IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

martedì 30 gennaio 2018

Ant-Man And The Wasp - Teaser Trailer Ufficiale Italiano


Rilasciato il teaser trailer ufficiale italiano di "Ant-Man And The Wasp", il sequel di "Ant-Man", diretto da Peyton Reed con Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Peña, Michael Douglas, Michelle Pfeiffer, Judy Greer, Laurence Fishburne, T.I., David Dastmalchian, Randall Park, Goran Kostic, Walton Goggins, Hannah John-Kamen e Bobby Cannavale, al cinema da Agosto 2018.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano:

lunedì 29 gennaio 2018

Chiamami Col Tuo Nome - La Recensione

Chiamami Col Tuo Nome Poster Guadagnino
Pare sia una caratteristica indispensabile, per Luca Guadagnino, quella di avere nei suoi film una determinata ambientazione. Da “Io Sono L’Amore”, a “The Bigger Splash”, passando per l’ultimo “Chiamami Col Tuo Nome”, infatti, quella di partire dal presupposto di avere a disposizione delle case enormi, abitate da famiglie borghesi è diventata per lui praticamente una costante imprescindibile. Una costante che, forse, gli serve per sentirsi a proprio agio (in quegli ambienti, del resto, ci è cresciuto), per raccogliere l’ispirazione e, magari, aggiungere alle storie che racconta quel senso di intrigo che altrimenti non sarebbe possibile sostenere, perlomeno non col medesimo respiro.

Ci si perde, infatti, in queste dimore simili a dei castelli, composte da stanze sconfinate - alcune comunicanti, altre isolate – fatte apposta, sembra, per concedere - nel caso uno lo volesse - una privacy infinita. Potresti scomparirci per ore e ore nonostante in casa ci siano i tuoi genitori, governanti e aiutanti, impegnati ogni singolo minuto, e un via vai di ospiti dal ritmo regolare ed estemporaneo. Potresti trovare il silenzio che vai cercando o l’intimità che ti serve rifugiandoti in camera tua, in soffitta, in qualche piano superiore, o semplicemente uscendo a fare un giro in bici fino al lago o giù in paese. Insomma potresti, in sintesi, vivere una vita parallela, complicata da individuare e da tenere d’occhio, accumulando segreti e comportamenti che avresti tenuto probabilmente a freno in condizioni differenti.
Che poi è quello che succede all’ancora diciassettenne Elio di Timothée Chalamet, quando nell’estate del 1983 - passata nella residenza vicino al Lago di Garda, ereditata dai suoi genitori - sembra essere nel pieno di quella fase in cui la maturità incalza, desiderosa di occupare il posto dell’adolescenza con le buone o con le cattive. Transizione di per sé già ingarbugliata, resa ulteriormente più difficile dall’arrivo di Oliver, lo studente americano invitato da suo padre per sei settimane, che porta il viso e il corpo aitante di Armie Hammer: un ospite che non lo lascia affatto indifferente e con il quale dovrà condividere una parete della sua stanza.

Chiamami Col Tuo Nome ChalametAdatta il romanzo di André Aciman, Guadagnino, basandosi sulla sceneggiatura scritta da James Ivory (che avrebbe dovuto dirigere il film, inizialmente), alla quale rimette mano conformandola verso la cifra stilistica che più gli appartiene. Un lavoro obiettivamente esemplare, che sa come prendersi le sue libertà senza modificare o alterare lo spirito di un romanzo di formazione che, dentro, ha però anche l’equilibrata sensibilità per poter accarezzare le pulsioni di una relazione d’amore, intensa e passionale, vissuta al riparo da occhi indiscreti - e quindi fuori campo – perché non propriamente adatta alle regole e alle convenzioni sociali – per quanto borghesi – in vigore all’epoca. Un'epoca - quella di inizio anni '80 - che Guadagnino non perde occasione per mostrarci quanto politicamente e culturalmente (ma lo ha detto a chiare lettere) sia stata, in realtà, importantissima per andare a porre quelle basi sulle quali, poi, più avanti, si comincerà a edificare pian piano: e ce lo mostra, non tanto coi discorsi a tavola su Craxi o con i monologhi di Beppe Grillo in televisione, ma tramite una coppia gay che, con grande normalità, a un certo punto fa capolino, abbattendo tutte o quasi le barriere che, fino a un attimo prima, credevamo solidissime.
Barriere che, comunque, Elio e Oliver non smettono di sentire intorno pesanti e indistruttibili, che provano a eludere e contemporaneamente a rispettare, simulando di essere ciò che non sono e fingendo di saper gestire (più Oliver che Elio) un amore a intermittenza che serve solo a far star male entrambi a furia di reprimere un dolore che li consuma e li strugge.

Ma loro lo sanno, lo sanno meglio di chiunque altro che ciò che hanno non è comune: e non perché è sbagliato, ma perché è raro. Lo sanno nei silenzi e nelle lacrime, in quel cercarsi e toccarsi, prima ancora che il padre di Elio si rivolga al figlio e si lasci andare a uno di quei discorsi brillanti dove ogni parola è al posto giusto e ogni frase misurata al millimetro, riuscendo a mettere a fuoco quello che, oggi, per molti, pare seguitare a essere un tabù da scacciare.
Un tabù che Guadagnino prova a sbrogliare con la forza del cinema e con la sua sensibilità, attraverso un film al quale forse avrebbe giovato avere un calore e un battito superiore per emozionare (al posto di qualche scena discutibile) a fondo e trasversalmente, ma a cui nell'insieme si può criticare tendenzialmente poco.

Trailer:

Sconnessi - Trailer Ufficiale

Sconnessi Crescentini

Disponibile il trailer ufficiale di "Sconnessi", il film di Christian Marazziti con Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Carolina Crescentini, Stefano Fresi e Antonia Liskova, al cinema dal 22 Febbraio.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Ettore (Fabrizio Bentivoglio), noto scrittore, guru dell’analogico e nemico pubblico di internet, in occasione del suo compleanno porta tutta la famiglia nel suo chalet in montagna, e cerca di creare finalmente un legame tra i suoi due figli, Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo), liceale nerd e introverso, con la sua seconda moglie, la bella, giovane e un po’ naif Margherita (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese. Al gruppo si uniscono anche Achille (Ricky Memphis), fratellastro di Margherita appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti), giovane fidanzata di Claudio e devota fan di Ettore. Arrivati allo chalet, trovano Olga (Antonia Liskova), l’affidabilissima tata ucraina, con la figlia Stella (Benedetta Porcaroli), adolescente dipendente dai social network. A sorpresa arriva anche Palmiro (Stefano Fresi), il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo. Quando il gruppo rimane improvvisamente senza connessione internet, tutti entrano nel panico...e le conseguenze saranno rocambolesche. I segreti e le convinzioni dei protagonisti verranno presto ribaltate, la “sconnessione” li metterà di fronte a tutte le loro insicurezze e dovranno resettare e ripartire.

sabato 27 gennaio 2018

Il Filo Nascosto - La Recensione

Il Filo Nascosto Paul Thomas Anderson
C'è una corrente di pensiero - forse più unica che rara - capace di mettere d’accordo sia critica cinematografica, sia addetti ai lavori. Una corrente che - per ovvie ragioni e da anni - tende a soffiare più in America che in Italia, ma non per questo da prendere sottogamba, o da bollare come poco affidabile o amplificata. Tale corrente riguarda Paul Thomas Anderson e il suo essere considerato, imparzialmente, uno degli autori più importanti (e grandi) del Cinema contemporaneo; uno di quelli che – per questo – quando torna a farsi vivo riesce a scatenare sempre, involontariamente, curiosità e attenzioni, accendendo un fermento impercettibile, ma di ampissima portata.

Questo perché Anderson - e va detto - è anche un autore enormemente articolato; usando un brutto termine (un termine che, a pelle, non gli si addice per niente) potremmo definirlo quasi borghese: di quelli che non faranno mai un passo per avvicinarsi al livello dello spettatore, fermamente convinti che tocchi a quest’ultimo – casomai - fare uno sforzo (culturale) e provare ad elevarsi. Principio che da una parte potrebbe farlo passare - se visto con occhio superficiale e impreparato - come autore presuntuoso e arrogante, ma dall'altra, invece, secondo chi scrive, è fondamentale proteggere e conservare quando si hanno ambizione e talento per scrivere e dirigere una pellicola immensa e impressionante come “Il Filo Nascosto”, che - ci azzardiamo a dire - dovrebbe fugare definitivamente ogni dubbio residuo degli scettici in proposito alla sua grandezza. Quella di Reynolds Woodcock, infatti, è una storia che può sembrare fine a se stessa solo in apparenza; una storia che - così com’è stata concepita - possono permettersi di pensarla in pochi e di cucirla ancora meno: perché sebbene sia ambientata nella Londra degli anni Cinquanta, gli argomenti e le riflessioni che pone sul tavolo sono assolutamente contemporanei, trapiantati indietro nel tempo per questioni di fascinazione, eleganza e intelligenza, ma senza ombra di dubbio con lo spirito fissato nel nostro presente (e futuro?).

Il Filo Nascosto Paul Thomas AndersonEccolo il filo nascosto a cui fa riferimento il titolo, allora, quello che si cela dietro alla parabola di Woodcock: lo stilista considerato praticamente un Dio - e interpretato (da Dio) da Daniel Day-Lewis – che un giorno perde la testa per una donna più giovane di lui, la quale ricambia, salvo ritrovarsi poi incastrata a fargli da musa ispiratrice, ma senza ruolo effettivo (amante / compagna / donna) da ricoprire all'interno dello sfarzoso palazzo che da ex-cameriera la accoglie e la coccola. E’ proprio lei, del resto (una straordinaria Vicky Krieps), ad aprire il racconto; a descrivere l’uomo a cui ha donato ogni pezzo di se come un bambino esigente, un bambino - vedremo in seguito – capriccioso, sposato - di fatto - col proprio lavoro, incapace di abbandonarsi al piacere e di prendere le distanze da un talento che lo obbliga a ergere muri, a isolarsi e a farsi freddo col mondo. Una routine che guai a spezzarla, guai a modificarla o, magari, a toccarla; il segreto del successo: autorizzata a essere interrotta esclusivamente dal malessere, ovvero da quel crollo fisico che se lavori troppo viene a dirtelo bussando alla porta, di tanto in tanto.
Perché, si sa, sono le pause forzate a rimetterci in contatto col piacere, a radere al suolo i muri eretti dagli impegni, a farci vulnerabili e quindi umani. Lo è per Woodcock – che in quei momenti torna uomo innamorato e amante passionale – come lo è per noi. Specialmente per noi. Che nell’epoca dei ritmi no-stop ci viviamo immersi fin sopra i capelli e che troppo spesso rimandiamo l’appuntamento con noi stessi per privilegiare il dovere: quello che - ci sussurra Anderson all’orecchio - è arrivato a prendersi talmente tanto spazio da confonderci addirittura le idee su chi comanda per davvero la nostra vita.

Del resto non capita a tutti la fortuna di avere al fianco una compagna come Alma, una donna che, nonostante i sospetti e i misteri, ama il suo uomo da volersene prendere cura in un modo tutto suo, un modo che tuttavia, una volta testato e capito, anche lui sceglie di non disdegnare, anzi: come testimonia uno dei finali più romantici, potenti e spiazzanti visti al cinema, nel quale Anderson sembra quasi voler citare "The Beguiled", fregando tutti con una finta da fuoriclasse sulla quale vorresti solo alzarti in piedi e far partire un lungo applauso spontaneo e meritatissimo.
Meritatissimo per come è diretta e recitata la scena in questione, meritatissimo per come va a mettere il punto definitivo a un film che di difetti ne è sostanzialmente privo e che, oltre a darci una lezione di cinema pura e preziosa, sa posizionarci di fronte a uno specchio, mettendoci addosso un vestito che ci calza a pennello.

Trailer:

giovedì 25 gennaio 2018

Mamma Mia!: Ci Risiamo - Primo Trailer Ufficiale Italiano

Mamma Mia!: Ci Risiamo Film

Presentato il primo trailer ufficiale italiano di "Mamma Mia!: Ci Risiamo", il sequel del fortunato film del 2008, con Meryl Streep, Colin Firth, Pierce Brosnan, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Dominic Cooper, Amanda Seyfried, Christine Baranski, Lily James, Josh Dylan, Hugh Skinner, Jeremy Irvine, Alexa Davies, Jessica Keenan Wynn, Andy Garcia e Cher, al cinema dal 6 Settembre prossimo.

Primo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il film, andando avanti e indietro nel tempo mostrerà come le relazioni forgiate nel passato risuonino nel presente.

mercoledì 24 gennaio 2018

Pacific Rim: La Rivolta - Secondo Trailer Ufficiale Italiano

Pacific Rim: La Rivolta Film

Presentato il secondo trailer ufficiale italiano di "Pacific Rim: La Rivolta", il film diretto da Steven S. DeKnight, sequel della saga omonima, con John Boyega, Scott Eastwood, Jing Tian, Cailee Spaeny, Rinko Kikuchi, Burn Gorman, Adria Arjona e Charlie Day, al cinema dal 22 Marzo 2018.

Secondo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il conflitto che ha coinvolto il nostro pianeta tra mostri alieni e super macchine pilotate dall'uomo e costruite per annientarli è stato solo il preludio ad un nuovo devastante assalto nei confronti dell'umanità che vedremo in "Pacific Rim: La Rivolta".
John Boyega veste i panni del ribelle Jake Pentecost, un tempo promettente pilota Jaeger il cui leggendario padre diede la vita per assicurare la vittoria dell'uomo sui mostruosi "Kaiju". Jake decide poi di abbandonare il suo addestramento, per ritrovarsi coinvolto nel mondo della criminalità.
Quando però una minaccia ancora più inarrestabile rischia di abbattersi sulle nostre città e di mettere in ginocchio l'umanità, la sorella Mako Mori (Rinko Kikuchi) - adesso a capo di una nuova e coraggiosa generazione di piloti cresciuti all'ombra della guerra - dà a Jake un'ultima possibilità per dimostrarsi all'altezza dell'eredità lasciata dal padre.
Mentre cercano giustizia per i caduti, la loro unica speranza è unire le forze in una rivolta globale contro l’estinzione.
Jake verrà affiancato da Lambert, un talentuoso pilota rivale (Scott Eastwood), e dalla quindicenne Amara (Cailee Spaeny, al suo debutto), un'hacker di Jaeger. Ribellandosi per diventare la più potente linea di difesa mai esistita, faranno rotta verso una nuova, spettacolare avventura di gigantesca portata.

martedì 23 gennaio 2018

Ella & John: The Leisure Seeker - La Recensione

Ella & John Paolo Virzì
Se l’è meritata Paolo Virzì la chiamata oltreoceano.
Quella che per i registi italiani non è affatto scontata, che quando arriva significa aver fatto un lavoro ottimo, essere diventati grandi e, in quanto tali, obbligati quindi ad accettare un viaggio tanto incredibile quanto sfidante. Che poi, alla fine, di questo si tratta: di mollare il certo, il conosciuto e l’ordinario per quello che cinematograficamente parlando è un salto nel vuoto, un rischio da correre. Perché un conto è fare cinema in Italia e, senza pretese, farsi piacere all’estero, un conto è andare in America e non deludere le aspettative.

Sarà stata questa riflessione, forse, a spingere Virzì ad entrare in questa esperienza leggermente in punta di piedi, con l’atteggiamento di chi vuole restare fedele a sé stesso, ma con prudenza; cogliendo, si, l’opportunità a disposizione, ma rischiando il giusto. In “Ella & John: The Leisure Seeker” infatti la sua personalità si percepisce e a tratti si visualizza, eppure sembra sempre che cerchi di non alterare il pilota automatico di due enormi attori come Helen Mirren e Donald Sutherland, protagonisti assoluti di un viaggio on-the-road bischero e pericoloso, affrontato un po’ per pazzia, un po’ per bisogno, nel corso di una terza età diretta al tramonto. Una fuga, in pratica, che non può non ricordare la precedente, altrettanto pazza e altrettanto irresponsabile, che Virzì fece fare a Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi, che con Ella e John condividono senza dubbio l’ostinato amore nei confronti di una vita che intendono spremere nella sua essenza, fino all’ultima goccia residua.
Poi, certo, essendo coniugi, a renderli ancor più complici e intimi c’è quell’amore reciproco e incondizionato che dall'altra parte non c'era (perlomeno non così indissolubile); quello che si costruisce lungo la strada percorsa, non con il camper o con la macchina, ma mano nella mano, e che ti permette di trovare le forze, quando l’altro è in difficoltà, per non abbandonarlo a sé stesso, caricandotelo, se necessario, sulle spalle sino alla meta che avevate deciso di raggiungere e contemplare.

Ella & John MirrenPerché a Virzì, magari, gli puoi imputare di essere moderato in personalità, di aver diretto una storia andando incontro più ai canoni americani che a quelli delle sue corde, ma guai a contestarlo sotto l’aspetto della sensibilità, perché quello davvero non potrebbe eclissarlo neppure sotto tortura. Sono i piccoli gesti, gli sguardi, alcune battute dolcissime e che – quelle si – sanno essere inconfondibili e identificabili all’istante, allora, a permetterci di riconoscere la sua mano in “Ella & John: The Leisure Seeker”, momenti contati, brevi probabilmente, però sufficienti abbastanza per farci emozionare, seppur un pizzico e appena, appena. E ciò che sorprende di più è che questi non avvengano mai in maniera scontata, mai con l’intenzione di approfittarsi di una tematica che avrebbe potuto concedere, in tal senso, terreno fertilissimo e ricattatorio, ma sempre privilegiando, invece, la spontaneità e il desiderio di rendere autentica una storia d’amore romantica e eterna.

Del resto i primi ad essere autentici, romantici ed eterni sono propio Ella e John, che resistono al tempo, lo provocano e lo rimpiangono, all’interno di una vacanza nella quale vogliono sentirsi ancora giovani pur non rinnegando la tremenda vecchiaia che li affligge e li distrugge giorno dopo giorno. Vogliono celebrare la vita, loro, pur consapevoli che, ormai, la giovinezza e la gioia delle foto di famiglia sono solo un ricordo malinconico e lontano, uno di quelli che vale la pena rivedere e riassaporare, ma che non basta, tuttavia, a reintegrare la vitalità perduta.

Trailer:

Oscar 2018 - Le Nomination


Poche ore fa sono state ufficializzate le nomination agli Oscar 2018. Qui di seguito trovate la lista completa, divisa per categorie, con tutti i nominati:

Miglior Film
Chiamami Col Tuo Nome
L'Ora Più Buia
Dunkirk
Get Out: Scappa
Lady Bird
Il Filo Nascosto
The Post
La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water
Tre Manifesti A Ebbing, Missouri

Miglior Regia
Christopher Nolan - Dunkirk
Jordan Peele - Get Out: Scappa
Greta Gerwig - Lady Bird
Paul Thomas Anderson - Il Filo Nascosto
Guillermo del Toro - La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water

Miglior Attore Protagonista
Timothée Chamalet - Chiamami Col Tuo Nome
Daniel Day-Lewis - Il Filo Nascosto
Daniel Kaluuya - Get Out: Scappa
Gary Oldman - L'Ora Più Buia
Denzel Washington - Roman J. Israel, Esq.

Miglior Attrice Protagonista
Sally Hawkins - La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water
Frances McDormand - Tre Manifesti A Ebbing, Missouri
Margot Robbie - I, Tonya
Saorsie Ronan - Lady Bird
Meryl Streep - The Post

Miglior Attore Non Protagonista
Willem Dafoe - Un Sogno Chiamato Florida
Woody Harrelson - Tre Manifesti A Ebbing, Missouri
Richard Jenkins - La Forma Dell'Acqua: The Shape of Water
Christopher Plummer - Tutti I Soldi Del Mondo
Sam Rockwell - Tre Manifesti A Ebbing, Missouri

Miglior Attrice Non Protagonista
Mary J. Blige - Mudbound
Allison Janney - I, Tonya
Lesley Manville - Il Filo Nascosto
Laurie Metclaf - Lady Bird
Octavia Spencer - La Forma Dell'Acqua: The Shape of Water

Miglior Sceneggiatura Originale
The Big Sick
Get Out: Scappa
Lady Bird
La Forma Dell'Acqua: The Shape of Water
Tre Manifesti A Ebbing, Missouri

Miglior Sceneggiatura Non Originale
Chiamami Col Tuo Nome
The Disaster Artist
Logan
Molly's Game
Mudbound

Miglior Film Straniero
Una Donna Fantastica (Cile)
L'Insulto (Libano)
Loveless (Russia)
Corpo E Anima (Ungheria)
The Square (Svezia)

Miglior Film D'Animazione
Baby Boss
The Breadwinner
Coco
Ferdinand
Loving Vincent

Miglior Montaggio
Baby Driver
Dunkirk
I, Tonya
La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water
Tre Manifesti A Ebbing, Missouri

Miglior Scenografia
La Bella E La Bestia
Blade Runner 2049
L'Ora Più Buia
Dunkirk
La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water

Miglior Fotografia
Blade Runner 2049
L'Ora Più Buia
Dunkirk
Mudbound
La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water

Migliori Costumi
La Bella E La Bestia
L'Ora Più Buia
Il Filo Nascosto
La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water
Victoria E Abdul

Miglior Trucco E Acconciature
L'Ora Più Buia
Victoria E Abdul
Wonder

Migliori Effetti Speciali
Blade Runner 2049
Guadiani Della Galassia: Vol.2
Kong: Skull Island
Star Wars: Gli Ultimi Jedi
The War: Il Pianeta Delle Scimmie

Miglior Sonoro
Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
La Forma Dell'Acqua: The Shape of Water
Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Miglior Montaggio Sonoro
Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water
Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Miglior Colonna Sonora Originale
Dunkirk
Il Filo Nascosto
La Forma Dell'Acqua: The Shape of Water
Star Wars: Gli Ultimi Jedi
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Canzone
Mighty River - Mudbound
Mistery Of Love - Chiamami Col Tuo Nome
Remember Me - Coco
Stand Up For Something - Marshall
This is Me - The Greatest Showman

Miglior Documentario
Abacus: Small Enough To Jail
Faces Places
Icarus
Last Men In Aleppo
Strong Island

Miglior Corto Documentario
Edith + Eddie
Heaven Is A Traffic Jam On The 405
Heroin(e)
Knife Skills
Traffic Stop

Miglior Cortometraggio
DeKalb Elementary
The Eleven O'Clock
My Nephew Emmett
The Silent Child
Watu Wote / All Of Us

Miglior Cortometraggio D'Animazione
Dear Basketball
Garden Party
Lou
Negative Space
Revolting Rhymes

Per scoprire chi saranno i vincitori dovremo aspettare la notte tra il 4 e il 5 Marzo 2018, data in cui ci sarà la cerimonia di premiazione.

A Casa Tutti Bene - Trailer Ufficiale

A Casa Tutti Bene Film

Disponibile il trailer ufficiale di "A Casa Tutti Bene", il nuovo film diretto da Gabriele Muccino con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino e Gianmarco Tognazzi, al cinema dal 14 Febbraio 2018.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
A Casa Tutti Bene è la storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d’Oro dei nonni sull’isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un’improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a restare bloccati sull’isola e a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, con gelosie mai sopite, inquietudini, tradimenti, paure e anche improvvisi e inaspettati colpi di fulmine.

lunedì 22 gennaio 2018

[HOME VIDEO] Dragon Ball Super - Diciotto Anni Dopo, Il Mito RIvive

Dragon Ball Super Goku

Va a posizionarsi in mezzo tra la fine di “Dragon Ball Z” e l’inizio di “Dragon Ball GT” questo nuovo “Dragon Ball Super”: precisamente andandosi a occupare degli eventi accaduti nei dieci anni successivi alla morte di Majin Bu. Trasmessa in Giappone nel 2015 e sbarcata in Italia, su Mediaset, a fine 2016 (a scaglioni, infatti ancora in corso), la serie prevede un totale di 131 episodi, con il ritorno di Akira Toriyama come autore del soggetto originale e come designer dei personaggi.

A diciotto anni di distanza quindi da quello che sembrava un punto definitivo, non negoziabile, Goku e co. tornano a farci compagnia, provando a regalare un bonus d’infanzia a chi era cresciuto con le saghe precedenti e, insieme, azzardando il colpaccio di conquistare anche le nuove generazioni. Una missione che, per capire bene se stia andando a buon fine, oppure no, sarebbe il caso di seguire online tra forum e social, dove le opinioni impazzano, si dividono e si scontrano, tra puristi che avrebbero preferito maggiori accortezze, nostalgici che ringraziano del regalo e matricole che si schierano un po’ da una parte e un po’ dall’altra, a seconda dei gusti.

Ma come si dice, in questi casi, l’importante è che se ne parli, che la stella di Goku tramonti il più tardi possibile, con l’ardua sentenza di decidere sulla qualità di questa inaspettata resurrezione attraverso, magari, la versione home video prodotta da Yamato e Rai Cinema che hanno pensato bene di andare anche incontro ai fan incalliti, modificando qualche refuso di doppiaggio trasmesso in tv e togliendo ogni genere di censura nei primi dodici episodi raccolti dal loro cofanetto d'esordio.

Dragon Ball Super Home Video

Il Blu-Ray Disc, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: 1,78:1 Anamorfico
Tracce Audio: 2.0 PCM: Italiano, Giapponese
Sottotitoli: Italiano (traduzione fedele all'originale Giapponese)
Contenuti Speciali: Booklet 32 Pagine Con Guida Episodi E Galleria Personaggi, Anticipazioni Inedite In TV, Sigle Senza Crediti
Durata: 300 minuti ca.
Confezione: Slipcase
Produttore: Yamato Video
Distributore Home Video: Rai Cinema
Data di Uscita: 4 Gennaio 2018

[HOME VIDEO] A Monster Calls: Sette Minuti Dopo La Mezzanotte - Un Fantasy Che Resta Nel Cuore

Sette Minuti Dopo La Mezzanotte Film

Forse se ne è parlato troppo poco, o comunque a voce troppo bassa, di “A Monster Calls: Sette Minuti Dopo La Mezzanotte.
Perché quello diretto da Juan Antonio Bayona, disponibile già da qualche mese in home video – in streaming legale e nelle edizioni classiche DVD e Blu-Ray Disc – è uno di quei fantasy, e uno di quei film, che magari quando escono al cinema passano inosservati; che per intercettarli devi seguire con attenzione i consigli di un certo tipo di critica, ma quando poi li vedi ti restano nel cuore per sempre, marchiati a fuoco.

La storia è quella di un bambino che ogni notte, sette minuti dopo la mezzanotte – appunto – vede il gigantesco albero posto in cortile, davanti alla sua finestra, prendere vita e irrompere nella sua stanza per raccontargli una storia, una storia non casuale, però. Una magia che forse è reale, ma forse è solo frutto dell'immaginazione di Conor, il quale, a dodici anni, deve già fare i conti con una madre malata di cancro, un padre assente e una nonna che si prende cura di lui con una severità che è parte di un’educazione lontana, apparentemente crudele, eppure benevola nel profondo.

Tratto dall’omonimo libro di Patrick Ness, “A Monster Calls: Sette Minuti Dopo La Mezzanotte” si affaccia quindi come un racconto intenso ed esteticamente (e volontariamente) cupo, che ruota attorno all’infanzia di un protagonista troppo grande per essere un bambino e troppo piccolo per essere un uomo, chiamato a fare i conti con un reale che spinge violento sulla sua sensibilità, ancora impreparata a gestire lucidamente ciò che, allo stesso tempo, non può essere fermato.

Sette Minuti Dopo La Mezzanotte Poster

Il Blu-Ray Disc, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,40:1 Anamorfico
Tracce Audio5.1 DTS HD: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Trailer, Featurettes, Making of
Durata: 108 minuti ca.
Confezione: Slipcase
Produttore: Leone Film Group
Distributore Home Video: Rai Cinema
Data di Uscita: 12 Ottobre 2017

domenica 21 gennaio 2018

Lady Bird - La Recensione

Lady Bird Greta Gerwig
Lady Bird è il soprannome con il quale ha voluto ribattezzarsi autonomamente la Christine MacPherson interpretata da Saoirse Ronan. Un nome particolare, insolito, a cui lei però tiene molto al punto da obbligare mamma, papà e fratello ad utilizzarlo ogni volta che intendono coinvolgerla per socializzare. Il culmine di una ribellione giovanile dovuta principalmente alla voglia di evadere della ragazza, disposta a fare carte false per fuggire dalla città di Sacramento – dove dice di abitare, tra l’altro, dalla parte sbagliata della ferrovia – e iscriversi a un college che sia, magari, collocato nella metropoli caotica di New York, città sicuramente più adatta alle sue (grandi) ambizioni.

Praticamente un uccello in gabbia, sofferente perché costretto a chiudere le ali e a non volare alto come il suo istinto gli chiede e lei stessa vorrebbe, tarpata da una famiglia - in primis da una madre, secondo il suo punto di vista - che non può permettersi (e non vuole, anche) economicamente di sostenere le spese utili a pagare quel biglietto in grado di liberarla e condurla alle altitudini che gli spettano e - soprattutto - che considera appropriate. E allora soffre Lady Bird, si adatta a non perdere la pratica volteggiando circolarmente all’interno della sua prigione, ma dentro di sé, in realtà, studia il piano più efficace che possa aiutarla a fuggire via, verso il suo destino; prova ad allietare la permanenza in quello che per lei è peggio di un carcere attraverso la recitazione e le prime cotte, ma le barriere culturali, ecclesiastiche e un po' di sfortuna la convincono ulteriormente di non potersi adattare a ciò che proprio non gli appartiene. Neppure il provare a passare, con astuzia, dalla parte giusta della ferrovia si rivela essere per lei una boccata d’ossigeno, forse perché non tarata secondo gli standard di superficialità richiesti per sopravvivere su quella sponda.

Una tragedia, insomma? No, solo l’adolescenza.
Lady Bird Saoirse RonanCi porta nei luoghi della sua infanzia, infatti, Greta Gerwig, per esordire alla regia con una pellicola (semi)autobiografica capace di raccontare con grande aderenza i conflitti interni, i capricci e i rapporti con un mondo esterno - considerato ostile, in tutto e per tutto - che possono invadere la vita di una ragazza (o ragazzo) di periferia, pronta ormai ad essere lanciata verso le porte enigmatiche dell’età adulta. Un percorso non molto distante da quello che l'ha riguardata personalmente, sviscerato con la maturità intima e artistica, raggiunta solo nel corso degli anni, che gli permette, ora, di potere avvicinarsi alla ragazzina che era (?) ponendosi esattamente alla giusta distanza: distribuendo perciò con molta cura la drammaticità e l’ironia di una storia passionale e impetuosa come la protagonista (esemplare) che la fa da padrona, ma che ha anche il grosso pregio di andare a centrare, di rimbalzo, la mentalità e le radici di un luogo che, pur facendo parte degli Stati Uniti, culturalmente e civicamente, pare essere lontano anni luce dal progresso.

Un luogo che la Gerwig di allora – e non stentiamo a crederci – probabilmente non vedeva l’ora di mettersi alle spalle, di lasciarsi indietro per correre verso il flirt suggestivo e carnale di una New York attaccata al cuore dai terroristi (siamo nel periodo post-Torri Gemelle) e quindi vulnerabile e più accessibile. Ma un luogo, anche, al quale la Gerwig di oggi sentiva il bisogno, probabilmente, di dichiarare il suo amore, di chiedere scusa, attraverso un film sincero ed emozionante, abile a parlare di gioventù, maturità, famiglia e amicizia con una leggerezza che solo pochi altri in circolazione.

Trailer:

sabato 20 gennaio 2018

La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water - La Recensione

La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water Del Toro
Un bambino che gioca ai mostri. O meglio, un bambino grande che gioca ai mostri.
La sensazione che si ha guardando i film di Guillermo Del Toro è più o meno questa: ti viene da immaginartelo lì, seduto sul pavimento coi suoi giocattoli, mentre dà sfogo alla sua immaginazione infinita, inventando (o prende in prestito) creature meravigliose che mette al centro di storie improbabili, - a volte riuscite e a volte meno - catturando comunque la tua attenzione verso un universo intrigante, ricco di umanità e nel quale non ti dispiacerebbe affatto riuscire a fare una breve incursione.

Discorso che regge anche nella Guerra Fredda che fa da sfondo a “La Forma Dell’Acqua: The Shape Of Water”, se non altro perché vissuta e inquadrata dal punto di vista di un’inserviente muta e apparentemente dimessa, che diventa incorreggibile, però, quando si tratta di dover salvare una stranissima creatura - metà pesce e metà umana - appena arrivata nei laboratori governativi statunitensi dove, quotidianamente, lei va a svolgere le sue mansioni. Questo perché tra i due sembra instaurarsi già dal primo incontro una fortissima connessione, un rapporto empatico profondo, dovuto - più che all’incapacità condivisa di emettere suoni e farsi capire - alla consapevolezza di entrambi di essere entità da sempre alla ricerca di un posto preciso nel mondo: quel posto che, probabilmente, nell'epoca in cui stanno vivendo (è il 1963) non è neanche detto ci sia (o che ci sarà in futuro). Tuttavia, quando a fornire le regole sono i bambini, sappiamo benissimo che ogni cosa è lecita e ogni cosa è possibile; se questi bambini sono pure grandi, poi, allora è normale aspettarsi l’inverosimile di un miscuglio privo di limiti e, all’occorrenza, di filtri. Così, Del Toro, finisce per frullare insieme film d'animazione come "La Sirenetta" (e ce lo dice anche nel poster) e "La Bella E La Bestia", con un horror fantascientifico come "Il Mostro Della Laguna Nera" - a dimostrazione ulteriore di un cervello infantile, si, ma fino a un certo punto – consegnandoci un fantasy-romantico, dal gusto gotico, capace di racchiudere lo spirito totale della sua cinematografia e di affacciarsi, allo stesso tempo, come sua opera migliore in assoluto.

The Shape Of Water Del ToroPur senza eccedere con gli entusiasmi, infatti, - a meno che non abbiate un rapporto di amore immenso con il regista e sceneggiatore messicano (io non ce l'ho, per esempio, e quando dico che "Il Labirinto Del Fauno" non lo trovo un gran film, spesso, mi guardano male) non ci metterete molto ad ammettere e ad avvertire che "La Forma Dell'Acqua: The Shape Of Water" rappresenta un po’ oggettivamente, per Del Toro, la quadra proporzionata di uno stile, in passato, frequentemente sbilanciato, poco costante e distratto. Una sorta di maturità artistica incompleta che lo porta a maneggiare con professionalità e sicurezza i vari generi, a utilizzare sapientemente l’arma inaspettata e pericolosa (in un film così, più che altro) dell’erotismo, eppure a mancare nuovamente l’appuntamento con una visceralità, raccontata, magari, in maniera precisa e sicura, ma incapace di venir fuori dallo schermo per avvolgere i nostri stomaci e i nostri cuori.

Ed è senz'altro questo, dunque, l’unico appunto che vale la pena di fare a un film diretto benissimo e interpretato ancora meglio: da una Sally Hawkins perfetta e da un Michael Shannon che nel terzo atto si trasforma nel mostro d’attore che è, e si mangia tutti con un’interpretazione che pare uscita dritta da un film di Quentin Tarantino. Perché mandare a casa il pubblico senza il privilegio puro degli occhi umidi è decisamente un autogol, a maggior ragione se dalla tua parte hai una favola incantevole, dolce e innamorata del cinema - che, tra l’altro, omaggia – che aveva tutta la potenza necessaria per annientare una quarta parete, in tutta onestà, ingombrante e fastidiosa.

Trailer:

giovedì 18 gennaio 2018

Downsizing: Vivere Alla Grande - La Recensione

Downsizing Film
Siamo in troppi su questa Terra. La popolazione non fa che aumentare, mentre le risorse - al contrario - cominciano a diminuire. È un dato di fatto. Se andiamo avanti su questa linea e senza prendere provvedimenti, la situazione peggiorerà, è inevitabile: avvicinandoci verso quel collasso che, secondo gli esperti, ha già avuto silente inizio.
Una tiritera di cui siamo stati messi al corrente ripetutamente, definibile come una proiezione preoccupante e drastica, che magari non ci riguarda ancora da vicino, ma che prima o poi - generazione più, generazione meno - rischia davvero di venire a bussare alla porta di noi esseri umani chiedendoci di pagare un conto chissà quanto salato e chissà quanto veemente.

C’è chi allora cerca di rispondere ai primi sintomi sacrificandosi a modo suo, battendosi - per esempio - affinché l’alimentazione a base d'insetti diventi legale e vista con maggior tolleranza e minor pregiudizio dagli scettici; ma c’è pure chi, come Alexander Payne, da tutto questo si limita a cavare uno spunto ingegnoso per scrivere e dirigere una dramedy fantascientifica dove due scienziati norvegesi trovano il metodo di rimpicciolire l’essere umano a 12 cm, abbassando copiosamente il suo consumo di materie prime e quindi l’impiego cumulativo delle risorse del pianeta. Una scoperta che – come gli insetti nel piatto – stuzzica il buon senso generale, attecchendo però in ridottissima parte, con colonie abitate da esseri minuscoli che non tardano ad arrivare, ma che non riescono a compiere, tuttavia, quella rivoluzione ecologica e ambientale sbandierata lungo la scia dell'entusiasmo. Questo perché – ed è quello che poi accade a Matt Damon e a una Kristen Wiig, moglie poco affidabile – quasi la totalità di coloro che accettano di rimpiccolirsi e aderire a questo progetto incredibile, è spinta non tanto dal sacrificio necessario per provare a salvaguardare la natura e il suo habitat, quanto dall’opportunità di abbandonare finalmente una realtà in cui si è sempre appartenuti a una classe-media, inferiore, o comunque non altamente borghese, per una seconda in cui, quasi per magia, con la stessa ricchezza è possibile permettersi uno stile di vita sproporzionatamente superiore, invidiabile e sognato.

Downsizing Alexander PayneL'egoismo umano che non la smette di imporsi e di riciclarsi, quindi, di rendersi protagonista condannandoci sardonicamente a morte, fiero della sua solita insensibilità e spietatezza che forse non è neppure da valutarsi ingiusta o gratuita, se confrontata ai nostri egocentrici e stupidi comportamenti. Eppure no, non è proprio così, o perlomeno non lo è nella misura in cui ci si aspetterebbe da un film con un incipit come quello di “Downsizing: Vivere Alla Grande”. Questo perché Payne non ce la fa a voltare le spalle alla sua furbizia, a non farsi persuadere da quell'indole che gli sussurra, ogni volta, di ricordarsi che col pubblico è molto meglio, nonché produttivo, essere accomodante e simpatico: bastone, si, ma anche carota. Tanta carota. Troppa carota. Perciò, quella che poteva diventare un’acuta riflessione su di noi, sull'essere umano, allestita dal punto di vista antropologico, filosofico e grottesco, finisce col prendere pieghe incomprensibili e tramutarsi in un miscuglio eterogeneo e sconclusionato, utile solo a indebolire i punti di forza di una storia che nel suo primo spaccato aveva dimostrato di avere tutti i presupposti per ambire in alto e per lasciare il segno.

Un ridimensionamento - e non è per voler fare una battuta - che delude le attese e trasmette spaesamento, se non altro per via di una mancata lungimiranza che scaglia la meta della pellicola su un territorio assai più piccolo rispetto a quello a cui era destinata. Un territorio che in principio dava l’impressione di avere il giusto perimetro per accoglierla, ma ristretto man mano, contro la sua volontà, dal superfluo e dal banale, giungendo al punto da non sopportare più nemmeno il peso delle due ore e un quarto di durata.

Trailer:

Tomb Raider - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

Tomb Raider Film

Nuovo trailer ufficiale italiano per "Tomb Raider", il reboot della saga ispirata all'omonimo videogioco, diretto da Roar Uthaug, con Alicia VikanderDominic West, Walton Goggins e Daniel Wu, al cinema dal 15 Marzo.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:

Sinossi (Ufficiale):
Lara Croft è la figlia fiera ed indipendente di un eccentrico avventuriero, scomparso quando lei era ancora in tenera età. Divenuta una giovane donna di 21 anni, priva di qualsiasi obiettivo o scopo reale, Lara gira per le caotiche strade alla moda di East London lavorando come corriere in bicicletta, riuscendo a malapena a guadagnare i soldi per l’affitto. Determinata nel trovare la sua strada, si rifiuta di assumere il comando dell’impero globale del padre, così come rifiuta fermamente l’idea che lui sia veramente scomparso. Consigliata ad affrontare gli avvenimenti e ad andare avanti dopo sette anni senza di lui, neanche Lara riesce a capire cosa la guidi a risolvere finalmente il mistero della sua morte.
Schierandosi esplicitamente contro l’ultimo desiderio del padre, Lara si lascia tutto alle spalle alla ricerca della sua ultima destinazione nota: una tomba leggendaria nascosta su un’isola mitologica, che potrebbe trovarsi al largo delle coste del Giappone. Ma la sua non sarà una missione facile; solo raggiungere l’isola si rivelerà estremamente pericoloso. Improvvisamente, la posta in gioco per Lara sarà talmente alta, che – contro ogni probabilità ed armata solo della sua raffinata intelligenza, della sua fede cieca e della sua innata testardaggine – dovrà imparare a spingersi oltre i propri limiti, nel suo viaggio verso l’ignoto. Se sopravvivesse a questa pericolosa avventura, potrebbe realmente capire chi sia e conquistare il nome di Tomb Raider.

I Primitivi - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

I Primitivi Aardman

Nuovo trailer ufficiale italiano per "I Primitivi", il film di animazione che segna il ritorno sul grande schermo della Aardman, doppiato da Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Salvatore Esposito, Greg, Corrado Guzzanti, Chef Rubio e Alessandro Florenzi, al cinema dall'8 Febbraio.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
All’alba dei tempi, tra creature preistoriche e natura incontaminata, la vita è perfetta per il primitivo Dag e per la sua adorabile e bizzarra tribù. La tranquillità dell’Età della Pietra viene però travolta dall’arrivo della potente Età del Bronzo, che costringe tutti ad abbandonare la propria casa. Lo scontro tra civiltà prende la forma di un’epica sfida in un gioco di cui fino a quel momento Dag non aveva mai sentito parlare, a differenza dei suoi nemici, già maestri in campo grazie a Dribblo.
Contro qualsiasi probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo, Dag insegnerà a Grullo, Gordo e agli altri imbranati cavernicoli come giocare… a calcio!
Il risultato è un completo disastro. Quando però Dag recluta Ginna, energica e appassionata tifosa, le cose iniziano a migliorare. Usando come campo di allenamento i vulcani ribollenti, i geyser fumanti e le rocce dei canyon, i primitivi imparano a superare i propri limiti e a credere in sé stessi. Nonostante i tentativi di Lord Nooth di indebolire la squadra dei primitivi nascondendo segreti importanti sul loro passato, niente e nessuno riuscirà a fermarli.

mercoledì 17 gennaio 2018

L'Uomo Sul Treno: The Cummuter - La Recensione

L'Uomo Sul Treno Neeson
Che Liam Neeson sia diventato ormai un’icona del genere action è cosa assodata.
Una fetta massiccia di pubblico da anni lo segue, lo esalta, lo idolatra, spedendogli – com'è successo per esempio con “L’Uomo Sul Treno: The Commuter” – anche sceneggiature scritte appositamente per lui in cui gli si chiede di tornare a vestire i panni del solito badass - meglio se padre di famiglia - al quale sarebbe consigliabile non rompere mai le scatole e far perdere la pazienza. Un vestito, questo, che però a Neeson sembra cominci a stargli un po’ strettino; che l’attore non ha perduto la voglia di sfoggiare, ma che vorrebbe gli fosse cucito addosso perlomeno su misura. Una misura più comoda e credibile, diciamo.

Non è un caso allora se l’inizio di “L’Uomo Sul Treno: The Commuter” è ricco di stacchi di montaggio - anche bruschi e discutibili - studiati apposta per dare, nel minor tempo possibile, l’informazione allo spettatore che il protagonista della storia stavolta sarà un uomo-medio, un uomo di famiglia semplice, una persona che la mattina va a lavoro, come la maggior parte della gente, con l'obiettivo di far fronte alle spese e al benessere della propria moglie e del proprio figlio. Una quotidianità che, appunto, scopriamo essere ciclica, ridondante, macchiata al massimo da giorni grigi anziché soleggiati, da cambi di temperature e di stagione e, ogni tanto, di umore: con qualche discussione neppure troppo accesa, utile ad allontanare lo stereotipo di una felicità perenne, tipica del Mulino Bianco. Insomma Neeson stavolta non è un ex-agente segreto, non è un ex-sicario, ma un assicuratore che ama il suo lavoro così come ama quell’ordinarietà che lo contraddistingue e lo rassicura. O almeno fino a un certo punto. Perché quando a lavoro gli mostrano il benservito - giustificato dalla solita crisi - scopriamo che, in realtà, prima di stipulare polizze, il suo personaggio era uno stimato agente di polizia, passato a un mestiere meno rischioso a causa di quel senso di responsabilità che un capo-famiglia dovrebbe avere e tenere in considerazione.

L'Uomo Sul Treno FilmDel resto non poteva essere altrimenti, è una questione, appunto, di credibilità, di limitare il ridicolo, di giustificare uno spettacolo a cui mancherebbe sennò la terra sotto i piedi; uno spettacolo che, per quanto gratuito, gonfiato e composto per essere in sintonia con chi ne andrà a usufruire e a godere – ovvero persone disinteressate al pelo nell’uovo - non può fare a meno di quel briciolo di attenuanti, a grandi linee accettabili e capaci di reggere il gioco.
Un gioco, quello di “L’Uomo Sul Treno”, che a essere sinceri non fila liscio come avremmo sperato, arrancando, forse, più del dovuto e incasellando lungo il suo tragitto, sì’ e no, appena due colpi degni del genere e degni di nota: gli unici tuttavia capaci di scatenare l’accenno di una tensione davvero palpabile in oltre cento minuti di pellicola.

Media da rivedere, sicuramente, e vale lo stesso per un finale telefonato nel quale i (fantomatici) colpi di scena, la retorica (l'esaltazione del proverbio "l'unione fa la forza!") e i buonismi prendono il sopravvento, guastando ulteriormente un prodotto, magari guardabile, intrigante nel provare a emulare il cinema di Agatha Christie e Hitchcock, ma comunque, nel complesso, assai modesto e dimenticabile.

Trailer:

Ghost Stories - Terzo Teaser Trailer Ufficiale

Ghost Stories 2018

Disponibile il terzo teaser trailer ufficiale di "Ghost Stories", il film di Andy Nyman e Jeremy Dyson con Martin Freeman, Alex Lawther e Andy Nyman da Aprile al cinema.

Terzo Teaser Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Il professor Goodman è un docente di psicologia che non crede ai fenomeni soprannaturali.
L’arrivo di una misteriosa lettera che contiene informazioni su tre casi mai risolti lo porterà a imbarcarsi in un viaggio alla scoperta di ciò che non può essere spiegato razionalmente.

martedì 16 gennaio 2018

Belli e (im)Possibili: Mayhem - La Recensione

Mayhem Film
Alzi la mano chi, se sapesse con certezza di non rischiare nulla, domani non vorrebbe andare in ufficio e dire al proprio Capo (o a chi gli pare) ciò che pensa veramente di lui.
Non posso vedervi, quindi devo fidarmi.
Alzi la mano adesso chi, sempre sapendo di non rischiare nulla, domani non vorrebbe andare in ufficio e dire al proprio Capo (o a chi gli pare) ciò che pensa veramente di lui, mentre violentemente gli si scaglia contro, picchiandolo a sangue.
Non posso vedervi ancora, ma secondo me siete molti più di prima.

Il fatto è che non è una notizia ammettere che viviamo in un momento storico in cui a lavoro - a meno che non ricopriate posti di alto rango - bisogna abbozzare, accontentarsi di essere pagati poco e male, sgobbando il doppio, senza neppure, magari, sperare in una carriera futura degna dei sacrifici compiuti. E questo mentre, senza tregua, veniamo vessati da superiori, mega-Boss o dirigenti che non vedono l’ora di migliorare il loro status attraverso il nostro palese sfruttamento: destinato a terminare, probabilmente, tramite un calcio in culo improvviso verso la porta d’uscita, nell'istante in cui i nostri servigi non saranno più utili o richiesti dall'azienda. Scenario assai simile a quello che capita - lontano ormai dall'apocalisse di “The Walking Dead" - a Steven Yeun, licenziato dai piani alti per parare il sedere a qualcuno più importante di lui, esattamente qualche minuto dopo essersi comportato da pezzo di merda con una cliente in cerca d'aiuto, per salvaguardare la faccia dei suoi responsabili colpevoli dell’ennesima disonestà egoistica e capitalista. Peccato che, rispetto alla posizione comune di ognuno di noi, Yeun ha la fortuna di vivere in una realtà distopica, dove da qualche tempo gira un potente virus che - se innescato - induce l’essere umano ad agire d’istinto, a perdere ogni freno inibitorio e ad ampliare rabbia, cattiveria e nevrosi: portando di conseguenza, il più delle volte, a fare del male in proporzioni gravissime.
Con l’aggravante, tra l'altro, di un precedente - un caso processuale avvenuto in passato, affidato alla compagnia di avvocati di Yeun e risolto da lui in prima persona – che praticamente sentenzia che durante lo sfogo del virus e il suo contenimento - per il quale servono otto ore di tempo - nessuno può muoversi dall'area messa in quarantena e nessuno sarà giudicato colpevole penalmente dei potenziali reati commessi (per una sorta di incapacità di intendere e di volere).

Mayhem Joe LynchCapite facilmente, quindi, che il “Mayhem” di Joe Lynch nasce per palesarsi a noi spettatori un po’ come una catarsi, come una droga psichedelica capace di pompare adrenalina, provocare eccitazione e voglia di riscatto, facendoci sentire, oltre che meno soli, la testuggine di quella rivoluzione che abbiamo in testa, ma a cui manca la scintilla di follia per deflagrare e farsi ascoltare. Tutto il contrario, insomma e per fortuna, di quello che accade al personaggio di Yeun e a colei che - a un certo punto, e cioè quando questo famoso virus invade lo stabile in cui si trovano - diventa la sua partner di botte e di vendetta (e di sesso): una Samara Weaving (nipote di Hugo, l’Agente Smith di “Matrix”) bravissima, letale e tremendamente sensuale. Saranno loro, infatti, - vittime di una follia che vale la pena cavalcare forte - che armati di pistola spara-chiodi, pinze, martelli e altri oggetti di recupero andranno a scalare i piani del grosso palazzo blindato, trasudante ira, per affrontare uno dopo l’altro i componenti di quella piramide di potere che, come nei videogiochi, più converge verso la punta e più va a complicarsi negli ostacoli a cui far fronte: aumentando di difficoltà e di rischio.

A venirne fuori è uno spettacolo d’intrattenimento vorace, intelligente e privo di qualunque filtro anti-violenza. Una commedia-grottesca che nella sua leggerezza e voglia di divertire (e divertirsi) porta con sé un messaggio bellissimo legato alla nostra libertà e al nostro stare bene, ultimamente forse represso o messo troppo spesso, da molti, in secondo piano.

Trailer:

Puoi Baciare Lo Sposo - Trailer Ufficiale

Puoi Baciare Lo Sposo Film

Presentato il trailer ufficiale di "Puoi Baciare Lo Sposo", il film di Alessandro Genovesi con Diego Abatantuono, Monica Guerritore, Salvatore Esposito, Cristiano Caccamo, Dino Abbrescia, Diana Del Bufalo, Beatrice Arnera, Rosaria D'Urso, Antonio Catania e Enzo Miccio, al cinema dal 1 Marzo.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Antonio (Cristiano Caccamo) ha finalmente trovato l’amore della sua vita, Paolo (Salvatore Esposito), con il quale convive felicemente a Berlino. Nell'entusiasmo di una tenera dichiarazione d’amore, Antonio chiede a Paolo di sposarlo ma ora viene il momento di affrontare le due famiglie. Decidono quindi di partire insieme per l’Italia, destinazione Civita di Bagnoregio, dove vivono i genitori di Antonio: la madre Anna (Monica Guerritore) e il padre Roberto (Diego Abatantuono), Sindaco progressista del paese che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione i punti di forza della sua politica. Ai due innamorati si uniscono, per un viaggio pieno di rivelazioni e sorprese, la loro bizzarra amica Benedetta (Diana Del Bufalo) e il nuovo coinquilino Donato (Dino Abbrescia). Anna accetta subito l’intenzione del figlio di unirsi civilmente a Paolo a patto che vengano rispettate tutte le tradizioni e alcune condizioni: alle nozze dovrà partecipare la futura suocera, bisognerà invitare tutto il paese, dell’organizzazione se ne dovrà occupare Enzo Miccio, wedding planner per eccellenza e i ragazzi dovranno essere uniti in matrimonio dal marito, con tanto di fascia tricolore. La madre di Paolo, Vincenza (Rosaria D’Urso), parteciperà alle nozze? Ma soprattutto, Roberto sosterrà la scelta di suo figlio?

lunedì 15 gennaio 2018

Tutti Gli Uomini Di Victoria - Trailer Ufficiale Italiano

Tutti Gli Uomini Di Victoria Film

Rilasciato il trailer italiano ufficiale di "Tutti Gli Uomini Di Victoria", il film di Justine Triet con Virginie Efira, Melvil Poupaud e Vincent Lacoste, al cinema dal 25 Gennaio 2018.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Victoria è un avvocato penalista che deve districarsi quotidianamente tra tanti drammi: dal calo del desiderio sessuale, compensato con incontri casuali e fugaci, agli assalti di un ex marito che prova a sfruttare, anche economicamente, i risvolti scabrosi della loro passata relazione. Non mancano i sensi di colpa nei confronti delle due piccole figlie, trascurate per cercare una faticosa affermazione professionale. Accetta di difendere un suo amico, affidandosi a due improbabili testimoni, uno scimpanzé e un cane dalmata, vince e inciampa in un nuovo dramma.

Ghost Stories - Secondo Teaser Trailer Ufficiale

Ghost Stories 2018

Disponibile il secondo teaser trailer ufficiale di "Ghost Stories", il film di Andy Nyman e Jeremy Dyson con Martin Freeman, Alex Lawther e Andy Nyman da Aprile al cinema.

Secondo Teaser Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Il professor Goodman è un docente di psicologia che non crede ai fenomeni soprannaturali.
L’arrivo di una misteriosa lettera che contiene informazioni su tre casi mai risolti lo porterà a imbarcarsi in un viaggio alla scoperta di ciò che non può essere spiegato razionalmente.

venerdì 12 gennaio 2018

The Party - Trailer Ufficiale Italiano

The Party Sally Potter

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "The Party", la commedia di Sally Potter già presentata al Festival di Berlino e alla Festa del Cinema di Roma, con Kristin Scott Thomas, Timothy Spall, Patricia Clarkson, Bruno Ganz, Cillian Murphy, Emily Mortimer e Cherry Jones, nei cinema dall'8 Febbraio.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Janet (Kristin Scott Thomas) è appena stata nominata Ministro del Governo Ombra, il coronamento della sua carriera politica. Lei e suo marito Bill decidono di festeggiare con gli amici più intimi. Gli ospiti arrivano nella loro casa di Londra, ma la festa prende una piega inaspettata quando Bill all'improvviso fa due rivelazioni esplosive. Amore, amicizia, convinzioni politiche e un intero stile di vita vengono messi in discussione. La Potter costringe i suoi personaggi ad usare l’artiglieria pesante anche in senso letterale, punta sul caos, sul panico per mettere a nudo le false sicurezze, la morale senza più consistenza dell’intellettuale borghese, il ruolo delle donne nell'era post – post femminista.

Black Panther - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

Black Panther Marvel Film

Nuovo trailer ufficiale italiano per "Black Panther", il nuovo film targato Marvel diretto da Ryan Coogler con Chadwick Boseman, Michael B. Jordan, Lupita Nyong'o, Danai Gurira, Martin Freeman, Daniel Kaluuya, Angela Bassett, Forest Whitaker e Andy Serkis, al cinema dal 14 Febbraio.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Il film Marvel "Black Panther" vede T’Challa tornare nell'isolata e tecnologicamente avanzata nazione africana di Wakanda dopo la morte di suo padre, il re di Wakanda, per succedergli al trono e prendere il suo posto come legittimo re. Ma quando un vecchio e potente nemico farà ritorno, il suo ruolo come sovrano e la sua identità come Black Panther verranno messe alla prova e T’Challa sarà trascinato in un tremendo conflitto che metterà a rischio il destino di Wakanda e di tutto il mondo. Costretto ad affrontare tradimenti e pericoli, il giovane re dovrà radunare i suoi alleati e scatenare tutto il potere di Black Panther per sconfiggere i suoi nemici, mantenere Wakanda al sicuro e preservare lo stile di vita del suo popolo.

giovedì 11 gennaio 2018

[HOME VIDEO] Barry Seal: Una Storia Americana - La Follia Dell'America E Dell'Intrattenimento Targato Tom Cruise

Barry Seal Film

Da un lato Tom Cruise: la star per eccellenza quando si parla di azione, adrenalina e divertimento. Dall'altro il meno conosciuto Barry Seal: un pazzo scatenato che se gli avessero detto che un giorno sarebbe stato impersonato da Cruise avrebbe cominciato a ridere di pancia, prendendo la notizia come la ciliegina sulla torta in grado di santificare la sua filosofia.

Perché in fondo lui l’aveva capito con largo anticipo che l’America è un paese distopico, un paese dove tutto è possibile, forse, ma non sempre in senso positivo. Lui l’aveva capito prima di altri che il sogno americano era una farsa, che l’unica realtà contenuta al suo interno era quella di sfruttare ogni tipo di possibilità, comprese quelle che in America passavano indirettamente e che non avevano alcuna intenzione di fare del bene al paese.
Non stupisce allora che di fronte a una personalità del genere e a una parabola così variopinta, il regista Doug Liman abbia deciso di schivare qualunque tipo di imitazione scorsesiana e limitare i suoi rischi: consapevole ovviamente che la cosa gli avrebbe fatto guadagnare più di un beneficio, centrando un bersaglio. Se è verissimo infatti che “Barry Seal: Una Storia Americana” era praticamente perfetto per affermarsi come il fratellastro minore di “The Wolf Of Wall Street”, è anche vero che nulla sarebbe andato (o avrebbe potuto) ad aggiungere a quella materia, per cui tanto valeva rinunciare a inseguire ambizioni impossibili e dirigersi verso quella che era, probabilmente l’unica via realmente fruttifera: guardando a uno spettacolo puramente intrattenitore, folle e (quindi) piacevole.

Tanto con Cruise in questi casi si casca sempre in piedi, anzi, è più facile che si decolli con a bordo tanta benzina, provviste e paracaduti di scorta sufficienti a stare tranquilli. A tal proposito, semmai stiate accarezzando l'idea di recuperare “Barry Seal: Una Storia Americana”, ora che è disponibile in home video, fareste meglio a mettere da parte ogni dubbio residuo e a preoccuparvi al massimo di allacciare le cinture, spegnere gli apparati elettronici e fare provviste di pop-corn, stuzzichini e bibite gassate.

Barry Seal: Una Storia Americana 4K

Il Blu-Ray Disc 4K UHD, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: Ultra HD 4K HDR
Tracce Audio: 5.1 DTS: Italiano - DTS Headphone X: Inglese - DTS X: Inglese, Tedesco
Sottotitoli: Italiano, Inglese Non Udenti, Tedesco, Turco
Contenuti Speciali: Scene Eliminate, Narratore Americano, Intervista, Sulle Ali, Making Of, Volando In Alto, Il vero Barry Seal
Durata: 115 minuti ca.
Confezione: Slipcase
Produttore: Universal
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 3 Gennaio 2018

[HOME VIDEO] Baby Driver - La Portentosa Creatura Di Edgar Wright Vira Verso Casa Vostra


Baby Driver Wright

Chi ci segue sa perfettamente che da queste parti “Baby Driver” ha avuto un posto molto importante nella classifica dei migliori film del 2017. Un’onorificenza che siamo stati felicissimi di attribuirgli perché con Edgar Wright è stato amore a prima vista dai tempi della trilogia del cornetto, ma non per questo concessa, sia chiaro, solamente per via di una debolezza affettiva che - e se siete di casa lo sapete - non tende a contraddistinguerci affatto.

Se l’è guadagnato, in sintesi, il nostro rispetto e il nostro entusiasmo questo titolo, ed il merito non è solamente di una storia originale e folle, che permette a Wright di dar sfogo alla sua profonda passione musicale e cinematografica: andando a giocare, come ha sempre fatto, coi generi, gli stereotipi e con il montaggio. Perché per rendere possibile la totale riuscita di un film di questo tipo è necessario azzeccare anche gli attori, le battute, l’arco narrativo dei personaggi e la loro evoluzione, dimostrando che l’intento inseguito non è solo quello di voler intrattenere con stile lo spettatore, ma anche di farlo appassionare, di tirarlo nella storia e farlo sentire vicino ai desideri, gli istinti e le paure dei principali protagonisti.

E questo “Baby Driver” lo fa senza mai perdersi per strada, con un ritmo costantemente acceso, infiammato dall'iPod di Ansel Elgort e dal suo amore per (e chiamalo scemo) la bellissima Lily James: donna per la quale decide di voler mollare il suo legame passivo con il mondo e la criminalità che lo incatena, per vivere finalmente la sua vita non nella testa, ma ad occhi aperti.
Gli stessi che dovreste aprire a voi, adesso, sapendo che da qualche giorno “Baby Driver” è disponibile in streaming legale e in home video nei suoi formati DVD, Blu-Ray Disc e 4K UHD.

Baby Driver 4K

Il Blu-Ray 4K UHD, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: Ultra HD 4K HDR
Tracce Audio: 5.1 DTS HD: Italiano, Giapponese, Spagnolo - Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese Non Udenti, Cinese, Coreano, Danese, Estone, Finlandese, Giapponese, Lettone, Lituano, Norvegese, Polacco, Russo, Spagnolo, Svedese, Tailandese
Contenuti Speciali: (nel disco Blu-Ray standard) Scene Integrali e Eliminate, Mozart In Go-Kart Animatics, Trova Qualcosa Di Funky, Eccolo Il Mio Baby, Mi Serve Una Traccia Da Urlo e molto altro...
Durata: 113 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: Sony Pictures
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 3 Gennaio 2018