IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

giovedì 18 ottobre 2018

7 Sconosciuti A El Royale - La Recensione

7 Sconosciuti A El Royale Goddard
Di base Drew Goddard è uno sceneggiatore.
Uno sceneggiatore a cui piace sbalordire, spiazzare, provare a tenere lo spettatore in bilico, sul filo della corda: riempiendolo di colpi di scena, ribaltamenti di fronte e, se il contesto lo permette, tanta, tanta ironia. Una formula che nella stesura di “Cloverfield” appariva già piuttosto evidente, consolidata e messa a fuoco in “Quella Casa Nel Bosco” - suo esordio alla regia e, probabilmente, prodotto che più lo definisce – e diluita, per cause di forza maggiore, nell’adattamento cinematografico del “Sopravvissuto: The Martian”, diretto da Ridley Scott.

Che, però, Goddard fosse un grandissimo fan di Quentin Tarantino, in realtà, lo si era capito di riflesso da tempo; bastava fare attenzione ai dettagli, accorgersi di un certo tipo di manierismo che, specie nei prodotti televisivi che ha curato – vedi la serie “Daredevil” – era piuttosto evidente. Chiuso in gabbia, ma ingombrante. Talmente ingombrante da non meravigliarci se, ora, ha deciso di rompere la cella e appropriarsi violentemente di “7 Sconosciuti A El Royale”. La sua seconda regia, infatti, è a tutti gli effetti la tarantinata che vorresti e non vorresti vedere. Vorresti vederla perché di Tarantino ce n’è uno, purtroppo, e se in sua assenza ci fosse qualcuno capace di prenderne le veci – anche solo avvicinandosi – troppo male, alla fine, non sarebbe. Ma, contemporaneamente, non vorresti vederla perché quando poi ti ricordi che di Tarantino ce n’è uno, appunto, e pure di ardua imitazione, finisci col trovarti di fronte all’ennesimo prodotto che sta lì a scimmiottarlo, infastidendoti sia per l’arroganza, sia perché nulla all’improvviso sembra voler funzionare sullo schermo. Così, dopo un prologo bellissimo e promettente - nel quale cominci a sospettare che, magari, ci sarà da divertirsi - non appena la suddivisione in capitoli inizia a raccontare la storia di questi estranei e oscuri figuri (tutti con identità fittizie e un passato da svelare), capitati per caso in un hotel ambiguo e sinistro - costruito sulla linea di confine tra la California e il Nevada - subito la presa d’attenzione comincia ad allentarsi e a scricchiolare: con la personalità di Goddard che sciogliendosi, lascia spazio all'emulazione di un riferimento che non può permettersi.

7 Sconosciuti A El Royale FilmE dire che, in fondo, le possibilità per non mandare tutto all’aria e tirar fuori qualcosa di interessante la sua (fitta) sceneggiatura ne aveva, eccome. Per accorgersene bisogna aspettare che certi nodi – i più importanti – vengano al pettine, ma è evidente che, in partenza, l’obiettivo massimo di “7 Sconosciuti A El Royale” era ben diverso da quello poi raggiunto. Questo perché nelle pieghe del suo thriller (quasi da camera, o da camere, visto com’è scandito) Goddard aveva seminato una grossa e vivace strizzata d'occhio all’America di Nixon, quella del watergate, della nascita delle sette, dei grandi rapinatori di banche e del razzismo. Un puzzle articolato che, messo ogni pezzo al proprio posto, riesce a fare il suo sporco effetto, a colpire: ma si tratta un colpire tutto logico, razionale, incapace, quindi, di smuovere la più piccola corda emotiva, come anche di inglobare tensione in un terzo atto che - in teoria - avrebbe dovuto avere i muscoli per incollare alla poltrona.

Più fumo che arrosto, insomma.
Splendida confezione (ottima la colonna sonora), ma contenuto non all’altezza.
In quella che poteva essere la sua maggiore possibilità di consacrarsi come autore, Goddard fallisce clamorosamente l'appuntamento: prova a rifare un "The Hateful Eight" che gli sfugge di mano e spreca la forza di un cast notevole, dove Jeff Bridges - immenso come al solito - resta l'unico a uscire incolume.

Trailer:

[HOME VIDEO] Tito E Gli Alieni - Il Bell'Oggetto Misterioso Di Paola Randi Esce In Home Video

Tito E Gli Alieni Valerio Mastandrea

Film come “Tito E Gli Alieni” somigliano a degli oggetti misteriosi.
Raramente, infatti, al nostro cinema capita di dedicarsi alla fantascienza, e ancor più di rado capita che, a sobbarcarsi di tale responsabilità, sia una regista come Paola Randi, non propriamente nota al grande pubblico e, ufficialmente, solo alla sua opera seconda.
Certo, poi leggi il nome di Valerio Mastandrea tra gli attori e ti senti un po’ rassicurato, stabilizzato; ma giusto un attimo perché quando al suo fianco ti accorgi che c’è un’attrice come Clémence Poésy tutto torna a farsi di intricata lettura e curioso da smascherare.

Già, perché parliamo di una storia ambientata in gran parte nel deserto del Nevada, vicino all'Area 51, con “il Professore” Mastandrea - scienziato per il governo americano - che passa le giornate sopra un divano ad ascoltare il suono dello spazio. Questo fino al giorno in cui i suoi nipoti, Anita e Tito, non lo raggiungono adempiendo alla richiesta di affidamento che suo fratello Fidel ha espresso, poco prima di morire. Una situazione non facile da gestire per lui, per la quale sarà fondamentale l’intervento e il sostegno di Stella: una wedding planner del posto, abituata a soddisfare le strambe richieste di turisti a caccia di alieni.

E allora le sensazioni erano giuste, positive: “Tito E Gli Alieni” è un film italiano, certo, ma che di italiano ha ben poco. Se non, forse, il meglio di un cinema che vorremmo vedere più spesso e incontrare non con la frequenza con cui – restando in tema – si potrebbe incrociare un alieno. Perché poi la Randi, in realtà, non guarda allo spazio, non cerca di arrivare chissà dove con le ambizioni, ma si accontenta - e si fa per dire - di affrontare l’elaborazione del lutto con la creatività, l’ironia e la delicatezza di chi, alla fine, riesce anche a strapparti qualche lacrimuccia. Conquistandoti, di fatto, con l’arma della semplicità.
Tito E Gli Alieni” sarà disponibile in home video - nei formati blu-ray disc, dvd e streaming legale - dal 25 Ottobre prossimo.

Tito E Gli Alieni Home Video

Il Blu-Ray prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2.35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 5.1 DTS HD: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano (su parti in inglese)
Contenuti Speciali: Backstage; Trailer
Durata: 89
Confezione: Amaray
Produttore: Lucky Red
Distributore Home Video: Koch Media
Data di Uscita: 25 Ottobre 2018

mercoledì 17 ottobre 2018

Festa (o Festival) Del Cinema Di Roma - I Miei Dieci Anni (Nove Consecutivi)


Facevo due conti e ho scoperto che quest’anno sarà la mia decima partecipazione alla Festa Del Cinema Di Roma (che all'inizio era un Festival, vabbè, ma tanto cambia poco).
La nona consecutiva (saltai l’edizione del 2009).
Un traguardo che, secondo alcune regole non scritte, si è soliti festeggiare, sbandierare, anche se, personalmente, sempre a fronte di quei due conti che facevo per caso, mi stavo chiedendo come; perché?
E l’unica risposta che sono riuscito a darmi è stata - ancora tirando due somme - che magari potevo farlo provando a pensare a come sono cambiato io rispetto a questa manifestazione; a questa passione; come l’affronto ora in confronto a prima e come mai, nel tempo, il mio approccio è andato, via via, modificandosi (e parecchio, pure).

La prima volta fu nel 2008, ero un Cultural (in pratica quelli considerati studenti di cinema, grossomodo), e non avendo l’accredito stampa mi toccava andare la mattina a prendere i biglietti per gli eventi che avrei dovuto vedere la sera stessa (purtroppo non sapevo ancora di poter partecipare anche alle proiezioni stampa aventi posti residui, col mio badge). Entrai, perciò, in un tour-de-force, avanti e indietro, che mi permise, si, di capire com'è diverso assimilare il cinema ad un festival e quanto può essere arricchente farlo, ma, in contemporanea, riuscì anche a distruggermi fisicamente e mentalmente senza pietà (per carità, nessun rimpianto, è!).

Tornai due anni dopo (l'anno prima certi impegni mi fregarono), col mio blog nato da pochissimi giorni, la mia scrittura in fase di avanscoperta e finalmente - se non ricordo male - l’accredito stampa. L’esordio. Fu un’esperienza totalmente diversa. Meno stancante, più ricca (potevo assistere a molte più proiezioni), conobbi moltissime persone – e amici – con i miei stessi interessi e cominciai a sentire l’interno dell’Auditorium come un’accogliente seconda casa.
Raramente, sebbene potevo, entravo in sala stampa. Mi sentivo un intruso. Un impostore. Intimorito, pensavo: “Lì ci sono i critici seri, i giornalisti veri, tu è meglio che non ti immischi!” (mi ci è voluto un po' per accorgermi che, in realtà, non è proprio così!).
Profilo basso, insomma, che negli anni è andato man mano a smorzarsi, a sciogliersi: anche se in quella sala continuo a starci comunque molto poco. Ho scoperto che scrivo con più facilità e mi concentro meglio se sono isolato, in pace (solo al Festival Di Venezia – dove la sala stampa è gigantesca – le cose, mi ricordo, hanno funzionato al contrario).
E questo, gradualmente, ha permesso al mio blog di maturare negli anni, di assumere l'aspetto di un sito semi-decente - ci ho provato, dai - aumentando le visite e acquisendo pure un dominio.

Il fatto è che tanti anni di Festival ti permettono di aumentare e approfondire la tua conoscenza di (e del) cinema, di conoscere autori che altrimenti non avresti mai conosciuto, di ampliare il tuo sguardo verso opere che, spesso, ti mettono alla prova (è importante confrontarsi e discutere con gli altri, a tal proposito) e, inoltre, di imparare a intuire - avvalendoti degli elementi giusti - se vale la pena o meno vedere un film.
Ecco, quest’ultima è un’attitudine fondamentale da sviluppare, perché capita di dover scegliere la mattina alle 8.30 – quindi non proprio a mente elastica – quale dei tre (o quattro) film sparsi per le sale è la scelta migliore da compiere (tipo caccia al tesoro!).
Che, poi, può capitare pure che le scelte migliori siano due (è raro), ma se poco poco di due scelte migliori, a te capita di farne una terza sbagliata, ti ritroverai, alla fine, a dover recuperare due film - magari, bellissimi - a scapito di un programma che avanza e difficilmente è disposto ad attenderti.

Bisogna stare al passo, in pratica, farsi le ossa a forza di rompersene qualcuna: è l’unica certezza per chi è inesperto e si trova – senza alcun team, nel mio caso – a dover far fronte a un programma con quaranta, cinquanta, sessanta titoli in elenco.
Certi studiano a casa, qualche giorno prima: vedono il calendario di tutte le proiezioni (disponibile in discreto anticipo) e scelgono già cosa vedere e cosa scartare. Io no. Ci ho provato. Non ci riesco. Già al primo giorno cambio idea e in un lampo tutto il lavoro svolto va in frantumi.
Preferisco improvvisare: mi piace arrivare la mattina, prendere il programma del giorno e sentire il ticchettio dell’orologio in testa mentre lo leggo e silente mi ripeto: ”Petrassi o Teatro Studio? Petrassi o Teatro Studio? No, aspetta: Petrassi, Teatro Studio o Sala Sinopoli? Ma al MAXXI che fanno, invece?”. E, nel frattempo, goccioline gelide scendono sulla fronte, come se quella scelta possa condizionare, in qualche modo, tutto il resto della (mia) giornata (che poi è così!).

Ma, forse, ora sto divagando troppo, però.
Dovrei tornare al punto. Al cambiamento. Il mio.
Che cosa è successo in dieci anni di divertimento, gioie, incontri, fatiche, esperienze, nevrosi e caterve di Cinema (e partite della Roma, anche: tutte in sala stampa!)?
Bè, di sicuro c’è stata una crescita personale (e professionale) e considerevole sulla materia che mi porto incollata addosso (e che non smette); l’amore verso un posto che ogni volta che torno mi mette sempre di buon umore e poi il divertimento, le gioie, gli incontri, le fatiche, le esperienze, le nevrosi e le caterve di Cinema (e le partite della Roma) che, passati dieci anni - nove consecutivi - io sto tranquillo saranno sempre lì ad aspettarmi. Perché puoi collezionarne quanti ne vuoi, ma l’abitudine a un Festival - o a una Festa – del cinema non te la farai mai. Visto che - dal mio punto di vista - abitudine e Cinema, sono, sostanzialmente, due ossimori.

martedì 16 ottobre 2018

First Man: Il Primo Uomo - La Recensione

Il Primo Uomo Poster Ita
In effetti ha senso.
Dopo averci fatto emozionare, commuovere e lasciato di stucco con la magica estetica e la musica di “La La Land” a Damien Chazelle, per rilanciare, non restava che fare la mossa più logica: portarci sulla Luna. E – sempre seguendo la logica – la maniera migliore per farlo era quella di prendere in considerazione l’idea di raccontare la storia di chi sulla Luna c’era stato veramente. Del primo uomo. Quel Neil Armstrong al quale facciamo riferimento ogni volta che pronunciamo (o sentiamo pronunciare) la fatidica frase: “Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità!”.

Anche se, forse, le motivazioni che hanno spinto Chazelle a intraprendere questo tragitto, vanno al di là della relazione tra lui e ciò che il pubblico si sarebbe aspettato. Anzi, a dire il vero, si potrebbe sostenere viaggino proprio slegate, spinte dalla volontà del regista di cambiare genere, affrontando per la prima volta il mito della fantascienza. Un passo – questo - che per lui non risulta affatto piccolo, ma al contrario più lungo di una gamba che va nettamente in difficoltà non appena è chiamata a dover gestire l’assenza di gravità. Non serve un esperto, infatti, per rendersi conto che “First Man: Il Primo Uomo” deve fare i conti con un'anima da due poli ambivalenti: uno freddo e distaccato - quasi estraniante per lo spettatore - legato a tutti quei tecnicismi, le prove di volo e i primi piani – di piloti e macchine - dedicati agli esperimenti della NASA e l’altro - il secondo - decisamente più caloroso e appassionante, perché circoscritto al privato di Armstrong, al rapporto con sua moglie – una breve, ma intensa Claire Foy – i figli e le perdite cicliche che, suo malgrado, non smettono di ruotare attorno alla sua orbita. Due poli, insomma, che provano a bilanciarsi tra loro a staffetta, ma incapaci di avvicinarsi davvero e permettere, a quella che sarebbe il caso di definire missione, di proclamarsi compiuta.

First Man ChazelleDiciamo che Chazelle, in confronto ad Armstrong, ha avuto meno fortuna. Sulla Luna ci arriva, e ci fa arrivare anche a noi, ma a conti fatti, il suo atterraggio, è indiscutibilmente ruvido e da rivedere. Che poi da rivedere, fino a un certo punto, perché se c’è una certezza, un segnale indiscutibile in “First Man: Il Primo Uomo”, è proprio legato alla palese evidenza del regista nel trovarsi molto più a suo agio, e ad essere più abile ed efficace, quando deve manipolare i sentimenti e i conflitti interiori dei protagonisti. I picchi più alti e coinvolgenti della pellicola, non a caso, si fanno sentire quando ci troviamo tra le mura di casa, quando Ryan Gosling e Claire Foy mostrano la loro forza granitica di una coppia che deve reagire alle difficoltà; quando scherzano coi loro figli e – nella scena clou del film – nel momento in cui lei lo obbliga a preparare i piccoli per un saluto che potrebbe farsi ultimo.

Accelerazioni, miste a decelerazioni che destabilizzano noi quanto Chazelle, che a furia di dimenarsi tra ciò che sa fare benissimo e ciò che sta imparando in corsa, slama le fila (commoventi) di una chiusura che fatica a farsi cerchio. Una chiusura visivamente e acusticamente stupefacente, eppure strozzata da una mancanza di frammenti (narrativi) che, forse, avrebbe potuto recuperare e inserire facilmente.
Chiedendo, magari, aiuto a un certo Steven Spielberg, che figurava - guarda un po' - tra i produttori del film (e che in materia non se la cava nemmeno tanto male).

Trailer:

lunedì 15 ottobre 2018

[HOME VIDEO] Christine: La Macchina Infernale - Il Film Di John Carpenter Rivive In 4K

Christine: La Macchina Infernale Carpenter

Disponibile in home video, per la prima volta in versione 4K Ultra HD, “Christine: La Macchina Infernale”: l’horror diretto da John Carpenter nel 1983, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King.
Questa nuova edizione, oltre a contenere il classico blu-ray standard addizionale, si presenta anche con un’apprezzabile sezione di contenuti speciali: con approfondimenti sulla realizzazione del film, scene eliminate e commento del regista.

Come ormai sarà noto, la storia è quella di una macchina - precisamente una Plymouth Fury rossa e bianca del '58 – avente una gelosa anima demoniaca in grado di influenzare e deviare verso la cattiva strada chiunque gli capiti come padrone. Una sfortuna che colpisce il povero e non popolare Arnie Cunningham, liceale dalla grande passione per le auto d’epoca, che non appena riesce a contrattare un prezzo stracciatissimo dall'ex proprietario di Christine – ridotta a ferraglia dal tempo – con olio di gomito e sudore la rimette completamente a nuovo, cambiando anche lui, però, di aspetto e personalità.

Libero di non seguire letteralmente il romanzo di King (che infatti cambia, nelle sfumature), Carpenter fa del suo adattamento una pellicola elegante e piuttosto scorrevole, sorprendendo – soprattutto – con una serie di effetti speciali - per l'epoca - strabilianti e il suo stile inconfondibile di narratore, sempre accurato ed essenziale.
Forse “Christine: La Macchina Infernale” non è considerato (e non è considerabile come) uno dei suoi lavori di punta, eppure a vederlo sfrecciare, tra fiammate e sterzate, si ha comunque la sensazione di trovarsi di fronte a un Cinema eseguito con la C maiuscola, rottamato (dalle major), magari, troppo in fretta e con scarsa lungimiranza.

Christine: La Macchina Infernale Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: Ultra HD 4K HDR
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Inglese, Francese, Tedesco - 2.0 Mono Dolby Digital: Portoghese, Spagnolo - 2.0 Surround Dolby Digital: Italiano, Coreano, Giapponese, Russo - 5.1 DTS HD: Inglese - Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese Non Udenti, Cinese, Coreano, Ebraico, Finlandese, Francese, Giapponese, Hindi, Olandese, Spagnolo, Svedese, Tailandese, Tedesco
Contenuti Speciali: Scene Eliminate; Commento Del Regista; Accensione; Fast And Furious
Durata: 110
Confezione: Amaray
Produttore: Sony Pictures
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 9 Ottobre 2018

[HOME VIDEO] La Terra Dell’Abbastanza - Il Folgorante Esordio Dei Fratelli D'Innocenzo Ora In Home Video

La Terra Dell’Abbastanza D'Innocenzo

Presentato nella sezione "Panorama", al Festival di Berlino 2018, “La Terra Dell’Abbastanza” - film scritto e diretto dai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo - è stato anche premiato agli ultimi Nastri D’Argento nella categoria Miglior Regista Esordiente. E meritatamente, sarebbe da aggiungere.
Perché quello che per i due registi – gemelli – rappresenta un vero e proprio esordio dietro la macchina da presa è, per noi spettatori, una visione folgorante: un colpo nello stomaco assestato come meglio, probabilmente, non si poteva fare.

Figlio legittimo, o meno, di “Non Essere Cattivo”, infatti, “La Terra Dell’Abbastanza” racconta la vicenda di due amici che sono praticamente fratelli, Mirko e Manolo, che una sera – parlando del futuro modesto che li aspetta, da affrontare però spalla a spalla – investono involontariamente una persona sbucata dal nulla, scappando successivamente, un po’ per paura e un po’ per convenienza. Il destino tuttavia è beffardo e per loro quello che la logica definirebbe disgrazia, si trasforma in una distorta manna dal cielo, spalancandogli le porte di una criminalità che vale la pena cavalcare – pensano – per smarcarsi dalla povertà della periferia che li ammanta.

Girata in maniera impeccabile - segno di due talenti da tenere assolutamente d’occhio – la pellicola dei fratelli D’Innocenzo allora sorprende soprattutto per come, pur avvalendosi di un canovaccio non precisamente originale, è in grado di annientare gli stereotipi del genere, incalzando di volta in volta tensione e angoscia tramite l'uso di uno sguardo autentico e accurato. Un discorso che potremmo andare a fare anche per le interpretazioni-tutte, sebbene quella del giovane Andrea Carpenzano conferma le aspettative altissime sul suo talento.
Dal 2 ottobre 2018 “La Terra Dell’Abbastanza” è disponibile in home video nei formati blu-ray disc, dvd e streaming legale, per cui se non lo avete visto e avete voglia di scoprire un ottimo film nostrano, avete mezzi sufficienti per approfittarne.

La Terra Dell’Abbastanza Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano 5.1 - DTS HD: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Contenuti Speciali: Scene Tagliate, Interviste, Trailer
Durata: 96
Confezione: Amaray
Produttore: Adler Entertainment
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 2 Ottobre 2018

sabato 13 ottobre 2018

[HOME VIDEO] Mektoub, My Love: Canto Uno - In Home Video Il Nuovo Film Di Abdellatif Kechiche

Mektoub, My Love: Canto Uno Film

Solo a pensare che relativamente a breve - si spera fra qualche mese - riusciremo a vedere il canto numero due di “Mektoub, My Love”, sale l’acquolina in bocca. Una reazione istintiva nei confronti di una (probabile) trilogia - e di un regista, diventato ormai di culto tanto quanto controverso - che già al suo primo capitolo riesce a farsi colpo di fulmine e a risultare esperienza visiva dalla quale è impossibile staccare gli occhi di dosso – nonostante le tre ore di durata - : e nel caso in cui doveste avere dubbi a riguardo potreste approfittare dell’uscita in home video del Canto Uno per cominciare a fugarli.

Basteranno pochi istanti, tanto, per lasciarsi rapire dal ritorno di Amin nella sua città natale. Lui, aspirante sceneggiatore e giovane fotografo, tornato a casa per le vacanze estive inaugurate subito con l’incontro - prima voyeuristico e poi imbarazzante e tenero - con quella che – lo si intuisce facilmente – è la ragazza di cui da sempre è follemente (e segretamente) innamorato (e vai a dargli torto!). Il primo passo verso una discesa liquida fatta di molteplici personaggi, divertimento, incontri e feste, e dove l’entusiasmo e la leggerezza della giovinezza sono indirizzati a far da padrone, anche se contaminati da una non-spensieratezza che, a tratti, (almeno in Amin) ci avverte di un’età adulta prossima a varcare la soglia della porta.

E di questo viaggio, di questo (ancora parziale) racconto di vita, il regista Abdellatif Kechiche ci fa letteralmente innamorare; riesce a trasmetterci la passione, la voglia di entrarci dentro e non uscirne più, contattando – per chi quell'età l’ha passata e sa benissimo come funziona – una parte remota di noi che visceralmente ci fa un po’ emozionare, generando larghe dosi di affetto e di malinconia.

Mektoub, My Love: Canto Uno Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano, Originale - 5.1 DTS HD: Italiano, Originale
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Intervista Al Regista, Trailer
Durata: 181
Confezione: Amaray
Produttore: Cecchi Gori
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 4 Ottobre 2018

[HOME VIDEO] L’Odio - Il Film Cult Di Mathieu Kassovitz Finalmente In Alta Definizione

L’Odio Vincent Cassel

Ci sono film che non hanno bisogno di presentazioni, che dietro di loro si portano una scia inesauribile di fascino e attualità capace di renderli immortali, immuni allo scorrere del tempo; film che ti entrano dentro e che – per tanti motivi – dopo non escono più. Tra questi uno è sicuramente “L’Odio” di Mathieu Kassovitz, vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes del 1995 e con protagonista un indimenticabile e giovanissimo Vincent Cassel.

Girato a colori, ma editato in bianco e nero in fase di post-produzione, “L’Odio” è ambientato all'interno delle banlieue parigine, le periferie multietniche dove giovani di ceto basso e polizia si trovano spesso a venire in contatto, cedendo alla violenza e scatenando guerriglie. Una di queste ha come oggetto la reazione al pestaggio ricevuto in prigione dal giovane Abdel, al quale va ad agganciarsi la volontà di vendetta di tre ragazzi emarginati, Vinz, Hubert e Said, appena entrati in possesso di una pistola perduta da un agente.

Va da sé che quello di Kassovitz è un film costruito per trasmettere un sapore amaro e potente, duro quanto controverso (all'epoca come adesso), che ancora oggi non ha perduto la sua aderenza né con la sensibilità dello spettatore, né tantomeno con le tematiche affrontate. Un cult da inserire in quella schiera di titoli must see che finalmente può godere di un’edizione in alta definizione degna del suo spessore, in uscita questo mese grazie alla collaborazione tra RaroVideo e Cecchi Gori Entertainment.

L’Odio Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,85:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano, Francese - 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano, Francese
Sottotitoli: Italiano
Contenuti Speciali: 3 Cortometraggi Di Mathieu Kassovitz: Fierrot le Pou, Cauchemar Blanc, Assassin; Interviste A: Giorgio Gosetti, Mario Sesti, Antonello Piroso; Conversazione Sul Film Con Alessandro De Simone (The Cinema Show), Michela Greco (Paese Sera) e Ilaria Ravarino (Leggo); Booklet
Durata: 97
Confezione: Amaray
Produttore: RaroVideo
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 2 Ottobre 2018

venerdì 12 ottobre 2018

Suspiria - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Suspiria 2019 Poster

Teaser trailer ufficiale italiano per "Suspiria", il nuovo film di Luca Guadagnino - palese omaggio o libero remake (fate voi) del cult di Dario Argento - con Tilda Swinton, Dakota Johnson , Chloë Grace Moretz e Mia Goth, a Gennaio nelle nostre sale.

Teaser Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
L’ambiziosa danzatrice americana Susie Bannion arriva a Berlino negli anni '70 con la speranza di entrare nella rinomata Compagnia di Danza Helena Markos. Già dalla prima prova, Susie, col suo talento, sbalordisce la famosa coreografa Madame Blanc, guadagnandosi il ruolo da prima. Olga ha un crollo emotivo e accusa le “Madri” che dirigono la compagnia, di essere delle streghe. Prima che possa fuggir via, però, viene catturata e torturata da una forza misteriosa, legata in qualche modo alla danza di Susie… Durante le prove per l'esibizione finale “Volk”, Susie e Madame Blanc si avvicinano sempre di più, rivelando come l’interesse di Susie per la compagnia vada oltre la danza. Nel frattempo un anziano psicoterapeuta, il dottor Klemperer, cerca di svelare i segreti più oscuri della compagnia con l’aiuto di Sara, un'altra ballerina, che esplorerà i sotterranei della scuola dove l'attenderanno atroci scoperte…

Aladdin - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Aladdin live-action Poster

Sbarcano online le prime immagini di "Aladdin", il nuovo live-action Disney diretto da Guy Ritchie con Will Smith, Mena Massoud, Billy Magnussen, Naomi Scott, Nasim Pedrad, Navid Negahban, Marwan Kenzari, Kamil Lemieszewski, Numan Acar e Bern Collaço, al cinema a Maggio 2019.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano:

mercoledì 10 ottobre 2018

Pet Sematary - Trailer Ufficiale Italiano

Pet Sematary Poster

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "Pet Sematary", il film diretto da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer - tratto dal romanzo di Stephen King - con Jason Clarke, Amy Seimetz e John Lithgow, dal 2019 al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Tratto dal racconto dell’orrore di Stephen King, Pet Sematary racconta la storia del dottor Louis Creed (Jason Clarke) che, dopo essersi trasferito da Boston in una zona rurale del Maine con la moglie e i suoi due figli, scopre un misterioso cimitero nascosto nel bosco vicino alla nuova casa. Quando una tragedia improvvisa colpisce la sua famiglia, Louis si rivolge al suo bizzarro vicino, Jud Crandall (John Lithgow), portandolo a commettere azioni che scateneranno malefiche conseguenze.

Red Zone: 22 Miglia Di Fuoco - Trailer Ufficiale Italiano

22 Miglia Di Fuoco Poster Ita

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Red Zone: 22 Miglia Di Fuoco", il nuovo film di Peter Berg con Mark Wahlberg, Lauren Cohan, Iko Uwais, John Malkovich e Ronda Rousey, dal 15 Novembre al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi(Ufficiale):
Mark Wahlberg è un agente speciale dei servizi segreti con una missione letale e pericolosa: dovrà proteggere un informatore a conoscenza di segreti che potrebbero sventare attacchi terroristici di portata catastrofica. Insieme alla sua squadra lo scorterà per 22 miglia, in una corsa contro il tempo per portarlo fuori dal paese. Durante il viaggio dovrà scontrarsi contro squadre d’assalto e nemici armati pronti a tutto.

lunedì 8 ottobre 2018

Macchine Mortali - Nuovo Trailer Italiano Ufficiale

Macchine Mortali Film

Nuovo trailer ufficiale italiano di "Macchine Mortali", il film diretto da Christian Rivers - e prodotto da Peter Jackson - con Hugo Weaving, Hera Hilmar, Robert Sheehan, Jihae, Ronan Raftery, Leila George, Patrick Malahide e Stephen Lang, al cinema dal 13 Ottobre.

Nuovo Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Migliaia di anni dopo la distruzione del mondo civilizzato a causa di un cataclisma, la razza umana si è adattata e si è evoluta con un nuovo stile di vita. Gigantesche città in movimento vagano per la Terra, prendendo brutalmente di mira le più piccole città trazioniste. Tom Natsworthy (Robert Sheehan) - proveniente da una classe inferiore della grande città trazionista di Londra - si ritrova a dover combattere per la sopravvivenza dopo essersi imbattuto in Hester Shaw (Hera Hilmar), una pericolosa fuggitiva. I due opposti, i cui sentieri non avrebbero mai dovuto incontrarsi, sigleranno un'alleanza destinata a cambiare il corso del futuro.

venerdì 5 ottobre 2018

The Predator - La Recensione

The Predator Shane Black
Shane Black in “Predator” ci aveva recitato. Era il 1987 e il fanta-horror-action diretto da John McTiernan, con Arnold Schwarzenegger, non era ancora diventato quel cult intoccabile che conosciamo oggi.
Sono passati trentuno anni da quell'esperienza, durante i quali Black è riuscito ad affermarsi come brillante sceneggiatore prima e come ottimo regista poi, manifestando nei suoi lavori un’affezione particolare e costante per quel cinema anni ’80 e inizio anni ’90 che, probabilmente, deve aver influito, in termini di entusiasmo, sulla scelta – rischiosissima - di lasciarsi coinvolgere sul progetto di un sequel nel quale, in pratica, aveva tutto da perdere.

Eppure, chi lo conosce, poteva immaginare facilmente che, se esisteva qualcuno in grado di non cazzeggiare – passatemi il termine – con il franchise di Predator, quel qualcuno era sicuramente Black. E non solo per via del suo passato, ma per un'intelligenza di fondo che, in scrittura, lo ha sempre contraddistinto, convertendo, di fatto, il suo nome in una sorta di garanzia certificata. La stessa garanzia che permette a “The Predator” di proporsi come uno spettacolo d’intrattenimento muscolare, ispirato e riguardoso verso il suo capostipite, eppure abbastanza sfrontato e acuto da voler camminare sulle proprie gambe: prendendosi la libertà di ampliare e di evolvere un immaginario che altrimenti rischiava di tarpare le ali a possibilità che, forse, valeva la pena di esplorare. E allora ben vengano le astronavi che viaggiano nello spazio alla stessa velocità del Millennium Falcon, che scendano in strada i bambini a festeggiare Halloween e, perché no, che si faccia chiarezza una volta per tutte sul predatore in questione, che analizzandolo attentamente, nel comportamento, sarebbe più giusto, magari, chiamare cacciatore (del resto i cani per stanare le prede ce li hanno loro, no?). Precisazione che, di sicuro, per qualche secondo farà tremare i fedelissimi presenti in sala, salvo poi rassicurarli col sorriso, non appena verrà stabilito che quella di rivedere i nomi (o le etichette) non è un’opzione percorribile.

The Predator 2018Perché ci son cose che si possono cambiare e ce ne sono altre che guai a toccarle.
Così a doversela vedere con gli yautja di turno dovrà essere nuovamente una squadra di soldati, una di quelle fuori di testa, con elementi condannati al macello. Perciò brutti, sporchi e cattivi, tranne per la donna, biologa, di Olivia Munn che, come un pesce fuor d'acqua e per sopravvivere, si trova costretta a restare (a collaborare e a combattere) con loro. Solo in questo modo - con tali soggetti e personalità discutibili - infatti, la penna di Black può partorire battute taglienti e sequenze geniali, capaci di risultare credibili e contribuire a rendere irresistibile una pellicola, fino a prova contraria, straripante dal primo all’ultimo secondo. Incapace di mostrare il fianco neppure nel corso del famoso terzo atto: quello completamente rigirato in fretta e furia e in cui si notano tagli sbrigativi e momenti imprecisi; ma anche quello dove - nonostante tutto - la forza della narrazione e del divertimento non viene meno, confermando ufficialmente la riuscita dell’operazione.

Meglio di così, insomma, era davvero difficile.

Quello di Black è l’avanzamento e il rimodellamento di Predator migliore a cui si potesse aspirare, e se qualche purista o, al limite, provocatore volesse provare a sostenere il contrario, bè, a quel punto sarebbero solamente problemi suoi.

Trailer:

A Private War - Trailer Ufficiale Italiano

A Private War Rosamund Pike

Presentato il trailer ufficiale italiano di "A Private War", il film di Matthew Heineman - già presentato al Toronto International Film Festival e nella selezione ufficiale della tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma - con Rosamund Pike, Jamie Dornan e Stanley Tucci, al cinema dal 22 Novembre 2018.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Biopic - tratto dall'articolo di Marie Brenner, pubblicato su un'edizione statunitense di Vanity Fair - sulla coraggiosa reporter di guerra Marie Colvin, che lavorò per il settimanale britannico The Sunday Times dal 1985 al 2012. Il film racconta il suo intrepido impegno presso i luoghi distrutti dalla guerra, Iraq, Afghanistan e Libia, fino a quando all'età di 56 anni, inviata ad Homs per seguire la guerra in Siria, venne tragicamente uccisa insieme al fotografo francese Rémi Ochlik durante un'offensiva dell'esercito locale.

Festa Del Cinema Di Roma 2018 - Tutti I Film In Programma

Festa Del Cinema Di Roma 2018 Poster

Sono stati rivelati tutti i titoli che verranno presentati tra qualche giorno alla tredicesima edizione della Festa Del Cinema di Roma: che si svolgerà dal 18 al 28 Ottobre all'Auditorium Parco Della Musica. Di seguito l'elenco completo dei film.

7 Sconosciuti A El Royale
di Drew Goddard (film d'apertura)
American Animals di Bart Layton
Bayoneta di Kyzza Terrazas
Beautiful Boy di Felix Van Groeningen
Corleone Il Potere Ed Il Sangue / Corleone La Caduta di Mosco Levi Boucault
Correndo Atrás (Running After) di Jeferson De
Diario Di Tonnara di Giovanni Zoppeddu
Eter (Etere) di Krzysztof Zanussi
Fahrenheit 11/9 di Michael Moore
Før Frosten (Before The Frost) di Michael Noer
Funan di Denis Do
Millennium: Quello Che Non Uccide (The Girl In The Spider's Web) di Fede Álvarez
Green Book di Peter Farrelly
Halloween di David Gordon Green
The Hate U Give di George Tillman Jr.
Hermanos (Brothers) di Pablo Gonzaléz
Il Mistero Della Casa Del Tempo di Eli Roth
Se La Strada Potesse Parlare di Barry Jenkins
An Impossibly Small Object di David Verbeek
Jan Palach di Robert Sedlácek
Kursk di Thomas Vinterberg
Light As Feathers di Rosanne Pel
The Little Drummer Girl (mini serie-tv - 2 episodi) di Park Chan-wook
Mere Pyaare Prime Minister (MY Dear Prime Minister) di Rakeysh Omprakash Mehra
Mia E Il Leone Bianco di Gilles de Maistre
Monsters And Men di Reinaldo Marcus Green
La Negrada (Black Mexicans) di Jorge Pérez Solano
Las Niñas Bien (The Good Girls) di Alejandra Márquez Abella
The Old Man & The Gun di David Lowery
Powrót (Back Home) di Magdalena Lazarkiewicz
A Private War di Matthew Heineman
Sangre Blanca (White Blood) di Barbara Sarasola-Day
Stanlio & Ollio di Jon S. Baird
They Shall Not Grow Old di Peter Jackson
Three Identical Strangers di Tim Wardle
Titixe di Tania Hernández Velasco
Il Vizio Della Speranza di Edoardo De Angelis
Watergate (serie tv - 4 episodi) di Charles Ferguson

Tutti Ne Parlano (film che arrivano alla Festa del Cinema di Roma dopo un sorprendente esordio internazionale)

Boy Erased di Joel Edgerton
Da Xiang Xi Di Er Zuo (An Elephant Sitting Still) di Hu Bo
Morto Tra Una Settimana... O Ti Ridiamo I Soldi di Tom Edmunds
La Diseducazione Di Cameron Post di Desiree Akhavan

Gli Eventi Speciali

Notti Magiche di Paolo Virzì (film di chiusura)
Who Will Write Our Story di Roberta Grossman
Il Flauto Magico Di Piazza Vittorio di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu
Noi Siamo Afterhours di Giorgio Testi
Vero Dal Vivo. Francesco De Gregori di Daniele Barraco

giovedì 4 ottobre 2018

A Star Is Born - La Recensione

A Star Is Born Gaga
Quello con il quale Bradley Cooper ha deciso di esordire alla regia – restando pur sempre davanti la macchina da presa, da protagonista – è il quarto adattamento cinematografico di “È Nata Una Stella”, o, più precisamente, il secondo remake del musical del 1954, con una sceneggiatura, assai più speculare, però, alla versione uscita nel 1976: e questo perché il film originale, datato 1937, in realtà, era ambientato nel mondo del cinema. Ma al di là della cronologia storica – che scommetto a qualcuno ha già mandato fuori fase – a catalizzare l’attenzione su “A Star Is Born” è stata, senza dubbio, la notizia di un altro esordio: quello cinematografico della pop-star Lady Gaga.

Serviva una scossa - se non un tuono - del resto, per rivitalizzare un progetto che, anni fa, era stato accostato a Clint Eastwood (che voleva realizzarlo con Leonardo DiCaprio e Beyoncé), prima di finire nel dimenticatoio, in attesa di un temerario disposto a sbatterci la testa. E bisogna ammettere che Cooper, come debuttante regista, dimostra di sapere il fatto suo, così come dimostra altrettanto di avere una bellissima voce e il phisique du role perfetto per interpretare un famosissimo cantante country, con il vizio incontrollato dell’alcol e della droga (a occhio e croce la sua migliore prova d'attore). Se, infatti, “A Star Is Born” riesce a stabilire una certa aderenza sulle emozioni dello spettatore, e a non risultare stantio o fiacchetto, è soprattutto per merito del suo personaggio e delle scelte registiche con le quali decide di raccontare l’evoluzione di quello affidato a una sorprendente e bravissima Lady Gaga. Basti pensare alla scena, meravigliosa (forse la più bella del film, in termini di costruzione), in cui la costringe a salire sul palco a cantare, davanti a migliaia di persone, per la prima volta nella sua vita: forzandola a lottare, in una manciata di secondi, con quella parte di sé da sempre frenante, perché preoccupata dei giudizi della gente. Una sequenza ricca di primi piani, di espressioni azzeccate, capace di crescere visceralmente con l'aiuto di un pezzo musicale, a far da motore, appassionante e orecchiabile.

A Star Is Born Lady GagaNon è la generosità degli attori, quindi, il punto debole di “A Star Is Born” che paga, specie nella sua seconda metà, alcune scelte che vanno leggermente in conflitto con delle intuizioni che, invece, risultano parzialmente positive e non scontate: una su tutte quella di avvicinare Ally, la cantante impegnata di Lady Gaga, alla pop-star che - magari in maniera meno superficiale - nella vita reale è veramente. Questo consente a Cooper di abbozzare un ragionamento intelligente – voluto o meno che sia – su cosa significhi, oggi, avere successo nel mondo della musica (e non solo), trasformando - a un certo punto - metaforicamente il suo malconcio Jackson Maine - parabola compresa - nella rappresentazione di quell’arte pura, profonda, fragile e quindi da salvaguardare. Quell’arte che sta pian piano soccombendo sotto le grinfie di un successo che se ne frega della sostanza, consapevole di riuscire a vincere più facilmente puntando tutto sulla forma: ruolo personificato, qui, da un produttore-diavolo che vorrebbe Cooper fuori dai giochi, lontano dai pensieri della moglie.

Un duello spirituale per il quale valeva la pena tradire il canovaccio originale della pellicola, cercando di trovare soluzioni alternative: non per forza incaricate a cambiare i destini delle pedine, ma quantomeno a elaborarne (coerentemente e) meglio il percorso.
Ma, forse, per un film che aveva meno ambizioni di quante, poi, è riuscito a trovarsene, effettivamente, in tasca, già questo è da considerarsi un risultato estremamente positivo. Di sicuro ottimo per quanto riguarda il Cooper-regista e la Lady Gaga protagonista: anime vibranti di un musical non indimenticabile, ma che sa benissimo come fare a scaldare i cuori.

Trailer:

Notti Magiche - Trailer Ufficiale


Ecco il trailer ufficiale di "Notti Magiche", il nuovo film di Paolo Virzì - che chiuderà la tredicesima edizione della Festa Del Cinema Di Roma - con Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere, Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Paolo Bonacelli, Ornella Muti, Marina Rocco, Andrea Roncato, Emanuele Salce, Giulio Scarpati, Ludovica Modugno, Ferruccio Soleri e Simona Marchini, al cinema dall'8 Novembre.

Trailer Ufficiale:

Sinossi (Ufficiale):
Italia '90: la notte in cui la Nazionale viene eliminata ai rigori dall’Argentina, un noto produttore cinematografico viene trovato morto nelle acque del Tevere. I principali sospettati dell’omicidio sono tre giovani aspiranti sceneggiatori, chiamati a ripercorrere la loro versione al Comando dei Carabinieri. "Notti Magiche" è il racconto della loro avventura trepidante nello splendore e nelle miserie dell’ultima stagione gloriosa del Cinema Italiano.

Venom - La Recensione

Venom Tom Hardy
Quando, nella prima scena, appare l’astronave in avaria con su scritto Life Foundation, il pensiero va immediatamente a quei rumors – mai confermati – che un anno fa, circa, ruotavano attorno all'horror di Daniel Espinosa: quel “Life” sul quale, a un certo punto, qualcuno ha iniziato a sospettare potesse essere il prequel silente di “Venom”. Una teoria affascinante, una trovata fuori dagli schemi; sulla quale però la Sony - ammesso e non concesso fosse stata tanata - ha preferito non entrare nel merito, lasciando la questione in mano ai nerd e agli internauti: se non altro per via dello scarso successo riscontrato da quella pellicola, inadeguato a lanciare le sorti di un nuovo franchise sul quale, forse, considerato tutto, sarebbe stato meglio operare in maniera più sicura e ordinaria.

Che poi ordinaria, mica tanto.
Perché il “Venom” di Ruben Fleischer impatta sullo schermo assumendo un’aria da horror puro, un’aria che pensi da un secondo all’altro venga smorzata ironicamente, ritirata, ma che invece per un po’ viene adottata a tempo pieno, come fosse quello il suo genere di riferimento. Una scelta interessante, che farebbe il paio con le dichiarazioni di Tom Hardy quando, in fase di inizio riprese, disse di aver accettato il ruolo di Eddie Brock proprio per via dell’originalità di un progetto di fondo, fuori dalle righe. Ma una scelta, anche, che un prodotto d’intrattenimento, derivato da un cine-comic, non può permettersi di cavalcare troppo a lungo, neppure se alternata da momenti più leggeri e divertenti in cui Hardy – contagiato dal parassita alieno, più comunemente detto simbionte – dialoga e combatte internamente per non perdere il controllo del suo corpo e della sua mente, attirati dal lato oscuro. Ciò che ne viene fuori allora da questo “Venom” è, inevitabilmente, un ibrido a tratti scontato e a tratti stimolante, che come il suo protagonista deve fare a botte con una parte di sé che lo vorrebbe anarchico, tenebroso e sanguinolento e l’esatto opposto che gli ricorda di doversi dare un contegno per rientrare nei canoni della censura ed evitare divieti.

Venom Tom HardyCosì quell’horror che avevamo iniziato a pregustare felici, sorpresi di un’audacia ormai assente nell’industria cinematografica mainstream di oggi, finisce via via col dissolversi e stabilizzarsi: costretto a collaborare con pezzi di commedia, romanticismo e il canovaccio standard dei super-hero-movie e a concepire una trama dagli eventi piuttosto canonici che, forse, riesce a risparmiarci qualche cliché di troppo, ma non la parabola discendente di quell’entusiasmo assaporato sulle prime. Certo, avere un front-man come Hardy - capace di risollevare la scena con una sola inquadratura o battuta, fornendo al personaggio largo spessore pur avendo periodi strettissimi per lavorare sul suo intimo - ti concede il lusso di non cadere mai sulle ginocchia e tenere duro a ogni botta, ma da uno stand-alone su Venom, probabilmente, era lecito aspettarsi qualcosina in più di una semplice prova di resistenza fisica (tra l'altro, anche in termini di sequenze spettacolari, siamo un tantino sotto la media).

Poteva essere per la Sony il crack che l’esordio di “Deadpool” è stato per la 20th Fox, quello di Fleischer. Bastava andare meno per il sottile e farsi avvolgere totalmente, senza preoccupazioni, da quell’atmosfera dark capace di giocare lo stesso ruolo che il simbionte del film fa con Hardy. Quella di fargli opposizione, sperando di colpire sia il cerchio, sia la botte, è stata, indubbiamente, una tattica votata al pareggio. Un pareggio raggiunto, si, ma a scapito della vittoria.

Trailer:

Tutti Lo Sanno - Trailer Ufficiale Italiano

Tutti Lo Sanno Farhadi

Primo trailer ufficiale italiano per "Tutti Lo Sanno", il nuovo film di Asghar Farhadi - presentato in concorso all'ultimo Festival di Cannes - con Penelope Cruz, Javier Bardem e Ricardo Darìn, al cinema dall'8 Novembre.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
In occasione del matrimonio della sorella, Laura torna con i figli nel proprio paese natale, nel cuore di un vigneto spagnolo. Ma alcuni avvenimenti inaspettati turberanno il suo soggiorno facendo riaffiorare un passato rimasto troppo a lungo sepolto.

Maria Regina Di Scozia - Trailer Ufficiale Italiano

Maria Regina Di Scozia Margot Robbie

Presentato il trailer italiano ufficiale di "Maria Regina Di Scozia", il film diretto da Josie Rourke con Saoirse Ronan, Margot Robbie, Jack Lowden, David Tennant e Guy Pearce dal 17 Gennaio al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Maria, Regina di Scozia" esplora la turbolenta vita della carismatica Mary Stuart. Regina di Francia a 16 anni e vedova a 18, Mary sfida le pressioni politiche che vorrebbero si risposasse. Fa ritorno invece nella sua natia Scozia per reclamare il suo trono legittimo. Ma la Scozia e l'Inghilterra finiscono per essere governate da Elisabetta I. Ciascuna delle due giovani regine percepisce la "sorella" come una minaccia ma, allo stesso tempo, ne subisce il fascino. Rivali per il potere e in amore, e reggenti in un mondo maschile, le due dovranno decidere tra il matrimonio e l'indipendenza. Determinata a regnare non solo in senso figurato, Mary reclama il trono inglese, minacciando la sovranità di Elisabetta. Tradimento, ribellione e cospirazioni all'interno di ogni corte metteranno in pericolo entrambi i troni e cambieranno il corso della storia.





mercoledì 3 ottobre 2018

Hunter Killer: Caccia Negli Abissi - Trailer Ufficiale Italiano

Caccia Negli Abissi Poster Film

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "Hunter Killer: Caccia Negli Abissi", il film di Donovan Marsh con Gerard Butler, Gary Oldman, Common e Linda Cardellini, al cinema dall'8 Novembre.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Nelle profondità del Mar Glaciale Artico, il Capitano di un sottomarino americano, Joe Glass (Gerard Butler), è alla ricerca di un sottomarino statunitense in pericolo quando scopre che un segreto colpo di stato russo è all'orizzonte, minacciando di distruggere l’ordine mondiale. Con il suo equipaggio e l’intera nazione a rischio, il Capitano Glass deve mettere insieme una squadra speciale di Navy SEALs per recuperare il Presidente russo preso in ostaggio e infiltrarsi nelle acque nemiche per impedire la Terza Guerra Mondiale.

Spider-Man: Un Nuovo Universo - Secondo Trailer Internazionale Ufficiale

Spider-Man: Un Nuovo Universo Film

Secondo trailer internazionale ufficiale di "Spider-Man: Un Nuovo Universo", il nuovo film di Phil Lord e Chris Miller dal 25 Dicembre al cinema.

Secondo Trailer Internazionale Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
"Spider-Man: Un Nuovo Universo" racconta le vicende del teenager Miles Morales e delle infinite possibilità dello Ragno-Verso, dove più di una persona può indossare la maschera. Una visione fresca di un nuovo Universo Spider-Man con uno stile visivo innovativo e unico nel suo genere.

lunedì 1 ottobre 2018

Rocketman - Teaser Trailer Ufficiale Italiano


Prime immagini per "Rocketman", il film sulla vita di Elton John diretto da Dexter Fletcher con Taron Egerton, Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Jamie Bell, Steven Mackintosh e Kamil Lemieszewski, al cinema dal 2019.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano: