The Long Walk: Se Ti Fermi Muori - La Recensione

The Long Walk Poster Film

Nel periodo in cui Stephen King pubblicava racconti sotto pseudonimo di Richard Bachman, doveva esserci qualcosa che lo ossessionava e lo incoraggiava (e ispirava) a scrivere storie ambientate in un America distopica, in cui la depressione economica faceva da padrona e la povertà assoluta costringeva persone a partecipare a programmi televisivi fuori di testa, con in palio montepremi da capogiro. Di questo filone, in molti si ricorderanno più facilmente del recentissimo (e non) "The Running Man", sebbene tre anni prima di quella pubblicazione, ci fu un capostipite chiamato "The Long Walk".

Casualità (?) ha voluto che entrambi i titoli siano arrivati (o tornati) al cinema - "The Running Man" era già uscito a fine anni '80 in una versione differente, "L'Implacabile", con protagonista Arnold Schwarzenegger - nello stesso anno e che, per quanto riguarda "The Long Walk: Se Ti Fermi Muori", a dirigere il film sia stato chiamato qualcuno che con questo genere di scenari ha una discreta confidenza: il Francis Lawrence, già autore della trilogia di "The Hunger Games". E come accadeva esattamente in quel contesto, anche qui a partecipare alla lunga marcia annuale del titolo sono dei giovani (volontari) estratti a sorte, raccolti da ogni stato del paese. Lo scopo è quello di risvegliare il patriottismo e l'etica del lavoro nei cittadini, in un XX secolo alternativo e indefinito, dove una Guerra Civile ha ridotto l'America in ginocchio, facilitando l'avvento della povertà e di un regime totalitario e violento. Il format in questione vuole che solo uno dei concorrenti si porti a casa la ricca somma di denaro in palio ed esaudisca il desiderio a piacere, promesso dal regolamento. Lo stesso regolamento che prevede che a incoraggiare e ad agitare la marcia ci sia un Maggiore spietato, scortato da alcuni soldati a bordo di carri armati, pronti a fucilare a morte chiunque rallenti il passo, si fermi, o esca fuori dal percorso (hanno tre avvertimenti a disposizione, altrimenti sarà fuoco).

The Long Walk Film

Nonostante l'uscita in sordina (in patria), supportata da una campagna promozionale pari allo zero, "The Long Walk: Se Ti Fermi Muori" si affaccia come uno tra i migliori adattamenti cinematografici tratti da un'opera di King. Lo è per atmosfera, per fedeltà alla pagina, per capacità con la quale è in grado di tenere alta la tensione, l'orrore e il ritmo. Cosa per niente scontata, se consideriamo l'handicap di una pellicola che, in sostanza, non ha grosse possibilità di poter variare il proprio respiro, costretta a restare fissa sulla camminata sfiancante dei suoi protagonisti, salvo permettersi in un paio d'occasioni di riprender fiato attraverso flashback volti ad arricchire un minimo narrazione e profondità dei personaggi. In particolare, quello dedicato al Ray di Cooper Hoffman: accompagnato nel prologo da una madre sconvolta dalla decisione scriteriata del figlio, di cui ancora non era al corrente, e orfano di un padre giustiziato dal regime (di fronte ai suoi occhi), perché dichiaratamente oppositore.

E pure se è vero, allora, che Lawrence non si riveli impeccabile in una messa in scena che avrebbe fatto meglio a forzare ulteriormente la mano sulle difficoltà dell'impresa - mostrando un logoramento fisico più accentuato e una fatica più realistica rispetto ai chilometri percorsi dai concorrenti - gli va comunque riconosciuto il merito di aver confezionato un film che riesce lo stesso a trasmettere disagio (emotivo), dolore e preoccupazione nei confronti di un'America allo sbando che - e qui veniamo al parallelismo con la cronaca recente - non sembra poi così diversa da quella descritta oggi nei notiziari. Un'America che non ha problemi a sparare a sangue freddo sui propri cittadini, nella quale la democrazia è sempre più un ricordo e dove la suggestione di uno slogan - il "Make America great again" - si è fatta pretesto per una prepotenza politica agghiacciante. Che ignora - o si disinteressa - della rabbia, la follia e il pessimismo (sociale) che tutto ciò (sta) provoca(ndo) di riflesso e di conseguenza.

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