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martedì 24 dicembre 2019

I Migliori Film Del 2019 Secondo Inglorious Cinephiles

dicembre 24, 2019 By Giordano Caputo , , , No comments

Inglorious Cinephiles Film

Ci siamo. E' arrivato il momento più cinefilo dell'anno: quello della classifica dei migliori film.
Prima di cominciare con le posizioni - dalla 20 alla 01 - ci tenevo a dire che questo è stato un anno grandioso per il (nostro) cinema. Che scegliere 20 titoli non è stato semplice, così come non lo è stato lasciarne fuori degli altri.
Prima di lasciarvi alla lettura (o alla scoperta) di questa liturgia - che ormai è una tradizione, quasi come il Natale - è importante che vi riassuma le (semplici) regole di selezione: i film devono essere tutti usciti o nella sala cinematografica, o direttamente in home video, oppure in streaming legale, durante il 2019.
Ah, e la classifica - ve lo ricordo, non si sa mai - non è oggettiva, ma soggettiva (quindi stilata secondo i miei gusti).
Bene, detto questo: buona visione...

20 - Cena Con Delitto: Knives Out
Knives Out Johnson

Partiamo da Rian Johnson e dal suo "Cena Con Delitto: Knives Out", che si è preso la briga di riscrivere le regole del giallo tipico alla-Agatha-Christie, riuscendo nell'impresa senza stravolgere le atmosfere, le nozioni e il fascino degli enigmi: seminando all'interno della trama perfino un'acutissima denuncia alla società americana (moderna).

19 - Toy Story 4
Toy Story 4 Pixar

No, dopo "Toy Story 3" farne un quarto era al pari di un suicidio. E per certi versi lo è stato. Perché "Toy Story 4" non tiene testa al capitolo precedente, eppure ha la forza di spiazzare tutti lo stesso, in maniera diversa: regalando un arco narrativo a Woody che, sinceramente, non avrei mai immaginato, ma che ho trovato coerente e che, a modo suo, mi ha fatto felice, commuovendomi.

18 - Joker
Joker 2019

Lo so, io già vi sento: "Ma come "Joker" è il film dell'anno e tu lo metti così in basso?
Ebbene si, ci ho pensato a lungo e alla fine sono giunto alla conclusione che questa - grossomodo - è la posizione giusta. Per carità, parliamo di un ottimo film, di un'interpretazione strepitosa - la migliore dell'anno, forse - ma le idee alla base di questo film sono copiate - e nemmeno alla leggera - da un film di Martin Scorsese del 1983: "Re Per Una Notte". Sull'argomento lotta di classe, poi, poteva fare meglio.

17 - Il Gioco Delle Coppie
Il Gioco Delle Coppie Assayas

Ecco uno di quei film che lo leggi e dici: "Ma che è sta roba? Mai sentita!"
E avete ragione perché questo piccolo grande film di Olivier Assayas - presentato a Venezia nel 2018 - è uscito nelle nostre sale a gennaio 2019, ma in due sale, forse. Un vero peccato, perché oltre a essere scritto benissimo, sa essere una commedia molto divertente, nonostante abbia l'intento di parlare di noi (a tutto tondo) e del nostro mondo in una maniera non giudiziosa, magari, ma nemmeno esemplare.

16 - Le Mans '66: La Grande Sfida
Le Mans '66 Bale Damon

Di fronte al cinema classico, io mi squaglio. Quando vedo certe pellicole dirette con quella sobrietà solenne e recitate ancora meglio, io mi dimentico di stare al cinema e mi sembra di far parte della storia. Cosa che mi è successa quando ho visto questa pellicola diretta da James Mangold con Christian Bale e Matt Damon che giganteggiano per più di due ore. Una storia splendida, nella quale perdersi è stato un vero piacere.

15 - Un Giorno Di Pioggia A New York
Un Giorno Di Pioggia A New York Film

Ce lo avevano bloccato, Woody Allen.
Per questioni legali, dicevano loro, ma forse perché in realtà, lui, è un personaggio scomodo. Si, nel suo ultimo film infatti ci invita a non piegarci, a restare fedeli a noi stessi, perché non è vero che così si perde, anzi. I problemi saranno di chi sceglie di essere liquido, visto che, prima o poi, dovrà farci i conti.

14 - Martin Eden
Martin Eden Marinelli

Primo film italiano della classifica.
L'adattamento che Pietro Marcello ha fatto di "Martin Eden" mette in risalto tutta la sua bravura. Un regista che finalmente è riuscito ad ampliare la sua fetta di pubblico e che non vediamo l'ora di rivedere all'opera per capire meglio dove possa arrivare. Qui, grazie anche a un Luca Marinelli strepitoso - premiato a Venezia con la Coppa Volpi - centra in pieno l'obiettivo.

13 - L'Ufficiale E La Spia
L'Ufficiale E La Spia Film

Difficile immaginare che Roman Polanski abbia scelto questa storia per caso. Una storia che parla di una condanna ingiusta e di una giustizia che, pur di non ammettere l'errore, tende a insabbiare, a censurare. Sarà stato il coinvolgimento emotivo del regista, allora, ma "L'Ufficiale E La Spia" è praticamente perfetto sotto ogni punto di vista: regia, recitazione, sceneggiatura. Magari, a pelle, potrà risultarvi un po' rigido narrativamente, ma è solo per non perdere di vista quelle responsabilità poste alla base.

12 - Dolor Y Gloria
Dolor Y Gloria Banderas

Il grande ritorno di Pedro Almodóvar. E di Antonio Banderas.
I due si ritrovano professionalmente e, insieme, trovano la strada per riscoprirsi anche artisticamente. In un film che potremmo considerare come uno dei più intimi (e più importanti) del regista spagnolo, nel quale la sua anima si concede al pubblico con sincerità assoluta, attraverso un'autoanalisi che, scavando tra passato e presente, gli serve a ritrovare la felicità perduta.

11 - La Mafia Non E' Più Quella Di Una Volta
La Mafia Non é Più Quella Di Una Volta Ciccio Mira

Secondo italiano della lista. Franco Maresco. Già, e chi l'avrebbe mai detto. Lui non di sicuro, per com'è fatto. Eppure quest'anno il suo "La Mafia Non E' Più Quella Di Una Volta" ci ha lasciato tutti a bocca aperta. E non solo noi italiani, perché al Festival Di Venezia anche la stampa (e la giuria) estera non è rimasta indifferente. Con il suo modo scanzonato e il suo fedele scudiero, Ciccio Mira, Maresco fa un ritratto diretto e ficcante dell'Italia che dimentica, dell'Italia che non ricorda. E tra le lacrime delle risate, forse, ci fa uscire fuori - in borghese - anche qualche lacrima di dolore.

10 - Storia Di Un Matrimonio
Storia Di Un Matrimonio Film

La top ten si apre sotto il riverbero di Netflix, o meglio di Scarlett Johansson e di Adam Driver. Meravigliosi nella pellicola scritta (magnificamente) e diretta da Noah Baumbach, il quale è riuscito a descrivere in maniera esemplare - attingendo dalla sua storia personale - le difficoltà che una separazione coniugale può apportare nella vita quotidiana di noi esseri umani. Gli errori, lo stress, la gestione del tempo e di un bambino che si vorrebbe - invano - tener fuori da quello che, inevitabilmente, tende a trasformarsi in un duello senza esclusione di colpi.

09 - The Irishman
The Irishman Netflix

Niente, quest'anno Netflix vuole fare la voce grossa. Non ci molla. E quando vuoi farti sentire e vuoi attirare l'attenzione, il numero da chiamare è quello di Martin Scorsese, che a sua volta chiama i suoi amici - che sono Robert De Niro, Joe Pesci, Al Pacino e Harvey Keitel - e ti tira fuori un film che riprende "Quei Bravi Ragazzi" e "Casino" per ampliare il genere e ultimarlo definitivamente: con un terzo atto sulla vecchiaia che va un po' a mettere il punto definitivo in quel cinema che lo ha esaltato.

08 - L'Ospite
L'Ospite Parisi

Ancora noi. Ancora l'Italia. Questa volta con un film che fotografa la nostra generazione: quella priva di riferimenti, confusa, in crisi. Duccio Chiarini riesce a metterci a fuoco con tenerezza, a descriverci attraverso lo sguardo di un protagonista - il bravissimo Daniele Parisi - che passando da un letto all'altro - durante il momento di riflessione della sua storia sentimentale - si rende conto di quanto la sua condizione sia meno anomala del previsto, cominciando, così, ad ammorbidire quelli che erano i suoi granitici punti di vista.

07 - La Favorita
La Favorita Lanthimos

Non l'avrei mai detto che un giorno, in una delle mie classifiche, avrebbe fatto capolino Yorgos Lanthimos. Ora qualcuno di voi esclamerà: "E ti credo, ha fatto un film con Emma Stone!". Eppure non è solo per lei che "La Favorita" è entrato a far parte di questa classifica. Questa volta il regista greco non firma la sceneggiatura, ma dirige e basta - che è la cosa che secondo me sa fare meglio - e riesce a realizzare un film che - al netto delle interpretazioni, tutte di livello - resta immune a quei tratti tipici ricattatori e manipolatori, a cui ci mi ha abituato. Questa volta osa, scherza, si sporca le mani, ma in linea con ciò che racconta e senza far prevalere il suo ego.
Speriamo abbia trovato la via...

06 - Il Traditore
Il Traditore Favino

Per la corsa agli Oscar non ce l'ha fatta Marco Bellocchio, ed è un vero peccato. Ciò però non ridimensiona nemmeno di un millimetro il suo sontuoso lavoro e il suo immenso cinema. Con "Il Traditore" ci regala, infatti, l'ennesimo grande film, poggiato sulle spalle di un Pierfrancesco Favino strepitoso, che nel ruolo di Tommaso Buscetta ribadisce ancora una volta perché gira quella voce, secondo la quale: "Una volta ci stavano i ruoli per gli attori...adesso li fa tutti Favino!".

05 - Vice: L'Uomo Nell'Ombra
L'Uomo Nell'Ombra Film

Adam McKay ormai ho cominciato a vederlo un po' come quell'amico sfigato, che quando lo incontri, a distanza di anni, scopri che vive a New York, è capo di una multinazionale e frequenta una modella. Un regista di commedie demenziali, per niente irresistibili, che in tre anni e di punto in bianco ti sforna due titoli come "La Grande Scommessa" e "Vice: L'Uomo Nell'Ombra". Quest'ultimo altro filmone, per giunta. E non solo perché racconta la storia di questo politico ombra che muoveva i fili della politica americana e del governo di George W. Bush, ma anche perché si permette di farlo riscrivendo, spesso, le regole del linguaggio cinematografico: come quando a metà pellicola ti vedi apparire i titoli di coda. Che dire? Straordinario.

04 - C'era Una Volta A... Hollywood
C'Era Una Volta A Hollywood Di Caprio

Qui dovreste apprezzare la mia onestà. Considerando come si chiama questo sito, avrei potuto tranquillamente mettere Quentin Tarantino in prima posizione e fregarmene di tutto. Ero autorizzato. Eppure no, l'ho lasciato fuori addirittura dal podio. Questo perché, per quanto abbia amato la sua ultima fatica - che mi ha convinto maggiormente alla seconda visione - continuo a sostenere che sia anche la sua opera più eterogenea. Un effetto collaterale (o un pro, chi lo sa?) che attribuisco a un progetto che - stando a ciò che racconta (e come) - è forse il più intimo del regista, il quale stavolta magari ha diminuito la lucidità e aumentato il coinvolgimento emotivo. Cosa che mi sta benissimo.

03 - Burning: L'Amore Brucia
Burning Lee Chang-dong

Entriamo in top 3 e lo facciamo con un film incredibile, che ti resta sottopelle e non se ne va via nemmeno a mesi di distanza dalla visione. Quella di Lee Chang-dong è una storia - ispirata a un racconto breve di Haruki Murakami - che ti prende e non ti molla più, che ti fa credere di poter essere anticipata, indovinata, ma che, in realtà, non vede l'ora di mostrarti quanto sei andato lontano dalla vera soluzione. Un esempio di un cinema - quello sudcoreano - che sta vivendo una delle sue fasi di maggior splendore.


02 - La Casa Di Jack
La Casa Di Jack Von Trier

Non per auto-citarmi, ma nella recensione, riguardo al cinema di Lars Von Trier, avevo scritto: un cinema dal quale si diventa dipendenti e dopo il quale si fa difficile scendere di livello e accontentarsi. Era fine gennaio e ancora oggi io le scene di questo film, la faccia di Matt Dillon e quel diabolico finale me li porto dentro. Quando accade questo significa che l'esperienza della visione è andata oltre il suo compito di base, significa che ha scavato, che è andata a fondo e ha lasciato qualcosa. Per quanto folle, "La Casa Di Jack", è una delle cose più uniche uscite quest'anno.

01 - Parasite
Parasite Bong Joon-ho

Il primato - e non è una sorpresa - se lo prende "Parasite". Il vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes è a mani basse il film che più di tutti è riuscito a stupire: tramite una sceneggiatura stracolma di colpi di scena, una regia ineccepibile e quel discorso attualissimo sulla classe sociale, trattato con estrema perspicacia. Tanta roba, tanti ingredienti che il regista Bong Joon-ho - anche lui sudcoreano - è stato capace di amalgamare benissimo, tenendo sempre il controllo della situazione, e realizzando - a questo punto tanto vale dirlo - quello che per chi scrive è assolutamente il film dell'anno.

Premi Speciali

Miglior Documentario: Free Solo
Free Solo Alex Honnold

Non scopro di certo l'acqua calda, a premiarlo ci aveva già pensato l'Academy prima ancora che arrivasse qui da noi. Il documentario diretto da Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi, dove seguiamo lo scalatore Alex Honnold, intento a prepararsi per conquistare, a mani nude, la vetta di El Capitan, è un vero e proprio viaggio mozzafiato. Interessantissimo quando si scava nel personale del suo protagonista, ma terribile quando lo vediamo procedere nella sua impresa che potrebbe finire in tragedia da un momento all'altro.

Miglior Serie TV: Mr. Robot (Stagione 4)
Mr Robot Malek

E' la serie dell'anno, e non solo perché giunge alla conclusione. Dopo aver faticato un po' - almeno a mio avviso - nella sua seconda stagione, "Mr. Robot" si è rialzato non cadendo praticamente mai più e confezionando una quarta stagione stratosferica: priva delle cosiddette puntate riempitive e impostata per fare, episodio dopo episodio, un passo in avanti verso il (glorioso) traguardo.

Peggior Delusione: Star Wars: L'Ascesa Di Skywalker
L'Ascesa Di Skywalker

Non è un brutto film, mettiamolo subito in chiaro.
Il problema è che io, da questo nono capitolo, mi aspettavo tanto, perché lo aspettavo da tanto, e durante la visione avrei voluto che mi sballottolasse come il Millennium Falcon quando viaggia schivando i meteoriti. Invece mi sono ritrovato a vedere una storia piatta, che mi ha fatto sentire costantemente al sicuro e prevedibile in ogni sua mossa. E la cosa, da fan quale sono, mi ha abbastanza amareggiato.

Peggior Blockbuster: Gemini Man
Gemini Man Will Smith

Ho letto Ang Lee e ci sono cascato. Ci sono cascato nonostante il nome di Will Smith, ultimamente, sia sinonimo di cattivi presagi e di flop. Una striscia negativa che si conferma - a spese anche del regista - all'interno di un film che, oltre a costringerci a indossare nuovamente gli occhialetti 3D, vorrebbe stupire attraverso una storia discutibile, forte di effetti speciali ancor più discutibili.

Peggior Sequel/Remake/Reboot: i live-action di Dumbo, Aladdin e Il Re Leone 
Dumbo Aladdin Re Leone

Li ho messi insieme perché - chi più, chi meno - soffrono tutti e tre dello stesso problema: non hanno anima. Non è possibile pensare che da tre classici Disney di altissimo livello come questi, non si potesse ricavare qualcosa di meglio. Neanche a dire che i registi a cui erano stati affidati fossero degli sprovveduti. Ma forse il problema sta a monte, forse bisognerebbe mettere a fuoco meglio qual è l'intento di queste operazioni. A parte quello puramente commerciale, intendo.

E pure quest'anno ce l'abbiamo fatta!
Chi l'avrebbe detto?
Io mica tanto! ;)
Ora vi lascio che devo riposarmi per il prossimo...

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