IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

martedì 18 settembre 2018

Soldado - La Recensione

Soldado Sollima
I cartelli della droga ora spacciano terroristi, o comunque migranti di ogni tipo. Ci troviamo sempre al confine tra Messico e Stati Uniti, ma la droga non è più una minaccia o una priorità. Il commercio di esseri umani è il business moderno e il Governo degli Stati Uniti, colpito in prima persona da alcuni attentati, ha intenzione di contrastarlo sporcandosi le mani e non la faccia.
Tornano Josh Brolin e Benicio Del Toro, allora, nel sequel di “Sicario”; tornano i lupi dal sangue freddo, i cinici senza cuore. Di Emily Blunt e della sua morale neanche l’ombra, ormai, perché se farsi scrupoli era fuori luogo prima, figuriamoci adesso: dove la priorità è mantenere l’ordine e il pugno duro.

Siamo nell'America trumpiana, insomma: non viene detto, ma si capisce; siamo in contatto col presente, con la minaccia dell’ISIS e la piaga dei clandestini; per cui, di nuovo, per contrastare la vulnerabilità delle frontiere (in attesa del famoso muro, almeno), c’è bisogno di fare chiasso in silenzio, di tirare il sasso e nascondere la mano, di giocare d’astuzia, in pratica. Si veste inevitabilmente con abiti più cupi del suo capostipite, quindi, “Soldado”, assumendosi il compito – per niente facile - di portare avanti il discorso sulla fragilità e sui traffici delle barriere, tenendo conto del delicato momento storico e contemporaneamente cercando di non perdere di vista neppure quel filo, più o meno diretto, con le atmosfere composte da Denis Villenueve e ereditate, adesso, dall'entrata in scena, della nostrana conoscenza Stefano Sollima in regia. Un cambiamento importante, per certi versi radicale, identificabile in primis da una pellicola che rinuncia moltissimo agli interni per muoversi prevalentemente verso ambienti esterni, sul campo; mettendo da parte i ragionamenti e le strategie di una volta, per favorire un’azione che non è mai stata tanto semplice e pratica da realizzare. Un’azione che schiaccia – letteralmente, anche – molto spesso gli stessi protagonisti, messi costantemente al suo servizio e meno inclini ad aprirsi o a osservarsi dentro.

Soldado SollimaOrdini rigidi di una sceneggiatura – scritta ancora da Taylor Sheridan – che mira a gravitare su più livelli, a non focalizzarsi su un punto di vista particolare – quello americano, piuttosto che dei contrabbandieri, o della ragazzina rapita – e a modellarsi secondo gli schemi di una narrazione assai vicina a quella corale: uno stile che, tuttavia, contribuisce a creare più confusione che suspense, palesando rapidamente una grave difficoltà a tenere il passo e il coinvolgimento. Una grana di cui Sollima, se è responsabile, può esserlo considerato solo in parte. Chiamato come mero esecutore, infatti, lui avrebbe senz'altro potuto affrontare la questione sprigionando maggiori dosi di personalità, ma solitamente, in produzioni simili, le regole sono alquanto chiare e tassative: meno rompi le scatole, meglio è. La sua mano, perciò, la si riconosce soprattutto nella scelta delle inquadrature, nella fotografia: libera, forse, di esprimersi con meno paletti lungo la parte estetica, quella dove “Soldado” lascia, senza dubbio, i segni migliori.

Complessivamente, però, sarebbe opportuno parlare di delusione, di progetto forzato; tra l’altro orientato – stando alla conclusione – a farsi presto trilogia: con un capitolo finale che dovrebbe andare a chiudere un presumibile cerchio. Certo è, che rispetto al già non perfetto primo capitolo, per risollevare le sorti del franchise, in futuro, ci sarà bisogno di un lavoro più convinto e convincente. Ammesso che i programmi non decidano di mutare.

Trailer:

lunedì 17 settembre 2018

Ready Player One - La Realtà Virtuale Di Oasis Sul Divano Di Casa Nostra

Ready Player One Film

Lo abbiamo santificato come uno dei migliori film di fantascienza di questa stagione, del resto c’era da aspettarselo con un regista come Steven Spielberg dietro la macchina da presa. Chi lo ha visto al cinema avrà sicuramente potuto già apprezzare il divertimento, la spettacolarità e l’adrenalina contenuta in ”Ready Player One”, che adesso prosegue la sua corsa in home video uscendo ufficialmente nei formati 4K Ultra HD, Blu-Ray Disc, DVD e streaming legale.

Tratta dall'omonimo romanzo di Ernest Cline, la storia è quella di un futuro distopico - neppure troppo lontano: è il 2045 – in cui il mondo è sull'orlo del crollo economico e sociale e l’intera popolazione mondiale, per sopravvivere a questa condizione, si è riversata a trascorrere la propria esistenza all'interno della realtà virtuale di OASIS: un posto dove puoi essere chi ti pare, quanto ti pare. Quando, però, James Halliday - il creatore di questo mondo fantascientifico - passa a miglior vita, OASIS diventa anche un’opportunità di ricchezza: prima di andarsene, infatti, l'uomo ha nascosto tre chiavi segrete negli infiniti livelli della sua creatura, le quali, se trovate tutte, garantirebbero al vincitore di diventare proprietario unico di quell'universo.

Come ci si poteva aspettare, allora, quella distribuita da Warner Bros. sul mercato è un'edizione in grado di rispettare le attese, che non si limita alla sola realizzazione di vari pack che vanno incontro alle esigenze di più o meno tutti i consumatori, ma che spicca anche per l’esaltazione del mito anni’80 contenuto nel film e per altri riferimenti nerd che trovano terreno fertile tra gli extra – molto lunghi - messi a nostra disposizione.
Easter egg che un film del genere, merita senza dubbio di poter vantare.
Ready Player One Home Video

Il Blu-Ray, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,40:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 5.1 Dolby Digital: Inglese, Spagnolo - 5.1 DTS HD: Italiano, Inglese - Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli: Italiano Non Udenti, Inglese Non Udenti, Spagnolo, Greco, Finlandese, Danese, Norvegese, Svedese
Contenuti Speciali: The ‘80’s: You’re The Inspiration; Game Changer: Cracking The Code; Effects For A Brave New World; Level Up: Sound For The Future; High Score: Endgame; Ernie & Tye’s Excellent Adventure
Durata: 138 minuti ca.
Confezione: Slipcase
Produttore: Warner
Distributore Home Video: Warner Home Video
Data di Uscita: 12 Settembre 2018

giovedì 13 settembre 2018

Sulla Mia Pelle - La Recensione

Sulla Mia Pelle Poster
Intorno al caso Stefano Cucchi girano ancora molte ombre. 
Sono passati quasi nove anni, ormai, dal quel 22 Ottobre 2009, eppure la vera verità su quanto accaduto durante la sua detenzione per spaccio e uso di droghe, tutt’oggi fatica a venir fuori. O meglio, stando a quanto raccolto, dichiarato e analizzato, quella sulla sua morte somiglia più a una verità scomoda: una verità scovata, ricostruita, ma che non può - evidentemente - palesarsi ufficialmente.
Per tanti, brutti, inammissibili motivi.

Allora “Sulla Mia Pelle”, dal canto suo, non può che diventare una ricostruzione basata proprio su quei documenti, sugli ultimi sette giorni di vita di un essere umano che, inspiegabilmente, preso in custodia dalla giustizia perfettamente sano, è finito per ritrovarsi – dopo una notte in cella nella caserma dei Carabinieri– pieno di lividi sul viso e con due vertebre della schiena rotte: pestaggio gratuito dal quale, purtroppo, non è più riuscito a riprendersi. Tuttavia quello diretto con grandissima misura dal regista Alessio Cremonini - al contrario di certe voci circolate - è anche un film che si vede bene dal voler prendere posizioni; che non commette l’errore di schierarsi: aggiudicandosi unicamente il merito (gigantesco) di far conoscere alla gente che non sapeva - o che non sapeva abbastanza - come sono andate di preciso le cose, che cosa (più o meno) è successo (sembra) dopo e da che parte orientativamente potrebbe celarsi l’attendibilità, in base alle indagini svolte e quelle in corso. Un lavoro quindi che non se lo sogna neanche di mettere alla berlina un’intera istituzione, che non mira a scatenare rivolte o schieramenti, ma si limita – con intelligenza - a denunciare un (ipotetico) infortunio grave commesso da chi dovrebbe infondere fiducia, pesandone severamente le conseguenze, i danni e l’angoscia. Perché di angoscia se ne prova tanta, tantissima nel guardare il cammino verso la morte di un Alessandro Borghi eccellente, dimagrito di ben venti chili e capace di avvicinarsi il più possibile a Stefano, modificando la sua classica tonalità vocale, ma soprattutto contenendo qualunque istinto recitativo potesse portare la sua interpretazione appena sopra, o appena sotto, le righe necessarie e da mantenere.

Sulla Mia Pelle BorghiEd è nell'istante in cui ha origine la sua discesa agli inferi che si comincia a realizzare che “Sulla Mia Pelle” non è più solo un titolo; che mentre lo stai guardando (e dopo, pure) un po' di quel dolore (e parliamo di un dolore immenso, insopportabile) te lo senti anche sulla tua di pelle, in profondità, che ti avvolge comodo come la scia di un eco. E resti lì, impotente, mentre vorresti provare a fermarlo; mentre ti viene voglia di intervenire; imprecando e contestando alcune scelte famigliari che magari - dalla comodità di una poltrona e giudicate finale alla mano - potrebbero apparire spesso troppo molli, piuttosto che irritanti: sebbene poi, riflettendoci un attimo, riesci a risponderti che quella rabbia, quel non capire il motivo di un’urgenza cui far fronte, derivano dal fatto che nessuno dei diretti interessati, probabilmente, in quella situazione poteva prevedere un epilogo nero e terrificante come quello che poi è stato.

Inchiostro di una pagina che - consacrata o tenuta nel cassetto, lo vedremo - ci rende tutti quanti un pizzico colpevoli; tutti quanti come chi – citando un dialogo del film – ha preferito girare la testa dall'altra parte quando Stefano aveva bisogno di aiuto; tutti quanti come quel giudice che non si accorge dei suoi lividi; tutti quanti come quei medici che Stefano stesso incolpa per continuare a fare domande, anziché notare l’evidenza. Perché, forse, l’importanza più significativa della pellicola di Cremonini sta tutta nella fotografia di un paese eccessivamente abituato, oggi, a non voler più vedere ciò che ritiene scomodo. Un paese che, sicuramente, ha molto sulla sua coscienza e molto da farsi perdonare.

Trailer:

mercoledì 12 settembre 2018

First Man: Il Primo Uomo - Secondo Trailer Ufficiale Italiano

First Man: Il Primo Uomo Chazelle

Secondo trailer italiano ufficiale di "First Man: Il Primo Uomo", il nuovo film di Damien Chazelle - basato sul libro di James R. Hansen e presentato in Concorso alla 75° Mostra del cinema di Venezia - con Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke, Kyle Chandler, Patrick Fugit, Ciaran Hinds, Ethan Embry, Shea Whigham, Corey Stoll e Pablo Schreiber, dal 31 Ottobre al cinema.

Secondo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
L’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sul luna. Il film si concentra sulla figura di Neil Armstrong e sugli anni tra il 1961 e il 1969. Resoconto viscerale in prima persona, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo che avrà per Armstrong e per l’intera nazione, una delle missioni più pericolose della storia.

La Ballata Di Buster Scruggs - Trailer Ufficiale Italiano

La Ballata Di Buster Scruggs Coen

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "La Ballata Di Buster Scruggs", il nuovo film dei fratelli Joel e Ethan Coen - presentato in Concorso alla 75° Mostra del cinema di Venezia - con Tyne Daly, James Franco, Brendan Gleeson, Bill Heck, Grainger Hines, Zoe Kazan, Harry Melling, Liam Neeson, Tim Blake Nelson, Jonjo O'Neill, Chelcie Ross, Saul Rubinek, Tom Waits, Jefferson Mays, Willie Watson e Stephen Root, su Netflix dal 16 Novembre.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
"La Ballata Di Buster Scruggs" è un film western antologico diviso in sei parti, una serie di racconti della frontiera americana narrati con lo stile unico e inimitabile di Joel e Ethan Coen. Ogni capitolo propone una storia diversa del West americano

martedì 11 settembre 2018

La Profezia Dell'Armadillo - La Recensione

La Profezia Dell'Armadillo Film
Il primo a prendere le distanze dall'adattamento cinematografico de “La Profezia Dell’Armadillo” è stato proprio il suo autore, Michele Rech, aka Zerocalcare: dicendo, in sostanza - tramite uno dei suoi sketch -  che se il film fosse piaciuto a tutti, i meriti non sarebbero stati i suoi, così come non lo sarebbero stati neppure i demeriti, se si fosse rivelato un fiasco (qui la prova). Precisazione che aveva un po’ allarmato le aspettative sul progetto, specie dopo i cambiamenti iniziali che avevano già visto Valerio Mastandrea uscire dalla cabina di regia (restando tra i sceneggiatori, dove resta peraltro anche Zerocalcare con Johnny Palomba e Oscar Glioti), rimpiazzato a sorpresa dall'esordiente Emanuele Scaringi.

A colpire però erano state soprattutto un paio di frasi nella vignetta in questione: quella in cui Zero scrive che intorno a un film girano troppe capocce e l’altra in cui accenna a una sceneggiatura giustamente re-interpretata (dalle troppe capocce?). Frasi che tornano prepotenti, aumentando la loro risonanza, durante la fase di visione, quando ”La Profezia Dell’Armadillo” comincia a dare esattamente i segnali di un prodotto a cui è stata strappata l’anima, la personalità; un prodotto che conserva - in quella che dovremmo definire, a questo punto, un’ennesima rilettura - le potenzialità che doveva (e poteva) avere in origine, ma che non riesce mai ad esprimerle onestamente per via di una meta che non ha intenzione (o non è in grado) di porsi. E questo – cosa peggiore in assoluto – a prescindere dalla fedeltà conservata o meno col testo di partenza. Vorrebbe essere tre quarti commedia e uno dramma, infatti, il lavoro di Scaringi, tutelare l’ironia del suo autore, ma contemporaneamente tradurla, ricalibrandola, per fare in modo che si adatti con meno difetti possibili a un ambiente – il cinema – che ragiona e agisce in maniera totalmente diversa rispetto ai fumetti. Un processo condivisibile e pronosticabile, ma che - pur nella sua logica e sensatezza – non può fornire risultati positivi se per essere portato a termine finisce, poi, per dimenticarsi dell’importanza, della crescita e dello sviluppo di una cosa, leggermente più rilevante, chiamata narrazione.

La Profezia Dell'Armadillo ZerocalcarePensare a “La Profezia Dell’Armadillo” solamente come a qualcosa di leggero, da ridere, con un protagonista intento a sciorinare aneddoti ricchi di contrasti generazionali - con i quali la maggior parte di noi, coetanei o quasi, non può che rispecchiarsi, ripetendo “è vero” - sarebbe l'equivalente di averci capito praticamente poco o nulla. La qualità più grande della storia scritta da Zerocalcare sta proprio in una drammaticità silenziosa, ma onnipresente, che accende la sua spia luminosa nel momento in cui (subito, in sostanza) Zero riceve la mail della morte di Camille, restandone profondamente scosso e dando vita a un processo di elaborazione del lutto decisamente personale. Una traccia emotiva fondamentale che nella pellicola di Scaringi, di fatto, è assente o ridotta all'osso, rappresentata superficialmente nei flashback e in alcuni frammenti del presente che tuttavia non riescono mai a restituire quella visceralità necessaria a permettere allo spettatore di empatizzare o avvertire lo stato reale delle vite di chi racconta. Ci si è preoccupati maggiormente, forse, di inserire ciò che si credeva potesse solleticare l'entusiasmo dei giovani - battute, ragionamenti fine a sé stessi sulla borghesia e il proletariato (che non sono sbagliati, ma andavano amalgamati meglio), dialoghi nerd, battibecchi con genitori – provando a realizzare un prodotto di rapido ingerimento e grossolano, piuttosto che un altro (avverabilissimo con quel materiale) intelligente e appassionante.

L’unica forma di contatto mantenuta con il libro, insomma, appare quella della bidimensionalità.
Che se su carta è giustificata e relativa unicamente al tratto dei disegni, sul grande schermo lo è assai meno, soprattutto perché legata allo spessore dei personaggi e a una sceneggiatura che per non scontentare nessuno e non farsi mancare nulla, perde l'occasione di realizzare un prodotto che - secondo chi scrive - aveva persino i connotati per aspirare all'esportazione.
Ipotesi che, magari, con meno capocce (o con quelle giuste) in carica sarebbe stata fattibile.

Trailer:

The Predator - Final Trailer Ufficiale Italiano

The Predator Shane Black

Final trailer ufficiale, italiano per "The Predator", remake del film del 1987 diretto da Shane Black con Boyd Holbrook, Trevante Rhodes, Jacob Tremblay, Keegan-Michael Key, Olivia Munn, Sterling K. Brown, Alfie Allen, Jane Thomas, Augusto Aguilera, Jake Busey e Yvonne Strahovski, al cinema dall'11 Ottobre.

Final Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Dai confini dello spazio inesplorato, la caccia arriva nelle strade di una piccola città nella terrificante reinvenzione della serie di Predator nel progetto registico di Shane Black. Geneticamente modificati, attraverso la combinazione dei DNA di specie diverse, i cacciatori più letali dell'universo sono adesso ancora più pericolosi, più forti, più intelligenti. Quando un ragazzino innesca accidentalmente il loro ritorno sulla Terra, solo un gruppo di ex soldati e una disillusa insegnante di scienze può impedire la fine della razza umana.

sabato 8 settembre 2018

Venezia 75 - Tutti I Vincitori


Si è conclusa la 75a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, di seguito la lista dei vincitori.

Leone d'Oro per il Miglior Film: "Roma" di Alfonso Cuaron

Leone d'Argento: Gran Premio della Giuria: "The Favourite" di Yorgos Lanthimos

Leone d'Argento per la Miglior Regia: Jacques Audiard per "The Sisters Brothers"

Coppa Volpi per la Migliore Attrice: Olivia Colman per "The Favourite"

Coppa Volpi per il Migliore Attore: Willem Dafoe per "Van Gogh: At Eternity's Gate"

Premio per la Migliore Sceneggiatura: Joel e Ethan Coen per "The Ballad of Buster Scruggs"

Premio Speciale della Giuria: "The Nightingale" di Jennifer Kent

Premio Marcello Mastroianni al Miglior Attore/Attrice Emergente: Baykali Ganambarr per "The Nightingale"

Leone del Futuro: Premio Luigi De Laurentiis per un'Opera Prima: "The Day I Lost My Shadow" di Soudade Kadaan


Premio Orizzonti per il Miglior Film: "Manta Ray" di Phuttiphong Aroonpheng

Premio Orizzonti alla Miglior Regia: Emir Baigazin per "Ozen (The River)"

Premio Speciale della Giuria Orizzonti: "Anons" di Mahmut Fazil Coskun

Premio Orizzonti per la Migliore Attrice: Natalya Kudryashova per "The Man Who Surprised Anyone"

Premio Orizzonti per il Migliore Attore: Kais Nashif per "Tel Aviv On Fire"

Premio Orizzonti per la Migliore Sceneggiatura: "Jinpa" di Pema Tseden

Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio: "Kado" di Aditya Ahmad


Premio Venezia Classici per il Miglior Film Restaurato: "La Notte Di San Lorenzo" di Paolo e Vittorio Taviani

Premio Venezia Classici per il miglior Documentario Sul Cinema: "The Great Buster: A Celebration" di Peter Bodganovich


Venice Virtual Reality: Miglior VR: "Spheres" di Eliza McNitt

Venice Virtual Reality: Miglior Esperienza: "Buddy VR" di Chuck Chae

Venice Virtual Reality: Miglior Storia: "L'Ile Des Mortes" di Benjamin Nuel

mercoledì 5 settembre 2018

Halloween - Secondo Trailer Ufficiale Italiano

Halloween 2018

Secondo trailer ufficiale italiano per "Halloween", il ritorno di uno dei più iconici serial killer cinematografici, diretto da David Gordon Green con Jamie Lee Curtis, Judy Greer, Will Patton, Nick Castle, Andi Matichak, Omar J. Dorsey, al cinema dal 25 Ottobre.

Secondo Trailer Ufficiale Italiano:

Sinossi (Ufficiale):
Jamie Lee Curtis torna all'iconico ruolo di Laurie Strode, che giunge allo scontro finale con Michael Myers, l’uomo mascherato che le ha dato la caccia da quando era sfuggita per un soffio alla carneficina della notte di Halloween avvenuta quattro decenni prima.

I Villegianti - Teaser Trailer Ufficiale

I Villegianti Film

Rilasciato il teaser trailer ufficiale di "I Villegianti", il nuovo film diretto e interpretato da Valeria Bruni Tedeschi -  presentato Fuori Concorso alla 75° Mostra del cinema di Venezia - con Yolande Moreau, Noémie Lvovsky, Pierre Arditi, Valeria Golino, Laurent Stocker, Bruno Raffaelli, Marisa Borini, Riccardo Scamarcio, Stefano Cassetti, nelle sale italiane il prossimo 20 Dicembre.

Teaser Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Una grande e bella proprietà in Costa Azzurra. Un posto che sembra essere fuori dal tempo e protetto dal mondo. Anna arriva con sua figlia per qualche giorno di vacanza. In mezzo alla sua famiglia, ai loro amici e al personale di servizio, Anna deve gestire la sua recente separazione e la scrittura del suo prossimo film. Dietro le risate, la rabbia, i segreti, nascono rapporti di supremazia, paure e desideri. Ognuno si tappa le orecchie dai rumori del mondo e deve arrangiarsi con il mistero della propria esistenza.