Comincia mettendo al centro della scena una casa, "Sentimental Value".
Una villa che è il teatro di una famiglia, di una dinastia e che viene descritta, dalla voce fuori campo, come se fosse viva. Come se fosse umana e, quindi, respirasse, provasse emozioni.
E' subito evidente che quel luogo avrà un ruolo fondamentale, all'interno del film co-scritto (con Eskil Vogt) e diretto da Joachim Trier, così come è evidente che il dislivello e la grossa crepa sulla parete interna che lo contraddistingue, sta li a significare qualcosa di preciso, di metaforico, ma inequivocabile.
E' subito evidente che quel luogo avrà un ruolo fondamentale, all'interno del film co-scritto (con Eskil Vogt) e diretto da Joachim Trier, così come è evidente che il dislivello e la grossa crepa sulla parete interna che lo contraddistingue, sta li a significare qualcosa di preciso, di metaforico, ma inequivocabile.
In questa casa, infatti, Nora e Agnes hanno vissuto la loro infanzia e, prima di loro, a costruirci i suoi ricordi - non esattamente felicissimi, non tutti - è stato Gustav, il loro padre. Quello che non c'era mai, perché troppo impegnato a lavorare nel cinema, quello con cui Nora non vuol parlare e Agnes prova ad interagire, imbastendo un fragile rapporto (e mediando tra lui e la sorella). Lo stesso che è tornato a farsi vivo dopo la morte dell'ex moglie - e madre delle sue figlie - perché ha scritto una sceneggiatura - la migliore della sua carriera, secondo alcuni - che vuole (che deve?) girare proprio tra quelle mura. E vuole farlo con Nora, la quale nel frattempo è diventata una stimatissima attrice di teatro e di serie tv (non di cinema). Nora che, però, di leggere il copione e di lavorare con il padre non ne vuole sapere, costringendo Gustav a ripiegare su un'attrice americana in forte ascesa e a rimettere mano a una storia che rischia così di perdere autenticità. Perché chiaramente per l'uomo non si tratta solo di tornare in scena dopo quindici anni di assenza, di rimettere insieme la sua squadra, magari accorgendosi pure di quanto sono invecchiati lui e i suoi amici e di quanto il cinema sia cambiato (in peggio). In ballo per Gustav c'è qualcosa di più, qualcosa che probabilmente a parole, faccia a faccia, vorrebbe dire, ma non gli riesce e in quel manoscritto, invece, è riuscito a mettere tutto nero su bianco come per magia, per codice genetico.
Parla di una famiglia, allora, "Sentimental Value".
Di una famiglia spaccata che deve fare i conti con un passato - lontanissimo - del quale si sta portando dietro dei strascichi che rischiano di proseguire, nonostante il ricambio generazionale. Nora - una gigantesca Renate Reinsve - è quella che ne ha subito maggiormente le vibrazioni, le scosse, quella più fragile e danneggiata (emotivamente e sentimentalmente): lo vediamo nella scena iniziale (che vale il prezzo del biglietto), quando, a turno, i suoi colleghi cercano di recuperarla, dopo che un attacco di panico la sta mettendo in fuga da un teatro gremito e in attesa per lo spettacolo. Le sue paure, l'indisponibilità affettiva che non riesce a superare, sono evidenti cicatrici di chi ha sofferto ed è stato obbligato a crescere troppo in fretta, proteggendo la sorella minore - assai più stabile e infatti sposata e con un figlio - prendendosi cura di lei, quando coloro che avrebbero dovuto farlo non erano presenti (o non in grado). Valanghe di sospesi, non detti e rancori (privati) che persino la Rachel Kemp di Elle Fanning, studiando il copione, comincia a percepire e a intravedere, entrando in crisi col personaggio e fiutando la profondità e il valore di un'opera che, forse, potrebbe avere senso solamente se preservata e realizzata come il suo autore voleva in origine.
Una svolta altruista - e romantica - con la quale Trier intende probabilmente premiare il cinema (e la recitazione) esaltandolo come terapia, come cura, come forma di comunicazione universale e salvifica, capace di mettere ponti laddove l'essere umano, a volte, non può arrivare. E lo fa concedendosi un finale catartico ed emozionante (e ineccepibile), in cui le due teste più dure del suo film finalmente riescono a smettere di darsi contro, ritrovandosi, abbracciandosi e facendo la pace, nell'unico modo che conoscono.
Trailer:


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