e che invece scopre che c'è molto di più in Molly Bloom di quello che le volgari storie da tabloid rivelano.

Io C'è - Trailer Ufficiale

Io C'è Edoardo Leo

Rilasciato il trailer ufficiale di "Io C'è", il nuovo film diretto da Alessandro Aronadio con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Massimiliano Bruno e Giulia Michelini, al cinema dal 29 Marzo.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Massimo Alberti (Edoardo Leo) è il proprietario del “Miracolo Italiano”, bed and breakfast un tempo di lusso ridotto ormai ad una fatiscente palazzina. La crisi che ha messo in ginocchio la sua attività sembra non aver toccato i suoi vicini, un convento gestito da suore sempre pieno di turisti a cui le pie donne offrono rifugio in cambio di una spontanea donazione. Esentasse. Massimo ha un’illuminazione: per sopravvivere deve trasformare il “Miracolo Italiano” in luogo di culto. E per farlo, deve fondare una sua religione. Nasce così lo “Ionismo”, la prima fede che mette l’IO al centro dell’universo. Ad accompagnare Massimo nella sua missione verso l'assoluzione da tasse e contributi, la sorella Adriana (Margherita Buy), irreprensibile commercialista, e Marco (Giuseppe Battiston), scrittore senza lettori e ideologo perfetto del nuovo credo. Preparatevi a convertirvi!

mercoledì 7 marzo 2018

Contromano - Trailer Ufficiale

Contromano Poster Film

Disponibile il trailer ufficiale di "Contromano", la commedia diretta e interpretata da Antonio Albanese con Alex Fondja, Aude Legastelois, Daniela Piperno e David Anzalone, al cinema dal 29 Marzo.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Mario Cavallaro si sveglia tutte le mattine nello stesso modo, nella stessa casa, nello stesso quartiere, nella stessa città, Milano. Ha appena compiuto cinquant'anni. Mario ama l'ordine, la precisione, la puntualità, il rispetto, il decoro, la voce bassa, lo stare ognuno al proprio posto. La sua vita si divide tra il suo negozio di calze ereditato dal padre e un orto, unica passione conosciuta, messo in piedi sul terrazzo della sua abitazione. Ogni cambiamento gli fa paura, figuriamoci se il suo vecchio bar viene venduto ad un egiziano e se davanti alla sua bottega arriva Oba, baldo senegalese venditore di calzini. Quel che è troppo è troppo e per Mario la soluzione è semplice e folle allo stesso tempo: "rimettere le cose a posto". Così decide di rapire Oba per riportarlo semplicemente a casa sua, Milano-Senegal solo andata. In fondo, pensa, se tutti lo facessero il problema immigrazione sarebbe risolto, basta impostare il navigatore. Ma poi questo paradossale on the road si complicherà terribilmente. Anche perché Oba acconsentirà alla sua "deportazione" a patto che Mario riaccompagni a casa anche la sorella, Dalida. Saranno guai seri o l'inizio di una nuova imprevista armonia?

martedì 6 marzo 2018

[HOME VIDEO] Judd Apatow - In Home Video Un Tris Di Titoli Per (ri)Scoprirlo


Mentre la serie televisiva “Love”, tra qualche settimana, si appresta a tornare su Netflix per la sua ultima stagione, la Universal, in collaborazione con CG Entertainment, rilancia in home video un tris di commedie che rappresentano un po’ l’essenza del suo creatore: il produttore, sceneggiatore e regista Judd Apatow, eletto a furor di popolo, in America, nuovo Re del genere.

Le pellicole in questione sono “40 Anni Vergine”, suo esordio dietro la macchina da presa, il successivo – e forse migliore – “Molto Incinta” e quel “Non Mi Scaricare”, diretto dall'amico Nicholas Stoller, che lo vede impegnato, invece, solamente al servizio della produzione. Tre titoli esemplari, che racchiudono praticamente tutta la natura e l’umorismo di un autore che ha saputo - partendo dalla televisione e dalle serie tv - rimodernare cinematograficamente e narrativamente il volto e il carattere di un certo stile di comedy e di risata (e autoironia), rendendola nuovamente efficace e ficcante nel rispecchiare una società a stelle e strisce cambiata ormai nei suoi pregi, difetti e tendenze.

Suo il merito allora di aver rivoluzionato tale corrente, portando sulla scia della ribalta protagonisti e caratteristi nuovi e capaci come Steve Carell, Seth Rogen e Jason Segel (ma solo per citarne alcuni, i protagonisti principali dei titoli sopra citati), dando così il via a quel cambiamento radicale e generazionale dall'impronta fresca, il più delle volte positiva, che non ha ancora terminato il suo cammino, ma anzi sta cercando sempre più di evolversi, affinandosi. Un tassello importantissimo - che piaccia oppure no - della corrente comica-americana recente, efficace abbastanza da avere attecchito talmente a fondo da essersi fatto marchio, fonte d’ispirazione e certezza di consensi.

Judd Apatow Home Video

I Blu-Ray, in edizione italiana, prevedono le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1 (per ogni film)
Formato Video: 1,85:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 5.1 DTS: Italiano, Francese, Spagnolo, Tedesco, Giapponese - 5.1 DTS HD: Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese Non Udenti, Francese, Tedesco, Spagnolo, Cantonese, Danese, Olandese, Finlandese, Coreano, Norvegese, Portoghese, Svedese, Cinese, Giapponese, Finlandese, Greco
Durata: 40 Anni Vergine:120 minuti ca. - Molto Incinta: 132 minuti ca. - Non Mi Scaricare: 117 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: Universal
Distributore Home Video: CG Entertainment
Data di Uscita: 23 Gennaio 2018

Charley Thompson - Trailer Ufficiale Italiano

Charley Thompson Plummer

Rilasciato il trailer ufficiale italiano di "Charley Thompson", il nuovo film di Andrew Haigh, presentato all'ultimo Festival di Venezia, con Charlie Plummer - vincitore del Premio Mastroianni come attore rivelazione - Steve Buscemi e Chloë Sevigny, al cinema dal 5 Aprile.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Tratto dal romanzo "La Ballata Di Charley Thompson" di Willy Vlautin, il film narra le vicende del giovane Charley, abbandonato dalla madre e cresciuto da un padre disattento e sempre nei guai. I due cercano un nuovo inizio a Portland, in Oregon, ma presto Charley dovrà rimettersi in viaggio, stavolta da solo, attraverso l’America profonda: sarà l’amicizia con un vecchio cavallo da corsa, Lean on Pete, a ridargli la speranza in un futuro migliore.

Il Giustiziere Della Notte - La Recensione

Il Giustiziere Della Notte 2018
Fosse stata una produzione italiana - ambientata nel nostro paese, quindi, con sceneggiatori, regista e attori nazionali - il remake de “Il Giustiziere Della Notte” di Eli Roth sarebbe stato battezzato come il primo film a stampo (o della possibile era) leghista. Invece – purtroppo o per fortuna, ma forse nessuna delle due – quello con Bruce Willis chirurgo arrabbiato, trasformatosi in vigilante - dopo che dei ladri (stranieri) gli sono entrati in casa, uccidendogli la moglie e mandando in coma la figlia – è un prodotto al 100% americano: americano contemporaneo, trumpiano, che sposerebbe a occhi chiusi la teoria di armare gli insegnanti per proteggere le scuole.

Te ne accorgi non subito però, anzi, a primo impatto la percezione che si respira è totalmente rovesciata: con un prologo che denuncia un numero eccessivo di delitti metropolitani provocati da armi da fuoco (e sempre da stranieri), facilmente reperibili e diffuse come smartphone. Uno scenario percepito e fotografato da Roth con la cupezza che si merita, ricalcato, magari, in maniera un po’ troppo pesante e stemperato solo dalla presentazione di una famiglia abbastanza perfetta e felice (quella di Willis) che, chiaramente, risulta come una mosca bianca all'interno di tale sistema. Così, quando accade l’inevitabile e la macchina intrattenitiva della pellicola si mette in moto, ciò che ci si aspetta è che, attraverso il processo di far west portato avanti dal protagonista - spinto a immolarsi da una giustizia eccessivamente lenta e razionale - si vada a intraprendere tutto un discorso interessato a ragionare sulla vendita delle armi negli Stati Uniti, sulla sua pericolosità generale e, soprattutto, su cosa significhi vendicarsi e vendicare personalmente un eventuale o potenziale torto subito. Questo senza intaccare il divertimento intrinseco che fa parte della giostra e superare quel limite di serietà che - come sappiamo - non è elemento prioritario per un autore come Roth, che predilige tendenzialmente un cinema esplicito, folle e, se possibile, grottesco.

Il Giustiziere Della Notte 2018Eppure - ed è una novità, in questa occasione - il regista di “Hostel” da l’impressione di voler fare il massimo per esprimere un suo pensiero politico; per fare un film politico: uno di quelli che, servendosi del subliminale (ma neanche tanto subliminale), nel profondo stanno lì e vogliono dirti qualcosa, sussurrarti all'orecchio. E qualcosa ce la dice infatti “Il Giustiziere Della Notte”, ci dice che, in certe zone dell'America, l’istituzione della giustizia ha le mani legate, rispetto alla liberà che gli ci vorrebbe per contrastare la delinquenza; che, alla fine, la burocrazia contribuisce non tanto all'ordine, ma al disordine e che se qualcuno volesse assumersi, non ufficialmente, il compito di dare una mano e di eseguire il lavoro sporco, ma giusto, loro potrebbero essere disposti a chiudere un occhio e a incoraggiare: come accade quando a un certo punto l’agente di polizia non ancora soddisfatto dell’indagine, decide non di fare ciò che va fatto, bensì di prendersi un pezzo di pizza e dire a Willis una frase del tipo “se vuoi continuare, continua pure, che sei bravo!”.

Un messaggio che, sebbene sia vicino a quello della sceneggiatura originaria del 1974, porta con sé un concetto enormemente differente e lontano anni luce: perché se è vero che anche Charles Bronson, all'epoca, fu perdonato per aver violato la legge e aver pareggiato i conti di suo pugno, è anche vero che in quel caso il consiglio di salvataggio, per lui, era stato di trasferirsi altrove e tornare a comportarsi da normale cittadino. Nella versione di Roth, al contrario, la risoluzione prevede che a margine di tutti ci sia un netto endorsment, un sostegno compiaciuto e che - tornando alla politica - strapperebbe un sorriso a Trump e a Salvini, forse, ma preoccuperebbe non poco la tranquillità sociale di qualunque cittadina.

Trailer:

lunedì 5 marzo 2018

Oscar 2018: And The Oscar Goes To...

Oscar 90

La 90esima edizione degli Oscar è appena terminata, di seguito l'elenco dei vincitori:

Miglior Film: "LA FORMA DELL'ACQUA: THE SHAPE OF WATER" - Produttori: Guillermo Del Toro e J. Miles Dale

Miglior Regia: GUILLERMO DEL TORO per "La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water"

Migliore Attore Protagonista: GARY OLDMAN per "L'Ora Più Buia"

Migliore Attrice Protagonista: FRANCES McDORMAND per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"

Miglior Attore Non Protagonista: SAM ROCKWELL per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"

Migliore Attrice Non Protagonista: ALLISON JANNEY per "Tonya"

Miglior Sceneggiatura Originale: JORDAN PEELE per "Scappa: Get Out"

Miglior Sceneggiatura Non Originale: JAMES IVORY per "Chiamami Col Tuo Nome

Miglior Film d’Animazione: "COCO" di Lee Unkrich e Darla K. Anderson

Miglior Film Straniero: "UNA DONNA FANTASTICA" di Sebastiàn Leilo (Cile)

Miglior Documentario: "ICARUS" di Bryan Fogel e Dan Cogan

Miglior Fotografia: ROGER A. DEAKINS per "BLADE RUNNER 2049"

Miglior Scenografia: "LA FORMA DELL'ACQUA: THE SHAPE OF WATER" - Paul D. Austerberry, Shane Vieau, Jeffrey A. Melvin

Migliori Costumi: "IL FILO NASCOSTO" - Mark Bridges

Miglior Trucco e Acconciature: "L'ORA PIU' BUIA" - Katsuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick

Miglior Montaggio: "DUNKIRK" - Lee Smith

Miglior Montaggio Sonoro: "DUNKIRK" - Richard King e Alex Gibson

Miglior Missaggio Sonoro: "DUNKIRK" - Greg Landaker, Gary A. Rizzo e Mark Weingarten

Migliori Effetti Speciali: "BLADE RUNNER 2049" - John Nelson, Gerd Nefzer, Richard R. Hoover e Lam Pau

Migliore Colonna Sonora: "LA FORMA DELL'ACQUA: THE SHAPE OF WATER" - Alexandre Desplat

Migliore CanzoneREMEMBER ME da "Coco" - Musica e Parole di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez

Miglior Cortometraggio Live-Action: "THE SILENT CHILD" di Chris Overton e Rachel Shenton

Miglior Cortometraggio Documentario: "HEAVEN IS A TRAFFIC JAM ON THE 405" di Frank Stiefel

Miglior Cortometraggio d’Animazione: "DEAR BASKETBALL" di Kobe Bryant e Glen Keane

domenica 4 marzo 2018

[OSCAR 2018] Deve Vincere / Vincerà (e Revolutionary Award) - I Vincitori Di Inglorious Cinephiles

Oscar 2018

Mentre l'Italia è impegnata a decidere se andare o meno a votare e a quale partito, eventualmente, concedere la propria fiducia, in America tra poche ore verranno assegnati i fatidici Premi Oscar. Sarà un'edizione (come al solito?) particolarissima, contrassegnata dai movimenti #metoo e #timesup, volti a denunciare, rispettivamente, gli abusi contro le donne e una disparità dei diritti che, all'interno dell'industria cinematografica, fatica ad estinguersi e a livellarsi.
Una certezza, questa, che deriva dalla lettura dalle nomination ufficializzate qualche mese fa: dove la netta sensazione era che hollywood avesse deciso di dare un sapore politico a questa 90esima edizione della sua cerimonia più importante, candidando nomi e pellicole, non tanto per il loro valore assoluto, quanto per scacciare i fantasmi di alcune ipotesi che altrimenti avrebbero potuto rovinargli reputazione e vestito. Così, per adeguarci alla situazione, quest'anno il format di Inglorious Cinephiles che si avvale della formula del Deve Vincere/Vincerà (e che riguarda non tutte, ma solo le più influenti categorie da premiare) aggiungerà una terza opzione chiamata Revolutionary Award, perché se si decide di fare i rivoluzionari, stilando delle nomination che mettano in secondo piano la meritocrazia per salvaguardare ipocritamente la faccia, allora sarebbe giusto perseguire fino in fondo tale corrente, andando a comporre una lista di premiati che davvero, storicamente, potrebbero scrivere una pagina tutta nuova, femminista, integrazionista e quindi anti-trumpiana. Perché nel caso in cui così non fosse, tutta la farsa di fare entrare nella festa chi c'entrava poco e chi c'entrava nulla, si scioglierebbe come neve al sole, servendo praticamente a zero (tanto perché di politica, oggi, se ne sarebbe dovuto parlare solo da noi!)
Detto questo, a voi l'onore di leggere e commentare i pronostici di questo sito.

Miglior Film
Deve Vincere: "Il Filo Nascosto" di Paul Thomas Anderson
Perché in una manifestazione in cui, teoricamente, va premiato il cinema eccellente quest'anno non potrebbe che vincere il film diretto da uno dei registi contemporanei più grandi, ovvero Paul Thomas Anderson. Di fronte a "Il Filo Nascosto" un amante di cinema resta di stucco, ammaliato, costretto a fine proiezione a raccogliere la mascella che lentamente, a forza di aprirsi, si è staccata dalla bocca.
Vincerà: "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri" di Martin McDonagh
Perché ragionando di pancia è il film che merita di portarsi a casa la statuetta: quello più accessibile, più selvaggio, capace anche di trattare le tematiche della violenza sulle donne e del razzismo con una sensibilità ruvida, per niente ipocrita e capace di centrare precisamente il bersaglio.
Revolutionary Award: "Chiamami Col Tuo Nome" di Luca Guadagnino
Perché, sebbene sia un lavoro svolto egregiamente, quello diretto dal nostro Guadagnino è comunque al di sotto (ma molto al di sotto) dei titoli sopra citati. Però è anche innegabile ammettere che per tematiche trattate - l'omosessualità - una vittoria del genere ci starebbe benissimo dentro una serata eventuale di premiazioni sovversive.

Miglior Regia
Deve Vincere: Paul Thomas Anderson per "Il Filo Nascosto"
Perché come accennato è tra i registi contemporanei viventi migliore in assoluto. Ne "Il Filo Nascosto" ci dà l'ennesima prova di tale evidenza, confermandoci che non c'è nessuno in questa categoria capace di poterlo sfidare testa a testa o di potersi permettere, per sbaglio, di competere con lui quest'anno in via del tutto eccezionale.
Vincerà: Guillermo del Toro per "La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water"
Perché l'aria pare sia questa. Non si sa bene quale sia il motivo, ma "The Shape Of Water" continua a raccogliere molti più consensi di quelli che - secondo chi scrive - merita. In più sembra il compromesso migliore in relazione a quella politica di cui sopra, visto che Del Toro è messicano e che Trump ce l'abbia a morte con la categoria.
Revolutionary Award: Greta Gerwig per "Lady Bird"
Perché il Messico, di fatto, è un po' che trionfa (vedi Alejandro González Iñárritu) e non fa più così tanto notizia. Vuoi mettere invece andare a premiare la quinta donna della storia a essere nominata nella categoria, con un film, peraltro, piccolissimo e che, per quanto ben fatto e apprezzabile, sta raccogliendo un po' troppo rispetto a quello che merita? Sarebbe un gran bel colpo!

Miglior Attore Protagonista
Deve Vincere: Daniel Day-Lewis per "Il Filo Nascosto"
Perché chi ha visto la sua interpretazione nel film di PTA sa che oggettivamente è un qualcosa di straordinario, che Daniel Day-Lewis quando recita diventa il personaggio, perché ha una marcia in più è praticamente un alieno. Non ci sarebbe neppure da discutere.
Vincerà: Gary Oldman per "L'Ora Più Buia"
Perché è un po' che Oldman orbita intorno a un premio che un attore come lui, in fondo, si merita. Quest'anno con la trasformazione fisica - che all'Academy apprezzano per antonomasia - pare debba essere la volta buona. In più lui nel film di Wright è eccezionale, non immenso, ma eccezionale si.
Revolutionary AwardDaniel Kaluuya per "Get Out: Scappa"
Perché se abbiamo premiato Guadagnino e poi abbiamo continuato con la Gerwig non potrebbe esserci prosecuzione migliore che con un film con il razzismo alla base. Obiettivamente nemmeno Kaluuya sa quali siano gli astri che gli hanno permesso di essere in questa categoria, però - visto che non ci vuole un genio per capirli - tanto vale ormai fare 31 dopo 30 e buttarla in caciara come si deve.

Miglior Attrice Protagonista
Deve Vincere: Frances McDormand per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"
Perché sulla sua interpretazione penso ci sia ben poco da dire, se qualcuno davvero pensa che abbia commesso delle sbavature o che possa esserci qualcun altra in grado di superarla o affiancarla davvero bisognerebbe portarlo da un medico.
Vincerà: Frances McDormand per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"
Perché, come detto in precedenza, è l'unica opzione possibile.
Revolutionary AwardFrances McDormand per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"
Perché se ci si spingesse troppo oltre solo per il gusto di farlo alla fine si perderebbe credibilità.

Miglior Attore Non Protagonista
Deve Vincere: Sam Rockwell per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"
Perché il percorso del suo personaggio nel film di Martin McDonagh è uno di quelli per cui vale la pena andare al cinema. Il suo lavoro per renderlo odioso e, man mano, umano, al punto da riuscire addirittura ad empatizzarci e a volergli bene, al termine, è un qualcosa di straordinario. Incredibile.
Vincerà: Sam Rockwell per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"
Perché anche in questa categoria non c'è trippa per gatti: Rockwell merita l'Oscar e deve portarselo a casa.
Revolutionary AwardChristopher Plummer per Tutti I Soldi Del Mondo
Perché lui è la risposta allo scandalo Kevin Spacey, quindi la purezza da cui ripartire, il grande attore che in poche settimane ha smacchiato l'interpretazione di un (ormai) Mostro che avrebbe sicuramente impedito al film di Ridley Scott di avere un percorso (corto o lungo che sia).

Miglior Attrice Non Protagonista
Deve Vincere: Allison Janney per "Tonya"
Perché obiettivamente, la sua, è l'interpretazione che più resta scolpita nella testa tra quelle in lizza. Poi parliamo comunque di un'attrice straordinaria, bravissima che non ha mai vinto un Oscar e che, forse, sarebbe il caso ne approfittasse stavolta.
Vincerà: Allison Janney per "Tonya"
Perché anche quanto visto fino ad ora, tra Golden Globe e simili, pare che la partita sia già stata chiusa, per cui...
Revolutionary AwardMary J. Blige per "Mudbound"
Perché Octavia Spencer un Oscar nella stessa categoria l'ha già vinto e la Blige potrebbe andare a rafforzare tutto quel discorso razziale che, del resto, gira anche intorno al film che rappresenta.

Miglior Sceneggiatura Originale
Deve Vincere: Martin McDonagh per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"
Perché stiamo parlando di una delle migliori sceneggiature degli ultimi anni, con una storia geniale, delle battute favolose e una capacità di miscelare dramma, umorismo e temi sociali che pochi, nel settore, possono permettersi di ostentare.
Vincerà: Martin McDonagh per "Tre Manifesti A Ebbing, Missouri"
Perché ve l'ho già detto, non c'è altro da aggiungere.
Revolutionary AwardEmily Gordon, Kumail Nanjiani per "The Big Sick"
Perché la commedia diretta da Michael Showalter, oltre ad essere deliziosa e ben scritta, ha a che fare con una relazione sentimentale complicata tra un'americana e un pakistano-musulmano, qualcosa insomma perfettamente in tema con una serata stranissima come quella che stiamo provando a immaginare.

Miglior Sceneggiatura Non Originale
Deve Vincere: Scott Neustadter, Michael H. Weber per "The Disaster Artist"
Perché "The Disaster Artist" è già stato penalizzato da una nomination per James Franco meritata, ma non arrivata per via delle voci di alcune molestie che gli sono state attribuite da attrici che hanno lavorato con lui in passato, per cui sinceramente non si merita una punizione così crudele da impedirgli di portarsi a casa anche un premio di cui è degno e che - sempre secondo chi scrive - potrebbe andare un po' a riequilibrare la sua situazione.
Vincerà: James Ivory per "Chiamami Col Tuo Nome"
Perché, nonostante abbia delle imperfezioni - in certi casi, eclatanti - parliamo sempre di una sceneggiatura notevole e apprezzatissima che darebbe inoltre prestigio ad un film che, teoricamente, non dovrebbe portarsi a casa chissà quanti premi.
Revolutionary AwardJames Ivory per "Chiamami Col Tuo Nome"
Perché, pur essendo identica alla premiazione che ci si attende, in questo caso di meglio non si può fare.

Miglior Film Straniero
Deve Vincere: "L'Insulto" di Ziad Doueiri (Libano)
Perché a sensazione, non avendolo visto, sembra sia il più meritevole. Tuttavia, lo ammetto, su tale categoria non mi sbilancio perché mi sono affidato a fonti di cui mi fido.
Vincerà: "L'Insulto" di Ziad Doueiri (Libano)
Perché continuo a non sbilanciarmi e ad affidarmi a fonti di cui mi fido.
Revolutionary Award"L'Insulto" di Ziad Doueiri (Libano)
Perché, avendo visto solo due candidati sui cinque nominati, non sono abbastanza preparato per dire quale possa essere il più idoneo a rinforzare una premiazione provocatoria per definizione. Ma forse, leggendo la trama de "L'Insulto", potrei aver scelto bene!

Miglior Film D'Animazione
Deve Vincere: "Coco" di Lee Unkrich e Adrian Molina
Perché è un film stupendo, commovente, dieci spanne sopra a tutti gli altri. Infatti non capita spesso, quando vai al cinema, di commuoverti in contemporanea con il pubblico intero presente in sala. Eppure nell'ultimo quarto d'ora di "Coco" non c'era nessuno - o comunque se, c'erano erano in pochi - che non fosse intento a recuperare fazzoletti per asciugarsi le lacrime.
Vincerà: "Coco" di Lee Unkrich e Adrian Molina
Perché non può che andare così.
Revolutionary Award"Coco" di Lee Unkrich e Adrian Molina
Perché è vero che una vittoria messicana non fa più notizia come una volta, ma metterla a margine, attraverso un film d'animazione, potrebbe essere comunque la ciliegina sulla torta che farà venire il voltastomaco al Presidente Trump.

Miglior Fotografia
Deve Vincere: Roger Deakins per "Blade Runner 2049"
Perché alla quattordicesima nomination se non glie lo danno può essere solo accanimento contro la persona. Stiamo parlando alla fine di uno dei migliori direttori della fotografia di sempre. E se non ci credete andatevi a leggere il curriculum di questo signore.
Vincerà: Roger Deakins per "Blade Runner 2049"
Perché se così non fosse Deakins avrebbe il diritto di spegnere tutte le luci su questa cerimonia e su hollywood.
Revolutionary AwardRoger Deakins per "Blade Runner 2049"
Perché non è una categoria che fa rumore. Il direttore della fotografia è un ruolo considerato "tecnico", che è quasi sinonimo di secondario, per cui l'obiettività qui dovrebbe fare da padrona.

Miglior Canzone
Deve Vincere: This is Me da "The Greatest Showman"
Perché obiettivamente è la più emozionante, anche per come viene utilizzata nella pellicola di Michael Gracey e poi non è che in giro ci sia qualcos'altro di assai superiore.
Vincerà: This is Me da "The Greatest Showman"
Perché è quella che tutti si aspettano e soprattutto quella che tutti vogliono vedere trionfare.
Revolutionary Award:
Perché è una canzone che parla di uguaglianza e integrazione, sarebbe la chiosa migliore possibile in relazione a ciò di cui stiamo parlando.

Credo che abbiamo terminato.
Ah, nel caso in cui ve lo stiate chiedendo, il mio non vuole essere un tentativo di fare polemica e ridimensionare l'importanza dei movimenti #metoo e #timesup, ma solo una provocazione perché credo che in certe manifestazioni si debba premiare la qualità del lavoro svolto, non utilizzare ipocrisia inutile per abbassare le voci di protesta (per chi ha sbagliato, ci sono i tribunali). Fermo restando che se dovesse uscire una premiazione come quella espressa dai Revolutionary Award per me, personalmente, sarebbe una grandissima goduria.
Comunque, di ciò, avremo modo di riparlarne domani, quando ormai i giochi saranno fatti e sapremo finalmente chi saranno i premiati ufficiali di quest'anno.