IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

mercoledì 21 novembre 2018

La Ballata Di Buster Scruggs - La Recensione

La Ballata Di Buster Scruggs CoenIn principio doveva essere una serie televisiva “La Ballata Di Buster Scruggs”, l’esordio dei fratelli Coen con un progetto sul piccolo schermo e la prima collaborazione tra loro e Netflix. In fase di realizzazione, però, qualcosa è cambiato, difficile dire se in peggio o in meglio, ma fatto sta che il risultato ha voluto che quei sei episodi che sarebbero dovuti durare trenta, quaranta, o chissà quanti minuti l’uno, sono diventati un film di due ore abbondanti, incapace di nascondere le sue derive, ma sorprendentemente robusto, logico e persuasivo.

La struttura antologica di storie che si alternano, slegate l’una dall'altra, è rimasta, così come quell'omaggio al filone western - protagonista assoluto di sfondo e avvenimenti - sul quale i Coen vanno a forgiare quella catena conduttrice dedicata alla Morte che, forse, potrebbe essere l’unica aggiunta necessaria, eseguita in corsa, e utile a riordinare i propositi. Non c’è personaggio infatti – che sia primario o comprimario – che non debba fare i conti col proprio destino in “La Ballata Di Buster Scruggs”: con una vita pronta a sorprenderti quando meno te l’aspetti o che, beffarda, sembra non veda l’ora di prendersi gioco di te, sfruttando un momento di estremo apice o di parziale declino. Il tutto senza rinunciare – come era ovvio che fosse – a quello spirito sarcastico e irresistibile che contraddistingue i due registi, e a quella filosofia un po’ scanzonata e fatalista – che trovò la sua massima espressione in ”Non È Un Paese Per Vecchi” - di chi non ha risposte da dare sull'esistenza, tranne la certezza che sia tutto profondamente casuale, dominato dal caos, se non, addirittura, dall'assurdo.
Quell'assurdo che ritroviamo piacevolmente nella caratterizzazione di moltissimi dei personaggi: a cominciare dallo Buster Scruggs del titolo – di cui avremmo visto più che volentieri uno stand-alone - , passando, poi, per il direttore di banca, appassionato di padelle, e terminando, infine, con una diligenza trainata da un misterioso pilota, con singolari passeggeri a bordo, – e vagamente ispirata a quella di “The Hateful Eight” – che conclude il suo viaggio alle porte di un albergo dall'aria funesta e a dir poco inquietante.

La Ballata Di Buster Scruggs NetflixLe scorie, allora, che solitamente in situazioni come questa – di repentino cambiamento, di stravolgimento rispetto alle premesse – non tardano a farsi sentire e a rimarcare un deragliamento, con grande stupore ci appaiono ridotte ai minimi termini: evidenti, è, ma meno di quanto, probabilmente, lo sarebbero state forzando un prodotto a puntate che, a un certo punto, nella testa dei Coen avevano smesso di esistere. Perché sebbene sia evidente che “The Ballad of Buster Scruggs” non sia figlio di una vena creativa messa accuratamente a fuoco, ma di brandelli in fase di sviluppo o di illuminazione - magari sbocciati come singole idee per potenziali lungometraggi, temporaneamente accantonate - , è altrettanto evidente come il lavoro eseguito sul potenziale degli stessi e sulle opportunità a disposizione abbia portato al raggiungimento della soluzione migliore possibile: quella di una pellicola-ibrida, capace di stare comunque perfettamente in piedi.

Non solo per via di una spina dorsale profonda e affascinante, ma anche per merito di alcune parentesi notevolissime di (gigantesco) cinema che fanno letteralmente esaltare ed elettrizzare il cervello, e per le quali, appunto, non smetteremo mai di ringraziare Dio, pardon, il Caso, di averci concesso il lusso di poter beneficiare di due autori unici e frizzanti come i fratelli del Minnesota.

Trailer:

martedì 20 novembre 2018

Robin Hood: L'Origine Della Leggenda - La Recensione

Robin Hood Egerton
Dimenticate il classico. Ce lo dice subito questo nuovo “Robin Hood: L'Origine Della Leggenda”, con la voce fuori campo di un Taron Egerton che incalza, aggiungendo che ciò che vedremo sarà alquanto discorde da ciò che sappiamo e ricordiamo. Una raccomandazione che – per quanto mi riguarda, posso dire – incoraggia e stimola, perché se nel 2018 porti al cinema la settordicesima versione dell’antieroe con arco e frecce, dargli una rilettura moderna, o post-moderna deve essere praticamente d’obbligo.

Opta, così, per la seconda possibilità, il regista Otto Bathurst, mettendo mani a una sceneggiatura – scritta da Ben Chandler e David James Kelly - che miscela l’originalità della leggenda con l’attualità recente, sia di cronaca che cinematografica. Succede, allora, che un giovane Robin di Loxley - in piena love-story con Marion - viene chiamato a fare il militare e a combattere una Crociata contro gli Arabi che lo tiene lontano da Nottingham per quattro anni: periodo nel quale - in pratica - lui diventa Occhio Di Falco con l’arco e il suo paese, invece, viene dissanguato dalle richieste di uno sceriffo che, in combutta con la Chiesa, sta seminando povertà e disperazione tra la plebe. Politica capitalista e repressiva che all’improvviso, una sorta di super-eroe – con tanto di maschera, sia chiaro – detto Hood, tenterà di scardinare e sopprimere, accompagnato da un fido Little John che, da nemico di guerra, si trasformerà per lui in leader silenzioso, addestratore e, infine, fido scudiero.
Tanta carne al fuoco, insomma, tanta voglia di stupire, ma anche tanta, tantissima voglia di non snaturare troppo gli archetipi di una storia che, se negli anni è riuscita a mantenersi epica, lo deve moltissimo a quei valori fondamentali e sinceri, da difendere con orgoglio. Un compromesso che “Robin Hood: L'Origine Della Leggenda” dimostra di poter portare a casa facilmente, di avere le carte in regola e le idee per domarlo, gestirlo, questo almeno se la fretta e la smania di mettersi in ghingheri non lo facesse scivolare su delle bucce di banana, onestamente, evitabilissime.

Robin Hood Jamie FoxxLa più imperdonabile – perché compromette l’intera credibilità del film – è quella di un addestramento formativo – sull'imparare a essere veloce con l’arco - montato in maniera talmente veloce e repentina da dare la sensazione che il tempo trascorso tra l’inizio e la fine sia appena di qualche giorno: facendo passare il messaggio che lo scompiglio portato dal giustiziere Hood, a Nottingham, cominci a pochissimi giorni dal ritorno di Robin in città, ma nessuno sia abbastanza intelligente da rendersene conto. Sarebbe bastato allungare un minimo quella parentesi, copiare un po’ meglio da “Kill Bill” – del resto, è evidente che Little John diventi Pai Mei – e da quello che evidentemente è stato il riferimento principe di Bathurst, ovvero “Batman Begins”: magari aggiungendo dei sintetici stacchi su popolo e sceriffo che, nel mentre, continuavano a discutere e a subire. Errori superficiali che si ripetono più avanti, ancora, non minando il ritmo di una pellicola muscolare, a cui piace guardare molto verso Guy Ritchie - imitandolo spesso piuttosto bene – e che non ha neppure peli sulla lingua quando deve mostrare un lato ecclesiastico corrotto e immorale (per non parlare poi di una battuta sulla pedofilia).

Tutti spunti che con il movimento rivoluzionario fondato da Robin e la sequenza del terzo atto, dove è lampante il riferimento ai Black Bloc, si poteva davvero andare a realizzare qualcosa di post-moderno e persino di rilevante in termini di lettura e apprezzamento. Una satira feroce sull'oggi, cucita sul tessuto solido di ieri, che “Robin Hood: L'Origine Della Leggenda” non ce la fa, purtroppo, a calzare a pennello e solamente per colpa della sua indole frettolosa ed eccessivamente impulsiva. Che conferma, di fatto, che l'unico Robin di Loxley che valga la pena ricordare, resti sempre e comunque quello di Kevin Costner.

Trailer:

lunedì 19 novembre 2018

Widows: Eredità Criminale - La Recensione

Widows Steve McQueen
A dirigere, c’è Steve McQueen: una sorta di garanzia, ancora abbondantemente in credito nonostante con “12 Anni Schiavo” – premiato con l’Oscar – avesse dato l’impressione di aver fatto un passo indietro dal suo cinema per avanzarne uno nei confronti di quello più formale. In sceneggiatura – al fianco di McQueen – c’è Gillian Flynn: scrittrice di un certo peso, ultimamente apprezzatissima a Hollywood, che ricordiamo prevalentemente come autrice di quel “L’Amore Bugiardo: Gone Girl”, che ne evidenziava le spiccatissime potenzialità.
Sulla carta, insomma, un’accoppiata notevole, stimolante, affidabile. Peccato solo che il grande schermo sembra non l’abbia digerita proprio allo stesso modo.

Di sicuro non è un problema di regia, quello di “Widows: Eredità Criminale”: che comincia con un montaggio alternato, dal ritmo sincopato, con il quale miscela la calma mattutina di un amore ancora (apparentemente) integro - come quello tra Viola Davis e Liam Neeson - con l’affanno di una fuga post-rapina - architettata da quest’ultimo - che finisce come peggio non potrebbe accadere. Il tocco di McQueen ci rassicura subito di essere saldo, nitido, magari meno intento a rubare il centro dell’attenzione, ma comunque sempre preciso e mai banale. Anche perché di tempo per i virtuosismi – ti viene da pensare - non ce n’è poi molto, forse, considerato che bisogna lasciare spazio a una storia dai connotati un po’ thriller, un po’ heist-movie e inevitabilmente un po’ drammatici. Una storia dove, in breve, da quella rapina andata male, sulle vedove dei mariti si scaglia la rabbia di un aspirante politico di colore - grosso esponente della malavita - che vuole assolutamente gli siano restituiti tutti i soldi andati perduti. Minaccia che se, all'inizio, cade dritta dritta sulle spalle della Davis, in seguito verrà spartita per equità e per guadagno con Michelle Rodriguez e Elizabeth Debicki: reclutate per mettere in pratica l’eredità di un colpo, già dettagliatamente pianificato, che i loro mariti avrebbero eseguito se l’ultimo non gli fosse stato fatale.

Widows Viola DavisE qui entra in gioco l’influenza dell’impronta erogata dalla Flynn, con una piega prepotentemente al femminile che prende il comando all'interno di un mondo, però, governato, gestito e vigilato da uomini; un mondo dove – e questo è probabilmente lo spunto migliore su cui si vorrebbe operare – il loro ruolo è gratuitamente relegato a ornamento e la corruzione, il male e il sangue non fanno distinzioni di razza o di pelle, ma agiscono a prescindere, in base agli interessi personali del soggetto specifico. Un mondo cupo, allora, dove queste tre donne per avere successo hanno bisogno di tirare fuori le palle (che hanno: chi in bella vista, chi nel cassetto), cogliendo alla sprovvista l’atteggiamento di un testosterone troppo impegnato a sottovalutarle, a vessarle e a sfruttarle, per andarsi a prendere così la vita, il rispetto e la pace (interiore) che gli spetta.
Siamo, chiaramente, alle prese quindi con un copione figlio delle notizie deflagrate recentemente dal sistema hollywoodiano, uno di quelli che ci tiene a unirsi e a farsi sostenitore dei vari movimenti di difesa femminile e che, nel farlo, non dimentica neppure di rivendicare una paternità afroamericana, sulla quale (r)esiste un discorso tutt'altro che risolto (seppur senza calcare troppo, come dimostra la parabola del personaggio di Colin Farrell).

Tuttavia le buone intenzioni di “Widows: Eredità Criminale” – condivise e apprezzabili, per carità - vengono abbastanza rallentate da un amalgama – quella tra McQueen e la Flynn – che non pare mai farsi davvero rodata e uniforme, appesantita, probabilmente, dall'urgenza di una morale che sovrasta e svigorisce le sue mire (e potenzialità) cinematografiche.

Trailer:

sabato 17 novembre 2018

Ralph Spacca Internet - La Recensione

Ralph Spacca Internet Disney
Prima era tutto, ora solo internet.
La forza di Ralph è (metaforicamente) cambiata. Da antagonista di un videogioco, alla ricerca di gloria e di affetto, ora è un personaggio sereno e appagato dalla quotidianità che lo circonda: rappresentata, per lui, dal rapporto di amicizia instaurato con Vanellope (il glitch-pilota di Sugar Rush), che però, a sua volta, passati sei anni, comincia a percepire la noia, smaniando la ricerca di nuovi stimoli. Ci prova, allora, Ralph ad accontentare la sua piccolina, ma anziché andargli incontro come spera - complice forse anche la sua natura – provoca un danno che peggiora la situazione: riparabile, a quanto pare, solo attraverso la new entry della sala giochi, il world wide web.

Perché il volante nuovo che serve a Sugar Rush per non essere smantellato è reperibile solamente su eBay a una cifra che, per chi deve sborsare, non è considerata conveniente. Così non resta che rompere – tanto per cambiare – ancora le regole del gioco, rimboccarsi le maniche e infiltrarsi in quel mondo sconosciuto e tecnologicamente avanzato anni luce – e dove, per dirla alla Ralph, non fa mai tramonto - per trovare una soluzione in grado di craccare il sistema e risolvere il danno. Con l’ingenuità di chi è abituato a vivere negli anni '80, quindi, Ralph e Vanellope sbarcano online: in quella che dai registi Phil Johnston e Rich Moore viene dipinta come una metropoli futuristica e sconfinata, trafficata da (nostri) avatar Funko Pop!, capsule di trasporto volanti e omini intenti ad aiutare, tartassare o spammare - Dio solo sa dove - il malcapitato di turno. Un parco giochi meraviglioso, insomma, per chiunque fosse in attesa di una svolta elettrizzante, ma un inferno vero e proprio per chi, invece, ama sentirsi al sicuro, delimitato nella sua comfort zone.
Tradotto in soldoni: un modo colorato e divertente per porre l’accento sul legame (generazionale) tra Ralph e Vanellope, inevitabilmente destinato a mutare, in quanto simile a quello tra padre e figlia.

Ralph Spacca Internet FilmA dispetto di quello che in molti di noi si sarebbero aspettati, infatti, a "Ralph Spacca Internet" di immolarsi in una riflessione acuta e sarcastica sullo strumento – probabilmente - più rivoluzionario degli ultimi decenni, interessa il giusto: nel senso che di frecce dall’arco, in tal senso, ne scocca, e spesso anche centrando bersagli belli grossi (come la sensibilità di Ralph ferita dai commenti sotto ai suoi video), ma con uno sguardo che, però, è concentrato fisso da ben altra parte. Perché in questo secondo capitolo a dominare tornano l’amicizia, i sentimenti, ma rovesciati a testa in giù verso l’idea di una separazione che, per essere compresa e abbracciata, ha bisogno prima di fare a botte con la fragilità e col morboso attaccamento di chi ha paura della (sua) solitudine. Argomenti umani, argomenti universali – al di sopra della virtualità di fondo - che vanno a intiepidire e a ravvivare un copione oggettivamente meno brillante e lucido del precedente, magari un tantino forzato nello sviluppo, ma non per questo difficile da apprezzare e da promuovere.

Complici anche quel paio di scene con protagoniste le principesse Disney che propiziano, oltre che le migliori risate, la battuta, forse, maggiormente azzeccata della pellicola, dedicata alla Merida di “Ribelle: The Brave”: l’unica prima donna Pixar.
Che, a voler essere sinceri, è il momento del film che spacca di più.

Trailer:

venerdì 16 novembre 2018

Un Piccolo Favore - Trailer Ufficiale Italiano

Un Piccolo Favore Blake Lively

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Un Piccolo Favore", il thriller diretto da Paul Feig - adattato dall’omonimo romanzo scritto da Darcey Bell - con Anna Kendrick, Blake Lively, Henry Golding e Rupert Friend, al cinema dal 13 Dicembre.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Stephanie (Anna Kendrick) è una mamma vlogger che cerca di scoprire la verità dietro la scomparsa della sua migliore amica, Emily (Blake Lively). Stephanie è affiancata dal marito di Emily, Sean (Henry Golding), in questa ricerca che darà vita a colpi di scena, tradimenti, segreti e rivelazioni, amori, omicidi e vendette.

giovedì 15 novembre 2018

Boy Erased: Vite Cancellate - Trailer Ufficiale Italiano

Boy Erased: Vite Cancellate Edgerton

Disponibile il trailer italiano di "Boy Erased: Vite Cancellate", il film scritto, diretto e interpretato da Joel Edgerton - ispirato alla vera vita di Garrard Conley e presentato all'ultima Festa Del Cinema Di Roma - con Lucas Hedges, Russell Crowe, Nicole Kidman, Cherry Jones, Michael "Flea" Balzary e Xavier Dolan, dal 7 Febbraio al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Boy Erased: Vite Cancellate" racconta la vera storia della crescita, della presa di coscienza e della dichiarazione della propria omosessualità di Jared Eamons (Lucas Hedges), figlio di un pastore battista di una piccola città dell'America rurale, che all'età di 19 anni ha deciso di aprirsi con i suoi genitori (Nicole Kidman e Russell Crowe), riguardo alle proprie preferenze sessuali. Temendo di perdere la famiglia, gli amici e la chiesa cui appartiene, Jared viene spinto a partecipare ad un programma di terapia di conversione. Mentre è lì, Jared entra in conflitto con il suo terapeuta (Joel Edgerton) e inizia per lui il viaggio alla ricerca della propria voce e per accettare il suo vero io.

mercoledì 14 novembre 2018

[HOME VIDEO] Vampires - L'Horror-Western Di John Carpenter Rimasterizzato In Alta Definizione

Vampires Film

Le ambientazioni ricordano quelle di “Dal Tramonto All’Alba” di Robert Rodriguez: e forse non è un caso se consideriamo che il “Vampires” di John Carpenter è uscito esattamente un anno dopo. Le intenzioni, tuttavia, mirano completamente da un’altra parte, a cominciare dalla fusione tra horror e western che il regista americano mette stilisticamente in chiaro già dai titoli di testa.

I suoi cacciatori di vampiri, allora, sono una squadra consapevole dei rischi a cui va incontro, commissionata e finanziata (molto bene) dal Vaticano per purificare il mondo dalle forze del male: con James Woods esponente principe, capace di incarnare in maniera perfetta i panni dell’anti-eroe freddo e cinico. Dopo una “disinfestazione” apparentemente produttiva, però, le cose prendono una brutta piega, l’ombra di un tradimento è dietro l’angolo e l’unica ancora di salvezza sembra legata a una prostituta prossima alla trasformazione e a dei segreti che la Chiesa non ha alcuna voglia di divulgare.

Non il solito film sui vampiri, insomma, con Carpenter che quasi rinuncia al gotico per esaltare le atmosfere calde del deserto del New Mexico e si diverte – come sempre - a dare sfogo alla sua anarchia e ironia, con le quali si permette di provocare anche il culto del cattolicesimo.
In quello che è un film considerato da alcuni, forse, come un’opera minore del regista, ma che, oggi, fino a prova contraria, resta un gran divertissement girato con smisurata (e malinconica) maestria.
Tutte cose che potrete verificare, se volete, dal prossimo 6 novembre, attraverso la nuova release home video rimasterizzata da CG Entertainment.

Vampires Blu-Ray

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 5.1 Dolby Digital: Italiano, Inglese - 5.1 DTS HD: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Intervista Al Cast; Making Of; Trailer Originale; Trailer; B-Roll
Durata: 107
Confezione: Amaray
Produttore: Cecchi Gori Home Entertainment
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 6 Novembre 2018

[HOME VIDEO] The Childhood Of A Leader: L'Infanzia Di Un Capo - In Home Video L'Esordio Alla Regia Di Brady Corbet

The Childhood Of A Leader Corbet

Capita di frequente ormai, da queste parti, di approfittare della rubrica dedicata alle uscite home video per accendere i fari su quei titoli che in sala ci sono passati, si, ma è quasi come se non l’avessero fatto. Titoli che, però, valeva la pena vedere e quindi recuperare.
Uno di questi è “The Childhood Of A Leader: L'Infanzia Di Un Capo”, l’esordio alla regia dell’attore Brady Corbet – che bisserà l’esperienza a breve con l’annunciato “Vox Lux” – con Bérénice Bejo, Robert Pattinson, Liam Cunningham e Stacy Martin, distribuito in dvd, blu-ray disc e streaming legale da CG Entertainment/Fil Rouge Media.

Liberamente ispirato a un racconto di Jean-Paul Sartre, il film ci racconta l’inquieta crescita del piccolo Prescott, figlio del consigliere americano Wilson, trasferitosi temporaneamente a Parigi con la moglie per lavorare alla scrittura del (futuro) trattato di Versailles. Vivere in un ambiente straniero, con un padre, in pratica, sempre assente e una madre fortemente devota alla religione, tuttavia, provoca nel bambino l’inizio di un’instabilità caratteriale di difficile gestione: sempre in bilico tra la quiete e la rabbia, lungo un percorso oscillante e oscuro – diviso in quattro atti – che ci condurrà fino a scoprirlo nella sua spiazzante forma di adulto.

Non lascia indifferenti, allora, “The Childhood Of A Leader: L'Infanzia Di Un Capo”, anzi. Con una certa abilità riesce anche a suggestionare, a catalizzare l’attenzione su sé stesso, nonostante il ritmo – giusto – sostenuto con il quale decide di procedere. Un esercizio di stile, da parte di Corbet, che ha il valore assoluto di non essere mai improduttivo, mai sprecato, perché messo costantemente al servizio di un cinema solido, intelligente e raffinato.

The Childhood Of A Leader Blu-Ray

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,66:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano 5.1 - Dolby Digital: Originale 5.1 - DTS HD: Italiano, Originale
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Trailer
Durata: 116
Confezione: Amaray
Produttore: Cecchi Gori Home Entertainment
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 6 Novembre 2018
Scheda Filmhttps://www.cgentertainment.it/film-dvd/linfanzia-di-un-capo/f21868/

[HOME VIDEO] Il Sorpasso - La Nuova Edizione Restaurata In 4K

Il Sorpasso Dino Risi

Disponibile da qualche mese, in home video, la nuova edizione restaurata de “Il Sorpasso”: il capolavoro di Dino Risi con Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant e Catherine Spaak. Un traguardo reso possibile grazie al lavoro terminato circa due anni fa dalla Cineteca di Bologna e da Istituto Luce – Cinecittà - in collaborazione con Surf Film, RTI, Lyon Film e LCJ Productions presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata – che, insieme, hanno permesso alla pellicola del 1962 di contrastare a dovere i segni del tempo.

Tempo che nulla può, comunque, per quanto riguarda l’immortale storia.
Quella di un gigantesco Gassmann, alla guida della sua Lancia Aurelia B24 Spider, che con lo sconosciuto e giovanissimo Trintignant comincia un viaggio, destinazione Toscana, durante quello che diventerà per loro un lunghissimo (e decisivo) giorno di ferragosto.
Due classi sociali opposte, due modi di vivere differenti, l’attrazione del timido e posato studente per il ricco e narcisista che vive d’espedienti, il pretesto perfetto, insomma, per ridere amaramente di un’Italia che era e che è ancora, fotografata da Risi con occhio estremamente chirurgico.

Un cult della commedia nostrana sul quale ci sarebbe davvero poco da aggiungere.
Se non, forse, la presenza, tra i contenuti speciali di questa nuova release, di ben due documentari: quello di Lucia Pavan, intitolato “In Libertà, Appunti Su Il Sorpasso”, e l’altro, “Parlando con Vittorio”, firmato da Marco Risi.

Il Sorpasso Home Video

Il Blu-Ray prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,85:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano 2.0 Mono - Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli: Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: "In Libertà. Appunti Su Il Sorpasso" di Lucia Pavan; "Parlando Con Vittorio" di Marco Risi
Durata: 102
Confezione: Amaray
Produttore: Cecchi Gori Home Entertainment
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 17 Aprile 2018

martedì 13 novembre 2018

Toy Story 4 - Doppio Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Toy Story 4 Disney

Sbarcano online i primi due teaser ufficiali in italiano di "Toy Story 4", il quarto capitolo delle avventure di Woody e Buzz, diretto da Josh Cooley e al cinema in Italia dal 27 Giugno 2019.

Teaser Trailer Italiano Ufficiale #1:


Teaser Trailer Italiano Ufficiale #2:

Pokémon: Detective Pikachu - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Pokémon: Detective Pikachu Film

Teaser trailer ufficiale italiano per "Pokémon: Detective Pikachu", il film diretto da Rob Letterman con Justice Smith, Kathryn Newton, Ken Watanabe, Bill Nighy, Chris Geere, Suki Waterhouse, Rita OraOmar Chaparro e Ryan Reynolds - voce di Pikachu nella versione originale - da Maggio 2019 al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
La storia inizia quando il geniale detective privato Harry Goodman scompare misteriosamente, costringendo il figlio di 21 anni Tim a scoprire cosa sia successo. Ad aiutarlo nelle indagini l'ex compagno Pokémon di Harry, Detective Pikachu: un adorabile, esilarante e saggio super-investigatore che soprende tutti, persino se stesso. Avendo scoperto che i due sono equipaggiati per comunicare tra loro in modo singolare, Tim e Pikachu uniscono le loro forze in un’avventura elettrizzante per svelare l’intricato mistero. Si trovano così ad inseguire gli indizi lungo le strade illuminate al neon di Ryme City, una moderna e disordinata metropoli dove umani e Pokémon vivono fianco a fianco in un iperrealistico mondo live-action. Qui incontreranno una serie di Pokémon, scoprendo una trama sconvolgente che potrebbe distruggere la loro coesistenza pacifica con gli umani e minacciare l’universo stesso dei Pokémon.

lunedì 12 novembre 2018

Santiago, Italia - Trailer Ufficiale

Santiago, Italia Poster Film

Presentato il trailer ufficiale di "Santiago, Italia", il nuovo attesissimo film di Nanni Moretti che chiuderà il Torino Film Festival 2018 il prossimo 1° dicembre e sarà nelle sale di tutta Italia dal 6 dicembre.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Dal settembre 1973, dopo il colpo di stato del generale Pinochet,
l’Ambasciata italiana a Santiago ha ospitato centinaia e centinaia di richiedenti asilo. Attraverso interviste ai protagonisti si racconta la storia di quel periodo drammatico, durante il quale alcuni diplomatici italiani hanno reso possibile la salvezza di tante vite umane.

venerdì 9 novembre 2018

Animali Fantastici: I Crimini Di Grindelwald - La Recensione

Animali Fantastici: I Crimini Di Grindelwald Film
Basta il prologo: quello in cui il Grindelwald di Johnny Depp deve essere trasferito dalla prigione di massima sicurezza in cui si trova e – ormai è routine – durante il trasporto nei cieli mette in pratica il suo piano malefico che lo fa tornare in libertà. Basta quello a ricordarci che tipo di regista è David Yates.
Perché la scena d’azione - in teoria ad alto tasso di spettacolarità, ma in pratica no - che ne vien fuori è una di quelle confuse, deboli, per nulla efficaci a livello visivo, e incapace, quindi, di lanciare a dovere un villain che avrebbe dovuto presentarsi a noi pubblico come la minaccia in persona (il Voldemort di questa saga).

Passo falso che costa subito caro a “Animali Fantastici: I Crimini Di Grindelwald”, il quale deve rinunciare a una botta di adrenalina notevole, utile a posizionarlo sui binari giusti e a fornirgli quel mood che lo avrebbe aiutato a dare un peso diverso alle battute successive. Perché non è poi così movimentato questo secondo capitolo, dove si perde moltissimo tempo a definire situazioni, riprendere discorsi, immettere nuovi personaggi – evidenziando la loro relazione con quelli principali – e, soprattutto, a dare spazio a flashback necessari, probabilmente, ma spiattellati e montati nemmeno ci trovassimo all'interno di una puntata di Beautiful. L’impressione è che ci sia ben poco da dire, che il materiale da sviscerare messo a disposizione non sia sufficiente a coprire le oltre due ore della pellicola e quindi l’unica soluzione trovata da Yates e soci per ovviare, sia stata quella di annacquare il tutto con un circo di effetti speciali, riferimenti a Harry Potter e una spolverata di umorismo che a malapena fa dilatare le labbra. Un difetto che ricorda – forse anche per quel tocco dark, molto simile – proprio l’ultimo episodio del maghetto della Rowling, spezzato a metà per una questione d’incassi e limitato nell'affacciarsi come quel gran finale tanto enfatizzato e annunciato che doveva essere.

Animali Fantastici: I Crimini Di Grindelwald Qui i capitoli saranno cinque e l’aria che si respira pare già la medesima. Quella di un franchise affidato a un regista aziendalista, fidato (quando si parla di Yates lo devo sempre rimarcare, è più forte di me), che sa svolgere il suo compitino senza creare alcun problema alla major. Forte – quest’ultima – di un entusiasmo e di un’affezione scontata da parte di fan a cui, comunque, – e questo è importante sottolinearlo, per mettere a fuoco il tipo di prodotto – attira maggiormente l’idea di entrare nel mondo magico che tanto amano, di viverlo, di vedere in carne e ossa chi prima potevano solamente immaginare, piuttosto che fare attenzione a questioni legate alla scrittura, il coinvolgimento e il senso della narrazione.
Bisogna schierarsi, allora, capire da che parte stare: non tanto per una questione di antipatia o di astio nei confronti di qualcuno, quanto per evitare in anticipo di trovarsi di fronte a uno spettacolo che, semplicemente, non ci riguarda, ci riguarda poco, oppure fatichiamo a comprendere.

Perché mentre sei lì, circondato da spettatori che - a macchia di leopardo - si entusiasmano e si lasciano coinvolgere da ciò che riproduce lo schermo, è probabile che tu possa sentirti come un pesce fuor d’acqua: annoiato dal niente che scorre, da un mistero che, a un certo punto, non sai neanche più se ti interessa risolvere e da un fantasy incapace di esaltare la sua qualità e personalità.
A quel punto, l’errore più grande, sarebbe quello di pensare che il problema sei tu, che ti è sfuggito qualcosa, che non sei stato troppo attento. Quando la realtà - ed è una realtà che esula dai concetti del mago e del babbano - è che certi fenomeni esistono e sono inspiegabili: un po' come guardare Jude Law e Johnny Depp sul grande schermo ed accorgersi che il loro carisma, all'improvviso, si è ridimensionato.

Trailer:

The Front Runner: Il Vizio Del Potere - Trailer Ufficiale Italiano

The Front Runner: Il Vizio Del Potere

Presentato il trailer ufficiale italiano di "The Front Runner: Il Vizio Del Potere", il film diretto da Jason Reitman con Hugh Jackman, Vera Farmiga, J.K. Simmons e Alfred Molina, da Febbraio al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):"The Front Runner" segue l’ascesa e la caduta del senatore Gary Hart, capace di catturare l’immaginazione dei giovani votanti e considerato il favorito tra i democratici alle elezioni del 1988. La sua campagna passa in secondo piano a causa della relazione extraconiugale che intrattiene con Donna Rice. Quando la vita privata si mescola con quella politica, il senatore Hart è costretto a rinunciare alla sua candidatura – un evento che ha un impatto durevole e profondo nella politica americana ma anche in quella mondiale.

giovedì 8 novembre 2018

Troppa Grazia - La Recensione

Troppa Grazia Gianni Zanasi
Alba Rohrwacher è una madre geometra, tendenzialmente spiantata, – e in rotta col compagno - che cerca di arrabattarsi alla meglio nella piccola cittadina in cui vive. Ingaggiata inaspettatamente per effettuare i controlli su un terreno equivoco - prossimo alla costruzione di una grande opera - all'improvviso comincia a vedere la presenza di una donna che scambia per una profuga, ma che si presenterà a lei come la madre di Dio, chiedendole con insistenza di far costruire una chiesa sul luogo della sua apparizione.

Come punto di partenza ricorda un misto tra l’arca di Noè e la miriade di altre storie con divinità al seguito, l’ultimo film di Gianni Zanasi. Un assist, quindi, che inevitabilmente ti aspetti sia destinato a sfociare nel campo della religione, della fede: a maggior ragione poi se la protagonista in questione neppure è credente, e di tornare sui suoi passi non ne vuol sapere (d'altronde, chi ce l’ha il tempo di credere, oggi?). E, probabilmente, sarebbe così se Zanasi non fosse uno di quegli autori – sottovalutati nel nostro cinema - che raramente si permette (e si accontenta) di prendere e di tirare dritto; uno di quelli a cui piace lasciarsi trasportare dalla scrittura, dall'improvvisazione e che, anche quando deve – per necessità – affrontare un rettilineo, si concede comunque il lusso di fare delle interruzioni, di zizzagare, di compiere quegli strappi che servono a rendere la corsa più brillante e anomala di quel che un pubblico medio, di solito, si attenderebbe. Infatti tra la Rohrwacher e la Madonna di Hadas Yaron c’è attrito, cinismo, la sorprendente voglia della prima di rifiutarsi di assecondare le richieste della seconda, la quale, messa alle strette, per farsi valere, è costretta a venire alle mani, a picchiare ripetutamente. Il che è paradossale, quasi quanto non far passare per l'anticamera del cervello di nessuna delle due, l'idea di approfittare dell'avvenimento per aprire discussioni filosofiche e spirituali; di promuovere devozione, o chiedere, magari, lumi sui cosiddetti misteri che, spesso, ci rendono scettici.

Troppa Grazia RohrwacherVedere la Madonna non basta, allora, a Lucia, per rimettersi in discussione (non, almeno, nel senso che avremmo creduto), come non basta a Zanasi per portare a casa una pellicola che con l’assurdità dell’evento ci scherza, (ci) fa (molto) ridere, ma in realtà è orientata a proferire e a muoversi altrove. Perché le ambizioni del regista, stavolta, danno la sensazione di essere più alte e intricate del solito e ad esternarlo è uno sviluppo narrativo che va a incastrarsi e a procedere, forse, con meno facilità rispetto a quanto gli era riuscito col precedente e bellissimo “La Felicità È Un Sistema Complesso”: con il quale “Troppa Grazia” ha molte, moltissime cose in comune (dalla struttura a un Giuseppe Battiston sempre più abituato a interpretare personaggi dal lato oscuro). Tirare in ballo la corruzione sugli appalti, l’avidità dei potenti e una società in perenne crisi di valori, diventa perciò, per Zanasi, l'appiglio perfetto per trascinarci verso un insospettato viaggio alla (ri)scoperta della bellezza: una bellezza oggi perduta, insultata, che qualcuno potrebbe definire nascosta o estinta, eppure, lì, viva e smascherata, proprio sotto il nostro naso.

Un volo ai limiti di quello pindarico che "Troppa Grazia" spicca incurante dei vuoti d'aria, quelli che gli impediscono di rimanere lucido fino in fondo e che lo offuscano quando è il turno di arginare certe dilatazioni che gli fanno perdere ritmo. Danni calcolati, probabilmente collaterali, che non gli vanno a togliere, tuttavia, il merito di essere uscito fuori da determinati schemi, centrando qualche bersaglio a scapito di qualche altro. E riuscendo lo stesso - tramite il calore e la leggerezza - a lasciare in noi spettatori assai più di quanto la maggior parte delle commedie nostrane, di norma, è in grado di fare.

Trailer:

Pets 2: Vita Da Animali - Trailer Ufficiale Italiano

Pets 2: Vita Da Animali

Primo trailer ufficiale italiano di "Pets 2: Vita Da Animali" il sequel dell'omonimo blockbuster d'animazione diretto da Chris Renaud che vedremo al cinema dal 6 Giugno 2019.

Trailer Ufficiale Italiano:

mercoledì 7 novembre 2018

Escape Room - Trailer Ufficiale Italiano

Escape Room Robitel

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "Escape Room", il film diretto da Adam Robitel con Taylor Russell, Logan Miller, Deborah Ann Woll, Jay Ellis, Tyler Labine, Nik Dodani e Yorick van Wageningen, da Marzo al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Escape Room" è un thriller psicologico che vede protagonisti sei sconosciuti che si ritrovano coinvolti in un gioco pericoloso e sono costretti ad usare l'ingegno per trovare indizi e salvare la propria vita.

martedì 6 novembre 2018

L'Esorcismo Di Hannah Grace - Trailer Ufficiale Italiano

L'Esorcismo Di Hannah Grace

Presentato il trailer ufficiale italiano di "L'Esorcismo Di Hannah Grace", il film diretto da Diederik Van Rooijen con Shay Mitchell, dal 31 Gennaio al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Un esorcismo difficile si conclude con la morte violenta di una giovane donna. Mesi dopo, Megan Reed (Shay Mitchell) sta lavorando al turno di notte in obitorio, quando prende in consegna un cadavere sfigurato. Da sola, nei corridoi del seminterrato, Megan si trova ad affrontare visioni terrificanti e inizia a sospettare che il corpo possa essere posseduto da una spietata forza demoniaca.

lunedì 5 novembre 2018

Il Ragazzo Più Felice Del Mondo - La Recensione

Il Ragazzo Più Felice Del Mondo Gipi Film
C’è un’idea di base bellissima in “Il Ragazzo Più Felice Del Mondo”, quella di prendere una storia vera - sconosciuta a tutti, tranne che ai diretti interessati – che è tanto assurda quanto potenzialmente inquietante e rivelarla al mondo intero. Sentire l’urgenza di doverlo fare: perché certe storie meritano di essere raccontate a prescindere da quello che, in teoria, prevede e vorrebbe il cinema.
Così, anche se Gipi non ha un produttore – vediamo l’esilarante rottura con Procacci, in apertura (che poi è colui che gli ha prodotto questo film) - e nessuno interessato a sopperire a quella figura, non si perde d’animo e con un paio di amici – che poi diventeranno quattro – decide di investire di tasca propria e seguire la sua ossessione.

Un’ossessione chiamata Francesco, adolescente di quindici anni che, nel 1997, gli scrisse una lettera a mano in cui lo elogiava per il suo lavoro da fumettista (all'epoca per una rivista erotica), chiedendogli, alla fine, la cortesia di un disegno con dedica da farsi rispedire come dono (con tanto di indirizzo di casa, busta e francobollo già forniti). Francesco, però, con gli anni sembra non essere invecchiato affatto, visto che nel 2018 una sua lettera – scritta in maniera identica, con qualche leggerissima modifica - viene intravista da Gipi sull'account social di un suo collega, evento che lo stimola ad approfondire la questione e a contattare altri fumettisti, ricevendo cinquanta risposte di casi identici, spalmati negli anni. Chi è Francesco, allora? Perché si finge un quindicenne? Come mai preferisce tenere segreta la sua vera identità?
Domande a cui – secondo Gipi - vale la pena trovare una risposta, approfondire, ma solo per capire se esistono o meno dei rischi per attuare il reale piano che ha in mente: ovvero caricare quanti più fumettisti possibile su un pulmino - coinvolgendo tutti i riceventi della lettera - e raggiungere Francesco a casa per accontentare ogni sua richiesta e renderlo, in questo modo, il ragazzo più felice del mondo.

Il Ragazzo Più Felice Del Mondo FilmParte, quindi, come un (finto)documentario, la sua pellicola, uno di quelli sperimentali, indipendenti: bagnato dall'umorismo, a volte provocatorio e a volte sottile che lo contraddistingue e al quale non rinuncia mai, neppure quando è costretto a cambiare pelle. Si, perché a un certo punto, a furia di affrontare le varie difficoltà di un progetto grande, portato avanti con un budget minimo, l’attenzione che doveva appartenere incondizionatamente a questo misterioso ammiratore la vediamo spostarsi pian piano verso uno - il primo? - dei suoi ammirati: Gipi. Il chiodo fisso, la smania da cui il disegnatore si lascia prendere pur di conseguire il suo scopo, infatti, lo spingono a fare i conti con sé stesso, col passato, il presente, (s)vendendosi quando una mega-produzione è disposta a venirgli incontro (ma in cambio di alcune modifiche) e umiliandosi nell'istante in cui c’è bisogno di recuperare il cuore (suo e dell'operazione) e la fiducia di quegli amici che aveva ingiustamente tradito. In questo passaggio, da (finto)documentario che era, “Il Ragazzo Più Felice Del Mondo” passa ad essere film di finzione e poi a toccare vertici di metacinema, simulando la schizofrenia di un regista in crisi, alla ricerca di un cortocircuito capace di stimolarlo a riprender le fila e tornare alle (sue) origini.
Le origini da cui era partito, quelle del racconto: che non per forza devono legarsi a un’estetica o a una grandezza, se tra le mani hai la potenza di una storia, talmente singolare e trainante, da far chiudere un occhio persino sui goffi movimenti di un fonico impreparato, puntuale a entrare in campo.

C’è tutto Gipi e il suo mondo, insomma, in questa sua ultima opera cinematografica; c’è la voglia di intrattenere, di aprirsi, di farci tornare bambini, - come lui ammette di avere ancora la fortuna di essere (perché chi fa del disegno il proprio lavoro è come se restasse bambino per sempre) - ma soprattutto, c'è il gran desiderio di incitarci a fare, creare, osare.
E questo vale nel cinema, come in qualsiasi altra materia, quando sentiamo ne valga la pena.
Calpestando, se necessario, qualunque tipo di ostacolo.

Trailer:

Troppa Grazia - Trailer Ufficiale

Troppa Grazia Gianni Zanasi

Disponibile il trailer ufficiale di "Troppa Grazia" (qui la recensione), il nuovo film di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston e Hadas Yaron, al cinema dal 22 Novembre.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Lucia è una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà, economiche e sentimentali, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe del Comune qualcosa non va, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo, mentre continua il suo lavoro, viene interrotta da quella che le sembra una giovane "profuga". Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera, nella cucina di casa sua, la rivede all'improvviso, davanti a lei. La "profuga" la fissa e le dice: "Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa..."

venerdì 2 novembre 2018

Bohemian Rhapsody - Trailer Ufficiale Finale Italiano

Bohemian Rhapsody Rami Malek

Trailer finale per "Bohemian Rhapsody", il film diretto da Dexter Fletcher e Bryan Singer con Rami Malek, Lucy Boynton, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joe Mazzello, Aidan Gillen, Tom Hollander, Allen Leech, Aaron McCusker e Mike Myers, nelle sale dal 29 Novembre.

Trailer Finale Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il racconto realistico, elettrizzante e coinvolgente degli anni precedenti alla leggendaria apparizione dei Queen al concerto Live Aid nel luglio del 1985.
La performance che consacrò la band alla storia.