IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

mercoledì 20 giugno 2018

Lady Bird - L'Esordio Alla Regia Di Greta Gerwig Spicca Il Volo In Home Video

Lady Bird Greta Gerwig

Dopo le 5 candidature ricevute ai scorsi Oscar (tra le quali figurava anche quella per il Miglior Film) e un'affezione fortissima dimostrata dalla critica - o perlomeno da quella critica intenta a guardare con più interesse al cinema indipendente - nei suoi confronti, l'esordio registico di Greta Gerwig è pronto a spiccare il volo anche in dvd e blu-ray disc. Per il suo "Lady Bird" infatti è giunto finalmente il momento di allargare gli orizzonti, di provare a estendere i confini, arrivando magari laddove l'uscita in sala - da non blockbuster qual era - non gli ha permesso di andare.

Le capacità, d'altronde, ci sono eccome, perché la storia che la Gerwig ha anche scritto, ispirandosi - e non è un segreto - al suo passato, è quella di una ragazza, prossima alla maggiore età, che sente stretta la vita di una città un po' conservatrice e limitata come quella di Sacramento. Il suo desiderio infatti è quello di fuggire via, di voltare le spalle a tutti - compresa la sua famiglia, troppo inetta per comprenderla - e volare in direzione New York dove le persone e le risorse - secondo i suoi calcoli - sono culturalmente e ambiziosamente alla sua portata.

Ci racconta quindi l'adolescenza "Lady Bird", la drastica voglia e necessità di ribellione di una ragazzina di periferia, affamata di possibilità e di aspirazioni, proprie della sua età. Lo fa seguendo un tocco prevalentemente leggero e da commedia, sebbene dimostri di essere piuttosto maturo e intelligente anche in quei momenti nei quali c'è da tirare fuori le emozioni e costruire scene al alto tasso di commozione (quella dell'aeroporto su tutte).
Questo perché la Gerwig - nonostante il suo curriculum la segni per la prima volta dietro la macchina da presa - di esperienza alle spalle - fatta recitando e scrivendo - ne ha accumulata abbastanza e le prove, se ne siete alla ricerca, potrete rintracciarle nel curioso e appetibile contenuto extra, relativo alla realizzazione del film e presente in ambedue le edizioni.

Lady Bird Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 1,85:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 5.1 DTS: Italiano, Francese, Spagnolo, Tedesco - 5.1 DTS HD: Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese Non Udenti, Francese, Spagnolo, Tedesco, Portoghese, Olandese, Danese, Finlandese, Norvegese, Svedese, Islandese, Arabo, Hindi
Contenuti Speciali: Realizzando Il Film; Commento audio
Durata: 94 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: Universal
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 20 Giugno 2018

Trailer:

martedì 19 giugno 2018

Unsane - La Recensione

Unsane Soderbergh
Una cosa dobbiamo ammetterla: da quando ha annunciato di volersi ritirare dal cinema, il cinema di Steven Soderbergh è migliorato sensibilmente. Sembra un’assurdità, eppure – perlomeno secondo il gusto di chi scrive – i migliori titoli della sua filmografia son venuti fuori dopo quel 2011 in cui ammise di voler smettere con la macchina da presa per dedicarsi anima e corpo alla pittura.
Una promessa che - a questo punto - speriamo continui a non essere smentita e, allo stesso tempo, a non essere rispettata, perché con questi due salvagenti ai lati, il regista di “Ocean’s Eleven” pare riuscire a ragionare con meno pressioni addosso, a sperimentare liberamente e a piacimento e a realizzare opere sbalorditive come “Unsane”.

Un horror, nelle premesse, che ha finito col trasformarsi - a conti fatti – in un thriller psicologico emotivamente ansiogeno ed esteticamente distorto. La storia di una ragazza in fuga dal suo passato che, in un momento di debolezza e fragilità della sua vita, si ritrova - dopo un normale colloquio con una specialista psichiatrica - prigioniera di un centro per malati mentali che non ha più intenzione di lasciarla uscire. Questo mentre l’uomo da cui era fuggita, cambiando città, torna a stalkerarla nelle fattezze di medico notturno, mettendo in seria discussione la sua incolumità e presunta stabilità psicologica. Un canovaccio neppure troppo inedito, quindi, se non fosse per la modalità di ripresa voluta da Soderbergh, il quale decide di girare l’intera pellicola avvalendosi, non delle solite camere professionali, ma di tre iPhone 7 (potenziati da un’app e qualche accessorio aggiuntivo). Tecnica che gli concede la possibilità di collocare l’obiettivo a distanze impossibili, più ravvicinate rispetto a quelle considerabili se avesse avuto a disposizione, invece, un’attrezzatura standard, potendo così aumentare l’utilizzo dei primi piani e accentuare le eventuali distorsioni d’immagine, utili ad amplificare narrativamente e percettibilmente quel senso di pericolosità e confusione che in “Unsane” si trascina quasi fino ai titoli di coda.

Unsane SoderberghPerché - che lo pensiate o meno – la direzione cui mira la pellicola è totalmente diversa da qualsiasi altro surrogato possa somigliargli a primo impatto. Soderbergh, infatti, punta moltissimo a giocare sulle atmosfere, sull’intesa costruita tra lui-regista e lo spettatore: che non rimane mai solo cercando di anticipare la risoluzione, ma viene foraggiato da indizi ben precisi che puntano a farlo rimanere sempre al passo con l’avanzare (e col ribaltamento) degli eventi. Eventi che in “Unsane” non sono mai scontati e gratuiti, bensì aggrappati a un’attualità strettissima che il suo regista – verificando i tempi di produzione – inconsapevolmente anticipa provocando, forse, più rumore di quel che aveva in mente. La tematica delle molestie – finta o vera che sia, guai a spoilerare – non passa inosservata, del resto; in un momento storico dove esistono movimenti a riguardo e caccie ai carnefici, una vicenda così – con delle pieghe, tra l’altro, piuttosto forti e spaventose – è indirizzata certamente a far discutere e a far alzare volume al dramma.

E questo nonostante il compito di “Unsane” sia esclusivamente quello di fare bene il suo lavoro, ovvero di onorare il suo genere di riferimento, facendosi portatore, inoltre, di una sceneggiatura di ferro, solidissima, capace di incollarti alla poltrona e di regalarti qualche sussulto imprevisto, con punte di angoscia e panico in omaggio.
Merito di un regista, giunto oggi all’apice della sua maturazione e consapevolezza artistica e anche di un’attrice come Claire Foy, strepitosa e meritatamente in ascesa.

Trailer:

venerdì 15 giugno 2018

Tully - La Recensione

Tully Charlize Theron
C’è una Charlize Theron sovrappeso e per nulla attraente in “Tully”. Una Charlize Theron che la guardi e – a prescindere se sei uomo o donna – cominci a chiederti il perché: perché è così sciatta; perché è così poco curata; eppure non siamo mica in “Monster”, le basterebbe pochissimo per sistemarsi (nonostante le sue condizioni). Non ci rendiamo (ancora) conto che, in realtà, quella che stiamo seguendo è una donna alla deriva, una madre di due bambini - incinta del terzo - stanca e volontariamente disinteressata a piacere perché totalmente travolta dal ruolo e dalla routine di madre e di moglie modello. Una donna sposata con un marito ormai più simile a suo fratello; alle prese con un secondogenito cui dire problematico è dire niente e prossima solo a peggiorare la sua situazione.

Ecco, allora, come quelle domande apparentemente superficiali, spontanee, concepite all'inizio, una volta chiarito il quadro, cominciano ad assumere nuove forme, a trasformarsi in dettagli da non trascurare, sebbene il tentativo di Jason Reitman di depistarci, facendoci credere che il suo film voglia andare a parare chissà dove, giochi decisamente a nostro sfavore. Esistono due letture, infatti, per decifrare “Tully”, la prima – che nessuno probabilmente seguirà, a meno di suggerimenti conferiti in anticipo – si trova, appunto, nel trucco e nel lavoro (non facile) della Theron: ingrassata per l’occasione, spenta nello sguardo e privata di tutto il suo sex appeal. La seconda è affidata alla classica fruizione dei fatti e all'arrivo della giovane tata notturna – dal nome del titolo – chiamata a prendersi cura della neonata: un talento naturale del mestiere che - neanche avesse una bacchetta magica nella borsa - in brevissimo tempo riesce a rivoluzionare pesantemente la vita di colei che l’aveva ingaggiata, non solo consentendogli di dormire e di staccare un po’ la spina, ma agendo ancor più a fondo, somministrando nuova linfa vitale alla casa, alla quotidianità e, soprattutto, a un desiderio sessuale che all'improvviso torna a vibrare sotto le lenzuola.
Ribaltamento che - messo in questo modo - potrebbe far pensare a "Tully" come a uno sponsor cinematografico per baby-sitter messo lì ad incoraggiarne l’ingaggio o a risaltarne i benefici, ma che serve, al contrario, per preparare il terreno a qualcosa di molto più tetro che nulla ha a che vedere con la suddetta categoria.

Tully Charlize Theron
La terza collaborazione tra Reitman e la sceneggiatrice Diablo Cody, dunque, è forse quella più irregolare e implicita in assoluto; un tantino ostica da assimilare, eppure fisiologicamente coerente e naturale. Perché “Tully”, sotto la patina sempliciotta con cui si trascina, nasconde una profondità velata volta a descrivere - in maniera più nitida di ciò che appare - l’aspetto maggiormente negativo, e quindi trascurato, del diventare madri. Un passaggio descritto spesso come l'apice della gioia e dell'emozione, ma che in una buona dose di soggetti prevede anche il contraccolpo di patologie spinose come la depressione post-parto e l’esaurimento nervoso. Una riflessione sul tema che la pellicola intende divulgare a vari livelli, tenendo conto di una protagonista quarantenne che, magari, immaginava progetti diversi per se stessa, in gioventù, ma che, adesso, inconsciamente, sa benissimo di trovarsi al posto giusto e non voler tornare indietro.

Parliamo quindi di un film (moderatamente) amaro, rigorosamente al femminile, che nel suo compimento e (lieto) fine mantiene salda quella punta di inquietudine che ci fa andare via disorientati e perplessi (ma anche più sapienti). Un film che, forse, doveva puntare – per consacrarsi come si deve - a una chiusura più eclatante e meno ordinaria, all’altezza, almeno, della gigantesca prova esibita da una formidabile Theron.

Trailer:

mercoledì 13 giugno 2018

The Nun: La Vocazione Del Male - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

The Nun The Conjuring

Disponibile il teaser trailer ufficiale italiano di "The Nun: La Vocazione Del Male", spin-off di "The Conjuring" diretto da Corin Hardy con Demian Bichir, Taissa Farmiga, Jonas Bloquet, Charlotte Hope, Ingrid Bisu e Bonnie Aarons, dal 20 Settembre.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Quando una giovane suora di clausura si toglie la vita in un’abbazia della Romania, un prete con un passato burrascoso e una novizia sul procinto di prendere i voti, vengono inviati dal Vaticano per fare luce sull’evento. Insieme scopriranno il diabolico segreto dell’ordine. Mettendo a repentaglio non solo le proprie vite, ma anche la loro fede e le loro anime, si troveranno ad affrontare una forza malvagia che ha le sembianze della stessa suora demoniaca che ha terrorizzato il pubblico in “The Conjuring – Il caso Enfield” mentre l’abbazia diventerà un campo di battaglia tra i vivi e i dannati.

martedì 12 giugno 2018

Forrest Gump - In 4K Ultra HD La Favola Di Robert Zemeckis Con Tom Hanks

Forrest Gump Hanks

Per la prima volta in versione 4K Ultra HD è disponibile in home video - dal 20 giugno - uno dei titoli più celebri e amati della storia del cinema: il “Forrest Gump” di Robert Zemeckis. Una storia immortale, che non ha bisogno di grandissime presentazioni, premiata - nel 1995 - con ben sei Premi Oscar, tra cui quelli al miglior film, alla migliore regia e al migliore attore protagonista, Tom Hanks (gli altri tre andarono alla migliore sceneggiatura non originale, al miglior montaggio e ai migliori effetti speciali).

Una pellicola che attraverso la straordinaria vita vissuta dal suo protagonista - caratterizzato da un deficit mentale - si pone l’obiettivo di raccontare ben trent'anni di Storia americana - dagli anni ’50 agli anni ’80 - evidenziando il cambiamento politico e culturale mosso dagli eventi più eclatanti e ineluttabilmente influenti di quel periodo: le presidenze di Kennedy e di Johnson, il Watergate, il Vietnam, passando però anche per Elvis Presley, il rock'n'roll, gli hippy e la controcultura.

Un viaggio interminabile e ricco di emozioni che ha inizio su di una panchina, durante l'attesa di un autobus in arrivo. Una vera e propria favola che - merito di un protagonista assai sensibile e sincero - a distanza di anni è riuscita a non accusare affatto né stanchezza, né scorrere del tempo, e a dimostrarlo è la voglia con la quale finiamo col rivederla, sempre molto volentieri, non appena ne abbiamo l'occasione.
Forrest Gump 4K UltraHD

Il Blu-Ray UHD 4K, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: Ultra HD 4K Dolby Vision
Tracce Audio: 5.1 Dolby Digital: Italiano, Francese, Giapponese, Spagnolo, Tedesco, Portoghese - Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese Non Udenti, Danese, Olandese, Finlandese, Francese, Giapponese, Norvegese, Portoghese, Spagnolo, Svedese, Tedesco
Contenuti Speciali: Commento Audio, Storico Repertorio Musicale In HD (su disco blu-ray standard)
Durata: 142 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: Paramount
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 20 Giugno 2018

lunedì 11 giugno 2018

Il Primo Uomo - Trailer Ufficiale Italiano

Il Primo Uomo Poster Gosling

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Il Primo Uomo", il nuovo film di Damien Chazelle - basato sul libro di James R. Hansen - con Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke, Kyle Chandler, Patrick Fugit, Ciaran Hinds, Ethan Embry, Shea Whigham, Corey Stoll e Pablo Schreiber, prossimamente al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il film si concentra sulla figura di Neil Armstrong e sugli anni tra il 1961 e il 1969. Resoconto viscerale in prima persona, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo che avrà per Armstrong e per l’intera nazione, una delle missioni più pericolose della storia.



venerdì 8 giugno 2018

Shoplifters - La Recensione

L’attitudine con cui Hirokazu Kore-Eda riesca ad analizzare, ogni volta, lo stesso argomento, scavando nuove direzioni, incroci e possibili realtà articolate è a dir poco impressionante.
La sua ossessione verso la famiglia, verso il significato di nucleo famigliare, dei rapporti, di cosa vuol dire essere padre, piuttosto che madre, o fratello e sorella, lo ha condotto, fino ad ora, a delle analisi interessantissime, particolari ed emozionanti, analisi che, probabilmente, con “Shoplifters”, trovano un compimento quasi definitivo.

Perché se nei passati lavori si partiva rigorosamente da una base normale, da legami biologici dove magari era presente un’imperfezione, un’assenza, o per diverse ragioni una mancanza, adesso il quadro della situazione cambia radicalmente: andando a prendere in esame una famiglia apparentemente simile alle precedenti, ma con degli scheletri nell’armadio che, seppur percettibili, in qualche modo, quando escono fuori, ribaltano totalmente qualunque genere di lettura. Poggia moltissimo sull’apparenza, su ciò che sembra, su ciò che in teoria deve essere, infatti, “Shoplifters”, omettendo volontariamente informazioni fondamentali che verranno liberate a tempo debito, nel momento in cui certi nodi è importante vengano al pettine e, forse, sciolti. Ci fa credere che tutto debba ruotare attorno a questa piccola bambina picchiata dai suoi genitori naturali, che viene trovata e accolta da un’altra famiglia allargata abituata a sbarcare il lunario tramite la magra pensione della nonna e l’estrema bravura del capofamiglia e del figlio a rubare nei supermercati e nei negozi: arrotondando una situazione economica evidentemente complicata. Una famiglia che, nonostante il cattivo esempio educativo e morale, dimostra sinceramente di volersi occupare dell’ospite inatteso con l’amore e l’affetto che gli è stato negato da chi di dovere; una famiglia quindi unita, equilibrata, con la quale si finisce per patteggiare a prescindere dalle macchie.

Shoplifters Kore-EdaEppure questo è solamente un tassello, una goccia, nel mare disteso dal regista giapponese: alle prese, forse, con l’opera più ambiziosa, complessa e matura della sua filmografia. Perché oltre a interrogarsi (e interrogarci) sul concetto di genitore e a sfidare le regole della giustizia e della legalità – l’appropriazione della bambina, per quanto nel suo bene, resta comunque un rapimento - Kore-Eda mette in scena qualcosa di assai più articolato e oscuro, dove il sentimento è reale e autentico sempre, ma a volte sbocciato in maniera stonata, vergognosa, inconfessabile. E questo per via di un’apparenza - spesso data per scontata – che inganna facilmente nascondendo segreti, passati, secondi fini e delusioni, ma anche rassicurando laddove, invece, bisognerebbe stare più attenti e intervenire. Potremmo paragonarla a un castello di carte, per certi versi, simile a quello eretto da "Shoplifters" a suon di quotidiano e di mangiate piacevolissime e invitanti – che nel cinema di Kore-Eda continuano ad avere un ruolo centralissimo, per fortuna! - che, fragilissimo, non riesce a resistere all'unica soffiata secca, bene assestata, provocata nel finale da una reazione impulsiva, pericolosa, peraltro attesissima e nell'aria.

Tra tempeste e domande archiviate da risposte poco plausibili, allora, quella che pareva la tipica famiglia povera, ma ricca dentro, è costretta a uscire allo scoperto e a spiazzarci, a far cadere la maschera. Una maschera, però, che svela un volto veritiero che per quanto brutto e sporco - dice Kore-Eda - resta comunque meno cattivo di una realtà onesta, disciplinata, ma non per forza migliore, più felice o conveniente.
Un rovescio, insomma, che non può lasciare indifferenti.

Trailer:

Halloween - Trailer Ufficiale Italiano

Halloween Film 2018

Presentato il trailer italiano ufficiale di "Halloween", reprise della celebre saga creata da John Carpenter, affidato alla regia di David Gordon Green con Jamie Lee Curtis, Judy Greer, Will Patton, Nick Castle, Andi Matichak e Omar J. Dorsey, al cinema dal 25 Ottobre.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Jamie Lee Curtis torna all'iconico ruolo di Laurie Strode, che giunge allo scontro finale con Michael Myers, l’uomo mascherato che le ha dato la caccia da quando era sfuggita per un soffio alla carneficina della notte di Halloween avvenuta quattro decenni prima.

A Modern Family - Trailer Ufficiale Italiano

A Modern Family Paul Rudd

Presentato il trailer italiano ufficiale di "A Modern Family", la commedia scritta e diretta da Andrew Fleming con Steve Coogan, Paul Rudd, Jack Gore, Alison Pill e Jake McDorman, dal 12 Luglio al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Erasmus è un eccentrico presentatore di un programma di cucina prodotto con il compagno di una vita, Paul. La coppia ha una vita stravagante scandita da feste sfarzose e costanti battibecchi. La già non ordinaria routine dei due viene ulteriormente scossa dall'improvviso ritorno in città di Dale, figlio biologico di Erasmus. Quando la polizia arresta Dale in uno squallido motel, il figlioletto Bill riesce a fuggire portando con sé niente altro che un indirizzo: quello di Erasmus e Paul. L’imprevisto arrivo del piccolo Bill metterà a dura prova la relazione tra Paul ed Erasmus e la loro consolidata vita di coppia. Tra assistenti sociali diffidenti, imprevisti di ogni genere e incredibili feste a tema, il piccolo Bill diventerà una presenza sempre più importante nella vita degli stravaganti protagonisti.

Quello Che Non Uccide - Trailer Ufficiale Italiano

Quello Che Non Uccide Millennium

Sbarca online il trailer ufficiale italiano di "Quello Che Non Uccide", nuovo capitolo della famosa saga Millennium creata da Stig Larsson, scritto da David Lagercrantz e portato al cinema dal regista Fede Alvarez con Claire Foy nei panni di Lisbeth Salander.

Trailer Ufficiale Italiano: