IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

giovedì 18 ottobre 2018

7 Sconosciuti A El Royale - La Recensione

7 Sconosciuti A El Royale Goddard
Di base Drew Goddard è uno sceneggiatore.
Uno sceneggiatore a cui piace sbalordire, spiazzare, provare a tenere lo spettatore in bilico, sul filo della corda: riempiendolo di colpi di scena, ribaltamenti di fronte e, se il contesto lo permette, tanta, tanta ironia. Una formula che nella stesura di “Cloverfield” appariva già piuttosto evidente, consolidata e messa a fuoco in “Quella Casa Nel Bosco” - suo esordio alla regia e, probabilmente, prodotto che più lo definisce – e diluita, per cause di forza maggiore, nell’adattamento cinematografico del “Sopravvissuto: The Martian”, diretto da Ridley Scott.

Che, però, Goddard fosse un grandissimo fan di Quentin Tarantino, in realtà, lo si era capito di riflesso da tempo; bastava fare attenzione ai dettagli, accorgersi di un certo tipo di manierismo che, specie nei prodotti televisivi che ha curato – vedi la serie “Daredevil” – era piuttosto evidente. Chiuso in gabbia, ma ingombrante. Talmente ingombrante da non meravigliarci se, ora, ha deciso di rompere la cella e appropriarsi violentemente di “7 Sconosciuti A El Royale”. La sua seconda regia, infatti, è a tutti gli effetti la tarantinata che vorresti e non vorresti vedere. Vorresti vederla perché di Tarantino ce n’è uno, purtroppo, e se in sua assenza ci fosse qualcuno capace di prenderne le veci – anche solo avvicinandosi – troppo male, alla fine, non sarebbe. Ma, contemporaneamente, non vorresti vederla perché quando poi ti ricordi che di Tarantino ce n’è uno, appunto, e pure di ardua imitazione, finisci col trovarti di fronte all’ennesimo prodotto che sta lì a scimmiottarlo, infastidendoti sia per l’arroganza, sia perché nulla all’improvviso sembra voler funzionare sullo schermo. Così, dopo un prologo bellissimo e promettente - nel quale cominci a sospettare che, magari, ci sarà da divertirsi - non appena la suddivisione in capitoli inizia a raccontare la storia di questi estranei e oscuri figuri (tutti con identità fittizie e un passato da svelare), capitati per caso in un hotel ambiguo e sinistro - costruito sulla linea di confine tra la California e il Nevada - subito la presa d’attenzione comincia ad allentarsi e a scricchiolare: con la personalità di Goddard che sciogliendosi, lascia spazio all'emulazione di un riferimento che non può permettersi.

7 Sconosciuti A El Royale FilmE dire che, in fondo, le possibilità per non mandare tutto all’aria e tirar fuori qualcosa di interessante la sua (fitta) sceneggiatura ne aveva, eccome. Per accorgersene bisogna aspettare che certi nodi – i più importanti – vengano al pettine, ma è evidente che, in partenza, l’obiettivo massimo di “7 Sconosciuti A El Royale” era ben diverso da quello poi raggiunto. Questo perché nelle pieghe del suo thriller (quasi da camera, o da camere, visto com’è scandito) Goddard aveva seminato una grossa e vivace strizzata d'occhio all’America di Nixon, quella del watergate, della nascita delle sette, dei grandi rapinatori di banche e del razzismo. Un puzzle articolato che, messo ogni pezzo al proprio posto, riesce a fare il suo sporco effetto, a colpire: ma si tratta un colpire tutto logico, razionale, incapace, quindi, di smuovere la più piccola corda emotiva, come anche di inglobare tensione in un terzo atto che - in teoria - avrebbe dovuto avere i muscoli per incollare alla poltrona.

Più fumo che arrosto, insomma.
Splendida confezione (ottima la colonna sonora), ma contenuto non all’altezza.
In quella che poteva essere la sua maggiore possibilità di consacrarsi come autore, Goddard fallisce clamorosamente l'appuntamento: prova a rifare un "The Hateful Eight" che gli sfugge di mano e spreca la forza di un cast notevole, dove Jeff Bridges - immenso come al solito - resta l'unico a uscire incolume.

Trailer:

[HOME VIDEO] Tito E Gli Alieni - Il Bell'Oggetto Misterioso Di Paola Randi Esce In Home Video

Tito E Gli Alieni Valerio Mastandrea

Film come “Tito E Gli Alieni” somigliano a degli oggetti misteriosi.
Raramente, infatti, al nostro cinema capita di dedicarsi alla fantascienza, e ancor più di rado capita che, a sobbarcarsi di tale responsabilità, sia una regista come Paola Randi, non propriamente nota al grande pubblico e, ufficialmente, solo alla sua opera seconda.
Certo, poi leggi il nome di Valerio Mastandrea tra gli attori e ti senti un po’ rassicurato, stabilizzato; ma giusto un attimo perché quando al suo fianco ti accorgi che c’è un’attrice come Clémence Poésy tutto torna a farsi di intricata lettura e curioso da smascherare.

Già, perché parliamo di una storia ambientata in gran parte nel deserto del Nevada, vicino all'Area 51, con “il Professore” Mastandrea - scienziato per il governo americano - che passa le giornate sopra un divano ad ascoltare il suono dello spazio. Questo fino al giorno in cui i suoi nipoti, Anita e Tito, non lo raggiungono adempiendo alla richiesta di affidamento che suo fratello Fidel ha espresso, poco prima di morire. Una situazione non facile da gestire per lui, per la quale sarà fondamentale l’intervento e il sostegno di Stella: una wedding planner del posto, abituata a soddisfare le strambe richieste di turisti a caccia di alieni.

E allora le sensazioni erano giuste, positive: “Tito E Gli Alieni” è un film italiano, certo, ma che di italiano ha ben poco. Se non, forse, il meglio di un cinema che vorremmo vedere più spesso e incontrare non con la frequenza con cui – restando in tema – si potrebbe incrociare un alieno. Perché poi la Randi, in realtà, non guarda allo spazio, non cerca di arrivare chissà dove con le ambizioni, ma si accontenta - e si fa per dire - di affrontare l’elaborazione del lutto con la creatività, l’ironia e la delicatezza di chi, alla fine, riesce anche a strapparti qualche lacrimuccia. Conquistandoti, di fatto, con l’arma della semplicità.
Tito E Gli Alieni” sarà disponibile in home video - nei formati blu-ray disc, dvd e streaming legale - dal 25 Ottobre prossimo.

Tito E Gli Alieni Home Video

Il Blu-Ray prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2.35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 5.1 DTS HD: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano (su parti in inglese)
Contenuti Speciali: Backstage; Trailer
Durata: 89
Confezione: Amaray
Produttore: Lucky Red
Distributore Home Video: Koch Media
Data di Uscita: 25 Ottobre 2018

mercoledì 17 ottobre 2018

Festa (o Festival) Del Cinema Di Roma - I Miei Dieci Anni (Nove Consecutivi)


Facevo due conti e ho scoperto che quest’anno sarà la mia decima partecipazione alla Festa Del Cinema Di Roma (che all'inizio era un Festival, vabbè, ma tanto cambia poco).
La nona consecutiva (saltai l’edizione del 2009).
Un traguardo che, secondo alcune regole non scritte, si è soliti festeggiare, sbandierare, anche se, personalmente, sempre a fronte di quei due conti che facevo per caso, mi stavo chiedendo come; perché?
E l’unica risposta che sono riuscito a darmi è stata - ancora tirando due somme - che magari potevo farlo provando a pensare a come sono cambiato io rispetto a questa manifestazione; a questa passione; come l’affronto ora in confronto a prima e come mai, nel tempo, il mio approccio è andato, via via, modificandosi (e parecchio, pure).

La prima volta fu nel 2008, ero un Cultural (in pratica quelli considerati studenti di cinema, grossomodo), e non avendo l’accredito stampa mi toccava andare la mattina a prendere i biglietti per gli eventi che avrei dovuto vedere la sera stessa (purtroppo non sapevo ancora di poter partecipare anche alle proiezioni stampa aventi posti residui, col mio badge). Entrai, perciò, in un tour-de-force, avanti e indietro, che mi permise, si, di capire com'è diverso assimilare il cinema ad un festival e quanto può essere arricchente farlo, ma, in contemporanea, riuscì anche a distruggermi fisicamente e mentalmente senza pietà (per carità, nessun rimpianto, è!).

Tornai due anni dopo (l'anno prima certi impegni mi fregarono), col mio blog nato da pochissimi giorni, la mia scrittura in fase di avanscoperta e finalmente - se non ricordo male - l’accredito stampa. L’esordio. Fu un’esperienza totalmente diversa. Meno stancante, più ricca (potevo assistere a molte più proiezioni), conobbi moltissime persone – e amici – con i miei stessi interessi e cominciai a sentire l’interno dell’Auditorium come un’accogliente seconda casa.
Raramente, sebbene potevo, entravo in sala stampa. Mi sentivo un intruso. Un impostore. Intimorito, pensavo: “Lì ci sono i critici seri, i giornalisti veri, tu è meglio che non ti immischi!” (mi ci è voluto un po' per accorgermi che, in realtà, non è proprio così!).
Profilo basso, insomma, che negli anni è andato man mano a smorzarsi, a sciogliersi: anche se in quella sala continuo a starci comunque molto poco. Ho scoperto che scrivo con più facilità e mi concentro meglio se sono isolato, in pace (solo al Festival Di Venezia – dove la sala stampa è gigantesca – le cose, mi ricordo, hanno funzionato al contrario).
E questo, gradualmente, ha permesso al mio blog di maturare negli anni, di assumere l'aspetto di un sito semi-decente - ci ho provato, dai - aumentando le visite e acquisendo pure un dominio.

Il fatto è che tanti anni di Festival ti permettono di aumentare e approfondire la tua conoscenza di (e del) cinema, di conoscere autori che altrimenti non avresti mai conosciuto, di ampliare il tuo sguardo verso opere che, spesso, ti mettono alla prova (è importante confrontarsi e discutere con gli altri, a tal proposito) e, inoltre, di imparare a intuire - avvalendoti degli elementi giusti - se vale la pena o meno vedere un film.
Ecco, quest’ultima è un’attitudine fondamentale da sviluppare, perché capita di dover scegliere la mattina alle 8.30 – quindi non proprio a mente elastica – quale dei tre (o quattro) film sparsi per le sale è la scelta migliore da compiere (tipo caccia al tesoro!).
Che, poi, può capitare pure che le scelte migliori siano due (è raro), ma se poco poco di due scelte migliori, a te capita di farne una terza sbagliata, ti ritroverai, alla fine, a dover recuperare due film - magari, bellissimi - a scapito di un programma che avanza e difficilmente è disposto ad attenderti.

Bisogna stare al passo, in pratica, farsi le ossa a forza di rompersene qualcuna: è l’unica certezza per chi è inesperto e si trova – senza alcun team, nel mio caso – a dover far fronte a un programma con quaranta, cinquanta, sessanta titoli in elenco.
Certi studiano a casa, qualche giorno prima: vedono il calendario di tutte le proiezioni (disponibile in discreto anticipo) e scelgono già cosa vedere e cosa scartare. Io no. Ci ho provato. Non ci riesco. Già al primo giorno cambio idea e in un lampo tutto il lavoro svolto va in frantumi.
Preferisco improvvisare: mi piace arrivare la mattina, prendere il programma del giorno e sentire il ticchettio dell’orologio in testa mentre lo leggo e silente mi ripeto: ”Petrassi o Teatro Studio? Petrassi o Teatro Studio? No, aspetta: Petrassi, Teatro Studio o Sala Sinopoli? Ma al MAXXI che fanno, invece?”. E, nel frattempo, goccioline gelide scendono sulla fronte, come se quella scelta possa condizionare, in qualche modo, tutto il resto della (mia) giornata (che poi è così!).

Ma, forse, ora sto divagando troppo, però.
Dovrei tornare al punto. Al cambiamento. Il mio.
Che cosa è successo in dieci anni di divertimento, gioie, incontri, fatiche, esperienze, nevrosi e caterve di Cinema (e partite della Roma, anche: tutte in sala stampa!)?
Bè, di sicuro c’è stata una crescita personale (e professionale) e considerevole sulla materia che mi porto incollata addosso (e che non smette); l’amore verso un posto che ogni volta che torno mi mette sempre di buon umore e poi il divertimento, le gioie, gli incontri, le fatiche, le esperienze, le nevrosi e le caterve di Cinema (e le partite della Roma) che, passati dieci anni - nove consecutivi - io sto tranquillo saranno sempre lì ad aspettarmi. Perché puoi collezionarne quanti ne vuoi, ma l’abitudine a un Festival - o a una Festa – del cinema non te la farai mai. Visto che - dal mio punto di vista - abitudine e Cinema, sono, sostanzialmente, due ossimori.

martedì 16 ottobre 2018

First Man: Il Primo Uomo - La Recensione

Il Primo Uomo Poster Ita
In effetti ha senso.
Dopo averci fatto emozionare, commuovere e lasciato di stucco con la magica estetica e la musica di “La La Land” a Damien Chazelle, per rilanciare, non restava che fare la mossa più logica: portarci sulla Luna. E – sempre seguendo la logica – la maniera migliore per farlo era quella di prendere in considerazione l’idea di raccontare la storia di chi sulla Luna c’era stato veramente. Del primo uomo. Quel Neil Armstrong al quale facciamo riferimento ogni volta che pronunciamo (o sentiamo pronunciare) la fatidica frase: “Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità!”.

Anche se, forse, le motivazioni che hanno spinto Chazelle a intraprendere questo tragitto, vanno al di là della relazione tra lui e ciò che il pubblico si sarebbe aspettato. Anzi, a dire il vero, si potrebbe sostenere viaggino proprio slegate, spinte dalla volontà del regista di cambiare genere, affrontando per la prima volta il mito della fantascienza. Un passo – questo - che per lui non risulta affatto piccolo, ma al contrario più lungo di una gamba che va nettamente in difficoltà non appena è chiamata a dover gestire l’assenza di gravità. Non serve un esperto, infatti, per rendersi conto che “First Man: Il Primo Uomo” deve fare i conti con un'anima da due poli ambivalenti: uno freddo e distaccato - quasi estraniante per lo spettatore - legato a tutti quei tecnicismi, le prove di volo e i primi piani – di piloti e macchine - dedicati agli esperimenti della NASA e l’altro - il secondo - decisamente più caloroso e appassionante, perché circoscritto al privato di Armstrong, al rapporto con sua moglie – una breve, ma intensa Claire Foy – i figli e le perdite cicliche che, suo malgrado, non smettono di ruotare attorno alla sua orbita. Due poli, insomma, che provano a bilanciarsi tra loro a staffetta, ma incapaci di avvicinarsi davvero e permettere, a quella che sarebbe il caso di definire missione, di proclamarsi compiuta.

First Man ChazelleDiciamo che Chazelle, in confronto ad Armstrong, ha avuto meno fortuna. Sulla Luna ci arriva, e ci fa arrivare anche a noi, ma a conti fatti, il suo atterraggio, è indiscutibilmente ruvido e da rivedere. Che poi da rivedere, fino a un certo punto, perché se c’è una certezza, un segnale indiscutibile in “First Man: Il Primo Uomo”, è proprio legato alla palese evidenza del regista nel trovarsi molto più a suo agio, e ad essere più abile ed efficace, quando deve manipolare i sentimenti e i conflitti interiori dei protagonisti. I picchi più alti e coinvolgenti della pellicola, non a caso, si fanno sentire quando ci troviamo tra le mura di casa, quando Ryan Gosling e Claire Foy mostrano la loro forza granitica di una coppia che deve reagire alle difficoltà; quando scherzano coi loro figli e – nella scena clou del film – nel momento in cui lei lo obbliga a preparare i piccoli per un saluto che potrebbe farsi ultimo.

Accelerazioni, miste a decelerazioni che destabilizzano noi quanto Chazelle, che a furia di dimenarsi tra ciò che sa fare benissimo e ciò che sta imparando in corsa, slama le fila (commoventi) di una chiusura che fatica a farsi cerchio. Una chiusura visivamente e acusticamente stupefacente, eppure strozzata da una mancanza di frammenti (narrativi) che, forse, avrebbe potuto recuperare e inserire facilmente.
Chiedendo, magari, aiuto a un certo Steven Spielberg, che figurava - guarda un po' - tra i produttori del film (e che in materia non se la cava nemmeno tanto male).

Trailer:

lunedì 15 ottobre 2018

[HOME VIDEO] Christine: La Macchina Infernale - Il Film Di John Carpenter Rivive In 4K

Christine: La Macchina Infernale Carpenter

Disponibile in home video, per la prima volta in versione 4K Ultra HD, “Christine: La Macchina Infernale”: l’horror diretto da John Carpenter nel 1983, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King.
Questa nuova edizione, oltre a contenere il classico blu-ray standard addizionale, si presenta anche con un’apprezzabile sezione di contenuti speciali: con approfondimenti sulla realizzazione del film, scene eliminate e commento del regista.

Come ormai sarà noto, la storia è quella di una macchina - precisamente una Plymouth Fury rossa e bianca del '58 – avente una gelosa anima demoniaca in grado di influenzare e deviare verso la cattiva strada chiunque gli capiti come padrone. Una sfortuna che colpisce il povero e non popolare Arnie Cunningham, liceale dalla grande passione per le auto d’epoca, che non appena riesce a contrattare un prezzo stracciatissimo dall'ex proprietario di Christine – ridotta a ferraglia dal tempo – con olio di gomito e sudore la rimette completamente a nuovo, cambiando anche lui, però, di aspetto e personalità.

Libero di non seguire letteralmente il romanzo di King (che infatti cambia, nelle sfumature), Carpenter fa del suo adattamento una pellicola elegante e piuttosto scorrevole, sorprendendo – soprattutto – con una serie di effetti speciali - per l'epoca - strabilianti e il suo stile inconfondibile di narratore, sempre accurato ed essenziale.
Forse “Christine: La Macchina Infernale” non è considerato (e non è considerabile come) uno dei suoi lavori di punta, eppure a vederlo sfrecciare, tra fiammate e sterzate, si ha comunque la sensazione di trovarsi di fronte a un Cinema eseguito con la C maiuscola, rottamato (dalle major), magari, troppo in fretta e con scarsa lungimiranza.

Christine: La Macchina Infernale Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: Ultra HD 4K HDR
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Inglese, Francese, Tedesco - 2.0 Mono Dolby Digital: Portoghese, Spagnolo - 2.0 Surround Dolby Digital: Italiano, Coreano, Giapponese, Russo - 5.1 DTS HD: Inglese - Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese Non Udenti, Cinese, Coreano, Ebraico, Finlandese, Francese, Giapponese, Hindi, Olandese, Spagnolo, Svedese, Tailandese, Tedesco
Contenuti Speciali: Scene Eliminate; Commento Del Regista; Accensione; Fast And Furious
Durata: 110
Confezione: Amaray
Produttore: Sony Pictures
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 9 Ottobre 2018

[HOME VIDEO] La Terra Dell’Abbastanza - Il Folgorante Esordio Dei Fratelli D'Innocenzo Ora In Home Video

La Terra Dell’Abbastanza D'Innocenzo

Presentato nella sezione "Panorama", al Festival di Berlino 2018, “La Terra Dell’Abbastanza” - film scritto e diretto dai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo - è stato anche premiato agli ultimi Nastri D’Argento nella categoria Miglior Regista Esordiente. E meritatamente, sarebbe da aggiungere.
Perché quello che per i due registi – gemelli – rappresenta un vero e proprio esordio dietro la macchina da presa è, per noi spettatori, una visione folgorante: un colpo nello stomaco assestato come meglio, probabilmente, non si poteva fare.

Figlio legittimo, o meno, di “Non Essere Cattivo”, infatti, “La Terra Dell’Abbastanza” racconta la vicenda di due amici che sono praticamente fratelli, Mirko e Manolo, che una sera – parlando del futuro modesto che li aspetta, da affrontare però spalla a spalla – investono involontariamente una persona sbucata dal nulla, scappando successivamente, un po’ per paura e un po’ per convenienza. Il destino tuttavia è beffardo e per loro quello che la logica definirebbe disgrazia, si trasforma in una distorta manna dal cielo, spalancandogli le porte di una criminalità che vale la pena cavalcare – pensano – per smarcarsi dalla povertà della periferia che li ammanta.

Girata in maniera impeccabile - segno di due talenti da tenere assolutamente d’occhio – la pellicola dei fratelli D’Innocenzo allora sorprende soprattutto per come, pur avvalendosi di un canovaccio non precisamente originale, è in grado di annientare gli stereotipi del genere, incalzando di volta in volta tensione e angoscia tramite l'uso di uno sguardo autentico e accurato. Un discorso che potremmo andare a fare anche per le interpretazioni-tutte, sebbene quella del giovane Andrea Carpenzano conferma le aspettative altissime sul suo talento.
Dal 2 ottobre 2018 “La Terra Dell’Abbastanza” è disponibile in home video nei formati blu-ray disc, dvd e streaming legale, per cui se non lo avete visto e avete voglia di scoprire un ottimo film nostrano, avete mezzi sufficienti per approfittarne.

La Terra Dell’Abbastanza Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano 5.1 - DTS HD: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Contenuti Speciali: Scene Tagliate, Interviste, Trailer
Durata: 96
Confezione: Amaray
Produttore: Adler Entertainment
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 2 Ottobre 2018

sabato 13 ottobre 2018

[HOME VIDEO] Mektoub, My Love: Canto Uno - In Home Video Il Nuovo Film Di Abdellatif Kechiche

Mektoub, My Love: Canto Uno Film

Solo a pensare che relativamente a breve - si spera fra qualche mese - riusciremo a vedere il canto numero due di “Mektoub, My Love”, sale l’acquolina in bocca. Una reazione istintiva nei confronti di una (probabile) trilogia - e di un regista, diventato ormai di culto tanto quanto controverso - che già al suo primo capitolo riesce a farsi colpo di fulmine e a risultare esperienza visiva dalla quale è impossibile staccare gli occhi di dosso – nonostante le tre ore di durata - : e nel caso in cui doveste avere dubbi a riguardo potreste approfittare dell’uscita in home video del Canto Uno per cominciare a fugarli.

Basteranno pochi istanti, tanto, per lasciarsi rapire dal ritorno di Amin nella sua città natale. Lui, aspirante sceneggiatore e giovane fotografo, tornato a casa per le vacanze estive inaugurate subito con l’incontro - prima voyeuristico e poi imbarazzante e tenero - con quella che – lo si intuisce facilmente – è la ragazza di cui da sempre è follemente (e segretamente) innamorato (e vai a dargli torto!). Il primo passo verso una discesa liquida fatta di molteplici personaggi, divertimento, incontri e feste, e dove l’entusiasmo e la leggerezza della giovinezza sono indirizzati a far da padrone, anche se contaminati da una non-spensieratezza che, a tratti, (almeno in Amin) ci avverte di un’età adulta prossima a varcare la soglia della porta.

E di questo viaggio, di questo (ancora parziale) racconto di vita, il regista Abdellatif Kechiche ci fa letteralmente innamorare; riesce a trasmetterci la passione, la voglia di entrarci dentro e non uscirne più, contattando – per chi quell'età l’ha passata e sa benissimo come funziona – una parte remota di noi che visceralmente ci fa un po’ emozionare, generando larghe dosi di affetto e di malinconia.

Mektoub, My Love: Canto Uno Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano, Originale - 5.1 DTS HD: Italiano, Originale
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Intervista Al Regista, Trailer
Durata: 181
Confezione: Amaray
Produttore: Cecchi Gori
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 4 Ottobre 2018

[HOME VIDEO] L’Odio - Il Film Cult Di Mathieu Kassovitz Finalmente In Alta Definizione

L’Odio Vincent Cassel

Ci sono film che non hanno bisogno di presentazioni, che dietro di loro si portano una scia inesauribile di fascino e attualità capace di renderli immortali, immuni allo scorrere del tempo; film che ti entrano dentro e che – per tanti motivi – dopo non escono più. Tra questi uno è sicuramente “L’Odio” di Mathieu Kassovitz, vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes del 1995 e con protagonista un indimenticabile e giovanissimo Vincent Cassel.

Girato a colori, ma editato in bianco e nero in fase di post-produzione, “L’Odio” è ambientato all'interno delle banlieue parigine, le periferie multietniche dove giovani di ceto basso e polizia si trovano spesso a venire in contatto, cedendo alla violenza e scatenando guerriglie. Una di queste ha come oggetto la reazione al pestaggio ricevuto in prigione dal giovane Abdel, al quale va ad agganciarsi la volontà di vendetta di tre ragazzi emarginati, Vinz, Hubert e Said, appena entrati in possesso di una pistola perduta da un agente.

Va da sé che quello di Kassovitz è un film costruito per trasmettere un sapore amaro e potente, duro quanto controverso (all'epoca come adesso), che ancora oggi non ha perduto la sua aderenza né con la sensibilità dello spettatore, né tantomeno con le tematiche affrontate. Un cult da inserire in quella schiera di titoli must see che finalmente può godere di un’edizione in alta definizione degna del suo spessore, in uscita questo mese grazie alla collaborazione tra RaroVideo e Cecchi Gori Entertainment.

L’Odio Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,85:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano, Francese - 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano, Francese
Sottotitoli: Italiano
Contenuti Speciali: 3 Cortometraggi Di Mathieu Kassovitz: Fierrot le Pou, Cauchemar Blanc, Assassin; Interviste A: Giorgio Gosetti, Mario Sesti, Antonello Piroso; Conversazione Sul Film Con Alessandro De Simone (The Cinema Show), Michela Greco (Paese Sera) e Ilaria Ravarino (Leggo); Booklet
Durata: 97
Confezione: Amaray
Produttore: RaroVideo
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Entertainment
Data di Uscita: 2 Ottobre 2018

venerdì 12 ottobre 2018

Suspiria - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Suspiria 2019 Poster

Teaser trailer ufficiale italiano per "Suspiria", il nuovo film di Luca Guadagnino - palese omaggio o libero remake (fate voi) del cult di Dario Argento - con Tilda Swinton, Dakota Johnson , Chloë Grace Moretz e Mia Goth, a Gennaio nelle nostre sale.

Teaser Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
L’ambiziosa danzatrice americana Susie Bannion arriva a Berlino negli anni '70 con la speranza di entrare nella rinomata Compagnia di Danza Helena Markos. Già dalla prima prova, Susie, col suo talento, sbalordisce la famosa coreografa Madame Blanc, guadagnandosi il ruolo da prima. Olga ha un crollo emotivo e accusa le “Madri” che dirigono la compagnia, di essere delle streghe. Prima che possa fuggir via, però, viene catturata e torturata da una forza misteriosa, legata in qualche modo alla danza di Susie… Durante le prove per l'esibizione finale “Volk”, Susie e Madame Blanc si avvicinano sempre di più, rivelando come l’interesse di Susie per la compagnia vada oltre la danza. Nel frattempo un anziano psicoterapeuta, il dottor Klemperer, cerca di svelare i segreti più oscuri della compagnia con l’aiuto di Sara, un'altra ballerina, che esplorerà i sotterranei della scuola dove l'attenderanno atroci scoperte…

Aladdin - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Aladdin live-action Poster

Sbarcano online le prime immagini di "Aladdin", il nuovo live-action Disney diretto da Guy Ritchie con Will Smith, Mena Massoud, Billy Magnussen, Naomi Scott, Nasim Pedrad, Navid Negahban, Marwan Kenzari, Kamil Lemieszewski, Numan Acar e Bern Collaço, al cinema a Maggio 2019.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano: