[HOME VIDEO] Margini - Il Film (da recuperare) Di Niccolò Falsetti Esce In Blu-Ray

Margini - FIlm

Ne avevamo già parlato (bene) di "Margini", su queste pagine.
Lo avevamo fatto qualche anno fa, approfittando della sua uscita in home video e, guarda un po', ci ritroviamo a farlo ancora per... lo stesso motivo.
Già, perché il film diretto da Niccolò Falsetti - il quale lo ha co-scritto, insieme a Tommaso Renzoni e Francesco Turbanti - esce per la prima volta in formato blu-ray e, visto che molto probabilmente sarete in molti a non averlo ancora recuperato, vale la pena spenderci ulteriori due parole.

La storia è quella di tre amici, Michele, Edoardo e lacopo, alle prese con il loro gruppo punk, troppo ambizioso e fuori dagli schemi per poter esplodere in provincia: una Grosseto incapace di comprenderli e rendergli giustizia. I locali scarseggiano, gli adulti borbottano, lamentandosi del "rumore", e il loro pubblico di riferimento sembra esser localizzato principalmente nelle grandi città, quelle a due ore di distanza, in cui vanno per aprire concerti - sempre punk - di altre band più importanti e famose. Come, i Defense, per esempio: un gruppo americano che sta per fare tappa in quel di Bologna. Se non fosse che, all'ultimo minuto, per motivi organizzativi la serata viene annullata e i tre, in preda alla mestizia e alla rabbia, decidono di rimediare provando a traslocare l'evento nella loro città, pur non avendo la minima idea, o competenza - né tantomeno il denaro - per gestire la questione.

Sembrano immaturi, intestarditi e viziati, allora, i tre protagonisti di "Margini".
Giovani adulti - uno con una famiglia sulle spalle - che ancora giocano a fare gli adolescenti e non vogliono saperne di mettere la testa a posto, di guardare in faccia la realtà. Se non fosse che, in parte, hanno le loro ragioni nel comportarsi in quel modo, perché inseguire ciò che si ama, alla fine, è un diritto e continua ad esserlo a prescindere da quanto gli altri - la società - siano d'accordo o meno. Del resto, l'alternativa è trasformarsi negli adulti tristi e infelici del film. Quei soliti adulti che non stanno al passo, secondo i quali l'arte non ha nulla a che vedere col lavoro, perché lavorare, in fondo, significa spezzarsi la schiena, sacrificarsi, non dormire la notte. Stanno li a far la morale, loro, a lanciarsi in discorsi che partono sempre con "ai miei tempi", senza nemmeno ascoltare, o permettere ai figli - o presunti tali - di spiegarsi, di esprimersi. Un atteggiamento che fotografa in pieno il rapporto conflittuale tra generazioni, tra questo paese e i "giovani" che si sbracciano per trovare spazio, per sentirsi valorizzati, ribellandosi per disperazione a un sistema si ostina a fare di tutto per non vederli e non sentirli: e al quale, spesso, rispondono rifiutandosi di abbassare la testa e fuggendo via.
E se il film di Falsetti, dunque, colpisce forte nel segno è anche per via di queste corde che va toccando. Corde che, nonostante gli anni passati, non hanno minimamente alterato la loro amara e insofferente melodia.

Trailer:

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