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giovedì 20 luglio 2017

Atomica Bionda - La Recensione

Atomica Bionda Theron
Berlino. 1989. Guerra Fredda.
La caduta del muro è alle porte, ma prima che ciò accada c’è da sistemare una questione legata ad una lista di spie appena sottratta a un agente segreto inglese, assassinato dal KGB. Ad occuparsi dell’incarico una delle migliori agenti appartenenti all'Intelligence Britannica, una bionda tosta, sensuale e senza peli sulla lingua che porta i connotati dell’irresistibile Charlize Theron. La sua missione è quella di raggiungere il territorio tedesco e di recuperare il materiale rubato, intercettando però, prima, un folle collega infiltrato che ha saputo inserirsi benissimo nell'ambiente tanto da destare sospetti sulla sua attendibile lealtà.

Non fidarti di nessuno, consigliano i suoi superiori alla Lorraine Broughton della Theron, prima di congedarla definitivamente e spedirla in pasto ai killer della decadente e tesissima capitale crucca. Un consiglio che quando si parla di spie e di intrighi con alla base doppiogiochisti e (potenziali) traditori capita di sentire spesso e che, proprio per questo, David Leitch e lo sceneggiatore Kurt Johnstad, almeno a sensazione, sembra abbiano voluto cogliere al balzo costruendoci intorno una sorta di parodia action che però ha il pregio e la furbizia di volersi prendere sul serio dall'inizio alla fine. Che cosa vuol dire? Vuol dire che in “Atomica Bionda” tutto è fondamentale, tutto è di vitale importanza, da non prendere sottogamba. In ballo ci sono vite innocenti e vite meno innocenti, insieme ovviamente all'integrità di Stati che mirano a proteggere la propria riservatezza, minacciati da altri che invece non aspettano che il pretesto giusto per passare all'attacco e poterli annientare. Il problema è che in un mondo come chi deve agire è davvero solo con sé stesso, e lo è anche e soprattutto quando lavora al fianco, e nella stessa squadra, di qualcuno che non conosce e non hai mai visto; di cui non può sapere valori e scopi, ma intuire, al massimo, che la cosa da parte sua è reciproca.
Discorso che getta le fondamenta per permettere a Leitch e Johnstad di costruire l'arma migliore con la quale adattare il romanzo The Coldest City di Anthony Johnson: allestendo una struttura, soprattutto narrativa, che fa del loro lavoro un film adrenalinico d’intrattenimento, ma anche un gustosissimo thriller in cui nulla va mai dato per scontato.

Atomica Bionda TheronL’apparenza, del resto, se non è proprio tutto è comunque molto. E in “Atomica Bionda”, in varie occasioni, succede che è l’abito a fare il monaco. Un discorso valido non solo per i personaggi raccontati e messi in mostra, ma esteso ulteriormente ad una regia che mira a confondere e a distrarre lo spettatore mettendolo in condizioni di non essere più lucido e capace di distinguere assoluti e/o andare avanti con la risoluzione della storia. Pendiamo tutti dalle labbra di Lorraine/Charlize infatti, dalla sua esposizione post-fatti che le alte teste in grado gli chiedono con le cattive dopo il disastro ricavato dall'operazione. Pendiamo dalle sue labbra e dal suo corpo, dai suoi calci e i suoi cazzotti, dai suoi baci e le scappatelle che, saltuariamente, ma con partecipazione, si concede insieme alla collega, spia francese, Sofia Boutella: con la quale scoppia rapida la passione, nonché il sospetto di un reale colpo di fulmine e coinvolgimento emotivo. Dirottamenti che a Leitch piacciono e, a onor del vero, piacciono molto anche a noi, specie quando hanno il compito di colorare una trama, a cui non passa mai la voglia di infittirsi, con svariate ed insolite sfumature anche a sfondo ironico, accompagnate all'occorrenza dall'utilizzo di pezzi musicali in contrasto, o tuttavia non esattamente coerenti con la gravità della situazione (vedi l’utilizzo bellissimo di “I Ran”).

Così, tirando le somme, ci si accorge che dare un senso all'intera cavalcata (che, per carità, a fine corsa un senso ce l’avrà, eccome) non è la cosa più importante, perché quello che conta davvero in “Atomica Bionda” non è tanto la meta, quanto il viaggio: un viaggio fuori di testa, divertentissimo e pieno di imprevisti e improvvisate, che non fanno altro che rendere l'esperienza ancor più travolgente e ammaliante.
Cosa che rende decisamente sensata la collocazione nella stagione estiva.

Trailer:

mercoledì 19 luglio 2017

L'Uomo Di Neve - Trailer Italiano Ufficiale

L'Uomo Di Neve film

Rilasciato il trailer italiano ufficiale de "L'Uomo Di Neve", il thriller diretto da Tomas Alfredson, basato sul bestseller di Jo Nesbø, con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg e J.K. Simmons, dal 12 Ottobre al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Investigando sulla scomparsa di una donna, avvenuta subito dopo la prima neve d’inverno, il detective (Fassbender) a capo di una squadra speciale anticrimine teme che sia tornato a colpire un inafferrabile serial killer. Grazie all’aiuto di una brillante poliziotta appena trasferita (Ferguson), il detective si trova a riaprire casi irrisolti vecchi di decenni nella speranza di trovare indizi che li colleghino al nuovo efferato delitto e sconfiggere così una mente diabolica oltre ogni immaginazione prima della prossima nevicata.

martedì 18 luglio 2017

Gifted: Il Dono Del Talento - La Recensione

Gifted Marc Webb
Era la soluzione più ponderata, ragionevole. Ripartire da zero. O quasi, almeno.
Nella tela di Spider-Man - che avrebbe dovuto essere amazing, ma che amazing non lo è mai stato davvero – infatti Marc Webb ha rischiato di rimanerci intrappolato, di rimanere vittima di un ingranaggio che non gli appartiene, molto più grande rispetto a lui che invece si trova maggiormente a suo agio nella gestione di quei film cosiddetti “piccoli”, dove non c’è pressione e dove il margine di manovra e di esecuzione è di certo più elevato.

Poi, per carità, ci sta che dopo una batosta del genere, dopo essere stato quasi fagocitato da un progetto che si credeva amico e che all'improvviso è diventato ostile, uno decida di andarci coi piedi di piombo. Di non ricominciare a correre, quindi, camminando a passo sicuro, senza però rischiare lo strappo facendo dei sforzi eccessivi. Perché in tutta onestà, in “Gifted: Il Dono Del Talento”, di sforzi eccessivi non è che se ne vedano tanti, anzi, tutto è piuttosto canonico e prevedibile, conosciuto potremmo dire, in un certo senso. Eppure, nonostante ciò, l’anima di Webb torna a farsi sentire come non faceva ormai da tempo, a levarsi libera, a pulsare, mettendosi al servizio non di una storia romantica, come probabilmente c’era da aspettarsi, ma di un dramma famigliare con al centro una bambina prodigio per la quale c’è da stabilire se il futuro migliore sia con lo zio Chris Evans, che la sta crescendo praticamente da quando è nata, dopo il suicidio della madre, oppure con la nonna Lindsay Duncan, tornata a farsi viva non per caso, con la boria di poter donare a sua nipote una vita più agiata e una scuola all'altezza. Disputa che ben presto, e con nessuna sorpresa, finisce col diventare legale, con l’assumere i tratti tipici del processo, alimentando l’intera struttura sentimentale della pellicola che di fatto - ed era piuttosto ovvio - interessa al suo regista più di ogni altra cosa: se non altro per dimostrare a chi avesse dubbi a riguardo di non aver perduto minimamente il tocco.

Gifted FilmCon umiltà e voglia di rimettersi in carreggiata allora Webb prende il copione scritto da Tom Flynn e lo fa suo, lo assorbe, esaltandolo secondo quello che è il suo cinema e secondo quella che è la sua spiccata sensibilità emotiva. Non c'è da stupirsi perciò se in “Gifted: Il Dono Del Talento” i momenti migliori sono gli stessi che avevano contraddistinto entrambi gli Amazing Spider-Man, ovvero quelli dove a venir fuori è l’umorismo, oppure la tenerezza e l’autenticità degli affetti. Questo sebbene di una storia d'amore vera e propria non ci sia alcuna traccia (e volendo inserirla i pretesti ci sarebbero anche stati), sostituita intelligentemente da una scrittura accurata ed essenziale attraverso la quale, tramite le varie fasi di sviluppo della trama, viene chiarito allo spettatore il quadro generale complesso di una famiglia, quella protagonista, della quale alla fine sapremo vita, morte e miracoli, pur non avendo visto da vicino nessun fatto, flashback o quant'altro.

Una mossa a sorpresa, se vogliamo, da parte di Webb, che probabilmente pur volendo rimettersi in gioco, ha preferito non andare a ricalcare troppo determinati aspetti del suo esordio, ostentando un sottile accenno di rischio che tuttavia è anche sinonimo di stuzzicante personalità. Perché pur se microscopico, pur se con basso profilo, pur se non richiesto, la determinazione di fare un passo avanti in lui c’è sempre stata, a prescindere dalle rivincite personali, dagli obiettivi e dalla priorità di non compromettere, come poi non ha fatto, la riuscita di un film che, pensiamo, avesse per lui significato enorme e fondamentale.
Un po’ come enorme e fondamentale potrebbe essere la scoperta di un talento come quello della giovane Mckenna Grace, bambina protagonista in grado di rubare la scena a tutti e di cui, è assai probabile, in futuro sentiremo parlare.

Trailer:

giovedì 13 luglio 2017

L'Ora Più Buia - Trailer Ufficiale Italiano

L'Ora Più Buia Oldman

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "L'Ora Più Buia", il nuovo film di Joe Wright, con Gary Oldman, Kristen Scott Thomas, Lily James, Stephen Dillane, Ronald Pickup e Ben Mendelsohn, dal 18 Gennaio al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:

Sinossi (Ufficiale):
Un'avvincente ed entusiasmante storia vera che inizia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e che vede Winston Churchill (il nominato agli Oscar Gary Oldman), pochi giorni dopo la sua elezione a Primo Ministro della Gran Bretagna, affrontare una delle sfide più turbolente e determinanti della sua carriera: l'armistizio con la Germania nazista, oppure resistere per poter combattere per gli ideali, la libertà e l'autonomia di una nazione. Mentre le inarrestabili forze naziste si propagano per l'Europa occidentale e la minaccia di un'invasione si rivela imminente, con un pubblico impreparato, un re scettico ed il suo stesso partito che trama contro di lui, Churchill deve far fronte alla sua ora più buia, unire una nazione e tentare di cambiare il corso della storia mondiale.

martedì 11 luglio 2017

The War: Il Pianeta delle Scimmie - La Recensione

The War: Il Pianeta delle Scimmie Film
Quello de “Il Pianeta Delle Scimmie” è, probabilmente, uno dei prequel/reboot migliori che l’industria hollywoodiana è riuscita a confezionare negli ultimi anni. Questo lo porta ad essere, di conseguenza, anche uno dei blockbuster di maggior spicco, nonché una trilogia di fronte alla quale bisogna alzare il cappello, rimproverandogli poco o nulla. Di questo va dato merito a chi non ha voluto spremere rapidamente il frutto (un film ogni tre anni), a chi ha permesso che la gestazione della saga si prendesse il suo tempo, a chi ha puntato forte su Matt Reeves (che non ha diretto solo il primo film) e sulle sue capacità di mettere in secondo piano la spettacolarizzazione grossolana, rilanciando verso un intrattenimento “più d’autore” che poi è forza principale del suo cinema e di un epilogo come questo, dai tratti muscolari e ultra-avvincenti.

Non c’è una virgola sbagliata in “The War: Il Pianeta delle Scimmie”, dalla scelta di mettere da parte gli umani realizzando una storia concentrata esclusivamente sui primati, al conflitto interiore di un Cesare che deve lottare contro sé stesso per non cedere alla tentazione di trasformarsi in quell'essere umano che, nel frattempo, ha saputo spingersi talmente avanti da riuscire ad allestire una Guerra (Santa) con la quale rischia di annientare solamente sé stesso. E’ una vera e propria resa dei conti il film di Reeves, un western avventuroso in cui l’apocalisse si respira a ogni angolo, dove scimmie si arruolano con soldati per dare una mano ad annientare altre scimmie e dove l’uomo ha raggiunto il massimo della sua disperazione, perdendo il dominio e con esso il suo tratto distintivo fondamentale: il senno. C’è un Woody Harrelson esaltato e mitomane infatti a guidare l’esercito di altrettanti esaltati soldati verso la vittoria di un conflitto che, secondo le loro strategie, dovrebbe andare a compiere, si, la Storia, ma anche fungere da nuovo inizio per l’intera umanità: per la quale si prevede un netto sterminio nei confronti di chiunque la pensi diversamente dallo pseudo-leader e chiunque sia stato infettato da un virus che, pare, riesca a privare le sue vittime della ragione oltre che della parola.

The War: Il Pianeta delle Scimmie CesareTutta colpa delle scimmie, dicono. Ma tutta colpa anche della natura, la quale in rotta con l’uomo per aver giocato troppo a fare Dio, ora ha intenzione di riscuotere il suo conto e di fargliela pagare fino all'ultimo centesimo. Eppure, in realtà, quello che Reeves cerca di far trapelare è assai meno contorto e divino, è un messaggio semplice, forse addirittura scontato, secondo il quale, potenzialmente, la nostra estinzione, presente o futura, vera o immaginata che sia, risiede tutta nelle nostre mani e passa per quelle scelte che continuamente ci vengono messe davanti agli occhi e che spesso ci capita di sbagliare: esempio concreto il rifiuto di Harrelson nell'accettare la tregua di Cesare, decidendo di rilanciare e di farlo pesantemente. Scelte delicate e cruciali, dunque, che non risparmiano, come prevedibile, neppure le scimmie della pellicola, oramai sempre più simili all'espressione massima della loro evoluzione e quindi inclini ad agire tramite l’istinto e le emozioni ("So emotional!", viene detto a Cesare in un momento preciso). Loro, nonostante un Cesare meno lucido del solito, però riescono sempre a fare la scelta giusta, che poi altro non è che quella approvata da noi spettatori, sostanzialmente, e perciò non propria o figlia di un animale geneticamente modificato e potenziato, ma presente senza riserve nella coscienza e nella morale dell’essere-umano-tipo.

Tuttavia siamo fatti così noi, lo riconosciamo onestamente. Siamo distruttivi, egoisti, ottusi, convinti delle nostre certezze a prescindere dalla loro compattezza e abilissimi a rinnegare il buon senso. Di speranza, obiettivamente, guardando al futuro ne abbiamo poca e a vincere, anzi, è forse la paura di un presente che, tra l'altro, neppure si distanzia troppo dagli eventi narrati dal film (vedi il famoso muro). Sta di fatto che Reeves una piccola speranza intende lasciarcela lo stesso, magari con lo scotto di pagare il non esser più capi di questo pianeta, ma perlomeno non l'altro dazio, carissimo, di far si che la nostra specie cessi definitivamente il suo corso.
Speranza che, neanche a dirlo, risiede tutta nelle mani di una (piccola) donna.

Trailer:

lunedì 10 luglio 2017

La Torre Nera - Secondo Trailer Ufficiale Italiano

La Torre Nera Mcconaughey

Presentato il secondo trailer ufficiale, italiano, di "La Torre Nera", il film di Nikolaj Arcel, tratto dall'omonima saga di romanzi firmata Stephen King, con Idris Elba, Matthew Mcconaughey e Katheryn Winnick, al cinema dal 10 Agosto.

Secondo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Roland Deschain, ultimo membro vivente dell'ordine dei cavalieri, vaga in cerca della Torre Nera, una costruzione leggendaria che tiene in equilibrio l'universo, nella speranza che, raggiungendola, riesca a salvare il mondo ormai in rovina. Un nuovo super fantasy dalla straordinaria penna di Stephen King.

giovedì 6 luglio 2017

Geostorm - Trailer Ufficiale Italiano

Geostorm Gerard Butler

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Geostorm", l'action thriller diretto da Dean Devlin, con Gerard Butler, Abbie Cornish, Ed Harris e Andy Garcia, al cinema in 3D, 2D e IMAX da Novembre 2017.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
In seguito a una terribile serie di disastri naturali che hanno messo in serio pericolo il pianeta, i capi di stato dei vari Paesi del mondo si sono uniti per creare una complessa rete di satelliti per poter controllare il clima globale e garantire la sicurezza di tutti. Ma qualcosa non ha funzionato, il sistema costruito per proteggere la Terra ora la sta attaccando ed è una corsa contro il tempo per scoprire da dove proviene la vera minaccia, prima che una tempesta universale spazzi via tutto… e tutti.

La Battaglia Dei Sessi - Trailer Italiano Ufficiale

La Battaglia Dei Sessi Emma Stone

Rilasciato il trailer italiano, ufficiale, di "La Battaglia Dei Sessi", il film - che racconta la storia vera del duello tennistico tra Billie Jean King e Bobby Riggs - diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris, con Emma Stone, Steve Carell, Elisabeth Shue, Andrea Riseborough, Natalie Morales, Alan Cumming, Eric Christian Olsen, Sarah Silverman, Martha MacIsaac e Austin Stowell, al cinema dal 30 Novembre 2017.

Trailer Italiano Ufficiale:

martedì 4 luglio 2017

Spider-Man: Homecoming - La Recensione

Spider-Man: Homecoming Holland
Da un grande potere derivano grandi responsabilità. Ma se hai quindici anni, forse, le cose stanno diversamente.
Il secondo (e speriamo ultimo) reboot di Spider-Man costringe Sony e Marvel a fare alleanza e ad affidarsi a un Peter Parker del tutto inedito, un adolescente contaminato dai tempi moderni, nerd quanto basta per guadagnarsi l'etichetta di sfigato a scuola e convinto di valere qualcosa solamente quando al servizio dell'anti-crimine e in tutina aderente. Un comportamento che proprio non va giù a un padre putativo d’eccezione come Tony Stark, il quale sotto sotto - anche per alimentare il suo ego - vorrebbe che il ragazzo la smettesse di giocare a fare l’eroe e che si concentrasse più sul vivere un’età così complessa e importante come l’adolescenza.

Batte una strada nuova e piuttosto stimolante dunque “Spider-Man: Homecoming”, che dietro le prodezze del bimbo ragno impegnato a volare tra i grattacieli di New York e la minaccia terroristica dettata dalla sete di vendetta dell’Avvoltoio di Michael Keaton, piazza lungo il suo percorso semi di un coming-of-age supereroistico, influenzato a tratti dalle atmosfere e le soluzioni di quel cinema anni ’80 targato John Hughes. Certo, quella diretta da Jon Watts è una pellicola con dei parametri da rispettare, con dei paletti di cui non è possibile fare a meno, per cui è normale se molto spesso ci si trovi costretti a spezzare la magia, gli interrogativi e lo spirito del romanzo di formazione puro per dare spazio alle incursioni spettacolari e ad alto tasso d'azione del cine-comic tradizionale: che in questo caso comprende anche una trama intenta a guardare agli Avengers sia per quanto riguarda il capo che la coda. Quello che conta però è che ciò non prenda mai il sopravvento, che l'equilibrio sia controllato e che non si perda mai confidenza con la leggerezza e l'umorismo che sta alla base sia del personaggio centrale sia di un genere che, ultimamente, tende ad appesantirsi al tal punto da risultare indigesto e frastornante.

Spider-Man: Homecoming WattsLa mano della Marvel si vede e si sente, insomma, e in maniera pesante, se vogliamo. La ricostruzione del franchise ad opera del suo team creativo infatti fa sparire definitivamente le tracce dell'operato di Sam Raimi (che per inciso consideriamo eccellente fino a "Spider-Man 3"), allontanando qualsiasi ombra o sospetto di ricalco - come accaduto nella fase "The Amazing" - e (ri)partendo da zero con la genesi senza il bisogno di star lì a ribadire fatti o concetti che ormai eran divenuti ovvi e ridondanti per chiunque. Parliamo di una scelta rischiosa, avallata più per motivi legati alle vecchie produzioni che per altro, ma che si dimostra, nella pratica, non solo plausibile, ma anche la mossa migliore per rilanciare Spider-Man in maniera fresca ed esaltante, presentandolo al grande pubblico in una versione ancora acerba e quindi ricca di quelle sfaccettature che, ad oggi, nessuno aveva avuto modo di analizzare e raccontare.
Una versione che, tra l'altro, sarebbe sbagliato classificare in fretta e furia come dedicata principalmente (o solo) ai teenager, considerato che nello spaccato esistenziale vissuto da Peter, c'è tutta una serie di dubbi e di scelte da compiere-o-non, che non si allontanano molto poi da quelle che abbiamo visto mettere in crisi i suoi predecessori o, volendo tornare coi piedi per terra, da quelle che potrebbero ruotare attorno alla morale di un qualsiasi uomo comune.  

Nonostante qualche imperfezione allora - dovuta per lo più a un cattivo al quale probabilmente poteva esser concesso un approfondimento maggiore e a una durata sulla quale si potevano andare a togliere almeno una quindicina di minuti - a questo "Spider-Man: Homecoming" bisognerebbe fare comunque solo i complimenti: se non altro perché era un film destinato ad andare contro ogni pronostico, voluto dalla Sony ad ogni costo per non rischiare di perdere i diritti sul personaggio e sul quale, soprattutto, c'erano da prendere tante scelte, tutte limitanti, per evitare di ritrovarsi immediatamente di fronte all'ennesimo schianto imprevisto.
Invece, quello che sono riusciti a tirare fuori Watts e i due sceneggiatori John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein è, fino a prova contraria, il miglior film su Spider-Man realizzabile oggi: uno scampato pericolo che a questo punto siamo davvero curiosi di vedere fino a che altezze potrà salire.

Trailer:

Il Ragazzo Invisibile: Seconda Generazione - Teaser Trailer Ufficiale

Il Ragazzo Invisibile Seconda Generazione Salvatores

Disponibile il teaser trailer ufficiale di "Il Ragazzo Invisibile: Seconda Generazione", secondo capitolo della saga diretta da Gabriele Salvatores, con Ludovico Girardello, Ksenia Rappoport, Galatea Bellugi, Ivan Franek, Noa Zatta e con Valeria Golino, prossimamente nelle nostre sale.

Teaser Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Difficile tornare alla vita normale dopo aver scoperto di essere "speciali". Michele Silenzi ha sedici anni e come molti ragazzi della sua età vive un'adolescenza tutt'altro che serena: la ragazza dei suoi sogni ama un altro e il rapporto con gli adulti è sempre più difficile. Michele si ritrova sempre più solo; tutto questo finché nella sua vita non fanno irruzione la sua misteriosa gemella Natasha e la madre naturale, Yelena, due donne che stravolgeranno completamente la sua esistenza, chiamandolo a una nuova avventura alla quale non potrà sottrarsi.