IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

mercoledì 16 gennaio 2019

Creed II - La Recensione

Creed 2 Film
La storia si ripete. Più o meno.
A trent’anni dalla morte di Apollo Creed per mano – anche se sarebbe più coerente dire per pugni – di Ivan Drago e dalla vendetta consumata da Rocky ai suoi danni, gli eventi sembrano voler convogliare verso un inquietante bis: col figlio di Creed appena eletto campione dei pesi massimi in America e il figlio di Drago in fortissima ascesa negli incontri disputati in Russia. Il marketing se ne accorge e non intende lasciarsi sfuggire questa opportunità, Ivan Drago pensa al riscatto che ciò potrebbe portare al suo nome, in patria, mentre Adonis – nonostante i freni di Rocky – sente di non potersi tirare indietro per via di suo padre.

Era forse l’unico canovaccio possibile, allora, quello da cui parte “Creed II”, sicuramente il migliore in termini di spettacolo e di retaggio: capace di concedere agli spettatori di vecchia e nuova generazione quell’adrenalina e quei sussulti che ci si aspettano davanti a una pellicola che fa della boxe la sua attrazione principale, ma ancora orbitante – tantissimo - attorno alla saga lanciata da Sylvester Stallone nel lontano 1976. Un amore infinito che l’attore continua a manifestare grandiosamente defilato in scena e da assoluto protagonista in scrittura: figurando tra gli sceneggiatori – al fianco di Cheo Hodari Coker e Ryan Coogler – e trasmettendo, quindi, la garanzia di un franchise non completamente robotizzato da una major, ma leale e attento a voler conservare la sua fama. Una virtù per nulla scontata e da non sottovalutare, percepibile sotto il testosterone e sotto i muscoli di una storia che - per quanto incanalata su binari dritti e inevitabilmente condizionati dal cuore – ce la mette tutta per aumentar di spessore, galvanizzare e accendere gli entusiasmi. Più che un sequel, infatti, l’impressione è quella di assistere ad una vera e propria prosecuzione, all’evoluzione e alla crescita di un personaggio che - come accadde per il suo coach ai bei tempi - deve iniziare a prendere coscienza di sé stesso, di chi gli sta intorno e dei motivi che lo spingono a salire sul ring.

Figli che diventano uomini (e padri), dunque.
Creed 2 FilmUn passaggio che in “Creed II”, per esigenze di spettacolo, deve avvenire attraverso le conseguenze dell’epico incontro posto al centro; manifestarsi a corrente alternata, assimilato all’interno di uno spettacolo che non può certo farsi da parte, o reinventarsi, lasciando campo a stravolgimenti troppo intimisti e – in questi casi - fuori luogo. Un passaggio che, però, nonostante queste difficoltà, la pellicola riesce a rendere piuttosto chiaro, evidente, magari tagliato con l’accetta a volte – specie per quanto riguarda la famiglia Drago – ma comunque abbastanza profondo da non risultare mai superficiale o sprecato. A beneficiarne è un epilogo che funziona alla grande sia sotto l’aspetto dell’imperativa resa dei conti – con tanto di preparazione rudimentale-coatta – e sia per quanto riguarda il trasferimento del testimone che poi - come sapevamo da mesi - era l’obiettivo numero uno da raggiungere.

Perché secondo Rocky – e quindi secondo Stallone – ormai Adonis Creed ha ossa sufficientemente forti per andare avanti senza di lui, per emergere come protagonista assoluto della sua saga e provare ad imporsi come icona delle nuove generazioni, alla stregua di come lui riuscì a fare con le precedenti.
E che tale pensiero possa trovarci d'accordo o meno, in realtà, poco importa, visto che sicuramente nessuno di noi ha voglia di provare a discutere con lui, cercando di fargli cambiare idea.


Trailer:

lunedì 14 gennaio 2019

[HOME VIDEO] L’Albero Degli Zoccoli - Il Capolavoro Di Ermanno Olmi In Alta Definizione

L’Albero Degli Zoccoli Ermanno Olmi

Arriva in alta definizione “L’Albero Degli Zoccoli”, il capolavoro di Ermanno Olmi, vincitore della Palma D’Oro al Festival di Cannes del 1978, ambientato nella bassa pianura bergamasca e recitato rigorosamente in quello stesso dialetto, da contadini e campagnoli del posto (attori, quindi, non professionisti).

Un film enorme, capace di raccontare attraverso quattro storie che si incrociano tra loro cosa significava, all'epoca, – ma anche cosa significa ancora, per quanto certe cose siano oggettivamente mutate – svolgere la mansione di contadino subordinato a un fattore, che lavorava e viveva all'interno di una cascina, spaccandosi di lavoro per racimolare il minino indispensabile per la sopravvivenza sua e della sua famiglia (onere di uomini, ma anche di donne e madri).

Tra povertà, paura dell’inverno e famiglie costrette ad arrangiarsi in qualsiasi modo pur di non sciogliere il loro nucleo, arrendersi e andare avanti, Olmi innalza un manifesto storico e di civiltà di fronte al quale si resta rapiti, affascinati, drammaticamente scossi (e nonostante le tre ore di film). Costruisce sequenze di cinema stratosferiche, dalla straordinaria potenza emotiva, centrando completamente l'obiettivo di mettere a fuoco la condizione operaia e dell'uomo e non lasciando scampo a certi ragionamenti che, specialmente leggendo la cronaca recente, dovrebbero far riflettere.

L’Albero Degli Zoccoli Home Video

Il Blu-Ray prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,33:1 1080p
Tracce Audio: 1.0 Dolby Digital: Italiano, Bergamasco
Sottotitoli: Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Albero, Nostro: Docufilm A Cura Di Federica Ravera; Galleria Fotografica; Booklet Di 16 Pagine
Durata: 187
Confezione: Amaray
Produttore: General Video Recording
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 18 Dicembre 2018
Scheda Filmhttps://www.cgentertainment.it/film-dvd/lalbero-degli-zoccoli/f31034/

domenica 13 gennaio 2019

[HOME VIDEO] Radiofreccia - In Blu-Ray L'Esordio Cinematografico Di Luciano Ligabue

Radiofreccia Accorsi

Per la prima volta in alta definizione – e quindi in formato blu-ray disc - arriva in home videoRadiofreccia”, l’apprezzatissimo esordio cinematografico del cantante Luciano Ligabue, con protagonisti Stefano Accorsi, Luciano Federico, Serena Grandi e Francesco Guccini.

Liberamente tratto da “Fuori e Dentro Il Borgo” – insieme di racconti scritti sempre dal cantante di Correggio - il film parte dal pretesto dell’imminente chiusura di una radio libera, rinominata Radiofreccia, per catapultarci diciotto anni indietro, nel 1975, nelle vite di un gruppetto di amici costretti a fare i conti coi pregi e i difetti del vivere quel momento cruciale della loro esistenza, a cavallo tra giovinezza ed età adulta, tra le strette pieghe di una piccola provincia.

Una sorta di amarcord per Ligabue, il quale, pur abituato a svolgere altro mestiere, riesce comunque a centrare l’essenza di quel mondo che probabilmente ha vissuto in prima persona, restituendocelo attraverso la realizzazione di un film sincero, abile a concedersi qualche guizzo e a cui si perdonano facilmente, dunque, anche dei piccoli errori di gioventù.

Radiofreccia Blu-Ray

Il Blu-Ray prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,85:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 5.1 DTS HD: Italiano
Sottotitoli: Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Trailer Cinema Originale; 2 Video Musicali Di Ligabue: "Ho Perso Le Parole" e "Metti In Circolo Il Tuo Amore"; Backstage
Durata: 113
Confezione: Amaray
Produttore: Fandango
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 6 Dicembre 2018
Scheda Film: https://www.cgentertainment.it/film-dvd/radiofreccia/f9657/

[HOME VIDEO] Dillinger E’ Morto - Il Controverso FIlm Di Marco Ferreri Esce In Alta Definizione

Dillinger è Morto Michel Piccoli

Il servizio START UP! della CG Entertainment continua a sfornare interessantissime gioie. 

Una delle ultime è il restauro – effettuato da CSC-Cineteca Nazionale, partendo dai negativi originali in 35mm forniti dalla Movie7 Media – del controverso, eppure bellissimo, film di Marco Ferreri, “Dillinger E’ Morto”: che per la prima volta in assoluto, adesso, possiamo ammirare nella sua inedita versione in alta definizione.

Un film incredibile, interpretato praticamente solo da Michel Piccoli - al quale raramente si affiancano le presenze di Anita Pallenberg e Annie Girardot - e dalla reazione che provoca nel suo personaggio il ritrovamento di una vecchia pistola a tamburo - accartocciata in un vecchio giornale che racconta della morte del Nemico Pubblico Dillinger - nascosta in uno dei cassetti della sua dispensa in cucina. Un oggetto che decide di studiare e di rimettere a nuovo - smontandolo e oliandolo a dovere - lavorandoci tra le pause della cena che sta cucinando.

Surrealista, minimalista e perfettamente centrato nel suo periodo di realizzazione – il 1968 – “Dillinger E’ Morto” si affaccia, allora, come un perfetto esempio di cinema a bassissimo costo che vive e arde per merito delle idee del suo stesso autore. Una storia in tempo reale, apparentemente vuota di azione e distesa nell’arco di una serata - tra la preparazione, la consumazione e la digestione di un pasto – ma capace di descrivere perfettamente la crisi, la noia e quella voglia di fuggire dell'essere umano, da una quotidianità che, forse, oggi più di ieri, tende a reprimere, a schiacciare e isolare.

Dillinger è Morto Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,33:1 1080p
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano, Francese - 2.0 Mono Dolby Digital: Italiano, Francese
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Booklet Esclusivo Di 28 Pagine A Cura Di Elisa Baldini; Trailer; Dillinger E' Morto... Il Cinema E' Vivo: Interviste A Cura Di Nocturno
Durata: 95
Confezione: Amaray
Produttore: Cecchi Gori Home Entertainment
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 6 Dicembre 2018
Scheda Film: https://www.cgentertainment.it/film-dvd/dillinger-e-morto/f21907/

giovedì 10 gennaio 2019

Glass - La Recensione

Glass Shyamalan
Alla fine di “Split” una sequenza – a metà tra colpo di scena e post-credit – svelava che ci trovavamo nello stesso universo di “Unbreakable: Il Predestinato”. Era una goliardata, una trovata escogitata dal regista M. Night Shyamalan per citare sé stesso, per strizzare l’occhio al suo cinema e, magari, solleticare i suoi fan più accaniti.
Difficile credere, infatti, che dietro l’apparizione di Bruce Willis, all’epoca, esistesse già l’ombra di questo “Glass”: la pellicola con la quale concretamente i protagonisti di quelle due storie entrano in contatto tra loro, dando vita a una trilogia e a un progetto praticamente nato all'improvviso.

E che sia improvviso - quindi costruito su basi non solide, ma concepite in corso d’opera, per cavalcare l’onda generata da uno scherzo - “Glass” lo fa intendere quasi subito: trascinato da una trama decisamente meno robusta e incalzante di quelle a cui il cinema del suo regista ci ha abituati, e con lo scopo unico di voler allestire una reunion con la quale divertirsi, alla stregua di come un bambino farebbe con dei giocattoli appena scartati. Solo che quel bambino è un adulto e per quanto possa prostrarsi alle regole di un mercato che lo vede sempre più incline a confezionare prodotti mainstream, Shyamalan conserverà sempre e gelosamente quell’attitudine a dover creare tensione a prescindere, a lavorare in sottrazione, a raccontare qualcosa che tanto – e per chi lo conosce non è una sorpresa – sarà destinato a subire ribaltamenti e strappi, in un terzo atto che, come per gli illusionisti, mostrerà come qualche indizio che abbiamo avuto sempre sotto il naso, portasse più peso di quello da noi istituito a caldo.
Del resto è proprio a causa di questi vizi - o marchi di fabbrica – che questo suo ultimo film, pur non spiccando il volo, riesce a rimanere stabile sulle sue gambe, perdendo raramente il senso dell’equilibrio, bravissimo a procedere di mestiere.

Glass FilmPerché a livello di struttura narrativa, “Glass”, è studiato per temporeggiare, per accumulare interamente l’aria sinistra che si respira nella specie di manicomio in cui si svolge, e poi andare a esplodere, dichiaratamente, in un finale assai meno spettacolare di quello che ci si attenderebbe da un cine-comic (perché volente o nolente di questo si tratta), ma caratterizzato da un'indole rivelatoria, nonché – come dice il suo vero protagonista, Samuel L. Jackson – dalla nascita di determinate e inaspettate origini. Uno di quelli alla Shyamalan, verrebbe da dire, se non fosse per delle forzature evidenti che paiono messe lì apposta, per far quadrare i conti, e perciò incapaci di provocare scosse, o di spiazzare lo spettatore in maniera significativa. Una chiusura del cerchio – e probabile apertura di qualcos’altro, volendo – scandita attraverso alcuni schemi tipici del fumetto (edizioni limitate, showdown, ecc, ecc) che lentamente si fanno largo e vengono chiarificati, diventando - involontariamente, forse - l’elemento più elettrizzante in assoluto a cui, per consolazione, conviene aggrapparsi.

Intrattenimento leggero, ben confezionato, gradevole, insomma. Eppure parecchio fragile e diverso da quello che, potenzialmente, si poteva modellare.
Meglio, allora, quando l’unione tra i mondi di “Split” e di “Unbreakable: Il Predestinato” era solo una suggestione, quando la visione di un film in grado di accorparli veramente era ancora una solleticante idea: visto e considerato che, adesso, a operazione conclusa, non è che questa riunione di famiglia con tempesta – tanto per fare una semi-citazione non casuale – abbia portato a risultati scoppiettanti o sperati.

Trailer:

martedì 8 gennaio 2019

The Lego Movie 2: Una Nuova Avventura - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

The Lego Movie 2 Film

Nuovo trailer ufficiale italiano di "The Lego Movie 2: Una Nuova Avventura", il film diretto da Mike Mitchell - sequel dell'omonima saga lanciata nel 2014 - con le voci, in lingua originale, di Chris Pratt, Elizabeth Banks, Will Arnett, Nick Offerman, Alison Brie, Tiffany Haddish, Stephanie Beatriz e Arturo Castro, dal 21 Febbrai al cinema.

Nuovo Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Sono passati cinque anni da quella spaventosa avventura e ora i cittadini devono affrontare una nuova e gigantesca minaccia: i LEGO DUPLO®, invasori dallo spazio esterno, che distruggono tutto più velocemente di quanto si possa ricostruire. La battaglia per sconfiggerli e riportare l’armonia nell'universo LEGO condurrà Emmet, Lucy, Batman e i loro amici in mondi lontani e inesplorati, tra cui una strana galassia in cui tutto è un musical. Saranno messi alla prova il loro coraggio, la creatività e le abilità dei Mastri Costruttori, e si scoprirà quanto siano davvero speciali.

lunedì 7 gennaio 2019

Golden Globe 2019 - Tutti I Vincitori

Golden Globe

Questa notte si è svolta la 76esima edizione dei Golden Globe, di seguito tutti i vincitori:

Sezione Cinema

Miglior Film Drammatico:
Bohemian Rhapsody

Miglior Film Commedia O Musical:
Green Book

Miglior Regista:
Alfonso Cuaron per "Roma"

Miglior Attrice In Un Film Drammatico:
Glenn Close per "The Wife"

Miglior Attrice In Un Film Commedia O Musical:
Olivia Colman per "La Favorita"

Migliori Attore In Un Film Drammatico:
Rami Malek per "Bohemian Rhapsody"

Miglior Attore In Un Film Commedia O Musical:
Christian Bale per "Vice"

Miglior Attrice Non Protagonista:
Regina King per "Se La Strada Potesse Parlare"

Miglior Attore Non Protagonista:
Mahershala Ali per "Green Book"

Miglior Film Straniero:
Roma

Miglior Film D'Animazione:
Spider-Man: Un Nuovo Universo

Miglior Sceneggiatura:
Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly per "Green Book"

Miglior Colonna Sonora:
Justin Hurwitz per "First Man"

Miglior Canzone:
"Shallow" da "A Star Is Born"

Sezione Televisione

Migliore Serie Drammatica:
The Americans​

Migliore Serie Commedia o Musical:
Il Metodo Kominsky

Migliore Attore In Una Serie Drammatica:
Richard Madden per "Bodyguard"

Migliore Attrice In Una Serie Drammatica:
Sandra Oh per "Killing Eve"

Migliore Attore In Una Serie Commedia o Musical:
Michael Douglas per "Il Metodo Kominsky"

Migliore Attrice In Una Serie Commedia o Musical:
Rachel Brosnahan per "The Marvelous Mrs. Maisel"

Miglior Miniserie O Film TV:
American Crime Story: L'Assassinio Di Gianni Versace

Migliore Attore In Una Miniserie O Film TV:
Darren Criss per "American Crime Story: L'Assassinio Di Gianni Versace"

Migliore Attrice In Una Miniserie O Film TV:
Patricia Arquette per "Escape at Dannemora"

Migliore Attore Non Protagonista In Una Serie, Miniserie O Film TV:
Ben Whishaw per "A Very English Scandal"

Migliore Attrice Non Protagonista In Una Serie, Miniserie O Film TV:
Patricia Clarkson per "Sharp Objects"

venerdì 4 gennaio 2019

Suspiria - La Recensione

Suspiria Guadagnino
Il ragionamento in questi casi tende ad essere spaccato in due.

Si potrebbe valutare il “Suspiria” di Luca Guadagnino come un remake reinterpretato da un autore secondo il suo stile, oppure in base a quello schianto, evitato, che in molti – fanatici del genere e di Dario Argento, o meno – attendevano al varco.
Perché Guadagnino – per quanto audace – del “Suspiria” del 1977 ha preso l’epoca, un pizzico d’atmosfera, la scuola di ballo e i suoi misteri, ma non è stato abbastanza esaltato – per fortuna – da cimentarsi in una copia carbone con la quale avrebbe avuto solo e soltanto da perdere.

Questo nuovo “Suspiria”, infatti, è un horror di facciata; che si accontenta di strizzare l’occhio al genere in un paio di occasioni – la prima, con Dakota Johnson che balla e provoca effetti collaterali su di un’altra ballerina, anche piuttosto interessante – decisamente più stratificato e ambizioso – se vogliamo – a livello di sceneggiatura, al punto da sembrare, a tratti, proprio un altro film: liberamente ispirato, si direbbe, in questi casi. Ci mette dentro la Raf, la banda Baader Meinhof e gli attentati terroristici subiti da Berlino durante l’epoca del muro, Guadagnino, contrapponendo il terrore respirato in strada, con quello consumato all’interno della scuola di danza dove Susie, la nuova e talentuosa ballerina appena arrivata, è stata ammessa grazie al posto rimasto vacante dopo la scomparsa, ancora irrisolta, di Patricia: un’attivista che, nel frattempo, aveva provato a confessare le stranezze e i rituali delle sue insegnanti al suo anziano psicanalista. Un tentativo originale per dare più respiro, per approfondire, per distaccarsi maggiormente dalla zona pericolo, andando ad aggiungere questioni e tematiche inedite, eppure perfettamente in linea con l’ambientazione, ma soprattutto con la filmografia del regista palermitano. Torna l’amore, quindi, carica prepotente e spirito dominante; la figura della Madre (con tanto di inquadratura su un quadro intento a sottolinearne il peso), e perciò della donna, esaltata nell'erotismo come nella sua malignità; insieme a quella voglia tutta estetica di rifarsi al cinema anni ‘80, attraverso una tecnica esemplare e accattivante che rinuncia, però, ai colori e alla psichedelia delle origini.

Suspiria GuadagninoUn ottimo lavoro, insomma, se l'obiettivo era quello di portare a casa un esercizio di stile, o di sperimentare a livello personale un genere e le sue potenzialità intrinseche: sebbene, in tal senso, sarebbe stato più vantaggioso scegliere un altro titolo e distaccarsi il più possibile da eventuali confronti (magari puntando all'omaggio indiretto). Perché quando prendi in prestito un brand, per quanto le tue intenzioni possano essere positive e costruttive, è inevitabile portarsi dietro, a cascata, tutta la Storia che quel brand conserva. E se il tuo brand si chiama “Suspiria” – e se lo promuovi con quella locandina, inoltre - non puoi assolutamente esimerti dal compito di spaventare, o quantomeno di tenere in tensione lo spettatore che decide di darti fiducia. Un aspetto che Guadagnino riesce a bucare su tutta la linea, non avendo nelle corde, forse, quel genere di cinema, ed essendo più organizzato a muoversi sotto altri canoni: tant’è che quando, nel finale, decide addirittura di scadere nello splatter, il risultato è a dir poco confusionario ed estraniante.

Cosa fa, allora, Guadagnino? Perde? Vince? Pareggia.
Sicuramente perde se pensiamo che nessuno – tranne un folle – nominerà mai “Suspiria”, in futuro, riferendosi alla sua versione: troppo distaccata e debole per essere degna di nota al punto da meritare una revisione o un rimando.

Pareggia, tuttavia, se pensiamo allo scoglio che è riuscito a superare quasi indenne (pur cercandoselo, è) - o comunque con qualche graffio superficiale - mentre tutti, intorno a lui, erano già pronti a tirare fuori la croce dalla tasca.

E questo, a secondo di chi valuta, può trapelare persino come una vittoria.

Trailer:

Noi - Trailer Ufficiale Italiano

Noi Jordan Peele

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "Noi", il nuovo film scritto e diretto da Jordan Peele con Elisabeth Moss, Lupita Nyong’o, dal 28 Marzo al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Ambientato ai giorni nostri lungo l'iconica costa della California del Nord, "Noi", ha come protagonista Adelaide Wilson, una donna che torna alla sua casa d'infanzia sul mare con il marito Gabe e i due figli per un'idilliaca vacanza estiva. Tormentata da un trauma irrisolto del suo passato e sconvolta da una serie di inquietanti coincidenze, Adelaide sente crescere e materializzarsi la sua ossessione e capisce che qualcosa di brutto sta per accadere alla sua famiglia. Dopo un’intensa giornata trascorsa in spiaggia con i loro amici, i Tyler, Adelaide e la sua famiglia tornano a casa. Quando cala l'oscurità, i Wilson vedono sul vialetto di casa la sagoma di quattro figure che si tengono per mano. "Noi" traccia la contrapposizione fra un’affettuosa famiglia americana e un terrificante e misterioso avversario: i sosia di ciascuno di loro.


Se La Strada Potesse Parlare - Trailer Ufficiale Italiano

Se La Strada Potesse Parlare Barry Jenkins

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Se La Strada Potesse Parlare", il nuovo film di Barry Jenkins - tratto dall'omonimo romanzo di James Baldwin e nominato a tre Golden Globes (tra cui Miglior Film Drammatico) - con KiKi Layne, Stephan James, Regina King, Colman Domingo, Teyonah Parris, Ethan Barret e Pedro Pascal, al cinema dal 24 Gennaio.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Anni’70, quartiere di Harlem, Manhattan. Uniti da sempre, la diciannovenne Tish e il fidanzato Alonzo, detto Fonny, sognano un futuro insieme. Quando Fonny viene arrestato per un crimine che non ha commesso, Tish, che ha da poco scoperto di essere incinta, fa di tutto per scagionarlo, con il sostegno incondizionato di parenti e genitori. Senza più un compagno al suo fianco, Tish deve affrontare l’inaspettata prospettiva della maternità. Mentre le settimane diventano mesi, la ragazza non perde la speranza, supportata dalla propria forza interiore e dall’affetto della famiglia, disposta a tutto per il bene della figlia e del futuro genero.