IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

martedì 31 marzo 2015

Se Dio Vuole - La Recensione

Edoardo Falcone è uno di quei sceneggiatori versatili, che passeggiano nelle commedie italiane da molti anni, ma di cui nessuno conosce ufficialmente esistenza. Dai lavori di Massimiliano Bruno a quelli dei fratellli Vanzina, comprese alcune pellicole natalizie con Massimo Boldi frontman orfano di Christian De Sica.
Uno scrittore per tutti i gusti, adattabile alla comicità più gretta fino a quella più popolare, simpatica e funzionale.

Il suo esordio alla regia, visti i tempi, allora era qualcosa di probabile, non sicuro o necessario forse, eppure incontrovertibile, poiché di commedie esilaranti, leggere e con battute a raffica il pubblico nostrano ha dimostrato di averne costantemente bisogno e di esserne alla ricerca. Prova a seguire le orme del suo amico Bruno quindi Falcone, del primo però, quello migliore di "Nessuno Mi Può Giudicare", lo segue nello script così come nella tematica, impostando un soggetto che non vuole limitarsi all'intrattenimento, ma anche a lasciare qualcos'altro: quella riflessione piccola e allo stesso tempo essenziale che al tiraggio delle somme può comunque far la differenza tra ciò che si dimentica all'istante e ciò che viene mantenuto più a lungo. Non è né la crisi, né la politica, per dare freschezza infatti "Se Dio Vuole" punta dritto alla religione, con l'intento non di respingerla, non di abbracciarla, ma di esaminarla al cospetto di una società moderna, democratica, vaccinata finalmente persino verso l'omosessualità, che tuttavia fatica ad accettare la figura di Dio e dei suoi derivati come motivo di vita o argomento colmo di sfumature (spaccare la questione in bianco o in nero è routine).
Marco Giallini dunque è il cardiochirurgo ricco, intrattabile e stronzo, allo stesso modo di come è marito e padre deciso e severo, un carattere (ipocrita) indomabile e dittatore che, notati alcuni comportamenti del figlio, si prepara ad accettarne l'outing, ma crolla al tappeto quando viene a sapere della sua decisione di volersi concedere alla Chiesa. Da quel momento l'intero nucleo famigliare comincia a sfaldarsi, a cadere intono a lui: dalla moglie che gli rinfaccia di averla rovinata, alla figlia che sa benissimo di non essere una cima e, per questo, di non godere del suo apprezzamento. Un ciclone inaggiustabile, risolvibile solamente riportando la situazione alla suo stato silente precedente, convincendo il proprio figlio a tornare sui suoi passi e a rinunciare ai voti.

Da qui si scatena a pieno il potenziale di comico (e piacevole) di "Se Dio Vuole" che, estirpato di una partenza leggermente a rilento, quando riesce a mettere insieme l'accoppiata Marco Giallini e Alessandro Gassmann raduna sicurezza e incanala scene più o meno godibili ad altre irresistibili (la farsa sulla famiglia è gustosissima). L'alchimia tra i due attori protagonisti funziona sin da subito, merito soprattutto di un Gassmann - prete con precedenti penali - entrato nella parte assai meglio di un Giallini alternatamente fuori giri e carico.
Gli intenti di Falcone sono onesti e sinceri, il suo copione non ha assolutamente l'arroganza di mettersi a discutere seriamente di religiosità, al massimo la curiosità di scoperchiare quanto questa, nella vita di tutti i giorni, faccia o possa fare la differenza in termini di speranza e buonismo sia per i suoi discepoli che per i miscredenti.

Perché stringendo stringendo "Se Dio Vuole" ha prettamente l'aria dell'opera prima spensierata e libera, eseguita da qualcuno che nel cinema è voluto entrarci per far ridere e, se deve avanzare di livello, vuole farlo continuando su quella stessa scia. Accettando gli alti e i bassi del caso purché questi siano figli del suo stesso carattere e (tenue) tratto.

Trailer:

Child 44: Il Bambino Numero 44 - Trailer Italiano Ufficiale


Disponibile il primo trailer italiano, ufficiale di "Child 44: Il Bambino Numero 44" il film di Daniel Espinosa con Tom Hardy, Gary Oldman, Noomi Rapace, Joel Kinnaman, Vincent Cassel, Jason Clarke, Paddy Considine e Dev Patel, in uscita nei nostri cinema il prossimo 30 aprile.
Di seguito le immagino della pellicola.

Trailer Italiano Ufficiale:

sabato 28 marzo 2015

Fast & Furious 7 - La Recensione

Circa due anni fa, quando discutemmo di "Fast & Furious 6", ci soffermammo in particolare sul concetto di famiglia e su quanto questa ormai fosse imprescindibile per fare in modo che un franchise infinito come "Fast & Furious" continuasse a procedere senza manifestare alcun cenno di cedimento o di stanca.
Da quel giorno ad oggi, tuttavia, sono accaduti dei fatti piuttosto rilevanti, due in sostanza: uno annunciato e previsto e l'altro che ha lasciato profondamente colpiti e spiazzati. Stiamo parlando ovviamente - per ordine di importanza - dell'inaspettata morte di Paul Walker da una parte e dell'entrata in scena di James Wan alla regia dall'altra, quest'ultima gentilmente concessa dal fido Justin Lin alla ricerca di nuove sfide e bendisposto a concedere il trono.

Tuttavia, se la sostituzione dietro la macchina da presa poteva essere tranquillamente digerita, la perdita di uno degli esponenti principali della saga ha colpito profondamente il nucleo di una famiglia così consacrata e coesa, tanto da mettere d'accordo tutti sull'andare a condizionare una piccola parte di questo settimo capitolo (che ricordiamo, Paul Walker aveva comunque terminato di girare) per potersi prendersi una leggera vendetta contro l'ineluttabile crudeltà della vita.

Vendetta che tra l'altro è anche l'ingrediente principale che va a smuovere e ad agitare le acque quanto basta per costringere Toretto e la sua banda a riunirsi e a tornare a rischiare la pelle. Come promesso nel finale del precedente capitolo infatti Jason Statham, alias Deckard Shaw, ha intenzione di farla pagare ad ognuno di loro per aver massacrato e ridotto in fin di vita il fratello, e se per qualcuno non fosse stato piuttosto chiaro già il suo primo messaggio, la scena iniziale di questa pellicola non lascerà alcun dubbio sul fatto che se lo Shaw visto precedentemente poteva essere un grosso problema, quello sceso in campo adesso è assolutamente un tipo con cui è meglio non avere nulla a che fare.
Gonfiato il villain, il resto non può che adeguarsi dunque, per cui lo spettacolo di azione, muscoli, coattaggine, nonché il menefreghismo contro ogni forza di gravità, raddoppiano gli sforzi per dar vita a scene di gigantesco effetto visivo, divertimento smisurato e applausi scroscianti, a scena aperta (la macchina tra le torri, o l'inseguimento su strada per reclutare un nuovo elemento). Chris Morgan - confermato alla sceneggiatura - prosegue ad affondare le radici nel genere d'azione e di spionaggio scanzonato, così da poter far lievitare il suo spasso nel mettere in piedi storie creative che vanno a strizzare l'occhio, con discrezione, ai mostri sacri del genere, che evidentemente lui molto apprezza.

James Wan ovviamente ci mette del suo, accantonando rapidamente quello che poteva essere un leggero imbarazzo iniziale - dovuto probabilmente ad un genere per lui nuovo e ad un budget stratosferico con cui non ha mai avuto a che fare - e manovrando la macchina da presa per aumentare maggiormente il godimento di ogni singola scena d'azione (e combattimento), rendendola fresca e scenografica (purtroppo non gli riesce sempre). Il suo talento, che l'horror aveva saputo tirar fuori nel pieno della purezza, in questo frangente è scaltro a non prendere il sopravvento e ad assecondare sia le star che il prodotto a cui presta servizio, controllandosi forse un po' troppo, ma sprigionandosi tempestivo quando opportuno e richiesto.

Tutto fila liscio, perciò, compreso un epilogo che sconfina nel disaster-movie e uno scontro da teppisti di strada, uno contro uno, in cui i pettorali e i bicipiti si prendono il loro spazio, accantonando motori e pallottole. Non si nota neppure minimamente - per fortuna - la tragedia di Walker, se non fosse per alcune scene e battute a lui rivolte o dedicate nel corso del film (ma subliminali per lo spettatore che sa) e per il meraviglioso tributo, da brividi, con cui la sua famiglia decide di salutarlo e di omaggiarlo nel finale.
In quell'occasione, per la prima volta, la saga di "Fast & Furious" si trasforma, riuscendo a strappare lacrime un po' di dolore e un po' di gioia per quel suo componente che seppur la vita vera gli ha strappato via, nella finzione vorrà sempre immaginare li, nel posto in cui è sempre stato e sarà.

Trailer:

007: Spectre - Teaser Trailer Italiano


A sorpresa questa notte è stato rilasciato il primo teaser trailer ufficiale in italiano di "007: Spectre", il ventiquattresimo film della saga di James Bond con Daniel Craig, Monica Bellucci, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Naomie HarrisBen Whishaw, Andrew Scott, Rory Kinnear David Michael Bautista, diretto ancora una volta dal regista Sam Mendes. La pellicola uscirà ufficialmente il prossimo 6 novembre 2015, per adesso godetevi le prime immagini.

Teaser Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Un messaggio criptico dal passato di Bond porta l’agente 007 a seguire una pista per smascherare una minacciosa organizzazione. Mentre M lotta contro le forze politiche per tenere in vita i servizi segreti, Bond tenterà di aggirare numerosi inganni e svelare la terribile verità che si cela dietro SPECTRE.

venerdì 27 marzo 2015

Into The Woods - La Recensione

Cenerentola (si, ancora lei), Rapunzel, Cappuccetto Rosso, Jack e la pianta di fagioli.
E' una miscela di varie fiabe "Into The Woods", liberamente annodate e manipolate tra loro per dar vita ad un nuovo racconto dall'abbigliamento dark, toni ironici e spirito da musical. Si affida all'esperto in materia Rob Marshall, la Disney, per fronteggiare il delicato passaggio dal palcoscenico al cinema, affidando il soggetto e la sceneggiatura agli autori originali Stephen Sondheim e James Lapine, che pur spendendosi al meglio, fino al midollo, inseriti in un territorio non propriamente familiare, realizzano un canovaccio dalle evidenti potenzialità, ma con lacune inammissibili e imbarazzanti.

Poteva essere la rivalsa più facile "Into The Woods" per la Disney, la pellicola che in un batter d'occhio andava a spazzar via ogni nube e ogni dubbio che negli ultimi tempi si erano annidati attorno al suo nome e ai suoi prodotti, puntualmente in costante attacco e/o decrescita. Nella pellicola di Marshall infatti c'è un ironia intelligente, una libertà ossigenante, un'anarchia che consente di respingere il totale lieto fine e persino gran parte di quegli stereotipi fiabeschi che, per quanto apprezzabili, rendono molti epiloghi e svolgimenti prevedibili e scontati. Per questo fa molto male rendersi conto che tutto ciò venga gettato all'aria a causa di una sceneggiatura decisamente da rivedere, afflitta da amnesia e scarsa concentrazione, la quale pur cominciando bene e mantenendosi discretamente di buon passo per suoi buoni tre quarti, nell'ultima mezz'ora manda in fumo ogni proposito, franando in enormi buchi di racconto, passaggi poco chiari e risoluzione ambigua quanto discutibile. Sostanzialmente una questione di misure, imprecisioni che impediscono a una trama corposissima, incaricata di distribuire il regolare spazio ad ognuno dei molti personaggi, di stendersi senza imperfezioni in un lenzuolo fitto di eventi, capovolgimenti inaspettati, interazioni e profili. Disattenzione (o inesperienza) che poteva essere risolta probabilmente allungando di qualche decina di minuti la narrazione, oppure evitando di ampliare la sottotrama relativa alla gigantessa  - incollata al primo, illusorio, finale - inserendo, magari, al posto di quella che col senno di poi si è dimostrata granata demolitrice, una coda meno rischiosa con cui esplicitare la sorte buona o cattiva legata ad ognuno dei protagonisti (di cui ancora adesso si conosce poco o niente).

Si scopre per l'ennesima volta timoniere di una nave esente da tracciato percorso, quindi Marshall, che già con "Pirati Dei Caraibi: Oltre I Confini Del Mare" aveva pagato abbastanza personalmente delle colpe non proprio sue, ma di carattere prettamente aziendale. Il suo mestiere d'altronde il regista lo compie al massimo delle capacità e possibilità, esaltando alla grande la qualità e la bravura di una Meryl Streep efficacissima (a cui è dedicato un ringiovanimento degno di nota), valorizzando la fotografia e i giochi di luce nell'oscurità delle ambientazioni, ma soprattutto sostenendo e agevolando coinvolgimento e presa musicale dei numerosissimi momenti cantati, pur considerando la non straordinaria composizione (ed influenza) degli stessi (sia per la musica che per le parole).
Ma è un matrimonio che non sa da fare a quanto pare, quello tra lui e la casa d'animazione, che nonostante la buona volontà delle parti continua ad imbattersi in concepimenti inefficienti o poco tutelati, che se a un grande marchio possono danneggiare moderatamente, ad un regista, invece, possono condizionare professione ed offerte.

Per cui malgrado contenga nella sua confezione tutti quei pregi che avevamo rimproverato come mancanze al "Cenerentola" di Kenneth Branagh, a "Into The Woods" rimane tuttavia impossibile aggiudicarsi qualsiasi genere di promozione. E non sicuramente per via di un comportamento privo di intraprendenza o di eccentricità, poiché quella di Marshall, sulla carta, era la migliore opportunità che la Disney si era ritagliata da qualche anno a questa parte, ma perché, proprio sulla carta, questa è stata brutalmente trascritta, conservata e protetta.

Trailer:

Mia Madre - Trailer Ufficiale


Finalmente sono state rese disponibili le prime immagini del nuovo, attesissimo, film di Nanni Moretti. Si intitola "Mia Madre" e uscirà nelle nostre sale il prossimo 16 Aprile, la protagonista è Margherita Buy, con John Turturro e Moretti stesso a fargli da spalla, sulla trama ancora c'è riserbo, ma contiamo di farvi leggere la recensione al più presto.

Trailer Ufficiale:

mercoledì 25 marzo 2015

Ho Ucciso Napoleone - La Recensione

A suo modo Giorgia Farina è una delle risposte migliori che il cinema italiano, peraltro giovane, ha saputo dare negli ultimi anni. Le sue commedie grottesche, con al centro sempre una o più donne, fanno parte di un emisfero tendenzialmente poco visitato, intrigante, in cui poter approfondire il mondo femminile e la sua inquadratura verso l'esatto opposto, ovvero quel maschio sempre al centro della scena, inaffidabile e, il più delle volte, pessimo.

Al centro della scena di "Ho Ucciso Napoleone" però c'è solamente Anita: una donna rigida, severa, dedita esclusivamente al lavoro, ma con la macchia di aver instaurato una relazione con il proprio capo, sposato, da cui ora è rimasta persino incinta; motivo per il quale (lei crede) improvvisamente, il giorno dopo la promozione a dirigente, viene licenziata e allontanata dal posto di lavoro. Da qui ha inizio la sua vendetta, la riscossa con la quale deciderà di utilizzare tutte le sue attitudini e tutte le sue conoscenze per spostare, eliminare e muovere pedine fino alla riconquista di ciò che per lei più conta e considera legittimo.
Parte perciò a cento all'ora Giorgia Farina, con un montaggio nevrotico e un personaggio esteriormente dark ed ostile (ma internamente fragile e dolce) a cui in pochissimi minuti vengono tolte certezze e ambizioni in cambio di preoccupazioni e sconforto. Ci vuole un po' prima che la sua pellicola si stabilizzi e trovi l'equilibrio esatto per non mettere a disagio, e la cosa accade precisamente nell'istante in cui il personaggio principale di Micaela Ramazzotti e il placido avvocato di Libero Di Rienzo stringono alleanza, cominciando a collaborare insieme per un fine comune. La relazione tra i due è la classica riscontrabile quando un maschio nerd, pur di sognare, si lascia sottomettere dalla modella antipatica alla ricerca di aiuto, eppure i loro siparietti - anche da finta coppia di fronte alla famiglia di lei - funzionano benissimo e sono di grande aiuto sia per il respiro che per l'aspetto trainante della trama.

Il meglio di sé tuttavia "Ho Ucciso Napoleone" lo concede attraverso le brevissime frasi pronunciate dai suoi personaggi femminili di contorno: la spacciatrice di farmaci Elena Sofia Ricci e l'avvocatessa ansiosa Thony. A loro è affidato l'umorismo rosa più affilato, quello che raramente ci viene concesso non solo nel nostro paese, ma persino altrove. Peccato però che siano solo momenti brevi o sfuggenti e non parte attiva di una trama che, per quanto architettata a puntino, nel suo spaccato finale, quando compie la mutazione da commedia a thriller, non sa più essere decisa come era riuscita a fare - con alti e bassi - nella sua prima ora. Il percorso riservato ai personaggi post-colpo-di-scena appare infatti scagliato con una fretta disorientante, quasi a voler trovare rapida chiusura per non doversi perdere in spiegazioni minori, ma per certi versi ormai necessarie. Un omissione di passaggi che nonostante non pregiudichi un quadro conclusivo piuttosto chiaro, macchia la scrittura di una sceneggiatura - a cura della stessa regista assieme a Federica Potremoli - che per buoni tre quarti si era dimostrata ferma e, perché no, ambiziosa.

Probabilmente a forza di trattarlo il doppio, in questo film, Giorgia Farina ne è rimasta un po' vittima. La sua è una crescita che si nota poco andando a guardare "Amiche Da Morire": un film in cui il plot era praticamente di ferro, ma dove l'umorismo riusciva a colpire con più fatica di quanto invece riesce a fare in "Ho Ucciso Napoleone". Un segnale che allontana segni di evoluzione come quelli di involuzione e che volendo può essere letto come una conferma.
E di questi tempi...

Trailer:

Mission: Impossible | Rogue Nation - Teaser Trailer Italiano


Disponibile il primo teaser trailer italiano di "Mission: Impossible | Rogue Nation" il nuovo episodio della super-saga che vede ancora una volta protagonista Tom Cruise affiancato da Jeremy Renner, Simon Pegg, Ving Rhames, Alec Baldwin e Rebecca Ferguson. Diretto da Christopher McQuarrie, per vedere in Italia la pellicola, che negli Stati Uniti uscirà il 31 Luglio, dovremo attendere fino al 19 Agosto.

Teaser Trailer Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Ethan e il suo team affrontano la loro nuova missione impossibile, la più dura finora: eliminare il Sindacato, un'organizzazione criminale internazionale, altamente addestrata come loro e incaricata di distruggere la IMF.

martedì 24 marzo 2015

Wild - La Recensione

Perduta la madre e bruciata la vita che aveva faticato a costruirsi in preda al successivo shock, a ventisei anni Cheryl Strayed decide di mollare tutto e affrontare da sola, con solo un enorme zaino in spalla, il percorso di oltre mille miglia del Pacific Crest Trail. Priva di ogni preparazione e conoscenza, la sfida rischiosissima intrapresa diventa per lei prova di redenzione e di riscatto, l'unico modo per recuperare i connotati perduti e riscoprisi in pace con sé stessa e con gli altri.

Potremmo collocarla precisamente a metà tra "Into The Wild" e "Tracks: Attraverso Il Deserto", la nuova pellicola di Jean-Marc Vallée, un corto circuito solitario, distante dalla comune routine, con cui la Reese Witherspoon protagonista (e produttrice) si immerge (a fatica) nei panni del suo reale personaggio tentando di ripercorrerne gesta, demoni interiori, così come dolori e paure. Un viaggio tra uomo e natura, in cui il presente, pieno di ostacoli e incertezze, serve quasi esclusivamente per andare a ritroso e ripercorrere in flashback i passi e gli oblii che hanno portato una ragazza perfettina, impegnata a riscattare i desideri e i rimpianti della propria madre, ad un punto di non ritorno costituito da droghe, perdizione sessuale e distruzione irrefrenabile.
Il lavoro di Nick Hornby alla sceneggiatura però non sembra essere all'altezza né delle premesse e né della leggenda, sarà che la fisicità della Witherspoon non aiuta a rendere credibile l'impalcatura della storia (e che il suo zaino poteva essere ridotto di qualche peso e centimetro), ma tuttavia l'impressione costante è sempre quella di una mancanza di contenuti da dover andare a riempire forzatamente con una serie di dialoghi e scene già viste, peraltro spesso anche imbottite con finti sospetti di un male, superficialmente fermo alle porte e mai desideroso di entrare in scena e colpire davvero.

Di wild, insomma, ci sono solamente i paesaggi e gli sfondi nella pellicola di Vallée, e la vita che la Strayed aveva iniziato a vivere prima di tagliare corto e imbarcarsi per il trakking estremo. Un po' poco se consideriamo le possibilità che uno scenario come quello previsto poteva mettere a disposizione, e un po' preoccupante quando ci rendiamo conto che i momenti di maggior apprensione arrivano quando la Witherspoon rischia di spaccarsi la schiena ogni volta che sceglie di posare e poi di riprendere il suo gigantesco bagaglio, oppure quando la vediamo togliersi le unghie dai piedi massacrati per via della taglia errata dei suoi scarponi.
La realtà è che il succo più potabile prodotto dalla Strayed era concentrato soprattutto nella parte di vita precedente alla sua scelta, quella in cui aveva raggiunto con la madre un rapporto quasi da migliore amica o sorella, e quello in cui, a seguito della sua malattia e morte, aveva deciso di farsi del male a prescindere e donarsi all'insaputa del proprio, inconsapevole e dispiaciuto, marito. Ecco perché del suo viaggio attira praticamente poco o niente, se non qualche incontro a cui purtroppo non si riesce a dare vera credibilità e tensione e quei salti temporali all'indietro, attesi con ansia, ma che per non esaurirsi troppo presto si fanno desiderare, venendo centellinati.

Sbagliano probabilmente l'impostazione perciò Vallée e Hornby, non riescono a dare al loro racconto corretta potenza e passione da renderlo necessario e trascinante. Persino nel tanto atteso finale in cui il nodo più grande sarebbe dovuto venire al pettine e mostrarsi si cade nella risoluzione facilona e superficiale, in larga opposizione con molto di quello precedentemente seminato.

Trailer:

sabato 21 marzo 2015

Pixels - Trailer Ufficiale Italiano


Disponibili le prime immagini di "Pixels" il nuovo film diretto da Chris Columbus, con Adam Sandler, Peter DinklageJosh Gad e Michelle Monaghan. La storia ruota attorno a un misunderstanding avvenuto tra la popolazione aliena e il pianeta Terra che, cercando di comunicare segnali di pace, si ritrova improvvisamente in guerra con vari esemplari di personaggi dalle composizioni ispirate ai videogame degli anni '80 provenienti dallo spazio. La pellicola uscirà in Italia il 29 luglio 2015.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Una razza aliena scambia le immagini dei vecchi videogames per una dichiarazione di guerra e attacca la terra usando i giochi stessi come modelli per i loro assalti. Il Presidente degli Stati Uniti chiama allora il suo amico d'infanzia Sam Brenner (Adam Sandler), un campione di videogames negli anni '80, per difendere la terra. Il destino del nostro pianeta è nelle mani di un improbabile team di nostalgici giocatori.

martedì 17 marzo 2015

Una Nuova Amica - La Recensione

Lo avevamo lasciato nel suo esercizio di stile François Ozon, con quel "Giovane e Bella" scarno di contenuti e passione eppure leggero ed attraente, sorretto da una protagonista che, almeno fino a un certo punto, con il suo corpo ed il suo viso si dimostrava abile a foderare quelle mancanze che inevitabilmente nella sceneggiatura esistevano e, alla lunga, uscivano fuori.
Trucchi che sicuramente non fanno parte del suo nuovo e ultimo lavoro, il libero adattamento di una storia breve di Ruth Rendell, inizialmente pensato come corto ma poi riposto nel cassetto, ripreso e arricchito fino a divenire un lungometraggio.

Gestazione che tuttavia non ha permesso a "Una Nuova Amica" di maturare a sufficienza ed imporsi come probabilmente avrebbe voluto (o dovuto), offrendosi al suo pubblico in una veste leggera e fin troppo comoda, peraltro in netta contrapposizione con le premesse hitchcockkiane che lo avevano accompagnato e sorretto (almeno qui, in Italia). Di Ozon - il vero Ozon - è possibile udire solo gli echi infatti in questo script frettoloso e antipatico, i vaghi pensieri e ideali di un autore curioso e intrigante, improvvisamente avvolto da cliché, forzature e sterzate scontate, con cui condisce in maniera eccessiva ed errata un prodotto assai più idoneo ad una serata televisiva piuttosto che ad una sala cinematografica.
E' molto meno di quel che promette infatti la sua sceneggiatura, incentrata per niente su mistero e thriller, e totalmente intenzionata a scavare nel profondo psicologico più nascosto dei due protagonisti: quello maschile affidato a Romain Duris e quello femminile impersonato da Anaïs Demoustier, due entità che, in modo diverso, non hanno mai abbracciato e riconosciuto pienamente il loro vero essere e le loro inclinazioni.

Sono le figure di Claire e David allora i veri luoghi di interesse di "Una Nuova Amica", rispettivamente migliore amica e marito della Laura scomparsa prematuramente e di cui assistiamo al funerale nei titoli di testa. Il compito di Ozon è quello di raccontare attraverso la piena accettazione della transessualità di David, la (ri)scoperta della femminilità di una donna attratta dal suo stesso sesso fin dall'età della sua adolescenza, quando consapevole dei rischi che avrebbe incontrato lungo il cammino, decise velocemente di sopprimere quelle che potevano essere pulsioni pericolose, imponendosi l'ordinario. Il tentativo di spogliare la personalità di Claire di riflesso, mettendo sempre al centro il personaggio fintamente più interessante di David, è forse l'unica freccia meglio affilata che la pellicola ha a sua disposizione e con la quale, pur non mettendo a segno un gran colpo, Ozon lancia almeno un segnale di non totale assenza, che più o meno è la sensazione principale che ci assale durante la visione.

Il pensiero che "Giovane E Bella" fosse solo un passo falso era stato a questo punto fin troppo positivo, poiché con "Una Nuova Amica" Ozon introduce il dubbio che stia attraversando una reale crisi artistica e creativa. Qualsiasi fossero le intenzioni, i buoni propositi e le aspirazioni che lui avesse per questo nuovo progetto, per quanto onorabili e difendibili, è ovvio che la conclusione sia tutt'altro che soddisfacente.

Trailer:

Before I Wake - Trailer Ufficiale Originale


Vi presentiamo il primo trailer originale, ufficiale di "Before I Wake" il nuovo horror diretto dal regista dell'interessante "Oculus", Mike Flanagan, in uscita negli Stati Uniti il prossimo 8 Maggio. Interpretata da Kate Bosworth e Thomas Jane la pellicola ruoterà attorno a una famiglia che, perduto il proprio figlio, deciderà di adottarne un secondo. Il bambino a loro affidato però presenterà quasi subito degli strani poteri: durante il sonno sia i suoi sogni che i suoi incubi tendono a diventare realtà.
In attesa di capire la data ufficiale del rilascio del film anche in Italia, vi lasciamo alle prime, stimolanti, immagini.

Trailer Originale Ufficiale:

giovedì 12 marzo 2015

Chi è Senza Colpa - La Recensione

Lo scrittore statunitense Dennis Lehane, dopo aver lasciato che i più grandi del cinema saccheggiassero le sue opere (e parliamo di Clint Eastwood, Martin Scorsese e del Ben Affleck regista) - realizzando però pellicole di tutto rispetto come "Mystic River", "Shutter Island" e "Gone Baby Gone" - decide di prendersi più spazio e diventare ancor più protagonista, cimentandosi per la prima volta nell'attività di sceneggiatore. Adatta così un racconto breve contenuto nel suo romanzo "Boston Noir": la storia di due criminali di Brooklyn, proprietari di un bar, che da un giorno all'altro si ritrovano dipendenti di una banda di gangster ceceni e del loro riciclaggio di denaro sporco, uno scacco per il quale non possono fare altro che abbassare la testa pur ringhiando ogni tanto in disparte.

Viene allora alla luce "Chi è Senza Colpa", pellicola che alla regia vede il semi-sconosciuto Michael R. Roskam - alla sua opera seconda - e si fa scudo delle interpretazioni certificate di James Gandolfini (nel suo ultimo film) e Tom Hardy, quest'ultimo vera punta di diamante, alle prese con un personaggio silenzioso, calmo, ma all'occorrenza assai pericoloso. Loro sono rispettivamente, Marv e Bob, entrambi soci del bar, ma con una storia alle spalle che se uno rimpiange e vorrebbe cambiare, l'altro, il secondo, porta dietro a fatica, mentendo a sé stesso e convincendosi ripetutamente di essere diverso da ciò che realmente potrebbe sembrare. Come fu per "Mystic River" infatti a contare in assoluto è ancora una volta il passato, in questo caso volontariamente scelto, forzatamente abbandonato e quindi per niente dimenticato. Nella pellicola di Roskam, messa al centro di una città che dovrebbe fungere da filtro, ma che comunque non blocca al cento per cento l'universalità della teoria, c'è quella sensazione di mancata felicità tarpata da qualcuno, spesso non conosciuto, che con la forza e la minaccia costringe l'altro a sottostare alle sue regole e a non potersi ribellare, a meno che non ha intenzione di finire a pezzi, in una cella frigorifera, o nel fondo di un fiume.
Ogni personaggio quindi è ferito, che sia in superficie o nel profondo poco importa, ognuno ha dei demoni da fronteggiare o da evitare, che possono essere i suoi o di qualcun'altro, ma soprattutto ognuno brama voglia di riscatto e di vendetta.

Intorno a queste due parole - riscatto e vendetta - perciò "Chi è Senza Colpa" va a cucire il suo tessuto, e non sempre nel senso più negativo del termine, anzi, inizialmente - guardando alla sottotrama del cagnolino trovato da Tom Hardy e curato e cresciuto da lui insieme all'aiuto di Noomi Rapace - lo fa persino in senso buono, tentando di ricostruire dal fondo con la speranza di uno spiraglio di luce. Tuttavia quella scritta da Lehane non è affatto una storia di rinascita, ma a tutti gli effetti una storia di vita, in parte scelta in parte meno, per cui è evidente che provare a nascondere o a cancellare ciò che si è lasciato alle spalle è solamente un indizio in più che servirà a suggerire che presto ogni cosa tornerà a galla. L'intreccio thriller fornito dalla strana rapina al bar (depositata sul fondo), in questo senso, è determinante per fare in modo che ciò accada, necessario quindi ai fini dello snodo conclusivo, seppur debole nel suo corso e nella sua ossatura. Del resto l'anima che manca alla pellicola di Roskam - conseguenza forse della poca esperienza sia di lui alla regia, sia di Lehan in sceneggiatura - è l'anello mancante che servirebbe per miscelare omogeneamente un composto densissimo, ma non propriamente levigato e al quale non mancherebbero gli ingredienti per conquistare la meta, ma semmai il tocco morbido di chi sa muoversi in una trama dai toni minimalisti ed energici.

Addendi che fanno la differenza quando è il turno di tirare le somme, di emozionarci, di fronte a quelle catene che avremo sempre addosso, ma che non ci impediscono di sognare o di poterci mentire da capo, accettando il compromesso e guardando oltre.
Si resta interdetti, inevitabilmente, dunque da "Chi è Senza Colpa", convinti di avere assistito ad un racconto ricco di spunti ed originale, ma sicurissimi delle sue potenzialità maggiori e poco sfruttate. Né una disfatta, né una conquista, insomma, a parte la bravura di un cast che ovviamente è responsabile principale dei pregi evidenziati.

Trailer:

mercoledì 11 marzo 2015

San Andreas - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano


La Warner Bros ha rilasciato il nuovo trailer ufficiale italiano di "San Andreas", il film catastrofico (in 3D) con Dwayne Johnson, Alexandra Daddario, Carla Gugino e Paul Giamatti, diretto da Brad Peyton e in uscita nelle nostre sale il prossimo 28 maggio. A voi le spettacolarissime immagini.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
All'indomani di un imponente terremoto in California, il pilota di un elicottero dei soccorsi decide di intraprendere un rischioso viaggio attraverso lo stato per tentare di salvare sua figlia.

martedì 10 marzo 2015

Focus: Niente è Come Sembra - La Recensione

C'è una svolta decisiva nella carriera cinematografica di Will Smith. Quel treno che passa solo una volta nella vita (si dice) e che se non lo prendi puoi aspettare che ripassi quanto vuoi, ma sarà solo tempo sprecato. Il treno destinato a Smith si chiamava "Django Unchained", era guidato da Quentin Tarantino, il quale gli aveva persino confidato, fermandosi, di averlo ideato pensando a lui.
Ma su quel treno Smith non ci è montato, ha preferito restare a terra, confinato tra "Men In Black 3" e il talento arrugginito di M. Night Shyamalan, che con "After Earth" ha compiuto esattamente il destino opposto a quello che Tarantino aveva in serbo per lui.

Con questa premessa comincia ad essere molto più chiaro il ruolo che "Focus: Niente è Come Sembra" assume nei suoi confronti, ovvero un opportunità di rilancio e di ripresa a seguito di un periodo - durato due anni - di mancate certezze, passato a rimpiangere le scelte sbagliate e a maledire quelle fatte.
Non è un caso infatti che il personaggio di Smith nella pellicola diretta da Glen Ficarra e John Requa sia la versione truffaldina di "Hitch: Lui Si Che Capisce Le Donne", un ladro esperto e affascinante che insegna alla giovane e alle prime armi Margot Robbie i trucchi del mestiere per trasformarsi in una ladra a tutti gli effetti. Così come ancora più scontato è che la conseguenza di tale coinvolgimento sarà una storia d'amore telefonata, al quale però entrambi reagiranno in modo diverso, complicandola, poiché in gran conflitto con il codice (non scritto) dei truffatori.

Una pellicola riparatoria, quindi, in cui i registi Ficarra e Requa perdono totalmente i pregi con i quali erano stati capaci di mettersi in mostra in "Crazy, Stupid, Love" incoraggiando una sceneggiatura (scritta da loro) che oltre ad avere dalla sua la complicazione di apparire piatta e prevedibile, non fa nemmeno attenzione a rendere sostenibile e divertente l'intera prima parte dedicata a mettere in bella vista le prodezze magiche e illusorie del maestro Smith e la sua squadra. Nonostante questo, a stupire maggiormente e ad aumentare la gravità del fallimento, è il mancato raggiungimento persino del profilo romantico e amoroso contenuto al suo interno, quella cura superficiale con cui va a nutrire il suo nucleo principe, assai in linea con la filmografia dei due registi, eppure diametralmente opposto alla lucida e incoraggiante performance intravista nella loro precedente (e corale) uscita.

Fortunatamente ha la testa di non voler puntare in alto "Focus: Niente è Come Sembra", quella consapevolezza, saggia, di essere intrattenimento veloce, da fruire in maniera spedita e da dimenticare, poi, a tempo di record. Un' onestà che tuttavia non gli impedisce né di uscire incolume come progetto e né di essere salvato sebbene, furbamente, la sua intenzione sia vincere l'intero montepremi puntando integralmente sulla confezione: cedendo dunque il palco a Smith, al volto e alla bellezza illegale della Robbie e ad una fotografia leccata e laccata, utile a fornire quel tocco in più di estetica laddove oltre non c'è assolutamente altro.
Un lavoro su commissione non proprio sufficiente, in sintesi, realizzato con il minimo delle forze e il massimo disinteresse, ad uso e consumo di un protagonista magari in parte (così come la sua variante femminile), ma non in grado di riscattare e raddrizzare quella parentesi accennata in apertura.

Resta palese però quanto Hollywood abbia intenzione di recuperare al più presto uno dei suoi migliori esponenti al box-office, lanciandogli un salvagente che comunque, per quanto cucito sulle sue misure appare obiettivamente sgonfio e non sufficiente a ritrovare la riva.
Ma quando si perde il treno, forse, è proprio questo il problema, non c'è nessun'altro mezzo o aiuto capace di incanalarti in un destino alternativo o di curarti le ferite. Quando si perde il treno, un treno poi così esplicito come quello capitato a Smith, la punizione divina probabilmente vuole che la mediocrità ti circondi per sempre.
Cosa che, se guardiamo attentamente, pare stia capitando a Will Smith da quel giorno in poi...

Trailer:

Inside Out - Trailer Italiano Ufficiale


La genialità Pixar trasuda nel trailer italiano ufficiale di "Inside Out", il nuovo film d'animazione della casa californiana affidato alla regia di Pete Docter, già autore dei capolavori "Mosters & Co" e "Up", nonché sceneggiatore, oltre che dei suddetti, anche dei primi due "Toy Story" e di "Wall•E". Un curriculum incoraggiante, per farla breve, così come lo sono le immagini che vi proponiamo di seguito.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Crescere può essere faticoso e così succede anche a Riley, che viene sradicata dalla sua vita nel Midwest per seguire il padre, trasferito per lavoro a San Francisco. Come tutti noi Riley è guidata dalle sue emozioni: Gioia, Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza. Le emozioni vivono nel centro di controllo che si trova all'interno della sua mente e da lì la guidano nella sua vita quotidiana. Mentre Riley e le sue emozioni cercano di adattarsi alla nuova vita a San Francisco, il centro di controllo è in subbuglio. Gioia, l’emozione principale di Riley, cerca di vedere il lato positivo delle cose ma le altre emozioni non sono d’accordo su come affrontare la vita in una nuova città, in una nuova casa e in una nuova scuola.

venerdì 6 marzo 2015

Cenerentola - La Recensione

Pensate a quella storia che ogni sera da piccoli vi facevate raccontare quando andavate a letto. Quella storia di cui conoscete ogni singolo dettaglio, sfumatura, colpo di scena. Ecco, ora pensate a quella storia raccontata non dalla solita persona a cui eravate abituati, ma da qualcuno più abile, con maggiore estro, un talentuoso narratore di favole. La cosa andrebbe più o meno così: pensereste di assistere a una versione totalmente nuova della storia, poi vi accorgereste di stare ad ascoltare ciò che già conoscete, ma con parole ed effetti leggermente diversi e alla fine vi addormentereste perché oramai sapete benissimo come andrà a finire.
Ecco, questo è il risultato prodotto dalla "Cenerentola" di Kenneth Branagh.

Qualcuno però potrebbe obiettare, qualcuno potrebbe dire: ma la Storia è quella, è normale, che ti aspetti? E' evidente che aspettarsi qualcosa dalla Disney in questo periodo storico non è il massimo della perspicacia, eppure da una fiaba come quella di Cenerentola, ma soprattutto da una sua versione live-action - peraltro non richiesta - era plausibile aspettarsi una rivisitazione moderna più o meno pesante, la presa in carico di una "licenza poetica" con cui andare ad aggiornare un modello di donna che, con tutto lo sforzo possibile, nel 2015, sa di stantio e di poca credibilità e per questo degna di diverso destino.
Ma quella che per Branagh poteva essere quindi un'occasione di cristallo, da conservare e non lasciarsi sfuggire, si tramuta, purtroppo, nella possibilità più accademica di dar vita a un prodotto, di per sé già consumato e spremuto, nella maniera più classica e canonica concepibile, non lesinando però in sfarzosità e togliendo qualsiasi tipo di freno ad effetti speciali, costumi e scenografie. E' lui stesso a trasformarsi allora nella Fata Madrina, a divertirsi con la bacchetta magica messa nelle sue mani shakespeariane, mossa e agitata con enorme disciplina e fedeltà alla radice, performance che gli consente decisamente di stregare e conquistare il pubblico più piccolo, ancora in erba, ma di infastidire, in qualche occasione persino nervosamente, quel tipo di pubblico non interessato alla minestra riscaldata.

Il difetto maggiore di un lavoro esteticamente ben fatto e ineccepibile diventa perciò la poca credibilità elargita dagli attori in scena, attori che per quanto in parte e, in alcuni casi, eccellenti (vedi Cate Blanchett) si trovano a dover essere protagonisti di una piéce fuori tempo massimo e di una esposizione che per quanto si faccia forza del distintivo di dedizione deve incessantemente fare i conti con una realtà che rigetta violentemente le impalcature e i dettami di un rapporto matrigna-figliastra ai limiti del credibile.
Bastava correggere leggermente il tiro, se proprio riscriverlo da zero era materia proibita, bastava prendersi qualche responsabilità ed evitare di rappresentare Cenerentola come fosse una bambina ingenua, poco sana di mente, che fa del consiglio della madre morente "sii genitle e coraggiosa" una sua interpretazione piuttosto eccessiva e discutibile. Ma forse ciò va di pari passo con la crisi d'ispirazione (e la paura?) che ha portato la Disney, di recente, ad aprire un ramo live-action che ingrana a fatica, dove il nuovo rivestimento che ogni volta si prova ad inserire in quelle storie che erano state riposte in soffitta, oltre a non rendere giustizia al marchio lo getta ancor più a fondo in quella penombra da cui non riesce a venir fuori.

Uno stillicidio, iniziato e proseguito, di cui speriamo si trovi al più presto uno scopo logico o una risoluzione finale, tenendo a mente che la Disney si è sempre distinta, storicamente, per intelligenza e cura nei prodotti, ma che a forza di continuare sulla strada intrapresa ultimamente, potrebbe inviare ai suoi fan di vecchia data la sensazione di un ammutinamento interno. Uno di quelli da arrestare immediatamente, mentre all'esterno ci si augura di avere assistito all'ultimo, indigesto, strappo.

Trailer:

Into The Woods - Trailer Ufficiale Italiano


Disponibile il trailer ufficiale, italiano, di "Into The Woods" il nuovo musical Disney diretto da Rob Marshall, con Meryl Streep, Emily Blunt, James CordenAnna Kendrick, Chris Pine e Johnny Depp in uscita, da noi, il prossimo 2 Aprile.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Into the Woods" è una rivisitazione in chiave moderna delle fiabe più amate dei fratelli Grimm, in cui si intrecciano le trame di alcuni racconti, per esplorare le conseguenze delle avventure e dei desideri dei personaggi. Questo musical intenso e ricco di umorismo rivisita le fiabe classiche di Cenerentola (Anna Kendrick), Cappuccetto Rosso (Lilla Crawford), Jack e il fagiolo magico (Daniel Huttlestone) e Raperonzolo (MacKenzie Mauzy), unendole tra loro tramite una vicenda del tutto nuova incentrata su un panettiere e sua moglie (James Corden ed Emily Blunt), sul loro desiderio di formare una famiglia e sul rapporto con la strega (Meryl Streep) che ha gettato su di loro un maleficio.

Blackhat - La Recensione

Ciò che rende Michael Mann un maestro - oltre alla nota magnificenza registica - è la sua capacità, non comune a tutti, di vigilare attento sui mutamenti del proprio mestiere. Negli anni il cinema con cui si è introdotto è cambiato, si è alterato, e anziché rimanere testardo, ancorato al passato, lui ha deciso di seguirlo e di non perderlo di vista, tallonandolo, se vogliamo, o tentando addirittura di precederlo.

Ma come è cambiato il cinema così ha fatto anche il resto, dalla società in cui viviamo alla sua gestione delle risorse, ed il cyber-thriller "Blackhat" ce lo mostra attentamente attraverso un terrorismo moderno e degli hacker informatici abili a rendersi invisibili nelle loro stanze remote e a causare disastri ambientali ed economici in qualsiasi parte del mondo. Essere degli 007 non serve più a nulla se il nemico da combattere ha come arma una tastiera e uno schermo e può attaccare tranquillo e sereno senza mai dover uscire allo scoperto. E allora, va da sé, che ogni regola è costretta a modificarsi, a piegarsi alle nuove leggi e a sottostare agli accadimenti, scomodi, del progresso, lo stesso che porta il carcerato Nicholas Hathaway di Chris Hemsworth a dettare condizioni all'FBI e a chiedere l'annullamento della sua pena in cambio del supporto tecnologico, indispensabile, che lo ha portato dietro le sbarre, ma di cui ora l'America e la Cina - e presto il mondo - hanno bisogno. Lui è l'eroe che non ti aspetti, per nulla addestrato a combattere sul campo, eppure preparatissimo a tenere mente e corpo lucidi e saldi, evitando che la reclusione e il tempo cambino suo valore e proporzioni. Praticamente la nemesi perfetta del nuovo nemico, il bene 2.0 da utilizzare contro un male che tuttavia potrebbe ancora essere superiore, poiché proprio dai vecchi codici di Hathaway è riuscito a comporre il virus (blackhat) con cui sta mettendo in ginocchio i suoi avversari.

Torna, dunque, il Mann di "Miami Vice", e alla lontana persino di "Collateral", entrambe pellicole in cui la tensione veniva trascinata alle stelle nonostante l'azione fosse spostata in secondo piano e dosata con perizia in spaccati ben precisi della trama. Si serve dei suoi muscoli "Blackhat", e non tramite i corpi dei suoi protagonisti, li usa per mantenere saldo il passo e per far sentire stabile la sua massa a terra durante il processo di elaborazione, quello lungo il quale non perde occasione per citare l'Undici Settembre e per indicare quanto l'America porti ancora delle fratture interne che inevitabilmente spaccano pareri e ordini di chi, pur collaborando, nei momenti decisivi deve fare i conti con ripercussioni diplomatiche e mantenimento della sicurezza.
Un dilemma, questo, che secondo "Blackhat" è ormai più vacuo del previsto e su cui premunirsi pare più un'illusione personale che altro, e non è un caso perciò se la chiusura della pellicola non tenti assolutamente di restituire quella sensazione di ordine che teoricamente stava rincorrendo, confermando, probabilmente, quel pensiero di difesa sfuggevole appartenente in senso stretto all'oggi e (molto di più) al domani. 

Senza né eccellere e né spendersi troppo, mette a segno un altro colpo quindi Mann, dimostrando una visione estesa, sempre a fuoco e realizzando un thriller ad alta tensione, controcorrente, capitanato da un personaggio apparentemente non-catalizzatore, ma di cui attraverso varie sfaccettature riusciamo a stilare un profilo piuttosto chiaro e apprezzabile. Perché Hathaway, seppur sporco nella sua fedina, è colui che ruba solo a chi ruba a sua volta, colui che protegge sé stesso come gli altri, colui che sapere libero, in giro nel mondo, ci da una serenità maggiore che saperlo imprigionato e ai margini.
Colui che, sinteticamente, in questo mondo può sopravvivere.

Trailer:

giovedì 5 marzo 2015

Avengers: Age Of Ultron - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano


Arriva il nuovo trailer ufficiale, italiano (forse definitivo) di "Avengers: Age Of Ultron" il secondo capitolo della mega-saga di supereroi targata Marvel e diretta da Joss Whedon. Ad essere premiata è la spettacolarità, che preannuncia di essere a tasso decisamente più alto rispetto al primo, convincente, capitolo.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Quando Tony Stark riprende un programma di mantenimento della pace in disuso, i più grandi eroi della Terra, fra cui Iron Man, Captain America, Thor, l’Incredibile Hulk, Vedova Nera e Occhio di Falco, saranno messi a dura prova per impedire la distruzione del pianeta a opera del malvagio Ultron