IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

venerdì 9 agosto 2019

Attacco Al Potere 3 - Final Trailer Ufficiale Italiano

Attacco Al Potere 3 Butler

Final trailer italiano ufficiale per "Attacco Al Potere 3", il film diretto da Ric Roman Waugh con Gerard Butler, Morgan Freeman, Nick Nolte, Jada Pinkett Smith, Lance Reddick, Danny Huston, Piper Perabo e Tim Blake Nelson, dal 28 agosto al cinema.

Final Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Dopo una vorticosa fuga, Mike Banning è ricercato dalla sua stessa agenzia e dall'FBI, mentre cerca di trovare i responsabili che minacciano la vita del Presidente. Nel disperato tentativo di scoprire la verità, Banning si rivolgerà a improbabili alleati per dimostrare la propria innocenza e per tenere la sua famiglia e l’intero Paese e fuori pericolo.

lunedì 5 agosto 2019

C’Era Una Volta A…Hollywood - La Recensione

C’Era Una Volta A Hollywood Tarantino
Ve lo ricordate il fottuto campo da gioco?

Quello sul quale Vincent Vega e Jules, in “Pulp Fiction”, pesavano se la reazione – eventuale – di Marsellus Wallace nei confronti di uno scagnozzo che aveva osato massaggiare i piedi di sua moglie fosse stata onesta o eccessiva?
Bè ecco, parlando di “C’Era Una Volta A…Hollywood”, forse, sarebbe il caso di richiamarlo in causa.

Perché – per dirla come la direbbero i protagonisti di quel (suo) film – in questo caso ci troviamo in un campo da gioco fottutamente diverso da quelli calpestati finora nella filmografia tarantiniana. Non è un mistero che nella sua lunga – o corta, dipende da come preferiate leggerla – carriera Quentin Tarantino è cambiato molto: ha assaporato generi, sperimentato tecniche, sfidato il suo genio alzando sempre l’asticella, con la curiosità di intercettare dove – e se ci – fosse il suo tetto massimo e il suo limite. Un limite che – secondo chi scrive e che lo adora – non è mai riuscito ad inquadrare, a guardare negli occhi: sfornando ogni volta pellicole strabilianti, gargantuesche dal punto di vista tecnico e sorprendentemente mature da quello narrativo. Tutti, però, abbiamo dei limiti e più ne siamo ossessionati; più non vediamo l’ora di sapere quali sono, maggiore è il rischio che prima o poi questi ci si palesino davanti. Cosa che finalmente a Tarantino – a forza di scavare - è successa.
Era arrivato il momento, infatti, che tutto quell’amore per il Cinema che Quentin ci aveva mostrato, regalato e decantato in questi anni trovasse il modo di venire celebrato; che quella passione che lo contraddistingue e che ne ha contraddistinto la formazione artistica trovasse la via per una dedica vera e propria, per un attestato di riconoscenza, un testamento. Quella via si chiama “C’Era Una Volta A…Hollywood” e ha portato il suo regista a fare i conti con un’emotività inedita, straripante e percepibile che, inevitabilmente, deve aver offuscato – in forma volontaria o meno – un pizzico la sua lucidità.

C’Era Una Volta A Hollywood Brad PittParte con il voler raccontare il declino di una star negli ultimi giorni di una Hollywood - quella del 1969 - grandiosa e che non tornerà mai più, allora, la pellicola, sebbene a un certo punto sembri cambiare idea, attirata dall'aria di cambiamento, dai profumi dei set, dalle strade di Los Angeles, le sue insegne ed i suoi cinema. Un po’ come se l’anima di Tarantino fosse combattuta, titubante, spinta dal suo estro da un lato e dai ricordi della sua infanzia e un pizzico di malinconia dall’altro. Due strade che – colpendo sia il cerchio, sia la botte – il regista cerca poi di percorrere insieme, a corrente alternata, forte di una chiusura che, comunque, le andrà ad armonizzare e ad incastrare, sposandole. Un processo che funziona con qualche riserva, tuttavia, che in alcune occasioni rischia di ingolfarsi, di risultare compassato, creando una sorta di ritmo sincopato assolutamente insolito e inaspettato. A venirne fuori, quindi, è un’opera meno tarantiniana se esaminata nel senso pulp del termine – passatemi il concetto - e tarantiniana all'ennesima potenza, invece, se considerato quanto di personale e intimo sia stato inserito, specie in alcune sequenze, attingendo meticolosamente dalla memoria del suo autore.

Un film minore, dunque?

No, semplicemente un film diverso; un campo da gioco distinto. Per certi aspetti un regalo da parte di Tarantino, che condivide emozionato con noi spettatori un pezzo puro di sé stesso e un dispiacere che, forse, da qualche parte, fa rima pure con la fragilità mostrata dall’attore al tramonto Rick Dalton - interpretato da uno straordinario Leonardo DiCaprio a rischio Oscar – nel corso della discesa che lo vede passare dall’eroe che era, a trampolino di lancio – o punch ball – per le nuove leve.
Una generosità nuova, disarmante, insomma, accompagnata dalla dolcezza del personaggio di Margot Robbie e controbilanciata da un fichissimo Brad Pitt a cui è affidato il compito di rompere le righe e riaccendere puntuale la miccia di quello spettacolo irresistibile che, seppur diluito, non smette di timbrare il cartellino e lasciare il segno (chiudendo anche una trilogia Storica).

Trailer:

Zombieland: Doppio Colpo - Trailer Ufficiale Italiano

Zombieland: Doppio Colpo Film

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "Zombieland: Doppio Colpo", il sequel del film uscito nel 2009 diretto ancora da Ruben Fleischer con Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Emma Stone, Abigail Breslin, Rosario Dawson, Zoey Deutch e Luke Wilson, dal 14 novembre al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Tra violenza, distruzione e situazioni comiche, che si diffondono dalla Casa Bianca al resto del Paese, i quattro protagonisti dovranno affrontare nuove forme di zombie, evolute rispetto al primo film, e incontreranno altri umani sopravvissuti. I quattro dovranno inoltre fronteggiare le crescenti difficoltà della loro irriverente quanto improvvisata famiglia.

E Poi C'è Katherine - Trailer Ufficiale Italiano

E Poi C'è Katherine Film

Presentato il trailer ufficiale italiano di "E Poi C'è Katherine", il film di Nisha Ganatra con Emma Thompson, Mindy Kaling, Max Casella, Hugh Dancy, John Lithgow, Denis O'Hare, Reid Scott e Amy Ryan, al cinema dal 12 settembre.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Katherine Newbury è una conduttrice pionieristica e leggendaria nel circuito dei talk show di tarda notte. Quando viene accusata di essere una "donna che odia le donne", mette in atto delle azioni precise e Molly viene assunta come l'unica donna nella stanza degli scrittori maschili di Katherine. Ma Molly potrebbe essere arrivata un po' in ritardo, dato che la formidabile Katherine affronta anche la realtà dei bassi ascolti e un'azienda che vuole comunque sostituirla. Molly, volendo dimostrare che non è stata assunta semplicemente perché donna, è determinata ad aiutare Katherine rivitalizzando il suo spettacolo e la sua carriera, e forse effettuando anche cambiamenti più grandi allo stesso tempo.

venerdì 2 agosto 2019

Fast & Furious: Hobbs & Shaw - La Recensione

Hobbs Shaw Poster
Capire chi è chi e che tipo di connessione, strascico o sospeso hanno fra loro, è irrilevante. Perché “Fast & Furious: Hobbs & Shaw” ufficialmente nasce come spin-off di “Fast & Furious”, ma nella pratica è un action a sé stante, che serve a mettere insieme Dwayne Johnson e Jason Statham per farli giocare a chi è più maschio alfa tra loro, attraverso siparietti niente male. Si, il loro retaggio, le macchine e il passato, un po’ c’entrano pure, ma leggermente a forza e per via di una furbizia che serve, per lo più, a richiamare all’appello uno zoccolo duro di fan che comunque non si sentirà tradito.

Non si sentirà tradito nonostante il gioco preveda di non prendersi mai sul serio, di non provarci nemmeno a imitare la saga di origine, allontanandosi da essa fin da subito e buttandola in caciara a tal punto da scadere nella commedia. Una commedia testosteronica, ma pur sempre una commedia. E non è una mossa sbagliata, anzi, forse è il punto di forza di una pellicola che scrollatasi di dosso il più velocemente possibile una trama che somiglia molto a un pretesto, non vede l’ora di darci dentro e di divertirsi lei per prima a mettere faccia a faccia questi due bestioni - abituati a lavorare da soli e a darsele di santa ragione - e costringerli, in un modo o nell’altro, a collaborare insieme e ad evitare la solita minaccia che rischia di mettere in pericolo il nostro pianeta. Una sorta di “Avengers” in forma ridotta, quindi, con Hulk – o She-Hulk per utilizzare l’etichetta che Statham appioppa a Johnson – e Thor che devono sfidare un Black Panther cattivo – che, però, preferisce paragonarsi a un Superman nero – e tecnologicamente modificato, convinto che il futuro dell’umanità (e del pianeta) dipenda dalla morte dei più deboli e dalla resistenza formata dagli ibridi come lui: motivo per cui deve assolutamente recuperare le capsule del virus finite nelle vene della sorella di Statham, che in questo quadretto potremmo paragonare a una sorta di Vedova Nera scaltra e impossibile da domare.

Fast Furious Hobbs ShawUn figlio purissimo del cinema hollywoodiano moderno, ecco cos’è tecnicamente questo “Fast & Furious: Hobbs & Shaw”. Ed è purissimo perché di quella filosofia, bisogni e propositi decide di incarnare tutto con la massima disinvoltura ed espressione: ponendosi come obiettivo principe la spettacolarità smodata, accompagnata da interpreti in grado di esaltarla al meglio e da comprimari funzionali alla causa, strategici per eventuali strizzatine d’occhio, o ipotetici sviluppi futuri. Non deve avere avuto indicazioni diverse da "fai divertire il pubblico", probabilmente il regista - esperto in materia - David Leitch. E la conferma ci arriva dritta dritta da come lo vediamo muovere la sua creatura, dalla liquidità di come intende farla scorrere e dalla voglia di disinteressarsi di qualsiasi legge narrativa, fisica o gravitazionale che sia, pur di continuare a tenere il pedale schiacciato sull’acceleratore e non rischiare di frenare l'intera giostra: che difatti non subisce mai un calo e non permette alcuna distrazione.

Così, se non si hanno problemi - e fidatevi, alla fine non ne avrete - a chiudere gli occhi su quelle due, tre (ma facciamo pure quattro, cinque, sei, sette...) cose inverosimili che accadono sul grande schermo - che voi direte: "Vabbè, ma in questi film è normale!"; vero, ma stavolta siamo proprio oltre ogni limite – e che contribuiscono alle risate e al rifornimento dei pop-corn in sala, non sarà difficile apprezzare l’idea (e gli intenti) di un blockbuster estivo concepito con la missione unica di farci passare in un batter d’occhio quel paio d’ore abbondanti che, magari, abbiamo ritrovato in avanzo.

Trailer:

1917 - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

1917 Film Poster

Presentato il teaser trailer ufficiale italiano di "1917", il nuovo film di Sam Mendes con George Mackay, Dean-Charles Chapman, Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden, Claire Duburco, Colin Firth e Benedict Cumberbatch, al cinema dal 2020.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Al culmine della prima guerra mondiale, due giovani soldati britannici, Schofield (George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman) ricevono una missione apparentemente impossibile. In una corsa contro il tempo, devono attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che arresterà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra cui il fratello di Blake.

giovedì 1 agosto 2019

C'Era Una Volta...A Hollywood - Final International Trailer

C'Era Una Volta A Hollywood Tarantino

Final international trailer per "C'Era Una Volta A...Hollywood", il nuovo film di Quentin Tarantino con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Kurt Russel, Timothy Olyphant, Dakota Fanning, Luke Perry, Margaret Qualley e Al Pacino, dal 18 Settembre al cinema.

Final International Trailer:


Sinossi (Ufficiale):
"C'Era Una Volta...A Hollywood" di Quentin Tarantino è ambientato nella Los Angeles del 1969 in cui tutto sta cambiando, dove l’attore televisivo Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) e la sua storica controfigura Cliff Booth (Brad Pitt) cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più. Il nono film dello sceneggiatore-regista presenta un cast stellare e diverse linee narrative in un tributo all'ultimo periodo dell'età d'oro di Hollywood.

mercoledì 31 luglio 2019

Un Giorno Di Pioggia A New York - Trailer Ufficiale Italiano

Un Giorno Di Pioggia A New York Allen

Sbarca online il trailer ufficiale italiano di "Un Giorno Di Pioggia A New York", il nuovo film scritto e diretto da Woody Allen con Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, dal 10 ottobre al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Woody Allen torna a Manhattan con Un giorno di pioggia a New York, una commedia romantica che racconta la storia di due fidanzatini del college, Gatsby (Timothée Chalamet) e Ashleigh (Elle Fanning), i cui piani per un weekend romantico da trascorrere insieme a New York vanno in fumo non appena mettono piede in città. I due, fin dal loro arrivo a New York, si ritrovano separati e si imbattono in una serie di incontri casuali e bizzarre avventure, ciascuno per proprio conto.

Il Mostro Di St. Pauli - Trailer Ufficiale Italiano

Il Mostro Di St. Pauli Akin

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Il Mostro Di St. Pauli", il film di Fatih Akin con Marc Hosemann, Jonas Dassier, Margarethe Tiesel e Hark Bohm, dal 29 agosto al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Basato su una storia vera e sul romanzo ‘The Golden Glove’ di Heinz Strunk. Fritz Honka è uno dei più celebri serial killer della storia tedesca. Ambientato nell’Amburgo del 1970, il film indaga la vita segreta e le frequentazioni di quello che si rivelerà un vero e proprio mostro. Tutto ruota attorno al bar che da il nome al romanzo, dove Fritz passa la maggior parte del suo tempo.

lunedì 29 luglio 2019

L'Ospite - La Recensione

L'Ospite Parisi
C’è l’età adulta di “Short Skin”, che è quella dove a un certo punto, da adolescenti, bisogna entrare per forza, e poi ce n’è un’altra, una più complessa, che riguarda chi adulto lo è già e deve imparare a sostenerne il peso, evitando di farsi annientare, sconvolgere o demoralizzare dai vari ostacoli che la vita – specialmente questa, di vita – quando meno te lo aspetti ti piazza davanti.

Dopo aver affrontato la prima, allora, il regista Duccio Chiarini, con “L’Ospite”, si prende la briga di riflettere sulla seconda, raccontandoci di Guido che dopo aver confessato alla sua ragazza di non essere, poi, così contrariato all’idea di avere un figlio con lei, si ritrova a vagare di divano letto in divano letto, tra genitori e amici stretti, a causa di un rapporto che, forse, non era più così solido e felice come lui ipotizzava. Una pausa di riflessione, teoricamente; una richiesta di spazio necessaria a mettere in chiaro alcune incertezze: quelle che Guido sembra non conoscere affatto, ma che all'improvviso, entrato in contatto col privato di quelli che erano i suoi riferimenti principali, comincia a scorgere, a mettere a fuoco e a sostenere con ansia. La felicità di facciata dei suoi coetanei (ma non solo la loro) - quelli coi figli, quelli che ostentavano enormi capacità di intesa - vista da vicino non fa altro che svelare le sue crepe, la sua provvisorietà, dando l’impressione che a distinguerli sia solo la maniera diversa di essere infelici. C’è chi è madre e flirta con l’ex tornato dal Cile; chi è single, ma non riesce a decidere con quale donna valga la pena provare a costruire qualcosa di serio; chi ha smesso di credere alle favole e prova a vivere in modo pratico e chi, semplicemente, sta insieme da una vita e giunto alla vecchiaia ha trovato, ormai, una serie di escamotage per sopportare la convivenza.

L'Ospite ThonyLa fotografia di una generazione, insomma, quella dei trentenni e dei quarantenni di oggi, che – come dice la madre di Guido – non ripara niente, perché ricompra tutto. Una generazione che ha le sue colpe, magari, ma che deve molto della sua formazione alla precarietà cui deve far fronte e che, molto spesso, tende a svalutarla, a prenderla in giro, alimentandone paure, sfiducie e aprendo la porta a quella crisi esistenziale e sentimentale su cui “L’Ospite” decide di porre la lente. Lo fa, tra l’altro, mettendo a confronto generazioni diverse, paragonandole tra loro: consapevole che, probabilmente, i criteri di giudizio, le ambizioni e i valori di una volta non fanno (e non faranno) più parte del mondo che ci circonda. Quel mondo nel quale Guido, però, deve tornare a stare in piedi, a difendersi, a credere ancora, e l’unico modo che ha per farlo è quello di cominciare a guardarlo in faccia per come è veramente, accantonando gli ideali e adattandosi agli imprevisti.

Perché se i riferimenti che avevamo si rivelano deboli oppure obsoleti, l’unica via che abbiamo per non finire fuori strada è quella di imparare a stare senza di loro. Procedendo lungo il cammino con quel po’ di esperienza messa in tasca, la giusta dose di fiducia in noi stessi e una voglia matta di lasciarsi sorprendere.

Trailer: