IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

giovedì 31 ottobre 2013

Jobs - Trailer Italiano e Tre Spot


Uscirà il prossimo 14 novembre "Jobs", il film sulla vita dell'imprenditore-inventore che fondò la Apple e che ci ha lasciato prematuramente circa due anni fa. A riportarlo in vita ci prova Ashton Kutcher, accompagnato nell'impresa dai colleghi Dermot Mulroney e Josh Gad, sotto le direttive del regista Joshua Michael Stern. In attesa di approfondire sulla pellicola, oggi vi proponiamo tre spot e il trailer italiano.

Virgin (Spot):


Story (Spot):


Garage (Spot):


Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale): Interpretato da Ashton Kutcher nel ruolo del co-fondatore di Apple Steve Jobs, il film racconta la vita del giovane, brillante e appassionato imprenditore, la cui genialità ha dato il via alla rivoluzione digitale che ha cambiato per sempre il nostro modo di vivere e comunicare.
Cresciuto in un sobborgo operaio nel nord della California, dopo essersi ritirato dal Reed College, Steve Jobs è un’anima persa alla disperata ricerca di un’identità. Viaggia in India alla ricerca dell’illuminazione e, come tanti della sua generazione, sperimenta droghe allucinogene, trovandosi alla fine a sgobbare nell’anonimato per un creatore di videogame senza grandi speranze. Insofferente verso i limiti della vita impiegatizia, si tuffa nel marketing per promuovere una scheda computer inventata da un suo amico d’infanzia, il cervellone Steve “Woz” Wozniak (Josh Gad). Usando le sue innate qualità di marketing unite alle conoscenze tecnologiche, Jobs convince il proprietario di un vicino negozio di elettronica ad acquistarne 100 unità. Arruola una manciata di amici per assemblarle nel garage dei suoi genitori, ed è così che nasce la Apple!

Venere in Pelliccia - La Recensione

Polanksi e il teatro, un amore che avanza.
Il presentimento che il fascino del palcoscenico, dei dialoghi serrati, degli ambienti chiusi e della pressione che quest’ultimi sono in grado di stimolare sull'essere umano, interessino al regista polacco più di ogni altra cosa, adesso come non mai nella sua vita, accresce costantemente alimentato dalla messa in scena di progetti che vanno ad esaltare caratteristiche assai specifiche.

"Venere in Pelliccia" rappresenta infatti il preciso incastro da inserire immediatamente oltre quel meraviglioso lavoro operato con "Carnage", un rincarare la dose restringendo gli interpreti con cui Polanski porta al cinema un’opera teatrale ambientata direttamente tra palcoscenico e platea, un teatro vero all'interno del quale due interpreti fantastici come Mathieu AmalricEmmanuelle Seigner si sfidano di fioretto montando, per intensità e bravura, il peso di una tortuosa sceneggiatura (anch'essa scritta da Polanski) completamente sulle loro spalle. Il plot di per sé è già straordinario: un regista alla ricerca di una donna che sappia interpretare a pennello il ruolo di Vanda che lui stesso ha riscritto per l'adattamento personale del romanzo Venere in Pelliccia, massacrato da una giornata di provini fallimentari viene soggiogato a notte inoltrata da un'attrice ambigua che si presenta con lo stesso nome della protagonista e che, nonostante le apparenze volgari e succinte, pare incarnare alla perfezione la personalità del ruolo che lui stesso ha tratteggiato nel copione.

In perenne bilico tra sogno e realtà e verità e finzione, ha inizio così un gioco delle parti che alternativamente fra loro si colpiscono, si stuzzicano, si esplorano e si scambiano. Batti e ribatti che a Polanski serve per allestire quello che a tutti gli effetti prende la forma di uno spettacolo meta-teatrale e mentale che scava nella psicologia primordiale e sessuale per andare a sfociare sul concetto di amore e di appartenenza all'altro. Lo sfondo erotico del romanzo di Leopold Von Sacher-Masoch - messo continuamente in discussione per il suo essere o meno maschilista o sessista - provoca allora riflessioni sul significato di amore totale, intravisto qui nella veste sadomaso che il personaggio della Seigner indossa esteticamente ma che quello di Amalric invece non si redime dal professare, supponendo che il dolore e l'umiliazione siano prove inconfutabili di sentimento incondizionato nei confronti del proprio partner. Pur non dichiaratamente quindi, nascosto dietro le teorie e i concetti espressi dal Thomas regista e autore si nasconde proprio lo stesso Polanski, il quale, schietto e attento, cosparge ininterrottamente la sua pellicola di perversione e passione senza mai scivolare a fondo nell'erotico (o nel porno) autentico, trattenendosi il più possibile e concedendosi il lusso del dichiarato solamente durante l'effetto sorpresa conclusivo, quando ormai logoro di stanchezza giunge il momento di chiamare il sipario.

Ma è a luci accese che la sensazione di una non piena soddisfazione lentamente ci attraversa, quando l'incanto svanisce e la carica attrattiva generata da Thomas e Vanda ormai è solo un ricordo. Li realizziamo realmente di aver assistito ad uno spettacolo decisamente intenso ma incapace di rimanere nella pancia e di suscitare riflessioni, un vuoto che a Polanski perdonare non possiamo affatto, un vuoto che da lui, e da un suo lavoro, non possiamo assolutamente accettare.

Trailer:

mercoledì 30 ottobre 2013

Venere in Pelliccia - Trailer Italiano


Trailer italiano per "Venere in Pelliccia" ultima fatica del regista Roman Polanski, che stavolta si ispira al romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, e più precisamente all'adattamento eseguito sullo stesso da David Ives, per portare in sala subito dopo "Carnage" un'altra piéce teatrale. La pellicola è interpretata da Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric, e dopo essere passata per l'ultimo festival di Cannes si prepara ad uscire nei nostri cinema dal 14 novembre.

Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale): In un teatro parigino, dopo una giornata passata a fare audizioni per trovare l’attrice che possa interpretare il lavoro che si prepara a mettere in scena, Thomas si lamenta al telefono del basso livello delle candidate. Nessuna di loro possiede lo stile necessario per il ruolo da protagonista. Mentre sta per uscire appare Vanda, un vero e proprio vortice di energia, sfrenata e sfrontata.
Vanda incarna tutto quello che Thomas detesta. E’ volgare e stupida e non si fermerà davanti a niente pur di ottenere la parte. Praticamente costretto, Thomas decide di lasciarla provare e con stupore vede Vanda trasformarsi. Non solo la donna si procura oggetti di scena e costumi, ma capisce perfettamente il personaggio (che d'altronde ha il suo stesso nome), di cui conosce tutte le battute a memoria. L’audizione si prolunga e diventa più intensa e l’attrazione di Thomas si trasforma in ossessione…

martedì 29 ottobre 2013

Blancanieves - La Recensione


Fa riflettere a fondo notare quanto il "Blancanieves" spagnolo di Pablo Berger valga da solo molto più dei due adattamenti Hollywoodiani usciti qualche anno fa messi assieme.

In comune le tre pellicole oltre alla rivisitazione in chiave moderna della fiaba scritta dai fratelli Grimm non hanno nulla, per cui il paragone forse resta anche un pochino azzardato e leggermente fuori luogo. Eppure Berger col suo esperimento rivolta come un calzino la motivazione, precedentemente a noi ignota, del perché sia necessario andare a toccare un classico della letteratura per poi sporcarlo con idee e tocchi estetici che nella maggior parte dei casi si rivelano essere dei tentativi unicamente fallimentari e irrispettosi. A far la differenza per "Blancanieves" probabilmente allora è proprio l'industria cinematografica d'appartenenza, il cinema spagnolo infatti non avendo chiaramente gli stessi fondi finanziari Hollywoodiani da cui attingere, risponde agli investimenti agevolando progetti in cui crede davvero e che vale la pena portare alla luce.

Nonostante ciò è costata grossa fatica a Berger realizzare il suo piccolo capolavoro: una Biancaneve liberamente aggiornata e collocata agli anni venti, con tanto di muto, bianco e nero e 4:3 al seguito. L'assenza di audio e colore tuttavia non impedisce minimamente a "Blancanieves" di andare a trattare questioni attuali, riprendere i punti cardini della fiaba a cui fa riferimento e vedere come questi potrebbero mutare se affrontati nell'epoca moderna. Lo specchio delle mie brame diventa così una rivista di gossip che in base al numero della pagina in cui posiziona gli articoli stabilisce o meno la celebrità di qualcuno, la regina cattiva è rappresentata da un infermiera arrivista che approfitta della disgrazia di un famoso torero per arricchirsi e Biancaneve è la figlia sfortunata di quel torero, rimasta orfana di madre alla nascita e costretta, dopo la morte della nonna, ad andare a vivere la sua adolescenza come schiava della matrigna di cui sopra, diventata padrona della dimora e dell'eredità del padre.

Quella di Berger, di conseguenza, oltre a risultare un opera di pregevole fattura, armoniosa e curata, attraverso il sottile velo di surrealismo alla base, da l'impressione di volersi far carico altresì di una denuncia da dedicare tutta all'alterazione di un'umanità - oggi - profondamente egoista, lacerata dal successo e drogata da un intrattenimento perfido e dannoso nei confronti di chi lo esercita e di chi lo consuma. Di speranza ne avanza poca, e quella che si vede viene rappresentata con luce fioca e salute corta abbastanza da richiedere coraggio e impegno affinché ci si mobiliti per salvaguardarla e curarla.
Minuscoli frammenti di poesia e verità sufficientemente potenti da restituire voce al muto e colore laddove a dominare era prevalentemente una scala di grigi.

Trailer:

domenica 27 ottobre 2013

Captain America: The Winter Soldier - Trailer Ufficiale Italiano


La fase due Marvel accelera il passo e aggiunge un altro tassello alla meta chiamata "The Avengers: Age of Ultron". Il tassello in questione non poteva che essere il sequel di Captain America, che uscirà il 26 marzo 2014 con il titolo "Captain America: The Winter Soldier". Al fianco del protagonista Chris Evans ritroveremo Vedova Nera-Scarlett Johansson, Nick Fury-Samuel L. Jackson e le nuove entrate Robert Redford, Anthony Mackie e Sebastian Stan, questi ultimi due rispettivamente nei ruoli di Falcon e dell'antagonista Winter Soldier. Di seguito il trailer ufficiale in italiano.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale): Dopo i catastrofici eventi che hanno coinvolto I Vendicatori a New York, nel film Marvel "Captain America: The Winter Soldier" Steve Rogers cerca di passare inosservato e di abituarsi alla vita moderna vivendo a Washington D.C. Quando un collega dello S.H.I.E.L.D. si ritrova sotto attacco, Steve rimane però coinvolto in una rete di intrighi che minaccia di mettere il mondo in pericolo. Unendo le forze con la Vedova Nera, Captain America combatte per esporre il sempre più vasto complotto cercando di respingere i continui attacchi da parte di assassini professionisti che cercano di farlo tacere ad ogni costo. Quando l'intero raggio di azione della trama criminale viene svelato, Captain America e la Vedova Nera accettano l'aiuto di un nuovo alleato, Falcon. Nonostante questo, il trio si ritroverà presto faccia a faccia con un inaspettato ed impressionante nemico: Il Soldato d'Inverno.

sabato 26 ottobre 2013

Machete Kills - La Recensione

Da "Planet Terror", primo spaccato di quel famoso progetto Grindhouse con Quentin Tarantino, Robert Rodriguez è cambiato. O meglio, si è fermato.
Ha (ri)scoperto la libertà creativa sfrenata che gli mancava dai periodi di "El Mariachi", sua opera prima, non scollandosi più di dosso quel genere ispirato a pellicole b-movie che per costituzione e struttura poggiano il loro andamento sull'esaltazione dell'assurdo, il divertimento e la partecipazioni di star eccellenti.

Nasce da qui "Machete", da un finto trailer talmente efficace da spingere il regista messicano e compagnia a realizzarne un lungometraggio vero, altro step portato a termine con successo e che ci porta quindi a dove ci troviamo adesso, ovvero a "Machete Kills". Nell'affondare la lama però, Rodriguez si lascia prendere troppo la mano e, trasportato dall'esagerazione e dalla (auto)citazione, compone per il suo sequel uno scheletro che ricorda molto la trilogia di "Rambo", nonostante si muovi lungo i ritmi della serie tv “24” e proceda guardando alto e sardonico a "Star Wars", sorretto da un contesto e da una sceneggiatura che difficilmente gli impone paletti o limiti da oltrepassare. Il personaggio di Machete Cortez ecco allora che si completa, somigliando sempre di più a quel Mito di Chuck Norris architettato in rete e esaltandosi gonfio e carico di entusiasmanti modi truci per uccidere e rispondere a chiunque osi imporgli ordini o fargli domande.

Ma se - e non è così - "Planet Terror" e "Machete" potevano inserirsi in quel gruppetto facente parte di pellicole di serie b nate per omaggiare il genere, "Machete Kills" si abbassa ancor più di categoria presentandosi allo stesso modo ma lasciandosi andare talmente a fondo da perdere completamente il contatto con le qualità native ed il mondo che gli appartiene. Finisce per diventare presto noioso, perciò, il carnevale pazzo allestito da Rodriguez, la politica del bigger lo porta a scontrarsi continuamente con il too much e, tirando le somme, non si resta che con poche mosche e nulla più in mano. A divertirsi a questo punto non è più il pubblico, al quale qualche risata comunque è ancora concessa, ma gli autori e gli attori. La pellicola diventa una festa per pochi invitati e chiunque ci si ritrovi imbucato difficilmente riesce ad inserirsi e ad integrarsi con gli ospiti.

Tuttavia, ciò, non evita a Rodriguez di omaggiare il suo killer-idolo con una trilogia d'autore, annunciando un terzo capitolo sia in pre che in post-visione, e costruendolo durante tutto il procedere della storia. Ci anticipa che, in perfetta intesa con la nuova linea adottata, anche in quel frangente l'utopia farà da padrone, aumentando spropositatamente la previsione che si possa cadere maggiormente in un trash assoluto e dal regista mai ispezionato.
A saperlo in anticipo, avremmo sperato che nel codice che impedisce al protagonista interpretato da Danny Trejo di fare o non fare determinate azioni fosse presente un'ulteriore voce, un uscita d’emergenza diciamo, del tipo: Machete non continua, finisce. Ma ormai, purtroppo, la frittata è fatta.

Trailer:

giovedì 24 ottobre 2013

Fotti la Notizia - Trailer Internazionale per il seguito di Anchorman


E' stato rilasciato il trailer internazionale di "Fotti la Notizia", in originale "Anchorman 2: The Legend Continues", titolo che aiuta a comprendere maggiormente, rispetto a quello nostrano, che si sta parlando del seguito di "Anchorman" con Will Ferrell uscito nello scorso 2004. La pellicola è prevista in Italia per il 26 Giugno 2014 e vedrà tornare insieme ovviamente il protagonista Ferrell insieme ai suoi compagni Paul Rudd e Steve Carell. Alla regia ancora una volta Adam McKay.

Trailer Internazionale:


Sinossi (Ufficiale): La storia del film è incentrata sul ritorno del team delle news serali di Channel Four della KVWN-TV ed ambientata nel 1978. In quell'anno fu infatti introdotto, per la prima volta, il ciclo di 24 ore delle news sui canali via cavo e via satellite che si occupavano esclusivamente di informazione.

Data di Uscita: 26 giugno 2014
Facebook: https://www.facebook.com/fottilanotizia

mercoledì 23 ottobre 2013

BoxTrolls: Le Scatole Magiche - Trailer Italiano


Un tenerissimo trailer italiano per "BoxTrolls: Le Scatole Magiche", il nuovo film d'animazione, in stop motion, che arriva direttamente dai geniali creatori di "Coraline e la Porta Magica" e "ParaNorman". Diretta da Anthony Stacchi e Graham Annable, la pellicola uscirà nelle nostre sale ad Ottobre 2014 ed avrà al doppiaggio originale le voci di: Toni Collette, Elle Fanning, Simon Pegg, Ben Kingsley, Richard Ayoade, Jared Harris e Nick Frost.

Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale): I Boxtroll sono creature che indossano scatole di cartone e abitano nel mondo sotterraneo dove hanno accolto e cresciuto un piccolo orfano. Per lui, giovane protagonista della storia, loro sono l'unica famiglia. Ecco perché, quando la città e "le scatole magiche" saranno minacciate da un malvagio sterminatore, Arichibald Snatcher, non esiterà a uscire in superficie per correre in loro soccorso.
Basato sul libro per bambini "Here Be Monsters" di Alan Snow, "BoxTrolls: Le Scatole Magiche" è il nuovo film d'animazione in stop motion dei creatori di "Coraline e la Porta Magica" e "ParaNorman".

martedì 22 ottobre 2013

Before Midnight - La Recensione

Dal quel complicato volo da prendere oppure no, con cui sospendeva il suo flusso "Prima del Tramonto", sono passati nove anni, tempo nel quale Jesse e Celine non solo sono rimasti uniti ma hanno anche tirato su famiglia dando alla luce le graziose gemelline Ella e Nina. Di quell'amore che casualmente in treno li ha fatti incontrare, perdere e ritrovare pare non essersi smarrita quindi nemmeno una goccia, nonostante la vita, incantatrice, ancora non ha smesso di volerli mettere alla prova.

Li ritroviamo quarantenni allora, in macchina, a discutere di un possibile trasferimento a Chicago, dove l'altro figlio di Jesse, ormai adolescente, vive con la donna che lui ha lasciato per rimanere accanto a Celine. L'argomento in oggetto chiaramente è il bisogno del padre di avvicinarsi al proprio ragazzo nella fase più delicata della sua vita, quella che lo vedrà andare alle superiori e poi prepararsi per il college. Siamo appena alle schermaglie d'apertura, all'innesco di una bomba che - come anticipa Julie Delpy - inizia silenziosa il suo ticchettio per prepararsi ad esplodere a tempo debito e provocare incalcolabili danni. I protagonisti che conoscevamo, per forza di cose, infatti sono cambiati: convivenza, figli, età; un mucchio di fattori che non poco hanno contribuito a spegnere quelli che erano i loro sogni, le loro illusioni e le loro speranze, il rapporto di coppia sta vivendo un momento di crisi e la vacanza in Grecia, giunta agli sgoccioli, sta fallendo il ritrovamento della passione e dell'amore che ora pare più un ricordo unicamente nostro che loro.

Con grande coerenza e grandissima capacità di scrittura "Before Midnight" quindi racconta a modo suo e attraverso i suoi splendidi personaggi la crisi dei quarant'anni, quello scatto nella seconda parte di vita in cui si diventa più cinici, più timorosi, insicuri di aver compiuto le scelte giuste e inclini a domandarsi se c'è ancora tempo per sistemare quelle sbagliate. Le possibilità di Jesse e Celine di replicare le passeggiate romantiche e spensierate del passato si fanno pressoché nulle, lasciando il posto a tavolate tra coppie dove si ripercorrono ironicamente innamoramenti e si tirano somme su differenze di comportamento e di priorità tra uomini e donne. C'è da forzare la mano perciò per riportare nuovamente la coppia su strada e rivederla camminare tranquilla mentre discute della propria esistenza, bisogna inserire un'astuta svolta nella sceneggiatura, la quale comunque non è sufficiente ad assestare un fondo di contenuti stavolta incentrati su quesiti e discorsi che anziché ruotare attorno a progetti, improvvisazioni e battute, cercano risposte e aspirano a riaccendere (o a liquidare) un sentimento atrofizzato e scarico.

Il trio formato da Richard Linklater, Ethan HawkeJulie Delpy scrive così il capitolo più amaro e doloroso della trilogia, dove il sentimento di Jesse e Celine è perennemente barcollante su di un rasoio che cerca in tutti i modi di farli cadere a terra per separarli. "Before Midnight" inevitabilmente affronta la nota difficoltà di mantener vivo e protetto un sentimento d'amore nel corso di una lunga vita, e proprio per questo si costringe a ridurre quasi ai minimi termini la corrente incantata padrona dei primi due capitoli.

Scopriamo così che persino le cosiddette storie cinematografiche che consideravamo liete per definizione e da riferimento non sono immuni alle crepe e alle esplosioni, e quella di Jesse e Celine men che meno. Ma se romanticamente, per l'ennesima volta, i due riescono a non lasciarsi spazzar via dai ricatti della vita, vincendo la loro terza battaglia, il merito è solamente della volontà e della testardaggine con cui hanno fissato a terra le radici del loro eterno amore. Uno scopo che li rende ora più che mai reali e soprattutto umani.

Trailer:

lunedì 21 ottobre 2013

Prisoners - Quattro Nuovi Spot


Quattro spot per "Prisoners", il film drammatico diretto da Denis Villeneuve con protagonisti Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Maria Bello, Terrence Howard, Viola Davis, Melissa Leo e Paul Dano. Nei nostri cinema dal dal 7 novembre prossimo.

Ore:


Trovale:


Sfocato:


Trovale:


Sinossi (Ufficiale): Cosa sei disposto a fare per proteggere la tua famiglia? Keller Dover (Hugh Jackman) si trova ad affrontare il peggiore incubo per un genitore: sua figlia di sei anni, Anna, scompare insieme alla sua amica Joy. Mentre i minuti diventano ore e il panico prende il sopravvento, l’indizio principale è un camper fatiscente parcheggiato nella loro strada. A capo dell’investigazione, il Detective Loki (Jake Gyllenhaal), che arresta il suo proprietario, Alex Jones (Paul Dano), ma la mancanza di prove lo costringe al suo rilascio. Mentre la polizia segue diverse piste, la pressione cresce e sapendo che è in gioco la vita di sua figlia, fuori di sé Dover decide di non avere altra scelta che quella di prendere in mano la situazione. Ma fino a dove si spingerà questo padre disperato, per proteggere la sua famiglia?

Colpi di Fortuna - Il Primo Teaser


Filmauro ha rilasciato il primo teaser dedicato al prossimo film natalizio firmato Neri Parenti. Abbandonata la linea del cinepanettone e dei "Natale a...", con "Colpi di Fortuna" si inaugura ufficialmente un secondo marchio, che prosegue l'ondata aperta l'anno scorso da "Colpi di Fulmine". Nel cast oltre all'immancabile Christian De Sica, i riconfermati Greg e Lillo insieme all'altra coppia formata da Luca e Paolo e al solito idiota, orfano del collega, Francesco Mandelli.

Teaser:

sabato 19 ottobre 2013

Il Quinto Potere - La Recensione

Di fenomeni Bill Condon è uno che se ne intende, o perlomeno ha imparato a farlo da quando gli è stato commissionato di portare a termine quel "Twilight" di Stephenie Meyer che tanto ha scosso l'interesse degli adolescenti di tutto il mondo.
Non ha scosso gli interessi degli adolescenti invece, ma bensì quello degli Stati (Uniti), dei governi e del pianeta, un'altro fenomeno, quello di WikiLeaks, sito internet che fece la sua prima apparizione online nel remoto 2006 e che si incaricava di pubblicare documenti ufficiali, classificati e incensurati, provenienti da fonti anonime e riguardanti materiale sensibile o top secret, provocando scosse inaspettate e robuste abbastanza da trafiggere trasversalmente internet, testate giornalistiche, popolazioni e paesi.

Ispirato a due dei moltissimi libri pubblicati a riguardo ("Inside Wikileaks" e "Wikileaks: La Battaglia Contro Il Segreto Di Stato"), "Il Quinto Potere" si sofferma sul periodo che vide collaborare insieme l'artefice del progetto WikiLeaks, Julian Assange, e il suo fidato braccio destro, Daniel Domscheit-Berg, dimessosi nel 2010 ed attualmente ancora in causa con Assange. Tuttavia l'indirizzamento preso da Condom per la pellicola ricorda vagamente quello di un'altro fenomeno ancora, precisamente del social network più famoso del mondo che David Fincher con grande perizia, intelligenza ed efficacia (non) portò al cinema solo pochissimi anni fa. In maniera neppure troppo vaga infatti sono moltissimi i punti di contatto che legano questo Assange a quel Zuckerberg e WikiLeaks a Facebook, perlomeno nella forma in cui le due correnti sono state adattate per proporsi al grande schermo. Entrambi i domini dunque figurano come figli di personalità alla ricerca di qualcosa, o comunque vittime di scheletri nell'armadio che premevano affinché qualcosa potesse aiutarli ad aprire le ante ed uscire fuori: se il Mark di Jesse Eisenberg allora veniva dipinto come un ragazzo in difficoltà coi rapporti sociali, il Julian di Benedict Cumberbatch viene dipinto come chi è costretto a portare con sé dei segreti e contemporaneamente l'altissima paura che questi possano in qualche modo venire alla luce.

Ma al di là dello spaccato caratteriale dei protagonisti - compreso quello del Domscheit-Berg di Daniel Brühl - il quale è gestito molto meno sapientemente in confronto a come seppe fare Fincher avvantaggiato dalla sceneggiatura di Sorkin, la reale difficoltà de "Il Quinto Potere" risiedeva integralmente nel saper raccontare un fatto di cronaca senza prendere le parti o le difese né di una sponda e né dell'altra, o, al contrario, di trovare il coraggio per schierarsi risoluto in favore di una delle due. Per buona parte Condom adempie senza sbavature al suo compito, attenendosi agli eventi e soffermandosi spesso sugli attriti che per sfumature piuttosto dure venivano a crearsi ripetutamente tra il determinato Assange e il più ponderato Domscheit-Berg, poi però qualcosa muta e l'ago della bilancia comincia a pendere verso un conservatorismo prettamente americano che, senza sorprese, depenna in fretta e furia WikiLeaks e il suo creatore etichettandoli come una minaccia terroristica e gettando acqua su un fuoco probabilmente più scomodo che pericoloso.

Parte incendiario, insomma, "Il Quinto Potere" ma poi durante la lunga corsa (128 minuti) si scopre un vero pompiere di razza. Cerca di rifarsi allestendo poi una finta intervista conclusiva in cui vorrebbe scaricarsi leggermente delle responsabilità (la verità va cercata personalmente da ognuno di noi, dice), ma per quanto furbo e falso cerchiobottista non sa coprire la volontà di mettere all'angolo, mostrandola come pericolosa, un tipo d'informazione che proprio perché libera e rivoluzionaria è diventata nell'era che stiamo vivendo la più credibile e la più fastidiosa. Atteggiamento troppo superficiale e inammissibile.

Trailer:

Old Boy - Il Trailer Italiano Red Band della Versione Americana di Spike Lee


Rilasciato il trailer italiano in versione red band di '"Oldboy", remake americano dell'omonimo film diretto da Park Chan-wook nel lontano 2003. La pellicola, diretta da Spike Lee, uscirà nei nostri cinema il prossimo 5 Dicembre e vedrà protagonista l'attore Josh Brolin.

Trailer Italiano Red Band:


Sinossi (Ufficiale): "Oldboy" è un thriller provocatorio e viscerale che racconta la storia di Joe Doucette, un uomo che senza alcuna ragione apparente, viene improvvisamente rapito e tenuto in ostaggio in completo isolamento, per vent’anni. Al momento del suo rilascio inaspettato, e senza alcuna spiegazione, inizia una missione ossessiva per scoprire chi lo ha imprigionato, anche se quel che emergerà è che il vero mistero è il motivo della sua liberazione.
Co-interpretato da Elizabeth Olsen e Sharlto Copley, "Oldboy" è diretto da Spike Lee, da una sceneggiatura di Mark Protosevich ("Io Sono Leggenda"; "The Cell: La Cellula"; "Thor").
Il film è prodotto da Roy Lee, Doug Davison e Nathan Kahane.

Una Piccola Impresa Meridionale - La Recensione

L'ascesa autoriale di Rocco Papaleo nel cinema italiano si è concretizzata nell'esatto istante in cui l'attore ha deciso di fondare la sua impronta stilistica sulla celebrazione di storie popolari, minime, genuine; differenziandosi nettamente dai prodotti omologati e industriali distribuiti in quantità massicce all'interno di quello che ormai per noi rappresenta il panorama di un industria in crisi e allo sfacelo.

Per fortuna da "Basilicata Coast to Coast" a "Una Piccola Impresa Meridionale" questa impronta non è cambiata, anzi, si riaffaccia incantevole e pulita come chi non ha assolutamente intenzione di cedere al sistema per assicurarsi un uscita di emergenza in caso di incendio improvviso. Ciò che non si è riuscito ad evitare però è il comune ragionamento, non propriamente logico, secondo il quale a seguito di un successo commerciale bisogna sempre ingrandirsi e fare il passo più lungo del precedente, movimento che nella situazione in questione opprime la scioltezza di chi, probabilmente, ancora non conosce i limiti della proprie capacità. La forza del cuore che fino a questo momento aveva contribuito a reggere stabile Rocco Papaleo elevandolo oltre quelle che potevano essere sia le sue che le nostre aspettative, nella sua seconda opera infatti perde sia pulsazioni che naturalezza vantati al principio, manipolate a tratti da tentennamenti narrativi che gelano quella che poteva essere sulla carta addirittura una pellicola più calda e sensibile della precedente.

Eppure, che sia in forma diversa, "Una Piccola Impresa Meridionale" mantiene saldo il profilo seducente del viaggio, anche se non più inteso come quello intramontabile on the road ma come quello di una crescita personale attraversata da fermi, immobili, intrapresa da ognuno dei personaggi durante il periodo vissuto nella casa al faro in cui il protagonista interpretato da Papaleo - un prete spretato - in solitudine si rifugia sostenuto dalle preoccupazioni di una madre dalla mentalità ristretta e innervosita dalle chiacchiere che il fallimento dichiarato dal figlio potrebbero generarsi tra gli abitanti del paese. La pellicola tuttavia non si ferma qui, osa, e osa molto, andando a cucire su ogni co-protagonista caratteristiche inclini a renderlo una possibile minaccia d'integrazione per la società moderna: amore omosessuale, matrimoni di copertura, figlie lontani dalle loro madri che vagano in camper cresciute da coppie di uomini stravaganti, escort in pensione. Il tentativo è quello di imprimere il promemoria che non per forza diverso è sinonimo di sbagliato, sforzo che nella sua incompiutezza, fatica e non impeccabile scrittura di sceneggiatura pure riesce parzialmente, con la riserva di non applicare alcun segno indelebile che sappia trattenersi oltre quella che è la durata della visione.

Un primo ostacolo da superare dunque per il Papaleo regista - che da attore procede esperto invece la sua marcia serena e piacevole (qui superato però da una bravissima Giuliana Lojodice) - pecca duro di ambiziosità la sua seconda creatura, e per quanto sia una negligenza perdonabile non va assolutamente né trascurata né ignorata. Fa tutto parte degli errori di un mestiere in cui è entrato ufficialmente nel vivo, già portavoce di grane da rispedire al mittente e di domande e confini da superare (oppure no) e archiviare velocemente.
Qualsiasi cosa insomma, purché non ci si lasci sfuggire la situazione di mano una seconda volta, dato che perdere un cinema come il suo sarebbe davvero un peccato.

Trailer:

venerdì 18 ottobre 2013

Questione di Tempo - La Recensione

Nel mezzo del cammin della sua vita Richard Curtis tira le somme registrate lungo quello che è stato decisamente un gran bel pezzo di tragitto: vuole fermarsi un pochino, sdraiarsi ed annotare nero su bianco le sue considerazioni più mature. (In)Consapevole realizza pertanto quello che potrebbe esser letto istintivamente come un testamento sulla (e di) vita semi-definitivo, un lavoro prezioso, contenente le coordinate per rintracciare quel significato che a molti di noi risulta ancora sconosciuto.

Ecco allora che "Questione di Tempo" assume una conformazione piuttosto distante dai titoli che hanno contribuito a far eleggere il regista inglese tra i padri assoluti della rom-com, si serve di un elemento ordinariamente fantascientifico ma soprattutto approccia alle situazioni in una maniera assai più realistica e concreta, capace di farsi largo prepotentemente rifuggendo con volontarietà da quei canoni favolistici per sognatori troppo intrisi di lacrime e sentimenti. Ogni cosa parte infatti da quando il protagonista, interpretato da Domhnall Gleeson, non appena compiuti ventun'anni viene informato dal proprio padre di essere ereditario genetico di una abilità alquanto straordinaria, la quale gli permette di viaggiare nel tempo attraverso i ricordi, potendo cambiare il corso degli eventi rivivendoli da capo. Così, una volta testata la reale esistenza del suo potere e scansata la diffidenza, la prima cosa che decide di fare è quella che suo padre, un favoloso Bill Nighy, considera la più complicata in assoluto: trovarsi una ragazza.

Riparte da qui allora Curtis, dall'amore, dall'elemento che ha sempre considerato motore dell'essere umano, lo fa con l'intenzione di andare oltre però, di non vederlo più come un traguardo ma come una delle infinite tappe di una vita difficile per definizione, impossibile da alleggerire neppure se dotati di poteri sovrannaturali. E' l'elaborazione del vissuto di un uomo - ovviamente Curtis stesso - che ha voglia di condividere col mondo il suo concetto di vita, di confidare esperienze ed insegnamenti e devolvere a chiunque la possibilità di godere appieno di un dono che spesso sfugge di mano o a cui si rischia di non dare meritata cura e valore. Ed è in questo aspetto che la poetica cinematografica del regista inglese fa un passettino in avanti, nel preciso istante in cui va a rivedere il concetto di motore vitale giudicandolo imperfetto se non provvisto dell’attitudine di assaporare fino all'ultima goccia ogni singolo secondo, ogni singolo giorno, che ci è stato concesso. 

Chiaramente niente di quel che vien detto in "Questione di Tempo" può essere considerato nuovo o tantomeno rivelatorio, eppure la sua potenza esiste e risiede integra nella parola magica con cui viene a dirci, mostrandocelo, quel che già sapevamo o avevamo sentito dire migliaia di volte. Non è una scoperta ammettere che Curtis abbia una certa dimestichezza nel realizzare storie allenate per arrivare dritte alle corde più emotive e, attingendo un po' dalla sua filmografia passata, anche stavolta non rinuncia a siparietti comici in salsa British, ad attimi scalda cuore e a quel minimo di retorica applicata con meticolosa attenzione che non sbaglia un colpo.

Perché, diciamolo, ormai lo conosciamo abbastanza Richard Curtis, sappiamo che è una persona splendida, pura, una persona che sull'amore e sugli affetti ha costruito le basi solide della sua felicissima vita e che, per questo, vorrebbe che noi tutti facessimo altrettanto.
Di conseguenza è normale che, al sottoscritto, ogni volta che in un suo film appare la famosa scritta the end vien voglia di asciugarsi gli occhi e di inviargli un abbraccio, poco importa che sia spirituale o immaginario, in fondo serve solo per poterlo ringraziare. Ringraziare di esistere, sia nelle vesti di uomo che in quelle d’autore.

Trailer:

martedì 15 ottobre 2013

Two Mothers - La Recensione

Bisognerebbe essere di animo buono e chiudere almeno un occhio per salvare dalla forca l'ultimo lavoro di Anne Fontaine. Tornata alle prese col dramma, dopo la parentesi comica de "Il Mio Migliore Incubo!", la regista francese adatta liberamente una delle tre storie contenute nel libro "Le Nonne" di Doris Lessing, concentrandosi su quella che vede due madri, migliori amiche sin da piccole e separate dai propri mariti (una perché rimasta vedova l’altra perché distante dal suo), instaurare colpevolmente ma senza freni una relazione l'una con il figlio adolescente dell'altra.

Il dilemma tuttavia è che c'è subito uno squadramento di fondo a scattare e a sgretolare rapida la costruzione delle dinamiche di "Two Mother", dinamiche che, nella loro spessa assurdità, se maggiormente curate avrebbero potuto portare senza dubbio a dei frutti quantomeno più maturi. Ogni cosa nella pellicola della Fontaine accade infatti con estremo e puntuale schiocco di dita, qualsiasi svolta o colpo di scena, oltre che telefonato, vien montato in maniera priva di logica e di credibilità, affossando così la narrazione prima ancora che questa possa entrare nel vivo ed esplodere nei crismi previsti. Già l'ambientazione, isolata dal mondo e paradisiaca, sembra non possa servire ad altro che a inoltrare i protagonisti in quello che dovrà essere lo scenario programmato, irrobustita inoltre da una totale e incomprensibile separazione dalla vita cittadina che per niente aiuta i due fusti figliocci a frequentare coetanee in grado di tagliare quel cordone ombelicale sul quale le loro madri evidentemente hanno preferito ordinare un nodo.

L'entrata in quella che dovremmo assaporare come un'atmosfera torbida e insostenibile, dove entrambe le donne accettano l'una l'errore e il perseverare dell'altra, si subisce quindi con particolare tranquillità, come se finalmente la pellicola si fosse slacciata da catene inutili per cavalcare lo scopo principale che a rilento stava cercando di raggiungere. Ma purtroppo "Two Mothers" nella sua scrittura a filo d’osso e malnutrita dimostra di non saper offrire molto altro all'infuori del gioco perverso che mette in scena e che privo di regole finisce per intrappolare i suoi partecipanti e mai i suoi spettatori, affonda l'acceleratore sopra di esso e lo porta all'estremo girandoci un po’ intorno per temporeggiare, massacrando le sue pedine e producendo pesanti danni collaterali a chiunque decida di entrare in contatto con loro.

Serve l'inquadratura finale ad Anne Fontaine per contattare la regolare ispirazione e scovare il segreto per colpire in immagini, racchiudendo con esse, al meglio, il significato della tratta che fino a quel punto aveva faticato a protendere. Succede quando metaforicamente muove i suoi burattini portandoli a naufragare nell'iceberg delle scelte che oramai nessuno di loro ha più né il coraggio e né la voglia di rivedere, per via della paura di uscire nuovamente da quel piccolo paradiso, divenuto inferno, lontano dal quale adesso vivere si è tramutato incarico faticoso come non mai.
Ma ciò è solo un bagliore scatenato in ritardo, una luce troppo esigua per andare a salvare l’intera posta in palio.

Trailer:

Prisoners - Nuovo Trailer Italiano


Nuovo trailer italiano per "Prisoners", il nuovo film di Denis Villeneuve ("La Donna Che Canta") con Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Maria Bello, Terrence Howard, Viola Davis, Melissa Leo e Paul Dano in uscita il prossimo 7 novembre.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano HD:


Primo Trailer Ufficiale Italiano HD:


Sinossi (Ufficiale): Cosa sei disposto a fare per proteggere la tua famiglia? Keller Dover (Hugh Jackman) si trova ad affrontare il peggiore incubo per un genitore: sua figlia di sei anni, Anna, scompare insieme alla sua amica Joy. Mentre i minuti diventano ore e il panico prende il sopravvento, l’indizio principale è un camper fatiscente parcheggiato nella loro strada. A capo dell’investigazione, il Detective Loki (Jake Gyllenhaal), che arresta il suo proprietario, Alex Jones (Paul Dano), ma la mancanza di prove lo costringe al suo rilascio. Mentre la polizia segue diverse piste, la pressione cresce e sapendo che è in gioco la vita di sua figlia, fuori di sé Dover decide di non avere altra scelta che quella di prendere in mano la situazione. Ma fino a dove si spingerà questo padre disperato, per proteggere la sua famiglia?

Cattivissimo Me 2 - Esordio col Botto, Clip e Featurette


L'esordio italiano di "Cattivissimo Me 2" (qui la recensione), come prevedibile, ha causato al box office il cosiddetto botto, incassando in soli 4 giorni di programmazione € 5.164.343. Per festeggiare la Universal Pictures ha rilasciato oggi una nuova clip e tre nuove featurette dedicate al film che potete gustarvi, come sempre, qui sotto.

Gru si Esercita a Chiamare Lucy per Fissare un Appuntamento:


Steve Carell Spiega il 3D (featurette):


Uno Sguardo a Cattivissimo Me 2 (featurette):


La Musica di Cattivissimo Me 2 (featurette):


"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

sabato 12 ottobre 2013

Escape Plan: Fuga dall'Inferno - La Recensione

Ray Breslin (Stallone) è un esperto di sicurezza che per professione si occupa di rilevare falle nei penitenziari americani. Tramite l'aiuto del suo team viene ingaggiato, imprigionato e sfidato ciclicamente ad evadere, cosa che gli riesce tempestiva e con successo e che gli ha fatto guadagnare la fama e l'incoraggiante soprannome di Houdini. Terminata l'ennesima missione, gli viene proposta la sfida di collaudare i sistemi di una prigione segreta costruita secondo le migliori tecniche anti-evasione, in cambio, per lui, una retribuzione smisuratamente alta in confronto alla tariffa standard. Ray accetta, anche se le regole stabilite lo vedono uscire molto dalle sue ferree regole, solo che, una volta dietro le sbarre, le premesse iniziali si rivelano essere un crudele imbroglio per incastrarlo e la sua permanenza all'interno della struttura rischia di diventare eterna proprio come quella di un criminale qualunque.

Quello diretto dal regista Mikael Håfström è a colpo d'occhio (e non solo) un prodotto di collocazione televisiva sotto ogni singolo aspetto. L'unico fattore forte abbastanza da snaturare "Escape Plan: Fuga dall'Inferno" dalla sua distinta dimora è la partecipazione di due star che, per forza di cose, variano il peso specifico dell'operazione consentendogli di poter funzionare oltre quelle che sono le genetiche caratteristiche. Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger (qui in forma strepitosa) tornano a lavorare fianco a fianco infatti dopo la recente collaborazione ne "I Mercenari" e si alleano contro la minaccia disumana di chi vuol trattare i criminali come fossero topi da laboratorio indirizzati alla morte. Non litigano - a meno che ciò non serva per creare diversivi - e si danno il cinque per preparare il piano di fuga da un posto del quale non sanno nulla e da cui uscire sembra quantomeno non alla portata di un normale essere umano.

Eppure messo a confronto con la poetica ultima abbracciata da Stallone e, perché no, da Schwarzenegger, con "Escape Plan: Fuga dall'Inferno" i due compiono visibilmente alcuni passi indietro. Se avevamo rinominato questa seconda parte dei due attori una sorta di update 2.0, qui entrambi effettuano un downgrade che stimola un ritorno al passato, sicuramente elettrizzante per i fan ma destinato ovviamente a scaturirsi meno brillante di quanto la memoria potesse ricordare. Ammesso che di momenti densi Stallone e Schwarzy ne sappiano creare ancora eccome - strappando qualche risata e scazzottata gradevole - c'è da aggiungere che, costretti da eccessiva serietà, il loro simulare un balzo all'indietro nel tempo di circa trent'anni poco agisce in termini di soddisfazione e appagamento totale.

Sorretto da una sceneggiatura non all'altezza e anti-cinematografico sin dalla radice, "Escape Plan: Fuga dall'Inferno" allora è più uno stuzzichino da assaporare per contenere una fame che resta assolutamente da sfamare. Il testardo ritorno al passato dei muscolosi attori oggi può essere accolto come qualcosa al massimo di simpatico, da gustare con pop-corn e bibita fresca ma fuori dalle quelle che erano le più antiche contentezze.
E per quanto riguarda chi scrive, il loro è uno dei rari casi in cui l'aggiornamento alla release 2.0 è servito davvero, migliorando l'hardware e portando grossi benefici alla completa comunità di chi voleva continuare a farne uso.

Trailer:

giovedì 10 ottobre 2013

Cattivissimo Me 2 - Cinque Clip e una Featurette


E' uscito oggi al cinema "Cattivissimo Me 2" (qui la recensione), e per lanciare quello che probabilmente sarà il successo maggiore del prossimo week-end vi mostriamo cinque clip del film e una featurette.

Lucy e Gru salvati da due Minion:


Gru dà la Buonanotte alle Ragazze:


Jillian cerca di combinare un appuntamento con Gru:


Gru ha un Nuovo Lavoro:


Eduardo prova a consolare Gru:



La Musica di Pharrell Williams (Featurette):


"Cattivissimo Me" è il Blockbuster di Universal Pictures e Illumination Entertainment che ha divertito il pubblico del mondo intero nel 2010 incassando più di 540 milioni di dollari ed è entrato nella Top Ten dei film d’animazione più importanti della storia del cinema americano.

Il 10 Ottobre 2013 tenetevi pronti ad assistere alle nuove follie dei Minion in "Cattivissimo Me 2".

Dopo lo straordinario successo di "Cattivissimo Me", Max Giusti torna a doppiare l’ex supercattivo Gru in una nuova e avventurosa commedia. Gru, le sue adorabili figlie e gli imprevedibili e buffi Minion dovranno confrontarsi con nuovi e divertentissimi personaggi tra cui Lucy doppiata dalla cantante/attrice/scrittrice e sempre talentuosissima Arisa e Macho doppiato dall'attore, imitatore e presentatore Neri Marcorè.

martedì 8 ottobre 2013

Anni Felici - Due Nuove Featurette e Una Clip


Due nuove featurette e una nuova clip per "Anni Felici" (qui la recensione), il film di Daniele Luchetti con Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti uscito appena qualche giorno fa nelle nostre sale. Potete dare un'occhiata ai video direttamente qui sotto.

Prove d'Orchestra (Featurette):


Di Cosa Parla Questo Film? (Featurette):


L'Equilibrio":


Sinossi (Ufficiale): 1974, Roma. Guido è un artista che vorrebbe essere d'avanguardia, ma si sente intrappolato in una famiglia troppo borghese e invadente. Serena, sua moglie, non ama l'arte, ma ama molto l'artista e infatti lo “invade”. I loro figli, Dario e Paolo, 10 e 5 anni, sono i testimoni involontari della loro irresistibile attrazione erotica, dei loro disastri, dei tradimenti, delle loro eterne trattative amorose.
Tra happenings artistici, colpi di testa, film in super 8, pigre vacanze, design e confessioni, il film racconta gli anni felici – ma che sembravano infelici - di una famiglia che, provando ad essere più libera, si ritrova in una prigione senza vie di fuga. Riusciranno a salvarsi?

Gravity - Mini Trailer e Featurette sul 3D


Una sfiziosa featurette dedicata al 3D e un mini trailer di sessanta secondi per il nuovo film di Alfonso Cuarón, "Gravity" (qui la recensione), nei nostri cinema dallo scorso giovedì.

Speciale 3D (Featurette):


Trailer 60:


Sinossi (Ufficiale): I premi Oscar Sandra Bullock (“The Blind Side,” “Ricatto d’Amore”) e George Clooney (“Tra le Nuvole”, “Syriana”) sono i protagonisti di “Gravity”, un thriller mozzafiato che trascina il pubblico alla deriva nello spazio profondo, diretto dal candidato all’Oscar® Alfonso Cuarón (“I Figli degli Uomini”).

Bullock è la brillante dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle, mentre Clooney è Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione. Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe e lo shuttle viene distrutto, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli, collegati solo fra loro e fluttuanti nell'oscurità. Il silenzio assordante in cui sono immersi significa che hanno perso ogni contatto con la Terra e ogni speranza di salvezza. Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Ma forse l’unico modo per tornare a casa è addentrarsi in quel terribile spazio infinito.

Cani Sciolti - La Recensione

Regia e sceneggiatura, per quanto complici e di grande aiuto, non sono certamente gli artefici principali della sorprendente riuscita che vibra attorno a "Cani Sciolti" (in originale "2 Guns"), il buddy-movie diretto da Baltasar Kormákur.

Con "Contraband" alle spalle, il regista islandese cura gli errori della sua prima uscita americana cambiando radicalmente meta e destinazione, si rivolge esplicito ad una fetta di pubblico più larga e cede metri al suo animo blockbusteriano che, seppur mai netto e distinto, comunque si fa sentire radunando consensi a grappoli e manifestando quell'attitudine propositiva che il precedente lavoro non sognava neppure di simulare. Al confermato seguace Mark Wahlberg va ad aggiungersi allora il carisma e la mostruosa esperienza sul campo di Denzel Washington, una mossa di casting eccellente capace di formare un'accoppiata di (finti) criminali che pare esser stata unita appositamente, in maniera maniacale, per montare tutto il peso della pellicola su delle spalle resistenti e solide e su dei volti sfacciati e sbruffoni: intuizione che, come da copione, finisce per funzionare oltre qualsiasi anticipata aspettativa.

A tratti i due ostentano lo stesso affiatamento che avevano avuto John Travolta e Samuel L. Jackson in "Pulp Fiction" (la scena al tavolino del bar è un riferimento se non esplicito, quantomeno evocativo), gigioneggiano, litigano e intimidiscono cattivi compensando all'inferiore slancio di cattiveria e di autorità una dose ultra-massiccia di humour irresistibile con cui, scena dopo scena, trovano le indicazioni idonee per andarsi ad accaparrare gli spettatori stregandoli inesorabilmente. E' il loro apporto quindi a fare di "Cani Sciolti" un action adrenalinico ed instancabile, ad evitare che perda tempo e ritmo e a coprire i difetti di una sceneggiatura che sfrutta a catena moltissimi stereotipi del genere manipolandoli e riassemblandoli, però, con accattivante profilo e ingegnoso piacimento. Perché quello di Kormákur è uno script paragonabile ad una fittissima ragnatela, composto da una serie di doppi giochi che non vedono l'ora tramutarsi in tripli per poi dividersi ancora e moltiplicarsi all'infinito. Non c'è sconto per nessuno, contrabbandieri, federali e forze armate vengono posizionati ognuno sullo stesso piano e imbrattati indelebilmente attraverso una rincorsa all'ultimo ricatto e colpo di scena che mira a voler rivelare un incurabile indifferenza raggiunta ormai nei confronti della morale, della giustizia e delle regole, funzioni che han perso definitivamente il dominio sul singolo soggetto come sulle istituzioni.

Si abbandona alla legge del più furbo dunque "Cani Sciolti", ma nel frattempo non lascia che la sua etica dal sapore amarognolo passi al timone e vada a infettare il suo sangue principe dalla consistenza liquida e dal colore rosso splendente. E' attentissimo pertanto Kormákur a trattenere ferma, in scena, l'esatta dose di leggerezza e di azione, distraendosi appena un pochino perdendo il controllo nella fase finale, sulla quale con larga clemenza siamo disposti tuttavia a perdonarlo per il godimento inatteso e diffuso generosamente su gran parte della folle corsa.

Trailer:


"Cani Sciolti" uscirà al cinema il prossimo 24 Ottobre.

venerdì 4 ottobre 2013

The Hunger Games: La Ragazza di Fuoco - La Tracklist della Colonna Sonora


Lionsgate e Republic Records hanno annunciato la  tracklist della colonna sonora ufficiale di
"The Hunger Games: La Ragazza di Fuoco". Di seguito la lista dei brani che saranno disponibili a partire dal 19 novembre.

Tracklist
1 - “Atlas” – Coldplay
2 - “Silhouettes” – Of Monsters and Men
3 - “Elastic Heart” – Sia (ft. The Weeknd & Diplo)
4 - “Lean” – The National
5 - “We Remain” – Christina Aguilera
6 - “Devil May Cry” – The Weekend
7 - “Who We Are” – Imagine Dragons
8 - “Everybody Wants To Rule The World” – Lorde
9 - “Gale Song” – The Lumineers
10 - “Mirror” – Ellie Goulding
11 - “Capital Letter” – Patti Smith
12 - “Shooting Arrows At The Sky” – Santigold
13 - “Place For Us” – Mikky Ekko
14 - “Lights” – Phantogram
15 - “Angel On Fire” – Antony and the Johnsons

Ecco il comunicato ufficiale:

New York, NY e Santa Monica, CA 26 settembre 2013
Lionsgate (NYSE: LGF) e Republic Records hanno oggi annunciato una grandiosa squadra di super-star per la colonna sonora del film Hunger Games - La Ragazza di Fuoco, che alterna icone affermate della musica come la band per sette volte vincitrice del Grammy® Coldplay, Patti Smith l'artista entrata a pieno titolo nella Hall of Fame del Rock and Roll e la vincitrice del Grammy Award Christina Aguilera, insieme ad alcuni dei più recenti ingressi in testa alla chart di Billboard.

Fanno parte della tracklist anche The Lumineers, il cui omonimo album di debutto ha raggiunto il disco di platino negli Stati Uniti, in Canada (3x), Irlanda e Australia e il Disco d'Oro in Germania e in Francia, con il loro singolo "Ho Hey" che è stato scaricato più di 4.5 milioni di volte da iTunes nei soli Stati Uniti. Sono anche inclusi nella colonna sonora Lorde, il cui singolo di debutto "Royals" l'ha resa la prima artista femminile in cima alla chart di Billboard dedicata alla musica alternativa (Billboard Alternative Songs) dall'ingresso di Tracy Bonham del 1996.

Fra gli artisti anche la rock band multi-platino Imagine Dragons, la cui canzone "Radioactive" è stata per 6 volte Disco di Platino e dichiarata "il più grande esordio dell'anno" da Rolling Stone magazine Uk, la cantautrice Ellie Goulding, la cui recente uscita "Halcyon Days" include i singoli Disco di Platino "Anithing Could Happen" e "I Need Your Love"; il cantautore Sia nominato al Grammy, le cui recenti collaborazioni "Titanum" con David Guetta e "Wild Ones" con Flo Rida sono entrate nella Hot 100 Top 10 di Billboard, il duo indie pop Phantogram, che hanno collaborato con Big Boi, valsa una copertina di Filter Magazine e che distribuiranno il loro album di debutto questo autunno; oltre al gruppo di folk Islandese Disco di Platino Of Monsters and Man, che sono diventati celebri nel mondo grazie alla canzone "Little Talks".

Partecipano alla colonna sonora di Hunger Games - La Ragazza di Fuoco li acclamati rockers di Brooklin The National, l'artista di Nashville Mikky Ekko, The Weeknd e la pluripremiata cantautrice Santigold, oltre alla traccia "Atlas", già disponibile, che rappresenta la prima canzone mai scritta appositamente per una colonna sonora dai Coldplay.

La colonna sonora sarà disponibile nei negozi e in digital download il 19 novembre 2013, appena prima che il film debutti al cinema. L'album è gia disponibile in preorder sullo store online ufficiale del film. Chi prenoterà la colonna sonora entro il 27 ottobre avrà l'opportunità di ricevere un poster esclusivo di Hunger Games - La Ragazza di Fuoco con il proprio nome impresso (fino ad esaurimento scorte). Tutti i pre-order danno diritto anche al download della canzone "Atlas".

Lo svelamento della colonna sonora segna la 9° settimana della campagna "Tick Tock" di Lionsgate (che potete seguire utilizzando l'hashtag #TickTock9), che rivelerà novità sul film fino alla sua data di uscita mondiale attraverso il sito The Hunger Game Explorer.

La prima partnership su Hunger Games fra Republic Records e Lionsgate ha prodotto l'album che ha dominato le chart e vinto il Grammy Award, The Hunger Games: Songs From District 12 And Beyond.

L'album è stato 1° nella top 200 di Billboard fin dalla sua uscita vendendo più di 175.000 copie, diventando la prima colonna sonora in testa ad una chart fin dal novembre 2009. È stata la colonna sonora più venduta del 2012, la colonna sonora dalle vendite più rapide su iTunes. L'album ha anche vinto una nomination al Golden Globe Award e tre Grammy Award, mentre il suo primo singolo, la canzone di Taylor Swift featuring The Civil Wars "Safe & Sound" ha vinto il Grammy Award del 2013 come "Best Song Written for Visual Media".

Sinossi (Ufficiale): "The Hunger Games: La Ragazza di Fuoco" inizia con Katniss Everdeen che è tornata a casa incolume dopo aver vinto la 74ª edizione degli Hunger Games, insieme al suo amico, il “tributo” Peeta Mellark. La vittoria però vuol dire cambiare vita e abbandonare familiari e amici, per intraprendere il giro dei distretti, il cosiddetto "Tour di Victor". Lungo la strada Katniss percepisce che la ribellione sta montando, ma che il Capitol cerca ancora a tutti i costi di mantenere il controllo proprio mentre il Presidente Snow sta preparando la 75ª edizione dei giochi (The Quarter Quell), una gara che potrebbe cambiare per sempre le sorti della nazione di Panem.

Data di Uscita: Giovedì 21 Novembre 2013
Sito Ufficiale: www.laragazzadifuocofilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/hungergamesIT
Twitter: http://twitter.com/hungergamesita

Jack Ryan: L'Iniziazione - Trailer Ufficiale


Primo trailer per "Jack Ryan: L'Iniziazione" il film basato sui personaggi creati da Tom Clancy, diretto da Kenneth Branagh e interpretato da Chris Pine, Keira Knightley, Kevin Kostner e Kenneth Branagh.

Trailer Originale:


Sinossi (Ufficiale): Jack Ryan, giovane analista della CIA sotto copertura, scopre un complotto russo per mandare in crash l'economia degli Stati Uniti con un attacco terroristico.

Data di Uscita: 27 febbraio 2014

Anni Felici - Il Videoclip della Colonna Sonora


Disponiblile "Amore che Vieni, Amore che Vai" il videoclip di Diodato, colonna sonora di "Anni Felici" (qui la nostra recensione), il nuovo film di Daniele Luchetti con Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Martina Friederike Gedeck.

Amore che Vieni, Amore che Vai (Videoclip):


Sinossi (Ufficiale): 1974, Roma. Guido è un artista che vorrebbe essere d'avanguardia, ma si sente intrappolato in una famiglia troppo borghese e invadente. Serena, sua moglie, non ama l'arte, ma ama molto l'artista e infatti lo “invade”. I loro figli, Dario e Paolo, 10 e 5 anni, sono i testimoni involontari della loro irresistibile attrazione erotica, dei loro disastri, dei tradimenti, delle loro eterne trattative amorose.
Tra happenings artistici, colpi di testa, film in super 8, pigre vacanze, design e confessioni, il film racconta gli anni felici – ma che sembravano infelici - di una famiglia che, provando ad essere più libera, si ritrova in una prigione senza vie di fuga. Riusciranno a salvarsi?

Gravity - Una Nuova Clip


E' da ieri nelle nostre sale "Gravity", il nuovo film di Alfonso Cuarón con Sandra Bullock e George Clooney. Se non siete ancora andati ancora a vederlo (e avete fatto male) vi mostriamo una nuova spettacolare clip che vi toglierà il fiato.

Scena dal film #3 :


Sinossi (Ufficiale): I premi Oscar Sandra Bullock (“The Blind Side,” “Ricatto d’Amore”) e George Clooney (“Tra le Nuvole”, “Syriana”) sono i protagonisti di “Gravity”, un thriller mozzafiato che trascina il pubblico alla deriva nello spazio profondo, diretto dal candidato all’Oscar® Alfonso Cuarón (“I Figli degli Uomini”).

Bullock è la brillante dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle, mentre Clooney è Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione. Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe e lo shuttle viene distrutto, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli, collegati solo fra loro e fluttuanti nell'oscurità. Il silenzio assordante in cui sono immersi significa che hanno perso ogni contatto con la Terra e ogni speranza di salvezza. Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Ma forse l’unico modo per tornare a casa è addentrarsi in quel terribile spazio infinito.

L'Ultima Ruota Del Carro aprirà il Festival Internazionale del Film di Roma


Sarà il nuovo film di Giovanni Veronesi ad aprire l'ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. "L'Ultima Ruota del Carro", questo il titolo, si riallaccia al grande filone della commedia all'italiana e vede protagonista Elio Germano nei panni di Ernesto, traslocatore che per quarant'anni ha viaggiato per l’Italia con il suo camion e personaggio attraverso il quale la pellicola racconterà la storia del Paese dagli anni ’70 ad oggi. Al suo fianco ci saranno Alessandra Mastronardi, moglie di Ernesto, Ricky Memphis, Sergio Rubini, Virginia Raffaele e Alessandro Haber. Qui di seguito potete vedere il trailer ufficiale.
 Trailer Ufficiale:

Blue Jasmine - Trailer Italiano per il nuovo film di Woody Allen


La Warner Bros ha appena rilasciato il trailer italiano di "Blue Jasmine", il nuovo film scritto e diretto da Woody Allen in uscita al cinema, in Italia, dal 5 Dicembre 2013. A far parte del cast ci saranno Cate Blanchett - la protagonista - insieme ad Alec Baldwin, Bobby Cannavale, Louis C.K., Andrew Dice Clay, Sally Hawkins, Peter Sarsgaard e Michael Stuhlbarg. Come sempre, qui sotto potete gustarvi le immagini.

Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale): Di fronte al fallimento di tutta la sua vita, compreso il suo matrimonio con un ricco uomo d'affari Hal (Alec Baldwin), Jasmine (Cate Blanchett) una donna elegante e mondana newyorchese, decide di trasferirsi nel modesto appartamento della sorella Ginger (Sally Hawkins) a San Francisco,
per cercare di dare un nuovo senso alla propria vita. Jasmine arriva a San Francisco in uno stato psicologico molto fragile, la sua mente è annebbiata dall’effetto dei cocktail di farmaci antidepressivi. Sebbene sia ancora in grado di mantenere il suo portamento prettamente aristocratico, in verità lo stato emotivo di Jasmine è precario e totalmente instabile, tanto da non poter neanche essere in grado di badare a sé stessa. Mal sopporta Chili (Bobby Cannavale), il fidanzato di Ginger che considera un "perdente", né il suo ex marito Augie (Andrew Dice Clay). Ginger, seppur riconoscendo, ma non comprendendo appieno l’instabilità psicologica della sorella, le suggerisce di intraprendere la carriera di arredatrice d’interni,
un impiego che intuitivamente potrebbe essere alla sua altezza. Nel frattempo, Jasmine accetta malvolentieri un lavoro come receptionist in uno studio dentistico, dove attira le attenzioni indesiderate del suo capo, il dottor Flicker (Michael Stuhlbarg). Reputando giusta la considerazione fatta da sua sorella riguardo la scelta di uomini sbagliati nella sua vita, Ginger inizia a frequentare Al (Louis CK), un tecnico del suono che lei considera un gradino superiore a Chili. Jasmine invece intravede come una potenziale ancora di salvezza l’incontro con Dwight (Peter Sarsgaard), un diplomatico infatuato dalla sua bellezza, dalla sua raffinatezza e dal suo stile. Il difetto di Jasmine è che vive costantemente del giudizio degli altri per aumentare la sua autostima, rimanendo però cieca di fronte a ciò che accade intorno a lei.

Anni Felici - La Recensione

La voce fuori campo di Daniele Luchetti scioglie ogni minimo dubbio e toglie via ogni maschera: "Anni Felici" è il suo lavoro più personale e autobiografico.

La pellicola è centrata infatti (molto liberamente) sulle peripezie della sua famiglia, sul rapporto conflittuale tra suo padre e sua madre: lui artista-scultore e insegnante d'arte, lei comune donna dell'epoca innamorata del marito al punto da sopportargli i ripetuti tradimenti che senza amore si concede con le modelle nel suo studio. A scrutare le loro dinamiche, litigate e pacificazioni, gli occhi e il punto di vista di Dario - che poi sarebbe Daniele - insieme al piccolo fratellino Paolo, che assiste incuriosito e innocente. Ma a voler essere più precisi "Anni Felici" racconta in realtà di un estate, quella del 1974, e da essa, ancor più precisamente, mira ad inquadrare un'intera epoca, quella in cui stava per farsi largo il femminismo, in cui la nudità intesa come libertà e affermazione di sé stessi apriva le porte e, da sconosciuta qual'era, destabilizzava comportamenti, persone e società.

Proprio per la sua natura aperta ed estesa allora, l'opera intimamente empatica di Luchetti non può permettersi il lusso di scuotere e di accendere emozioni e stomaci abbastanza da farli rimanere coinvolti e feriti nell'esplosione. Per scelta il regista questa volta vuole che i sentimenti siano più semplicemente compresi e riconosciuti, visti al di sopra, analizzati magari nella parabola che coinvolge i personaggi di Guido e Serena (gli affiatati Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti) e il loro amore puro, vero e invivibile. Si individua quindi la difficoltà globale di sapere amare, la stessa difficoltà che abbraccia tutti, nessuno escluso, sporcata dalla necessità di reclamare libertà sapendo di non poterne ricevere perché appartenenti ad un altro, a cui egoisticamente non si è disposti a concedere l'equo trattamento preteso. Così "Anni Felici" assume spontaneo i tratti distintivi specifici del melodramma, colpito dalla tempesta d'amore passionale di una coppia instabile e squilibrata ma per questo capace di compiersi eternamente, di andare oltre le convenzioni, di non spegnersi mai.

Per merito dell'età (e del periodo?) in cui ha vissuto quegli anni, lui, Daniele Luchetti, (o Dario che dir si voglia) li identifica comprensibilmente come felici, seppure a noi spettatori sembrino oggettivamente assai distanti da quell'aggettivo tanto positivo. In realtà erano molto più genuinamente degli anni vissuti, in cui era possibile aggredire la vita e lasciarsi andare ad essa, spesso facendosi male, senza lasciare che fosse lei ad aggredire noi alle spalle e senza permesso, come probabilmente è accaduto da li in avanti.
Ecco, forse è esattamente questo leggero particolare a distinguere la nostra valutazione del tempo, della vita, degli anni, e a fare in modo che venga attribuito o meno quel riconoscimento appagante che comunemente è chiamato, per convenzione sociale, felicità.

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giovedì 3 ottobre 2013

Cattivissimo Me 2 - La Recensione

Risaltare l'importanza di avere, o ancora meglio, di essere una famiglia è un messaggio che in ambito cinematografico ha sempre trovato, giustamente, lo spazio e l'accoglienza che meritava.
Negli ultimi anni però, a farne pesante abuso, ci ha pensato l'industria dell'animazione, che nel suo processo dalle pieghe redditizie e seriali ha spalmato un po' ovunque, per questioni legate prevalentemente a uno spessore altrimenti inesistente di trama, il messaggio puro e contemporaneamente universale del nucleo famigliare ampio e disomogeneo che oramai ha raggiunto, se non sostituito, l'immagine più antica e chiusa della classica famiglia ordinaria e normalizzata.

Per quanto dolce e tenera possa risultare l'esortazione, tuttavia la riproposizione ricorrente di qualsiasi cosa, oltre ad essere simbolo di crisi, alla fine stanca e annoia e, purtroppo, anche per "Cattivissimo Me 2" le cose non girano diversamente. La pellicola diretta a quattro mani da Pierre Coffin e Chris Renaud smette di cantare fuori dal coro spostando il baricentro lontanissimo dalla sua accattivante posizione d'origine, andando a inchinarsi al cospetto di quello che ormai è diventato ufficialmente il ripiego costante dei titubanti. Il sequel del fortunato "Cattivissimo Me" abbassa infatti vertiginosamente le sue pretese e si propone sotto una forma meno rischiosa e più omologata del previsto che inevitabilmente mette in luce non solo una mancata fiducia nei confronti di quella generosità creativa che tanto bene gli aveva portato ma specialmente la forzata scelta di ampliare un qualcosa senza sapere esattamente né il perché e né il per come.

In perfetta linea con chi, prima di lui, ha appoggiato la stessa linea, il target di riferimento viene abbassato quel tanto che basta per indirizzare la pellicola ad uso e consumo di un pubblico più piccolo, perdendo memoria, fino all'ultima virgola, delle scorrettezze e della cattiveria che avevano contraddistinto la resa positiva dello stampo originale. Qui viene raccontato il vuoto rappresentato dalla mancata figura femminile e materna assente nella vita come nella famiglia allargata di Gru e, con la scusa, viene aggiunto un personaggio femminile carismatico che sa tener testa in scena al personaggio doppiato in lingua originale da Steve Carrell (in Italia da Max Giusti). Viene allestita pertanto una sottotrama spionistica a metà tra James Bond e "Mission: Impossible" alla quale Gru prende parte con poca eccitazione per via dell'imposta collaborazione con l'invadente, eccentrica partner Lucy Wilde (doppiata in originale da Kristin Wiig e in Italia da Arisa), per la quale - utilizzando quello che è uno degli stereotipi più consumati - finirà infine per provare sentimenti profondi.

La forzatura che circonda la messa in scena di "Cattivissimo Me 2" si notifica allora fin troppo facilmente, e pur non avendone certezza il pensiero che la sua realizzazione sia stata incoraggiata più da motivi di marketing che da altro è timbratissima, sorretta peraltro dall'invasione dei piccoli Minion che molto spesso vengono utilizzati come elemento comico principale e come bastone per una narrazione assai zoppicante.

Tuttavia, sebbene siamo lontani dai splendori primordiali, sentenziare in anticipo un teorico esaurimento del suddetto franchise è ancora prematuro, l'ottimo "Madagascar 3" è stato l'esempio perfetto di come la caduta in questo tipo di prodotti sa essere praticamente inesistente. Certo è che "Cattivissimo Me 2" rende assai meglio quando cerca di spianare la strada a quel progetto dal futuro prossimo che virerà le luci interamente sui simpaticissimi e caotici piccoli esserini giallastri. Ma ovviamente per il sequel di un film aggiudicarsi un etichetta simile non può convertirsi né in vanto e neppure in sintomo di buona riuscita.

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mercoledì 2 ottobre 2013

Oltre i Confini del Male: Insidious 2 - La Recensione

In tempi non sospetti - era la recensione di "L'Evocazione: The Conjuring" - avevamo parlato di quanto James Wan avesse raggiunto nel genere horror un'esperienza elevatissima, tecnica soprattutto, e di quanto della cosa se ne fosse accorto anche lui, tanto da decidere di tagliare corto e dedicarsi ad altro, a qualcosa che potesse tornare a stimolarlo daccapo. Quell'altro ora è diventato "Fast & Furious 7", un action, e il tagliare corto è rappresentato appunto, oltre che dal bel "L'Evocazione: The Conjuring", dal primo seguito cinematografico da lui diretto, quello del buonissimo "Insidious", titolo che lo mise positivamente in mostra al grande pubblico appena tre anni fa.

Vuole togliersi gli sfizi residui Wan insomma, riempire quelle ultime, piccolissime, caselle rimaste ancora incompiute per terminare un tabellino di marcia che già di per sé era un gioiellino apprezzabile e di successo. "Oltre i Confini del Male: Insidious 2" è, senza alcuna sorpresa, un sequel solido e autentico e da tale non può assolutamente prescindere il suo predecessore, si riaggancia pertanto alla fine degli eventi di quella storia ma senza vietare a chi non è allineato con essa di avvicinarsi ugualmente e godersi lo spettacolo. Wan torna ad accarezzare l'horror più moderno, non privandosi del suo braccio destro Leigh Whannell alla sceneggiatura e partecipando lui stesso alla scrittura di quello che potrebbe essere interpretato come il saluto definitivo al genere con amichevole stretta di mano, sussurrando a pubblico e addetti ai lavori parole del tipo: non sarà facile fare meglio ma sappiate che la paura non ha limiti.

Se in "L'Evocazione: The Conjuring" aveva preferito costruire tensione con movimenti di macchina ipercalcolati e geometrici, in questa circostanza il regista torna a stimolare spavento e tensione con trucchi più semplici e adoperati: rumori improvvisi, musiche inquietanti, presenze demoniache dall'aspetto poco rassicurante, voci raccapriccianti. E' palese il divertimento che esiste dietro le scelte di un lavoro che ha come primo obiettivo quello di non tradire la fortuna del primo ma, allo stesso tempo e con maggior fervore, anche cercare di battere nuove vie per non risultare troppo freddo e formale. La necessità di inventare insistentemente qualcosa di nuovo incoraggia "Oltre i Confini del Male: Insidious 2" a ribaltare quelle che fino ad ora erano state le leggi basilari degli horror demoniaci, mettendo alla luce del sole le forze del male e intrappolando nel limbo oscuro più recondito quelle del bene, costrette a questo punto, non potendo manifestarsi, a farsi sentire clandestinamente dirottando ogni certezza.

Si svuota di ogni tasca perciò Wan, si spoglia di qualunque asso rimastogli nella manica per abbandonare sé stesso ad un genere che comunque ha saputo restituirgli in cambio il massimo possibile. Continuare a girare in tondo sarebbe stata da parte sua un opzione folle e incomprensibile, meglio ripartire e rimettersi in gioco, esplorare nuovi livelli e scegliersi come compagni di viaggio persone esperte come Vin Diesel e Paul Walker.
Loro si che sapranno fornirgli le indicazioni migliori per intraprendere una nuova, rischiosa avventura, evitandogli perfino lo smarrimento presso vicoli cechi o, peggio ancora, quelli più oscuri e maledetti.

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