La povertà è in aumento, i giovani mollano la scuola e mancano di rispetto agli adulti (al potere, quindi), i quali, non sapendo come rispondere, entrano in crisi, togliendosi la vita, o abbracciando la (politica della) violenza. La fotografia di un mondo impazzito che sembra non così distante dalla cronaca recente, eppure sono solo le premesse di "Battle Royale", un film uscito ormai ventisei anni fa.
Siamo in un Giappone distopico, ovviamente, e per limitare la delinquenza e la ribellione giovanile, il Governo ha deciso di creare un gioco al massacro nel quale un gruppo di studenti - 42 - scelti a sorte, vengono trasferiti su un isola deserta con lo scopo di ammazzarsi l'uno con l'altro. Tre giorni per decretare il vincitore, a cui spetta il compito di restare l'unico dei sorteggiati rimasto in vita.
E se mentre leggete queste righe non riuscite a non pensare ad "Hunger Games", beh, avete ragione e torto: nel senso che sì, la trama è molto simile, ma il romanzo di Koushun Takami, da cui "Battle Royale" è tratto è uscito nove anni prima di quello firmato Suzanne Collins.
E se mentre leggete queste righe non riuscite a non pensare ad "Hunger Games", beh, avete ragione e torto: nel senso che sì, la trama è molto simile, ma il romanzo di Koushun Takami, da cui "Battle Royale" è tratto è uscito nove anni prima di quello firmato Suzanne Collins.
Ora finalmente - grazie a CG Entertainment - possiamo apprezzarlo anche in home video, nella sua versione restaurata e integrale, disponibile in formato blu-ray e 4K UltraHD. Parliamo di un titolo che appunto ha fatto scuola, diventando un cult che persino Quentin Tarantino spesso ha citato, inserendolo tra i suoi film preferiti e affermando di averlo voluto dirigere in prima persona. Al suo posto, dietro la macchina da presa, troviamo invece Kinji Fukasaku, che svolge un lavoro inappuntabile, solido, raccontando la tragedia di una gioventù - di una generazione - a cui viene strappato via un futuro che non gli resta che immaginare, confessandolo, magari, pochi istanti prima di morire alla persona presente al suo fianco.
Una satira drammatica, a tinte splatter e a tratti grottesca, così come è grottesca la presenza di Takeshi Kitano (il creatore di Takeshi's Castle), eletto leader del format omicida, ispirato proprio agli eventi che stavano accadendo verso la fine degli anni '90 in un paese ancora in recessione, durante quello che fu rinominato poi "il decennio perduto".
Dettagli dal peso specifico rilevante, che rendono "Battle Royale" una visione obbligatoria e immancabile nella lista dei titoli di qualsiasi cinefilo.
Dettagli dal peso specifico rilevante, che rendono "Battle Royale" una visione obbligatoria e immancabile nella lista dei titoli di qualsiasi cinefilo.
Trailer:

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