Di primo acchito, non ti fideresti mai di due tipi come Carlobianchi e Doriano (rispettivamente Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla, quest'ultimo anche front-man del gruppo alternative rock Il Teatro Degli Orrori). Due ultracinquantenni che dovrebbero crescere, secondo qualcuno, ma che a quel qualcuno rispondono fulminei: "Siamo troppo vecchi per crescere!".
E hanno ragione, forse davvero sono troppo vecchi per crescere, ormai hanno perso il treno. Ecco perché passano le loro giornate in macchina, saltando da un bar all'altro, alla ricerca dell'ultima bevuta. Quella che ultima non è mai, ovviamente, visto che la parola ultima, davanti a bevuta, a loro serve solo per mettere in moto un trucco psicologico che dovrebbe ingannare il fisico (o la mente) che, in questo modo, dicono, continua a rimandare il senso di saturazione e a tenere attivo il bisogno. Insomma, sembrano un po' il gatto e la volpe, questi due, specialmente quando in piena notte, a secco di alcol, si imbattono in Giulio, uno studente universitario che sta festeggiando la laurea di un'amica di cui è palesemente innamorato, ma che proprio non ce la fa a sciogliersi per corteggiarla, passare all'azione. Il suo gruppo vuole continuare a fare baldoria, mentre lui preferisce tornare a dormire, per affrontare al meglio l'esame che dovrà sostenere di lì a poche ore. Peccato che, ad impedirgli ciò, saranno proprio Carlobianchi e Doriano che, con l'inganno di riportarlo a casa, lo prendono sotto la loro ala e lo trascinano in un viaggio (alcolico) on-the-road lungo tutto il Veneto rurale, senza alcuna una meta da raggiungere, se non quella della massima goliardia e della follia.
La differenza, quindi, sta interamente nella forma, quella con cui Sossai costruisce il suo piccolo, grande (e bellissimo) film per raccontare un mondo - quello della provincia, appunto - che è assai diverso da quello urbano, a noi più conosciuto. Un mondo che influenza tantissimo la percezione, la filosofia (e qui ce n'è tantissima) e il punto di vista di chi ci vive, risultando spesso, addirittura, più ricco e vasto (e profondo) di quel che crediamo. Come impareranno Carlobianchi e Doriano, quando sarà Giulio a prendere, per un attimo, in mano la situazione, poco prima di correre contro il tempo per accompagnarlo a prendere quel treno che, a differenza loro, lui non può e non vuol permettersi di perdere.
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