E, allora, ecco che quello dell'Amleto diventa solo un pretesto, un canovaccio da strizzare, da sgualcire, da utilizzare come mezzo per sfogarsi, raccontarsi, lasciarsi andare. Una storia da stravolgere e da cui entrare e uscire a piacimento, coinvolgendo il pubblico, tirandolo dentro, prendendolo per mano e non mollandolo più fino al momento degli applausi (tanti, meritatissimi). La quarta parete non esiste, perché deve esistere il flirt, la provocazione, il richiamo a un metateatro che funziona subito e che funziona sempre meglio. Perché si arricchisce. Con una Lucia Mascino spiazzante, inedita, volgare addirittura, eppure sempre bravissima, centrata, autoironica, sorprendente. Anche quando gli si chiede di tornare - e si fa per dire - sui binari e di interpretare Gertrude in una scena che sa tanto di Esorcista, di possessione, di irresistibile follia. Una scena che è tanto incredibile quanto coerente, che si incastra benissimo col contesto, con il clima che Timi si danna per imporre e costruire durante le (sue) prime battute. Del resto lo spettacolo è suo, è lui il regista, l'autore, la mente. E lo rispecchia alla perfezione nella miriadi di colori che incarna e che ha incarnato (come interprete e in generale). E le attrici e gli attori in scena lo assecondano, si fidano (e fanno bene), osando, a volte, e uscendo da quella comfort-zone recitativa che solitamente gli appartiene. Succede a Elena Lietti, che qui è ottima sia come contraltare - quando si oppone all'improvvisazione - e sia quando si arrende al surrealismo e comincia ad accarezzarlo, a nuotarci dentro. Cosa che fa da subito, invece, e probabilmente consapevole di non avere altra scelta, pure Gabriele Brunelli, il quale si regala persino il lusso di un duetto napoletano con Timi sulle note di "Il Mondo è Mio" di "Aladdin".
Insomma, lasciate ogni speranza o voi che entrate, diceva qualcuno, specialmente se pretendete di assistere all'Amleto che già avete visto e che sapete a memoria. Quello ribattezzato "alla seconda" da Filippo Timi rischia di essere un vero e proprio inferno - in una scena lo ricorda effettivamente - per voi, nel caso abbiate mentalità ristrette. Ma se poco poco fate parte di quella schiera che ama il nuovo, che adora il rischio e la sperimentazione (collaudata), beh questo spettacolo è praticamente pane per i vostri denti. A mio modesto parere, una delle piece migliori che mi sia capitato di vedere in questa stagione teatrale (lo so, è lunga ancora!) e come ha detto Timi, al termine dello spettacolo, c'è realmente l'impressione che pubblico e attori abbiano avuto una sorta d'amplesso che li ha uniti per l'Intera ora e mezza. A voi la scelta dunque, se entrare o desistere.
Amleto² sarà un scena al Teatro Ambra Jovinelli di Roma dal 7 al 12 Gennaio. Per ulteriori informazioni potete cliccare qui.

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