IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

giovedì 19 gennaio 2017

Logan: The Wolverine - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

Logan film

Rilasciato il nuovo trailer ufficiale, italiano, di "Logan: The Wolverine", terzo capitolo dello spin-off dedicato al famoso personaggio degli X-Men, diretto da James Mangold, con Hugh Jackman, Patrick Stewart, in uscita il prossimo 2 Marzo.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:

Nuovo Cinema Paradiso - Arriva (Forse) L'Edizione Definitiva

Nuovo Cinema Paradiso

Potrebbe essere forse l’edizione definitiva - quella che racchiude tutte le versioni possibili e disponibili sul mercato home video italiano - di “Nuovo Cinema Paradiso”, quella appena prodotta da Cristaldi Film e distribuita da Cecchi Gori Home Video. Un cofanetto slipcase contenente al suo interno la classica custodia amaray con un Blu-Ray Disc e due DVD, dentro i quali risiedono i tre cut differenti del film: rispettivamente da 124 (il Blu-Ray), 118 e 168 (quest’ultima è la versione integrale) minuti.

Un'operazione eseguita probabilmente per andare incontro alle richieste dei consumatori, che più volte, specialmente negli store online, hanno lamentato la mancanza di un cofanetto esaustivo, in grado di contenere, ed onorare a dovere, in tutte le sue varianti possibili, il film più rappresentativo di Giuseppe Tornatore. Per fare in modo che ciò accadesse si è dovuto mediare allora verso qualcosa di ibrido, misto, con alta definizione e definizione standard che si danno il cambio in base alle esigenze del richiedente, in attesa, chi lo sa, di una restaurazione futura e definitiva che possa permettere di rimasterizzare l’opera in HD in maniera trasversale.

Per adesso, tuttavia, quella di cui vi stiamo parlando rappresenta il miglior compromesso disponibile per godere, scoprire e rivedere uno dei film più belli del nostro cinema, un film che esalta e omaggia il cinema stesso e che ormai, ne siamo sicuri, identifica l'apice della carriera di Giuseppe Tornatore, sebbene quest'ultima sia ancora in fase di espansione e, dunque da tenere d'occhio.

Nuovo Cinema Paradiso Tornatore

Il Blu-Ray Disc prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 3
Formato Video: Anamorfico 1,85:1
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano Francese - 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano - 5.1 Dolby Digital: Italiano - 5.1 DTS HD: Italiano
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti, Inglese, Francese, Spagnolo
Durata: 124 Minuti ca.
Contenuti Speciali: 2 Card Da Collezione, Commento Audio Regista, Interviste, Recensioni, Locandine Originali, Galleria Fotografica, Premi
Confezione: Slipcase
Casa di Distribuzione: Cristaldi Film
Distributore Home Video: Cecchi Gori HV
Data di Uscita: 1 Dicembre 2016

Amarcord - In Home Video La Versione Restaurata

Amarcord Restaurato

Il capolavoro di Federico Fellini, “Amarcord”, esce in home video nella sua nuova versione restaurata dalla Cineteca di Bologna. Premio Oscar al miglior film straniero nel 1975, “Amarcord” è il lavoro più riservato e intimo del regista romagnolo, legato stretto alle memorie della sua infanzia, che ripercorre nella storia attraverso il protagonista Titta Biondi, pseudonimo del suo amico Luigi "Titta" Benzi.

Per effettuare il restauro dell’opera, il laboratorio L'Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, è partito direttamente dal negativo camera, scansionandolo sotto liquido alla risoluzione 4K. Nelle situazioni più estreme, dove alcune inquadrature erano state sostituite nel negativo originale con un internegativo di seconda generazione, si è cercato o di ritrovare e di reintegrare quello che era il negativo originale, oppure, nei casi impossibili, di scansionare e restaurare le parti di internegativo di seconda generazione a partire da un interpositivo e da un reversal internegativo, entrambi di prima generazione. Un processo di risanamento che ha coinvolto, ovviamente, anche il reparto audio: sistemato a partire dal mix magnetico italiano e dal negativo suono dialoghi, musica ed effetti. A collaborare con il gruppo di esperti all'operazione è stato anche il direttore della fotografia del film Giuseppe Rotunno, il quale ha controllato personalmente la qualità dei test, sottoposti di volta in volta alla sua attenzione.

Presentata per la prima volta al pubblico durante la 72ª Mostra del Cinema di Venezia, la nuova edizione della pellicola, disponibile in DVD e in Blu-Ray Disc, raggiunge quindi l'apice sotto l'aspetto della qualità d'immagine e del sonoro, aggiungendo al prodotto anche un piccolo comparto riservato ai contenuti extra dove, oltre a uno speciale, spiccano le interviste a Nicola Bassano, Gianfranco Miro Gori, Paolo Virzì e Goffredo Fofi.

Amarcord Blu-Ray

Il Blu-Ray Disc prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: Anamorfico 1,85:1
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano 2.0 - Mono Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Durata: 125 Minuti ca.
Contenuti Speciali: Come Spiegare L'Italia Agli Extraterrestri, Interviste a Nicola Bassano, Gianfranco Miro Gori, Paolo Virzì e Goffredo Fofi
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: Cristaldi Film
Distributore Home Video: Cecchi Gori HV
Data di Uscita: 22 Novembre 2016

Mommy - La Speranza Secondo Xavier Dolan

Mommy Dolan

Quel rapporto madre-figlio di cui ultimamente, nel suo recente “E’ Solo La Fine Del Mondo”, si era sottolineata la ridondanza, la continuità incessante, inerente a una tematica che il giovane Xavier Dolan fatica ad interrompere e a metter da parte, in “Mommy” - quinto lungometraggio del regista e sceneggiatore canadese, ora disponibile in Blu-Ray Disc e DVD - raggiunge forse il suo compimento ultimo.

Lo fa con una storia che inserisce nella coppia di cui sopra la figura di un estranea, di una donna con problemi personali anche lei da risolvere, che riesce a fare progressi solamente quando gli viene concesso di esercitare quel ruolo particolare, quasi di seconda mamma, con il quale a sua volta restituisce equilibrio famigliare laddove prima, in sua assenza, apparivano solo promesse di caos e distruzione. Certo, va ribadito che la sua presenza non basta a curare una volta per tutte le ferite di Diane e Steve, che la loro resta comunque una storia complicata, passionale, destinata a farsi irruenta e a scoppiare a prescindere perché indomabile nell'amore come nell'odio: sentimenti che geneticamente loro proprio non ci riescono ad arginare e a domare. Questo sebbene una porzione delle colpe penda anche su di un sistema che non lascia neppure troppo scampo, che con la stessa facilità con cui ti lascia uscire da un istituto psichiatrico è capace ugualmente di fartici rientrare.

Sono loro due allora il cantiere emotivo principale di cui si serve Dolan per raccontare una dramma molto in linea, sicuramente, con ciò che lo riguarda e che, nei limiti, ha vissuto. Una dramma emozionante, fatto di attimi liberatori come carichi di tensione, che ci ricorda tutte le potenzialità del suo cinema e quanto, a volte, il cinema stesso può farsi potente strumento, nonché metro di giudizio per misurare la dura realtà: una realtà che nella maggior parte dei casi tende a farci aggrappare alla speranza come ultima ancora di salvezza (qui la recensione completa).

Mommy Dolan


Il Blu-Ray Disc in edizione italiana prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: Anamorfico 1,85:1
Tracce Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano, Originale - 5.1 DTS HD: Italiano, Originale
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Durata: 133 Minuti ca.
Contenuti Speciali: Interviste, Scene Tagliate, Premiazione Festival Di Cannes, Clip, Trailer
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: Good Films
Distributore Home Video: Cecchi Gori HV
Data di Uscita: 3 Novembre 2016

Trailer:

mercoledì 18 gennaio 2017

La La Land - La Recensione

La La Land Film
Scrivere di un film come “La La Land” è una responsabilità non da poco. O perlomeno lo è se hai intenzione di farlo in maniera fedele, empatica, buttandoci dentro tutto ciò che hai sentito, provato, trattenuto e liberato durante le due ore abbondanti di proiezione. Quello diretto da Damien Chazelle più che un musical è un pezzo di vita, quella vita piena di sogni, piena di speranze, che quando sei giovane sentire alla portata è quasi un diritto, così come lo è il far di tutto per proteggerla dal cinismo e dalla piatta realtà alternativa: che dall'altra parte provano a schiaffeggiarti, a suggerirti di crescere, di smetterla di opporre resistenza, mentre tu, sei lì, impavido, che non gli dai retta perché dentro sai benissimo che ciò che stai inseguendo è solamente l’unico scenario di vita possibile in cui riesci a vederti.

Una follia e un romanticismo che giustamente “La La Land” ingloba fin dentro le sue ossa, in quei scenari magici di Los Angeles in cui si balla, si canta e dove in un battito di ciglia si può cambiare completamente luce, ambiente e colori. Del resto non c’è luogo migliore della città di stelle per raccontare la magnifica storia d’amore tra Mia e Sebastian: due anime in crisi, forse destinate a prendersi per mano, o forse unite esclusivamente dalle ambizioni comuni, chissà. Sta di fatto che sembrano davvero nati per stare insieme i due, per spalleggiarsi a vicenda, per reagire a quel mondo che - parafrasando una battuta di Ryan Gosling - ti chiude all'angolo e ti prende a pugni continuamente, in attesa che tu decida se reagire oppure gettare la spugna e andare ko. Così, una volta superati gli attriti, quelle insolenze un po’ gratuite scambiate in un paio di occasioni, Mia e Sebastian decidono che indossare i guantoni insieme è più semplice che da soli, che prendere coraggio e buttarsi è l’unico modo per provare a conquistare ciò che vogliono, potenziati da un amore vero, puro e sincero che bello così e dolce così, probabilmente ce l’hanno solo loro, ed è una forza micidiale capace di renderli invincibili, abili di qualsiasi cosa.

Questo almeno in prima battuta.
La La Land Emma Stone Ryan GoslingPerché “La La Land” non è solo il trionfo della felicità, dei sognatori, della potenza dell’amore che quando c’è fa vorticare ciò che abbiamo intorno rendendo all'improvviso tutto possibile e meno grigio. Quello di Chazelle è un film che come è in grado di spiccare il volo, allo stesso modo sa scendere coi piedi per terra, rendersi conto di una perfezione effettiva non raggiungibile e di quella punta di amaro che inevitabilmente, anche nella vita della persona più fortunata al mondo, esiste e non smette (forse) mai di sussurrare all'orecchio il suo verbo. Perciò con la stessa bravura disarmante con cui è bravo a strapparci sorrisi, risate e a farci brillare gli occhi, il regista dimostra di essere altrettanto capace ad usare il bastone, di non voler realizzare un’opera destinata ad esistere a gravità zero e basta, ma qualcosa di assai più grande, di enorme, con la quale chiunque può entrare in contatto e venire letteralmente scosso, ribaltato, devastato emotivamente.

Ciò succede precisamente in un finale sublime, dove “La La Land” non sbaglia neppure una virgola e mette in canna due sequenze stratosferiche, micidiali, che consentono a Chazelle di portare a casa una risoluzione impeccabile, da brividi e stracolma di lacrime (con una Emma Stone straripante e assoluta protagonista). Un colpo da maestro che funge da ciliegina sulla torta per consacrare la sua opera a capolavoro del genere, un capolavoro che peraltro porta con sé propositi rivoluzionari, di stampo moderno, decisamente espugnati.
Ma come detto in precedenza: scrivere di un film come “La La Land” è una responsabilità non da poco, o perlomeno lo è se hai intenzione di farlo in maniera fedele, empatica, buttandoci dentro tutto ciò che hai sentito, provato, trattenuto e liberato durante le due ore abbondanti di proiezione.
Cosa che, sinceramente, io ho anche provato a fare, fermo restando che quando ci sono di mezzo i sogni, il romanticismo e la pazzia, come in questo caso, il rischio è sempre quello di non essere mai troppo accurati e di aver dimenticato qualcosa. Perché, appunto, i sogni, il romanticismo e la pazzia, da che mondo è mondo, sono esperienze che vanno vissute in prima persona, provate sulla pelle, ascoltate emotivamente e non raccontate a parole da qualcun altro che ha avuto la fortuna di poterlo fare al posto vostro.

Trailer:

martedì 17 gennaio 2017

Arrival - La Recensione

Arrival Film
In tutta onestà, tra il sottoscritto e il cinema di Denis Villeneuve non scorre buon sangue.
Personalmente considero il canadese un regista bravissimo visivamente, ma un tantino furbo quando c’è da fornire trazione e sostanza alla narrazione, manipolata spesso con fare ricattatorio o per provocare lo spettatore, oppure per il semplice bisogno primario di andare a muovere la storia verso quella che dovrà essere la sua curva o la sua meta conclusiva.
Un vizio che a mio avviso va a togliere inevitabilmente genuinità alle sue opere, e da cui neppure “Arrival” riesce ad essere completamente esonerato, sebbene rispetto al passato c’è da ammettere che stavolta la situazione appare assai più smussata e sostenibile del previsto.

Affronta per la prima volta la fantascienza, il regista, prendendo spunto da uno dei racconti inclusi nell'antologia di Ted Chiang - intitolata “Storie Della Tua Vita” - e frugando tra le influenze più significative della sua memoria e del cinema: che lo portano inevitabilmente a considerare il fascino dei grandi classici del genere e a catturare, ristrutturandolo, l’immaginario spielbergiano presente in “Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo”. Anche qui, come nella maggior parte dei casi in cui a prevalere non debba essere per forza l’azione, allora l’esperimento prioritario è quello di comunicare con la nuova specie, capire che intenzioni hanno, se sono venuti in pace o per sterminare la razza umana. E a rispondere a questa domanda dovrà essere la linguista Amy Adams che, ingaggiata ed affiancata dai militari americani e dallo scienziato Jeremy Renner, non si affiderà alle famose note musicali che furono, ma troverà il modo di scambiare informazioni con loro attraverso l’aiuto della scrittura, rappresentata nel caso specifico da disegni circolari a forma di anelli di inchiostro sbavato, contenenti al loro interno non delle parole singole, ma dei significati veri e propri, totalmente da decifrare.

Arrival FilmCrea un’atmosfera di tensione idonea a difendere a lungo il clima di paura e sospetto posto alla base, Villeneuve, il quale non rinuncia alla sua furbizia, ma perfeziona la maniera con cui servirsene, guadagnandone in stabilità e gradevolezza. Allo stesso modo di come la Storia recente ci insegna, sceglie di adoperare la fantascienza contaminandola con spiegazioni scientifiche ricercate, ma soprattutto con la filosofia, appesantendo forse un tantino gli obiettivi da raggiungere e ridimensionando la portata di uno script che dalla sua poteva senz'altro avere delle risonanze maggiori. Nel complesso, tuttavia, è un prodotto ben riuscito, “Arrival”, con grandissime idee registiche ed estetiche da sbandierare e un espediente interessante applicato lungo il suo piano temporale, che seppur non effettivamente sconcertante sotto l’aspetto delle emozioni, sa come spiazzare lo spettatore, costringendolo ad una inaspettata rilettura.
Rilettura che, per certi versi, ci aspettavamo Villeneuve volesse apportare anche al genere, che invece ha preferito accarezzare e solleticare senza prendersi la responsabilità di smontare e rimontare a sua immagine e somiglianza.

Operazione misurata della quale a noi, comunque, piace vedere specialmente i lati positivi, come l’abilità con cui il regista ha saputo controllare alcuni di quelli che vengono considerati, a volte, suoi difetti, mettendosi quasi incondizionatamente al servizio di una pellicola che fa il suo dovere, pur non toccando mai vette altissime, di carattere indimenticabile. Vette tenute al caldo, probabilmente, per essere impiegate, speriamo, in quello che dovrà essere il suo secondo film di fantascienza, ovvero l’attesissimo sequel di “Blade Runner” che a questo punto potrebbe essere fondamentale pure per capire se tra il sottoscritto e Villeneuve possano esserci gli estremi per un definitivo riavvicinamento.
Ma questa, come si dice in certi casi, è un’altra storia e peraltro assai meno interessante.

Trailer:

venerdì 13 gennaio 2017

Man In The Dark - Fede Alvarez E La Farina Del Suo Sacco

Man In The Dark Film

Il pupillo di Sam Raimi, Fede Alvarez, si cimenta per la prima volta in un lungometraggio originale, il “Man In The Dark” che oltre a dirigere ha anche scritto insieme allo sceneggiatore Rodo Sayagues. La storia è quella di un gruppo di giovani delinquenti intenzionati a svaligiare la casa di un uomo ricco, affetto da cecità, colpo secondo loro attuabile con il minimo sforzo, eppure, a conti fatti, più complicato del previsto: poiché l'uomo in questione si dimostra esperto e abile a proteggere sé stesso più di un qualsiasi altro bersaglio privo di segni particolari. Un thriller ad alta tensione, ovviamente, che nulla ha a che vedere con l’ottimo remake de “La Casa” eseguito da Alvarez in precedenza, ma capace comunque di confermare le doti registiche di un giovane talento che sa benissimo come non essere mai banale e soddisfare le richieste di divertimento dello spettatore.

In prima battuta sembra assurdo e scontato infatti, “Man In The Dark”, ma basta concedergli la giusta fiducia per accorgersi di quanto riesca diligentemente a svolgere il suo mestiere, uscendo dai canoni impostati, seguiti da prodotti simili, e svoltando verso quell'invenzione che non ti aspetti e che ribalta ogni concezione o ipotesi: scatenando allora fermento e voglia di scoprire fino a dove si ha davvero intenzione di volersi spingere.

Uno spettacolo sicuramente sopra la media, che non mancherà di restituire agitazione e sussulti e che da questo mese potrete recuperare, se non lo avete ancora fatto, comodamente sul divano di casa, attraverso le versioni disponibili in DVD e Blu-Ray Disc: tra l'altro ricche di contenuti speciali (qui la recensione completa del film).

Man In The Dark DVD


Il Blu-Ray Disc in edizione italiana prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: Anamorfico 2,40:1
Tracce Audio: 5.1 DTS HD: Italiano Inglese Giapponese 5.1 - Dolby Digital: Russo
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Danese, Estone, Finlandese, Giapponese, Lettone, Lituano, Norvegese, Russo, Svedese, Ucraino
Durata: 88 Minuti ca.
Contenuti Speciali: 8 Scene Eliminate Con Commento Del Regista, Senza Scampo, Creando La Casa Degli Orrori, Incontro Con Cast, Commento Audio, Uomo Nel Buio, Il Suono
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: Sony Pictures
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 11 Gennaio 2017

Trailer:

Dopo L’Amore - La Recensione

Dopo L’Amore Poster
Della separazione al tempo della crisi ce ne aveva parlato già Ivano De Matteo con “Gli Equilibristi”, raccontando di una famiglia finita per un tradimento e di un marito (colpevole) costretto a ridursi a barbone con doppio lavoro pur di riuscire a pagare gli alimenti dei due figli alla moglie. Una soluzione drastica, plausibile, ma a quanto pare non l’unica a disposizione: come mostra la variante francese, diretta da Joachim Lafosse, che con un tocco apparentemente meno drastico ci porta all'interno di un matrimonio finito, ma con marito e moglie ancora sotto lo stesso tetto, alla ricerca di un punto d’incontro sulla separazione che tarda ad arrivare e in mezzo due piccole gemelle costrette a subirne passivamente la tensione tra frecciate, discussioni e vili giochetti.

Lui vuole la metà dell’appartamento, lei vuole dargliene un terzo. Lui è un architetto praticamente disoccupato, lei una figlia di papà che nella vita ha sempre avuto la strada spianata. Dinamiche che, probabilmente, avranno fatto la differenza nell'evoluzione della fine del loro amore, sgretolato peraltro non per via di una relazione extraconiugale, ma per lo scemare fisiologico della passione. A tenerli ancora uniti, quindi, solo una questione economica, come preannuncia il titolo originale “L'Economie Du Couple” (assai più calzante ed evocativo del nostrano e approssimativo “Dopo L’Amore”) e ufficialmente lo confermano sia lui che lei nel privato e agli amici: sebbene ai nostri occhi la sensazione che tra Marie e Boris sia rimasto qualcosa di profondo e di eterno la si percepisce ogni volta che i due (o meglio, lei) lasciano andare rabbia e testardaggine, riavvicinandosi per ricordare com'era salvifico stare insieme o semplicemente tenersi la mano. Troppo poco, però, per pensare di compiere un passo indietro, specie in un'epoca e in una società come questa, dove – come appunta giustamente la madre di lei - se qualcosa si guasta viene sempre buttata via, ed è un diktat che non riguarda più solo gli oggetti, ma una politica entrata dentro i nostri valori, fino a infettarli alla radice.

Dopo L’Amore LafosseEppure a seguirli nella routine, nella solitudine, come anche nei diverbi urlati tra le mura del loro appartamento, a noi spettatori viene voglia di sperare che questa coppia riesca a un certo punto a mettere da parte i suoi impunti, i suoi silenzi e azzardare una ripartenza che possa, magari, rendere più continuo quel flusso pacifico che in due, massimo tre scene, Lafosse decide di concederci emozionandoci al punto da farci bagnare gli occhi e tirarci via un sorriso. Perché è evidente la preziosità di ciò che andrebbero a spezzare, l’energia di quel sentimento vivo che sgomita pur di farsi sentire, cercando con le poche forze rimaste di ribellarsi alla follia di una felicità migliore o, peggio ancora, perpetua che soprattutto Marie è convinta di meritare e di potere ottenere. Sotto, sotto infatti è lei quella con le forbici in mano, la più risoluta a voler chiudere i battenti, a tagliare la corda tesa di un marito che, per quanto forse disastroso, non ha problemi a reiterare il suo amore e la disponibilità a far di tutto pur di non avere rimpianti futuri sulla relazione.

Un requisito che, per certi versi, contribuisce a rendere “Dopo L’Amore” un film abbastanza femminista, con donne padrone di casa che impongono, affermano e rilanciano la conquista assoluta di un potere che mette l’uomo all'angolo e addirittura nella facoltà di chieder lui gli alimenti. Una scelta forse voluta e non casuale, magari in linea con lo stile ai limiti del documentaristico di Lafosse che con grande asciuttezza si distacca il più possibile dalla finzione, confezionando una pellicola praticamente priva di difetti, magnetica e dalla quale si resta impossessati.

Trailer:

giovedì 12 gennaio 2017

Baywatch - Nuovo Trailer Italiano Ufficiale

Baywatch Dwayne Johnson

Rilasciato il nuovo trailer italiano, ufficiale, di "Baywatch", il film tratto dall'omonima serie televisiva anni '90, diretto da Seth Gordon, con Dwayne Johnson, Zac Efron, Alexandra Daddario, Priyanka Chopra e Kelly Rohrbach, dal 1 Giugno al cinema.

Nuovo Trailer Italiano:

Riparare I Viventi - Trailer Italiano Ufficiale

Riparare I Viventi Film

Disponibile il trailer italiano, ufficiale, di "Riparare I Viventi", il film di Katell Quillévéré con Tahar Rahim, Emmanuelle Seigner, Anne Dorval, Bouli Lanners, Kool Shen, Monia Chokri, Alice Taglioni, Karim Leklou Alice de Lencquesaing, Finnegan Oldfield, Théo Cholbi, Gabin Verdet e Dominique Blanc, in uscita nelle sale il prossimo 26 Gennaio.

Trailer Italiano Ufficiale:

Sinossi (Ufficiale):
Tutto inizia all'alba, il mare agitato e tre giovani surfisti. Qualche ora dopo, sulla strada verso casa, avviene l’incidente. Ormai attaccata alle macchine di un ospedale di Le Havre, la vita di Simon è solo un’illusione. Nel frattempo a Parigi, una donna aspetta il trapianto provvidenziale che potrà salvarle la vita…