Obsession - La Recensione

Obsession Poster

Forse vale la pena dire che Curry Barker - che di "Obsession" è sceneggiatore e regista - è un ragazzo di appena 26 anni. E, forse, vale la pena anche aggiungere che la sua carriera - quella che gli ha permesso di esordire al cinema con questo film - è nata su YouTube, realizzando piccoli sketch e cortometraggi nei quali era già possibile intravedere un'interessante scintilla, bravura, originalità.

Qualcuno però c'ha creduto davvero e fino in fondo in lui, permettendogli - non senza assumersi dei rischi - di fare il grande salto, quello che da noi, in Italia, agli youtuber spezza le gambe, li seppellisce, perché "il grande schermo non è come il piccolo, è un'altra cosa, ha un altro linguaggio!". Ecco, allora, Barker sarà stato poliglotta, visto e considerato che lui con quel salto, non solo non si è rotto neppure un osso, ma è pure atterrato - e cito il Woody di "Toy Story" - con stile. Perché il suo "Obsession" dimostra che lui quella roba lì - e per quella roba li intendo l'horror, il cinema - la conosce e sa padroneggiarla al pari, o addirittura meglio, di tanti, oramai, colleghi, e pure che quella scintilla, quella bravura e quell'originalità che lo aveva messo in luce sul web, nel mondo reale e nel cinema quello vero, quello dei grandi, insomma, è addirittura amplificata. Non è una bestemmia, infatti, ammettere che "Obsession" sia uno degli horror più inquietanti e angosciosi degli ultimi anni. Che è bravissimo a dosare ironia e terrore all'interno di una storia che si infila perfettamente dentro un contesto moderno, caldo, analizzando attraverso iperboli la possessività e l'ossessione - appunto - di certi rapporti sentimentali tossici che poi, abbiamo visto, spesso finiscono per tappezzare pagine di cronaca nera.

Obsession Film

A pagarne le spese è Bear, un ragazzo timido e - dalla serie di pasticche che riempiono il suo armadietto del bagno - non esattamente in pace con la vita e con sé stesso. Il suo problema - o uno dei - è che non riesce a farsi avanti con Nikki, la ragazza per la quale ha una cotta da anni e non trova il coraggio di dichiararsi. A venirgli incontro - sebbene lui non lo sappia, ancora - è un bastoncino del desiderio acquistato in un negozio di cianfrusaglie e spezzato per disperazione una sera, con la speranza che Nikki lo ami più di qualsiasi cosa al mondo. Detto, fatto. Letteralmente, però. Una sorta di magia (nera) che diventa maledizione, tra manipolazioni psicologiche, minacce e comportamenti sopra le righe che, comunque, Bear cerca di digerire, coprire e sopportare pur di non perdere l'amore - che amore non è - della donna che finalmente ora è al suo fianco: e che, per inciso, è interpretata magnificamente da una Inde Navarrette che fa accapponare la pelle. L'ossessione di lei per lui è pari a quella di lui per lei, perché se di colpo Nikki (che poi è ancora Nikki?) è disposta a uccidere e ad uccidersi per l'amore di Bear, è altrettanto vero che Bear, per quanto spaventato da quanto sta accadendo, non intende indietreggiare, né rinunciare a ciò che per anni ha bramato, accettando passivamente ed egoisticamente l'inevitabile escalation che ciò andrà a provocare.

Giocando coi cliché del genere e della tematica che prende in prestito, Barker riesce quindi a portare a casa un esordio dalla portata e dall'impatto incredibile. Senza snaturare sé stesso - e quindi conservando l'assurdo e il grottesco che muoveva le idee e gli spunti dei suoi video online - realizza una pellicola che è insieme divertentissima e terrificante, ma soprattutto capace di deliziare al massimo i palati fini degli appassionati del genere che da "Obsession" rimarranno sicuramente folgorati e incantati.
Ossessionati, magari.

Trailer:

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