IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

giovedì 31 maggio 2018

Prendimi! - Trailer Ufficiale Italiano

Prendimi! Film Renner

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Prendimi!", il film diretto da Jeff Tomsic con Jeremy Renner, Jon Hamm, Isla Fisher, Ed Helms, Jake Johnson, Annabelle Wallis, Leslie Bibb, Rashida Jones, Brian Dennehy, Hannibal Buress, Nora Dunn e Steve Berg, dal 5 Luglio al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Per un mese all'anno, cinque amici altamente competitivi si sfidano in una versione senza barriere del gioco del ‘tag’ cominciato dai tempi delle elementari, mettendo a rischio la propria pelle, il proprio lavoro e le proprie relazioni, pur di poter gridare l’urlo di battaglia "Preso!". Quest'anno, il mese del gioco coincide con il matrimonio dell’unico giocatore ancora imbattuto, cosa che dovrebbe renderlo un bersaglio facile. Ma lui sa che gli altri stanno arrivando... ed è pronto.

Mission Impossibile: Fallout - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

Mission Impossibile: Fallout Poster

Nuovo trailer ufficiale italiano per "Mission Impossibile: Fallout", sesto capitolo della celebre saga diretto da Christopher McQuarrie con Tom Cruise, Henry Cavill, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Ving Rhames, Sean Harris, Angela Bassett, Vanessa Kirby, Michelle Monaghan, Alec Baldwin, Wes Bentley e Frederick Schmidt, al cinema dal 29 agosto.

Nuovo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"Mission Impossibile: Fallout" ritrova Ethan Hunt (Tom Cruise) e il suo team IMF (Alec Baldwin, Simon Pegg, Ving Rhames) insieme ad alcuni alleati molto familiari (Rebecca Ferguson e Michelle Monaghan) in una corsa contro il tempo dopo una missione fallita.

mercoledì 30 maggio 2018

The Strangers: Prey At Night - La Recensione

The Strangers: Prey At Night Film
Nel 2008 era una coppia in crisi a dover affrontare l’invasione casalinga di tre inquietanti psicopatici mascherati, aventi l’unico scopo di terrorizzare e uccidere le loro vittime. Dieci anni dopo, gli stessi criminali - utilizzando il medesimo canovaccio - decidono di assaltare una sorta di campeggio e, in particolare, una famiglia appena trasferitasi da quelle parti per rimettere in riga una figlia (e una sorella) che non vogliono rischiare finisca irrimediabilmente lungo strade pericolose.

Il riuscitissimo “The Strangers” di Bryan Bertino, insomma, ha finalmente avuto il sequel di cui tanto si parlava: scritto ancora una volta da Bertino stesso (con l’aiuto di Ben Ketai), ma diretto dal semi-sconosciuto Johannes Roberts. Un cambio al timone che poteva lasciar pensare alla solita operazione commerciale orientata a racimolare sconforto e dissensi, ma che, un po’ a sorpresa, si dimostra all'altezza delle attese regalandoci il degnissimo erede di un capostipite ineguagliabile. Perché lo sapevamo tutti, in fondo, che “The Strangers: Prey At Night” sarebbe stato un film in perdita, uno di quelli costretti a esistere per il successo raccolto dall'originale che, allo stesso tempo, ne penalizzava fattore novità e idee a disposizione. Eppure - sarà stata l’intelligenza di Bertino in sceneggiatura, o la bravura di Roberts nel praticare una regia costantemente al servizio della storia, ma con guizzi niente male – il ruolo che riesce a svolgere come horror e come aggiornamento delle regole è di gran lunga considerevole e da ammirare: mai volenteroso di sbrigarsela comodo, prendendo scorciatoie (vedi l'uso praticamente nullo dei jump scare), e ogni volta attento a bilanciare l’innalzamento della tensione con la profondità essenziale dei protagonisti. Un lavoro che consente a Roberts di disturbare e colpire la sensibilità dello spettatore, così come anche di andarlo a infiammare - vessazione dopo vessazione - e renderlo, di fatto, partecipante attivo e tifoso feroce del bene.

The Strangers: Prey At Night RobertsNon perde, infatti, il sottotesto di un mondo in cui la violenza gratuita è ormai assai radicata e in perenne crescita, “The Strangers: Prey At Night”, un concetto che, se nel capostipite restava confinato tra le mura casalinghe di Liv Tyler e Scott Speedman, adesso non ha problemi a sfondarle a colpi di accetta, quelle mura, espandendosi a tutto tondo, probabilmente per rivendicare – chi lo sa – una realtà politica e sociale, negli anni, in netto peggioramento. Giusto, allora, non commettere l'errore di approfondire le ragioni sadiche di questo trio di villain, di procedere col non svelarli nella loro umanità (tranne uno), nella loro storia: sebbene, il saperne l’identità, diventi per lo spettatore quasi una curiosità mista a ossessione (come se questo potesse, in qualche modo, aiutare a capirli o a giustificarli). Giusto continuare a inquadrarli come maschere, come i mostri spietati, portatori del male assoluto, da cui possiamo difenderci unicamente attraverso l’annientamento, quell'annientamento che, però, a noi altri ci costa, e neppure poco.

Ammesso e non concesso che sia possibile, poi, estirparlo, il male. Estirparlo tutto.
Perché nonostante il film di Roberts abbia - in contrapposizione a quello di Bertino - una chiusura più positiva, apparentemente ottimista, la sensazione con cui si esce dalla sala resta quella di un chi va là a cui non possiamo sfuggire; un chi va là che questo sequel accende, fiato sul collo, al pronti-via e che, al di là di tutte le teorie, si fa sinonimo di intrattenimento e spettacolo incisivo.

Trailer:

martedì 29 maggio 2018

[HOME VIDEO] Salvate Il Soldato Ryan - Il 20° Anniversario Si Celebra In 4K Ultra HD

Salvate Il Soldato Ryan Steven Spielberg

Verrà ricordato, innanzitutto, per la straripante scena iniziale dello sbarco in Normandia, “Salvate Il Soldato Ryan”, a occhio e croce una delle lezioni di regia e di cinema più alte e assolute che possiate incontrare nella vostra vita: ventiquattro minuti che volano via come fossero cinque, tra fango, sabbia, sangue ed esplosioni, attraverso i quali torniamo prontamente a rivivere nel suo pieno la Seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia, quella raccontata dal maestro Steven Spielberg, è una guerra destinata a rimanere sullo sfondo, a non essere protagonista nel modo in cui, di solito, potremmo immaginare (sebbene protagonista lo è inevitabilmente), perché - come il suo cinema ci insegna – nulla è più importante degli uomini e della loro umanità. Allora - come il titolo suggerisce - la questione irrimediabilmente va ad attorcigliarsi intorno al soldato da recuperare, quel Ryan che, a fronte dei pericoli enormi che bisognerebbe affrontare, per provare a riportare a casa, forse non vale la vita degli uomini (plurale, appunto) facenti parte della spedizione speciale, capitanata da Tom Hanks.

Migliore regia, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro. Un curriculum che parla da solo, insomma. Un’altra pietra miliare del cinema e della filmografia spielbergiana che, a vent'anni dalla sua uscita in sala, torna in home video in formato 4K Ultra HD: con all'interno anche due blu-ray standard contenenti sia una seconda copia del film, sia una serie di contenuti speciali interessanti e tutti da scoprire. Una delle opere, probabilmente, più sottovalutate del regista di “E.T.: L’Extraterrestre”, a cui vi consigliamo, se non l'avete giù fatto, di dare una possibilità.
Salvate Il Soldato Ryan Home Video
Il Blu-Ray UHD 4K, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 3
Formato Video: Ultra HD 4K HDR
Tracce Audio: 5.1 Dolby Digital: Italiano, Francese, Giapponese, Spagnolo, Tedesco - Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese Non Udenti, Francese, Giapponese, Portoghese, Spagnolo, Tedesco
Contenuti Speciali: Contenuti Extra Su Dischi Blu-Ray: Uno Sguardo Nel Passato; Miller E Il Suo Plotone; Il Campo Base Del Cast; Dietro Le Quinte Di Salvate Il Soldato Ryan; Ricreando Omaha Beach; Musica E Suoni; Un Pensiero Prima Di Lasciarci; Fra Le Onde: Salvate Il Soldato Ryan; Trailer Cinematografico HD; Il Nuovo Trailer HD; I Fotografi Di Guerra Del Secondo Conflitto Mondiale (presentato da Tom Hanks)
Durata: 169 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: Paramount
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 23 Maggio 2018

[HOME VIDEO] Il Gladiatore - Il Film Più Amato Di Ridley Scott In 4K Ultra HD

Il Gladiatore Russell Crowe

Diciotto anni fa, Ridley Scott usciva al cinema con un film che lo avrebbe condotto dritto, diritto verso la gloria. Non quella personale, magari, (l’Oscar alla regia è un riconoscimento che, in carriera, ancora gli manca), ma, sicuramente uno dei suoi surrogati migliori. Perché per molti - per la maggior parte - lui resterà sempre e comunque il regista de “Il Gladiatore”, uno dei film più epici della storia del cinema (recente) e uno dei film più citati, amati e promossi dal (grande) pubblico (fu così in sala, fu così in seguito).

Non si poteva, perciò, negare agli appassionati e ai più accaniti fan del titolo una versione della pellicola degna degli standard attuali, e quindi in quel formato 4K Ultra HD stracolmo di qualità, definizione e brillantezza visiva. Il modo migliore, probabilmente, per trovare una scusa e rivivere sullo schermo di casa la storia drammatica - straripante di dolore e piena di vendetta - di Massimo Decimo Meridio, generale valoroso e rispettato dell’Impero Romano, tradito dal figlio del sovrano che serviva e costretto a passare, ingiustamente, a una condizione di schiavo-prigioniero.

Un film che Russell Crowe ricorda particolarmente e con enorme affetto, non solo per via del legame sbocciato con Roma e con il Colosseo che continua a preservare, ma anche perché fu quello che gli concesse di portare a casa l’unica statuetta della sua carriera come migliore attore protagonista. Un Oscar che andò ad aggiungersi agli altri quattro, incassati e portati a casa per il miglior film, migliori costumi, miglior sonoro e migliori effetti speciali.
E di fronte a questi incredibili numeri diventa davvero difficile aggiungere ulteriori parole…

Il Gladiatore Home Video

Il Blu-Ray UHD 4K, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: Ultra HD 4K Dolby Vision
Tracce Audio: 5.1 DTS: Italiano, Spagnolo - DTS Headphone X: Inglese - DTS X: Inglese, Tedesco
Sottotitoli: Italiano, Inglese Non Udenti, Spagnolo, Tedesco, Polacco, Portoghese, Turco
Contenuti Speciali: Contenuti Extra Su Dischi Blu-ray: Versione Cinematografica Con Commento Audio; Versione Estesa Con Introduzione Di Ridley Scott E Commento Audio; Le Pergamene Della Conoscenza: U-Control (Contenuti interattivi)
Durata: 170 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: Universal
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 23 Maggio 2018

[HOME VIDEO] Grease Boxset 1 & 2 - La Brillantina Festeggia I 40

Grease Film

Compie 40 anni uno dei musical più iconici e indimenticati della storia del cinema.
Era il 1978, infatti, quando il “Grease” di John Travolta e Olivia Newton-John usciva nelle nostre sale: ispirandosi alla versione teatrale ideata da Jim Jacobs e Warren Casey, che già aveva frantumato, dal 1971 in poi, ogni genere di record sui palcoscenici.

Un traguardo che merita di essere festeggiato, soprattutto perché gli anni, non hanno minimamente diluito o stroncato la forza di un film (e di un canovaccio) che continua a funzionare di generazione in generazione, conquistando il pubblico. E' vero, magari, il ruolo della donna collegiale (e generale) nel corso del tempo è – fortunatamente - piuttosto cambiato (oggi è meno uomo-dipendente), così come l’uomo – speriamo – è gallo nel pollaio in maniera assai diversa rispetto a prima, ma comunque l’asso nella manica di una storia che fa del romanticismo e della voglia di divertirsi (e divertire) il suo credo, resta inalterato per merito di una colonna sonora incredibile, decisamente trainante. Una colonna sonora che può vantare - nella pellicola - anche le performance maestose di un Travolta micidiale, straordinario ballerino e cantante, nonché propulsore di carisma assoluto. La sua presenza scenica riesce a dare al racconto una marcia in più, a rendere il tira e molla tra Danny e Sandy spiritoso, coinvolgente e magnetico, cosa che, per esempio, è mancata nel sequel uscito quattro anni dopo, dove - nonostante Michelle Pfeiffer -  le cose non hanno girato allo stesso modo.

Vale la pena, allora, approfittare del cofanetto in versione steelbook - esteticamente sgargiante - rilasciato dalla Universal, se la voglia è quella di celebrare a dovere l'attaccamento verso un evergreen praticamente immortale. Un box contenente entrambi i film in alta definizione (e per “Grease 2” è la prima volta), ricchissimo di contenuti speciali e con all'interno una serie di magneti con cui decorare - nel caso foste proprio appassionati incalliti - il vostro armadietto o - se avete terminato il liceo - semplicemente il vostro frigorifero.

Grease Home Video

Il boxset Blu-Ray steelbook, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Tracce Audio: 2.0 Mono Dolby Digital: Italiano, Spagnolo, Giapponese - 2.0 Stereo Dolby Digital: Giapponese, Francese, Tedesco, Portoghese - 5.1 Dolby Digital: Italiano, Tedesco, Francese, Spagnolo - Dolby TrueHD 5.1: Inglese
Sottotitoli: Spagnolo, Tedesco, Francese, Olandese, Italiano, Inglese, Inglese Non Udenti, Finlandese, Svedese, Danese, Norvegese
Contenuti Speciali: Grease: A Chicago Story; Commento Audio Del Regista E Della Coreografa; Introduzione Al Film Del Regista Randal Kleiser; Rydell Karaoke; Ricordando Grease; Scene Eliminate, Estese E Alternative Con L’Introduzione Del Regista Randal Kleiser; Grease Reunion 2002; Ricordi Di John E Olivia; Le Mosse Dietro La Musica; Interviste Grease Day; Galleria e molto altro ancora...
Durata: 207 minuti ca. (somma dei due film)
Confezione: Steelbook
Produttore: Paramount
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 23 Maggio 2018

Il Sacrificio Del Cervo Sacro - Trailer Ufficiale Italiano

Il Sacrificio Del Cervo Sacro Farrell

Rilasciato il trailer ufficiale italiano di "Il Sacrificio Del Cervo Sacro" (qui la nostra recensione), il film diretto da Yorgos Lanthimos - presentato in Concorso al Festival di Cannes 2017, dove ha vinto il Premio alla Miglior Sceneggiatura - con Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Raffey Cassidy e Sunny Suljic, al cinema dal 28 Giugno.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Steven (Colin Farrell) è un famoso chirurgo cardiotoracico. Insieme alla moglie Anna (Nicole Kidman) e ai loro due figli, Kim (Raffey Cassidy) e Bob (Sunny Suljic), vive una vita felice e ricca di soddisfazioni. Un giorno Steven stringe amicizia con Martin (Barry Keoghan), un sedicenne solitario che ha da poco perso il padre, e decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice. Quando il ragazzo viene presentato alla famiglia, tutto ad un tratto, cominciano a verificarsi eventi sempre più inquietanti, che progressivamente mettono in subbuglio tutto il loro mondo, costringendo Steven a compiere un sacrificio sconvolgente per non correre il rischio di perdere tutto.

lunedì 28 maggio 2018

Mektoub My Love: Canto Uno - La Recensione

Mektoub My Love: Canto Uno Kechiche
L’estate, la gioventù, la spensieratezza.
Visto da un’ottica non superficiale, ma piuttosto distante, sembra voglia parlare di questo il “Mektoub My Love: Canto Uno” di Abdellatif Kechiche. E sintetizzarlo così, alla fine, non sarebbe neppure tanto sbagliato, se non fosse che la pellicola del regista franco-tunisino porti con sé un’anima talmente profonda, talmente stratificata da essere infinitamente più di quel che appare, e allo stesso tempo - se assorbita da un occhio abituato a seguire e ad entrare dentro una vicenda specifica - infinitamente meno.

Tutto voluto, sia chiaro, nulla di casuale.
Il cinema di Kechiche, in fondo, le uniche regole che è abituato a seguire – e chi lo conosce, lo sa – sono quelle del suo autore: e meno male, verrebbe da aggiungere, considerato il talento immenso che, ogni volta, ha da offrirci. Parliamo di un cinema refrattario alle trame, insofferente ai paletti e molto più a suo agio a raccontare vite e a mostrare corpi; a lasciarsi trascinare dai personaggi, fornendo quasi l’impressione che sia tutto frutto di un documentario in divenire, tutto realistico, tangibile, autentico. Potremmo quasi scandirlo in momenti, momenti lunghi che sono, poi, dei veri e propri blocchi narrativi all’interno dei quali accade sempre qualcosa: viene definito un carattere, una situazione, un pensiero, o semplicemente esaltato l’erotismo e la bellezza di chi gioca, o andrà a giocare un ruolo fondamentale in futuro. Non serve altro, infatti, per identificare l’amore recondito di Amin nei confronti di Ophélie, è sufficiente stargli accanto quando – nella scena d’apertura, appena tornato da Parigi a Séte per le vacanze estive – scende dalla sua bicicletta per fissare, immobile, da una finestra, la donna che desidera da chissà quanti anni fare l’amore con suo cugino Toni: uno di quelli inaffidabili a cui, praticamente, piace avere ragazze parcheggiate in ogni porto. L’attesa necessaria; l’opportunità di concedere a Kechiche (e a noi) uno sguardo voyeuristico - l’unico esplicito - attraverso il quale ogni uomo guadagna il diritto di innamorarsi perdutamente di questa ragazza bellissima e dalle forme giunoniche, che siamo subito dentro il suo appartamento, alle prese con un saluto imbarazzato tra i due che rivela molto di entrambi sia dal lato privato-personale, che da quello intimo-sentimentale.

Mektoub My Love: Canto Uno OphélieA questo punto sembra fatta. A questo punto pensiamo di aver capito il tipo di storia che andremo a vedere. Eppure non potremmo commettere errore più grande. Perché - come accennato - Kechiche certi sottotesti te li fa intuire, ti conferma che esistono e non ti prende in giro, però non è detto che abbia voglia di affrontarli di petto, sacrificando il resto. In “Mektoub My Love: Canto Uno”, almeno le cose non girano in questo modo, Amin è oggettivamente il perno intorno a cui tutto ruota, ma a fianco a lui c’è una famiglia larga e ingombrante e una voglia sfrenata di ognuno di loro di non sfuggire al divertimento estivo, di ballare, mangiare, andare al mare e conquistare le belle turiste che, vista la stagione, popolano le spiagge. E questo vale per i più giovani, come per chi – teoricamente - da questa esplosione di ormoni e bollori dovrebbe rimanere più riparato, sebbene sia complicato rinunciare a quella voglia di rimettersi in gioco o di ricevere conferme in merito a un’età che passa, senza sciupare l’avvenenza.
E in questo scorrere naturale di attrazioni, entusiasmi, sentimenti e delusioni, Kechiche se la prende comoda. Nelle tre ore di visione di quello che è un canto uno – e quindi una parte di qualcosa che dovrà proseguire (ispirato, tra l’altro a La Blessure, La Vraie il romanzo di François Bégaudeau) – non ci fa capire nulla delle sue vere intenzioni; di dove potenzialmente andrà a parare e perché. Si, capiamo molto delle anime che segue rigorosamente camera a mano; del romanticismo e della sensibilità di Amin - che cammina e vive l'esaltazione e la libertà tipiche della sua generazione sempre defilato, come fosse interessato a qualcosa di meno effimero e più maturo – ma tuttavia è complicato azzardare previsioni o anticipare ciò che potrebbe contenere il secondo canto, poiché l'ipotesi di un abbaglio è altissima.

La sola certezza è che, nonostante ciò, da “Mektoub My Love: Canto Uno” non si possono staccare gli occhi di dosso; non si può non restare follemente innamorati, inglobati da una freschezza, una vitalità e una passione che non sono le nostre, ma, per forza di cose, è come se poi, inevitabilmente, lo diventassero lo stesso.
Per questo, è malinconico, giunti al dunque, dover abbandonare la sala in attesa di ritornare.

Trailer:

Mary E Il Fiore Della Strega - Trailer Ufficiale Italiano

Mary E Il Fiore Della Strega Yonebayashi

Disponibile il trailer italiano ufficiale di "Mary E Il Fiore Della Strega", il nuovo film d'animazione di Hiromasa Yonebayashi - regista di "Arrietty" e "Quando C’Era Marnie", al cinema dal 14 al 20 Giugno.

Trailer:

venerdì 25 maggio 2018

Hurricane: Allerta Uragano - Trailer Ufficiale Italiano

Hurricane: Allerta Uragano Film

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "Hurricane: Allerta Uragano", il film diretto da Rob Cohen con Toby Kebbell, Maggie Grace e Ryan Kwanten, al cinema dal 27 Giugno.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Venticinque anni dopo la morte del padre, vittima di uno dei tornado cui aveva sempre dato la caccia, Will è un meteorologo del Governo impegnato a studiare Tammy: un uragano in arrivo sull'Alabama che si preannuncia essere il più violento nella storia degli Stati Uniti. Mentre gli abitanti cominciano ad evacuare la zona, Will, suo fratello Breeze e la determinata agente del Tesoro Casey si ritrovano soli in mezzo alla furia dell’uragano e, allo stesso tempo, alle prese con un gruppo di rapinatori che vuole approfittare dell’imminente catastrofe per compiere il colpo del secolo: una rapina da 600 milioni di dollari alla Zecca dello Stato.

Papillon - Trailer Ufficiale Italiano

Papillon Poster Film

Presentato il trailer ufficiale italiano di "Papillon", il film di Michael Noer - basato sull'autobiografico best-seller internazionale - con Charlie Hunnam e Rami Malek, nelle sale italiane dal 27 Giugno.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi(Ufficiale):
Il film segue l'epica storia di Henri "Papillon" Charrière (Charlie Hunnam), uno scassinatore della malavita parigina che viene incastrato per omicidio e condannato a scontare la pena nella famigerata colonia penale sull'Isola del Diavolo. Determinato a riconquistare la libertà, Papillon crea un'improbabile alleanza con un altro condannato, l’eccentrico contraffattore Louis Dega (Rami Malek), che in cambio di protezione, accetta di finanziare la fuga di Papillon, creando con questo un indistruttibile legame di amicizia.

giovedì 24 maggio 2018

Solo: A Star Wars Story - La Recensione

Solo: A Star Wars Story Film
Le premesse erano negative. Tutte.
A partire dall'ambizione di realizzare uno spin-off sulle origini di Han Solo con la speranza di trovare un attore in grado anche solo di competere col phisique du role vestito, anni fa, dalle spalle di un certo Harrison Ford: uno di quelli, per intenderci, che in quanto a personalità e carisma è da considerarsi assoluto fuoriclasse. Poi, come se non bastasse, a complicare le cose, la notizia del licenziamento improvviso – a riprese quasi ultimate - dei registi Phil Lord e Chris Miller: sostituiti in fretta e furia da Ron Howard, chiamato a traghettare e a riparare quella che appariva, ormai, a chiunque, come una situazione, se non compromessa, di grande emergenza.

Eppure.
Eppure di queste traversie produttive, di queste eventuali grosse difficoltà - di cui ci si aspettava di scorgere qualche scoria - in "Solo: A Star Wars Story" non sembra esserci alcuna traccia. Quello diretto da Howard è un fantasy fluido, scorrevole, che esalta - più di ogni altro capitolo del franchise, probabilmente – il brivido dell'avventura e regala agli affezionati lo stand alone su Solo che desideravano vedere. Perché, è vero, magari non brillerà per originalità e coraggio, questo secondo spin-off prodotto dalla Disney, però riesce, senza sembrare mai impacciato o sconclusionato, a costruire una storia credibile e notevolmente avvincente, buttandoci dentro quanto di più iconico e memorabile appartenga al suo protagonista. C’è il pianeta d’origine di Corellia da cui tutto ha inizio, la fuga e il sogno di diventare un grande pilota, le peripezie che lo hanno portato a incontrare Chewbacca e poi la carriera da contrabbandiere, il Millennium Falcon, Lando Calrissian e la famosa rotta di Kessel percorsa in meno di dodici parsec. Un prodotto chiaramente furbo, chiaramente tagliato su misura per una determinata fetta di pubblico, ma che - al contrario di quanto spesso capita in questi casi - riesce comunque a farsi volere bene e a funzionare, ponendosi come obiettivo isolato quello onesto e non proprio semplice di intrattenere con qualità.

Solo: A Star Wars Story HowardUn fine apprezzabile e da non sottovalutare, alla stregua del lavoro compiuto dal povero Alden Ehrenreich che - sebbene ci metta un po' a carburare - alla lunga viene fuori mostrando, soprattutto nei dettagli, l'esercizio compiuto sul personaggio per avvicinarsi il più possibile alle espressioni e ai movimenti sdoganati da Ford. Pian piano il suo Solo prende fiducia e va a coprire sempre più e sempre meglio quel divario, apparentemente incolmabile, presente con la versione sacra-originale (o storica, o autentica, a voi il termine migliore), non al punto da eguagliarla o da raggiungerla, ma abbastanza da arrivare a evocarla senza farla rimpiangere. Vittoria niente male, insomma, da condividere con l’esperienza e l’affidabilità di Howard che - entrato a gamba tesa - da conoscitore del mestiere e del significato di mainstream, si è dimostrato incredibilmente abile a rimettere in sesto – stando a quanto trapelato – in tempi brevissimi, un progetto prossimo alla deriva che Lord e Miller stavano trascinando, forse, su equilibri e lidi poco adatti all'universo starwarsiano.

Chissà in quanti ci avrebbero scommesso, quindi, dopo tutte le voci che si erano rincorse, che "Solo: A Star Wars Story" sarebbe stato decisamente più compiuto e stabile - opinione di chi scrive, sia chiaro, e senza includere i vari Episodi - di quel "Rogue One" che magari sapeva essere più spericolato nell'osare e nel cercare di rinnovarsi, ma privo della capacità di mettere le basi solide di una trama e di presentare eroi definiti e consistenti quanto basta, per rimanere nella memoria. Rischio che qui - complice il materiale di partenza relativamente preesistente - quantomeno viene schivato in pieno, in favore di un film godibilissimo che sfreccia quasi come il Falcon nella galassia lontana, lontana.

Trailer:

Favola - Trailer Ufficiale

Favola Poster Sebastiano Mauri

Disponibile il trailer ufficiale di "Favola", il film diretto da Sebastiano Mauri con Filippo Timi, Lucia Mascino, Piera Degli Esposti e Sergio Albelli al cinema come evento speciale solo il 25, 26, 27 Giugno.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
"Favola" è una commedia fantastica e dissacrante sul tema dell’identità per raccontare, attraverso un’estetica sfarzosa, la presa di coscienza e liberazione di una straordinaria donna americana, borghese e transessuale.

Ride - Teaser Trailer Ufficiale Italiano

Ride Poster Jacopo Rondinelli

Rilasciato il teaser trailer ufficiale italiano di "Ride", il film diretto da Jacopo Rondinelli (scritto, co-prodotto e supervisionato artisticamente da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro) con Lorenzo Richelmy e Ludovic Hughes che arriverà al cinema a settembre 2018.

Teaser Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes) sono due riders acrobatici. Quando ricevono l’invito a partecipare a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000$ accettano senza esitazione per poi scoprire - ormai troppo tardi - di doversi spingere oltre i limiti delle loro possibilità fisiche e psicologiche. Quella che affronteranno sarà così una corsa estrema per la sopravvivenza.

mercoledì 23 maggio 2018

Il Sacrificio Del Cervo Sacro - La Recensione

A Yorgos Lanthimos va riconosciuto di essere un autore ricco d’immaginazione, capace di incuriosire lo spettatore portando sul grande schermo storie intriganti, assurde e grottesche, abili a fondere insieme fantascienza e realtà. Lo avevamo captato con "The Lobster", dove questi elementi erano fondamentali a gettare interesse su di un racconto intriso di possibilità che però, di punto in bianco, decideva di buttare tutto all'aria, dedicandosi più a disturbare chi stava guardando che a scavare dentro sé stesso. Questo perché Lanthimos è anche, e soprattutto, un grandissimo provocatore, uno di quegli autori che spaccano di netto l'opinione, dividendola tra chi lo adora e chi, semplicemente, non vorrebbe averlo davanti agli occhi per preservare i nervi.

Chi scrive, appartiene senza ombra di dubbio alla seconda categoria, facendo fatica di volta in volta a digerire le manovre ingiustificate di un regista che controlla i suoi personaggi, non secondo logica, ma come pupazzi privi di cervello utili a dare sfogo alle sue perversioni: e questo solo per andare a toccare corde irritanti e scomode che neppure è in grado di suonare a dovere (fosse, no so, Lars von Trier…). Ne è prova provata ciò che succede ne "Il Sacrificio Del Cervo Sacro", dove il sinistro rapporto tra il chirurgo Colin Farrell e l’adolescente Barry Keoghan - orfano di padre – parte da una direzione già abbastanza discutibile, per compiere poi delle scelte ancor più insensate e paradossali, che riescono a ridimensionare - ponendolo in secondo piano - qualsiasi dubbio o spiegazione legata al colpo di scena - irrazionale, ma accettabile - che a metà pellicola fa capolino, ribaltando totalmente ogni lettura e previsione (a meno che non abbiate visto il trailer italiano, fin troppo ricco di spoiler). Parliamo di una storia ricca di misteri e di scheletri negli armadi, di sensi di colpa, delitti e di castighi, indirizzata inevitabilmente a smuovere questioni morali e inquietudini profonde, che a Lanthimos, tuttavia, sembrano interessare assai meno dei tranelli che escogita per farci sentire di continuo a disagio.

Il Sacrificio Del Cervo Sacro FilmPraticamente un disegno architettato a dovere, il suo, all'interno del quale ogni battuta, ogni sguardo e ogni gesto compiuto dai protagonisti è pensato, non secondo una spontaneità legata o suggerita dal contesto, ma attraverso una meccanicità rigidissima che è anche sinonimo di freddezza e di scarsa genuinità. Quella che percepiamo nella recitazione volontariamente a intensità zero degli attori; nell'impossibilità di empatizzare con loro per via di un comportamento mai simile a quello di una persona normale e nel tentativo evidente, ma inefficace, di innestare gradualmente un’atmosfera a tinte horror (con un bambino all'interno volto, forse, a richiamare lo “Shining” di Kubrick), assolutamente conforme alle circostanze, eppure distantissima dall'incutere ansie e timori, magari perché non affine alle attitudini note del suo esecutore.
E' bravo a girare, infatti, il greco, a indovinare le inquadrature, ma quando si tratta di scrivere sceneggiature o di azzeccare i toni, probabilmente, farebbe meglio a cedere il posto a qualcun altro o a chiedere aiuto: tenendo a bada un istinto ambizioso, ma molto impulsivo che ogni volta lo spinge a strafare e a sbattere contro il muro.

Se "Il Sacrificio Del Cervo Sacro" allora non solo non convince, ma fa perdere proprio la pazienza -  generando contrasti profondi tra quello che passa sullo schermo e la pancia dello spettatore - è unicamente colpa dell'arroganza e dell'ego eccessivi di un regista che, anziché essere premiato e sorretto senza motivo (come accaduto a Cannes dello scorso anno, ma non solo), andrebbe un attimino rimesso coi piedi a terra e, se necessario, bastonato come si deve.
Il tutto, s'intende, metaforicamente parlando...

Trailer:

Skyscraper - Secondo Trailer Ufficiale Italiano

Skyscraper Dwayne Johnson

Secondo trailer italiano ufficiale per "Skyscraper", l'action thriller diretto da Rawson Marshall Thurber con Dwayne Johnson, Neve Campbell e Pablo Schreiber, dal 19 Luglio al cinema.

Secondo Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
La star mondiale Dwayne Johnson guida il cast di "Skyscraper" nei panni di Will Ford, un ex leader del Team di Recupero Ostaggi dell'FBI e veterano americano di guerra, che ora valuta la sicurezza dei grattacieli. Durante un lavoro in Cina trova il più alto e sicuro edificio del mondo improvvisamente in fiamme e viene incolpato per questo. Da ricercato in fuga, Will deve trovare i responsabili, ripulire il suo nome e salvare in qualche modo la sua famiglia intrappolata all'interno dell'edificio in fiamme.

Tito E Gli Alieni - Trailer Ufficiale

Tito E Gli Alieni Mastandrea

Rilasciato il trailer ufficiale di "Tito E Gli Alieni", il film di Paola Randi - presentato al 35 Torino Film Festival e vincitore del premio per la regia e migliore attore protagonista al BIF&ST 2018 - con Valerio Mastandrea, Clemence Poesy, Luca Esposito, Chiara Stella Riccio, Miguel Herrera, John Keogh e Gianfelice Imparato, al cinema dal 7 Giugno.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Il Professore (Valerio Mastandrea) da quando ha perso la moglie, vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada accanto all'Area 51. Dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni. Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e gli affida i suoi figli, andranno a vivere in America con lui. Anita 16 anni e Tito 7, arrivano aspettandosi Las Vegas e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni...

martedì 22 maggio 2018

Stronger: Io Sono Più Forte - Trailer Ufficiale Italiano


Stronger: Io Sono Più Forte Gyllenhaal

Trailer ufficiale italiano per "Stronger: Io Sono Più Forte", il film diretto da David Gordon Green - presentato alla 12^ edizione della Festa Del Cinema Di Roma - con Jake Gyllenhaal - nei panni di Jeff Bauman, uno dei sopravvissuti all'attentato della Maratona di Boston - e Tatiana Maslany, al cinema dal 4 Luglio.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Tratto da Stronger, il romanzo scritto da Jeff Bauman & Bret Witter, il film racconta la coinvolgente storia di Jeff Bauman che, il 15 aprile del 2013, si trovava tra il pubblico della Maratona di Boston, quando due terroristi fecero esplodere due bombe che causarono tre morti e oltre 260 feriti. Jeff riuscì a sopravvivere, pur se gravemente ferito, e grazie al suo prezioso aiuto la polizia identificò e catturò gli attentatori. Da quel momento tutto cambia radicalmente: da una parte si ritrova suo malgrado ad essere considerato un eroe nazionale, dall'altra deve confrontarsi con la consapevolezza di non poter più riavere la sua vita così com'era. Jeff inizia una battaglia personale per ritornare a vivere, fatta di lunghi mesi di riabilitazione fisica ed emotiva, supportato dalla famiglia e, soprattutto, dall'amore e dall'instancabile determinazione di Erin.

Mowgli: Il Figlio Della Giungla - Trailer Ufficiale Italiano

Mowgli: Il Figlio Della Giungla Film 2018

Disponibile il trailer ufficiale italiano di "Mowgli: Il Figlio Della Giungla", film diretto da Andy Serkis  - nuovo adattamento cinematografico in motion capturelive action e 3D del classico di Rudyard Kipling - con le voci originali di Christian Bale, Cate Blanchett, Benedict Cumberbatch, Naomie Harris, Andy Serkis, Matthew Rhys, Freida Pinto e Rohan Chand, dal 25 Ottobre al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
La storia segue l’infanzia del bambino Mowgli, allevato da un branco di lupi nella giungla dell’India. Mentre apprende le dure regole della giungla, sotto la tutela dell’orso Baloo e della pantera Bagheera, Mowgli viene accettato dagli altri animali come uno di loro - da tutti, eccetto uno: la temibile tigre Shere Khan. Nella giungla, però, potrebbero nascondersi insidie ben peggiori che il bambino dovrà affrontare in un percorso alla scoperta delle proprie origini umane.

sabato 19 maggio 2018

Festival Di Cannes 2018 - Tutti I Vincitori

Cannes 2018 Poster

Si è conclusa la 71a edizione del Festival di Cannes, di seguito la lista dei vincitori:

Palma D'Oro: "Shopfilters" di Kore-Eda Hirokazu

Palma D'Oro Speciale: "Le Livre D'Image" di Jean-Luc Godard

Gran Premio Della Giuria: "BlacKkKlansman" di Spike Lee

Premio Alla Regia: Pawel Pawlikowski per "Cold War"

Premio Della Giuria: "Cafarnaúm (Capernaum)" di Nadine Labaki

Premio Alla Sceneggiatura (ex-aequo): Alice Rohrwacher per "Lazzaro Felice" e Jafar Panahi per "Three Faces"

Premio Per L'Interpretazione Femminile: Samal Yeslyamova per "Ayka"

Premio Per L'Interpretazione Maschile: Marcello Fonte per "Dogman"

Camera D'Or Per La Miglior Opera Prima: "Girl" di Lukas Dhont

Palma D'Oro Per Il Miglior Cortometraggio: "All These Creatures (Toutes Ces Créatures)" di Charles Williams

Menzione Speciale: "Yan Bian Shao Nian (On The Border)" di Wei Shujun

Dogman - La Recensione

Dogman Garrone
Ti aspetti il sangue (tanto), la tortura, l’orrore. Ti aspetti “Hostel”.
Ti aspetti che il fatto di cronaca legato al Canaro della Magliana, da cui “Dogman” prende liberamente spunto, venga raccontato nella forma massima dell’exploitation, dello splatter: cosa normale e lecita, per carità, ma solo se non si conosce a dovere un regista come Matteo Garrone.

Perché quel film - quello capace di assecondare la ricostruzione di eventi a tutt’oggi oppugnabili, appoggiando il suo intero valore su di essi e sfamando, in questo modo, l’immaginazione di quei spettatori convinti che non possa esserci via alternativa - avrebbe potuto farlo chiunque, bastava seguire i puntini e tracciare le linee. Ecco perché la vera difficoltà - quella che a lungo aveva tenuto a freno Garrone da questa storia - stava proprio nel riuscire a trovare un altro punto di vista, una nuova prospettiva, una chiave di lettura originale. Quella che “Dogman” e il suo regista (e sceneggiatore con Ugo Chiti e Massimo Gaudioso) intercettano andando proprio a lavorare in sottrazione, togliendo – appunto – dalla vicenda di cui si fanno narratori tutto quello spaccato legato alla violenza estrema e al mostro, per edificare nel vuoto ricavato la semplice profondità di un uomo assai sensibile, fondamentalmente buono, ma appartenente a un mondo, forse, troppo brutto, sporco e cattivo per non consumarlo piano piano, fino all'osso. Il Marcello che possiede un negozio di toelettatura per cani nella periferia di Roma, del resto, è un personaggio a parte, rispetto al Pietro De Negri descritto dai giornali; lo guardi e capisci immediatamente che non farebbe male neppure a una mosca, lo percepisci dal bene immenso per sua figlia e per come addomestica - nella scena di apertura - l’aggressività di un cane intento a mostrargli ripetutamente i canini, mentre lui è lì a cercare gentilmente di dargli una lavata (e asciugata). Si, è vero, ha un po’ di cocaina nascosta tra i cassetti del negozio, ma la sensazione è che, più che ad uso personale, questa serva maggiormente a legare con Simone: la peste della zona - e alter ego di Giancarlo Ricci - che non fa altro che cacciarsi nei guai e provocare caos nei dintorni, ma ai suoi occhi - probabilmente - anche uomo-animale che un po' caratterialmente invidia e un po' lo attrae.

Dogman FilmMesse queste basi, allora, "Dogman" non può che cambiare pelle, non può che diventare, per Garrone, ciò che non era stato, per esempio, "Il Racconto Dei Racconti": perlomeno sotto l'aspetto di un rapporto simbiotico e di una padronanza che, in quel caso, era venuta a mancare. Con l’ambientazione della periferia - che dovrebbe essere Roma, ma che in realtà è Castel Volturno - , infatti, qui, si ritorna dritti dritti agli antipodi, a riassaporare le atmosfere de “L’Imbalsamatore”, quelle tetre, ambigue e insidiose di un territorio sempre in bilico tra pericolo e falsa serenità; un territorio popolato da facce sgraziate in grado di mettere soggezione, che non si fanno problemi, magari, a parlare durante un pranzo di come sarebbe più idoneo muoversi per commettere un omicidio utile alla comunità. Quella comunità nella quale il Marcello protagonista - interpretato meravigliosamente da Marcello Fonte - risulta perfettamente integrato e accettato, ma che non lo appaga e non lo stimola - per certi versi - allo stesso modo di quel lato oscuro che, a un certo punto, il suo subconscio gli consiglia di salvaguardare e preferire, dannandolo in eterno.

Una discesa oltre gli inferi essenziale quanto complessa, quindi; la difficoltà di ognuno di noi a respingere quel male che però segretamente anche sogniamo.
Parla di questo "Dogman", o se non ne parla in maniera esplicita riesce ugualmente a farlo emergere risvegliando le debolezze e le contraddizioni sopite di tutti noi spettatori. Merito (e colpa) di un regista che da il meglio di sé quando è chiamato a scavare, a cercare nei meandri dell'animo umano quel torbido, spesso celato sotto la tenera purezza della superficie, che, per convenienza, in molti, fanno finta di non vedere.

Trailer:

giovedì 17 maggio 2018

2001: Odissea Nello Spazio - Trailer Ufficiale Italiano

2001: Odissea Nello Spazio Kubrick

Presentato il trailer ufficiale italiano di "2001: Odissea Nello Spazio", il film capolavoro di Stanley Kubrick che torna al cinema il 4 e il 5 Giugno per festeggiare il suoi 50 anni.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
"2001: Odissea Nello Spazio" è un conto alla rovescia per il domani, una carta stradale del destino dell’ uomo, una ricerca dell’infinito. È un abbagliante monumento visivo che ha meritato l’Oscar, un’irresistibile interpretazione della lotta dell’uomo contro la macchina, una stupefacente miscela di musica e movimento, un caposaldo così fondamentale, che Steven Spielberg lo considera il Big Bang dal quale ha tratto origine la sua generazione di cineasti.
Forse è il capolavoro di Kubrick regista, che ne ha anche steso la sceneggiatura in collaborazione con Arthur C. Clarke; probabilmente continuerà ad entusiasmare, ispirare, incantare intere generazioni. Per cominciare il suo viaggio nel futuro, Kubrick visita il nostro passato di pitecantropi ancestrali; poi, con uno degli stacchi più fantasmagorici mai concepiti, balza in avanti di millenni fino alla colonizzazione dello spazio; infine proietta l’astronauta Bowman (Keir Dullea) in zone siderali inesplorate, forse fino al regno dell’immortalità. Apri i portelli, HAL. Lasciate che l’ inquietante mistero di un viaggio diverso da tutti gli altri abbia inizio.

martedì 15 maggio 2018

Bohemian Rhapsody - Trailer Ufficiale Italiano

Bohemian Rhapsody Rami Malek

Rilasciato il trailer ufficiale italiano di "Bohemian Rhapsody", il film diretto da Dexter Fletcher e Bryan Singer con Mike Myers, Rami Malek e Joseph Mazzello, al cinema nel 2018.

Trailer Ufficiale Italiano:

Sinossi (Ufficiale):
"Bohemian Rhapsody" è una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury, che sfidò gli stereotipi e infranse le convenzioni, diventando uno degli artisti più amati al mondo. Il film ricostruisce la meteorica ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante reunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, afflitto da una gravissima malattia, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock. Facendo questo, il film cementa l'eredità di una band che è sempre stata più di una famiglia e che continua ancora oggi a ispirare gli outsider, i sognatori e gli appassionati di musica.

End Of Justice: Nessuno E’ Innocente - La Recensione

End Of Justice: Nessuno E’ Innocente Washington
C’è un Denzel Washington straordinario, immenso, ai limiti dell’impressionante a trascinare il battito di “End Of Justice: Nessuno E’ Innocente”. Un Denzel Washington così in forma, così dentro il suo personaggio da riuscire a camuffare a lungo una verità che, tuttavia, alla fine non può che uscire fuori: quella di un intero resto, intorno a lui, per nulla all'altezza.

E non è tanto una questione di cast, di competitività scenica: perché Colin Farrell, nel piccolo dello spazio concessogli, è bravissimo a interpretare il ruolo dell’avvocato di lustro, vincente e attento maggiormente alla fatturazione del suo immenso studio che a cose più "superficiali" tipo i diritti civili, il razzismo e la scarsa attenzione con cui certi processi, a volte, vengono liquidati o gestiti. Lo stesso potremmo dire della Carmen Ejogo che, invece, da volontaria qual è a questi temi ci è parecchio affezionata, anzi a un certo punto non gli pare vero di incontrare il Roman J. Israel di Washington e vedere che, in giro, esiste qualcuno più ossessionato, attaccato e morboso di lei nel difendere i valori di una società allo sbando, in cui ora vivono giovani ragazze che ti mandano persino a quel paese se per gentilezza tu ostenti galanteria. No, il problema della pellicola scritta e diretta da Dan Gilroy – che poi è lo stesso che aveva diretto il cupissimo e bellissimo “Lo Sciacallo: Nightcrawler” con Jake Gyllenhaal – sta a monte, ovvero in una sceneggiatura scrupolosissima nel tratteggiare il carattere, la profondità e la parabola discendente del suo protagonista freak, ma incapace di costruirgli intorno un perimetro solido in grado di mettere in moto quel thriller a tinte legali che, a sprazzi, fa intendere di voler intercettare e guardare come modello.
Un problema riconosciuto, messo a fuoco e affrontato da Gilroy già nella prima fase di rilascio del suo lavoro (post presentazione al Toronto International Film Festival), che lo ha portato infatti a rimontare il tutto, agevolando ritmo, sforbiciando minuti superflui e modificando qualcosina.

End Of Justice Colin FarrellOperazione che - va detto - considerando il montaggio ormai definitivo di “End Of Justice: Nessuno E’ Innocente” ha comunque garantito i suoi frutti; fornito alle circa due ore di pellicola una trazione accettabile e mai pedante, sebbene non sia servita poi moltissimo a rimescolare in maniera organizzata e adeguata tutto quel contorno legato alle conseguenze di un Washington che, a un certo punto, - causa eccesso di arroganza – commette un grosso errore (imprevedibile, però) che lo spinge a passare da paladino della giustizia e Don Chisciotte emarginato, ad avvocato da palcoscenico, affamato di successo e denaro, intento a recuperare quel tempo perduto dietro audacie che nessuno al mondo sembra avere intenzione di appoggiargli o di riconoscergli veramente. Un cambio di rotta, di personalità, che riusciamo a scorgere e a comprendere dalla sua rivoluzione estetica e comportamentale, ma che la storia da’ quasi l’impressione di non riuscire a seguire, stando al passo e mancando, di fatto, l'appuntamento con con quella tensione crescente, mai allestita, che avrebbe dovuto accompagnarci verso un emozionante epilogo.

Contrattempo che fa dissolvere come un buco nell'acqua tutta la curiosità immessa dal prologo assurdo con cui la pellicola di Gilroy aveva aperto i battenti e lasciato intravedere i suoi intenti. Quelli non concretizzati, che perde distratto lungo il tragitto, ma distinguibili nel tessuto di un racconto che – e non solo per l’interpretazione giustamente candidata all'Oscar del suo protagonista – avrebbe meritato di sicuro più giustizia.

Trailer:

Deadpool 2 - La Recensione

Deadpool 2 ReynoldsUno dei complimenti migliori che da queste parti avevamo fatto al primo "Deadpool" - citando proprio una battuta del suo protagonista - era stato quello di considerarlo un film a effetto-orgasmo: capace di scivolare via in un istante, ma lasciando una sensazione di benessere e di liberazione. E questo perché sapeva perfettamente come andare a rompere determinati schemi, come trasformare i suoi limiti in qualità pazzesche, non implementando nulla di nuovo al genere e in generale, ma lavorando comunque meglio di molti altri simil-prodotti. Ci schieravamo, insomma, dalla sua parte, facendo il tifo per un sequel che - visto che doveva esserci - seguisse la falsa riga del capostipite, viaggiando ancora a budget ridotto e lontano da ambizioni inutili e standardizzate.

Praticamente tutto il contrario di "Deadpool 2".
Con David Leitch, subentrato a Tim Miller dietro la macchina da presa, infatti, le avventure dell’anti-super-eroe in tutina rossa e nera aderente prendono una piega assai diversa, ampliandosi in muscolarità, azione e in CGI. L’aumento di budget a disposizione - dovuto al plebiscito del primo capitolo - anziché fungere da arma a favore, finisce tuttavia per snaturare le caratteristiche di un prodotto che ora sembra avere come obiettivo numero uno quello di omologarsi e di raggiungere i suoi fratellastri: come se dal brutto anatroccolo qual era, sentisse il bisogno di integrarsi e confondersi tra la massa. L’autoironia, il politicamente scorretto e la volgarità che rappresentavano la dinamite, all'improvviso danno la sensazione di cominciare a far cilecca, perdendo la spontaneità e  l'effervescenza incontenibile a cui ci eravamo abituati. Le battute non mancano, spesso persino caustiche e irriverenti (come quei fondi musicali fuori luogo, selezionati non a caso), ma la maniera con cui vengono sparate e giocate somiglia assai più a un voler accontentare il pubblico che a quella necessità di ostentare cattiveria e provocazione, due elementi indispensabili alle corde di un personaggio che altrimenti rischia di diventare fastidioso o comunque poco ficcante nei suoi interventi.

Deadpool 2 FilmSenza entrare in dettagli sulla trama - o rigurgitare spoiler che potrebbero fare irritare qualche lettore - potremmo dire allora che il peggior difetto di "Deadpool 2" sia quello di rinnegare sé stesso e cedere il passo verso una svolta buonista che non gli appartiene. Sbeffeggia Wolverine e il suo corso da spin-off cinematografico, la pellicola di Leitch, fingendo di volerla sfidare a-chi-ce-l'ha-più-lungo salvo poi replicarla (nelle tematiche) in parte e a suo modo. Vediamo quindi un Wade Wilson perso in un presente che non sa più come gestire (colpa di certi eventi), alle prese con un cattivo – o presunto tale – che ricorda tantissimo i Terminator (uno e due) di Arnold Schwarzenegger (un Josh Brolin sprecatissimo per quanto non recita), un cattivo che lo costringerà ad ingaggiare un conflitto che - guarda un po' - somiglia esattamente a una riscrittura libera del capolavoro di James Cameron, con la sostanziale differenza di avere dei mutanti posti a margine. Si tratta di un impasto che funziona, valido se l'intento è quello di intrattenere e strappare qualche sorriso agli spettatori regalandogli un bis che, probabilmente, volevano e che neanche disdegnano. Ma un impasto che, contemporaneamente, copre le potenzialità di un personaggio che, a nostro avviso, doveva continuare a vivere fuori da coro, a mantenere pura quella dose di cattiveria e d'impertinenza, fregandosene dei buoni sentimenti che su di lui son nocivi quasi quanto la kryptonite verde per Superman.

Perciò vengono a galla - o perlomeno lo fanno nella nostra testa - le divergenze creative che hanno portato - in fase di pre-produzione - Ryan Reynolds ad usare il potere che ormai ha conquistato (legittimamente) sul franchise per sostituire Miller con un regista disposto ad accontentarlo in quella che, secondo lui, era la direzione migliore da prendere. Quella che adesso risulta - secondo chi scrive - piuttosto sbagliata e contribuisce a far rimpiangere maggiormente un addio che, magari, meritava pugno più duro da poter scagliare.
Visto e considerato che il Deadpool più nitido, in questo sequel, lo si trovi tutto nella scena inserita nei titoli di coda.

Trailer:

venerdì 11 maggio 2018

Loro: 2 - La Recensione

Loro: 2 Sorrentino
Lo avevamo lasciato con Fabio Concato a cantare dal vivo a casa sua per riconquistare l’amor perduto della sua Veronica, al Berlusconi di Toni Servillo. Lo avevamo lasciato, però, - un passettino più indietro - anche con quell’avvistamento tentatore della barca di Riccardo Scamarcio / Gianpiero Tarantini che stava lì a dirci – forte dei fatti di cronaca – che, prima o poi, quei due mondi ancora distanti si sarebbero incontrati.
E in “Loro: 2”, infatti, si incontrano.

Si incontrano, sì, eppure non è un focus sulle olgettine e sui festini a Villa Certosa, la seconda parte dell’opera dedicata a LUI. Il racconto di un ipotesi di come andavano grossomodo le cose Sorrentino ce la mostra, ma lo fa in una versione assai pudica (nonostante le donne di facili costumi invitate) e ancora non esattamente avviata: come se l’intenzione di arrivare a ciò che conosciamo c’era, ma in fase di allestimento e collaudo. E questo perché le maggiori attenzioni – e questo lo si era capito già in partenza – per lui sono da dedicare alla cosiddetta storia d’amore, al rapporto in crisi, prossimo alla rottura, che si trascina tra Silvio e sua moglie. Un peso non poco indifferente da portare per un politico che, comunque, in quel periodo, era ossessionato dalla strategia migliore da adottare per recuperare nel modo più veloce possibile il trono di un Governo e di un paese che aveva osato scaricarlo, favorendogli la sinistra. Eppure nei pensieri e negli sguardi - che trasudano tristezza e malinconia, a prescindere dal sorriso finto - del Berlusconi-sorrentiniano quello di ritrovare la scintilla che possa ripristinare il sereno e la felicità tra lui e la sua consorte è qualcosa di altrettanto importante, se non più importante, da sistemare: e qualcosa senza dubbio più arduo e complesso da manipolare. Del resto a plagiare sei senatori, convincendoli a cambiare casacca, per un venditore nato come lui – o un piazzista, fate voi – è un po’ come bere un bicchiere d’acqua: parliamo di venti secondi netti cadauno, se il tempo stringe e non vale la pena gigioneggiare troppo. Ma quando in ballo ci sono questioni di cuore o, peggio ancora, di donne, il tenere a bada sé stesso o il dichiararsi autentico nei sentimenti risulta leggermente meno efficace e produttivo.

Loro: 2 SorrentinoScarsa efficacia e scarsa produttività che si evincono, finalmente, quando le ombre e le nuvole che avevano avvolto il rapporto Berlusconi-Lario decidono di deflagrare e di farsi tempesta casalinga rabbiosa e intensa. Parliamo del momento più acuto, presente in “Loro: 2”, quello in cui la Veronica di Elena Sofia Ricci, all’apice della sua rabbia, vomita in faccia al marito una serie di verità e di riflessioni lungimiranti - volte ad attaccare sia l’uomo politico, sia l’uomo privato – che, sebbene in quel contesto sembrino soggettive, e quindi figlie esclusivamente del pensiero di chi le pronuncia, alle nostre orecchie finiscono (ed è chiaramente una conseguenza voluta) per suonare drasticamente come l’esatto opposto, ovvero il ritratto limpido e preciso di Silvio Berlusconi. Una sensazione a dir poco stranissima, tra l’altro, perché rappresenta l’unica occasione in cui, forse, Paolo Sorrentino decide di scoprirsi un minimo e concedersi un (velato) giudizio personale all’interno di una pellicola estremamente attenta a non schierarsi mai e a non farlo sul serio: restando concentrata e scrupolosamente aderente a quella vitalità e a quella paura di invecchiare che, a un certo punto, Servillo rivendica addirittura a gran voce.

In quella che è la somma testimonianza di un cammino stravagante e singolare che solo un autore indecifrabile e geniale avrebbe potuto concepire. Chiunque, in fondo, partendo da Berlusconi, si sarebbe fatto trascinare da determinate tappe, facili stereotipi e narrazione di avvenimenti ovvi. Invece “Loro: 2” – che mette il punto sul terremoto dell’Aquila e l’apertura delle prime case antisismiche – ha l’immenso pregio di farci perdere la bussola, di disorientarci e farci illudere su cosa andremo a vedere e cosa succederà, salvo poi rivelare puntuale la maschera con su scritto il nome di colui che tira i fili, posto dietro la macchina da presa.
Un Sorrentino sempre indomabile e graffiante.

Trailer:

mercoledì 9 maggio 2018

Lazzaro Felice - Trailer Ufficiale

Lazzaro Felice Alice Rohrwacher

Presentato il trailer ufficiale di "Lazzaro Felice", il film scritto e diretto da Alice Rohrwacher - presentato in concorso a Cannes 71 - con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Luca Chikovani, Agnese Graziani, Sergi Lopez, Tommaso Ragno, Natalino Balasso, Nicoletta Braschi, Pasqualina Scuncia e Carlo “Carletto” Tarmati, dal 31 Maggio al cinema.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Quella di Lazzaro, un contadino che non ha ancora vent’anni ed è talmente buono da sembrare stupido, e Tancredi, giovane come lui, ma viziato dalla sua immaginazione, è la storia di un'amicizia. Un’amicizia che nasce vera, nel bel mezzo di trame segrete e bugie. Un’amicizia che, luminosa e giovane, è la prima, per Lazzaro. E attraverserà intatta il tempo che passa e le conseguenze dirompenti della fine di un Grande Inganno, portando Lazzaro nella città, enorme e vuota, alla ricerca di Tancredi.

martedì 8 maggio 2018

[HOME VIDEO] L'Ora Più Buia - In Home Video Il Winston Churchill Di Joe Wright e Gary Oldman

L'Ora Più Buia Gary Oldman

Verrà ricordato in assoluto per essere il film che ha permesso a Gary Oldman di portarsi a casa quel benedetto Oscar (al Miglior Attore Protagonista) che da anni avremmo voluto vedere nelle sue mani. In realtà, però, “L’Ora Più Buia” – ora disponibile in home video nei formati 4K UHD, Blu-Ray Disc, DVD e streaming - è anche molto, molto di più: se non altro per la pagina di Storia che racconta e che il regista Joe Wright cerca di delineare attenendosi ai fatti, pur non rinunciando a quella punta di libertà cinematografica intenta ad addolcirne e a decantarne la visione.

Siamo nel 1940, la Seconda Guerra Mondiale ha aperto i suoi fuochi e Winston Churchill è stato appena eletto Primo Ministro della Gran Bretagna. Un compito giunto in uno dei momenti più delicati della Storia del suo paese, perché in ballo, come decisione urgentissima, c’è la scelta di continuare la Guerra contro la Germania - nonostante le numerose perdite e le scarsissime possibilità di vittoria - oppure arrendersi e lasciarsi, di fatto, conquistare dai tedeschi, negoziando i trattati di pace.

Quello di Wright, va da sé, non è assolutamente un film interessato a narrare i fatti; a scandire le tappe di quanto accaduto passo dopo passo, limitandosi a ripercorrere scolasticamente quanto scritto e riportato nei libri. “L’Ora Più Buia” infatti prende il suo protagonista, la figura che rappresentava per la sua nazione e i suoi colleghi politici e dalle ombre (e le leggende) che la circondavano prova a ricavarne un ampio velo di luce: delineandone sfera privata e pubblica e facendone uscire essenza e umanità. Ne viene fuori una pellicola esteticamente affascinante - soprattutto per una fotografia eccellente – e curata, incapace di evitare determinate, piccole, sbavature in termini di sceneggiatura (meno retorica avrebbe giovato), ma comunque validissima, specie per via delle interpretazioni di un cast indiscutibilmente maiuscolo: su tutti, ovviamente, lo stratosferico Oldman.
L'Ora Più Buia Blu-Ray

Il Blu-Ray UHD 4K, in edizione italiana, prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: Ultra HD 4K HDR
Tracce Audio: 7.1 Dolby Digital Plus: Italiano - Dolby TrueHD Atmos: Inglese, Tedesco
Sottotitoli: Italiano, Inglese Non Udenti, Tedesco
Contenuti Speciali: Nell'Ora Più Buia, Diventare Churchill, Commento Audio Del Regista
Durata: 125 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: Universal
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 9 Maggio 2018

Mamma Mia!: Ci Risiamo - Trailer Finale Ufficiale Italiano

Mamma Mia sequel

Arriva il trailer finale ufficiale italiano di "Mamma Mia!: Ci Risiamo", il sequel del musical del 2008 scritto e diretto da Ol Parker con Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Dominic Cooper, Amanda Seyfried, Christine Baranski, Lily James, Josh Dylan, Hugh Skinner, Jeremy Irvine, Alexa Davies, Jessica Keenan Wynn, Andy Garcia e Cher, al cinema dal 6 Settembre.

Trailer Finale Italiano:

giovedì 3 maggio 2018

[HOME VIDEO] Benedetta Follia - La Nuova Commedia Di Carlo Verdone Esce In Home Video

Benedetta Follia Ilenia Pastorelli

Dopo la tiepida accoglienza ricevuta in sala, “Benedetta Follia” - l’ultima commedia di Carlo Verdone - esce in home video in edizione Blu-Ray Disc e DVD. Nel cast, prevalentemente al femminile, oltre al comico romano, da evidenziare la presenza di una straripante e irresistibile Ilenia Pastorelli – co-protagonista – alla quale vanno ad affiancarsi le certezze di Maria Pia Calzone, Lucrezia Lante della Rovere e Paola Minaccioni.

Scritto da Verdone, con la complicità inedita di Nicola Guaglianone e Menotti (i fedeli sceneggiatori di Gabriele Mainetti e di “Lo Chiamavano Jeeg Robot”), il film narra le vicende di Guglielmo, un uomo di mezza età proprietario di un negozio di articoli ecclesiastici, che nel giorno del suo anniversario di matrimonio viene lasciato dalla moglie, innamorata di un’altra donna. Le certezze che credeva di avere, all'improvviso crollano quindi definitivamente, la sua vita diretta verso la deriva, quando l’incontro con una strana ragazza, borgatara fino all'osso, interessata a lavorare nel suo negozio, rovescia le carte aprendo nel suo presente spirargli inediti che vanno a riaccendere sensazioni che il tempo e la monotonia matrimoniale erano riusciti ad assopire.

L’effetto di una scrittura contaminata, volta a rigenerare le ultime uscite verdoniane, un po’ sottotono, è un qualcosa che si percepisce abbastanza, allora, all'interno della pellicola: sebbene i momenti migliori e più ficcanti restino senza dubbio quelli che portano palesemente e ancora il suo timbro. Pur non passando, dunque, come uno dei titoli più memorabili della filmografia di Verdone, è evidente che, tra alti e bassi, “Benedetta Follia” riesce comunque a guadagnarsi una piena sufficienza di cui è maggior artefice, a sorpresa, una Pastorelli davvero indomabile e esilarante.

Benedetta Follia Blu Ray

Il Blu-Ray prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: 2,35:1 Anamorfico
Tracce Audio: 5.1 Dolby Digital: Italiano 5.1 - DTS HD: Italiano
Sottotitoli: Italiano Non Udenti
Contenuti Speciali: Backstage, Trailer
Durata: 109 minuti ca.
Confezione: Amaray
Produttore: FilmAuro
Distributore Home Video: Terminal Video
Data di Uscita: 9 Maggio 2018

mercoledì 2 maggio 2018

L'Isola Dei Cani - La Recensione

L'Isola Dei Cani Wes Anderson
Nei tempi che stiamo vivendo avere a disposizione una personalità come quella di Wes Anderson è praticamente un lusso. Potremmo considerarlo un autore adulto cui piace esprimersi, però, alla stregua di un bambino: consapevole e maturo rispetto a ciò che gli accade intorno – rispetto a dove stiamo andando e sui rischi che corriamo - eppure incapace di comunicare col suo pubblico (e col mondo, quindi) se non con la spensieratezza, l’umorismo e la purezza tipica di chi non ha smesso di essere dolce e positivamente infantile.

Il suo ritorno allo stop-motion, allora, si affaccia nuovamente – dopo l’ottima esperienza di “Fantastic Mr. Fox” - come un film fresco e sbalorditivo; un film d’animazione rivolto ai più piccoli, tanto quanto cerca di parlare (e di far ragionare) con i grandi. Perché dietro questa favola paradossale – dove in un futuro distopico, in Giappone, un sindaco tiranno decide di esiliare tutti quanti i cani su di un’isola che è deposito di spazzatura, a causa delle malattie di cui sono portatori – c’è molto, se non troppo, di ciò che ci riguarda da vicino ultimamente, basti prendere quei cani come metafora di alcuni esseri umani e lasciarsi trasportare da una storia che accarezza i temi della tolleranza, dell'unione, della fedeltà e - non ultima - la capacità di politici e persone di spicco nel riuscire ad alterare e a plasmare la verità, plagiando e ingannando la povera opinione pubblica, sempre più topo in balia di un pifferaio. Tutto questo, ovviamente, in “L’Isola Dei Cani” va percepito, assorbito passivamente; c’è ma non vuole in assoluto passare in primo piano, rubare la scena alla forma e allo stile di un regista che, come pochissimi, sa farsi sempre riconoscere pur non restando mai uguale a sé stesso, rinnovando forza e brillantezza ad un cinema che non diremmo una fesseria a proclamare suo appannaggio esclusivo.

L'Isola Dei Cani Film AndersonServe una fantasia sproporzionata, sconfinata, libera da qualsiasi imposizione per mettere in piedi uno spettacolo pirotecnico e originale come quello esibito in “L’Isola Dei Cani”. E Anderson – che della pellicola è anche sceneggiatore – queste qualità dimostra (ma lo aveva già fatto ampiamente in passato) di possederle tutte a livello inesauribile, naturale, ostentando un senso narrativo vivace, smaliziato e non lineare, perfetto per ampliare e irrobustire lo spessore di trama e personaggi. Sono molti, infatti, i cani che si ribellano al loro destino; che sfruttano l’arrivo dell’unico essere umano – un’adolescente – atterrato sull’isola, per abbozzare un piano di recupero che poi diventa - in corso d’opera - un piano ribelle e di ribellione: con i quadrupedi a spianare la strada e a rubare totalmente la scena e le risate. Spetta a loro, d’altronde, il diritto di parlare e di muovere gli eventi, di farsi capire dal pubblico, di empatizzare: un privilegio messo nero su bianco sin dai blocchi di partenza, insieme all’avvertimento di esseri umani incomprensibili (salvo che non capiate il giapponese) tradotti, all’occorrenza, simultaneamente, se necessario.

Nella testa dei bambini funziona così, del resto, la logica è distorta e la creatività prende il sopravvento. Ma nella testa dei bambini, è altrettanto vero, che vince sempre il buono, e con lui l’amore e la giustizia; non c’è spazio per l’odio, l’egoismo e la violenza. E Anderson - che come abbiamo ribadito, dentro, un po’ bambino lo è ancora - ci chiede solo di sederci accanto a lui, di guardarlo giocare e magari provare a capire che, forse, converrebbe un minimo a tutti disarmarsi un pochino. Hai visto mai fosse la soluzione...

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