IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

martedì 31 gennaio 2017

Jackie - La Recensione

Jackie Natalie Portman
Sarà stata la responsabilità del suo primo progetto americano, sarà stato il dovere di raccontare un personaggio non propriamente vicino alla sua cultura, o forse l’ennesima intuizione ineccepibile con cui ogni volta riesce a stupire e a spiazzare ogni previsione, sta di fatto che Pablo Larrain con “Jackie” realizza un altro biopic alternativo, più radicato a terra rispetto alle licenze poetiche prese con “Neruda”, ma comunque personale e distaccato da qualsiasi altro modello convenzionale ipotizzabile.

Il suo approccio verso il personaggio di Jacqueline Kennedy infatti è uno di quelli che si direbbero in punta di piedi, singolare, intrigante, tratteggiato non a caso forse con l’ausilio di un giornalista che, a pochi giorni dalla morte del marito, le si presenta in casa intervistandola, speranzoso di raccoglierne un suo profilo meno oscuro, più a fuoco e definitivo. Si concentra sui quattro giorni successivi alla morte di John Fitzgerald Kennedy, Larrain, si concentra quindi sul lutto, sul dolore di una moglie che ha visto il marito morirgli tra le gambe, di una madre che non sa come dire ai propri figli che il loro padre non tornerà e di una First Lady disposta a dar filo da torcere ad ogni membro della Casa Bianca pur di commemorare il Presidente appena scomparso secondo una marcia funebre degna della sua grandezza. Questo perché era una donna dai mille volti Jackie: sapeva essere dolce ed impacciata davanti alle telecamere - durante la storica visita guidata alla Casa Bianca, trasmessa in televisione - sapeva essere tosta e decisa se c’era da prendere una decisione importante legata alle sorti (politiche) del marito – cosa che valeva in campagna elettorale come post-mortem – ma sapeva anche scegliere quando era il momento di dar sfogo a quel ritaglio privato e interiore, in cui tutta la sua fragilità usciva fuori, manifestando dubbi, paure e sensi di colpa.

Jackie Natalie PortmanCerca di essere il più fedele possibile, il regista, di replicare il ricordo, le contraddizioni, il modo di essere di una donna che con la sua sincerità, il suo coraggio e l’umanità che la contraddistingueva ha saputo farsi largo spontaneamente nel cuore di tutto il popolo americano, riuscendo ad essere contemporaneamente pubblica e riservata, così come aperta e imperscrutabile. Una meticolosità e una giusta distanza che “Jackie” assorbe interamente anche nello stile, quel 4:3 d’epoca, molto televisivo, già utilizzato da Larrain qualche anno fa per motivi affini nel suo “No: I Giorni Dell’Arcobaleno”, e con il quale va ad irrobustire qui la rigorosità del racconto, agevolando il coinvolgimento nei confronti dello spettatore. Un coinvolgimento al quale difficilmente si resta indifferenti, grazie anche alla performance di una Natalie Portman davvero ineccepibile, capace di incarnare, non solo esteticamente, un corpo e una personalità tanto complessa quanto maestosa, mantenendo costante un’aderenza spaventosa, a tratti disarmante.

Quel senso d’incompiutezza perciò che si percepisce al termine della proiezione del film, e che sulle prime viene da attribuire ad un lavoro meno disinvolto e brillante del regista cileno, lentamente, e metabolizzando, intuisci appartenere in tutto e per tutto al personaggio posto al centro e al suo modo di essere: a quella maestria innata che faceva oscillare Jackie a metà tra quel libro che ognuno credeva di conoscere e il diario segreto a cui nessuno (o quasi) aveva accesso.

Trailer:

La Bella E La Bestia - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

La Bella E La Bestia Emma Watson

Rilasciato un nuovo trailer italiano, ufficiale, di "La Bella E La Bestia" il film in live-action tratto dall'omonimo classico d'animazione Disney, diretto da Bill Condon, con Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Emma Thompson, Kevin Kline e Josh Gad, al cinema dal 16 marzo 2017.

Nuovo Trailer Italiano Ufficiale:

lunedì 30 gennaio 2017

Beata Ignoranza - Trailer Italiano Ufficiale

Beata Ignoranza Giallini Gassmann

Disponibile il trailer ufficiale di "Beata Ignoranza", il nuovo film di Massimiliano Bruno, con Alessandro Gassmann e Marco Giallini, al cinema dal 23 Febbraio prossimo.

Trailer Ufficiale:

Sinossi (Ufficiale):
Ernesto (Marco Giallini) e Filippo (Alessandro Gassmann) hanno due personalità agli antipodi e un unico punto in comune: sono entrambi professori di liceo. Filippo è un allegro progressista perennemente collegato al web. Bello e spensierato è un seduttore seriale sui social network. È in grado di sedurre anche i suoi studenti grazie a un’app, creata da lui, che rende immediata la soluzione di ogni possibile calcolo. Ernesto è un severo conservatore, rigorosamente senza computer, tradizionalista anche con i suoi allievi, che fa della sua austerità un punto d’onore e vanta una vita completamente al di fuori della rete. È probabilmente l’ultimo possessore vivente di un Nokia del ’95. Un tempo erano “migliori amici” ma uno scontro profondo e mai risolto li ha tenuti lontani, fino al giorno in cui si ritrovano fatalmente a insegnare nella stessa classe. I loro punti di vista opposti li portano inevitabilmente a una nuova guerra. Saranno obbligati ad affrontare il passato, che ritornerà nelle sembianze di Nina, una ragazza che li sottoporrà a un semplice esperimento che si trasforma in una grande sfida: Filippo dovrà provare a uscire dalla rete ed Ernesto a entrarci dentro. Questo viaggio li cambierà profondamente, costringendoli a trovare un equilibrio, sempre più raro e delicato ai giorni nostri, tra la coscienza globale di chi si affida alla rete e la totale indifferenza di chi si ostina a resistere a oltranza all’epoca digitale.

sabato 28 gennaio 2017

Barriere - La Recensione

Barriere Denzel Washington
Prima di adattarla per il cinema, Denzel Washington la pièce “Barriere”, di August Wilson, l’aveva portata già a teatro nel 2010, con (quasi) gli stessi attori (vincendo peraltro anche dei premi). Passare dal palcoscenico alla macchina da presa è stato perciò un processo meno complicato del previsto e a dirlo è stato lui in prima persona, perché è vero che a cambiare erano il contesto e il mezzo, ma ormai l’intensità, i ritmi e tutto ciò che concerne l’assimilazione del copione erano belli che digeriti e padroneggiati.
E sullo schermo, questo, si vede perfettamente.

Le interpretazioni degli attori - che stanno alla base praticamente del film di Washington, il quale si è occupato anche della regia - sono a un livello di precisione inaudita: naturali, spontanee, degne di chi ormai il personaggio che interpreta non solo ha imparato a conoscerlo, ma probabilmente a comprenderlo e ad incarnarlo. Lui, Viola Davis e Stephen Henderson giocano di squadra e si passano la palla come un team consolidato, danno al pubblico la possibilità di entrare letteralmente nelle dinamiche dell’epoca che raccontano: ovvero quegli anni '50 in cui a Pittsburg i problemi razziali stavano man mano assottigliandosi, ma si faceva ancora fatica a percepirlo tutti, o quantomeno a crederci per davvero. Cambiamento che “Barriere” analizza attraverso la storia di una famiglia con padre-padrone ferito nel profondo dal razzismo e costretto a riporre i suoi sogni da giocatore di baseball nella concretezza di un lavoro da operatore ecologico, con l’unica speranza che le continue lamentele rivolte alla sua azienda lo portino presto non solo a raccogliere immondizia dai secchioni, ma anche a guidare il furgone (solitamente compito da bianchi). Rimpianti di una vita che riversa sul figlio minore (ma non solo) che, come lui, aspira ad una carriera nel baseball professionistico, obbligandolo a rifiutare un’opportunità interessante in quell'ambito in favore di un lavoro al supermercato che significa serietà e maturazione, non illusione di qualcosa che tanto non può accadere.

Barriere Washington DavisUn modo di pensare, quello del Troy Maxson di Washington, che è umanamente comprensibile, pur nella sua totale erroneità di applicazione. È lui, non a caso, il personaggio più forte della pellicola, quello che muove, che agita, che calma, a cui viene concesso più spessore introspettivo tramite quel modo di spiegarsi, parlare e vivere che sempre ha a che fare con quel baseball che, secondo lui, non ha voluto dargli una chance, respingendolo nonostante il talento. Un’ossessione che lo martella e non gli consente di vedere la reale storia della sua vita, le ragioni totali che circondano il suo destino, quelle che c’entrano magari con la discriminazione, ma non cominciano e finiscono solo con essa. Uno sguardo interessante, sicuramente privo di quei buoni sentimenti e facili conclusioni che spesso opere di questo genere adottano e sfruttano fino all'esaurimento (nostro e loro), peccato che a mancare e a mescolare tutto manchi quel dinamismo cinematografico, in sostanza, mai impiegato. Già, perché “Barriere” sembra essere stato preso dal palco in cui si trovava e posizionato davanti alla macchina da presa privo dell’operazione di rimasticazione che gli spettava; pregno della sua verbosità, della sua essenza, della sua potenza scenica, ma piuttosto scarno delle virtù capaci di far funzionare a dovere l’insieme oltre le radici da cui è nato e cresciuto.

E paga questo e nient’altro, sostanzialmente, Washington, l’idea di voler toccare il meno possibile ciò che, magari, sentiva potesse offrirgli certezze inequivocabili in partenza. Possiamo capirlo, e forse se i luoghi d’azione di “Barriere” fossero stati più vasti non sarebbe neppure stata una cattiva intuizione, il problema è che ruotando costantemente intorno allo stesso campo d’azione, a lungo andare, i centoquaranta minuti di minutaggio e i troppi dialoghi si fanno sentire, così come si fa sentire l’incomodo di non essere a teatro, ma in un altro posto che meno aderisce a quel mood.
Un posto in cui “Barriere”, per dirla con un gioco di parole, resta un tantino impigliato.

Trailer:

venerdì 27 gennaio 2017

La Battaglia Di Hacksaw Ridge - La Recensione

Hacksaw Ridge Film
Sono passati dieci anni dall'ultima volta che Mel Gibson ha diretto un film. Era il 2006 e nelle sale usciva quell'oggetto abbastanza curioso e particolare chiamato “Apocalypto”. Successivamente una pausa piuttosto lunga condita di attriti e di polemiche ha preso il sopravvento, con dei film in cui era coinvolto nei semplici panni d’attore che ogni tanto sbucavano qui e là a testimoniare ancora la voglia di Mel di volersi dedicarsi a ciò che gli riesce meglio: il cinema.

Era probabile che ad un certo punto quindi la macchina da presa l’avrebbe rivisto nuovamente alle sue spalle, doveva arrivare solo l’occasione giusta, che a quanto pare si è consolidata con la storia dell’obiettore di coscienza – o consulente di coscienza, come lui preferisce – premiato con la medaglia d’onore, Desmond Doss, che nel 1942 decise volontariamente di arruolarsi nell'esercito americano per fornire aiuto medico ai soldati feriti in battaglia, con l’unica postilla però di non toccare nemmeno con un dito qualunque tipo di arma da fuoco. Una leggenda racchiusa interamente in “La Battaglia Di Hacksaw Ridge”, che come suggerisce il titolo, focalizza il suo interesse in quella che fu l’unica missione, di fatto, che permise a Doss di dimostrare il suo coraggio e la sua serietà: salvando 75 soldati feriti e compiendo letteralmente un miracolo, se consideriamo le (sue) imposizioni che lo vedevano totalmente disarmato. Questo, gettando uno sguardo, tuttavia, anche sulle sue origini famigliari e sugli eventi che lo condussero piuttosto rapidamente ad avvicinarsi alla parola di Dio, convertendolo da bambino violento, istintivo e addirittura pericoloso, a innocuo ragazzo, punto fermo della parrocchia del suo quartiere, tempestivo nel soccorrere abilmente chiunque avesse bisogno di aiuto (medico). Una figura, insomma, decisamente astrusa che proprio per questo, e per la connessione con l’Onnipotente, probabilmente è riuscita ad attrarre le attenzioni di un tipo come Gibson, il quale per quante uno glie ne possa dire o chiedere, più volte ha mostrato un certo interesse - se non forse avvicinamento - verso la religione e i suoi esponenti.

Andrew Garfield Hacksaw RidgeGrazie al cielo (o a Dio, fate voi…) comunque “La Battaglia Di Hacksaw Ridge”, sebbene di rischi ne avesse, eccome, riesce a scartare se non tutte almeno la maggior parte delle trappole che potevano affogarlo nella retorica e nella fastidiosa promozione spirituale che il suo protagonista sarebbe potuto andare ad articolare. Quella di Gibson è una pellicola che non punta il dito, non vuole insegnare nulla, al massimo il rispetto per le scelte del prossimo, ma forse neppure quello. Perché poi lo si vede dai piccoli dettagli, dall'applicazione, dal modo in cui la prima parte dedicata alle radici di Doss - distante dalla guerra - sia piena zeppa di approssimazioni, di parentesi meccaniche, ordinarie, nulla a che vedere insomma con i muscoli, la robustezza e la volontà di sporcarsi le mani, presente nella seconda: quella ambientata sul campo di battaglia di Okinawa, dove Gibson, sostanzialmente, comincia a girare il film che più voleva fare e più bramava. Messo piede in territorio nemico infatti la situazione si ribalta completamente, la lucidità della regia sale in cattedra, assume il comando, con sequenze di cinema altissimo che esibiscono straordinariamente, e come in pochissime altre occasioni, l’impatto fulmineo della guerra sull'essere umano. Un caos sfiancante, letale, dal sapore quasi veritiero, ai confini dell’esperienza pura e che da solo vale l’intero lavoro, un lavoro che se avesse avuto la medesima cura a trecentosessanta gradi, poteva aspirare davvero a diventare portentoso e pietra miliare del genere.

Si passa sopra a tutto allora, ad Andrew Garfield sospeso a mezz'aria neanche fosse la divinità scesa in terra, alle sue faccette e atteggiamenti da imbranato, a qualche strizzatina d’occhio relativa ai blockbuster un po’ fuori luogo e a una sceneggiatura che con poco poteva risultare più accurata ed efficace. Gli si passa sopra volentieri perché a “La Battaglia Di Hacksaw Ridge” basta un’ora per conquistare, una sola ora per farsi un war-movie di riferimento, giustificare la sua missione e legittimare ulteriormente la grande mano registica del sempre a noi caro Mel.

Trailer:

giovedì 26 gennaio 2017

Omicidio All'Italiana - Teaser Trailer Ufficiale

Omicidio All'Italiana Film

Rilasciato il primo teaser trailer ufficiale di "Omicidio All'Italiana", il nuovo film di Maccio Capatonda, con Maccio Capatonda (Marcello Macchia), Herbert Ballerina (Luigi Luciano), Ivo Avido (Enrico Venti), Sabrina Ferilli, Antonia Truppo e Fabrizio Biggio, al cinema dal 2 Marzo 2017.

Teaser Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Uno strano omicidio sconvolge la vita sempre uguale di Acitrullo, sperduta località dell’entroterra abruzzese. Quale occasione migliore per il sindaco (Maccio Capatonda) e il suo vice (Herbert Ballerina) per far uscire dall'anonimato il paesino? Oltre alle forze dell’ordine infatti, accorrerà sul posto una troupe del famigerato programma televisivo “Chi l'acciso?”, condotto da Donatella Spruzzone (Sabrina Ferilli). Grazie alla trasmissione e all'astuzia del sindaco, Acitrullo diventerà in men che non si dica famosa come e ancor più di Cogne!
Ma sarà un efferato crimine o un... omicidio a luci grosse??

mercoledì 25 gennaio 2017

4 Mosche Di Velluto Grigio - In Blu-Ray L'Edizione Integrale Restaurata

Dario Argento 4 Mosche

Forte del nuovo master in HD e della sua edizione integrale, esce finalmente in home video “4 Mosche Di Velluto Grigio”, terzo capitolo della trilogia degli animali di Dario Argento (composta rispettivamente da “L'Uccello Dalle Piume Di Cristallo” e “Il Gatto A 9 Code”) che narra le vicende di un musicista alle prese con un omicidio accidentale, stranamente programmato da qualcuno che ha intenzione di ricattarlo, non per chiedergli in cambio denaro o altro, ma solamente per il gusto di rovinargli la vita.

Un film datato 1971 che, nonostante gli anni e il poco budget a disposizione, dimostra di saper reggere ancora benissimo lo scorrere del tempo. Merito di una regia intelligente, all’avanguardia ed efficace, tanto da riuscire a coprire qualunque sbavatura (minima) sia di montaggio che di sceneggiatura. Quello diretto da Argento infatti è un thriller a tinte noir con venature horror, pieno di colpi di scena e di elementi fuorvianti utilizzati per depistare lo spettatore, impedendogli tassativamente di anticipare la risoluzione del mistero in anticipo: forse anche con qualche trucchetto molto astuto eseguito attraverso l’uso (stretto) delle inquadrature. Il suo punto di forza deriva senza ombra di dubbio da un incipit stimolante, curioso, che bene o male tiene per tutti i centoquaranta minuti di durata, minuti nei quali il regista trova spazio anche per inserire qualche piccola parentesi ironica, in particolare dedicata alla morte.

Vedere “4 Mosche Di Velluto Grigio” a più di quarant'anni di distanza dalla sua prima uscita (ma questo vale un po' per i film di Argento-tutti), tra le altre cose, però è utile soprattutto per ricordarci quanto, in realtà, il cinema sia una macchina semplice, che non ha bisogno di complicazioni di chissà quale tipo per funzionare: un concetto oggi, forse, perso un po' di vista, ma che al Maestro Dario Argento - come a molti piace chiamarlo - pare essere sempre stato chiaro.

4 Mosche Di Velluto Grigio Blu-Ray


Il Blu-Ray Disc in edizione italiana prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: Anamorfico 2,35:1
Tracce Audio2.0 DTS HD: Italiano,  Inglese - 2.0 Mono Dolby Digital: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Durata: 103 Minuti ca.
Contenuti Speciali: Giallo Argento Su Velluto Grigio,  Galleria Fotografica, Trailer
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: Surf/Film
Distributore Home Video: Cecchi Gori Home Video
Data di Uscita: 22 Novembre 2016

Mamma O Papà - Trailer Ufficiale

Mamma O Papà Cortellesi Albanese

Rilasciato il trailer ufficiale di "Mamma O Papà", il nuovo film di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Anna Bonaiuto, Carlo Buccirosso, Roberto De Francesco, Stefania Rocca, Claudio Gioè, Luca Angeletti, Matilde Gioli, Luca Marino, Marianna Cogo e Alvise Marascalchi al cinema dal 14 Febbraio prossimo.

Trailer Ufficiale:

Sinossi (Ufficiale):
Dopo quindici anni di matrimonio, Valeria e Nicola hanno deciso di divorziare in maniera civile. L’amore finisce, non è una tragedia ed è meglio fermarsi in tempo prima di diventare due amici che si fanno compagnia la sera davanti alla televisione. Sono d’accordo su tutto, alimenti, case, affidamento congiunto dei figli. Proprio quando si sono decisi a dare la notizia ai loro tre ragazzi, capita ad entrambi l’opportunità di partire all'estero per l’occasione lavorativa della vita. Valeria, da brava compagna e amica, è subito pronta a farsi indietro, ma quando scopre che Nicola ha una tresca con un’infermiera giovane e carina, non è più disposta a sacrificarsi, anzi, accetta al volo il suo nuovo incarico. A chi andrà la custodia dei figli nei sette mesi durante i quali entrambi i genitori hanno deciso di accettare le rispettive proposte di lavoro all'estero? Se i due non sono in grado di stabilirlo, saranno i bambini a scegliere se stare con mamma o con papà!
La guerra tra Nicola e Valeria è dichiarata e la posta in gioco è esattamente opposta a quella delle normali famiglie in fase di divorzio: lottare per non ottenere l’affidamento dei figli e fare di tutto perché questi scelgano l’altro genitore. E se fino ad ora Nicola e Valeria erano stati due genitori per nulla autorevoli, ora il vento è girato, e Mattia, Viola e Giulietto si ritrovano in un frullatore di angherie perpetrate ai loro danni da mamma e da papà, pronti a usare ogni mezzo a loro disposizione per rendere la loro vita un inferno.

Oscar 2017 - Le Nominations

Premi Oscar

Questo pomeriggio sono state rese note le nominations degli Oscar 2017. Di seguito la lista completa, divisa per categorie, con tutti i fortunati:

Miglior Film
ARRIVAL - Produttori: Shawn Levy, Dan Levine, Aaron Ryder e David Linde
BARRIERE - Produttori: Scott Rudin, Denzel Washington e Todd Black
LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE - Produttori: Bill Mechanic e David Permut
HELL OR HIGH WATER - Produttori: Carla Hacken e Julie Yorn
IL DIRITTO DI CONTARE - Produttori: Donna Gigliotti, Peter Chernin, Jenno Topping, Pharrell Williams e Theodore Melfi
LA LA LAND - Produttori: Fred Berger, Jordan Horowitz e Marc Platt
LION: LA STRADA VERSO CASA - Produttori: Emile Sherman, Iain Canning e Angie Fielder
MANCHESTER BY THE SEA - Produttori: Matt Damon, Kimberly Steward, Chris Moore, Lauren Beck e Kevin J. Walsh
MOONLIGHT - Produttori: Adele Romanski, Dede Gardner e Jeremy Kleiner

Miglior Regia
DENIS VILLENEUVE - Arrival
MEL GIBSON - La Battaglia Di Hacksaw Ridge
DAMIEN CHAZELLE - La La Land
KENNETH LONERGAN - Manchester By The Sea
BARRY JENKINS - Moonlight

Miglior Attore Protagonista
CASEY AFFLECK - Manchester By The Sea
ANDREW GARFIELD - La Battaglia Di Hacksaw Ridge
RYAN GOSLING - La La Land
VIGGO MORTENSEN - Captain Fantastic
DENZEL WASHINGTON - Barriere

Miglior Attrice Protagonista
ISABELLE HUPPERT - Elle
RUTH NEGGA - Loving
NATALIE PORTMAN - Jackie
EMMA STONE - La La Land
MERYL STREEP - Florence

Miglior Attore Non Protagonista
MAHERSHALA ALI - Moonlight
JEFF BRIDGES - Hell Or High Water
LUCAS HEDGES - Manchester By The Sea
DEV PATEL - Lion: La Strada Verso Casa
MICHAEL SHANNON - Animali Notturni

Miglior Attrice Non Protagonista
VIOLA DAVIS - Barriere
NAOMIE HARRIS - Moonlight
NICOLE KIDMAN - Lion: La Strada Verso Casa
OCTAVIA SPENCER - Il Diritto Di Contare
MICHELLE WILLIAMS - Manchester By The Sea


Miglior Sceneggiatura Originale
HELL OR HIGH WATER - Taylor Sheridan
LA LA LAND - Damien Chazelle
THE LOBSTER - Yorgos Lanthimos e Efthimis Filippou
MANCHESTER BY THE SEA - Kenneth Lonergan
20TH CENTURY WOMENMike Mills

Miglior Sceneggiatura Non Originale
ARRIVAL - Eric Heisserer
BARRIERE - August Wilson
IL DIRITTO DI CONTARE - Allison Schroeder e Theodore Melfi
LION: LA STRADA VERSO CASA - Luke Davies
MOONLIGHT - Sceneggiatura di Barry Jenkins; Storia di Tarell Alvin McCraney

Miglior Film Straniero
LAND OF MINE - Danimarca
A MAN CALLED OVE - Svezia
IL CLIENTE - Iran
TANNA - Australia
VI PRESENTO TONI ERDMANN - Germania

Miglior Film D'Animazione
KUBO E LA SPADA MAGICA - Travis Knight e Arianne Sutner
OCEANIA - John Musker, Ron Clements e Osnat Shurer
LA MIA VITA DA ZUCCHINA - Claude Barras e Max Karli
LA TARTARUGA ROSSA - Michael Dudok de Wit e Toshio Suzuki
ZOOTROPOLIS - Byron Howard, Rich Moore e Clark Spencer

Miglior Montaggio
ARRIVAL - Joe Walker
LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE - John Gilbert
HELL OR HIGH WATER - Jake Roberts
LA LA LAND - Tom Cross
MOONLIGHT - Nat Sanders e Joi McMillon

Miglior Scenografia
ARRIVAL - Design Di Realizzazione: Patrice Vermette; Decorazione Set: Paul Hotte
ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI - Design Di Realizzazione: Stuart Craig; Decorazione Set: Anna Pinnock
AVE, CESARE! - Design Di Realizzazione: Jess Gonchor; Decorazione Set: Nancy Haigh
LA LA LAND - Design Di Realizzazione: David Wasco; Decorazione Set: Sandy Reynolds-Wasco
PASSENGERS - Design Di Realizzazione: Guy Hendrix Dyas; Decorazione Set: Gene Serdena

Miglior Fotografia
ARRIVAL - Bradford Young
LA LA LAND - Linus Sandgren
LION: LA STRADA VERSO CASA - Greig Fraser
MOONLIGHT - James Laxton
SILENCE - Rodrigo Prieto

Migliori Costumi
ALLIED: UN'OMBRA NASCOSTA - Joanna Johnston
ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI - Colleen Atwood
FLORENCE - Consolata Boyle
JACKIE - Madeline Fontaine
LA LA LAND - Mary Zophres

Miglior Trucco e Acconciature
A MAN CALLEN OVE - Eva von Bahr e Love Larson
STAR TREK BEYOND - Joel Harlow e Richard Alonzo
SUICIDE SQUAD - Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson

Migliori Effetti Speciali
DEEPWATER: INFERNO SULL'OCEANO - Craig Hammack, Jason Snell, Jason Billington e Burt Dalton
DOCTOR STRANGE - Stephane Ceretti, Richard Bluff, Vincent Cirelli e Paul Corbould
IL LIBRO DELLA GIUNGLA - Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones and Dan Lemmon
KUBO E LA SPADA MAGICA - Steve Emerson, Oliver Jones, Brian McLean e Brad Schiff
ROGUE ONE: A STAR WARS STORY - John Knoll, Mohen Leo, Hal Hickel e Neil Corbould

Miglior Mixaggio Sonoro
ARRIVAL -  Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye
LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE - Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace
LA LA LAND - Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow
ROGUE ONE: A STAR WARS STORY - David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson
13 HOURS: THE SECRET SOLDIERS OF BENGHAZI - Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth

Miglior Montaggio Sonoro
ARRIVAL - Sylvain Bellemare
DEEPWATER: INFERNO SULL'OCEANO - Wylie Stateman e Renée Tondelli
LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE - Robert Mackenzie e Andy Wright
LA LA LAND - Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan
SULLY - Alan Robert Murray e Bub Asman

Miglior Colonna Sonora Originale
JACKIE - Mica Levi
LA LA LAND - Justin Hurwitz
LION: LA STRADA VERSO CASA - Dustin O'Halloran e Hauschka
MOONLIGHT - Nicholas Britell
PASSENGERS - Thomas Newman

Miglior Canzone
LA LA LAND - "Audition ( The Fools Who Dream)" - Musica: Justin Hurwitz; Parole: Benj Pasek e Justin Paul
TROLLS - "Can't Stop The Feeling" - Musica e Parole: Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster
LA LA LAND - "City Of Stars" - Musica: Justin Hurwitz; Parole: Benj Pasek e Justin Paul
JIM: THE JAMES FOLEY STORY - "The Empty Chair" - Musica e Parole: J. Ralph e Sting
OCEANIA - "How Far I'll Go" - Musica e Parole: Lin-Manuel Miranda

Miglior Documentario
FUOCOAMMARE - Gianfranco Rosi e Donatella Palermo
I AM NOT YOUR NEGRO - Raoul Peck, Rémi Grellety e Hébert Peck
LIFE ANIMATED - Roger Ross Williams e Julie Goldman
O.J.: MADE IN AMERICA - Ezra Edelman e Caroline Waterlow
13TH - Ava DuVernay, Spencer Averick e Howard Barish

Miglior Corto Documentario
EXTREMIS - Dan Krauss
4.1 MILES - Daphne Matziaraki
JOE'S VIOLIN - Kahane Cooperman e Raphaela Neihausen
WATANI: MY HOMELAND - Marcel Mettelsiefen e Stephen Ellis
THE WHITE HELMETS - Orlando von Einsiedel e Joanna Natasegara

Miglior Cortometraggio
ENNEMIS INTÉRIEURS - Sélim Azzazi
LA FEMME EE LE TGV - Timo von Gunten E Giacun Caduff
SILENT NIGHTS - Aske Bang e Kim Magnusson
SING - Kristof Deák e Anna Udvardy
TIMECODE - Juanjo Giménez

Miglior Cortometraggio D'Animazione
BLIND VAYSHA - Theodore Ushev
BORROWED TIME - Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj
PEAR CIDER AND CIGARETTES - Robert Valley e Cara Speller
PEARL - Patrick Osborne
PIPER - Alan Barillaro e Marc Sondheimer

I vincitori saranno proclamati il prossimo 26 Febbraio 2017, ma Inglorious Cinephiles, come sempre, assegnerà i suoi personali Oscar leggermente in anticipo.

venerdì 20 gennaio 2017

Autobahn: Fuori Controllo - Trailer Italiano Ufficiale

Autobahn Film

Rilasciato il trailer italiano, ufficiale, di "Autobahn: Fuori Controllo", il film diretto da Eran Creevy, con Nicholas Hoult, Felicity Jones, Ben Kingsley e Anthony Hopkins, al cinema dal 16 Febbraio 2017.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Casey (Nicholas Hoult) e Juliette (Felicity Jones) sono due giovani americani che si incontrano e si innamorano durante un viaggio in Europa. Quando alla ragazza viene diagnosticata una grave malattia, Casey decide di tornare al suo oscuro passato per pagare le cure mediche che potrebbero salvarla. Seguendo il consiglio di Geran (Ben Kingsley), un trafficante per il quale lavorava, decide di derubare il temuto gangster Hagen (Anthony Hopkins). La rapina, però, non va come previsto e Casey dovrà riuscire a sfuggire agli uomini di Hagen per salvare se stesso e l’amore della sua vita.

Moonlight - Trailer Ufficiale Italiano

Moonlight Film

Disponibile il trailer italiano, ufficiale, di "Moonlight" (qui la nostra recensione), il film diretto da Barry Jenkins, vincitore del Golden Globe per il Miglior Film Drammatico 2017, con Mahershala Ali, Naomie Harris, Janelle Monáe e in uscita il 23 Febbraio 2017.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
"Moonlight" racconta l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di Chiron, un ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi difficili di Miami, che cerca faticosamente di trovare il suo posto del mondo.

giovedì 19 gennaio 2017

Logan: The Wolverine - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

Logan film

Rilasciato il nuovo trailer ufficiale, italiano, di "Logan: The Wolverine", terzo capitolo dello spin-off dedicato al famoso personaggio degli X-Men, diretto da James Mangold, con Hugh Jackman, Patrick Stewart, in uscita il prossimo 2 Marzo.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:

Nuovo Cinema Paradiso - Arriva (Forse) L'Edizione Definitiva

Nuovo Cinema Paradiso

Potrebbe essere forse l’edizione definitiva - quella che racchiude tutte le versioni possibili e disponibili sul mercato home video italiano - di “Nuovo Cinema Paradiso”, quella appena prodotta da Cristaldi Film e distribuita da Cecchi Gori Home Video. Un cofanetto slipcase contenente al suo interno la classica custodia amaray con un Blu-Ray Disc e due DVD, dentro i quali risiedono i tre cut differenti del film: rispettivamente da 124 (il Blu-Ray), 118 e 168 (quest’ultima è la versione integrale) minuti.

Un'operazione eseguita probabilmente per andare incontro alle richieste dei consumatori, che più volte, specialmente negli store online, hanno lamentato la mancanza di un cofanetto esaustivo, in grado di contenere, ed onorare a dovere, in tutte le sue varianti possibili, il film più rappresentativo di Giuseppe Tornatore. Per fare in modo che ciò accadesse si è dovuto mediare allora verso qualcosa di ibrido, misto, con alta definizione e definizione standard che si danno il cambio in base alle esigenze del richiedente, in attesa, chi lo sa, di una restaurazione futura e definitiva che possa permettere di rimasterizzare l’opera in HD in maniera trasversale.

Per adesso, tuttavia, quella di cui vi stiamo parlando rappresenta il miglior compromesso disponibile per godere, scoprire e rivedere uno dei film più belli del nostro cinema, un film che esalta e omaggia il cinema stesso e che ormai, ne siamo sicuri, identifica l'apice della carriera di Giuseppe Tornatore, sebbene quest'ultima sia ancora in fase di espansione e, dunque da tenere d'occhio.

Nuovo Cinema Paradiso Tornatore

Il Blu-Ray Disc prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 3
Formato Video: Anamorfico 1,85:1
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano Francese - 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano - 5.1 Dolby Digital: Italiano - 5.1 DTS HD: Italiano
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti, Inglese, Francese, Spagnolo
Durata: 124 Minuti ca.
Contenuti Speciali: 2 Card Da Collezione, Commento Audio Regista, Interviste, Recensioni, Locandine Originali, Galleria Fotografica, Premi
Confezione: Slipcase
Casa di Distribuzione: Cristaldi Film
Distributore Home Video: Cecchi Gori HV
Data di Uscita: 1 Dicembre 2016

Amarcord - In Home Video La Versione Restaurata

Amarcord Restaurato

Il capolavoro di Federico Fellini, “Amarcord”, esce in home video nella sua nuova versione restaurata dalla Cineteca di Bologna. Premio Oscar al miglior film straniero nel 1975, “Amarcord” è il lavoro più riservato e intimo del regista romagnolo, legato stretto alle memorie della sua infanzia, che ripercorre nella storia attraverso il protagonista Titta Biondi, pseudonimo del suo amico Luigi "Titta" Benzi.

Per effettuare il restauro dell’opera, il laboratorio L'Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, è partito direttamente dal negativo camera, scansionandolo sotto liquido alla risoluzione 4K. Nelle situazioni più estreme, dove alcune inquadrature erano state sostituite nel negativo originale con un internegativo di seconda generazione, si è cercato o di ritrovare e di reintegrare quello che era il negativo originale, oppure, nei casi impossibili, di scansionare e restaurare le parti di internegativo di seconda generazione a partire da un interpositivo e da un reversal internegativo, entrambi di prima generazione. Un processo di risanamento che ha coinvolto, ovviamente, anche il reparto audio: sistemato a partire dal mix magnetico italiano e dal negativo suono dialoghi, musica ed effetti. A collaborare con il gruppo di esperti all'operazione è stato anche il direttore della fotografia del film Giuseppe Rotunno, il quale ha controllato personalmente la qualità dei test, sottoposti di volta in volta alla sua attenzione.

Presentata per la prima volta al pubblico durante la 72ª Mostra del Cinema di Venezia, la nuova edizione della pellicola, disponibile in DVD e in Blu-Ray Disc, raggiunge quindi l'apice sotto l'aspetto della qualità d'immagine e del sonoro, aggiungendo al prodotto anche un piccolo comparto riservato ai contenuti extra dove, oltre a uno speciale, spiccano le interviste a Nicola Bassano, Gianfranco Miro Gori, Paolo Virzì e Goffredo Fofi.

Amarcord Blu-Ray

Il Blu-Ray Disc prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: Anamorfico 1,85:1
Tracce Audio: 2.0 DTS HD: Italiano 2.0 - Mono Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Durata: 125 Minuti ca.
Contenuti Speciali: Come Spiegare L'Italia Agli Extraterrestri, Interviste a Nicola Bassano, Gianfranco Miro Gori, Paolo Virzì e Goffredo Fofi
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: Cristaldi Film
Distributore Home Video: Cecchi Gori HV
Data di Uscita: 22 Novembre 2016

Mommy - La Speranza Secondo Xavier Dolan

Mommy Dolan

Quel rapporto madre-figlio di cui ultimamente, nel suo recente “E’ Solo La Fine Del Mondo”, si era sottolineata la ridondanza, la continuità incessante, inerente a una tematica che il giovane Xavier Dolan fatica ad interrompere e a metter da parte, in “Mommy” - quinto lungometraggio del regista e sceneggiatore canadese, ora disponibile in Blu-Ray Disc e DVD - raggiunge forse il suo compimento ultimo.

Lo fa con una storia che inserisce nella coppia di cui sopra la figura di un estranea, di una donna con problemi personali anche lei da risolvere, che riesce a fare progressi solamente quando gli viene concesso di esercitare quel ruolo particolare, quasi di seconda mamma, con il quale a sua volta restituisce equilibrio famigliare laddove prima, in sua assenza, apparivano solo promesse di caos e distruzione. Certo, va ribadito che la sua presenza non basta a curare una volta per tutte le ferite di Diane e Steve, che la loro resta comunque una storia complicata, passionale, destinata a farsi irruenta e a scoppiare a prescindere perché indomabile nell'amore come nell'odio: sentimenti che geneticamente loro proprio non ci riescono ad arginare e a domare. Questo sebbene una porzione delle colpe penda anche su di un sistema che non lascia neppure troppo scampo, che con la stessa facilità con cui ti lascia uscire da un istituto psichiatrico è capace ugualmente di fartici rientrare.

Sono loro due allora il cantiere emotivo principale di cui si serve Dolan per raccontare una dramma molto in linea, sicuramente, con ciò che lo riguarda e che, nei limiti, ha vissuto. Una dramma emozionante, fatto di attimi liberatori come carichi di tensione, che ci ricorda tutte le potenzialità del suo cinema e quanto, a volte, il cinema stesso può farsi potente strumento, nonché metro di giudizio per misurare la dura realtà: una realtà che nella maggior parte dei casi tende a farci aggrappare alla speranza come ultima ancora di salvezza (qui la recensione completa).

Mommy Dolan


Il Blu-Ray Disc in edizione italiana prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: Anamorfico 1,85:1
Tracce Audio: 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano, Originale - 5.1 DTS HD: Italiano, Originale
Sottotitoli: Italiano, Italiano Non Udenti
Durata: 133 Minuti ca.
Contenuti Speciali: Interviste, Scene Tagliate, Premiazione Festival Di Cannes, Clip, Trailer
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: Good Films
Distributore Home Video: Cecchi Gori HV
Data di Uscita: 3 Novembre 2016

Trailer:

mercoledì 18 gennaio 2017

La La Land - La Recensione

La La Land Film
Scrivere di un film come “La La Land” è una responsabilità non da poco. O perlomeno lo è se hai intenzione di farlo in maniera fedele, empatica, buttandoci dentro tutto ciò che hai sentito, provato, trattenuto e liberato durante le due ore abbondanti di proiezione. Quello diretto da Damien Chazelle più che un musical è un pezzo di vita, quella vita piena di sogni, piena di speranze, che quando sei giovane sentire alla portata è quasi un diritto, così come lo è il far di tutto per proteggerla dal cinismo e dalla piatta realtà alternativa: che dall'altra parte provano a schiaffeggiarti, a suggerirti di crescere, di smetterla di opporre resistenza, mentre tu, sei lì, impavido, che non gli dai retta perché dentro sai benissimo che ciò che stai inseguendo è solamente l’unico scenario di vita possibile in cui riesci a vederti.

Una follia e un romanticismo che giustamente “La La Land” ingloba fin dentro le sue ossa, in quei scenari magici di Los Angeles in cui si balla, si canta e dove in un battito di ciglia si può cambiare completamente luce, ambiente e colori. Del resto non c’è luogo migliore della città di stelle per raccontare la magnifica storia d’amore tra Mia e Sebastian: due anime in crisi, forse destinate a prendersi per mano, o forse unite esclusivamente dalle ambizioni comuni, chissà. Sta di fatto che sembrano davvero nati per stare insieme i due, per spalleggiarsi a vicenda, per reagire a quel mondo che - parafrasando una battuta di Ryan Gosling - ti chiude all'angolo e ti prende a pugni continuamente, in attesa che tu decida se reagire oppure gettare la spugna e andare ko. Così, una volta superati gli attriti, quelle insolenze un po’ gratuite scambiate in un paio di occasioni, Mia e Sebastian decidono che indossare i guantoni insieme è più semplice che da soli, che prendere coraggio e buttarsi è l’unico modo per provare a conquistare ciò che vogliono, potenziati da un amore vero, puro e sincero che bello così e dolce così, probabilmente ce l’hanno solo loro, ed è una forza micidiale capace di renderli invincibili, abili di qualsiasi cosa.

Questo almeno in prima battuta.
La La Land Emma Stone Ryan GoslingPerché “La La Land” non è solo il trionfo della felicità, dei sognatori, della potenza dell’amore che quando c’è fa vorticare ciò che abbiamo intorno rendendo all'improvviso tutto possibile e meno grigio. Quello di Chazelle è un film che come è in grado di spiccare il volo, allo stesso modo sa scendere coi piedi per terra, rendersi conto di una perfezione effettiva non raggiungibile e di quella punta di amaro che inevitabilmente, anche nella vita della persona più fortunata al mondo, esiste e non smette (forse) mai di sussurrare all'orecchio il suo verbo. Perciò con la stessa bravura disarmante con cui è bravo a strapparci sorrisi, risate e a farci brillare gli occhi, il regista dimostra di essere altrettanto capace ad usare il bastone, di non voler realizzare un’opera destinata ad esistere a gravità zero e basta, ma qualcosa di assai più grande, di enorme, con la quale chiunque può entrare in contatto e venire letteralmente scosso, ribaltato, devastato emotivamente.

Ciò succede precisamente in un finale sublime, dove “La La Land” non sbaglia neppure una virgola e mette in canna due sequenze stratosferiche, micidiali, che consentono a Chazelle di portare a casa una risoluzione impeccabile, da brividi e stracolma di lacrime (con una Emma Stone straripante e assoluta protagonista). Un colpo da maestro che funge da ciliegina sulla torta per consacrare la sua opera a capolavoro del genere, un capolavoro che peraltro porta con sé propositi rivoluzionari, di stampo moderno, decisamente espugnati.
Ma come detto in precedenza: scrivere di un film come “La La Land” è una responsabilità non da poco, o perlomeno lo è se hai intenzione di farlo in maniera fedele, empatica, buttandoci dentro tutto ciò che hai sentito, provato, trattenuto e liberato durante le due ore abbondanti di proiezione.
Cosa che, sinceramente, io ho anche provato a fare, fermo restando che quando ci sono di mezzo i sogni, il romanticismo e la pazzia, come in questo caso, il rischio è sempre quello di non essere mai troppo accurati e di aver dimenticato qualcosa. Perché, appunto, i sogni, il romanticismo e la pazzia, da che mondo è mondo, sono esperienze che vanno vissute in prima persona, provate sulla pelle, ascoltate emotivamente e non raccontate a parole da qualcun altro che ha avuto la fortuna di poterlo fare al posto vostro.

Trailer:

martedì 17 gennaio 2017

Arrival - La Recensione

Arrival Film
In tutta onestà, tra il sottoscritto e il cinema di Denis Villeneuve non scorre buon sangue.
Personalmente considero il canadese un regista bravissimo visivamente, ma un tantino furbo quando c’è da fornire trazione e sostanza alla narrazione, manipolata spesso con fare ricattatorio o per provocare lo spettatore, oppure per il semplice bisogno primario di andare a muovere la storia verso quella che dovrà essere la sua curva o la sua meta conclusiva.
Un vizio che a mio avviso va a togliere inevitabilmente genuinità alle sue opere, e da cui neppure “Arrival” riesce ad essere completamente esonerato, sebbene rispetto al passato c’è da ammettere che stavolta la situazione appare assai più smussata e sostenibile del previsto.

Affronta per la prima volta la fantascienza, il regista, prendendo spunto da uno dei racconti inclusi nell'antologia di Ted Chiang - intitolata “Storie Della Tua Vita” - e frugando tra le influenze più significative della sua memoria e del cinema: che lo portano inevitabilmente a considerare il fascino dei grandi classici del genere e a catturare, ristrutturandolo, l’immaginario spielbergiano presente in “Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo”. Anche qui, come nella maggior parte dei casi in cui a prevalere non debba essere per forza l’azione, allora l’esperimento prioritario è quello di comunicare con la nuova specie, capire che intenzioni hanno, se sono venuti in pace o per sterminare la razza umana. E a rispondere a questa domanda dovrà essere la linguista Amy Adams che, ingaggiata ed affiancata dai militari americani e dallo scienziato Jeremy Renner, non si affiderà alle famose note musicali che furono, ma troverà il modo di scambiare informazioni con loro attraverso l’aiuto della scrittura, rappresentata nel caso specifico da disegni circolari a forma di anelli di inchiostro sbavato, contenenti al loro interno non delle parole singole, ma dei significati veri e propri, totalmente da decifrare.

Arrival FilmCrea un’atmosfera di tensione idonea a difendere a lungo il clima di paura e sospetto posto alla base, Villeneuve, il quale non rinuncia alla sua furbizia, ma perfeziona la maniera con cui servirsene, guadagnandone in stabilità e gradevolezza. Allo stesso modo di come la Storia recente ci insegna, sceglie di adoperare la fantascienza contaminandola con spiegazioni scientifiche ricercate, ma soprattutto con la filosofia, appesantendo forse un tantino gli obiettivi da raggiungere e ridimensionando la portata di uno script che dalla sua poteva senz'altro avere delle risonanze maggiori. Nel complesso, tuttavia, è un prodotto ben riuscito, “Arrival”, con grandissime idee registiche ed estetiche da sbandierare e un espediente interessante applicato lungo il suo piano temporale, che seppur non effettivamente sconcertante sotto l’aspetto delle emozioni, sa come spiazzare lo spettatore, costringendolo ad una inaspettata rilettura.
Rilettura che, per certi versi, ci aspettavamo Villeneuve volesse apportare anche al genere, che invece ha preferito accarezzare e solleticare senza prendersi la responsabilità di smontare e rimontare a sua immagine e somiglianza.

Operazione misurata della quale a noi, comunque, piace vedere specialmente i lati positivi, come l’abilità con cui il regista ha saputo controllare alcuni di quelli che vengono considerati, a volte, suoi difetti, mettendosi quasi incondizionatamente al servizio di una pellicola che fa il suo dovere, pur non toccando mai vette altissime, di carattere indimenticabile. Vette tenute al caldo, probabilmente, per essere impiegate, speriamo, in quello che dovrà essere il suo secondo film di fantascienza, ovvero l’attesissimo sequel di “Blade Runner” che a questo punto potrebbe essere fondamentale pure per capire se tra il sottoscritto e Villeneuve possano esserci gli estremi per un definitivo riavvicinamento.
Ma questa, come si dice in certi casi, è un’altra storia e peraltro assai meno interessante.

Trailer:

venerdì 13 gennaio 2017

Man In The Dark - Fede Alvarez E La Farina Del Suo Sacco

Man In The Dark Film

Il pupillo di Sam Raimi, Fede Alvarez, si cimenta per la prima volta in un lungometraggio originale, il “Man In The Dark” che oltre a dirigere ha anche scritto insieme allo sceneggiatore Rodo Sayagues. La storia è quella di un gruppo di giovani delinquenti intenzionati a svaligiare la casa di un uomo ricco, affetto da cecità, colpo secondo loro attuabile con il minimo sforzo, eppure, a conti fatti, più complicato del previsto: poiché l'uomo in questione si dimostra esperto e abile a proteggere sé stesso più di un qualsiasi altro bersaglio privo di segni particolari. Un thriller ad alta tensione, ovviamente, che nulla ha a che vedere con l’ottimo remake de “La Casa” eseguito da Alvarez in precedenza, ma capace comunque di confermare le doti registiche di un giovane talento che sa benissimo come non essere mai banale e soddisfare le richieste di divertimento dello spettatore.

In prima battuta sembra assurdo e scontato infatti, “Man In The Dark”, ma basta concedergli la giusta fiducia per accorgersi di quanto riesca diligentemente a svolgere il suo mestiere, uscendo dai canoni impostati, seguiti da prodotti simili, e svoltando verso quell'invenzione che non ti aspetti e che ribalta ogni concezione o ipotesi: scatenando allora fermento e voglia di scoprire fino a dove si ha davvero intenzione di volersi spingere.

Uno spettacolo sicuramente sopra la media, che non mancherà di restituire agitazione e sussulti e che da questo mese potrete recuperare, se non lo avete ancora fatto, comodamente sul divano di casa, attraverso le versioni disponibili in DVD e Blu-Ray Disc: tra l'altro ricche di contenuti speciali (qui la recensione completa del film).

Man In The Dark DVD


Il Blu-Ray Disc in edizione italiana prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: Anamorfico 2,40:1
Tracce Audio: 5.1 DTS HD: Italiano Inglese Giapponese 5.1 - Dolby Digital: Russo
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Danese, Estone, Finlandese, Giapponese, Lettone, Lituano, Norvegese, Russo, Svedese, Ucraino
Durata: 88 Minuti ca.
Contenuti Speciali: 8 Scene Eliminate Con Commento Del Regista, Senza Scampo, Creando La Casa Degli Orrori, Incontro Con Cast, Commento Audio, Uomo Nel Buio, Il Suono
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: Sony Pictures
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 11 Gennaio 2017

Trailer:

Dopo L’Amore - La Recensione

Dopo L’Amore Poster
Della separazione al tempo della crisi ce ne aveva parlato già Ivano De Matteo con “Gli Equilibristi”, raccontando di una famiglia finita per un tradimento e di un marito (colpevole) costretto a ridursi a barbone con doppio lavoro pur di riuscire a pagare gli alimenti dei due figli alla moglie. Una soluzione drastica, plausibile, ma a quanto pare non l’unica a disposizione: come mostra la variante francese, diretta da Joachim Lafosse, che con un tocco apparentemente meno drastico ci porta all'interno di un matrimonio finito, ma con marito e moglie ancora sotto lo stesso tetto, alla ricerca di un punto d’incontro sulla separazione che tarda ad arrivare e in mezzo due piccole gemelle costrette a subirne passivamente la tensione tra frecciate, discussioni e vili giochetti.

Lui vuole la metà dell’appartamento, lei vuole dargliene un terzo. Lui è un architetto praticamente disoccupato, lei una figlia di papà che nella vita ha sempre avuto la strada spianata. Dinamiche che, probabilmente, avranno fatto la differenza nell'evoluzione della fine del loro amore, sgretolato peraltro non per via di una relazione extraconiugale, ma per lo scemare fisiologico della passione. A tenerli ancora uniti, quindi, solo una questione economica, come preannuncia il titolo originale “L'Economie Du Couple” (assai più calzante ed evocativo del nostrano e approssimativo “Dopo L’Amore”) e ufficialmente lo confermano sia lui che lei nel privato e agli amici: sebbene ai nostri occhi la sensazione che tra Marie e Boris sia rimasto qualcosa di profondo e di eterno la si percepisce ogni volta che i due (o meglio, lei) lasciano andare rabbia e testardaggine, riavvicinandosi per ricordare com'era salvifico stare insieme o semplicemente tenersi la mano. Troppo poco, però, per pensare di compiere un passo indietro, specie in un'epoca e in una società come questa, dove – come appunta giustamente la madre di lei - se qualcosa si guasta viene sempre buttata via, ed è un diktat che non riguarda più solo gli oggetti, ma una politica entrata dentro i nostri valori, fino a infettarli alla radice.

Dopo L’Amore LafosseEppure a seguirli nella routine, nella solitudine, come anche nei diverbi urlati tra le mura del loro appartamento, a noi spettatori viene voglia di sperare che questa coppia riesca a un certo punto a mettere da parte i suoi impunti, i suoi silenzi e azzardare una ripartenza che possa, magari, rendere più continuo quel flusso pacifico che in due, massimo tre scene, Lafosse decide di concederci emozionandoci al punto da farci bagnare gli occhi e tirarci via un sorriso. Perché è evidente la preziosità di ciò che andrebbero a spezzare, l’energia di quel sentimento vivo che sgomita pur di farsi sentire, cercando con le poche forze rimaste di ribellarsi alla follia di una felicità migliore o, peggio ancora, perpetua che soprattutto Marie è convinta di meritare e di potere ottenere. Sotto, sotto infatti è lei quella con le forbici in mano, la più risoluta a voler chiudere i battenti, a tagliare la corda tesa di un marito che, per quanto forse disastroso, non ha problemi a reiterare il suo amore e la disponibilità a far di tutto pur di non avere rimpianti futuri sulla relazione.

Un requisito che, per certi versi, contribuisce a rendere “Dopo L’Amore” un film abbastanza femminista, con donne padrone di casa che impongono, affermano e rilanciano la conquista assoluta di un potere che mette l’uomo all'angolo e addirittura nella facoltà di chieder lui gli alimenti. Una scelta forse voluta e non casuale, magari in linea con lo stile ai limiti del documentaristico di Lafosse che con grande asciuttezza si distacca il più possibile dalla finzione, confezionando una pellicola praticamente priva di difetti, magnetica e dalla quale si resta impossessati.

Trailer:

giovedì 12 gennaio 2017

Baywatch - Nuovo Trailer Italiano Ufficiale

Baywatch Dwayne Johnson

Rilasciato il nuovo trailer italiano, ufficiale, di "Baywatch", il film tratto dall'omonima serie televisiva anni '90, diretto da Seth Gordon, con Dwayne Johnson, Zac Efron, Alexandra Daddario, Priyanka Chopra e Kelly Rohrbach, dal 1 Giugno al cinema.

Nuovo Trailer Italiano:

Riparare I Viventi - Trailer Italiano Ufficiale

Riparare I Viventi Film

Disponibile il trailer italiano, ufficiale, di "Riparare I Viventi", il film di Katell Quillévéré con Tahar Rahim, Emmanuelle Seigner, Anne Dorval, Bouli Lanners, Kool Shen, Monia Chokri, Alice Taglioni, Karim Leklou Alice de Lencquesaing, Finnegan Oldfield, Théo Cholbi, Gabin Verdet e Dominique Blanc, in uscita nelle sale il prossimo 26 Gennaio.

Trailer Italiano Ufficiale:

Sinossi (Ufficiale):
Tutto inizia all'alba, il mare agitato e tre giovani surfisti. Qualche ora dopo, sulla strada verso casa, avviene l’incidente. Ormai attaccata alle macchine di un ospedale di Le Havre, la vita di Simon è solo un’illusione. Nel frattempo a Parigi, una donna aspetta il trapianto provvidenziale che potrà salvarle la vita…



mercoledì 11 gennaio 2017

Billy Lynn: Un Giorno Da Eroe - Trailer Italiano Ufficiale

Billy Lynn Film

Rilasciato il trailer ufficiale, italiano, di "Billy Lynn: Un Giorno Da Eroe", il nuovo film diretto dal regista Ang Lee, con Joe Alwyn, Kristen Stewart, Chris Tucker, Garrett Hedlund, Vin Diesel e Steve Martin, al cinema dal 2 Febbraio.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Il film, raccontato dal punto di vista del protagonista, è la storia del soldato semplice Billy Lynn che, insieme ai commilitoni del Reparto Bravo, si trasforma in eroe dopo una estenuante battaglia in Iraq e come premio torna a casa in un tour per la vittoria. Tramite una serie di flashback che culminano nel giorno del Ringraziamento durante uno spettacolo scenografico per l’intervallo della partita di football, il film rivela ciò che era veramente accaduto al gruppo di soldati – mettendo a nudo il contrasto tra il realismo della guerra e le percezione degli americani della guerra stessa.

Silence - La Recensione

Silence ScorseseNon c’è da stupirsi se Martin Scorsese abbia impiegato circa trent’anni a realizzare un film come “Silence”. Un film faticoso, enorme, il cui sacrificio investito è intriso nella trama stessa e straborda dall’esperienza visiva facendosi quasi tangibile sul corpo dello spettatore. Perché quello di “Silence” è uno Scorsese intimo, sincero, viscerale, che espone al mondo il suo concetto di religione e il suo rapporto (conflittuale) con Dio, e nel farlo rinuncia alla sua versione più commerciale, viziosa, fatta di gangster, protagonisti sboccati e ritmi incalzanti e travolgenti.

Non a torto ad alcuni è parso scorgere rimandi al cinema di Akira Kurosawa e di Terrence Malik seguendo la storia: uno sguardo estraneo quindi, antico, dal sapore esistenziale, dovuto in parte all’ambientazione giapponese del Seicento, dove i due Gesuiti protagonisti sbarcano per scoprire che fine abbia fatto il loro mentore scomparso, ed in parte al percorso pregno di violenza e dolore a cui saranno costretti ad andare incontro, mettendo a dura prova la loro fede, maltrattata da un popolo spiritualmente Buddista, ma fascista nei mezzi. E’ una palude dove il Cristianesimo non può attecchire infatti quella terra misteriosa e desolata che li accoglie, una frase ripetuta più e più volte che anziché risuonare come una preoccupazione o un dubbio è uguale identica a una minaccia, con tanto di inquisitore perverso che per evitare torture ai suoi prigionieri li istiga a calpestare l’immagine di Dio o a sputare sulla sua croce nel caso in cui nel primo test non dimostrino sufficiente convinzione. Una tematica attualissima, urgente, che non può non suscitare paragoni con l’Isis e con la cronaca moderna in generale, che ogni giorno è piena zeppa di scontri tra culture e popoli diversi, in un mondo che, per dirla alla Scorsese, sta perdendo lentamente luce, avvicinandosi all’oscurità. Eppure, a detta proprio del regista, ciò non è nient’altro che un fortuito caso, un qualcosa che rende il suo lavoro incredibilmente puntuale, ma senza la minima programmazione, perché la sceneggiatura di “Silence” - tratta peraltro dal romanzo di Shûsaku Endô e rimaneggiata nel corso dei decenni - avrebbe dovuto avere questo tipo di impronta e di spirito a prescindere dalle tempistiche di uscita, confinata quindi esclusivamente al rapporto uomo-credo che effettivamente, poi, è ciò su cui vuole calcare la mano e interiorizzare maggiormente.

Silence Andrew GarfieldParliamo di un’opera non per tutti allora, ma soprattutto di un’opera che silenziosamente – appunto - chiede allo spettatore di fare lui dei passi in avanti ed avvicinarsi quanto basta per farsi esplorare e vivere nel profondo: in particolare se quest’ultimo è qualcuno non concretamente vicino alla materia e, dunque, ancor più distante dalle questioni mistiche e di credo. Ciò che fa Scorsese, del resto, è ragionare sul significato di fede e su quante sfumature esso possa avere, raccontando la parabola di due Preti dal destino simile (uno però più ostinato dell’altro), maltrattati e umiliati nella loro integrità e responsabili delle ferite, spesso fatali, che i loro discepoli son disposti a farsi infliggere pur di non tradire e di non chinarsi alla brutalità e alla ferocia dell’uomo. I due rappresentano, a turno, il simbolo del progresso Cristiano in terra nipponica, la speranza di quella minoranza che al Buddismo ha scelto di dire no e vorrebbe garantirsi la libertà, magari di sbagliare, eppure di continuare a seguire una scelta arbitraria. Questo sebbene la risposta che “Silence” sente di voler concedere a tale enigma sia, in sostanza, una di quelle più pratiche che spirituali, una risposta che nel Seicento, forse, poteva essere considerata rivoluzionaria, ma che adesso, pensiamo, è quella che in molti autonomamente hanno deciso di intraprendere e di perseguire.

Così, a livello di potenza filmica ecclesiastica, Scorsese, lascia un tantino a bocca asciutta, con un film che fa sentire intensamente quanto a lui sia connesso, ma con il quale non si è mai in totale congiunzione e legittimo trasporto. Narrativamente e stilisticamente parlando una seconda parte assai più sciolta e vivace della prima bisogna ammettere che lo aiuti parecchio a recuperare quota, compattando e ottimizzando ciò che altrimenti avrebbe rischiato di rimanere sfuggente, impreciso e troppo personale o fine a sé stesso.
Che poi è il rischio a cui vanno incontro solitamente prodotti così imbrogliati e voluti ad ogni costo dal loro autore.

Trailer:

lunedì 9 gennaio 2017

Golden Globe 2017 - Tutti I Vincitori


Si è svolta stanotte l'edizione 2017 dei Golden Globe, di seguito l'elenco completo dei vincitori:

Sezione Cinema

Miglior Film Drammatico:
Moonlight
La Battaglia Di Hacksaw Ridge
Hell Of High Water
Lion
Manchester By The Sea

Miglior Film Commedia O Musical:
La La Land
20th Century Women
Deadpool
Florence
Sing Street

Miglior Regista:
Damien Chazelle per "La La Land"
Tom Ford per "Animali Notturni"
Mel Gibson per "La Battaglia Di Hacksaw Ridge"
Barry Jenkins per "Moonlight"
Kenneth Lonergan per "Manchester By The Sea"

Miglior Attrice In Un Film Drammatico:
Isabelle Huppert per "Elle"
Amy Adams per "Arrival"
Jessica Chastain per "Miss Julie"
Ruth Negga per "Loving"
Natalie Portman per "Jackie"

Miglior Attrice In Un Film Commedia O Musical:
Emma Stone per "La La Land"
Annette Bening per "20th Century Women"
Lily Collins per "L'Eccezione Alla Regola"
Hailee Steinfeld per "The Edge Of Seventeen"
Meryl Streep per "Florence"

Migliori Attore In Un Film Drammatico:
Casey Affleck per "Manchester By The Sea"
Joel Edgerton per "Loving"
Andrew Garfield per "La Battaglia Hacksaw Ridge"
Viggo Mortensen per "Captain Fantastic"
Denzel Washington per "Barriere"

Miglior Attore In Un Film Commedia O Musical:
Ryan Gosling per "La La Land"
Colin Farrell per "The Lobster"
Hugh Grant per "Florence"
Jonah Hill per "Trafficanti"
Ryan Reynolds per "Deadpool"

Miglior Attrice Non Protagonista:
Viola Davis per "Barriere"
Naomie Harris per "Moonlight"
Nicole Kidman per "Lion"
Octavia Spencer per "Il Diritto Di Contare"
Michelle Williams per "Manchester By The Sea"

Miglior Attore Non Protagonista:
Aaron Taylor-Johnson per "Animali Notturni"
Mahershala Ali per "Moonlight"
Jeff Bridges per "Hell Or High Water"
Simon Helberg per "Florence"
Dev Patel per "Lion"

Miglior Film Straniero:
Elle
Divines
Neruda
Il Cliente
Vi Presento Toni Erdmann

Miglior Film D'Animazione:
Zootropolis
Kubo E La Spada Magica
Oceania
La Mia Vita Da Zucchina
Sing

Miglior Sceneggiatura:
Damien Chazelle per "La La Land"
Tom Ford per "Animali Notturni"
Barry Jenkins per "Moonlight"
Kenneth Lonergan per "Manchester By The Sea"
Taylor Sheridan per "Hell Or High Water"

Miglior Colonna Sonora:
Justin Hurwitz per "La La Land"
Nicholas Britell per "Moonlight"
Jóhann Jóhannsson per "Arrival"
Volker Bertelmann e Dustin O'Halloran per "Lion"
Pharrell Williams, Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch per "Il Diritto Di Contare"

Miglior Canzone:
"City Of Stars" da "La La Land"
"Can't Stop The Feeling" da "Trolls"
"Faith" da "Sing"
"Gold" da "Gold"
"How Far I'll Go" da "Oceania"

Sezione Televisione

Migliore Serie Drammatica
The Crown
Il Trono Di Spade
Stranger Things
This Is Us
Westworld

Migliore Serie Commedia o Musical
Atlanta
Black-ish
Mozart In The Jungle
Transparent
Veep

Migliore Attore In Una Serie Drammatica
Billy Bob Thornton per "Goliath"
Rami Malek per "Mr. Robot"
Bob Odenkirk per "Better Call Saul"
Matthew Rhys per "The Americans"
Liev Schreiber per "Ray Donovan"

Migliore Attrice In Una Serie Drammatica
Claire Foy per "The Crown"
Caitriona Balfe per "Outlander"
Keri Russell per "The Americans"
Wynona Ryder per "Stranger Things"
Evan Rachel Wood per "Westworld"

Migliore Attore In Una Serie Commedia o Musical
Donald Glover per "Atlanta"
Anthony Anderson per "Black-ish"
Gael Garcia Bernal per "Mozart In The Jungle"
Nick Nolte per "Graves"
Jefrey Tambor per "Transparent"

Migliore Attrice In Una Serie Commedia o Musical
Tracee Ellis Ross per "Black-ish"
Rachel Bloom per "Crazy Ex-Girlfriend"
Julia Louis-Dreyfus per "Veep"
Sarah Jessica Parker per "Divorce"
Issa Ree per "Insecure"
Gina Rodriguez per "Jane The Virgin"

Miglior Miniserie O Film TV
American Crime Story: Il Caso O.J. Simpson
American Crime
The Dresser
The Night Manager
The Night Of

Migliore Attore In Una Miniserie O Film TV
Tom Hiddleston per "The Night Manager"
Riz Ahmed per "The Night Of"
Bryan Cranston per "All The Way"
John Turturro "The Night Of"
Courtney B. Vance per "American Crime Story: Il Caso O.J. Simpson"

Migliore Attrice In Una Miniserie O Film TV
Sarah Paulson per "American Crime Story: Il Caso O.J. Simpson"
Felicity Huffman per "American Crime"
Riley Keough per "The Girlfriend Experience"
Charlotte Rampling per "London Spy"
Kerry Washington per "Confirmation"

Migliore Attore Non Protagonista In Una Miniserie O Film TV
Hugh Laurie per "The Night Manager"
Sterling K. Brown per "American Crime Story: Il Caso O.J. Simpson"
John Lithgow per "The Crown"
Christian Slater per "Mr. Robot"
John Travolta per "American Crime Story: Il Caso O.J. Simpson"

Migliore Attrice Non Protagonista In Una Miniserie O Film TV
Olivia Coleman per "The Night Manager"
Lena Headey per "Il Trono Di Spade"
Chrissy Metz per "This Is Us"
Mandy Moore per "This Is Us"
Thandie Newton per "Westworld"