IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

mercoledì 18 ottobre 2017

[EXTRA - TEATRO] Aggiungi Un Posto A Tavola - Gianluca Guidi Torna Nei Panni Che Furono Di Suo Padre

Aggiungi Un Posto A Tavole Guidi

Quarantatré anni fa “Aggiungi Un Posto A Tavola” debuttava per la prima volta a teatro, era il 1973 e l’impatto stratosferico che lo spettacolo ebbe sul pubblico gli permise di restare in scena per una durata record di sei mesi.
Numeri da spavento, numeri che oggi (ci) sembrano impossibili, numeri che hanno consentito alla commedia musicale scritta da Pietro Garinei e Sandro Giovannini di diventare marchio teatrale indelebile e immortale, proposto e riproposto negli anni, seppur nei suoi fisiologici cambiamenti di cast e compagnie.

Aveva cominciato Johnny Dorelli, all'epoca - accompagnato da Paolo Panelli, Bice Valori, Ugo Maria Morosi, Daniela Goggi, Christy, Carlo Piantadosi e Renato Turi - inconsapevole ancora del cerchio che sarebbe andato a creare e che, negli anni, ha allargato la sua circonferenza fino a chiudersi, forse, solo nel 2009, quando Gianluca Guidi, figlio di Dorelli, decise di ereditare il ruolo di suo padre vestendo per la prima volta i panni del protagonista Don Silvestro. Panni che a quanto pare deve aver trovato piuttosto comodi, familiari, tanto da decidere adesso di volerli indossarli nuovamente, nell'ennesima riproposizione di un classico che proprio da dove aveva iniziato il suo cammino - e quindi da Roma - ha deciso di ripartire.
A cambiare allora è solo la cornice, che stavolta spetta al palcoscenico del Teatro Brancaccio, con una storia che dall'alto del suo successo cerca di rimanere il più possibile fedele a sé stessa. Troviamo perciò Don Silvestro sempre alle prese con la giovane Clementina che si ostina a fargli la corte, mentre Dio, nel frattempo, lo sceglie tra i tanti parroci a suo disposizione, anticipandogli di un secondo Diluvio Universale che si scaglierà sul nostro mondo entro tre giorni. A lui il compito dunque di costruire un'arca per salvare gli abitanti del suo paesino di montagna, sebbene prima dovrà cercare di convincerli che a parlare e a chiedergli di fare questo sforzo, non è esattamente un povero pazzo.

Uno spettacolo per tutti, insomma, soprattutto per le famiglie; un musical che per due ore e quaranta minuti si affida al suo canovaccio rodato e popolare per unire, divertire ed emozionare. Questo sebbene gli anni sulle sue spalle comincino a farsi sentire e a far scricchiolare le colonne portanti di una storia che sotto alcuni punti di vista, forse, necessiterebbe di alcuni cambiamenti e di un pizzico di coraggio in più: quello che in questa versione si intravede per un attimo, salvo poi dissolversi nell'acqua, come un'aspirina effervescente (magari si sarebbe potuto rinunciare a qualche pezzo musicale di troppo e privilegiare maggiormente trama e personaggi).
La sensazione è che, così com'è, "Aggiungi Un Posto A Tavola" sia destinato a rimanere un titolo di riferimento per la Storia teatrale, ma solo per chi non ha mai avuto la possibilità di vederlo o per chi lo ha fatto a suo tempo e ne è rimasto innamorato. Questo perché quando c'è di mezzo la religione - e lo sappiamo un po' tutti ormai - di tanto in tanto è necessario rimboccarsi le maniche e concedersi a una modernizzazione generale. Altrimenti, il rischio, è quello di risultare anacronistici e poco credibili.

Per maggiori informazioni sullo spettacolo, date, orari e biglietti, potete consultare la pagina dedicata sul sito del Teatro Brancaccio di Roma: https://www.teatrobrancaccio.it/stagione-teatrale/stagione-2017-2018/aggiungi-un-posto-a-tavola.html

martedì 17 ottobre 2017

The Place - Trailer Ufficiale

The Place Poster Film

A pochi giorni dal rilascio del teaser, ecco arrivare online anche il trailer di "The Place", il nuovo film di Paolo Genovese, con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D'Amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli e Giulia Lazzarini, dal 9 Novembre al cinema.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi?
Un misterioso uomo siede sempre allo stesso tavolo di un ristorante, pronto a esaudire i più grandi desideri di otto visitatori, in cambio di compiti da svolgere. Quanto saranno disposti a spingersi oltre i protagonisti per realizzare i loro desideri?

lunedì 16 ottobre 2017

Black Panther - Trailer Ufficiale Italiano

Black Panther Marvel Poster

Rilasciato il primo trailer ufficiale italiano di "Black Panther", il nuovo film Marvel diretto da Ryan Coogler, con Chadwick Boseman, Michael B. Jordan, Lupita Nyong’o, Danai Gurira, Martin Freeman, Daniel Kaluuya, Angela Bassett, Forest Whitaker e Andy Serkis, al cinema dal 14 Febbraio 2018.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il film, ambientato dopo gli eventi raccontati in Captain America: Civil War, vede T’Challa tornare nell'isolata e tecnologicamente avanzata nazione africana di Wakanda dopo la morte di suo padre, il re di Wakanda, per succedergli al trono e prendere il suo posto come legittimo re. Ma quando un vecchio e potente nemico farà ritorno, il suo ruolo come sovrano e la sua identità come Black Panther verranno messe alla prova e T’Challa sarà trascinato in un tremendo conflitto che metterà a rischio il destino di Wakanda e di tutto il mondo. Costretto ad affrontare tradimenti e pericoli, il giovane re dovrà radunare i suoi alleati e scatenare tutto il potere di Black Panther per sconfiggere i suoi nemici, mantenere Wakanda al sicuro e preservare lo stile di vita del suo popolo.

domenica 15 ottobre 2017

La Battaglia Dei Sessi - La Recensione

La Battaglia Dei Sessi Film
La battaglia di cui parla il titolo - quella giocata sul campo dalla tennista femminista Billie Jean King e il porco maschilista (così amava farsi chiamare) Bobby Riggs - nel film di Jonathan Dayton e Valerie Faris, occupa solo l'ultima quarantina di minuti. Quaranta minuti di cui una quindicina scarsi appartenenti alla campagna pubblicitaria, alle schermaglie e al montaggio alternato di una preparazione che se da una parte - quella più coinvolta - vedeva un impegno e uno stress non di poco conto, dall'altra aveva preso la piega di uno show televisivo acchiappa ascolti, festini e merchandising.

Questo perché nel film di Dayton e Faris, quello che fu uno degli incontri sportivi di tennis tra i più leggendari di sempre, vuole essere, in realtà, uno specchietto per le allodole utile a fornire l'assist perfetto per raccontare (e far conoscere) al meglio la personalità e l'avanguardia di una donna che è stata pedina fondamentale nella lotta in favore dell'uguaglianza di genere: una delle più importanti e controverse, ancora oggi argomento delicato e costantemente in discussione. Non sorprende allora che sia la King impersonata da un’equilibrata (e leggermente imbruttita) Emma Stone a essere sempre in punto di battuta in "La Battaglia Dei Sessi", che a Steve Carell tocchi il compito più semplice di stemperare, diffondendo la sua verve comica in quei sprazzi in cui l'intimo femminile e femminista, su cui sono puntati i fari, ne approfitta leggermente per recuperare energie e non appesantire i toni. Ci troviamo infatti in un'epoca - gli anni '70 - dove il maschilismo regna e la donna tolta dalle mura di casa e dalla cucina è vista un po' come minaccia e un po' come inappropriata, biologicamente incapace di affrontare il medesimo mondo governato a petto in fuori dalla sua rispettiva, e muscolarmente superiore, controparte, che non perde tempo a ricordarglielo a suon di scherno e umiliazioni. Un capriccio che si riversa, in maniera fisiologica, anche nello sport, nello specifico in un tennis che paga le atlete con un ottavo dei compensi che riserva al sesso opposto, sebbene, stando ai numeri, non esista alcuna variazione tra le parti in termini di incasso, di pubblico e quindi di spettacolo.

La Battaglia Dei Sessi Emma StoneEccola la goccia che fece traboccare il vaso, quella che spinse la King a sfidare l'associazione dei tennisti professionisti in una guerra a colpi di sponsor e tornei concomitanti che rapidamente ingrossò il suo significato politico, raggiungendo anche chi con il tennis centrava poco o addirittura niente. Un movimento che sollecitò donne, omosessuali e, con loro, una piccola forbice di uomini, attirando le attenzioni di stampa e televisioni, insieme agli inguaribili pruriti da scommettitore di un Riggs, ormai ritiratosi dal professionismo, ma annoiato dalla vita d'ufficio tanto da vedere all'interno della situazione una scappatoia sia per alzare ottime cifre e sia per andare a nutrire il suo ostentato machismo. In pochi erano a conoscenza, del resto, che tutto ciò per la King era più di un onesto capriccio, in pochi sapevano della sua omosessualità, accarezzata dalla pellicola con grandissima sensibilità e cautela, in quelle scene in cui la Stone e Andrea Riseborough con dolcezza prima si incontrano e poi si percepiscono: consce entrambe che quello che stavano oltrepassando era uno step, si, della stessa battaglia, ma troppo prematuro e rischioso per il momento.

Perché quello raccontato da "La Battaglia Dei Sessi" è l'incipit, o comunque un tassello prezioso, di un qualcosa di gigantesco, di Storico, legittimo; uno di quei piccoli passi che contribuiscono - o dovrebbero farlo, in teoria - a rendere grande l'umanità, a estendere l'uguaglianza, a integrare ogni minoranza: avvicinandoci ulteriormente a quella libertà di cui parla Alan Cumming alla fine del film, che a quanto pare continua a tardare di volta in volta - anche rispetto alle previsioni, forse - il suo compimento.
Un compimento che invece riesce benissimo a Dayton e Faris, a giudicare la stoffa della commedia con cui hanno deciso di vestire il loro film, la retorica da cui si son fatti bagnare appena, appena (e sono nel finale), prendendola a racchettate nelle situazioni più difficili, e il cast azzeccatissimo al quale andrebbe fatto esclusivamente uno scrosciante applauso.

Trailer:

giovedì 12 ottobre 2017

It - La Recensione

IT Poster Muschietti
Partiamo da un presupposto: secondo chi scrive, “It”, è il capolavoro letterario di Stephen King.
Un’opera gigantesca, intensa e così profonda da non poter continuare ad avere come riferimento cinematografico, o televisivo che sia, la famosa mini-serie anni ’90 con Tim Curry che - al di là delle vittime che fece all'epoca e che ancora oggi non perdono occasione per ricordare quanto la loro infanzia sia stata terrorizzata fortemente da quel pagliaccio – quasi per niente era stata capace di restituire agli spettatori le stesse emozioni e gli stessi brividi contenuti in quel blocco di carta, dalle oltre mille pagine, che solo chi era stato in grado di affrontare poteva capire.

Nessuna sorpresa, dunque, se la notizia di questo nuovo adattamento era stata accolta con innaturale clamore e piacere, con l’entusiasmo anomalo di chi sapeva che da quel romanzo si poteva tirar fuori di meglio, largamente di meglio: tant'è che stavolta l'apprensione non era tanto quella di riuscire ad ottenere un prodotto superiore al precedente, quanto quella di avere in Andres Muschietti la persona adatta a compiere il miracolo di realizzare il film definitivo di “It”. Miracolo che – con riserva di una seconda parte già annunciata, in uscita nel 2019 – potremmo dire parzialmente riuscito, perché nonostante alcuni tagli che ci aspettavamo (fisiologici, per certi versi) e alcuni cambiamenti che avremmo voluto (almeno noi legati al romanzo) non fossero stati mai apportati, l’esperienza visiva di questa nuova versione è ugualmente totale, appassionante e sincera. Un risultato che in grandissima parte viene da una storia che di suo è di per sé abbastanza robusta da imporre naturalmente la propria indole e la propria potenza, che incarna come solo pochi sanno fare quello spirito anni ’80 tipico di titoli come “Stand By Me” o del più recente “Stranger Things”, ma che - e va detto - Muschietti è abile ad esaltare, mettendoci dentro del suo, grazie a una regia che paradossalmente lo vede sempre al servizio del racconto e mai interessato a imprimere il suo ego su di esso. Neanche fosse uno di noi, insomma, uno di quelli che, avendo (probabilmente) letto il libro, ha il massimo interesse a rimanergli fedele, a mantenerne le viscere, se non in tutti i passaggi quantomeno sotto l'aspetto riguardante il calore e le suggestioni più intime: in particolare legate a una paura che ruota attorno a questi bambini, impreparati ad affrontare la loro adolescenza e il loro cammino, ma che nell'unione trovano la forza di reagire (e crescere) sfidando un mostro (il loro mostro) che non vede l'ora di sopraffarli.

Pennywise 2017 Un coming-of-age tra le pieghe, eppure un horror (mainstream) vero e proprio nella forma. Questo almeno se consideriamo che Muschietti - pur mettendo Pennywise sullo sfondo e restando sempre al fianco dei suoi teneri protagonisti - non rinuncia quasi mai al terrore, limitando forse un tantino la cupezza d'origine, ma non lesinando affatto su quei momenti agghiaccianti, visivamente impressionanti, in cui attraverso varie forme il male va ad irrompere in scena non dando mai, di fatto, pace allo spettatore: il quale è costretto sempre a tenere tirata la sua tensione, trovando riposo solo nelle battute finali, quando il primo spaccato del film sarà compiuto e verrà operata la cesura utile a ciò che andremo a vedere in futuro. Taglio peraltro, questo, molto discusso inizialmente, che sembrava complicato e non fattibile stando all'alternanza presente/passato rigorosa scelta da King alla radice: quella che qui, invece, viene scissa preservando l'intera parte adulta per il capitolo conclusivo (che dalle voci dovrebbe comunque essere misto). Un gesto rivoluzionario, a suo modo, che con le dovute modifiche apportate, tuttavia, non lascia nemmeno l'ombra di un intralcio, sorretto dal coinvolgimento e il passo di una pellicola che se sbaglia dei colpi sono comunque meno rispetto a quelli che mette a segno.

Oltre a saltare dalla poltrona e a restarci seduti mai rilassati, ci si commuove e ci si diverte infatti in "It", e ciò succede praticamente ogni volta che viene inserito un tassello determinante alla composizione e all'unione (poi cementata col sangue) di quel club dei perdenti che lentamente entra nei nostri cuori fino quasi a inglobarci al suo interno, rendendoci acuti partecipi di ogni vittoria come anche di ogni sconfitta (e a proposito di questo vale la pena ricordare quanto la presentazione di Ben resti uno dei momenti migliori di tutto il film). Un risultato ottimo, quindi, che avrebbe potuto senz'altro essere superiore, ma che sentiamo di prenderci senza voler fare troppo gli schizzinosi. Perché, per esperienza vissuta, siamo consapevoli che poteva andarci anche molto, ma molto peggio.
Insomma, per dirla come Vincent Vega direbbe a Jules: "Si, siamo contenti!"

Trailer:

L'Uomo Di Neve - La Recensione

L'Uomo Di Neve Fassbender
Il fascino della Scandinavia, i paesaggi imbiancati, i fiocchi di neve. Elementi che solitamente, al cinema, se presenti, tendono a prendere il dominio, a caratterizzare, ad incidere. Eppure in "L'Uomo Di Neve" l’attenzione stranamente finisce per cadere sempre altrove, dove non ti aspetti, ma dove capisci tuttavia, dalla ridondanza ciclica, che c’è un messaggio da cogliere, messo lì, sotto la coperta bianca, da decifrare.

Sono le finestre infatti ad attirare l’attenzione principale nella pellicola di Tomas Alfredson, onnipresenti nelle case (a volte usate anche come pareti) e nella maggior parte degli ambienti in cui passa, anzi spia, la macchina da presa: finestre spesso costruite in maniera gigantesca, inappropriata e raramente sostituite dagli specchi, anch’essi, guarda un po’, utilissimi al regista per svolgere quella funzione di sovrapposizione e disorientamento fondamentale ai fini della narrazione. Questo perché, in sostanza, di gioco di specchi si tratta questo suo personale adattamento del romanzo di Jo Nesbø, nel quale volontariamente, e sin dall'inizio, la trama thriller passa in secondo piano dando sfogo al simbolismo e alla rilettura di determinate dinamiche narrative, capaci di mettere lo spettatore su strade male asfaltate, confondendogli le idee e lasciandogli sempre un dubbio da poggiare da parte o da risolvere. Una mossa eseguita quasi in maniera subliminale, silenziosa e che permette ad Alfredson di indossare anche lui i panni del serial killer: seminando indizi poco (o troppo) chiari qui e la - magari approfittando, furbo, della nostra fiducia - e rendendo ancor più viva e interessante quella spartizione dei ruoli - tendenzialmente automatica, in questi casi - in cui lo spettatore cerca di rendersi più intelligente dei protagonisti provando a indovinare in anticipo il colpevole dei vari omicidi.
Tutto questo senza l’obbligo di mischiare o rendere incomprensibile un flusso delle indagini e una successione di eventi che - tolta qualche stonatura voluta, appunto, e qualche flashback -  restano perfettamente comprensibili e ordinati sia a livello di tensione che di ritmo, sorretti da un'atmosfera gelida in sottofondo avente cadenza incessante e quindi assai utile ad impartire i toni.

L'Uomo Di Neve Film 2017Che tanto poi non è neppure così rilevante per Alfredson nascondere il suo assassino allo spettatore, anzi. Di cliché ne è carica la sua pellicola: di quei spaccati in cui vuole farti credere che il colpevole è uno perché è uno stronzo, o perché sta nascondendo qualcosa che noi abbiamo visto e gli altri no o comunque non possono provare. Però fa tutto parte del suo piano, lo sappiamo noi come lo sa lui che in queste trappole ormai non ci casca più nessuno, ed è per questo che c'è bisogno ne vengano preparate di nuove. Solo che per farlo, e per farlo con maestria, serve padronanza della macchina da presa, del linguaggio cinematografico; serve essere capaci di filtrare gli sguardi, di seminare apparenze artefatte come il serial killer dei pupazzi di neve semina chicchi di caffè: una pratica non alla portata di molti, ma soprattutto una pratica decisamente acuta e non di grande impatto come quella più antica e storica del colpo di scena.

Quello che, sostanzialmente, in "L'Uomo Di Neve" non è innescato, non c'è, proprio perché non è nella trama che il suo regista ha voluto mettere le sue energie: e a testimoniarlo è un finale che, se vogliamo, offre persino poca soddisfazione in termini di risoluzione e di sostanza. Un finale dove quelle finestre e quei specchi vanno man mano riducendosi toccando sempre più quota zero, visto e considerato che fisiologicamente i nodi devono venire al pettine, essere sciolti e perciò abbandonare quel livello superiore che per buona parte e con grande intelligenza Alfredson (ci) aveva velatamente imbastito, ridendo sornione.

Trailer:

martedì 10 ottobre 2017

Festa Del Cinema Di Roma 2017 - Il Benvenuto Dell'Anas


Sulla A91Roma-Fiumicino” in segno di accoglienza cinquanta bandiere con il logo della Festa, che diventa anche occasione per promuovere la sicurezza stradale.

L'Anas dà il benvenuto agli ospiti della Festa del Cinema di Roma. L’azienda delle strade e la Fondazione Cinema per Roma hanno stipulato una partnership gratuita in vista della manifestazione in programma dal 26 ottobre al 5 novembre. A partire dal primo ottobre cinquanta bandiere, con il logo della Festa del Cinema di Roma, accompagneranno il viaggio lungo il percorso dell’Autostrada A91Roma-Fiumicino”, in prossimità dell’Aeroporto Leonardo da Vinci. Durante l’evento saranno attivate sinergie comunicative, che prevedono tra l’altro, la diffusione sui reciproci canali social e mainstream dei messaggi Anas relativi alla sicurezza stradale e ai corretti comportamenti da tenere mentre si è alla guida.

Anas gestisce oltre 26 mila km di strade e autostrade. La A91 “Roma-Fiumicino” è una delle arterie a maggior scorrimento, con picchi di traffico giornaliero di circa 90 mila veicoli, che insieme all’A90Grande Raccordo Anulare”, rappresenta una delle principali porte di accesso alla Capitale.

Entrambe le autostradale sono inserire nel progetto `Smart road` Anas, che prevede l’applicazione di infrastrutture tecnologiche e connessione wi-fi in motion di ultima generazione lungo i tracciati, propedeutiche alla guida autonoma dei veicoli.

The Place - Teaser Trailer Ufficiale


Presentato il teaser trailer ufficiale di "The Place", il nuovo film di Paolo Genovese, chiamato a chiudere la Festa Del Cinema Di Roma di quest'anno, con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Sabrina Ferilli, Vinicio Marchioni, Silvia D’Amico, Giulia Lazzarini, Vittoria Puccini, Alba Rohrwacher, Rocco Papaleo, Alessandro Borghi e Silvio Muccino, al cinema dal 9 Novembre 2017.

Teaser Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Un misterioso uomo siede sempre allo stesso tavolo di un ristorante, pronto a esaudire i più grandi desideri di otto visitatori, in cambio di compiti da svolgere. Quanto saranno disposti a spingersi oltre i protagonisti per realizzare i loro desideri?

Festa Del Cinema Di Roma 2017 - Tutti I Film In Programma

Festa Del Cinema di Roma 12 Poster

Oggi alle ore 13 sono stati rivelati quelli che saranno i titoli che prenderanno parte alla dodicesima edizione della Festa Del Cinema di Roma, manifestazione che si svolgerà dal 26 Ottobre al 5 Novembre prossimo, come di consueto all'Auditorium Parco Della Musica.
Di seguito l'elenco dei film che verranno proiettati.

Selezione Ufficiale:
Abracadabra di Pablo Berger
Los Adioses (The Eternal Feminine) di Natalia Beristain
In Blue di Jaap Van Heusden
Borg McEnroe di Janus Metz
Cabros De Mierda (The Young Shepherd) di Gonzalo Justiniano
C'Est La Vie!: Prendila Come Viene (Le Sens De La Fête) di Eric Toledano e Olivier Nakache
Cuernavaca di Alejandro Andrade Pease
Detroit di Kathryn Bigelow
Ferrari: Race To Immortality (Ferrari: Un Mito Immortale) di Daryl Goodrich
O Filme Da Minha Vida (The Movie Of My Life) di Selton Mello
Hikari (And Then There Was Light) di Tatsushi Omori
Hostiles di Scott Cooper (film d'apertura)
The Hungry di Bornila Chatterjee
I, Tonya di Craig Gillespie
Kanojo Ga Sono Na Wo Shiranai Toritachi (Birds Without Names) di Kazuya Shiraishi
Křižáček (Little Crusader) di Václav Kadrnka
Last Flag Flying di Richard Linklater
Logan Lucky di Steven Soderbergh
Love Means Zero di Jason Kohn
Mademoiselle Paradis di Barbara Albert
Maria By Callas, In Her Own Words di Tom Volf
Mon Garçon (My Son) di Christian Carion
Mudbound di Dee Rees
Nadie Nos Mira (Nobody's Watching) di Julia Solomonoff
One Of These Days di Nadim Tabet
The Only Living Boy In New York di Marc Webb
Prendre Le Large (Catch The Wind) di Gaël Morel
Una Questione Privata di Paolo Taviani e Vittorio Taviani
Scotty And The Secret History Of Hollywood di Matt Tyrnauer
Skyggenes Dal (Valley Of Shadows) di Jonas Matzow Gulbrandsen
Stronger di David Gordon Green
Tormentero di Rubén Imaz
Tout Nous Sépare di Thierry Klifa
Trouble No More di Jennifer Lebeau
La Vida Y Nada Más (Life & Nothing More) di Antonio Méndez
Who We Are Now di Matthew Newton

Tutti Ne Parlano (spazio dedicato ad alcuni titoli che arrivano alla festa del cinema dopo un sorprendente esordio internazionale):
Babylon Berlin di Tom Tykwer, Henk Handloegten e Achim Von Borries
Insyriated di Philippe Van Leeuw
Mzevlebi (Hostages) di Rezo Gigineishvili
The Party di Sally Potter
Une Prière Avant L’Aube (A Prayer Before Dawn) di Jean-Stéphane Sauvaire
Promised Land di Eugene Jarecki

Eventi Speciali:
The Place di Paolo Genovese (film di chiusura)
Nysferatu: Symphony Of A Century di Andrea Mastrovito
Da’Wah di Italo Spinelli
Spielberg di Susan Lacy

In collaborazione con Alice Nella Città:
The Breadwinner di Nora Twomey
Mazinger Z Infinity (Mazinga Z Infinity) di Junji Shimizu
Saturday Church di Damon Cardasis

Star Wars: Gli Ultimi Jedi - Nuovo Trailer Italiano Ufficiale

Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Da questa mattina è online il nuovo trailer ufficiale italiano di "Star Wars: Gli Ultimi Jedi", l'episodio VIII dell'intramontabile saga di George Lucas, scritto e diretto da Rian Johnson, con Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Gwendoline Christie, Kelly Marie Tran, Laura Dern e Benicio Del Toro, al cinema dal prossimo 13 Dicembre.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
La saga degli Skywalker prosegue nel lungometraggio Lucasfilm "Star Wars: Gli Ultimi Jedi", in cui gli eroi del film "Il Risveglio della Forza" si uniranno alle leggende della galassia in un’epica avventura piena di scoperte legate agli antichi misteri della Forza e scioccanti rivelazioni sul passato.

lunedì 9 ottobre 2017

The Shining - Il Capolavoro Di Stanley Kubrick Torna In Sala

Shining Poster Ita

A 40 anni dalla pubblicazione del best-seller di Stephen King, torna al cinema, solo il 31 Ottobre, l'1 e il 2 Novembre, "The Shining", il capolavoro di Stanley Kubrick con Jack Nicholson e Shelley Duvall, per la prima volta in sala nel 1980.
Qui di seguito potete vedere lo splendido trailer rilasciato per l'occasione, mentre invece se vi interessa conoscere i cinema che proietteranno il film, vi basterà andare sul sito: www.nexodigital.it a ridosso dell'evento.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"The Shining" racconta la storia di Jack Nicholson alias Jack Torrance, scrittore in crisi che per ritrovare l’ispirazione accetta un posto di guardiano durante la stagione invernale all’Overlook Hotel sulle Montagne Rocciose. Parte così con sua moglie Wendy e il figlio di sette anni, Danny, senza sapere che quel viaggio cambierà per sempre le loro vite…

Justice League - Trailer Ufficiale Italiano (Heroes)

Justice League Snyder

Presentato il trailer ufficiale italiano, intitolato "Heroes", di "Justice League", il film di Zack Snyder e Joss Whedon, con Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Gal Gadot, Jason Momoa, Ezra Miller, Raymond Fisher, Willem Dafoe, Jesse Eisenberg, Jeremy Irons, Diane Lane, Connie Nielsen e J.K. Simmons, dal 16 Novembre al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano: "Heroes":

Sinossi (Ufficiale):
Alimentato dalla sua rinnovata fiducia nell’umanità e ispirato dal gesto d’altruismo di Superman, Bruce Wayne chiede aiuto alla sua ritrovata alleata Diana Prince, per affrontare un nemico ancora più temibile. Insieme, Batman e Wonder Woman si mettono subito al lavoro per trovare e assemblare una squadra di metaumani pronti a fronteggiare questa nuova minaccia. Ma nonostante la formazione di questa alleanza di eroi senza precedenti – Batman, Wonder Woman, Aquaman, Cyborg e Flash – potrebbe essere già troppo tardi per salvare il pianeta da un attacco di proporzioni catastrofiche.

venerdì 6 ottobre 2017

Pacific Rim: La Rivolta - Trailer Ufficiale Italiano

Pacific Rim: La Rivolta 2018

Da pochissime ore è disponibile online il trailer ufficiale italiano "Pacific Rim: La Rivolta", sequel del film diretto da Guillermo del Toro nel 2013, affidato ora a Steven S. DeKnight, con John Boyega, Scott Eastwood, Jing Tian, Cailee Spaeny, Rinko Kikuchi, Burn Gorman, Adria Arjona e Charlie Day, al cinema dal 1 Marzo 2018.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il conflitto che ha coinvolto il nostro pianeta tra mostri alieni e super macchine pilotate dall'uomo e costruite per annientarli, è stato solo il preludio ad un nuovo devastante assalto nei confronti dell'umanità che vedremo in "Pacific Rim: La Rivolta".
John Boyega ("Star Wars: Il Risveglio Della Forza") veste i panni del ribelle Jake Pentecost, un tempo promettente pilota Jaeger il cui leggendario padre diede la vita per assicurare la vittoria dell'uomo sui mostruosi "Kaiju". Jake decide poi di abbandonare il suo addestramento, per ritrovarsi coinvolto nel mondo della criminalità. Quando però una minaccia ancora più inarrestabile rischia di abbattersi sulle nostre città e di mettere in ginocchio l'umanità, la sorella Mako Mori (Rinko Kikuchi) — adesso a capo di una nuova e coraggiosa generazione di piloti cresciuti all'ombra della guerra — dà a Jake un'ultima possibilità per dimostrarsi all'altezza dell'eredità lasciata dal padre. Mentre cercano giustizia per i caduti, la loro unica speranza è unire le forze in una rivolta globale contro l’estinzione.
Jake verrà affiancato da Lambert, un talentuoso pilota rivale (interpretato da Scott Eastwood, Fast & Furious 8), e dalla quindicenne Amara (Cailee Spaeny, al suo debutto), un'hacker di Jaeger. Ribellandosi per diventare la più potente linea di difesa mai esistita, faranno rotta verso una nuova, spettacolare avventura di gigantesca portata.

giovedì 5 ottobre 2017

Blade Runner 2049 - La Recensione

Blade Runner 2049 Villeneuve
Sovrastante, imponente.
Si spengono le luci e subito “Blade Runner 2049” ti investe, ti circonda, ti avvolge. Lo fa attraverso un’estetica e un suono tecnicamente straordinari, impeccabili, caratteristiche fondamentali e salvifiche che accompagneranno la pellicola di Denis Villeneuve per tutto il suo percorso.

Termine pellicola che in questo caso non è usato a casaccio, perché sarebbe stato più coerente dire prosecuzione: la prosecuzione del capolavoro di Ridley Scott ad opera del regista canadese Denis Villeneuve. Espressione però che sarebbe stata corretta solo in parte, solo in teoria, diciamo, non in pratica. Perché questo nuovo Blade Runner, in realtà, è un corpo estraneo rispetto all'originale, ne amplifica il mondo, la storia, persino la forza e l’umanità quando si parla di replicanti, ma senza mai riuscire a centrare davvero la semplicità dello spirito e della complessità che contribuivano a rendere il lavoro di Scott quel noir fantascientifico e affascinante, capace di far battere il cuore, che in fondo poi era. Colpisce maggiormente per la sua confezione allora “Blade Runner 2049”, per la fotografia immensa di Roger Deakins e per gli scenari apocalittici, spesso rarefatti, che rubano scena e appeal a un Ryan Gosling onnipresente, ma meno carismatico nel dominare la macchina da presa in confronto all’animale che era (ed è ancora) Harrison Ford: e a nulla possono centrare dettagli sulla trama che non ci teniamo a svelare per – come lo stesso regista del film ha detto – non rovinare a nessuno l’esperienza integra del film. Un film, peraltro, ambiziosissimo, che non dimentica da dove viene, che ricalca con tratto accorto e pesante quel futuro decadente e immaginifico, rivoluzionario e indimenticato, ma che rinuncia, con sorpresa, ad accentuare lo sguardo verso il discorso filosofico - punto cardine in passato - che esaminava attentamente il concetto di essere umano contrapponendolo al suo alter-ego artificiale, progettato schiavo, ma evoluto abbastanza da mettere in discussione il proprio ruolo.

Un ruolo che in questa versione 2.0 inevitabilmente, con gli anni, ha subito variazioni, è mutato, si è affinato, raggiungendo, forse, anche traguardi che non ci si aspettava potesse raggiungere. Discorso che esplicitamente Villeneuve non prende mai di petto e a muso duro, nonostante le potenzialità e le ripercussioni positive, oggettive, che ciò avrebbe potuto portare al suo film, il quale ogni tanto da l'impressione, addirittura, di trascinare - nascosti dentro - sottotesti facili da cogliere e attinenti alla cronaca recente, che tuttavia preferisce sempre più insinuare che aggredire. Come se ciò volesse dire, per il regista, uscire troppo dal suo ruolo, come se consapevole che il suo scopo non fosse quello di prendere decisioni, ma di eseguire gli ordini senza andare fuori dalle righe: quelle rette e pulite che percorre con diligenza e impegno, incurante di una passione emotiva che non cresce mai nello spettatore.
Tant'è che a un certo punto, vista la dose massiccia di investigazione e mistero a cui la pellicola si dedica, il dubbio è che, magari, una personalità come quella di David Fincher sarebbe potuta essere assai più funzionale alla causa, o perlomeno più adeguata a maneggiare la tensione e l'oscurità che lentamente pervadono le indagini faticose e ingarbugliate dell'agente Gosling - dove peraltro qualche involontaria evocazione a "Zodiac", in più di una circostanza, pare farsi sentire netta.

Senza fiato, quindi, questo "Blade Runner 2049" ti ci lascia solo quando gli è concesso fare quel che è nelle sue corde, ovvero giocare col digitale, con l'estetica, i colori, i suoni: neanche fosse uno di quei Nexus, vecchia generazione, che provavano ad affermarsi umani, tradendosi non appena ostentavano a empatizzare. Gli manca il fremito al prodotto di Villeneuve, un particolare non di poco conto che gli impedisce di sostenere le sue quasi tre ore di durata (mezz'ora in meno era ossigeno puro) e di mischiarsi - come bene fanno i replicanti new-generation del suo film - pelle a pelle col capostipite da cui deriva.
Questo sebbene sia abilissimo a tutelarsi da disastrosi schianti, per nulla scontati da evitare.

Trailer:

Mistero a Crooked House - Trailer Ufficiale Italiano

Mistero a Crooked House Film

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Mistero a Crooked House", il film tratto dal best seller di Agatha Christie diretto da Jilles Paquet-Brenner, con Glenn Close, Terence Stamp, Max Irons, Gillian Anderson, Chrsitina Hendricks, Stefanie Martini e Julia Sands, al cinema dal 31 Ottobre.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Quando il ricco patriarca greco Aristides Leonides muore in circostanze misteriose, la nipote Sophia chiede all’investigatore privato Charles Hayward, suo ex amante, di stabilirsi nella tenuta di famiglia per indagare sulla vicenda. Una volta lì, Charles fa la conoscenza delle tre generazioni della dinastia Leonides trovando un'atmosfera velenosa, piena di risentimenti e gelosie. Tra i tanti moventi, indizi e sospetti, riuscirà a trovare l'assassino prima che colpisca di nuovo?

Mr. Ove - Trailer Ufficiale Italiano

Mr. Ove Holm 2015

Presentato il trailer italiano di "Mr. Ove", un film scritto e diretto da Hannes Holm, tratto dal romanzo di Fredrik BackmanL’Uomo Che Metteva In Ordine Il Mondo”, con Rolf Lassgård, nelle sale dal 31 Ottobre 2017.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Ove è un burbero cinquantanovenne che molti anni prima ricopriva il ruolo di Presidente dell'Associazione dei condomini. A lui però non importa niente di essere stato sollevato dall'incarico e continua a sorvegliare con piglio poliziesco tutto il quartiere. Operaio da 43 anni presso le industrie Saab, Ove viene mandato in pensione e da quel momento, senza nulla da fare, con il suo atteggiamento molesto finisce per causare ancora più ostilità nel vicinato.
Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza per condurre la sua ispezione poliziesca del quartiere e assicurarsi che le regole siano rispettate, che tutto sia in ordine. Ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ma l’arrivo di Parvaneh, la nuova vicina di casa, iraniana che si è trasferita da poco ad abitare, con il marito e i due figli, nella casa difronte aprirà poco per volta la mente di Ove, restituendocelo come il miglior “nonno” che un nipote possa desiderare.

Daddy's Home 2 - Trailer Ufficiale Italiano

Daddy's Home 2 Wahlberg

Primo trailer italiano ufficiale di "Daddy's Home 2", sequel del film del 2015 diretto ancora da Sean Anders, con Will Ferrell, Mark Wahlberg, Linda Cardellini, John Cena, John Lithgow e Mel Gibson, al cinema dal 6 Dicembre.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
In questo sequel i due protagonisti uniscono le forze per dare ai loro figli un Natale perfetto. Ma i loro programmi vengono messi a dura prova quando si presentano alla porta il papà macho di Dusty (interpretato da Mel Gibson) e l’affettuoso ed emotivo papà di Brad (interpretato da John Lithgow), che getteranno la vacanza nel caos.

martedì 3 ottobre 2017

Belli e (im)Possibili: A Ghost Story - La Recensione

A Ghost Story Film
Ha un non so’ che di malickiano la forma con cui il regista David Lowery ha deciso di raccontare il suo “A Ghost Story”. Non tanto per via di una filosofia che nel suo film c’è, seppur in maniera ridottissima: limitata a un monologo negativista nel quale, con cinismo, un uomo un po’ alticcio smorza entusiasmo ad una festa tirando fuori un discorso cinico, ma neppure troppo sbagliato, sul tempo, la condizione dell’uomo sulla terra e un destino inevitabile. A ricordare il regista di “The Tree Of Life” nel suo film sono più che altro, infatti, i totali dedicati spesso ai paesaggi, la luce naturale che entra dalle finestre della villetta dove praticamente tutto si svolge e quei piani sequenza riservati a Rooney Mara, in cui è vero che a mancare è il flusso di coscienza, ma è altrettanto vero che a poco sarebbe servito considerata la situazione.

Ciò che pensa, innervosisce e turba l’attrice, del resto, non è un mistero, anzi, la presenza del fantasma, onnipresente in scena, interpretato (in teoria!) da Casey Affleck - avvolto da un lungo lenzuolo con due buchi neri a fare da occhi - rende l’intero conflitto piuttosto esplicito e indipendente alle parole: un incidente stradale ha portato via alla donna l’amore della sua vita, che a quanto pare, come “Il Sesto Senso” insegnava, è rimasto sulla terrà, al suo fianco, per qualcosa in sospeso da risolvere. Che cosa sia però non lo sa ancora questo strano e buffo fantasma e perciò resta lì, fermo, immobile a spiare la persona che ama in attesa che il suo destino si compia o che qualcuno gli dia risposte. Questo mentre il tempo passa e da un secondo all'altro ci troviamo avanti di minuti, ore, anni, con questa dimora che cambia padroni, estetica e funzione, subendo l’avanzata di un futuro sempre più consolidato che a un certo punto sembra addirittura compiere un giro circolare completo, sulla sua linea, tornando quindi a ripercorrere il passato.

A Ghost Story LoweryDal titolo daremmo tutti per scontato che si tratti di un horror “A Ghost Story”, restando spiazzati, magari, quando si comincia a intuire che quelle di Lowery sono intenzioni completamente diverse, a prescindere dalle apparenze. Il suo è un film romantico, prima di tutto, un film dove un uomo non accetta la fine che ha dovuto subire e come era legato ai ricordi quando era in vita, così continua ad agire post-mortem, piantandosi prepotentemente laddove aveva vissuto i momenti migliori della sua esistenza e reagendo sfavorevolmente a ogni genere di cambiamento. Un calore e una sensibilità che, nonostante la maschera, vengono fuori con forza e intensità dal fantasma protagonista, il quale pur senza uso dell’espressività facciale riesce coi suoi primi piani a comunicare sempre allo spettatore la sua impotenza e lo stato d’animo che sta provando: un senso di fragilità e dispiacere che, ad un certo punto, si dimostra capace di trasformarsi però anche in rabbia e cattiveria, in una scena spaventosissima dove l’horror prende il sopravvento, gelando il sangue.

Cattiva non lo è mai tuttavia quest’anima in pena, quest’ectoplasma raffigurato quasi in maniera infantile a cui resta impossibile abbandonare il suo comportamento umano e svanire. Per cui non ci pesa poi molto, farci accompagnare da Lowery in questo lento viaggio (rigorosamente in 4:3) verso il compimento del suo vagare, verso quelle risposte che nessuno pare riuscire a dargli e che arrivano, come di solito fanno, senza alcun preavviso. Di colpo. Come una porta che sbatte di notte. O, meglio ancora, un piano che suona.

Trailer:

Annientamento - Trailer Ufficiale Italiano

Annientamento Film

Sbarca online il primo trailer ufficiale italiano di "Annientamento", il film diretto da Alex Garland, tratto dal best seller letterario di Jeff VanderMeer, con Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh, Gina Rodriguez, Tessa Thompson, Tuva Novotny e Oscar Isaac, al cinema dal 2018.

Trailer Ufficiale Italiano:

lunedì 2 ottobre 2017

Coco - Trailer Ufficiale Italiano

Coco Poster Pixar

Rilasciato il trailer ufficiale italiano di "Coco", il nuovo film Disney Pixar diretto da Adrian Molina e Lee Unkrich, al cinema dal prossimo 25 Dicembre.

Trailer Ufficiale Italiano:

Sinossi (Ufficiale):
Coco racconta la storia del giovane Miguel che sogna di diventare un celebre musicista come il suo idolo Ernesto de la Cruz ma non capisce perché in famiglia sia severamente bandita qualsiasi forma di musica, da generazioni. Desideroso di dimostrare il proprio talento, a seguito di una misteriosa serie di eventi Miguel finisce per ritrovarsi nella sorprendente e variopinta Terra dell’Aldilà. Lungo il cammino, si imbatte nel simpatico e truffaldino Hector; insieme intraprenderanno uno straordinario viaggio alla scoperta della storia, mai raccontata, della famiglia di Miguel.

Blade Runner 2049 - Il Corto 2022: Black Out

Blade Runner 2049 Villeneuve

Terzo e ultimo cortometraggio dedicato al ritorno di "Blade Runner". Realizzato dal creatore di "Cowboy Bebop", Shinichiro Watanabe, "2022: Black Out" ci trasporta, con la forza dell'animazione, nell'anno del grande Black Out, antecedente ai fatti narrati nella pellicola diretta da Denis Villeneuve.
Vi ricordiamo, se ce ne fosse ancora bisogno, che "Blade Runner 2049" uscirà nelle nostre sale il prossimo 5 Ottobre.

Peter Rabbit - Trailer Ufficiale Italiano

Peter Rabbit Will Gluck

Disponibile il trailer italiano ufficiale di "Peter Rabbit", il film diretto da Will Gluck, con Domhnall Gleeson e Rose Byrne, al cinema dal 22 Marzo 2018.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
L’ostilità tra Peter e Mr. McGregor si intensifica più che mai, quando arrivano a contendersi l’affetto della loro vicina di casa, una ragazza adorabile e amante degli animali.