IL SITO DEDICATO AL CINEMA IDEATO, SCRITTO E DIRETTO DA GIORDANO CAPUTO

lunedì 27 febbraio 2017

Oscar 2017: And The Oscar Goes To...

Premio Oscar

La cerimonia degli Oscar è appena terminata, di seguito l'elenco dei vincitori:

Miglior Film: "MOONLIGHT" - Produttori: Adele Romanski, Dede Gardner e Jeremy Kleiner

Miglior Regia: DAMIEN CHAZELLE per "La La Land"

Migliore Attore Protagonista: CASEY AFFLECK per "Manchester By The Sea"

Migliore Attrice Protagonista: EMMA STONE - "La La Land"

Miglior Attore Non Protagonista: MAHERSHALA ALI per "Moonlight"

Migliore Attrice Non Protagonista: VIOLA DAVIS per "Barriere"

Miglior Sceneggiatura Originale: "MANCHESTER BY THE SEA" - Kenneth Lonergan

Miglior Sceneggiatura Non Originale: "MOONLIGHT" - Sceneggiatura di Barry Jenkins; Storia di Tarell Alvin McCraney

Miglior Film d’Animazione: "ZOOTROPOLIS" di Byron Howard, Rich Moore e Clark Spencer

Miglior Film Straniero: "IL CLIENTE" di Ashgar Farhadi (Iran)

Miglior Documentario: "O.J.: MADE IN AMERICA" di Ezra Edelman e Caroline Waterlow

Miglior Fotografia: "LA LA LAND" - Linus Sandgren

Miglior Scenografia: "LA LA LAND" - David Wasco (Design di Realizzazione); Sandy Reynolds-Wasco (Decorazione Set)

Migliori Costumi: "ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI" - Colleen Atwood

Miglior Trucco e Acconciatura: "SUICIDE SQUAD" - Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson

Miglior Montaggio: "LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE" - John Gilbert

Miglior Montaggio Sonoro: "ARRIVAL" - Sylvain Bellemare

Miglior Missaggio Sonoro: "LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE" - Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace

Migliori Effetti Speciali: "IL LIBRO DELLA GIUNGLA" - Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones and Dan Lemmon

Migliore Colonna Sonora: "LA LA LAND" - Justin Hurwitz

Migliore Canzone: City Of Stars da "LA LA LAND" - Musica: Justin Hurwitz; Parole: Benj Pasek e Justin Paul

Miglior Cortometraggio Live-Action: "SING" di Kristof Deák e Anna Udvardy

Miglior Cortometraggio Documentario: "THE WHITE HELMETS" di Orlando von Einsiedel e Joanna Natasegara

Miglior Cortometraggio d’Animazione: "PIPER" di Alan Barillaro e Marc Sondheimer

sabato 25 febbraio 2017

[OSCAR 2017] Deve Vincere / Vincerà - I Vincitori Di Inglorious Cinephiles

Oscars

Domani notte scopriremo finalmente quali saranno i premi Oscar di quest'anno. Ma come al solito qui a Inglorious Cinephiles tendiamo un po' ad anticipare e a fregarcene, o quantomeno a dire la nostra a prescindere da ciò che poi sarà veramente. Per cui, con la classica formula del Deve Vincere/Vincerà, qui sotto potete vedere ciò che, secondo chi scrive, dovrebbe accadere e ciò che probabilmente, invece, accadrà. Facendovi anche un'idea più chiara di quello che questo sito pensa riguardo l'attuale, fatidica e ridondante stagione dei premi.
Perché, come già è stato detto: l'Academy sbaglia e può sbagliare, Inglorious Cinephiles no.
Ora a voi l'onore di leggere e di commentare.

Miglior Film
Deve Vincere: "La La Land" di Damien Chazelle
Il fatto che ci sia Emma Stone e che io l'abbia visto tre volte al cinema potrebbe trarre in inganno. In realtà, onestamente, credo che "La La Land" debba vincere solo perché tra i nove film nominati è quello che più degli altri riesce ad emozionare e, in certi casi (tanti), a commuovere. Nonostante la sua furbizia che, vuoi vederla o meno, c'è. Anche se nascosta benissimo, per fortuna!
Vincerà: "La La Land" di Damien Chazelle
Vincerà, ovviamente, per tutti i motivi sopra elencati (tranne i miei personali, ma non c'era bisogno di sottolinearlo), perché in ogni premiazione precedente all'Oscar ha sempre trionfato incontrastato, dimostrando quanto, in generale, l'entusiasmo e la carica emotiva del film abbia sortito l'effetto desiderato in modo trasversale. E poi anche perché è un ottimo antidoto al malumore Trumpiano vissuto oggi in America, come certe locandine che circolano in rete hanno ironicamente suggerito.

Miglior Regia
Deve Vincere: Damien Chazelle per "La La Land"
Perché senza di lui il film non esisterebbe, così come non esisterebbero alcune scene indimenticabili proprio per via di una concezione registica che sempre dalla sua mente deriva. La passione per il cinema, per il musical, per la musica, quella voglia di battersi per realizzare un film folle e incredibile, da regalare ai sognatori di oggi e di ieri, tutto viene da lui e finisce con lui. Scalatore trentenne di una montagna che sarebbe davvero un delitto non celebrare e coronare.
Vincerà: Damien Chazelle per "La La Land"
Perché non c'è nessun altro degno di questo Oscar, quest'anno. Non c'è nessun altro che ha faticato allo stesso modo, ha mosso mari e monti, cercato di convincere con tutto sé stesso chi non riusciva a capire quanto spettacolare potesse essere portare al cinema questa storia d'amore e di vita esistente, prima, solo nella sua testa. Quel perseverare divino che tanto decantiamo, insomma, e che stavolta ha dato i suoi frutti.

Miglior Attore Protagonista
Deve Vincere: Casey Affleck per "Manchester By The Sea"
Perché la sua performance è straordinaria, il suo lavoro in sottrazione complicatissimo e ogni volta che pensiamo al film di Kenneth Lonergan la prima immagine che ci viene in mente è proprio quella di questo zio che prova con tutte le sue forze a reagire ad un dramma che lo ha segnato e lo segnerà per sempre.
Vincerà: Casey Affleck per "Manchester By The Sea"
Perché non dargli questo Oscar sarebbe scorretto, vorrebbe dire andare a rinforzare o un titolo che non avrà problemi a consolarsi, o premiare ulteriormente un attore come Denzel Whashigton che, per quanto eccezionale in "Barriere" (ma eccezionale lo è sempre, alla fine), ha saputo comunque offrire interpretazioni migliori e avrà sicuramente più opportunità per bissare i suoi (2) Oscar in futuro.

Miglior Attrice Protagonista
Deve Vincere: Emma Stone per "La La Land"
Perché è il mio amore cinematografico, è un'attrice eccezionale e in futuro, ne sono convintissimo, diventerà oggettivamente una delle attrici migliori in circolazione (cosa che per me già è). In "La La Land" è impeccabile, sublime e quando canta "Audition", da brividi.
Vincerà: Emma Stone per "La La Land"
Perché altrimenti potrei prendere un aereo e scoprire come ci si sente a stare in carcere a Los Angeles. No, a parte gli scherzi, anche per lei vale la regola del suo film: fino ad ora ha sempre ricevuto meritatamente questo premio in ogni manifestazione, non premiarla nel traguardo finale significherebbe dare la gioia a Natalie Portman, probabilmente, che ha già vinto un Oscar qualche anno fa e, seppur bravissima in "Jackie", non lo è abbastanza per scansare Emma e salire sul palco quest'anno.

Miglior Attore Non Protagonista
Deve Vincere: Michael Shannon per "Animali Notturni"
Perché è un fenomeno, lo è (quasi) sempre. Un attore meraviglioso, capace di fondersi completamente coi personaggi che interpreta e perfettamente abile a lasciare il segno anche in "Animali Notturni" nonostante le poche scene in cui appare e nonostante si stia parlando di un film che sono tra i pochi a non avere amato.
Vincerà: Mahershala Ali per "Moonlight"
Perché altrimenti Oscars So White un'altra volta. Perché altrimenti "Moonlight" tornerebbe a casa con la coda tra le gambe e quindi Oscars So Really White. Perché quest'anno come non mai c'è bisogno di vittorie così per ribadire quanto il razzismo sia disumano e quanto Hollywood sia decisa a prenderne le distanze. Perché a volte nel cinema esistono anche vittorie politiche.

Miglior Attrice Non Protagonista
Deve Vincere: Viola Davis per "Barriere"
Per lei non vale lo stesso discorso di Mahershala Ali. In qualche modo sarà letta come vittoria politica anche la sua, ma nel film di Denzel Whashigton se c'è davvero un interpretazione dosata, attenta e convincente questa è proprio quella della Davis, motivo per cui merita di vincere questo premio anche per mancanza di degni avversari.
Vincerà: Viola Davis per "Barriere"
Come detto sopra: non c'è concorrenza. La Davis non ha sbagliato nulla in "Barriere" e pertanto risulta difficile immaginare che possa esserci una sorpresa che ribalti completamente ciò che appare scontato.

Miglior Sceneggiatura Originale
Deve Vincere: Kenneth Lonergan per "Manchester By The Sea"
Sempre restando in tema di obiettività, per quanto tifoso assoluto di "La La Land", se ci mettiamo a parlare di sceneggiatura allora "Manchester By The Sea" dovrebbe vincere a mani basse. Certo quello di Damien Chazelle è uno script di tutto rispetto e nessuno potrebbe dire niente se venisse premiato, tuttavia quello di Kenneth Lonergan è un dramma decisamente più complesso, scritto in maniera per nulla ordinaria e superiore per mestiere.
Vincerà: Damien Chazelle per "La La Land"
Perché prevedo un'onda d'urto, un effetto "La La Land" che oltre ad andarsi a prendere ciò che gli spetta di diritto, porterà con sé anche qualcosina concessa dalla corrente. E il premio per la migliore sceneggiatura originale potrebbe essere tra i più papabili di questo contraccolpo.

Miglior Sceneggiatura Non Originale
Deve Vincere: August Wilson per "Barriere"
La Storia parla chiaro, e quella di August Wilson è la sceneggiatura migliore, per distacco, di tutte quelle presenti nella cinquina. Certo, con la messa in scena cinematografica applicata, forse, qualcosina è andato perso, ma se ci mettessimo qui adesso a leggere i copioni non avremmo alcun dubbio a dire che quello di "Barriere" appartiene sicuramente a un campionato di Serie A, un campionato dove gli altri, se decidessero di partecipare, arriverebbero sicuramente dietro, staccati.
Vincerà: Barry Jenkins (Sceneggiatura) e Tarell Alvin McCraney (Storia) per "Moonlight"
Perché "Moonlight" è l'anti "La La Land", purtroppo. Sebbene sia una piega sbagliata quest'anno il titolo di Barry Jenkins è stato individuato come tale e quindi laddove si può andarlo a premiare si cercherà sempre di farlo. O almeno questo è ciò che mi aspetto io.

Miglior Fotografia
Deve Vincere: James Laxton per "Moonlight"
Ecco, se c'è una categoria dove "Moonlight", forse, eccelle davvero, quella è la Migliore Fotografia. A vederlo infatti è lei l'assoluta protagonista, quella che rimane impressa, quella che addirittura, penso, ha fatto in modo che il film riuscisse a prendersi consensi più gonfi di quelli che meritava. Per cui tanto vale premiarla, no?
Vincerà: Linus Sandgren per "La La Land"
E' un po' lo stesso discorso della sceneggiatura: il La La Land Effect. Questa è un'altra categoria in cui potrebbe fare capolino, perché quello della fotografia è un premio importante e se il film di Chazelle deve suonare l'assolo, come sembra, è facile che gli venga consegnato senza troppi giri di parole.

Miglior Film D'Animazione
Deve Vincere: "La Mia Vita Da Zucchina" di Claude Barras e Max Karli
Perché è l'unico che non ho visto e che è riuscito a mettere d'accordo tutti. Ogni persona che ha avuto il piacere ne è rimasta folgorata, innamorata, colpita e visto che gli altri, sinceramente, non mi hanno fatto gridare al miracolo, pur essendo una mia mancanza (che colmerò non appena riesco) la sensazione è che possa esser davvero superiore agli altri.
Vincerà:"Zootropolis" di Byron Howard, Rich Moore e Clark Spencer
Perché l'aria è quella, la tematica è delicata, trattata con sensibilità, e la Disney è solita essere quasi sempre protagonista quando si tratta di Oscar. Sarebbe in questo caso un premio di manica larga, ma considerata l'impronta anti-Trump che credo vedremo durante la serata, poi neanche tanto.

Miglior Film Straniero
Deve Vincere: "Il Cliente" (Iran)
Perché pur non avendo visto l'intera cinquina, ma solo tre/quinti, quello di Asghar Farhadi, mi è parso un film meraviglioso, una storia che in mano a qualcun altro poteva rischiare di incappare in numerosissime trappole, ma con lui resta, invece, sempre asciutta, efficace e prepotentemente reazionaria.
Vincerà: "Il Cliente" (Iran)
Per i motivi di cui sopra che sono sicuramente i più importanti, ma anche perché Farhadi non dovrebbe essere presente alla cerimonia per via delle polemiche nate in relazione ai bandi sui stranieri voluti dal nuovo Presidente Americano. Premiarlo vorrebbe dire, oltre che fare la cosa giusta, inviare l'ennesima frecciata a chi sta spaccando il paese. Perciò...

Miglior Colonna Sonora
Deve Vincere: City Of Stars (Musica: Justin Hurwitz; Parole: Benj Pasek e Justin Paul)
Perché è bellissima, universale, melodica e l'ascolto da settimane.
Vincerà: City Of Stars (Musica: Justin Hurwitz; Parole: Benj Pasek e Justin Paul)
Perché è bellissima, universale, melodica e l'ascoltiamo da settimane.

Bene, queste sono le mie preferenze/previsioni. Per sapere se sono giuste tutte, nessuna, o solo alcune dovrete aspettare però la premiazione ufficiale che andrà in onda nella notte del 26 Febbraio: che per noi sarà praticamente quella del 27 appena inoltrato.
Lunedì mattina comunque, come al solito, troverete su Inglorious Cinephiles il post con con tutto l'elenco dei vincitori ufficiali.

Questione Di Karma - Trailer Ufficiale

Questione Di Karma Film

Disponibile il trailer ufficiale di "Questione Di Karma", il film di Edoardo Falcone, con Fabio De Luigi, Elio Germano, Daniela Virgilio, Valentina Cenni, Massimo De Lorenzo, Corrado Solari, Isabella Ragonese, Philippe Leroy, Eros Pagni e Stefania Sandrelli, al cinema dal 9 Marzo 2017.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Giacomo (Fabio De Luigi) è lo stravagante erede di una dinastia di industriali: la sua è una vita segnata dalla scomparsa del padre quando era molto piccolo e, più che interessarsi all'azienda, preferisce occuparsi delle sue mille passioni. L’incontro con un eccentrico esoterista francese, però, cambia le sue prospettive: lo studioso infatti afferma di aver individuato l'uomo in cui si è reincarnato suo padre. Trattasi di tal Mario Pitagora (Elio Germano), un uomo tutt'altro che spirituale, interessato solo ai soldi e indebitato con mezza città. Questo incontro apparentemente assurdo cambierà la vita di entrambi.

In Guerra Per Amore - La Conferma Di Pif

In Guerra Per Amore Film

Fresco delle sette candidature ricevute ai prossimi David Di Donatello, esce in Blu-Ray e DVD "In Guerra Per Amore", opera seconda firmata Pierfrancesco Diliberto, figlia dell'incredibile successo raccolto da "La Mafia Uccide Solo D'Estate", suo esordio diventato recentemente anche serie televisiva dai grandi ascolti.

In questo secondo film - che non abbandona il tema della Mafia e il sapore del romanticismo - Pif dall'America vola in Sicilia per andare a chiedere al padre della donna che ama il permesso di poterla sposare, evitando così che i piani dello zio residente in terra straniera costringano lei a legarsi, pur priva di sentimenti, al figlio di un noto boss appartenente alla Mafia locale.
Una cosa relativamente da niente, se non fosse che ci troviamo nel 1943 ed in Sicilia la Seconda Guerra Mondiale avanza incessante.

Per la seconda volta quindi Pif prova a mettere in piedi un plot in grado di sorreggere contemporaneamente un equilibrio armonioso tra commedia e dramma, senza rinunciare al carattere tipico da giornalista d'inchiesta, ormai suo marchio di fabbrica imprescindibile, motore di ogni ispirazione. Andando avanti però nella sua avventura dietro la macchina da presa è evidente accorgersi di quanto la sua confidenza con quest'ultima continui ad aumentare, le sue ambizioni ad allargarsi e i risultati finali a farsi sempre più spiccati, elaborati e da tenere d'occhio.

Perché già con questo "In Guerra Per Amore" si percepisce una volontà nel voler entrare sempre più a fondo nei panni dell'autore cinematografico, si intuisce un rispetto e uno studio della materia professionistico e, di conseguenza, un talento e una passione costantemente in crescita, influenzati peraltro dai giusti Maestri (vedi la dedica finale ad Ettore Scola).
Insomma, se c'erano rischi che "La Mafia Uccide Solo D'Estate" fosse solo uno dei tanti casi cinematografici che sporadicamente capita di vedere in Italia, con questo nuovo film, Pif, bisogna ammettere, riesce a spazzare via praticamente ogni nube (qui la recensione completa).

In Guerra Per Amore Home Video


Il Blu-Ray Disc del film prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 1
Formato Video: Anamorfico 1,78:1
Tracce Audio: 5.1 Dolby Digital: Italiano - 5.1 DTS HD: Italiano
Sottotitoli: Italiano Non Udenti, Inglese
Durata: 103 Minuti ca.
Contenuti Speciali: Backstage, Trailer
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: 01 Home Entertainment
Distributore Home Video: Rai Cinema
Data di Uscita: 9 Febbraio 2017

Trailer:

venerdì 24 febbraio 2017

T2: Trainspotting - La Recensione

Trainspotting 2 Film
La sensazione è quella che non ti aspetti: l’indifferenza.
Già, si rimane indifferenti di fronte a “T2: Trainspotting”, il film che ricongiunge Mark, Francis, Spud e Sick Boy vent’anni dopo la rottura che aveva visto il primo fuggire con l’intero bottino da 16.000 sterline, guadagnato grazie ai due chili di eroina comprata dall’intero gruppo sottobanco, e rivenduta a Londra ad un trafficante. Un colpo sul quale - e forse è l’unica informazione davvero utile di questo sequel - contavano tutti per dare una svolta decisiva alle loro vite, o almeno questo è ciò che due componenti su tre, rinfacciano al figliol prodigo, Ewan McGregor, forse mentendo neanche troppo bene a loro stessi.

Perché nonostante l’acqua sotto i ponti, o se preferite l’eroina nelle vene, li ritroviamo praticamente come li avremmo immaginati quei ragazzacci di Edimburgo diventati adesso uomini “maturi”, ovvero ancora incapaci di rimboccarsi le maniche e di integrarsi come si deve nella società (moderna) che li circonda. L’unico dubbio lecito poteva ruotare intorno al personaggio di McGregor, alla felicità che probabilmente il suo Mark poteva aver agguantato scollandosi da un contesto che di speranze onestamente ne lasciava ben poche: ma pure lì, coerentemente, il regista Danny Boyle e il suo fido sceneggiatore John Hodge scelgono di non esagerare, ufficializzando un disagio e un’appartenenza al medesimo ceppo virale degli altri che, seppur con effetto ritardato, non ha mancato di sbriciolare e di sfaldare le prospettive di una rinascita serena e salutare, con scadenza a lungo termine. Così, senza aver mosso un dito per fare in modo che ciò accadesse, ma senza averlo mosso neppure per evitarlo, la banda finisce per ritrovarsi al punto di partenza, logicamente più arrabbiata (ma con sé stessa), stanca, slegata, colma di malinconia e di rimpianti e soprattutto preoccupata dall’età che avanza e da quello spettro di essere ormai fottuta: che se per alcuni è già assodato, per altri è da accertare o comunque un dettaglio di scarso rilievo.

Trainspotting 2 McGregorC’è infatti un senso di resa che fa quasi tenerezza a cospargere l’animo di “T2: Trainspotting”, quella consapevolezza che solo raramente porta a tentare il suicidio, che non spezza la volontà di continuare a correre, di dimenarsi, ma che tuttavia non viene mai scacciata via dagli sguardi, i discorsi e i pensieri dei suoi protagonisti. Loro sanno meglio di noi, del resto, il destino che gli spetta, malgrado le apparenze l’intelligenza non gli manca per arrivare alla conclusione che se non ci son riusciti in vent’anni a raddrizzare lo storto che si portavano appresso, allora forse significa che non ci riusciranno mai, che questo è il massimo a cui potranno ambire. Perciò a questo punto non gli rimane che stare al gioco, accettare il ruolo che gli è stato assegnato e procedere ad abbandonarsi ad esso, ricalcando le tracce di un passato che non torna, ma che può essere calpestato ancora e, magari, trovare il tempo per guardarsi dentro, tirare le somme e provare a scusarsi con chi, senza meritarselo, ha dovuto soffrire gli effetti collaterali di una ribellione sostanzialmente falsa e stupida.

Che a quanto pare questo è l'unico modo per non rischiare di peggiorare le cose, senza dubbio l'unico per contenerle, salvando il più possibile di ciò che il marcio non ha infettato e lasciando, infine, che proprio quel marcio decida da solo di che morte voglia morire. Quello "scegliete la vita", in fondo, è stato sempre uno sponsor ad uso e consumo degli altri, un consiglio concesso a noi, in cui Mark, Francis, Spud e Sick Boy non si sono mai rispecchiati e mai riusciranno a farlo.
Ma noi questo già lo sapevamo, non c'era bisogno di metterlo nero su bianco, o perlomeno non c'era bisogno di farlo in un sequel che oltre a non essere l'adattamento fedele di Porno, romanzo successore legittimo degli eventi che furono, non contribuisce affatto ad accrescere o a ricaricare l'entusiasmo generato dal film del 1996.

Trailer:

giovedì 23 febbraio 2017

Jack Reacher: Punto di Non Ritorno - L'Antipasto Perfetto Per Gli Amanti Dell'Action

Jack Reacher Tom Cruise

Lo avevamo lasciato tre anni fa il Jack Reacher di Tom Cruise, con l’esordio cinematografico ispirato al romanzo del suo padre e creatore Lee Child, dal titolo “La Prova Decisiva”. Ci voleva tempo evidentemente per ripartire, per decidere quale dovesse essere il passo successivo, il romanzo da prendere in considerazione per evolvere al meglio il profilo di un personaggio che mira a conquistare quello spicchio di pubblico amante dell’action puro, muscoloso e investigativo.

Una scelta ricaduta alla fine su “Punto Di Non Ritorno”, penultima opera scritta da Child, con le caratteristiche necessarie utili ad allestire una pellicola che inizialmente - dopo un prologo coatto e sardonico - finge di voler strizzare l’occhio al romance, salvo poi rimangiarsi tutto e puntare l’intera posta sul caso particolare che vede Reacher e l’ufficiale Susan Turner, essere accusati di un reato non commesso per il quale saranno costretti ad evadere di prigione e a ricercare indizi per fare chiarezza.
Questo mentre una giovane ragazza viene presentata a Reacher come figlia legittima, diventando immediatamente leva sensibile da proteggere e con cui legare.

Cambia il timone della regia, c’è Edward Zwick, cambia la partner femminile, c’è Cobie Smulders, ma non cambia di molto il risultato. “Jack Reacher: Punto di Non Ritorno”, infatti resta ugualmente un divertissement di genere a cui non mancano le carte per intrattenere e appagare quella sete di combattimenti e inseguimenti, marchio di fabbrica di Cruise e luce per gli occhi dei suoi affezionati.
Un antipasto niente male, disponibile da ora in Blu-Ray, Ultra HD 4K e DVD e dedicato a tutti coloro che non fanno altro che guardare l’orologio in attesa di quel “Mission: Impossible 6”, in fase di produzione.

Jack Reacher Blu-Ray


Il Blu-Ray 4K UltraHD in edizione italiana prevede le seguenti specifiche tecniche:
Dischi: 2
Formato Video: Anamorfico 2,40:1
Tracce Audio: 5.1 Dolby Digital: Italiano, Francese, Giapponese, Spagnolo, Tedesco - Dolby TrueHD Atmos: Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese Non Udenti, Danese, Finlandese, Francese, Giapponese, Norvegese, Olandese, Spagnolo, Svedese, Tedesco,
Durata: 118 Minuti ca.
Contenuti Speciali: Il Ritorno Di Reacher,  Nessuna Pietà: La Battaglia Sul Tetto, Sul Set In Louisiana, Una Famiglia Inaspettata, Attua La Tua Vendetta, Focus Su Reacher, Graphic Novel Inedita di Lee Child
Confezione: Amaray
Casa di Distribuzione: Paramount
Distributore Home Video: Universal
Data di Uscita: 22 Febbraio 2017

Elle - Trailer Italiano Ufficiale

Elle Verhoeven

Rilasciato il trailer italiano, ufficiale, di "Elle", il nuovo film di Paul Verhoeven, presentato in concorso all'ultimo Festival di Cannes, con la candidata all'Oscar come Miglior Attrice Protagonista Isabelle Huppert, al cinema dal 23 Marzo prossimo (qui la recensione).

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Michèle è una di quelle donne che niente sembra poter turbare. A capo di una grande società di videogiochi, gestisce gli affari come le sue relazioni sentimentali: con il pugno di ferro. Ma la sua vita cambia improvvisamente quando viene aggredita in casa da un misterioso sconosciuto. Imperturbabile, Michèle cerca di rintracciarlo. Una volta trovato, tra loro si stabilisce uno strano gioco. Un gioco che potrebbe sfuggire loro di mano da un momento all'altro...

The Great Wall - La Recensione

The Great Wall Poster
Dopo il calcio, c’è il cinema.
No, non è una classifica sugli interessi degli italiani, casomai il monito di un paese economicamente potentissimo che ha deciso di voler recuperare terreno su alcuni settori meno sviluppati investendo pesante per crescere velocemente.
Così, come molti calciatori famosi traslocano in Cina per istituire prestigio a un campionato sconosciuto, ma capace di poter pagare stipendi ultra-milionari, Matt Damon compie lo stesso viaggio – non sappiamo se con stessa retribuzione - per assecondare la più grande co-produzione tra Cina e Stati Uniti che, guarda un po’, mira a raggiungere i livelli e i fasti del classico blockbuster americano.

E’ tutto grande in “The Great Wall”, gigantesco, lo dice pure il personaggio di Matt Damon quando da prigioniero, sul tetto della Muraglia - grande pure lei, ovviamente - vede combattere l’esercito cinese contro strane creature jurassiche/aliene che - gli verrà spiegato poi - fanno parte di una maledizione che si scatena ogni sessant'anni, nata per punire l’uomo della sua avidità incessante. Parole che a lui scivolano come sapone tra le mani: mercenario per professione e capitato in quelle terre solo per rubare polvere da sparo da vendere altrove nelle guerre in cui combatte una volta per una bandiera, una volta per un’altra. Però nel film diretto da Zhang Yimou, sebbene si guardi attentamente ad imitare stile e forma dei prodotti a stelle e strisce, preservare la cultura orientale è una priorità assoluta, una priorità riconoscibile sia nella costruzione di una trama (per quanto scarna) che vuole rifarsi alle leggende e all'epicità del luogo e sia in quelle parole filosofiche espresse dalla donna che agirà da traduttrice per Damon e il suo partner, che narra del combattimento non come un lavoro per guadagnarsi il pane prima e il denaro poi, ma come una possibilità per accrescere ogni volta la fiducia verso quel prossimo che rischia la vita al tuo fianco.

The Great Wall FilmNulla di trascendentale, ovviamente, sia chiaro, il viaggio spirituale che Tom Cruise praticava in “L’Ultimo Samurai” non è nella lista delle cose da fare di una pellicola che ha come unico interesse quello d’intrattenere e, al massimo, stupire con effetti speciali, azione esagerata e creature spaventose, scaltre, vagamente ispirate ai dinosauri. Una missione che riesce benissimo a “The Great Wall”, il quale sfruttando l’ampiezza delle infinite scenografie a sua disposizione e le idee innovative di una spettacolarità sconosciuta alla mente occidentale, riesce ad affacciarsi come qualcosa di già visto, ordinario, ma comunque differente e pregevole. Certo, i personaggi sono tagliati con l’accetta (Damon compreso), lo svolgimento della trama tende a lasciar correre su molti dettagli che, talvolta, fanno anche ridere involontariamente, ma solitamente quando si sceglie di andarsi a distrarre con opere di questo tipo, cercare il pelo nell'uovo all'interno della sceneggiatura è mossa alquanto contraddittoria e stupida.

Diciamo che se dovessimo stringerla in un paragone, un paragone semplice, calcistico, viste le ultime: con l’operazione “The Great Wall” la Cina mette la prima pedina su quella che potrebbe essere in futuro un’industria potenzialmente più prolifica, solida ed efficace, come un top player arrivato in una squadra ancora tutta da costruire e da rinforzare per poter stare al suo passo e alla sua esperienza. Un lavoro che richiede quindi applicazione, tempo e denaro, anche se quest’ultimo, l’abbiamo capito, non sarà affatto un problema trovarlo.

Trailer:

mercoledì 22 febbraio 2017

Il Diritto Di Contare - La Recensione

Il Diritto Di Contare Film
Certo, a vedere la prima scena non puoi che scuotere la testa. Non puoi che pensare: lo sapevo, la solita storia raccontata con quel pathos esagerato, tipico americano, che rovinerà tutto.
E invece, poi, no. Invece con un minimo di pazienza arriva la seconda di scena: con tre donne nere ferme in mezzo alla strada perché la loro macchina è guasta, un agente di polizia che si ferma con l’intento di far valere i suoi pregiudizi e loro, tutt’altro che sprovvedute, se lo incartano a parole togliendosi anche la soddisfazione di tallonarlo con la macchina. Ecco, da quel momento in poi, “Il Diritto Di Contare”, comincia la sua scalata, una scalata che ogni tanto avrà ancora dei lievi bassi, ma tutto sommato piacevole, appassionante e divertente.

Sarebbe stato un peccato, del resto, se fosse stato il contrario, se il regista e sceneggiatore Theodore Melfi avesse ceduto il passo alla retorica e non sfruttato al meglio una storia così incredibile come quella che aveva tra le mani. Una storia vera, dove tre donne di colore, nell’America del 1961, quindi ancora in pieno contrasto razziale, facevano valere i loro diritti attraverso la conoscenza, il talento, ma soprattutto l’intelligenza di sapersi relazionare a quel bianco che se gli facevi credere di starlo a guardare dal basso verso l’alto, a volte, te lo ritrovavi davvero in un palmo di mano. Certo, non è che era sempre così semplice, specie alla NASA, luogo in cui Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson lavoravano come calcolatrici matematiche, e in cui spesso la soluzione migliore per sopravvivere era quella di concedersi a un lungo respiro e non forzare troppo la mano, puntando magari leggermente i piedi, ma senza esagerare, che quando hai il coltello dalla parte della lama, si sa, hai comunque tutto da perdere. Questo nonostante, in quel momento storico, ad avere tutto da perdere sembrava fosse solo l’America, il suo orgoglio in particolare: ferito nel profondo dal vantaggio della Russia sulle scoperte spaziali e da Jurij Gagarin che diventava il primo uomo ad aver orbitato intorno alla terra.

Il Diritto Di ContareAffronto che ha certamente aiutato a far emergere le priorità, ad evidenziare quanto la volontà di essere grandi, ambiziosi e unici potesse letteralmente frantumare, anche se non a regime, anche se non in forma assoluta, quella diversità tra bianchi e neri e tra donne e uomini, che appariva a posteriori tassativa ed inflessibile, ma che a conti fatti era (ed è) paragonabile semmai più a un capriccio che a una reale esigenza. Un piccolo passo per l’uomo e un grande passo per l’umanità, verrebbe da dire, specie perché l’apporto delle tre donne protagoniste di “Il Diritto Di Contare” sarà fondamentale, in prospettiva, per permettere all’astronauta Neil Armstrong, di mettere piede sulla luna e scrivere così la Storia sia Americana che Nostra in generale.
Perché, anche se a molti potrebbe sfuggire, quello a disposizione di Melfi era un materiale enorme, prezioso, spontaneamente notevole, seppur colmo di tante insidie che fortunatamente il regista riesce ad eludere, limando gradualmente ogni insicurezza e forgiando, in progressiva, il carattere di una pellicola che tutto sommato, pur non roboando e salendo in cattedra, riesce a compiere il suo dovere, conquistando l'affetto e gli assensi del pubblico.

Tutto con l'essenzialità di una storia che dalla realtà decide di pescare i suoi guizzi migliori, romanzando quanto serve e rifiutando di trattare una tematica delicata, ormai fin troppo nota al cinema, con quel carattere accusatorio e arrabbiato che, di frequente, ultimamente, in molti vedono come chiave di volta fondamentale. Ignorando, come la matematica ci insegna, che ogni tanto per raggiungere il risultato corretto conviene affidarsi al ragionamento, alle teorie e a qualche piccolo calcolo sparso qua e la lungo le variabili e la complessità inesorabile dell'equazione.

Trailer:

lunedì 20 febbraio 2017

John Wick: Capitolo 2 - Trailer Ufficiale Italiano

John Wick 2 Film

Rilasciato finalmente il trailer ufficiale, italiano, di "John Wick: Capitolo 2", il sequel del film datato 2014, diretto ancora da Chad Stahelski, con Keanu ReevesRiccardo Scamarcio, Laurence Fishburne, Common, Ruby Rose, Ian McShane e Claudia Gerini, al cinema dal 16 Marzo 2017.

Trailer Italiano Ufficiale:

Sinossi (Ufficiale):
John Wick è costretto a rimettersi in gioco a causa di un ex socio che trama nell'ombra per prendere il controllo di una oscura organizzazione internazionale. Vincolato da un giuramento di sangue, John decide di assecondarlo e si dirige a Roma dove affronterà alcuni dei più spietati killer al mondo.

King Arthur: Il Potere Della Spada - Trailer Italiano Ufficiale

King Arthur Film

Disponibile il trailer ufficiale, italiano, di "King Arthur: Il Potere Della Spada", il nuovo film diretto da Guy Ritchie, con Charlie Hunnam, Aidan Gillen, Djimon Hounsou, Astrid Bergès-Frisbey, Jude Law, Eric Bana, al cinema dall'11 Maggio 2017.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Quando il padre del piccolo Arthur viene assassinato, suo zio Vortigern (Jude Law) si impadronisce del trono. Derubato dei diritti che gli spetterebbero per nascita e senza sapere chi è realmente, Arthur riesce a sopravvivere nei vicoli oscuri della città e solo quando estrae la mitica spada dalla roccia la sua vita cambia radicalmente ed è costretto ad accettare la sua vera eredità… che gli piaccia o no.

Logan - La Recensione

Logan Wolverine
Era l’ultima chiamata, la chance finale per make the Wolverine great again: cosa che non accadeva dai primi due “X-Men” diretti da Bryan Singer e che mai era riuscita ai due spin-off dedicati al personaggio diretti da Gavin Hood prima e James Mangold poi. Colpa di un taglio inizialmente fin troppo blockbusteriano, divenuto in seconda battuta leggermente più intimo, serio, ma senza comunque i connotati necessari per somigliare a quella visione del Batman nolaniano che si voleva, improvvisamente, andare a imitare. Visione che, fortunatamente, in questo terzo (e ultimo) tentativo viene abbandonata su tutta la linea per costruire qualcosa di completamente nuovo, che se ne frega (in gran parte, almeno) delle regole industriali del cine-comic, cercando di restituire giustizia a quel Logan forse stanco di venire umiliato e maltrattato al cinema.

Per cui, pronti, via ed ecco che le cose vengono messe subito in chiaro, con una scena iniziale in cui il Wolverine di Hugh Jackman si presenta al pubblico neanche fosse l’ultima versione di Freddy Krueger tornata dalle tenebre per vendicarsi. Il messaggio è schietto, non fraintendibile: in questo “Logan” non si fanno sconti e se c’è da picchiare non si guarda in faccia a nessuno, anzi molto spesso le facce vengono addirittura trafitte, se non proprio tagliate via con la testa dai corpi. Scorre molto sangue, rabbia e disperazione infatti in questa nuova avventura, che fa un passo lunghissimo, avanti nel futuro, mostrando la razza mutante praticamente estinta dalla faccia della terra e un Wolverine stanco, avvilito, che guida una limousine con l’intento di mettere da parte i soldi necessari per comprare una barca e fuggire via, chissà dove. Con lui, al sicuro nel rifugio sperduto e trasandato, isolato dalla civiltà, anche un Professor Xavier malato e svigorito dalla vecchiaia, dipendente da medicine e in difficoltà nello gestire il suo enorme potere psichico: che risulta ancora funzionante, tuttavia, per riconoscere le doti piuttosto interessanti di una bambina molto particolare, accompagnata da un infermiera messicana che cerca disperatamente il supporto di Logan per raccontargli una storia che potrebbe cambiare velocemente ogni sua certezza e priorità.

Logan Hugh JackmanSomiglia più a un western, quindi, questa terza pellicola solitaria - che solitaria poi non è - del mutante dagli artigli affilati, rivestito in adamantio. Un viaggio metaforico ed effettivo con il quale la personalità, le ferite e la vera anima del personaggio finalmente escono fuori, identificando come non mai il dolore e la complessità emotiva di un uomo apparentemente si, egoista e testardo, eppure regolarmente incapace di voltare le spalle di fronte alle ingiustizie, schierandosi sempre dalla parte giusta. Ci mette il petto, stavolta Wolverine, i muscoli, il sudore, le urla e le lacrime. Mette in gioco tutto sé stesso per salvare le sorti di una nuova generazione di mutanti a cui non vuole lasciare in eredità la sofferenza che conosce e che ha già vissuto; si trasforma in padre, in figlio, animale feroce e tutto ciò che serve per andare a mettere quel punto a capo che non riguarda solo il suo futuro (al cinema), ma soprattutto quello di coloro che verranno e che non meritano di ripercorrere le stesse tappe, così come di rinunciare a quel concetto di famiglia che in “Logan” a un certo punto fa capolino, tracciando forse il picco emozionale maggiore nel cuore pulsante di noi spettatori.

Perché quello diretto da Mangold - il quale torna e riscatta totalmente il suo lavoro precedente - è un film che ha ben chiaro quale deve essere il suo percorso, un film palesemente ragionato in favore del suo (anti)eroe, con un sottotesto che non salva affatto la razza umana e il suo rapporto con la diversità e che graffia quindi senza chiedere il permesso e nonostante le piccole sbavature che non bastano a ridimensionarlo.
Un film, appunto, che make the Wolverine great again.

Trailer:

mercoledì 15 febbraio 2017

The Circle - Teaser Trailer Italiano Ufficiale

The Circle Poster

Rilasciato il teaser trailer ufficiale, italiano, di "The Circle", il film diretto da James Ponsoldt, tratto dal best seller internazionale "Il Cerchio" di Dave Eggers, con Tom Hanks, Emma Watson, John Boyega e Karen Gillan, al cinema dal 27 Aprile.

Teaser Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Appena fa il suo ingresso nella più grande azienda di tecnologia e social media del mondo, The Circle, Mae (Emma Watson) è incoraggiata dal Fondatore della società Eamon Bailey (Tom Hanks) a rinunciare alla propria privacy e a vivere la sua vita in un regime di trasparenza assoluta. Ma nessuno è veramente al sicuro quando tutti hanno la possibilità di guardare.

martedì 14 febbraio 2017

Vi Presento Toni Erdmann - La Recensione

Toni Erdmann film
Dovere di un genitore è prendersi cura dei propri figli.
Un concetto elementare, scontato, che di primo acchito, magari, non farebbe agitare nessuno (o quasi) dei diretti interessati. D'altronde quale genitore non è attento alla felicità e alla salute del proprio figlio? Chi non si farebbe in quattro per scorgere un sorriso sul volto del suo bambino? Per aiutarlo a superare una difficoltà nel momento del bisogno?
Un compito faticoso, nobile, eppure abbastanza semplice da eseguire finché i nostri figli ce li abbiamo davanti agli occhi: in casa o a portata di macchina. Perché quando, come si dice, per loro arriva il tempo di prendere il volo, di prendere una strada autonoma - che in alcuni casi vuol dire anche dover abitare e lavorare all'estero - tenerli sott'occhio e leggere cosa c’è sotto a un loro sguardo serio, piuttosto che a un atteggiamento anomalo, meno naturale del solito, diventa qualcosa di assai più complesso. Probabilmente impossibile.

Un po’ quello che capita al padre burlone - e molto spesso fuori luogo - di “Vi Presento Toni Erdmann” quando la figlia, trasferitasi a Bucarest per lavoro, torna a casa per qualche giorno anticipando i festeggiamenti del suo compleanno. Praticamente una toccata e fuga, la sua, costellata da sorrisi aridi e da telefonate continue che preoccupano il genitore quanto basta per spingerlo a fare i bagagli e, qualche giorno dopo, andare a vedere da vicino che tipo di vita, la figlia, è stata capace di costruirsi in terra straniera. Visita a sorpresa, neanche a dirlo, non proprio gradita da quest’ultima, che sopporta a fatica le incursioni e l’umorismo di un padre assai ingombrante ed eccentrico, svitato a tal punto da trasformarsi nel personaggio fittizio di Toni Erdmann non appena viene a sapere da lei in prima persona che nella sua vita non c’è spazio (e tempo) per essere felici.
Somiglia a una terapia d’urto allora questo rapporto molto forzato che la regista Maren Ade descrive nella sua pellicola. Con l’ombra di un genitore ostinato, pedante e invadente, immensamente appassionato per la simpatia e gli scherzi tanto quanto capace di risultare spesso irritante e di cattivo gusto, specie per una figlia rigida, in ascesa professionale e sotto l’occhio del ciclone a causa di delicatissime faccende societarie che la vedrebbero capro espiatorio di grandi aziende interessate a licenziare dipendenti, ma non a metterci la faccia, esternalizzando attraverso mosse furbe ed oscure la gestione degli stessi in favore di terzi.

Toni Erdmann Maren AdeDettaglio di sfondo che in “Vi Presento Toni Erdmann” è senza dubbio minuscolo, rilevante il giusto: posto lì a ricordarci un pizzico d’attualità relativa alla crisi economica, forse legata con lo spago, forse no, all’altra crisi, quella sociale della protagonista, che comunque - ribadisce la regista - è importante non far andare assolutamente di pari passo alla principale. La fa un po' facile, se vogliamo Maren Ade, nonostante per arrivare al suo scopo, allunghi oltremisura le dimensioni di una sceneggiatura che avrebbe potuto muoversi sicuramente in maniera più scattante ed incisiva se avesse avuto meno zavorre inutili da portare sulle spalle e più voglia di calcare quel lato comedy di cui si fa ambasciatrice. Come accennato, infatti, volontario o meno, il Toni Erdmann del titolo, così sovversivo e maestro della rottura riesce ad esserlo raramente, centrando il bersaglio dell'anarchia e quell'essere irresistibile che avrebbe dovuto diversificarlo unicamente in un finale ben costruito e azzeccato, che rende puro e apprezzabile l'intento della storia, pur non scacciando via tutte le sue nubi.

Nubi che vanno a vincere nettamente sugli spiragli di luce, sui guizzi di un film che a parte un paio di scene, affanna nel trovare la giusta marcia, sebbene dimostri costantemente di avere gli strumenti per catturare e per tenere viva la partecipazione dello spettatore. Frutti positivi che, a questo punto, staremo a vedere se saprà cogliere meglio l'eventuale, già mezzo annunciato, remake americano, per il quale è pronto a tornare davanti la macchina da presa il gigante Jack Nicholson, che sinceramente nei panni di Toni Erdmann noi già stiamo imparando a vedercelo alla grande.

Trailer:

lunedì 13 febbraio 2017

Ghost In The Shell - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano

Ghost In The Shell Film

Disponibile il nuovo trailer italiano, ufficiale, di "Ghost In The Shell", il nuovo film di Rupert Sanders, tratto dall'omonimo anime di Masamune Shirow, con Scarlett Johansson, Takeshi Kitano, Michael Pitt, Pilou Asbæk e Juliette Binoche, al cinema dal 30 Marzo 2017.

Trailer Italiano Ufficiale:

Sinossi (Ufficiale):
Basato sul marchio di fantascienza di fama internazionale, “Ghost In The Shell” segue la saga di Major, un singolare ibrido umano-cyborg delle operazioni speciali a capo della task force d'elite Section 9. Impegnato a contrastare i più pericolosi criminali ed estremisti, Section 9 affronta un nemico il cui unico obiettivo è eliminare gli sviluppi di cyber tecnologia della Hanka Robotic.

giovedì 9 febbraio 2017

Autopsy - Trailer Italiano Ufficiale

Autopsy Film

Disponibile il trailer ufficiale, italiano, di "Autopsy", il film di André Øvredal, con Emile Hirsh e Brian Cox, in uscita il prossimo 8 Marzo.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
Tommy Tilden (Brian Cox) è un esperto medico legale e gestisce con suo figlio Austin (Emile Hirsch) un obitorio in Virginia. Un giorno lo sceriffo del posto arriva con un caso di emergenza, il cadavere di una donna sconosciuta ritrovato in un seminterrato a seguito di un pluriomicidio. Sembra un caso come tanti, ma nel corso dell’autopsia i due professionisti vengono man mano turbati da nuove, terrificanti scoperte. Il corpo della donna è perfettamente conservato all'esterno, ma all'interno è stato smembrato e rimangono segni di cicatrici e bruciature, come se fosse stata vittima di un orribile e misterioso rituale di tortura. Mentre padre e figlio cercano spiegazioni scientifiche plausibili a queste scoperte raccapriccianti, cose sempre più inspiegabili sembrano succedere nell'obitorio...

L'Inganno - Trailer Italiano Ufficiale

L'Inganno Colin Farrell

Primo trailer ufficiale, italiano per "L'Inganno", il nuovo film di Sofia Coppola, con Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Emma Howard, Oona Laurence, Angourie Rice, Addison Riecke, da Settembre al cinema.

Trailer Ufficiale Italiano:


Sinossi (Ufficiale):
L’adattamento di Sofia Coppola del romanzo The Beguiled, opera di Thomas Cullinan, racconta le vicende di una scuola di ragazze nello stato di Virginia nel 1864. Con l’infuriare della Guardia Civile le ragazze della Miss Martha Farnsworth Seminary for Young Ladies vive protetta dal mondo esterno fino a quando un soldato ferito viene trovato nei paraggi e condotto al riparo.

Rosso Istanbul - Trailer Ufficiale

Rosso Istanbul Poster

Presentato il primo trailer ufficiale di "Rosso Istanbul", il nuovo film di Ferzan Ozpetek, con Halit Ergenc, Tuba Buyukustun, Nejat Isler, Mehmet Günsür, Serra Yılmaz, nelle sale dal 2 Marzo 2017.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
13 Maggio 2016. Orhan Sahin torna a Istanbul dopo 20 anni di assenza volontaria. Come editor deve aiutare Deniz Soysal, famoso regista cinematografico, a finire la scrittura del suo libro. Ma Orhan rimane intrappolato in una città carica di ricordi rimossi. Si ritrova sempre più coinvolto nei legami con i famigliari e gli amici di Deniz che sono anche i protagonisti del libro che il regista deve finire. Soprattutto Neval e Yusuf, la donna e l’uomo a cui Deniz è più legato, entrano prepotentemente anche nella vita di Orhan. Quasi prigioniero nella storia di un altro, Orhan però finisce per indagare soprattutto su se stesso, riscoprendo emozioni e sentimenti che credeva morti per sempre e che invece tornano a chiedergli il conto per poter riuscire a cambiare la sua vita.

mercoledì 8 febbraio 2017

Lego Ninjago: Il Film - Trailer Ufficiale Italiano

Lego Ninjago: Il Film

Rilasciato il primo trailer italiano, ufficiale, di "Lego Ninjago: Il Film", il film d'animazione diretto da Charlie Bean, con le voci (nella versione originale) di Dave Franco, Justin Theroux, Fred Armisen, Abbi Jacobson, Olivia Munn, Kumail Nanjiani, Michael Peña, Zach Woods e Jackie Chan, al cinema da Ottobre 2017.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
In questa avventura Ninjago per il grande schermo, la battaglia per la difesa di Ninjago City chiama all’azione il giovane Lloyd, alias il Ninja Verde, insieme ai suoi amici, che in segreto sono tutti guerrieri e LEGO Master Builder. Guidati dal Maestro di kung fu Wu, tanto spiritoso quanto saggio, devono sconfiggere il perfido signore della guerra Garmadon, la persona più cattiva che esista, che oltretutto è il padre di Lloyd. Mech contro mech e padre contro figlio, nell’epica resa dei conti questa squadra grintosa ma indisciplinata di ninja si mette alla prova: ma ognuno deve imparare a controllare il proprio ego e lavorare insieme per scatenare la propria vera potenza.

La Tartaruga Rossa - Trailer Italiano Ufficiale

La Tartaruga Rossa Studio Ghibli

Disponibile il trailer italiano, ufficiale, di "La Tartaruga Rossa" (qui la nostra recensione), il film di Michael Dudok de Wit, candidato al Premio Oscar per il Miglior Film d’Animazione, in uscita con evento speciale il 27/28/29 Marzo 2017.

Trailer Italiano Ufficiale:



Sinossi (Ufficiale):
Prodotto dal celebre Studio Ghibli, il film racconta le grandi tappe della vita di un essere umano, attraverso la storia di un naufrago su un'isola tropicale deserta e popolata di tartarughe, granchi e uccelli.

martedì 7 febbraio 2017

Life: Non Oltrepassare Il Limite - Nuovo Trailer Italiano Ufficiale

Life Film

Rilasciato il nuovo trailer del film "Life: Non Oltrepassare Il Limite", il thriller fantascientifico diretto da Daniel Espinosa con Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal, in uscita il prossimo 23 Marzo.

Trailer Italiano Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
"Life: Non Oltrepassare Il Limite" racconta la storia dell'equipaggio di una stazione spaziale internazionale in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l'equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente del previsto.

Lego Batman: Il Film - La Recensione

Lego Batman 2017
Mentre il Batman di Ben Affleck sembra non riuscire a risolvere i suoi problemi, rimandando di volta in volta la fase di pre-produzione, ce n'è un altro che di problemi non ne vuole neppure sentir parlare: è quello dall'aria coatta e tronfia che veglia sulla Gotham City costruita in mattoncini Lego, una città che protegge e difende dai criminali senza alcun bisogno d'aiuto e in cui vive prendendo le distanze, adagiato su un isola deserta, che rappresenta metaforicamente anche il suo cuore.

E' un Bruce Wayne/Batman solitario quello protagonista di "Lego Batman: Il Film", orgoglioso al punto da ferire Joker nel profondo, rinnegandolo come nemesi e sbattendogli in faccia che tra loro non c'è mai stato alcun genere di legame. Un uomo che ha smesso di intendere il significato di gioco di squadra, che non concede ad Alfred il ruolo di mentore che gli spetta e tantomeno ha voglia di collaborare con la giustizia per aumentare le capacità di difesa della sua città. Insomma, se non fosse per la tendenza a voler combattere le forze del male, il Cavaliere Oscuro diretto da Chris McKay somiglierebbe assai di più a un cattivo che ad un supereroe da prendere come esempio. Tutta colpa di quella frattura emozionale che, neanche a dirlo, ha a che fare col passato, con la perdita dei suoi genitori che ogni tanto si ritrova a fissare in una foto appesa a una delle pareti della sua dimora, sperando che nessuno sia nei paraggi a scrutarlo e a chiedergli, magari, quanto ne sente la mancanza. Ma si sa, Gotham toglie e Gotham da, e così l'occasione per riscattare quel calore andato perduto arriva dalla trappola che Joker mette in piedi, questa volta non per farsi odiare ancora di più da colui che gli ha spezzato il cuore, ma per distruggere una città che per lui ora ha meno senso di prima, costringendo Batman a fare gli straordinari, a scivolare distrattamente nel ruolo di padre adottivo e a cibarsi la grinta e la determinazione del nuovo capo di polizia donna, che oltre ad obbligarlo a collaborare con le sue forze armate, non le rimane affatto indifferente in termini di attrazione.

Lego Batman RobinMalgrado le premesse, è un Batman tutto da ridere quindi quello nato come spin-off da "The Lego Movie", un Batman che adotta un tipo di comicità demenziale, parodistica, teoricamente trasversale in termini anagrafici, ma forse più aderente ed indicata per un pubblico più acerbo (anche se quando guarda “Jerry Maguire” nella sua saletta cinema possono ridere solo gli adulti). Non sempre infatti il taglio brillante della pellicola riesce a raccogliere gli effetti desiderati, a trovare una quadratura armoniosa, a risultare efficace nello strizzare ironicamente l'occhio alla Storia del personaggio: a cui dimostra comunque di aver dedicato molta cura e attenzione, chiamando in causa riferimenti relativi a versioni televisive, cinematografiche e fumettistiche, comprese di insinuazioni, sottotesti e vezzi. La volontà pare quella di non voler forare mai la barriera del semplice diletto, di accontentarsi della presa in giro, di una caratterizzazione infantile, sebbene a fronte sia percepibile l'esistenza di una trama scaltra nel saper toccare corde interessanti, a cui si poteva dare decisamente più consistenza.

Ma forse, in fondo, è giusto così, forse fa tutto parte dell’universo Lego questo non volersi prendere sul serio. Forse è una prerogativa della casa di mattoncini mettere a disposizione pezzi per costruire sempre qualcosa di simpatico, di spiritoso, sapendo perfettamente di potersi spingere anche altrove, dove però, probabilmente, non gli interessa arrivare.
Una chiave di lettura che potrebbe aiutarci a comprendere (e a digerire) un finale sicuramente non all'altezza delle aspettative, dove le influenze metacinematografiche della pellicola prendono il sopravvento, sposando in pieno le dinamiche del marchio da cui deriva e la linearità che lo rende unico.

Trailer:

lunedì 6 febbraio 2017

Fortunata - Trailer Ufficiale

Fortunata Jasmine Trinca

Disponibile il trailer ufficiale di "Fortunata", il film diretto da Sergio Castellitto e scritto da Margaret Mazzantini, con Jasmine Trinca, Stefano Accorsi, Alessandro Borghi, Edoardo Pesce
e Hanna Schygulla, al cinema dalla primavera 2017.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Fortunata racconta la storia di una giovane madre, forte e coraggiosa, con un matrimonio fallito alle spalle, che quotidianamente combatte per conquistare il suo sogno: aprire un negozio di parrucchiera sfidando il suo destino, nel tentativo di emanciparsi e conquistare la sua indipendenza e il diritto alla felicità.

Omicidio All'Italiana - Trailer Ufficiale

Omicidio All'Italiana Maccio Capatonda

Rilasciato il trailer ufficiale di "Omicidio All'Italiana", il film di Maccio Capatonda, con Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Gigio Morra, Roberta Mattei, Ivo Avido, Fabrizio Biggio, Antonia Truppo e Sabrina Ferilli, al cinema dal prossimo 2 Marzo.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Uno strano omicidio sconvolge la vita sempre uguale di Acitrullo, sperduta località dell’entroterra abruzzese. Quale occasione migliore per il sindaco (Maccio Capatonda) e il suo vice (Herbert Ballerina) per far uscire dall'anonimato il paesino? Oltre alle forze dell’ordine infatti, accorrerà sul posto una troupe del famigerato programma televisivo “Chi l’acciso?”, condotto da Donatella Spruzzone (Sabrina Ferilli). Grazie alla trasmissione e all'astuzia del sindaco, Acitrullo diventerà in men che non si dica famosa come e ancor più di Cogne!
Ma sarà un efferato crimine o un... omicidio a luci grosse??

domenica 5 febbraio 2017

Mamma O Papà - La Recensione

Mamma O Papà Cortellesi Albanese
Esiste un cinema italiano che si reinventa, ed un cinema italiano che preferisce imitare (tralasciando volutamente quello spicchio che raschia il barile, per il quale non abbiamo alcun interesse).
Ora, il cinema italiano che si reinventa, ama sperimentare, rubare, contaminarsi, non si accontenta di una cosa sola, ma va a pescare vari ingredienti con l'intenzione di realizzare qualcosa di nuovo, di fresco. Quello che preferisce imitare invece - e che riguarda da vicino "Mamma O Papà" di Riccardo Milani - ultimamente tende a guardare con grande attenzione al cinema francese, traducendo tendenzialmente storie simili alla nostra cultura in qualcosa di ancor più vicino e aderente.

In "Mamma O Papà" - che riprende la pellicola "Papa Ou Maman" di Martin Bourboulon -  Nicola e Valeria sono una coppia sposata che civilmente sta affrontando la decisione di divorziare. Entrambi si rispettano, hanno un buonissimo rapporto e, mentre pensano a come rivelare l'amara notizia ai propri figli, dormono addirittura dentro lo stesso letto (separati da dei cuscini posti al centro, utilizzati come barriera di prevenzione). Un comportamento esemplare, raro in certi casi, che va in fumo però nell'istante in cui Valeria scopre la relazione del futuro ex-marito con una sua collega d'ospedale, reagendo malissimo e accettando il lavoro in Svezia a cui inizialmente aveva deciso di rinunciare per permettere proprio a Nicola di realizzare il suo sogno e andare cinque mesi a lavorare in Africa: sollevando, di fatto, un enorme interrogativo sull'imminente custodia dei figli che il loro Giudice vorrebbe risolvere chiedendo proprio a quest'ultimi, a tempo debito (qualche settimana), se preferiscono andare a vivere con la mamma o con il papà.
Scoppia così la tanto attesa e promessa guerra senza esclusione di colpi che funge da catalizzatore di risate nella pellicola di Milani, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese disposti a trasformarsi in genitori brutti, cattivi e politicamente scorretti pur di vendicarsi l'uno dell'egoismo dell'altra e viceversa: perdendo di vista l'affetto e l'educazione dei loro tre scalmanati, ribelli e particolari figli che, nel frattempo, devono subirne le conseguenze.

Mamma O Papà Albanese CortellesiIl tentativo è quello di mettere su una commedia corrosiva, immorale, dove la figura del genitore responsabile viene fatta a pezzi e calpestata, mostrando l'immaturità e l'individualismo posti al di sotto che generalmente vengono sepolti o mitigati per quel cosiddetto amore incondizionato o quantomeno per buon senso. Peccato che "Mamma O Papà" realmente spietato, o perlomeno spietato fino in fondo, di esserlo non se la sente proprio, e la cosa non vale solo per un finale orientato comunque al lieto fine (che ci può stare, e va bene), quanto per tutto il resto che lo precede e che non sa mai essere davvero ferocemente divertente o grottesco come le dinamiche e la stoffa dei suoi protagonisti avrebbero voluto e richiesto. Sembra sempre volersi sporgere dal dirupo senza mai trovare coraggio per saltare, il film di Milani, che a forza di tentennare e prendere tempo, perde forse l'occasione di rendere il canovaccio a sua disposizione l'opera paradossale e tagliente che noi spettatori ci auguravamo di incontrare.

Perché per quanto cerchi di mascherarlo o di negarlo con le apparenze, "Mamma O Papà" si rivela un film piuttosto innocuo, capace sicuramente di non annoiare, di trafugare qualche risata (e se le prende tutte, o quasi, il piccolo Giulietto), ma non di sfruttare a pieno quel potenziale che aveva in tasca e con il quale doveva differenziarsi dal seme di origine.
Rendendo in qualche modo vana, o limitata, l'intera operazione di remake italiano che avrebbe dovuto dargli peso e spessore.

Trailer:

venerdì 3 febbraio 2017

Smetto Quando Voglio: Masterclass - La Recensione

Smetto Quando Voglio Masterclass
Era stato lo stesso Sidney Sibilia a fornire dei riferimenti per inquadrare meglio l’operazione dedicata alla prosecuzione (doppia) di "Smetto Quando Voglio". Aveva apertamente dichiarato che sarebbe stato un blockbuster all’italiana, che non avrebbe guardato più alla serialità televisiva e basta, ma avrebbe esteso il suo raggio d’azione anche a quella cinematografica, nello specifico prendendo come riferimento l’archetipo per eccellenza targato Marvel. La verità, però, è che se davvero qualcuno ci chiedesse di trovare un titolo hollywoodiano da paragonare a questo "Smetto Quando Voglio: Masterclass", uno che si avvicini davvero sia al progetto in sé che alle sensazioni suscitate in visione, la scelta migliore a cui ci aggrapperemmo noi, forse, sarebbe l'inaspettato "Prometheus" di Ridley Scott.

Una scelta singolare, che a primo impatto non avrebbe nulla a che spartire con la banda di ricercatori universitari e le smart drugs che inizialmente sintetizzavano e vendevano e che adesso, in collaborazione con la polizia, e nella speranza che quest’ultima davvero gli ripulisca la fedina penale, rintracciano e denunciano. Eppure in “Smetto Quando Voglio: Masterclass” la sorpresa di tornare laddove pensavamo non ci fosse nient’altro da esplorare è la stessa che si avvertiva nel prequel di “Alien”, persino la curiosità di vedere le evoluzioni di un universo che, al contrario dei pronostici, pare avere ancora dei livelli inesplorati da mostrare, è la stessa: con la voglia di alterare le nostre certezze, rimescolandole e rielaborandole. Serie di relazioni che trovano il culmine in un sospeso che è protagonista assoluto di questo secondo capitolo tanto quanto lo era nella pellicola di Scott, imprescindibile, quindi, da quel terzo "Ad Honorem", già girato, in fase di montaggio e previsto in autunno.
E allora si, quando ogni nodo viene al pettine, seppur con forme diverse dalle premesse, l'impressione è davvero quella di trovarci di fronte ad un fenomeno singolare per il nostro cinema, un fenomeno a cui non siamo abituati e che nel suo rivelarsi, è normale, riesce a stupire e a stimolare divertimento nello spettatore.

Smetto Quando Voglio 2Però rispetto a quel che fu è da approcciare in maniera piuttosto diversa questa nuova avventura: perché adesso tutto si è fatto molto più grande, più studiato, pensato non per impressionare e sperimentare come in principio, ma per accontentare la fame e la sete di chi sta dall'altra parte. Missione che Sibilia e tutto il suo team accettano e portano avanti, chiaramente, con lo stesso entusiasmo che li ha contraddistinti, sebbene ogni tanto l'andare a strusciare contro quei paletti, prima assenti, e farsi qualche graffio, sia un effetto collaterale inevitabile, se non addirittura, previsto e messo in conto. Allarga la banda "Smetto Quando Voglio: Masterclass", aggiunge tre cervelli in fuga che poi proprio in fuga non sono, come dice uno di loro: visto che non hanno abbandonato il paese per volontà o per capriccio, ma perché costretti dalla mancanza reale di possibilità. Si inventa una sceneggiatura che strizza abbondantemente l'occhio a "Romanzo Criminale", con "delinquenti" e Stato mano nella mano per lavare ognuno le mani sporche dell'altro: un'aggancio obiettivamente lineare, intelligente, sensato e dal sapore storico.
Insomma, all'improvviso tutto sembra avere criterio, tutto sembra non solo calzare, ma quasi essere sempre stato calcolato e previsto in partenza: così come la rettifica di quel paio di scene che avviene in apertura, in cui si va a modificare un po' la prospettiva di ciò che ricordavamo, pur mantenendone la solidità.

Ma allora cos'è che rende tutto ciò sospeso? Da dove vengono quei graffi?
I graffi vengono dalla gestione di un villain che, tirando le somme, in questo frangente viene a mancare tanto, immensamente. Un villain che Sibilia preferisce annunciare (lo vediamo), ma non rivelare in tutta la sua interezza, per tenerselo caldo in attesa dello scontro finale che andrà a chiudere, poi, ufficialmente la saga. Ciò costringe "Smetto Quando Voglio: Masterclass" a rinunciare alla compiutezza totale che aveva il suo predecessore, a dilatare un tantino la sua prima parte e a recuperare terreno nella seconda, quella in cui, appunto, l'azione migliore comincia a venir fuori e ad innescare la golosità scalpitante dello spettatore.
Il quale, per sfamarsi, tuttavia dovrà attendere con pazienza l'arrivo del prossimo anno.

Trailer:

mercoledì 1 febbraio 2017

Slam: Tutto Per Una Ragazza - Trailer Ufficiale

Slam Tutto Per Una Ragazza Molaioli

Disponibile il trailer ufficiale di "Slam: Tutto Per Una Ragazza", il nuovo film di Andrea Molaioli, tratto dal romanzo "Slam" di Nick Hornby e passato qualche mese fa all'ultimo Festival di Torino. Uscirà nelle nostre sale il prossimo 23 Marzo e sarà interpretato da un cast composto da Ludovico Tersigni, Jasmine Trinca, Barbara Ramella e Luca Marinelli.

Trailer Ufficiale:


Sinossi (Ufficiale):
Samuele ha sedici anni e una grande passione per lo skateboard. Passa le sue giornate con gli amici tra salti, evoluzioni e cadute, e coltiva un'amicizia tutta immaginaria con il suo eroe, Tony Hawk, il più grande skater di tutti i tempi. Sam vorrebbe andare all'università, viaggiare, magari vivere in California. Vorrebbe soprattutto essere il primo della sua famiglia a non inciampare nell'errore di diventare genitore a sedici anni, come è capitato a sua mamma e a sua nonna. È però difficile sfuggire al singolare destino della sua famiglia specie quando incontra Alice, lei è meravigliosa e sembra rappresentare tutto ciò che desidera...

Billy Lynn: Un Giorno Da Eroe - La Recensione

Billy Lynn Ang Lee
Innanzitutto una questione tecnica: l’ultimo film di Ang Lee, così come il regista lo ha concepito, quasi nessuno, America compresa, è riuscito ancora a vederlo. Questo perché “Billy Lynn: Un Giorno Da Eroe” è stato il primo lavoro ad essere stato girato in 4K a 120fps, una tecnologia superiore a quella sperimentata da Peter Jackson per “Lo Hobbit” che quasi nessun cinema, ad oggi, è ancora in grado di assecondare.

Va da sé, quindi, che l’esperienza visiva della pellicola a disposizione della maggior parte degli spettatori non sarà mai perfettamente speculare a quella che Lee aveva pensato e in cui sperava inizialmente. E parliamo di esperienza visiva perché bene o male “Billy Lynn: Un Giorno Da Eroe” è praticamente così che va recepito, con tutte le digressioni, proiezioni, sguardi in favore di macchina, ricordi e immagini di guerra che il personaggio principale - quello del titolo per intenderci – rivive durante un tour di propaganda di due settimane organizzato in patria a seguito di una missione compiuta in Iraq e divenuta simbolo per un intero paese attraverso un filmato dal sapore eroico, ripreso accidentalmente da una telecamera abbandonata sul posto. Siamo nel 2004, ovviamente, e i soldati della squadra Bravo stanno per affrontare l’ultima tappa di celebrazione che li vedrà impegnati nell’intervallo di una partita di football in cui appariranno sul palco a fare da sfondo alla performance delle Destiny's Child. Una modalità di raccontare la guerra, le sue ripercussioni, ma soprattutto il suo significato all’interno di un paese, che sicuramente suonerà abbastanza inedita e particolare a chiunque si aspetti di vedere il classico war-movie imbottito di retorica e di soliti argomenti. Quello del regista taiwanese infatti, con tutte le ombre di retorica che gli si potrebbero o meno andare a individuare, e che nella maggior parte dei casi suonano addirittura come una spinta volontaria e sensibilizzante, è qualcosa di relativamente fresco, insolito, dal sapore amaro e malinconico, non tanto dal punto di vista dell’atto di cui si fa carico, quanto da quello dei soldati arruolati e sponsorizzati, il cui valore, sforzo e coraggio esiste e persiste unicamente se quel ruolo interpretato non smette di essere esercitato.

Billy Lynn: Un Giorno Da Eroe Ang LeeUn simbolo la cui luccicanza è direttamente proporzionale all’essere totalmente devoto, sacrificato, strumentalizzato allora, e che dal momento in cui si volesse decidere di dismettere, uscendo di scena, nonostante gli onori guadagnati, il rischio è quello di cominciare immediatamente a svalutare la propria figura, perdere attrazione, adorazione, per non parlare poi del senso di tradimento inflitto a compagni e paese. Perché, ci tiene a sottolineare Lee, la guerra non è mai di chi la combatte armi alla mano e occhi al terrore, ma di coloro che ne assorbono il riflesso, le gesta, la seguono a distanza e ci speculano sopra, esaltando l’immaginario di una nazione sostanzialmente popolata e comandata da bambini. Non si possono chiamare diversamente, del resto, le figure che gravitano attorno a Billy e alla sua compagnia, a cominciare dal magnate di Hollywood che vuole fare un film sulla loro impresa, ma senza la serietà di chi realmente crede in quel che dice, passando per l’imprenditore di petrolio che vede nell’Iraq e nel loro lavoro una chance per allargare le sue finanze, terminando infine con una cheerleader il cui amore per Billy è più che altro egoistico e religioso che romantico.

C’è un solo personaggio a remare controcorrente in “Billy Lynn: Un Giorno Da Eroe”, ed è la sorella del protagonista interpretata da Kristen Stewart, che prova in tutti i modi a riprendersi il fratello chiedendogli a ripetizione di non tornare laddove finora è riuscito a sopravvivere. I suoi discorsi, i suoi ragionamenti sono in tutto e per tutto quelli di chi è attivo politicamente, di chi non si lascia incantare dalle note del pifferaio magico, ma quando intorno c’è una tavolata di persone infastidite da ciò che dici, che rappresentano un po’ il paese-tutto, il rischio più grande è comunque quello di sprecare fiato, venire azzittiti e passare da emarginati. Sfogando inevitabilmente, poi, la rabbia verso un sistema completamente deviato e irrefrenabile.
Un sistema che sicuramente Lee, anche se con qualche pecca, prendendo spunto dal romanzo di Ben Fountain (in Italia "E' Il Tuo Giorno, Billy Lynn!"), ha saputo fotografare e mettere in scena acutamente.

Trailer: