Snowden - La Recensione

Snowden Oliver Stone
Il vero colpo da maestro messo a segno da Oliver Stone è stato quello di aver tenuto conto della realizzazione di un documentario su Edward Snowden, antecedente al suo film di finzione.
Intelligentemente è da quell'immaginario che il suo "Snowden" decide di partire, da quella camera d'albergo in cui, dopo l'incontro segreto in un centro commerciale di Hong Kong, la documentarista Laura Poitras, il giornalista investigativo Glenn Greenwald e il reporter di intelligence del The Guardian, Ewen MacAskill, cominciano la sconvolgente intervista all'informatico, ex tecnico CIA, che porterà all'esplosione dello scandalo spionistico dell'NSA e alla consecutiva uscita dello splendido "Citizenfour".

Di quel lavoro fondamentale, rischioso e di portata mondiale, allora, il film di Stone sembra quasi voler proclamarsi un estensione, un approfondimento, più o meno fedele, volto a puntare la lente d'ingrandimento sul mestiere operato da Snowden, nonché sul suo carattere e la sua personalità. E se andare a vedere e ascoltare da vicino discorsi informatici colmi di termini sconosciuti, di cui, obiettivamente, ci interessa il minimo, ma il massimo quando si tratta di capirne il succo in parole povere, a sconvolgere maggiormente è l'inclinazione patriottica che Snowden difende e sventola con fierezza prima di sfondare la facciata che lo divide tra ciò che il suo paese dice e ciò che, in realtà, pensa davvero. Ed è in questo scarto che il ragazzo comincia a fare passi indietro, a vacillare, a rivedere le sue idee, mentre qualche collega, alle sue domande incredule sulle intenzioni illegali di determinati progetti, reagisce appioppandogli il soprannome di Biancaneve: genio coi computer e ingenuo con la testa, troppo lento a comprendere gli obiettivi di un Governo che puntava a conquistare la supremazia del potere per avere il resto del mondo (e sé stesso) sotto controllo e sotto scacco. Mail, sms, chat, dati sensibili, il tutto di tutti doveva essere a portata di mano, visionabile, rintracciabile, a disposizione per il bene del paese, eppure senza alcuna autorizzazione o spiegazione per le persone.

Snowden Oliver StoneLa guerra moderna, del resto, si combatte ovunque e una delle prime regole, in battaglia, è quella di non rivelare mai la tua posizione a nessuno, altrimenti il nemico potrebbe prenderti alle spalle e ucciderti. Hacker cinesi, hacker russi o di chissà quale paese, inoltre, è probabile che presto vogliano rivendicare la loro supremazia, quindi tenersi pronti o anticipare è la risposta unica e necessaria. Queste sono giustificazioni partorite esplicitamente dai piani alti, che, guarda caso, a Stone intrigano e piacciono particolarmente. La paranoia che c'è dietro, nello specifico, lo stimola e lo conquista. Perché, oltre a fare il paio con quella sviluppata dal suo protagonista, descrive perfettamente l'America e il suo stato attuale, ovvero un paese con la testa costantemente rivolta all'esplosione di quelle due Torri, per le quali non si è mai riuscito a perdonare e che assolutamente non può permettersi di fare accadere una seconda volta. In "Snowden", non a caso, il peso di tale zavorra è poggiato tutto sulle spalle delle nuove generazioni, quelle tecnologiche, comunicato chiaro e tondo e sottolineato da volti che spesso eseguono gli ordini, manifestando sensi di colpa o comunque poco entusiasmo rispetto a quello ormai perduto e intravedibile dai sorrisi inconsapevoli dei primi giorni.

Con quel pizzico d'umiltà di cui non poteva fare a meno, unita alla mano esperta e allo sguardo penetrante, abituato a scavare fino a scovare, Stone, dunque, riesce a confezionare l'ennesimo film della sua carriera concentrato e lucido sulla politica e sulle contraddizioni del suo paese. Si chiama "Snowden", è vero, è una storia basata su fatti realmente accaduti ed è fedele ad essi (e ha un Joseph Gordon-Levitt straordinario), ma fosse stato solo questo, non sarebbe bastato a renderlo così duro, schietto e convincente come poi - merito anche di un colpo di scena da brividi - fortunatamente è stato. Imperfezioni e dilungazioni comprese.

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