IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

sabato 29 agosto 2015

Sinister 2 - La Recensione

A Jason Bloom ormai dobbiamo abituarci.
Dobbiamo abituarci alla sua industria horror, alla sua offerta di prodotti da fast-food, contraddistinti da un idea di base che rappresenta l'unico ingrediente mutevole, al centro di una confezione di contorno generalmente uguale a sé stessa.
Da buon produttore, infatti, il suo scopo non è tanto il cinema, ma ciò che il cinema può dargli: ovvero gli incassi. Ed essendo anche questo un mestiere a tutti gli effetti, in poco tempo, attraverso la sua bravura e alcuni franchise più o meno riusciti - realizzati a costi più o meno contenuti - Bloom è riuscito a ritagliarsi un nome piuttosto rilevante nel settore del genere e non solo.

La realizzazione di "Sinister 2" allora non è che una conseguenza di quanto accennato, un sequel non necessario, non utile, ma doveroso nei confronti del box-office: che aveva consacrato il primo "Sinister" come un successo inequivocabile. Una forma di cinema scarica, spiacevole, dove regista e sceneggiatore vengono commissionati per obbedire agli ordini, lavorando esattamente come lavorerebbero in una qualsiasi fabbrica. Il ragionamento è semplice: se nel primo "Sinister" l'elemento di vittoria era stato rappresentato da filmatini raccapriccianti girati in Super 8, in "Sinister 2" è automatico che dovranno esserci nuovamente i filmini in Super 8, ma più raccapriccianti e scioccanti. Stesso discorso vale per gli altri titoli con destino simile.
Così facendo, è previsto in partenza, che la pellicola realizzata sarà, a grandi linee, simile alla capostipite, ma con qualche dettaglio a fare la differenza (solitamente è il cambio più o meno totale dei protagonisti, dipende dal franchise). Un po' come quando la casa produttrice di un cioccolato al latte, ripropone lo stesso prodotto fatto con il cioccolato bianco, o fondente.
Nel cinema, però, a dispetto del settore alimentare, determinate manovre spesso vanno così e così, raramente vanno bene o meglio, il più delle volte molto male.

Questo è uno di quei casi in cui tutto è andato male.
"Sinister 2" è un sequel freddo, spento, estirpato da qualsiasi forma di tensione e svuotato dell'innovazione fresca, funzionante in passato. Un lavoro banale, che manca l'appuntamento con il genere che rappresenta, avanzando statico, ma soprattutto incapace di raggiungere una qualsiasi meta.
Tra spettatore e trama la connessione è sempre assente, conseguenza per la quale gli sforzi di spaventarlo appaiono scarsi o del tutto vani, trasformando in un buco nell'acqua persino i noti trucchetti con cui solitamente lo si fa saltare dalla poltrona, utilizzando musiche di sottofondo ad hoc e apparizioni inaspettate. La regia di Ciarán Foy, in tutto questo centra ben poco, anzi, considerando il potere esecutivo limitato a disposizione, è complessivamente organizzata, priva di sbavature e compatta per tutti i novanta minuti.

Ma quando a mancare tuttavia è l'intera spina dorsale di una pellicola i risultati non possono che essere questi, specie se si decide di fare un cinema cotto e mangiato, sottovalutando al massimo lo spettatore e la sua passione per il genere.
Ma, come detto, Jason Bloom, ormai, è una realtà affermata e alla sua idea industriale di cinema dobbiamo abituarci.

Trailer:

venerdì 28 agosto 2015

Southpaw: L'Ultima Sfida - La Recensione

Cresce a dismisura Jake Gyllenhaal, da "Lo Sciacallo: Nightcrawler" il suo peso scenico è aumentato a dismisura, ha imparato a prendersi la scena, a possederla e per la seconda volta consecutiva diventa lui stesso il faro unico del film di cui è protagonista. Peccato che gli stessi progressi, avvenuti con la stessa velocità, non siano capitati ad Antoine Fuqua, che pur girando bene e ostentando equilibrio maggiore, non scavalca totalmente le trappole di una sceneggiatura (scritta da Kurt Sutter) colma di mescolanze, a tratti zuccherosa ed eccessivamente positiva.

Già, perché "Southpaw: L'Ultima Sfida" è, niente più e niente meno, ciò che, andando a ritroso, il cinema ha proposto e riproposto nel corso del tempo. Un viaggio all'inferno e ritorno, una storia di rabbia, di dolore, con un campione di boxe orfano, cresciuto in un istituto, che manda all'aria il suo successo e la sua famiglia per via della furia incontrollabile che lo contraddistingue: asso nella manica per vincere gli incontri, ma colpevole di avergli portato via accidentalmente, in modo definitivo, la moglie e temporaneamente la figlia. Un underdog della società, fortunato per essere sfuggito al suo destino, ma con la testa impreparata a maneggiare con cura gli alti e bassi inviati senza preavviso dalla vita. Materiale vecchio come il mondo, insomma, che Fuqua prova a rinvigorire con una regia muscolosa e indiscreta, attaccata il più possibile al corpo e alla faccia perennemente martoriati del Billy "The Great" Hope, interpretato da Gyllenhaal e capace di diventare anche penetrante quando sceglie di dilatare in primi e primissimi piani le (numerose) emozioni drammatiche (espresse o meno) insistentemente convocate in scena.
Apparentemente una ordinaria amministrazione, un progetto calcolato e pilotato da chi, nel suo piccolo sa come cavarsela e spuntarla, ma in cui tuttavia non mancano quelle stonature eccedenti, rappresentate da parentesi stucchevoli o trascurabili, dove retorica e facilonerie prendono il sopravvento irritando sia la tensione che l'occhio.

Pecche generate da un copione di cui Fuqua non è responsabile in prima persona, ma da cui, con un minimo di accortezza in più, avrebbe potuto tirar fuori il meglio agendo d'istinto e d'esperienza: staccando perciò, a tempo debito, la macchina da presa laddove non c'era alcun bisogno di indugiare e magari - se proprio non era possibile accorciare la durata complessiva - lasciarla accesa più a lungo nelle circostanze più intime, poco importa se dedicate ancora a Gyllenhaal o al personaggio, ampliabile, di Whitaker.
Così di "Southpaw: L'Ultima Sfida" intravediamo come migliori le potenzialità non perseguite, quelle legate a un privato che sullo schermo è meno palese ed elaborato, un privato che poteva andare ad avvinghiarsi persino col passato, con la formazione di quel pugile selvaggio ed impacciato, ma fondamentalmente buono.

Pagine che un regista di livello non si sarebbe fatto scappare, che in qualche modo avrebbe utilizzato a proprio favore pur di non finalizzare un prodotto privo di cose da dire. Ma a quanto pare Fuqua per prendere parte a questa categoria non è ancora pronto: il suo resta un cinema esteticamente efficace, sporco, irruento, ma carente sotto l'aspetto della costanza e della potenza.
Il che fa media.

Trailer:

mercoledì 26 agosto 2015

Dove Eravamo Rimasti - La Recensione

Prendendo spunto da quello che sarà il titolo italiano, pare che Jonathan Demme abbia deciso di ripartire esattamente da dove si era fermato. Ritorni a casa, attriti famigliari e questioni in sospeso da risolvere, quindi, che in "Dove Eravamo Rimasti" - "Ricki And The Flash", in originale - però assumono un sapore assai meno amaro di quanto non lo fossero stati nel drammatico e quasi documentaristico di "Rachel Sta Per Sposarsi".

Altre ferite da curare, dunque, e altra redenzione, ma nella commedia sceneggiata da Diablo Cody, la faccenda spetta a una Meryl Streep rockettara fallita, in passato colpevole di aver abbandonato matrimonio e figli per potersi concedere al massimo sulla scena musicale. L'inaspettato divorzio della figlia e il suo tentato suicidio tuttavia diventano, per lei, una nuova possibilità per rimettere apposto le cose, o se non altro per riprendere contatto con quel ruolo, da tempo messo in ghiaccio e mai cancellabile, di madre. Temi considerevoli, ma toni leggeri, insomma, motivo per cui Demme non ripropone la camera a mano della sua ultima uscita e si affida ad una regia più convenzionale possibile che ben si adatta ad una storia molto convenzionale anch'essa. Tolto il piacere di rivedere la Streep cantare, in un ruolo peraltro inedito della sua carriera, e duettare a colpi di lineamenti e di somiglianze con Mamie Gummer (figlia sul set così come nella vita reale) a "Dove Eravamo Rimasti" infatti non rimane null'altro, se non, magari, un paio di scenette frizzanti di famiglia sboccata e scoppiata a cui potersi aggrappare per produrre le uniche risate spontanee. Mancano le intuizioni adatte per fare breccia, manca quella dose di follia con cui si sarebbe potuto accendere un primo spaccato evidentemente tiepido, disposto ad far fuoco e a bruciare, eppure trattenuto da un equilibrio sinceramente inspiegabile convogliato in un finale buonista e commovente.

Già perché non ci vuole poi molto a comprendere che "Dove Eravamo Rimasti" non abbia alcuna pretesa se non quella minima di svagare lo spettatore, non ci vuole molto a intuire quanto appoggi fiducia sulla sua protagonista e sul suo carattere squilibrato, proprio come non ci vuole poi molto a immaginare quanto la trama e il suo epilogo siano oltre che marginali, prevedibili e scontati. E allora tanto valeva non porre alcun freno, evitare quei periodi drammatici per alimentari gli scontri e consecutivi riavvicinamenti, buttarsi a capofitto in quella pazzia reperibile in ogni famiglia, e ancor di più in quelle allargate, consacrando lo stesso, come fa, il ruolo eterno e insindacabile di madre, ma in un modo che seppur non rasenta l'originalità, quantomeno fa rima con spasso e coinvolgimento.

Le stesse parole che farebbero il successo di qualsiasi concerto rock, ma con cui Demme fatica a trovare accordo nella sua esibizione: altalenando il ritmo di una pellicola che sinceramente avremmo visto meglio lontano dalle sue mani, o da quelle discontinue della Cody autrice. Questo, fermo restando che, nonostante la poca brillantezza generica sparsa, l'interpretazione della Streep resti assolutamente degna di nota e impossibile da scalfire o da contestare.

Trailer:

lunedì 24 agosto 2015

The Martian: Il Sopravvissuto - Secondo Trailer Ufficiale


La 20th Fox ha rilasciato il secondo trailer ufficiale di "The Martian: Il Sopravvissuto", film basato sul romanzo best-seller “The Martian” di Andy Weir, diretto da Ridley Scott e interpretato da Matt Damon, Jessica Chastain, Kristen Wiig, Kate Mara, Michael Pena, Jeff Daniels, Chiwetel Ejiofor e Donald Glover.
Qui sotto potete vedere le immagini, mentre per la pellicola al cinema c'è da aspettare ancora fino al 15 ottobre prossimo.

Nuovo Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Durante una missione su Marte, l’astronauta Mark Watney (Matt Damon) viene considerato morto dopo una forte tempesta e per questo abbandonato dal suo equipaggio. Ma Watney è sopravvissuto e ora si ritrova solo sul pianeta ostile. Con scarse provviste, Watney deve attingere al suo ingegno, alla sua arguzia e al suo spirito di sopravvivenza per trovare un modo per segnalare alla Terra che è vivo.
A milioni di chilometri di distanza, la NASA e un team di scienziati internazionali lavorano instancabilmente per cercare di portare “il marziano" a casa, mentre i suoi compagni cercano di tracciare un’audace, se non impossibile, missione di salvataggio.

Professore Per Amore - La Recensione

La politica hollywoodiana delle major, l'avvento del femminismo al cinema e nella società, la crisi di uno sceneggiatore (e di un uomo) di talento.
Non la prende di certo alla leggera il regista (e sceneggiatore) Marc Lawrence, che per il suo quarto sodalizio con Hugh Grant mette in scena un'altra commedia romantica, nella quale però - ed è una notizia - lo zucchero e la risata son sostituiti dall'amarezza di una realtà non troppo sognante e delicata.
C'è l'ingiustizia, gli errori pagati e da pagare, un cinismo abitualmente rinnegato dal genere in "Professore Per Amore", pellicola dove uno sceneggiatore premiato e consumato da Hollywood è costretto ad accettare, per esigenze economiche, un lavoro da professore di sceneggiatura in una Università distante da casa e a chilometri di distanza da New York.

Discesa professionale tuttavia che il personaggio di Grant non ha alcuna intenzione di mettersi a contrastare. Meglio scendere a patti, abbassando persino le prerogative umane e cercando quindi non la consueta via di redenzione e di rinascita, ma la capacità di imparare a nuotare in quel mare avverso e sporco come lo è, da anni, anche la sua coscienza. Ecco allora come colei che dovrebbe essere lo spiraglio di luce, lo stimolo per farlo tornare ad essere ciò che era stato agli inizi della sua carriera, assume la forma di una mera contrapposizione, un contrario con cui confrontarsi e sfogarsi, e in cui intravedere le stesse basi responsabili dell'enorme schianto da lui appena compiuto e in fase di pagamento. Con l'ottimista e sognatrice fuori corso, Marisa Tomei, perciò quel professore tradito da sé stesso e dal sistema, non entra direttamente in contatto, meglio il cliché della superficiale studentessa più giovane, quella carina, con qualche problemino da risolvere, disposta a parlare poco, a darsi molto sotto le coperte e, cosa da non sottovalutare, a ricolorare il suo successo sbiadito, da ripristinare in tutta fretta.

Da un impianto che non sfigurerebbe affatto come dramma, Lawrence tira fuori così una commedia più tenue e riflessiva, munita dello humour inglese raffinato e tagliente e con letture multiple da effettuare a vari livelli. Livelli però che "Professore Per Amore" costruisce, arreda, ma poi dimentica di abitare, e per un lavoro che fa della scrittura cinematografica un perno fondamentale, analizzandola e curandola severamente, è davvero una carenza inaspettata e imperdonabile. Le precisazioni fatte dal professor Grant agli alunni del suo corso, quelle riguardanti in particolare la struttura di una sceneggiatura, colpiscono la sceneggiatura di Lawrence in pieno petto, da parte a parte, in particolar modo in una fase risolutiva che ostenta l'abbraccio in extremis, e senza una scossa valida, di un ottimismo e di un romanticismo fin troppo estesi, se pensiamo a quanto detto e a quanto mostrato dal corso degli eventi.

Va un po' a perdere i legami con ogni materia accennata in apertura, Lawrence, come fosse un uomo armato, desideroso di premere il grilletto, ma che si accontenta, in sintesi, di intimorire alla vista le sue vittime. Non spara mai un colpo secco il suo lavoro, neppure a salve, nonostante, potrebbe farlo in più occasioni e soprattutto potrebbe farlo con l'umorismo di una dolce commedia. Non si toglie quei probabili sassolini dalla scarpa, anzi, quando capisce che non è nel suo stile compiere certe azioni, cerca di porre rimedio inserendo dei fiori dentro i cannoni. Fallendo, in questo modo, sia come incendiario che come pompiere.

Trailer:

Inglorious Cinephiles a NewsCinema On Air - 5° PUNTATA


E' online la quinta puntata di NewsCinema ON AIR. Una puntata interamente action, dedicata a "Mission: Impossible | Rogue Nation" e "Operazione U.N.C.L.E.", ma dove abbiamo inserito anche qualche parolina riguardante il reboot dei "Fantastici Quattro" e il cinema indipendente, rappresentato da "Taxi Teheran" e "Corn Island".
Oltre me, a discutere dell'argomento, gli amici Letizia Rogolino e Carlo Andriani, di NewsCinema, Rosa Maiuccaro di DaringToDo e Elena Pedoto di Everyeye.

Quinta Puntata:

Operazione: U.N.C.L.E. - La Recensione

Nell'epoca dei franchise, dove il cinema cerca serialità e sicurezza di marchi in grado di assicurare profitti a lungo termine, Guy Ritchie vuole dire la sua, con una nuova creazione che lo rende indubbiamente più svincolato di quanto non lo fosse stato con "Sherlock Holmes".

Se quello infatti era un franchise che gli era stato commissionato e su cui aveva parziale diritto di parola, "Operazione U.N.C.L.E." è un progetto su cui Ritchie detiene la maggioranza esecutiva (la sua influenza parte dal soggetto, passando per sceneggiatura e regia), che può gestire e maneggiare con padronanza assoluta, ispirato, si, ad una serie televisiva di fine anni sessanta, ma non per questo impossibile da plasmare secondo le regole del mercato moderno e uno stile definito e accattivante. Potremmo dire, insomma, che "Operazione U.N.C.L.E." sia per Guy Ritchie ciò che "Kingsman: Secret Service" è stato per il suo strettissimo amico Matthew Vaughn: come se entrambi avessero deciso, di comune accordo, di assicurarsi un piano di riserva semmai i loro appigli più solidi dovessero complicarsi.
E come ogni piano di riserva che si rispetti, anche in questo non mancano lo studio a tavolino, i ragionamenti e quei spaccati fondamentali responsabili di attribuire carica alla trama, esaltandola con scosse d'azione energiche e spettacolari. Il marchio di fabbrica, insomma, resta ben riconoscibile, mentre la qualità tuttavia tende a lesinare: con America e Russia costretti a scendere a patti in piena Guerra Fredda e a collaborare attraverso i loro migliori agenti speciali per sventare la costruzione di un arma nucleare da parte di un'organizzazione criminale privata. Spunto semplice, non privo di ironia e modellabile nei modi più disparati, prendendo spunto dalle spy-story migliori e da quell'intrattenimento fumettistico così in auge attualmente.

Pensare alla Marvel guardando "Operazione U.N.C.L.E." del resto, può sembrare assurdo, ma non è neppure così complicato, e non solo per via di un Henry Cavill che sembra fare il riscaldamento per tornare a vestire, a breve, i panni di Superman (si, è DC Comics, ma la solfa è quella) nel sequel di Snyder. Il rimando al Marvelverse è costante, in particolar modo sotto l'aspetto umoristico, ovvero nella convivenza forzata tra l'americano Cavill e il russo Armie Hammer che nelle varie grane da risolvere mettono in evidenza la loro esperienza sul campo coltivando l'intramontabile gioco di chi ce l'ha più lunga. Lo spettacolo però non è un continuo rose e fiori e l'attenzione di Ritchie questa volta appare meno affilata di quanto ce la ricordassimo: a dimostrarlo è persino la sotto-trama romantica tra Hammer e Alicia Vikander, potenzialmente intrigante eppure cassata a data da destinarsi.
Discorso diverso invece per quanto riguarda il montaggio, probabilmente nota più positiva di questo ultimo lavoro, con la sequenza impeccabile dell'inseguimento di apertura e soluzioni fresche e simpatiche adottate in corso d'opera: come i tagli in stile scorrimento diapositiva e lo schermo diviso in stile "Hulk" di Ang Lee adoperato nella risoluzione conclusiva.

Il resto è un miscuglio di stereotipi e di certezze, condito da doppi giochi che diventano tripli e poi quadrupli e lo scontato rischio del mondo che potrebbe finire semmai i due anti-eroi dovessero fallire i loro compiti. Quello che la gente ormai è abituata a vedere, insomma, lo standard di un prodotto sempre uguale a sé stesso, ogni volta riconfezionato con carta diversa.
Ma per quanto ci riguarda, noi, avremmo preferito un nuovo "Rocknrolla".

Trailer:

giovedì 13 agosto 2015

The H8ful Eight - Teaser Trailer Ufficiale


Finalmente, dopo trailer non ufficiali e trailer ufficiali, ma privi di scene realmente girate, sbarca online il primo teaser trailer reale dell'ottavo film di Quentin Tarantino. Uscirà a Natale "The H8ful Eight", per ora solo in America, e vanterà un cast corposo, composto principalmente di attori carissimi al regista. Nelle immagini vediamo infatti Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demian Bichir, Tim Roth, Michael Madsen e Bruce Dern.
Non sappiamo cosa ne pensiate voi, ma da queste parti già non vediamo l'ora.

Trailer Originale Ufficiale:

Trumbo - Trailer Originale Ufficiale


Disponibile il trailer originale di "Trumbo", il film diretto da Jay Roach, basato sulla vera storia dello sceneggiatore hollywoodiano Dalton Trumbo. Nel cast Bryan Cranston nei panni del protagonista e poi, Diane Lane, Helen Mirren, Elle Fanning, John Goodman, Michael Stuhlbarg, Louis C.K. e Alan Tudyk. L'uscita della pellicola, per ora, è prevista in America per il mese di novembre.

Trailer Originale Ufficiale:

domenica 9 agosto 2015

Inglorious Cinephiles a NewsCinema ON AIR - Speciale Horror


Giovedì scorso c'è stato lo speciale di NewsCinema ON AIR dedicato al genere horror. Siamo partiti da "Kristy", attualmente in sala, per lanciare, successivamente, il semi-sconosciuto, ma bellissimo "It Follows" e legarci, infine, a "The Gallows: L'Esecuzione" e alle capacità di Jason Blum di produrre pellicole a basso budget e ad alto incasso.
Oltre me, a discutere dell'argomento, gli amici Letizia Rogolino e Carlo Andriani, di NewsCinema, e Stefano Lo Verme di Movieplayer.
Se cercate brividi d'agosto, forse recuperare la puntata farà al caso vostro!

Speciale Horror:

sabato 8 agosto 2015

By The Sea - Teaser Trailer Italiano


Disponibile il teaser trailer italiano di "By The Sea" il nuovo film diretto da Angelina Jolie-Pitt (da dopo il matrimonio), con Brad Pitt, Angelina Jolie-Pitt, Mélanie Laurent, Melvil Poupaud, Niels Arestrup e Richard Bohringer dal 12 novembre al cinema.

Teaser Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"By The Sea" segue la storia di uno scrittore americano di nome Roland (Pitt), che insieme a sua moglie, Vanessa (Jolie Pitt), arriva in una tranquilla e pittoresca località balneare francese nel 1970. Quando la coppia in crisi comincia a passare del tempo insieme agli altri viaggiatori, compresi i giovani sposi Lea (Laurent) e François (Poupaud), e la gente del posto, Michel (Arestrup) e Patrice (Bohringer), si rende conto di dover fare i conti con questioni irrisolte della loro vita.

Deadpool - Trailer Italiano Ufficiale e Red Band


Ryan Reynolds torna a vestire i panni di Deadpool, dopo "X-Men: Le origini | Wolverine" e di un super-eroe dopo l'insuccesso di "Lanterna Verde" (preso in giro nel trailer red-band sotto). Diretto da Tim Miller, con Ryan Reynolds, Morena Baccarin, Ed Skrein, T.J. Miller e Gina Carrano, "Deadpool" è tratto dal fumetto sul più irriverente anti-eroe dell’universo Marvel e dal trailer si intuisce quanto la caratterizzazione del personaggio imprima un marchio fortissimo sulla pellicola. Pellicola che uscirà nelle nostre sale l'11 febbraio 2016.

Trailer Italiano Ufficiale:



Trailer Italiano Red-Band:


Un nuovo eroe sta per venire. Non perdete il primo trailer di #Deadpool!
Posted by Deadpool on Venerdì 7 agosto 2015

martedì 4 agosto 2015

Mission: Impossible | Rogue Nation - La Recensione

C'è un principio di continuità in Mission: Impossible da un po' di tempo a questa parte, un filo teso, probabilmente da J.J. Abrams (dopo la sua entrata alla Paramount), che non ha solo il compito di mantenere costante una qualità di visione e di azione, ma anche quello di non smettere il tracciato di una linea seriale che dal terzo episodio a questo quinto risulta assai retta e definita.

Hanno trovato una loro quadratura, diciamo, Tom Cruise e la sua banda, una scaletta non rigidissima, ma fondamentale, che gli permette di agire e di osare, restando in vetta e riducendo i rischi al minimo sindacale. Quella soglia, purtroppo, che il regista Christopher McQuarrie, subentrato alla regia, sfiora se non tocca addirittura, attraverso una sceneggiatura - scritta sempre da lui - che non è esattamente esente né da strappi e né da nodi. Non ha infatti un villain all'altezza di Philip Seymour Hoffman, "Mission: Impossible | Rogue Nation", né tantomeno l'azione spettacolare e solida elargita da Brad Bird nel capitolo precedente. E' più un thriller elaborato (eccessivamente) in cui il protocollo fantasma accarezzato in passato viene estremizzato al massimo, eliminando definitivamente la struttura dell'IMF e lasciando, di fatto, Ethan Hunt e la sua squadra a tre uniche possibilità: venire inglobati dalla concorrente CIA, dimettersi o, peggio ancora, rifiutare di condividere informazioni e altro diventando automaticamente dei ricercati (e quest'ultima, neanche a dirlo, sarà la scelta di Cruise). Corto circuito la cui colpa deriva indirettamente da una nuova organizzazione, Il Sindacato, formata da agenti speciali, morti o presunti tali, di competenze pari a quelli dell'IMF, incaricati però di generare scompiglio e scontri altamente diplomatici.

Prosecuzione ponderata e convincente, che tuttavia McQuarrie insabbia e incrocia servendosi di sovrabbondanti strati narrativi e rinunciando al piacere esilarante ed elettrizzante di far muovere Hunt e i suoi uomini, insieme, con operazioni scenografiche e mirabolanti: degne, per intenderci, dell'esplosione del Cremlino o dell'intrusione in Vaticano. L'apertura in aereo è un buon antipasto, per carità, e la corsa in moto un po' più avanti vale da sola il prezzo del biglietto, ma non sono sufficienti ad evitare quei momenti di stanca - inaccettabili in un franchise come questo - che invece abbracciano a tratti lo spettatore e strattonano la pellicola a fasi alterne.
Va detto, a rigor di cronaca, che nonostante ciò la regia, in generale, esegue egregiamente il suo mestiere, con un McQuarrie che forse per la prima volta nella sua carriera, prova a liberarsi dei soliti panni e a far valere la propria personalità: chiaramente per ovvi motivi ancora un tantino grezza, ma non per questo da scartare a pié pari o da riportare ai margini.

Con qualche rischio in più, dunque, e una manciata di punti in meno, "Mission: Impossible | Rogue Nation" si accaparra comunque la sua agognata promozione. Sarà per via della bellissima Rebecca Ferguson, probabilmente nota maggiormente positiva di questo quinto capitolo, oppure perché si fida a lasciare più spazio, ma soprattutto più ironia a Simon Pegg, o magari centra la furbizia con cui va a seminare l'ulteriore perdita (tenue) di qualche colpo da parte della sua star principale, chi lo sa. Il fatto è che di fronte a un frachise granitico come questo, rinforzato ultimamente, qualsiasi crepa - intravedibile così come aggiustabile - non sarà mai abbastanza per compromettere l'intero sistema.

Trailer:

lunedì 3 agosto 2015

Zoolander 2 - Teaser Originale Ufficiale


Piomba online il primo teaser dell'attesissimo "Zoolander 2", sequel dell'omonimo film diretto da Ben Stiller che ritornerà in sala a febbraio 2016 (almeno in America) con tutto il cast riconfermato e qualche nuovo innesto. Ben StillerOwen Wilson, Penélope CruzChristine TaylorKristen WiigWill Ferrell saranno i protagonisti principali di questa nuova avventura che, sinceramente, non vediamo l'ora di gustarci.

Teaser Ufficiale:

sabato 1 agosto 2015

Inglorious Cinephiles a NewsCinema ON AIR - 4° Puntata


Ieri pomeriggio è andata in onda la quarta puntata di NewsCinema ON AIR. Gli argomenti in ballo sono stati "Irrational Man" di Woody Allen, l'esordio alla regia di Alex Garland con "Ex Machina", il film dei Minions, la commedia "Il Fidanzato Di Mia Sorella", uscita in sala e, infine, il ricco programma della 72° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Oltre a me, Giordano Caputo, di Inglorious Cinephiles, i compagni di chiacchiere Letizia Rogolino e Carlo Andriani di NewsCinema, Rosa Maiuccaro di Daring To Do, Elena Pedoto di Everyeye e Stefano Lo Verme di Movieplayer.

Se non eravate con noi, potete rimediare!

Quarta Puntata:

Joy - Trailer Ufficiale Italiano


Jennifer Lawrence, Bradley Cooper e Robert De Niro tornano a farsi dirigere da David O'Russell ("Il Lato Positivo") in "Joy", un'altra storia di famiglia e di amore raccontata attraverso quattro generazioni. L'uscita in sala della pellicola non è ancora stata resa nota, ma il trailer italiano è stato rilasciato pochi giorni fa.

Trailer Ufficiale Italiano: